{"id":81329,"date":"2023-09-08T10:40:49","date_gmt":"2023-09-08T08:40:49","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81329"},"modified":"2023-09-06T22:44:34","modified_gmt":"2023-09-06T20:44:34","slug":"il-punto-sulla-controffensiva-ucraina-la-svolta-che-per-ora-non-ce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81329","title":{"rendered":"Il punto sulla controffensiva ucraina: la svolta che (per ora) non c\u2019\u00e8"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Gianandrea Gaiani)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/svo3-270723-550-1.jpg\" \/><\/p>\n<p>A tre mesi dall\u2019inizio della controffensiva ucraina, scatenata il 4 giugno scorso, i combattimenti restano intensi e molto sanguinosi sui fronti principali nelle regioni di Zaporizhia e Donetsk dove i russi contengono le limitate avanzate ucraine, ma pure a nord tra le regioni di Luhansk e Kharkiv dove sono le truppe di Mosca ad aver guadagnato terreno intorno a Kupyansk e Liman. Meno intensa, anche se vivace, l\u2019attivit\u00e0 militare nella regione di Kherson dove il fiume Dnepr divide i contendenti e gli ucraini continuano a sbarcare piccole unit\u00e0 di fanteria sulle isole e sulla sponda sinistra del fiume obbligando i russi a dare il via ad operazioni di portata limitata ma tese a eliminare le infiltrazioni nemiche con ampio supporto dell\u2019artiglieria.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 nessuno dei belligeranti fornisca dati circa le perdite subite, la ricorrenza del terzo mese di controffensiva ha rafforzato il dibattito, sempre pi\u00f9 acceso tra l\u2019Ucraina e i suoi alleati occidentali, circa il significato e l\u2019esito di un\u2019operazione costata finora a Kiev la perdita di decine di migliaia di morti e feriti e di centinaia di mezzi e armamenti pesanti senza il conseguimento di nessuno degli obiettivi pianificati e annunciati.<\/p>\n<p>A Zaporizhia non \u00e8 stata sfondata la Linea Surovikin il cui superamento avrebbe aperto la strada alla Crimea e al Mare d\u2019Azov mentre nella regione di Donetsk non \u00e8 stata ripresa n\u00e9 circondata Bakhmut e non \u00e8 stato possibile respingere le truppe russe lontano da Avdiivka e Marinka.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168092\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/1400449.jpg\" alt=\"\" width=\"1110\" height=\"706\" \/><\/p>\n<p>Il tema del mancato successo (per ora) della controffensiva ucraina \u00e8 da settimane dibattuto anche nelle cancellerie e sui media occidentali, dove da tempo trapelano critiche alla conduzione delle operazioni ucraine in pi\u00f9 occasioni segnalate da Analisi Difesa<\/p>\n<p>Il 5 settembre il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, riprendendo alcune precedenti dichiarazioni del presidente Vladimir Putin, ha sottolineato che le forze armate ucraine non hanno raggiunto nessuno dei loro obiettivi in tre mesi di controffensiva. \u201cIl regime di Kiev, malgrado le enormi perdite, ha cercato di condurre la cosiddetta controffensiva anche per il terzo mese. Le forze armate ucraine non hanno raggiunto i loro obiettivi su nessun fronte\u201d.<\/p>\n<p>Shoigu ha aggiunto che Kiev sta \u201ccercando disperatamente di dimostrare\u201d almeno qualche successo militare all\u2019Occidente per continuare a ricevere il suo sostegno militare ed economico. \u201cNel tentativo di nascondere il fallimento dell\u2019offensiva, gli ucraini attaccano obiettivi civili e li spacciano per vittorie militari\u201d, ha detto il ministro riferendosi all\u2019incremento degli attacchi contro il territorio russo con droni e infiltrazioni di sabotatori,<\/p>\n<p>Come quella tentata il 4 settembre nella regione di Bryansk sventata, secondo il governatore dell\u2019oblast Alexander Bogomaz, grazie all\u2019intervento delle guardie di frontiera (che in Russia dipendono dai servizi di sicurezza interna FSB) e di unit\u00e0 militari.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168099\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/1400827.jpg\" alt=\"\" width=\"1110\" height=\"706\" \/><\/p>\n<p>Shoigu ha reso note le perdite inflitte al nemico ma non quelle sofferte dalla Russia dall\u2019inizio della controffensiva. \u201cIl nemico ha perso 66.000 uomini e 7.600 pezzi di equipaggiamento dall\u2019inizio della cosiddetta offensiva\u201d, ha detto Shoigu aggiungendo che nell\u2019ultimo mese le forze armate russe hanno abbattuto 159 razzi HIMARS, oltre 1.000 droni e 13 missili da crociera.<\/p>\n<p>Il tema delle perdite resta cruciale a Kiev e nelle cancellerie occidentali dove molti temono che i sacrifici patiti dalle forze ucraine prima nell\u2019estenuante battaglia difensiva di Bakhmut e ora nella sanguinosa e inconcludente controffensiva abbiano ridotto le capacit\u00e0 militari ucraine di resistere il prossimo inverno a un\u2019eventuale offensiva russa che potrebbe prendere piede a cominciare dalla regione di Kharkiv, dove fonti militari ucraine hanno reso noto in diverse occasioni che i russi avrebbero ammassato forze comprese tra 50 mila e 100 mila militari con centinaia di mezzi corazzati e artiglieria.<\/p>\n<p>Resta poi di grande rilevanza il tema della tenuta del fronte interno in Ucraina dove alle perdite elevatissime si uniscono le difficolt\u00e0 di reclutamento evidenziate dalla richiesta ai paesi europei di rimandare in Ucraina gli uomini in et\u00e0 di arruolamento che sono espatriati o dalle tante manifestazioni dei famigliari di militari che in tutte le citt\u00e0 ucraine chiedono notizie dei loro cari dispersi di cui non hanno pi\u00f9 notizie.<\/p>\n<p>Il numero dei caduti dall\u2019inizio della guerra resta un segreto gelosamente custodito da entrambi i belligeranti ma la scorsa settimana alcuni\u00a0<a href=\"https:\/\/t.me\/live_kuban\/96582\">canali Telegram militari russi<\/a>\u00a0hanno evidenziato un video dell\u2019operatore di telefonia mobile ucraino Kyivstar che, chiedendo una donazione a favore delle forze armate, esortava a mandare un messaggio a un militare evidenziando che \u201c400 mila eroi non risponderanno mai pi\u00f9 al telefono\u201d.<\/p>\n<div class=\"wp-video\"><\/div>\n<p>Difficile dire se il numero sia credibile o meno (il canale Telegram ucraino WarTears al 24 agosto stimava i caduti ucraini in 250 mila) ma il video \u00e8 stato rimosso dopo poco dalla societ\u00e0 telefonica.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 o meno quello che accadde quasi un anno or sono quando il presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen mise in rete un video in cui riferiva di oltre 100 mila militari ucraini uccisi in guerra. Video che in seguito alle dure reazioni di Kiev venne ritirato, amputato del brano imbarazzante e nuovamente messo on-line.<\/p>\n<p>Simili a quelle che Wartears attribuisce alle truppe di Kiev sono invece le perdite subite dai russi secondo il ministero della Difesa ucraino che a inizio settembre ha riferito di quasi 260 mila soldati nemici uccisi.<\/p>\n<p>Sul numero dei caduti influisce pesantemente anche la capacit\u00e0 di soccorrere e trattare repentinamente i feriti, settore in cui i russi sembrano aver mostrato grande efficacia. A met\u00e0 agosto il Direttorato della Sanit\u00e0 militare russa ha reso noto che il 97 per cento dei feriti viene reintegrato nei ranghi dopo la guarigione: percentuale simile a quella annunciata gi\u00e0 un anno or sono dal ministro Shoigu.<\/p>\n<p>Al netto della propaganda (numeri e percentuali non sono verificabili da fonti neutrali) il vice ministro della Difesa ucraino, Hanna Malyar, ha affermato il 19 Agosto, che l\u201980% dei soldati ucraini riceve le prime cure entro un\u2019ora dal ferimento ma testimonianze dalla prima linea hanno riferito come in molti casi le prime cure vengono somministrate anche 8 ore dopo il ferimento.<\/p>\n<p>I problemi della sanit\u00e0 militare Ucraina (inclusi gli equipaggiamenti medici forniti dall\u2019Occidente per almeno il 15 per cento scaduti) sono stati ben evidenziati il 26 agosto da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.spectator.co.uk\/article\/ukraines-real-killing-fields-an-investigation-into-the-wars-first-aid-crisis\/\">un articolo di Svitlana Morenets su \u201cThe spectator\u201d<\/a>\u00a0nel quale si afferma che il grosso dei decessi tra i militari ucraini feriti si registra nelle prime ore poich\u00e9 molti muoiono per emorragie che non vengono trattate repentinamente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168098 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/5404438480945270086_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"789\" \/><\/p>\n<p>A fronte di perdite elevatissime, i progressi territoriali conseguiti dagli ucraini sono frammentari e limitati, pari a circa 200 chilometri quadrati (poco pi\u00f9 dell\u2019estensione del comune di Lucca)e fonti militari russe ammettono sul fronte di Zaporizhia avanzate ucraine di 7-10 chilometri in due settori con penetrazioni nella prima delle tre linee di difesa russe.<\/p>\n<p>Si tratta dei settori dove si registrano i combattimenti pi\u00f9 intensi intorno ai villaggi contesi nell\u2019area di Rabotino mentre nel settore intorno a Bakhmut il vice ministro ucraino Malyar ha reso noto il 4 settembre che, dall\u2019inizio della controffensiva, sono stati riconquistati 47 chilometri quadrati di territorio.<\/p>\n<p>A conferma delle polemiche crescenti in Ucraina (dove si parla con maggiore insistenza di divergenze gravi tra vertici militari e politici circa la conduzione della guerra) e tra Kiev e gli alleati occidentali, il 5 settembre il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, peraltro non nuovo a dichiarazioni rabbiose, ha apostrofato quanti criticano l\u2019andamento della controffensiva.<\/p>\n<p>\u201cControffensiva lenta? E\u2019 il parere degli esperti da salotto e dei media. Quando parlo con i miei colleghi che ricevono informazioni ufficiali dai loro militari e dall\u2019intelligence, informazioni approfondite e complessive, nessuno ha alcunch\u00e9 da lamentarsi sui progressi della controffensiva. Nessuno chiede: Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec lenta? Al contrario tutti sono concentrati su cos\u2019altro possiamo fare per aiutare? Ma quando guardi i media, tutti hanno una sola domanda: \u2018Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec lenta?\u2019.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-168096 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/5438214902624930754_120-002.jpg\" alt=\"\" width=\"399\" height=\"254\" \/><\/p>\n<p>Il ministro accusa \u201cchi seduto sul divano al caldo di uno studio si prende la libert\u00e0 di criticare la velocit\u00e0 dell\u2019offensiva Ucraina, sta criticando un singolo soldato che \u00e8 stato in battaglia, che si \u00e8 sacrificato, ha perso dei compagni, \u00e8 avanzato per un chilometro attraverso un campo minato, ha vinto uno scontro uno contro uno con un russo in una trincea.<\/p>\n<p>Lui guarda il suo telefono e si sente dire: \u2018Stai facendo tutto cos\u00ec lentamente, puoi sbrigarti? Noi dobbiamo difendere l\u2019onore, la dignit\u00e0 e la vittoria del soldato ucraino. Chiunque commenti le azioni dell\u2019esercito ucraino in modo irrispettoso dovr\u00e0 vedersela con me. Sappiamo quale impresa compiono ogni giorno i nostri soldati. Meritano rispetto. I ministri lo capiscono e non dicono queste sciocchezze. Eppure giornalisti, commentatori ed esperti da salotto ci dicono quanto sia lenta l\u2019offensiva\u201d.<\/p>\n<p>Lo sfogo di Kuleba, comprensibile per la drammaticit\u00e0 del momento, evidenzia per\u00f2 aspetti paradossali. Innanzitutto critica i media occidentali che da 19 mesi sono in buona parte appiattiti in modo acritico e a volte grottesco su ogni proclama della propaganda ucraina, anche i pi\u00f9 fantasiosi e irragionevoli. Inoltre Kuleba prende di mira il \u201cnemico\u201d sbagliato. A criticare gli scarsi progressi dell\u2019offensiva sono soprattutto le fonti ufficiali, militari e politiche, dei paesi occidentali che i media si limitano a riprendere.<\/p>\n<p>Basti pensare ai report dell\u2019intelligence statunitense che fanno sapere ai grandi media americani che avevano informato Casa Bianca e Pentagono dal rischio di flop della controffensiva, o al rapporto della Difesa tedesca trapelato a Bild che critica la gestione ucraina delle operazioni oppure alle valutazioni pessimistiche emerse da fonti anonime militari e diplomatiche di molte nazioni occidentali.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, come Analisi Difesa aveva commentato gi\u00e0 in agosto, in assenza di vittorie significative intorno alla controffensiva ucraina e ai suoi scarsi esiti sembra destinato a rafforzarsi la tendenza allo scaricabarile: una fase che potrebbe essere stata inaugurata ieri a Kiev dall\u2019avvicendamento del ministro della Difesa Reznikov, che pure era rimasto al suo posto dopo diversi scandali legati alla corruzione nel suo ministero.<\/p>\n<p>L\u2019insuccesso della controffensiva non ha risparmiato le valutazioni circa l\u2019impiego e le ampie perdite dei mezzi corazzati forniti dall\u2019Occidente, tema rilanciato ieri dalla documentata distruzione del primo carro armato Challenger 2 fornito in 14 esemplari all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168094 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/6033948032178958709_121-003.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"675\" \/><\/p>\n<p>Foto e video dal fronte di Zaporizhia, settore di Rabotino, dove le migliori brigate ucraine cercano di sfondare le linee russe, mostrano un Challenger 2 gravemente danneggiato a fianco di altri mezzi da combattimento BMP-2 e M113 distrutti il 4 settembre.<\/p>\n<p>Londra ha tenuto a precisare che il tank ha protetto l\u2019equipaggio, che ha potuto lasciare indenne il mezzo danneggiato, ma l\u2019impatto mediatico della notizia, dopo la distruzione o danneggiamento di almeno due dozzine di Leopard 2 ucraini, \u00e8 dovuta al fatto che i Challenger 2 sono in dotazione alla 82a Brigata ucraina tenuta in riserva fino all\u2019ultimo momento e che questi carri non avevano mai subito perdite a causa del fuoco nemico nelle operazioni (peraltro molto meno sfidanti del conflitto ucraino) in Bosnia, Kosovo e Iraq.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168095 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/6035127417313541985_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"1130\" height=\"566\" \/><\/p>\n<p>Il Challenger 2 \u00e8 protetto da una corazzatura speciale Dorchester e sarebbe stato colpito e incendiato dal fuoco dell\u2019artiglieria russa. In quel settore del fronte dopo i progressi ucraini dei giorni scorsi i russi hanno contrattaccato ieri con successo con le unit\u00e0 aviotrasportate della 76a Divisione che ha riconquistato posizioni nel centro abitato per poi ritirarsi oggi di nuovo nelle postazioni fortificate nei sobborghi meridionali. come ha riferito il governatore a interim della regione, Yevgeny Balitsky.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019esercito russo ha tatticamente lasciato questo insediamento perch\u00e9 restare su un piano scoperto, nel quale non c\u2019era modo di trincerarsi completamente non aveva senso\u201d, ha spiegato nel corso di un\u2019intervista, aggiungendo che le forze russe hanno ripiegato sulle colline.\u00a0Uno schema tattico ripetutosi molte volte (non solo a Rabotino) da quando il 4 giugno ha preso il via la controffensiva ucraina.<\/p>\n<p>Guardando all\u2019immediato futuro, al di l\u00e0 del rischio di esaurimento delle risorse in truppe e mezzi degli ucraini necessarie a sostenere operazioni offensive su vasta scala, occorre valutare che valutazioni meteorologiche indicano che a fine settembre le piogge autunnali dovrebbero rendere pi\u00f9 arduo condurre operazioni con ampio impiego di mezzi pesanti, almeno per un paio di mesi quando il gelo invernale, indicativamente a fine novembre, torner\u00e0 a indurire il terreno.<\/p>\n<p>In quella fase sar\u00e0 forse possibile comprendere se Kiev avr\u00e0 nuove risorse per alimentare la controffensiva o se saranno i russi mettere in campo un numero sufficiente di truppe e mezzi per imprimere forse una svolta al conflitto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Immagini: Telegram, Kyivstar, RIA-Novosti, TASS, Ministero Difesa Ucraino e Ministero Difesa Russo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/09\/il-punto-sulla-controffensiva-ucraina-la-svolta-che-per-ora-non-ce\/\">Il punto sulla controffensiva ucraina: la svolta che (per ora) non c\u2019\u00e8 \u2013 Analisi Difesa<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) A tre mesi dall\u2019inizio della controffensiva ucraina, scatenata il 4 giugno scorso, i combattimenti restano intensi e molto sanguinosi sui fronti principali nelle regioni di Zaporizhia e Donetsk dove i russi contengono le limitate avanzate ucraine, ma pure a nord tra le regioni di Luhansk e Kharkiv dove sono le truppe di Mosca ad aver guadagnato terreno intorno a Kupyansk e Liman. 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