{"id":81283,"date":"2023-09-05T10:30:31","date_gmt":"2023-09-05T08:30:31","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81283"},"modified":"2023-09-05T10:11:04","modified_gmt":"2023-09-05T08:11:04","slug":"indifferenza-o-dellemergenza-educativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81283","title":{"rendered":"Indifferenza. O dell\u2019emergenza educativa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA FIONDA (Salvatore Bianco)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-81284\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Giovani-e-violenza-l-emergenza-educativa_articleimage-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Giovani-e-violenza-l-emergenza-educativa_articleimage-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Giovani-e-violenza-l-emergenza-educativa_articleimage-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Giovani-e-violenza-l-emergenza-educativa_articleimage.jpg 870w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Forse tra le tante emergenze che a torto o ragione vengono evocate, sicuramente manca all\u2019appello quella che dovrebbe destare pi\u00f9 preoccupazione, perch\u00e9 attiene alla riproduzione sociale. Intendiamo riferirci all\u2019emergenza educativa. Abbiamo venduto da un bel po\u2019 l\u2019anima al diavolo o al mercato capitalistico, che \u00e8 poi dire il medesimo. Ebbene, da tempo il tardo capitalismo ha rotto gli argini e nella sua smisurata hybris si \u00e8 messo a fabbricare in proprio le risorse umane che servono alla causa, senza tollerare interferenze di sorta[1]. Cos\u00ec ci siamo ritrovati proiettati nella scuola delle competenze e della meritocrazia, nel quadro di una societ\u00e0 disintegrata che meglio sarebbe appellare giungla o foresta. Ma esaminiamo pi\u00f9 d\u2019appresso la malattia per poi valutarne le conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma cos\u2019\u00e8 accaduto che ci dovrebbe tutti ugualmente inquietare? Nelle scuole di ogni ordine e grado, dallo scorcio del secolo scorso, in pratica, non si educa pi\u00f9 ma ci si limita ad istruire[2]. E\u2019 cos\u00ec che ha voluto un cattivo paradigma socioeconomico, che da quarant\u2019anni e pi\u00f9 ammorba le nostre societ\u00e0, nell\u2019indifferenza o con la complicit\u00e0 esplicita della politica. A scuola come del resto in qualsiasi anfratto di vita vissuta deve valere l\u2019imperativo categorico mercatista, per cui occorre selezionare i mastini pi\u00f9 feroci per la competizione anzich\u00e9 educare cittadini a \u00abdesideri di migliori libert\u00e0\u00bb. Per perseguire questo unidimensionale scopo servono competenze, nozioni e basta. Ora, i sentimenti che sono un fatto prettamente culturale andrebbero invece ugualmente insegnati attraverso il repertorio dei \u201cclassici\u201d della cultura (secondo la definizione insuperata che ne fornisce Calvino). Ma in siffatta cornice non trovano alcun diritto di cittadinanza. Se i sentimenti non si coltivano per\u00f2, la personalit\u00e0 non pu\u00f2 fiorire e rimane preda delle pulsioni, che hanno s\u00ec molto meno pretese ma sono cieche. Peccato insomma che sia solo il sentimento, non certo il semplice impulso, a far risuonare emotivamente dentro di noi la presenza dell\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Senza un\u2019educazione sentimentale adeguata non \u00e8 neppure immaginabile avviare un percorso di riconoscimento, dove l\u2019altro smette di essere solamente un mezzo per prendere la consistenza di un fine. Tutte le principali scuole di pensiero di vario orientamento, con accenti diversi, convergono nel non attribuire all\u2019animale uomo istinti rigidi. Al riguardo Gehlen parla in riferimento all\u2019uomo di \u00abnatura mancante\u00bb (meglio forse dire: natura eccedente). Ci\u00f2 comporta che la sua identit\u00e0 o soggettivazione, con termine pi\u00f9 \u00e0 la page, \u00e8 un dono sociale non negoziabile. L\u2019individuo, dunque, tanto celebrato ed osannato \u00e8 solo il costrutto astratto della persona che noi ontologicamente sempre siamo. Tutti i processi di crescente individualizzazione e disumanizzazione, correlati al tecno-capitalismo dilagante, hanno portato a recidere buona parte dei legami sociali che la storia precedente in Occidente aveva conosciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli assetti politico-istituzionali scaturiti dal secondo conflitto mondiale avevano individuato nel lavoro e nella cultura il controveleno per tenere a freno gli animal spirits del mercato. L\u2019ipoteca umanistica faceva s\u00ec che fosse in gioco la fioritura della persona, che lo Stato e la politica si impegnavano a promuovere mediante la piena occupazione e la scuola pubblica. Come nel peggiore degli incubi nel breve volgere di un decennio o poco pi\u00f9, complice il tracollo del socialismo reale che comunque rappresentava un contraltare, \u00e8 cambiato il contesto e la narrazione di completamento. Dal primato della politica, con pur tutte le sue enormi contraddizioni, prima fra tutte quella di non aver saputo contrastare la deriva consumistica che Pasolini e Berlinguer, tra i pochi, ebbero la capacit\u00e0 di intercettare, si \u00e8 passati alla dittatura dell\u2019universale astratto dell\u2019economico, che nella sua \u00abfuria dell\u2019accrescimento\u00bb, in combutta con le mirabolanti imprese dell\u2019elettronica, ha perso di interesse per la questione dell\u2019umano e per i suoi bisogni pi\u00f9 elementari: un lavoro, una casa e la dignit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Noi oggi assistiamo sgomenti alla formazione di giovani amputati della dimensione sentimentale e di conseguenza della capacit\u00e0 riconoscitiva, compensata in modo maldestro da competenze e conoscenze nozionistiche di ogni genere. Non devono pertanto sorprendere gli ultimi episodi di cronaca (Palermo, Caivano) ma piuttosto indignarci. Innanzi al tribunale della ragione occorrerebbe trascinare l\u2019intero sistema formativo che ha fatto naufragio nella sua principale missione quale quella antropogenica, di umanizzazione dell\u2019umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se non interveniamo subito in qualche modo, si presume dal basso, noi ci ritroveremo tutti precipitati \u2013 ma forse in parte gi\u00e0 lo siamo \u2013 in una et\u00e0 dall\u2019assoluta indifferenza. Ci abitueremo a vivere cos\u00ec in comunit\u00e0 umane che di quel consorzio recheranno solo il nome. In realt\u00e0 saranno costituite integralmente dai atomi anomici confinati in apposite celle digitali, sempre connessi e mai in relazione. Senza un\u2019educazione sentimentale noi strutturalmente, anche per effetto della pervasivit\u00e0 dei nuovi dispositivi tecnologici binari (on\/off), non siamo pi\u00f9 attrezzati per sentire spontaneamente l\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se la disamina \u00e8 corretta, la guerra intersoggettiva \u00e8 gi\u00e0 scoppiata da tempo, senza possibilit\u00e0 alcuna che possa convertirsi a breve in lotta per il riconoscimento. Che poi, a sua volta, possa esplodere in termini sistemici catastrofici \u00e8 solo questione di tempo e di congiunture storiche. Converrebbe unire gli sforzi in una \u00absocial catena\u00bb per salvare la scuola dalla sua deriva, per provare almeno a falsificare la cupa profezia di Heidegger secondo cui solamente un dio ormai potr\u00e0 salvarci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[1] Lelio Demichelis, La societ\u00e0-fabbrica, Luiss University Press, 2023.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[2] In un precedente intervento Basta! Contro la barbarie dell\u2019alternanza scuola-lavoro si articola tale distinzione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/31\/indifferenza-o-dellemergenza-educativa\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/31\/indifferenza-o-dellemergenza-educativa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Salvatore Bianco) Forse tra le tante emergenze che a torto o ragione vengono evocate, sicuramente manca all\u2019appello quella che dovrebbe destare pi\u00f9 preoccupazione, perch\u00e9 attiene alla riproduzione sociale. Intendiamo riferirci all\u2019emergenza educativa. Abbiamo venduto da un bel po\u2019 l\u2019anima al diavolo o al mercato capitalistico, che \u00e8 poi dire il medesimo. 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