{"id":81313,"date":"2023-09-07T11:00:17","date_gmt":"2023-09-07T09:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81313"},"modified":"2023-09-06T12:09:01","modified_gmt":"2023-09-06T10:09:01","slug":"leredita-di-pietro-i-il-grande-nella-storia-della-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81313","title":{"rendered":"L\u2019eredit\u00e0 di Pietro I \u201cil Grande\u201d nella storia della Russia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di GEOPOLITIKA.RU (Pietro Missiaggia)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-81314\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/imm-pietro-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/imm-pietro-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/imm-pietro.jpg 746w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>1.1 Premessa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il testo della storica e professoressa di storia russa allo University College di Londra, Lindsey Hughes (1949-2007) inerente alla figura dello Zar di Russia, Pietro I \u201cIl Grande\u201d Romanov1, \u00e8 una delle fonti principali per comprendere la figura del monarca russo e il suo operato: l\u2019eredit\u00e0 che ha lasciato al suo popolo continua tutt\u2019oggi nella Federazione Russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il testo a seguire si concentrer\u00e0 nell\u2019analisi dell\u2019eredit\u00e0 e della ricezione della figura e dell\u2019operato di Pietro il Grande, in particolare basandosi sugli ultimi due capitoli del saggio di Hughes, Pietro Il Grande edito nel 2002 in lingua inglese ed in italiano per Einaudi nel 2012: XI. Eredit\u00e0 e XII. Commemorando Pietro, da integrare con La storia della Russia che consideri lo sviluppo della Russia fino ai nostri giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>2.2 La morte dello Zar<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nelle prime settimane del gennaio 1725, Pietro si trov\u00f2 a combattere con problemi alla vescica, acuiti, sembrerebbe, dalle tradizionali baldorie del Natale Ortodosso nonch\u00e9 dalla cerimonia sul ghiaccio del 6 gennaio: il monarca soffr\u00ec di giornate di agonia dovute all\u2019impossibilit\u00e0 di urinare con brevi periodi di leggero miglioramento. Il 25 gennaio, i medici stranieri, che assistevano la malattia del vecchio Zar riuscirono ad estrarre circa un litro di urina putrida, procedura che port\u00f2 ad un\u2019alta febbre; lo stesso giorno, i medici redassero una lettera al re di Prussia facendola sembrare scritta dallo stesso Pietro affinch\u00e9 mandasse il suo medico personale. Inoltre ci fu un ordine di scarcerazione di prigionieri \u201cper la salute del sovrano\u201d nonch\u00e9 continue preghiere ventiquattr\u2019ore su ventiquattro. Tuttavia sia la richiesta d\u2019aiuto inoltrata verso la Prussia, che non sopraggiunse in tempo, sia le preghiere, le scarcerazioni e le cure si rivelarono del tutto inutili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pietro mor\u00ec il 28 gennaio 1725 per infezioni. Nelle parole dell\u2019arcivescovo, uno dei promotori delle riforme petrine, Feofan Prokopovi\u010d, racconter\u00e0 l\u2019espiazione del monarca come \u201cavvenuta nella santit\u00e0 della piet\u00e0, tra le quattro e le cinque del mattino del 28 gennaio 1725, nel suo studio su un lato del salone grande al primo pianto del Palazzo d\u2019Inverno\u201d2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pietro I Romanov aveva alla morte, secondo i meticolosi resoconti ufficiali, 52 anni, 7 mesi e 29 giorni e la morte era sopraggiunta nell\u2019anno quarantaduesimo, del mese settimo e terzo giorno del suo regno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo le fonti contemporanee, si pu\u00f2 confermare che lo Zar mor\u00ec di un\u2019infiammazione alle vie urinarie che port\u00f2 ad una sorta di ritenzione, chiamata renella; nonch\u00e9 sembra, sempre da una diagnosi moderna basata sulle fonti dell\u2019epoca, che il monarca potesse soffrire anche di un disturbo alla prostata. Inevitabilmente, a seguito della morte di Pietro, si diffusero nel periodo voci di un possibile avvelenamento da parte della consorte Caterina e\/o dal Principe e Generale Aleksandr Men\u0161ikov, confidente di Pietro durante il suo regno3. Ma nonostante le voci sul presunto avvelenamento, la morte di Pietro Il Grande gett\u00f2 la Russia in una profonda crisi politica, come descritto dallo studioso Paul Bushkovitch4, perch\u00e9 lo stesso Zar non riusc\u00ec a mettere in pratica la sua legge di successione dinastica, che autorizzava il sovrano a nominare a suo piacimento l\u2019erede al trono. Sembra, secondo alcune testimonianze, che in punto di morte, decise proprio sua moglie Caterina, ma di ci\u00f2 non si \u00e8 sicuri. Sta di fatto che comunque la consorte godette dell\u2019appoggio della corte e della guardia imperale a scapito del piccolo Pietro II e delle figlie dello Zar. Il principio della legge di successione del 1722 guardava non tanto all\u2019anzianit\u00e0 od al sesso del successore ma \u201cal merito5\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con la morte di Pietro si chiudeva un\u2019epoca. La Russia durante il suo regno era cambiata: Paul Bushkovitch scrive: \u201cIl regno di Pietro Il Grande coincise con la pi\u00f9 grande trasformazione vissuta dalla Russia alla Rivoluzione del 19176\u201d ma questa trasformazione non era tanto socio-economica come quella successiva sovietica che and\u00f2 a toccare ed a rimodellare molte sovrastrutture del passato \u2013 come il servaggio- ma ci\u00f2 che lo Zar Pietro cambi\u00f2 con decisione fu \u201cla struttura e la forma dello stato, trasformando il tradizionale regno zarista in una variante della monarchia europea7\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La morte di Pietro divenne l\u2019occasione per molti artisti per ritrarre il sovrano nella sua magnificenza e per commemorarlo: in un dipinto, attribuito all\u2019artista di Ivan Nikitin (1688-1742), considerato da alcuni precursore del realismo russo, il monarca \u00e8 ritratto sul letto di morte con \u201cl\u2019impressione del riposo\u201d quasi a rappresentare una metafora \u201cdella lotta condotta da Pietro per tutta la vita nello sforzo di portare la Russia verso il mondo moderno8\u201d. Il ritratto sembra esprimere l\u2019intensit\u00e0 delle icone russe sacre: il volto stesso dello zar \u00e8 sintesi di una vita terrena di imprese laiche ma allo stesso tempo miracolose; secondo i successivi storici dell\u2019arte sovietica il quadro condensa in s\u00e9 una forte sensibilit\u00e0 patriottica tipicamente russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019altra opera degna di attenzione \u00e8 il modello di cera di Pietro Il Grande (successivo a diverse maschere mortuarie e calchi del sovrano) realizzato da Carlo Bartolomeo Rastrelli, originario di Firenze. Il modello \u00e8 rappresentato con gli abiti indossati da Pietro per l\u2019incoronazione di Caterina, in una posa maestosa che ne esalta l\u2019onore e la dignit\u00e0 reale quasi sacrale. Ed in effetti questo modello di cera veniva incontro ad una santit\u00e0 ortodossa che si manifestava nell\u2019incorruttibilit\u00e0 del corpo: la stessa salma del sovrano aveva maschere funerarie e ritocchi con il fine di preservare la sua forza del monarca, di perpetuare la \u201cluce dell\u2019innovazione\u201d nelle \u201ctenebre\u201d di certo \u201coscurantismo russo\u201d preminente prima delle sue riforme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La salma dello zar fu esposta dai primi di febbraio fino al dieci di marzo al Palazzo d\u2019Inverno per permettere al pubblico di accedere alla camera ardente per l\u2019ultimo saluto. La bara era circondata da tavoli cappeggianti il suo baldacchino, i suoi speroni e il suo vestiario nonch\u00e9 gli ordini militari e cavallereschi pi\u00f9 importanti fra i quali primeggiava quello di Sant\u2019Andrea; oltre a ci\u00f2 erano presenti quattro statue bronzee rappresentanti la Russia in lacrime, l\u2019Europa, Marte ed Ercole nonch\u00e9 quattro piramidi di marmo bianco con geni in atteggiamento di lutto che raffiguravano la Morte, il Tempo, la Gloria e la Vittoria recanti le scritte: \u201cSollecitudine verso la chiesa, riforma della cittadinanza, addestramento dell\u2019esercito e costruzione della flotta9\u201d. Un drappo sempre presente sulle piramidi esortava tutta la Russia ad affliggersi per la perdita del monarca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019enorme corteo funebre, le persone che primeggiavano al suo centro erano il carpentiere britannico Joseph Noye, il Generale Men\u0161ikov e la moglie Caterina con le sue figlie. L\u2019arcivescovo Feofan Prokopovi\u010d fece un\u2019orazione al defunto Zar chiamandolo \u201cSansone\u201d per la sua strenua difesa della patria, \u201cMos\u00e8\u201d per il suo ruolo di legislatore, \u201cSalomone\u201d grazie al suo raziocinio ed alla sua saggezza, e infine \u201cDavide e Costantino\u201d in riferimento alla sua riforma della Chiesa. L\u2019Autocrate di tutte le Russie, secondo un\u2019iscrizione riportata sulla tomba, lasci\u00f2 il regno terreno e migr\u00f2 nel regno celeste nel d\u00ec di 28 gennaio del 1725.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>3.3. La ricezione di Pietro nella monarchia zarista<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo le testimonianze fornite dalle cronache e dalle corrispondenze ufficiali dell\u2019epoca, molti piansero la morte dello Zar, perfino gli studenti russi ad Amsterdam. Stabilire chi piangeva per disperazione a causa della morte di un amato monarca era abbastanza facile, mentre \u2013 secondo la Hughes \u2013 meno facile era sicuramente stabilire la reazione dei dissidenti religiosi alla morte di Pietro: i tradizionalisti consideravano certe scelte dello Zar \u2013 come l\u2019utilizzo di maiali ed orsi attaccati ai carri \u2013 una forma \u201cbestiale\u201d e una prova che egli fosse l\u2019Anticristo10.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il breve regno della moglie Caterina I, che successe a Pietro e termin\u00f2 con la sua morte nel 1727, fu visto come un governo ove ella \u201cpoteva governare nello spirito di Pietro11\u201d poich\u00e9 in qualche modo, si pensava, che fosse addirittura una sua \u201ccreazione\u201d come l\u2019oro nel crogiolo di un alchimista; a ci\u00f2 si aggiungeva la retorica di Caterina come \u201cmadre della Russia\u201d nonch\u00e9 diversi ricorsi alle storie dei sovrani classici ed alle dee. I contemporanei addirittura scrissero che \u201cPietro diede ai Russi il corpo, ma Caterina diede loro l\u2019anima12\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alcuni sovrani ammiravano Pietro pi\u00f9 di altri, ma ufficialmente la sua fama era inviolabile. Da Caterina I passando poi per Caterina II fino ad Alessandro III e Nicola II tutti in qualche modo, nelle loro decisioni, invocavano lo \u201cspirito di Pietro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fra i sovrani suoi successori che si sentivano legati all\u2019immagine di Pietro Il Grande, quello che primeggiava, fu lo Zar Nicola I (1796-1855); anche se nessuno dei tradizionali anniversari volti per commemorare l\u2019immagine di Pietro cadevano sotto il suo regno egli fece di tutto per commemorarlo in ogni occasione possibile. Uno dei primi luoghi, che a buon titolo potevano considerarsi \u201cluoghi di Pietro\u201d ove lo Zar, durante la sua vita, visse o se ne serv\u00ec in qualche modo, fu la sua prima casetta edificata a San Pietroburgo racchiusa in un involucro protettivo per volere del sovrano. La piccola casetta in legno che Pietro usava come abitazione nei tempi della costruzione di San Pietroburgo fu anche una componente fondamentale del mito della sua immagine; che dipingeva il sovrano come un uomo modesto e pieno di virt\u00f9: egli viveva in una semplice casetta che si stagliava su uno sfondo pittoresco. Molti opuscoli che avevano anche uno scopo educativo, mettevano in evidenza il fatto, che uno studente dovrebbe mettere in comparazione la casetta di modeste dimensioni del vecchio Zar con il Palazzo d\u2019Inverno sede dei suoi successori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Durante il regno di Nicola I, la casetta divenne anche una cappella; venne trasformata in una sacra chiesa per tutti coloro che afflitti ed amareggiati cercavano la misericordia di Dio; nonch\u00e9 per gli studenti, che a quanto pare, si recavano in visita alla cappella prima degli esami di aprile e maggio13. Per Nicola I, che non ebbe la possibilit\u00e0 di commemorare Pietro in occasioni particolari, salvo che egli venne incoronato ad un secolo di distanza dalla morte del suo predecessore; egli ebbe ad indicare il vecchio monarca come \u201cil benefattore della patria Pietro il Grande\u201d 14e come colui che si batt\u00e9 intensamente per l\u2019orgoglio nazionale e la patria russa portandola a glorie e grandezze infatti non si trover\u00e0 \u201cin tutta la storia un altro esempio simile15\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ultimo Zar, Nicola II, cerc\u00f2 di richiamarsi per le sue campagne militari: nella Guerra Russo-Giapponese e nella Grande Guerra alle campagne militari di Pietro. Il sovrano, inoltre, invit\u00f2 in un discorso \u201ctutti i veri russi di sostenere ed amare16\u201d Pietro nonch\u00e9 i ritratti ufficiali di Nicola II spesso venivano messi a fianco di un ritratto di Pietro negli edifici pubblici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo secoli, nel 1917, il potere zarista croller\u00e0 prima con la rivoluzione di Febbraio e la Repubblica russa di Kerenskij e poi con l\u2019avvento del bolscevismo nel novembre dello stesso anno. Quindi che rimase della ricezione di Pietro nella nuova Russia? Di questo si parler\u00e0 nel paragrafo a seguire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>4.4 La ricezione di Pietro il Grande nell\u2019Unione Sovietica e nella Federazione Russa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con la rivoluzione d\u2019Ottobre del Novembre 1917 e con l\u2019instaurazione del Potere sovietico nel dicembre del 1922 gran parte delle effigi e dei monumenti del passato imperiale russo vennero colpite dalla furia iconoclasta dei bolscevichi; anche l\u2019immagine di Pietro venne colpita dal nuovo regime: diversi busti vennero demoliti e fusi nonch\u00e9 molti quadri distrutti. Si propose addirittura, durante il periodo di \u201cfuria rivoluzionaria\u201d (1920-30) l\u2019idea di abbattere tutti gli edifici e i monumenti costruiti dieci anni prima. La famosa statua equestre di Falconet (1768-78) raffigurante Pietro I il Grande, \u201cIl Cavaliere di Bronzo\u201d fu salvato per il suo \u201cdisegno unico e per la sua ingegnosit\u00e0 tecnica17\u201d nonch\u00e9 per i suoi collegamenti storici con Pu\u0161kin e i decabristi. Il Cavaliere di Bronzo venne rappresentato, spesso, anche in epoca sovietica su francobolli e monete commemorative sia nell\u2019anno della morte di Lenin e nel seguente periodo di Stalin, sia durante la destalinizzazione di Chru\u0161\u010d\u00ebv e Br\u00e9\u017enev fino alla Perestrojka di Gorba\u010d\u00ebv18.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La casetta di Pietro venne posta nel 1918 sotto tutela della nuova Autorit\u00e0 per i musei e nel 1930 la cappella venne \u201cliquidata\u201d e la casetta venne considerata come un prezioso monumento di cultura concreta che caratterizzava l\u2019iniziale fase urbanistica di San Pietroburgo, ribattezzata nel 1924 per via della morte del fondatore dell\u2019URSS Vladimir I. Lenin come \u201cLeningrado\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La stessa casetta sar\u00e0 successivamente pi\u00f9 volte spostata e rivalutata come \u201cmonumento militare\u201d e \u201cdel lavoro\u201d ma la figura di Pietro viene in qualche modo estraniata dal monumento della casetta rivisitato in chiave militare e proletaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La figura dello Zar dopo un periodo di relegazione venne rivaluta con l\u2019approvazione di Stalin; ci\u00f2 imped\u00ec che la sua figura sparisse dalle arti visive nonch\u00e9 dalla memoria dei popoli che componevano l\u2019allora Unione Sovietica19. Stalin disse che \u201cIl Marxismo non negava del tutto il ruolo di individui straordinari\u201d. Gli eroi risvegliati dal passato furono rimodellati per adattarsi alla nuova ideologia marxista-leninista che permeava il nuovo regime. Stalin ammirava Pietro il Grande, anche se non tanto quanto Ivan IV il Terribile, ma apprezzava i parallelismi fra la sua figura e quella di Pietro. Dichiar\u00f2, nel 1928, che \u201cQuando Pietro il Grande, che doveva trattare con i pi\u00f9 evoluti paesi dell\u2019Occidente, costru\u00ec febbrilmente fortificazioni e opifici per rifornire l\u2019esercito e rinforzare le difese del paese, questo fu un tentativo originale per fare un balzo fuori dalla struttura dell\u2019arretratezza20\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019obiettivo che Stalin si prefisse, e raggiunse pure, era analogo a quello di Pietro il Grande: mettersi alla pari delle nazioni occidentali, nel caso di Pietro per uscire dall\u2019oscurantismo, nel caso di Stalin per mettersi alla pari industrialmente e tecnologicamente con le nazioni europee e gli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019immagine del nuovo capo sovietico non poteva basarsi solo sul raziocinio economico del marxismo, ma doveva creare un tipo di culto sia di Stalin che del predecessore, Lenin, che si sostituiva a quello delle icone religiose ed imperiali; e si cercava pure conferma nelle figure del passato come quella di Pietro viste come utili per il concretizzarsi sia di un presente autocratico nonch\u00e9 di una rivoluzione autenticamente sociale e volta ai contadini ed agli operai21. Secondo lo storico marxista tedesco Arthur Rosenberg (1889-1943) nella sua \u201cStoria del Bolscevismo\u201d paragon\u00f2, nonostante le sue dure critiche a Stalin, quest\u2019ultimo a Pietro; nel suo tentativo di riforma sociale il socialismo staliniano si avvicinava di pi\u00f9 ad una forma di \u201ccapitalismo di stato\u201d vicino alle riforme petrine piuttosto che all\u2019applicazione pratica dei principii marxisti22.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I luoghi e le statue di Pietro, insieme ad altri monumenti precedenti alla rivoluzione bolscevica, riassunsero il loro ruolo durante la difesa della citt\u00e0 di Leningrado dall\u2019assedio dei tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale; nel 1941 montanari ed operai specializzati in riparazioni di campanili mimetizzarono il campanile della Cattedrale dei Santi di Pietro e Paolo; cui questa guglia divenne uno dei simboli della difesa della citt\u00e0. Il Cavaliere di Bronzo venne coperto per essere protetto dai bombardamenti aerei come voleva quella leggenda secondo cui se si proteggeva la statua di Pietro, la citt\u00e0 non sarebbe caduta ed infatti non cadde; la Statua dello Zar divenne il simbolo della lotta vittoriosa contro l\u2019ingerenza straniera nonch\u00e9 filo conduttore che unisce la grande gloria dei russi alle vittorie dei giorni nostri23. Anche la famosa casetta di Legno divenne un simbolo potente quando i nazisti minacciarono di raderla al suolo. Infine nel 1942 la tomba di Pietro nonch\u00e9 quelle di Aleksandr Nevskij e dei generali Suvorov e Kutuzov vennero abbellite in fretta e furia come punti di raccolta per la lotta contro l\u2019invasione nazista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La figura di Pietro venne ampiamente rivalutata nella lotta sovietica contro l\u2019invasione nazionalsocialista tedesca; egli rappresentava un simbolo patrio e di resistenza allo straniero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In generale durante il periodo sovietico, almeno fino alla Perestrojka (ove si incontrarono le pi\u00f9 svariate tendenze), Pietro venne percepito in maniera bipolare: da una parte non doveva essere troppo esaltato (dopotutto aveva mandato in rovina i contadini ed era stato troppo aperto verso gli stranieri) e non era grande quanto Lenin nella gerarchia dei capi del paese; d\u2019altra parte era un eroe nazionale russo e non poteva essere denigrato o ridicolizzato24.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il tricentenario (1972) della nascita di Pietro fu quasi un evento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Durante l\u2019era sovietica, gli storici potevano arrivare ad un giudizio per lo pi\u00f9 positivo sull\u2019immagine del sovrano russo: Pietro fu un uomo del proprio tempo che \u201cschiavizzava\u201d i contadini ma anche un \u201cprogressista\u201d che ha dato sostegno alle scienze, alla ragione ed allo sviluppo della madrepatria nonch\u00e9 alla sua difesa e gloria. La tomba di Pietro Il Grande negli anni dell\u2019URSS fu l\u2019unica fra le tombe dei Romanov ad essere costantemente ornata da fiori freschi, da un busto e pure da uno stendardo militare25.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Durante la Perestrojka (1985-1991) e il periodo della neonata Federazione Russa, sorta dalle ceneri dell\u2019URSS a seguito del tentativo di golpe dell\u2019Agosto 1991 ed alla dissoluzione de facto del dicembre stesso, del presidente Boris El\u2019cin (1991-1999) ci furono sentimenti contrastanti verso Pietro: nel Settembre 1991 gli abitanti di Leningrado votarono in un referendum per ripristinare il nome di San Pietroburgo alla citt\u00e0. Questo per molti fu l\u2019inizio di una riapertura di un discorso sulla \u201cfinestra dell\u2019Europa\u201d che caratterizzava la citt\u00e0 e sulle origini petrine delle forze armate26.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma ovviamente i discorsi che stavano per riemergere non erano solo adulativi verso la figura del monarca ma anche sprezzanti, soprattutto per l\u2019allentarsi della censura sovietica nonch\u00e9 per gli influssi di studi provenienti da Occidente: molti storici seguivano le linee dello studioso Evgenij Anisimov (1970-vivente), che aveva tracciato una visione negativa di Pietro descritto come un \u201cImperatore-bolscevico\u201d che aveva trasformato la Russia in un \u201cgigantesco gulag-gerarchico\u201d frenandone lo sviluppo ed accentuando le sue caratteristiche che la rendevano distante dall\u2019Europa occidentale. Sempre nello stesso periodo, apparve una corrente storiografica volta a sottolineare le stranezze dei grandi capi del passato: prima fra tutti l\u2019intoccabile Lenin, poi fu la volta dello zar Pietro sul quale ci furono tesi e speculazioni che volevano mettere in risalto episodi particolari della sua infanzia, la sua salute fisica e mentale, persino sui suoi feticismi sessuali.27<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma nonostante ci\u00f2, il popolo russo non sembr\u00f2 scalfitto da certe opinioni di sparuti gruppi intellettuali; Radio Free Europe nel 1993 fece un sondaggio \u201csulla figura politica pi\u00f9 eminente nella storia russa\u201d e rivel\u00f2 che Pietro guadagn\u00f2 il 44% dei voti a scapito di Lenin con il suo 16%. Mentre in un sondaggio condotto a Mosca nel 1994 su quale periodo i russi si sentissero \u201cpi\u00f9 orgogliosi\u201d il 54% scelse il periodo di Pietro seguito da quello di Stalin con un 20%. Nel 2005, il Quotidiano britannico Indipendent, che per i russi, il pi\u00f9 grande russo fu Pietro il Grande seguito da Alessandro II e Stalin28. Nel 2017, secondo uno studio del Centro Levada sul \u201ccapo russo pi\u00f9 popolare\u201d; si pu\u00f2 evincere che la popolarit\u00e0 dell\u2019attuale presidente russo Vladimir V. Putin (1999-attualmente in carica) \u00e8 scesa dal 35% del 2017 al 15% del 2021, superato da Pietro il Grande per il 19%, poi al 23% il poeta Puskin ed al 30% Lenin, imbattuto con il suo 39% rimane Stalin29. La popolarit\u00e0 di Putin \u00e8 stata ristabilita nell\u2019ultimo anno (2022) a seguito del conflitto russo-ucraino; si presume che queste cifre di popolarit\u00e0 oltre che politica siano indice anche di futura importanza storica30.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Durante il periodo di privatizzazioni nei primi anni \u201890, il primo presidente della Federazione El\u2019cin veniva paragonato dai suoi sostenitori31 a Pietro il Grande per le sue riforme filo-occidentali; stesso trattamento fu riservato al suo predecessore Gorba\u010d\u00ebv32, nel periodo di \u201crinnovamento e trasparenza\u201d dell\u2019Unione Sovietica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Entrambi i capi di stato volevano presentarsi come riformatori, anche se in qualche modo le loro riforme economiche andarono a vantaggio pi\u00f9 per l\u2019occidente, favorirono i primi grandi oligarchi a discapito del popolo russo, del loro spirito nazionalistico e senso di appartenenza alla grande madre Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>5.5 Per una breve conclusione di un\u2019eredit\u00e0 ancora aperta<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come abbiamo visto l\u2019eredit\u00e0 della figura di Pietro I Romanov detto \u201cIl Grande\u201d fu in qualche modo presente in positivo, sia nel periodo monarchico come \u201csovrano a cui richiamarsi\u201d sia nel periodo sovietico come figura \u201cnazionale di un grande russo\u201d ove veniva messo in evidenza il lato progressista e criticato il suo sopprimere i contadini e decabristi. Con la fine del XX secolo e la disgregazione dell\u2019Unione Sovietica, la memoria dello zar Pietro I riusc\u00ec a superare indenne le critiche che volevano ridurlo a \u201cprimo bolscevico\u201d e le analisi storico- psicologiche che volevano farne un ritratto problematico: Pietro I il grande rimase e continua a rimanere a tutt\u2019oggi un simbolo potente dell\u2019identit\u00e0 russa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se la Hughes, morta nel 2007 per via di un cancro e da cui questo testo ha attinto le principali fonti, fin\u00ec il suo saggio parlando di una eredit\u00e0 ancora aperta visto che da tre secoli si continua a discutere della e sulla sua figura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se il XXI secolo si apriva, come scrisse il poeta postmoderno Morozov (citato dalla Hughes) come quel secolo che vedeva, nell\u2019imaginario dello scrittore; \u201clo sguardo triste\u201d del Cavaliere di Bronzo rappresentante Pietro su di una ragazza in jeans e sui barboni e sulle banche nascenti della Russia post-sovietica34; si pu\u00f2 dire che un\u2019eredit\u00e0 di dignit\u00e0 la Russia che egli aveva lasciato tre secoli prima l\u2019abbia e la stia trovando oggi: \u201cPietro fece della Russia una grande potenza che, nel complesso, rimase tale fino a tempi recentissimi35\u201d, scrive la Hughes nel 2002, oggi si pu\u00f2 dire che lo status di superpotenza che la Russia ha avuto sia dall\u2019epoca zarista da Pietro in poi e poi nel XX secolo con la Guerra Fredda \u00e8 stato ristabilito nel panorama geopolitico contemporaneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il dibattito di Pietro Il Grande riguarda \u201cl\u2019identit\u00e0 nazionale russa36\u201d questo da sempre; e tutt\u2019oggi \u00e8 pi\u00f9 presente se l\u2019attuale Presidente della Federazione Russa, nel corrente stato di tensione delle regioni post-sovietiche, cita la guerra di Pietro contro la Svezia per legittimare la cos\u00ec detta \u201cOperazione militare speciale\u201d ai danni della Repubblica Ucraina37.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Note:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>1. LINDSEY HUGHES, Pietro Il Grande, Torino, Einaudi, 2012<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>2. LINDSEY HUGHES, cit. pp. 266-267<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>3. Ibidem<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>4.Cfr. PAUL BUSHKOVITCH, Breve storia della Russia. Dalle origini a Putin, Torino, Einaudi, 2013 cit. p. 116<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>5. Cfr. LINDSEY HUGHES, cit. pp. 268-269 e PAUL BUSHKOVITCH, cit. pp. 116-117<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>6. PAUL BUSHKOVITCH, cit.p. 93<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>7. Ibidem.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>8. LINDSEY HUGHES, cit.p. 269<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>9. Ivi. p. 272 (in maiuscolo nel testo).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>10. Ivi. p. 278<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>11. Ivi. p. 279<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>12. Ivi. p. 281<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>13. Ivi p. 309<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>14. Ivi. p. 311<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>15. Ibidem.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>16. Ivi. p. 319<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>17. Ivi. p. 320<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>18. COLIN R. BRUCE, Standard Catalog of World Coins: 1901-2000, Iola (USA), Krause Pubblications, cit. pp. 1726-1742<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>19. LINDSEY HUGHES, Pietro il Grande, Torino, Einaudi, 2012, cit. p. 321<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>20. Cfr. Ivi. p. 297<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>21. MOSHE LEWIN, Alle prese con lo stalinismo in AA.VV. Storia del Marxismo. Il Marxismo nell\u2019Et\u00e0 della Terza Internazionale. Dalla crisi del \u201929 al XX Congresso, Torino, Einaudi, 1981 cit. pp. 30-31<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>22. MASSIMO L. SALVADORI, La critica marxista allo stalinismo in Ivi cit. pp. 120-121<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>23. LIDSEY HUGHES, Pietro Il Grande, Torino, Einaudi, 2012, cit. pp. 321-322<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>24. Cfr. Ivi. p. 323<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>25. Ivi. p. 324<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>26. Ibidem.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>27. Ivi. pp. 324-325<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>28. ANDREW OSBORN, Nostalgia reigns as Russians vote for Peter the Greatest in Indipendent del 14 gennaio 2005 &lt;https:\/\/www.independent.co.uk\/news\/world\/europe\/nostalgia-reigns-as-russ&#8230;&gt; link consultato in data 26\/01\/2023<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>29. Putin Plummets, Stalin Stays on Top in Russians\u2019 Ranking of \u2018Notable\u2019 Historical Figures \u2013 Poll, The Moscow Times, 21\/06\/2021 consultato in data 26\/01\/2023<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>30. [1] How popular is Putin, really? In Washington Post del 13\/04\/2022 &lt;https:\/\/www.washingtonpost.com\/politics\/2022\/04\/13\/putin-public-opinion-&#8230;&gt; consultato in data 26\/01\/2023<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>31. Sondaggio: Do you approve of the activities of Vladimir Putin as the president (prime minister) of Russia? &lt;https:\/\/www.statista.com\/statistics\/896181\/putin-approval-rating-russia\/&gt; (Dicembre 2022) consultato in data 26\/01\/2023<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>32. LINDSEY HUGHES, Pietro il Grande, Torino, Einaudi, 2012 cit. pp. 330-331<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>33. Ivi. cit. p. 298<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>34. Ivi cit. pp. 332-331<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>35. Ivi cit. p. 285<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>36. Ivi. cit. p. 287<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>37. Putin likens himself to Peter the Great, suggests Russia is justified in invading Ukraine, CNN, 10\/06\/ 2022 &lt;https:\/\/edition.cnn.com\/europe\/live-news\/russia-ukraine-war-news-06-10-2&#8230;.&gt; link consultato in data 26\/01\/2022<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Source: https:\/\/www.grece-it.com<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.geopolitika.ru\/it\/article\/leredita-di-pietro-i-il-grande-nella-storia-della-russia\">https:\/\/www.geopolitika.ru\/it\/article\/leredita-di-pietro-i-il-grande-nella-storia-della-russia<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GEOPOLITIKA.RU (Pietro Missiaggia) 1.1 Premessa Il testo della storica e professoressa di storia russa allo University College di Londra, Lindsey Hughes (1949-2007) inerente alla figura dello Zar di Russia, Pietro I \u201cIl Grande\u201d Romanov1, \u00e8 una delle fonti principali per comprendere la figura del monarca russo e il suo operato: l\u2019eredit\u00e0 che ha lasciato al suo popolo continua tutt\u2019oggi nella Federazione Russa. Il testo a seguire si concentrer\u00e0 nell\u2019analisi dell\u2019eredit\u00e0 e della ricezione della&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":67022,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/geopolitica.ru_.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-l9v","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81313"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=81313"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81313\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":81316,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81313\/revisions\/81316"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/67022"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=81313"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=81313"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=81313"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}