{"id":81331,"date":"2023-09-07T08:13:45","date_gmt":"2023-09-07T06:13:45","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81331"},"modified":"2023-09-07T08:13:45","modified_gmt":"2023-09-07T06:13:45","slug":"la-battaglia-di-rabotino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81331","title":{"rendered":"LA BATTAGLIA DI RABOTINO"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"header-details-wrapper\">\n<div class=\"entry-header-details\">\n<div class=\"post-excerpt\">\n<p>All\u2019inizio del quarto mese della controffensiva ucraina, la situazione \u2013 sul campo e fuori \u2013 si mostra alquanto diversa dalla narrazione propagandistica occidentale. Sul terreno si combatte sanguinosamente, ma il vero \u2018stallo\u2019 appare essere quello politico degli USA e della NATO, che sembrano incapaci di guardare in faccia la realt\u00e0, e quindi non sanno assumere decisioni nuove, e vanno avanti come per forza d\u2019inerzia sulla vecchia via. Intanto, a Kiev, si mobilitano pure i malati e le donne.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35433\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/risiko_ukro_board.jpg?resize=640%2C376&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"364\" \/><\/figure>\n<p>Sono ormai trascorsi tre mesi, da quando \u00e8 iniziata la\u00a0<em>controffensiva\u00a0<\/em>ucraina, che avrebbe dovuto raggiungere Melitopol e\u00a0<em>spezzare\u00a0<\/em>il corridoio terrestre che unisce la Crimea alle nuove regioni russe dell\u2019ex-Ucraina meridionale. Su questa controffensiva, sui suoi (possibili) risultati, si basava la scommessa dell\u2019<em>occidente collettivo<\/em>\u00a0di poter ribaltare \u2013 almeno in parte \u2013 l\u2019andamento della guerra, consentendo cos\u00ec l\u2019avvio di un processo negoziale, se non da posizioni di forza, quanto meno in condizioni un po\u2019 pi\u00f9 riequilibrate. Non a caso, su questa\u00a0<em>chance\u00a0<\/em>gli stati maggiori della NATO e dell\u2019Ucraina hanno lavorato per mesi e per l\u2019occasione i vari paesi membri dell\u2019Alleanza hanno fatto un ultimo, significativo sforzo in termini di forniture militari.<br \/>\nPur tuttavia, appare francamente incredibile che \u2013 nelle segrete stanze ove si pianificavano le operazioni \u2013 qualcuno ritenesse davvero possibile raggiungere, non dico Melitopol ed il mar d\u2019Azov, ma anche soltanto superare le tre linee fortificate russe.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019invio di centinaia di carri MBT e corazzati vari, nonostante l\u2019addestramento di migliaia di ucraini in occidente, nonostante l\u2019intensificazione del supporto di\u00a0<em>intelligence\u00a0<\/em>della NATO, l\u2019iniziativa nasceva infatti gi\u00e0 inficiata da pi\u00f9 di un problema.<\/p>\n<p>Innanzitutto, la decisione di contrattaccare \u2013 e di farlo\u00a0<em>in quel settore<\/em>\u00a0del fronte ed in quella direzione \u2013 nasceva da un\u2019esigenza politica e non da un\u2019opportunit\u00e0 militare. Considerate poi le forze in campo, gli ucraini non soltanto partivano svantaggiati sul piano numerico (sarebbero stati necessari almeno 200.000 uomini), e con personale diversamente [1] e\/o scarsamente addestrato, ma soprattutto con una netta inferiorit\u00e0 in due fattori chiave per una operazione offensiva: fuoco di artiglieria e dominio dell\u2019aria.<br \/>\nL\u2019esito, quindi, era in buona misura una vera e propria scommessa. Come \u00e8 poi via via emerso, tutti davano per scontato un elevato numero di perdite, ma gli alti comandi NATO credevano (speravano?) che la determinazione ucraina potesse almeno in parte sopperire ai deficit militari e consentisse, quindi, di realizzare una pi\u00f9 incisiva penetrazione.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, i vertici militari ucraini erano a loro volta consapevoli che fosse necessario pagare un prezzo pesante ma, evidentemente, avevano creduto ai loro colleghi di Washington e Bruxelles e pensavano possibile ottenere comunque risultati significativi. Una volta resisi conto che ci\u00f2 era impossibile \u2013 e che il modello tattico impostato dai generali NATO\u00a0<em>non poteva<\/em>\u00a0attuarsi \u2013 hanno cominciato a riconsiderare il rapporto costi-risultati, decidendo sostanzialmente di abbandonare le linee guida concordate con gli\u00a0<em>alleati<\/em>\u00a0e fare di testa propria, cercando di ridurre le perdite a fronte dei risultati effettivamente raggiungibili.<br \/>\nCi\u00f2, a sua volta, ha determinato un incrinarsi dei rapporti e, di conseguenza, un certo\u00a0<em>raffreddamento\u00a0<\/em>anche sul piano politico. \u00c8 partito, insomma, lo scaricabarile: gli ucraini a lamentare (come da loro abitudine) la scarsit\u00e0 degli aiuti e il ritardo con cui sono arrivati, gli occidentali ad attribuire il fallimento all\u2019incapacit\u00e0 dei comandi di Kiev.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 di un certo gioco delle parti, la dialettica tra i comandi NATO e quelli ucraini risente di una certa incomprensione reciproca. I secondi pensano, non senza una certa fondatezza, che tutto sommato sono loro che stanno combattendo i russi da 18 mesi. E questo d\u00e0 loro l\u2019autorevolezza dell\u2019esperienza. I primi sono profondamente intrisi del senso di superiorit\u00e0 occidentale e, di conseguenza, di quella delle proprie dottrine militari. Oltretutto, gli USA guardano all\u2019Europa \u2013 e a maggior ragione all\u2019Ucraina \u2013 come a una colonia. In un certo senso, adottano l\u2019approccio mentale classico del colonialismo europeo, come descritto da Edward Said [2], ovvero si convincono che gli altri siano realmente come essi li pensano. E, poich\u00e9 la loro idea degli ucraini \u00e8 che siano capaci, disciplinati e riconoscenti, si aspettano che si adeguino ai propri\u00a0<em>desiderata\u00a0<\/em>senza troppo discutere.<br \/>\nRagion per cui, alti funzionari dell\u2019Alleanza hanno incontrato il Comandante dell\u2019esercito ucraino Zaluzhny un paio di settimane fa, per\u00a0<em>\u201creimpostare la strategia militare dell\u2019Ucraina\u201d<\/em>.<br \/>\nIn fondo, chi paga comanda.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35434\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/photo_2023-08-24_00-39-11.jpg?resize=640%2C359&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"348\" \/><\/figure>\n<p>Il punto, naturalmente, \u00e8 che la NATO non sembra comprendere del tutto i propri limiti, dottrinali e strutturali, e\u00a0<em>rifiuta\u00a0<\/em>di accettare l\u2019idea che la Russia (considerata poco pi\u00f9 che una potenza regionale) possa essere in grado di batterli sul piano militare [3]. Mentre, infatti, tutte le ipotesi pubbliche su una possibile\u00a0<em>escalation\u00a0<\/em>del conflitto danno per scontato che sarebbe la Russia a ricorrere alle armi nucleari, la realt\u00e0 \u00e8 che \u00e8 assai pi\u00f9 probabile \u2013 qualora si arrivasse davvero ad un confronto diretto NATO-Russia \u2013 che sarebbe proprio la NATO a\u00a0<em>dovervi<\/em>\u00a0ricorrere. E questo per il semplice motivo che\u00a0<em>\u201cdalle notizie emerse in questi ultimi 18 mesi, nessun esercito europeo avrebbe a disposizione il numero di truppe, armi pesanti e soprattutto munizioni per tenere 800 chilometri di fronte contro i russi neppure qualche settimana\u201d<\/em>\u00a0[4]. Questa sottovalutazione del nemico, unita alla sopravvalutazione di s\u00e9 stessi [5], potrebbe essere esiziale per la NATO \u2013 ma anche, appunto, ed in senso letterale, per l\u2019intera Europa.<\/p>\n<p>In ogni caso, dopo aver sacrificato decine di migliaia di uomini e centinaia di mezzi, il comando ucraino ha poi deciso di cambiare tattica, risparmiando soprattutto mezzi corazzati. Ben consapevoli che c\u2019\u00e8 ben poco da sperare per il futuro quanto a nuove forniture occidentali, hanno quindi deciso di operare sul terreno in modo diverso dagli schemi NATO [6]. In particolare, hanno lanciato in battaglia \u2013 nel settore oggetto della ormai lunga controffensiva \u2013 anche le riserve, il cui ruolo avrebbe dovuto essere quello di penetrare nelle linee russe dopo lo sfondamento. A questo punto, infatti, non c\u2019\u00e8 alcuna speranza di poter effettuare una penetrazione in profondit\u00e0, superando la\u00a0<em>linea Surovikin<\/em>, quindi tanto vale impegnare al massimo le risorse per cercare quantomeno di arrivare alla prima delle linee fortificate che la costituiscono [7].<br \/>\nIn particolare, le forze ucraine si sono concentrate sul villaggio di Rabotino, la cui parte meridionale si trova a cavallo della prima linea difensiva.<\/p>\n<p>Rabotino \u00e8 un piccolo centro abitato (contava circa 500 abitanti), che nel corso dei sanguinosi scontri \u00e8 stato praticamente raso al suolo. Su questa spianata di macerie russi e ucraini si contendono sanguinosamente ogni metro; al momento, sia pure a prezzo di grandi perdite, le forze di Kiev sono giunte quasi ai margini sud del villaggio, posizione sulla quale sono per\u00f2 inchiodati da giorni dal fuoco dell\u2019artiglieria russa [8]. La situazione, quindi, vede una leggera penetrazione degli ucraini, che sono riusciti a raggiungere la prima linea trincerata russa, creando di fatto un saliente, incuneato nella linea del fronte. Si tratta, ovviamente, di un sia pur piccolo successo, che consente agli alti comandi di Kiev di rivendicare la bont\u00e0 delle proprie scelte tattiche, pi\u00f9 in generale alla propaganda NATO, di alimentare ancora il mito della possibile vittoria. Il problema, ovviamente, \u00e8 che si tratta di una penetrazione\u00a0<em>superficiale<\/em>, relativa solo alla prima delle linee difensive, ed assai circoscritta in ampiezza. Considerato che Kiev non ha praticamente pi\u00f9 riserve da mettere in campo in quel settore, rischia di essere un successo di breve durata \u2013 e di alto costo.<\/p>\n<p>All\u2019inizio del quarto mese, le forze armate ucraine hanno recuperato circa 100 Km quadrati in totale, a fronte dei 50.000 sotto controllo russo. Nel saliente di Rabotino, dove appunto si \u00e8 realizzata la maggiore penetrazione, la profondit\u00e0 del cuneo ucraino \u00e8 di 6\/7 Km e la base del cuneo stesso raggiunge circa una eguale ampiezza. In pratica, sono avanzati pi\u00f9 o meno di 70 metri al giorno, ad un costo umano di 7 KIA al metro.<\/p>\n<p>Ma non solo questo risultato \u00e8 straordinariamente limitato, soprattutto se paragonato al tempo impiegato ed alle perdite subite, ma con buona probabilit\u00e0 non porter\u00e0 niente di buono. Le forze ucraine, infatti, per conseguirlo hanno impiegato anche le riserve e non hanno pi\u00f9 brigate disponibili n\u00e9 per spingersi pi\u00f9 oltre, n\u00e9 per cercare di allargare il cuneo. Viceversa, i russi hanno forti riserve dietro le linee fortificate, e non le hanno ancora impegnate. Nel momento in cui la spinta ucraina si esaurir\u00e0, il saliente creato si trover\u00e0 a dover reggere l\u2019urto delle forze russe, che non solo sono avvantaggiate dalla natura orografica del terreno (le posizioni russe sono su alture, quelle ucraine in pianura), ma possono colpire il nemico a breve distanza da tre lati.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35435\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/30-8-23.jpg?resize=640%2C452&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"438\" \/><\/figure>\n<p>Al momento, lo sforzo maggiore delle forze ucraine \u00e8 in direzione Verbovoye, leggermente ad est di Rabotino. Qui viene impiegata l\u201982^ brigata, che era il reparto pi\u00f9 importante delle riserve, nel tentativo di sfondare in questa direzione, per raggiungere anche qui la linea fortificata e cercare eventualmente di aggirare le forze russe che fronteggiano l\u2019avanzata su Rabotino. Complessivamente, Kiev schiera in questo settore circa 35.000-40.000 uomini. Le truppe ucraine sono composte da un gruppo di sette brigate meccanizzate (14^, 15^, 47^, 65^, 116^, 117^, 118^), due brigate d\u2019assalto aereo (46^ e 82^ ODShBr), oltre le forze della 3^ brigata operativa della NSU, molti mercenari stranieri e battaglioni ausiliari, comprese forze speciali. Attualmente, pi\u00f9 di 20 grandi formazioni ucraine sono concentrate nelle pianure del settore Rabotino-Verbovoye, il che le espone al fuoco dell\u2019artiglieria e dell\u2019aviazione russe, che possono operare nel modo pi\u00f9 efficiente possibile. Mancano ancora alcuni km alla prima linea con fossati, denti di drago e nuovi campi minati.<\/p>\n<p>Secondo quanto riferito da canali filo-ucraini, il Quartier Generale di Kiev ha dichiarato l\u2019impossibilit\u00e0 di prendere Tokmak, che era la prima citt\u00e0 obiettivo della controffensiva che, nei piani ukro-NATO, doveva essere presa in 72\/96 ore. Attualmente l\u2019obiettivo \u00e8 stato ridimensionato ed \u00e8 quello di espandere la testa di ponte intorno a Rabotino prima della fine della stagione. Il villaggio \u00e8 al momento del tutto in mano ucraina, ma sotto il costante fuoco russo, mentre l\u2019AFU \u00e8 riuscita ad espandere la testa di ponte tra Novoprokopovka e Verbovoye.<\/p>\n<p>Le perdite rimangono comunque assai elevate. Solo nell\u2019ultima settimana quasi 1000 militari ucraini, 24 veicoli corazzati, 28 veicoli e 45 pezzi di artiglieria da campo sono andati perduti. Sebbene gli ucraini stiano cercando di\u00a0<em>economizzare\u00a0<\/em>sui mezzi corazzati, preferendo mandare avanti la fanteria, le perdite di mezzi restano comunque alte e di sempre pi\u00f9 difficile sostituzione. In questo quadro, quasi inevitabilmente si accentua l\u2019utilizzo della\u00a0<em>carne da cannone<\/em>.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 naturalmente il\u00a0<em>materiale di consumo<\/em>\u00a0di pi\u00f9 facile sostituzione, anche se diventa sempre pi\u00f9 complicato sia mobilitare che addestrare. I rastrellamenti strada per strada, ampiamente documentati da video di fonte ucraina, non sono pi\u00f9 sufficienti. Quindi, si allargano le maglie: una serie di patologie, anche mentali, che prima costituivano motivo sufficiente per l\u2019esonero, adesso non lo sono pi\u00f9; ai maschi dai 16 anni in su \u00e8 fatto divieto di espatrio; le donne che studiano o sono laureate in medicina e farmacia saranno mobilitate per la sanit\u00e0 militare; gli uomini in et\u00e0 di mobilitazione, che attualmente si trovano rifugiati in altri paesi europei, saranno estradati verso Kiev (solo la Polonia, si appresta ad inviarne pi\u00f9 di 160.000).<br \/>\nIn tutto questo, per\u00f2, permane una forte discriminazione etnica e di classe. Mentre le mobilitazioni si concentrano nelle aree russofone ancora sotto controllo ucraino, o nelle aree abitate dalle minoranze ungherese e rumena, a Kiev e Lviv (ed in generale nelle regioni pi\u00f9 occidentali del paese) centinaia di giovani continuano a divertirsi in discoteca. Quelle, infatti, sono le aree dove risiede la borghesia legata al regime, che si guarda bene dal mandare al fronte i suoi figli.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 del fatto che questa controffensiva \u00e8 stata esageratamente gonfiata di aspettative da ben prima che iniziasse, cosa che si \u00e8 poi ritorta contro come un boomerang, \u00e8 fin troppo evidente lo scarto enorme tra le ambizioni iniziali ed i risultati finali. Il fatto \u00e8 che l\u2019intera conduzione della guerra, da parte ukro-NATO, sembra essere improntata ad una linea strategica molto pi\u00f9\u00a0<em>mediatica\u00a0<\/em>\u2013 volta ad essere spendibile sui media occidentali \u2013 che non militare \u2013 attenta a conseguire risultati sul campo. Che questa, almeno da un certo punto in poi, fosse divenuta l\u2019esigenza primaria della NATO, \u00e8 abbastanza comprensibile; che a questo si sia piegato anche il comando ucraino, che per altri versi \u00e8 stato sicuramente migliore di quello occidentale, \u00e8 pi\u00f9 difficile da comprendere.<br \/>\nMentre ogni azione bellica russa mira chiaramente all\u2019obiettivo \u2013 distruggere il potenziale militare ucraino, intaccare pesantemente quello NATO, portare il nemico alla capitolazione \u2013 al contrario le azioni ucraine hanno come obiettivo principale i TG occidentali.<\/p>\n<p>Non solo la controffensiva \u00e8 stata lanciata nel settore meglio difeso dai russi, nonostante i rapporti di forza sfavorevoli, ma l\u2019intera gamma delle operazioni ucraine \u00e8 finalizzata ai media.<br \/>\nLaddove pu\u00f2 (Donetsk) l\u2019artiglieria colpisce pi\u00f9 i civili nelle citt\u00e0 e nei villaggi, piuttosto che le retrovie militari; le azioni contro la Crimea sono esclusivamente simboliche, o comunque di scarso impatto militare; gli attacchi in territorio russo \u2013 siano essi compiuti da reparti DRG, da sabotatori o con l\u2019uso di droni \u2013 sono chiaramente\u00a0<em>punture di spillo<\/em>, il cui impatto \u00e8 tutt\u2019al pi\u00f9 psicologico.<br \/>\nOvviamente \u00e8 vero che per Kiev \u00e8 molto pi\u00f9 facile colpire in Russia (un territorio comunque sterminato, e non certo\u00a0<em>militarizzato<\/em>) piuttosto che in Ucraina, dove le difese aeree russe sono assolutamente insormontabili; ma, dal punto di vista strategico, la cosa pi\u00f9 sensata che avrebbero dovuto fare gli ucraini, almeno a partire dalla scorsa estate, era arroccarsi in difesa. Creare ovunque linee fortificate in profondit\u00e0, come ha fatto Surovikin (l\u2019unica veramente efficiente \u00e8 quella Sloviansk-Kramatorsk, costruita durante gli anni della guerra civile nel Donbass). Costringere i russi ad attaccare, pagando un prezzo assai pi\u00f9 elevato.<\/p>\n<p>Ma Zelensky, cos\u00ec come i suoi uomini nei comandi militari, hanno preferito assecondare le esigenze politiche dei propri sponsor occidentali. Non che l\u2019Ucraina abbia mai avuto speranze, nel confronto con la Russia, ma certamente avrebbe potuto giocarsi molto meglio le sue carte.<br \/>\nMa c\u2019\u00e8 una lezione che in tanti si ostinano a non imparare: accodarsi all\u2019impero americano significa votarsi, prima o poi, a fare l\u2019agnello sacrificale.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator alignfull has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>1 \u2013 L\u2019esercito ucraino schiera infatti sia unit\u00e0 addestrate nei paesi NATO, ed in base alle dottrine operative\u00a0<em>atlantiche<\/em>, sia unit\u00e0 di fresco reclutamento e sommariamente addestrate in patria (in base agli standard ucraini, che sono un ibrido tra quelli ex-sovietici e quelli NATO), sia unit\u00e0 di mercenari, che vengono tutti pi\u00f9 o meno da una formazione di tipo occidentale, ma comunque disomogenea.<\/p>\n<p>2 \u2013 Edward Wadie Sa\u2019id, traslitterato anche Said, \u00e8 stato uno scrittore statunitense, di padre americano (di origini palestinesi) e di madre palestinese. In proposito, cfr.\u00a0<em>\u201cCultura e imperialismo. Letteratura e consenso nel progetto coloniale dell\u2019Occidente\u201d<\/em>, Gamberetti Editrice<\/p>\n<p>3 \u2013 Questa idea inossidabile della superiorit\u00e0 occidentale permane fortemente anche in ambito militare, nonostante gli USA e la NATO abbiano accumulato clamorose sconfitte \u2013 da ultimo, in Afghanistan. In un recente articolo apparso sul sito del\u00a0<em>Centre for New American Security<\/em>\u00a0a firma di Robert O. Work (Distinguished Senior Fellow per la Difesa e la Sicurezza Nazionale presso il Center for a New American Security), in cui vengono esaminate le esigenze e le prospettive di sviluppo delle forze armate statunitensi, viene reiteratamente ribadito il concetto che il nemico da fronteggiare sar\u00e0\u00a0<em>\u201cquasi pari\u201d<\/em>. Cfr.\u00a0<em>\u201cA Joint Warfighting Concept for Systems Warfare\u201d<\/em>, Robert O. Work,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cnas.org\/publications\/commentary\/a-joint-warfighting-concept-for-systems-warfare\"><em>cnas.org<\/em><\/a><\/p>\n<p>4 \u2013 Cfr.\u00a0<em>\u201cGli ucraini non sfondano: in Occidente inizia lo scaricabarile?\u201d<\/em>, Gianandrea Gaiani,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/08\/gli-ucraini-non-sfondano-in-occidente-inizia-lo-scaricabarile\/\"><em>Analisi Difesa<\/em><\/a><\/p>\n<p>5 \u2013\u00a0<em>\u201cSe conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria \u00e8 sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilit\u00e0 di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia\u201d<\/em>, Sun Tzu,\u00a0<em>\u201cL\u2019arte della guerra\u201d<\/em>, Sugarco<\/p>\n<p>6 \u2013 Secondo quanto riportato dal\u00a0<a href=\"https:\/\/kyivindependent.com\/new-brigade-bears-heavy-brunt-of-russias-onslaught-in-kharkiv-oblast\/\"><em>Kyiv Independent<\/em><\/a>, il personale militare delle Forze armate ucraine lamenta il fatto che\u00a0<em>\u201cgli istruttori della NATO non comprendano affatto le specificit\u00e0 delle operazioni militari nel Paese e le preparano in modo inefficiente\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>7 \u2013 La\u00a0<em>linea Surovikin<\/em>\u00a0\u00e8 articolata a sua volta su tre linee difensive; una prima, basata su trinceramenti, si trova sul limitare russo della\u00a0<em>grey zone<\/em>\u00a0(ovvero quella\u00a0<em>terra di nessuno<\/em>\u00a0che si trova tra le opposte posizioni russe ed ucraine), una seconda (fortificata e protetta, oltre che da campi minati come la precedente, anche da vasti schieramenti di denti di drago e fossati anticarro), ed infine una terza pi\u00f9 arretrata (anch\u2019essa fortificata e protetta come la seconda).<\/p>\n<p>8 \u2013\u00a0<em>\u201cAnche se l\u2019Ucraina fosse in grado di risolvere tutti questi problemi tattici, farebbe comunque fatica a superare le difese russe senza un maggiore equipaggiamento per lo sminamento, una difesa aerea a corto raggio, una potenza aerea e un vantaggio significativo rispetto alla Russia nelle scorte di munizioni d\u2019artiglieria\u201d<\/em>. Cfr\u00a0<em>\u201cFranz-Stefan Gady and Michael Kofman on what Ukraine must do to break through Russian defences\u201d<\/em>, Franz-Stefan Gady and Michael Kofman,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cnas.org\/publications\/commentary\/franz-stefan-gady-and-michael-kofman-on-what-ukraine-must-do-to-break-through-russian-defences\"><em>cnas.org<\/em><\/a><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/giubberosse.news\/2023\/09\/05\/la-battaglia-di-rabotino\/\">https:\/\/giubberosse.news\/2023\/09\/05\/la-battaglia-di-rabotino\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) All\u2019inizio del quarto mese della controffensiva ucraina, la situazione \u2013 sul campo e fuori \u2013 si mostra alquanto diversa dalla narrazione propagandistica occidentale. Sul terreno si combatte sanguinosamente, ma il vero \u2018stallo\u2019 appare essere quello politico degli USA e della NATO, che sembrano incapaci di guardare in faccia la realt\u00e0, e quindi non sanno assumere decisioni nuove, e vanno avanti come per forza d\u2019inerzia sulla vecchia via. 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