{"id":81333,"date":"2023-09-07T09:16:35","date_gmt":"2023-09-07T07:16:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81333"},"modified":"2023-09-07T08:19:04","modified_gmt":"2023-09-07T06:19:04","slug":"ita-il-sovranismo-che-ci-serve-per-imparare-dagli-altri-e-controllare-il-vettore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81333","title":{"rendered":"ITA\/ Il \u201csovranismo\u201d che ci serve per imparare dagli altri (e controllare il vettore)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di IL SUSSIDIARIO (Guido Gazzolo)<\/strong><\/p>\n<h2 class=\"description\">L\u2019Italia non pu\u00f2 lasciare la sua compagnia aerea agli stranieri. Occorre tornare al piano Intrieri-Arrigo e al controllo dello Stato<\/h2>\n<div class=\"flexbox mobile_view\">\n<div class=\"single_left_column flex_8\">\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"attachment-medium size-medium wp-post-image\" src=\"https:\/\/cdnx.ilsussidiario.net\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/07\/ita_aereo_4_lapresse1280-640x300.jpg\" alt=\"ita aereo 4 lapresse1280 640x300\" \/>\u00a0<span class=\"alt_image\">(LaPresse)<\/span><\/div>\n<div class=\"single_box flexbox row\">\n<div class=\"single_text_left\">\n<div class=\"social-shares-wrapper\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"single_text_right\">\n<div class=\"single_text\">\n<p>Nell\u2019<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/ita-i-talebani-liberal-che-vogliono-lufthansa-e-dimenticano-il-no-a-klm\/2585142\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ultimo articolo<\/a>\u00a0abbiamo visto come, se guidata da persone competenti nel settore, Alitalia, compagnia aerea di un Paese chiamato Italia, che dovrebbe essere una potenza economica di prim\u2019ordine, quindi con un traffico dovuto anche alla sua gigantesca attrattiva turistica, potesse ambire a un posto di rilievo nel traffico aereo europeo e mondiale. Abbiamo per\u00f2 anche visto, citando fatti e non parole, come la stessa sia stata distrutta sia per \u201cincapacit\u00e0 nazionale\u201d che per interventi fatti dalla Ue atti a ridurne l\u2019importanza rispetto ad altri vettori. \u201cL\u2019harakiri nazionale\u201d \u00e8 iniziato immediatamente dopo il tramonto del \u201cpiano Cempella\u201d e, considerando l\u2019Alitalia pi\u00f9 come un organo statale che un vettore, attraverso una serie innumerevole di errori, si \u00e8 arrivati allo stato attuale delle cose.<\/p>\n<div id=\"iol-player-container-outer\" data-partner=\"nol\" data-account=\"6202477133001\" data-player=\"GtKe2yrmg\" data-autoplay=\"true\" data-shuffle-first-video=\"false\" data-muted=\"true\" data-sticky=\"true\" data-dmin=\"20\" data-dmax=\"40\" data-orderby=\"data\"><\/div>\n<p>Si \u00e8 giunti a proclamare in pompa magna l\u2019italianit\u00e0 e la funzione di vettore del \u201cmade in Italy\u201d di una ITA che gli stessissimi dirigenti lottano per far passare sotto il controllo totale di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/ita-alitalia-e-low-cost-il-doppio-colpo-che-lufthansa-spera-di-portare-a-casa\/2474553\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lufthansa<\/a>\u00a0in una sottospecie di \u201cpatto d\u2019acciaio\u201d, s\u00ec, ma del \u201cmade in Germany\u201d. Roba da far suicidare Spielberg per mancanza di fantasia. Ma torniamo agli \u201cerrori\u201d. Tanto per abbattere un altro \u201ccavallo di battaglia\u201d di certe fazioni, gi\u00e0 nel 2006 la vecchia AZ aveva un costo del lavoro tra i pi\u00f9 bassi dei vettori di riferimento europei: infatti se prendiamo i dati AEA (l\u2019associazione che raggruppa le compagnie aeree europee) di quell\u2019anno vediamo che a fronte di 100 euro di ricavi, Alitalia ne spendeva 16 di costo lavoro contro una media di 23 degli altri. Ma dove si rivelava la questione \u00e8 nel fatto che, per la sua organizzazione, contro una media europea di 63 euro Alitalia ne spendeva ben 94. Ecco che ci\u00f2 che gravava in forma gigantesca su tutta la questione non era il \u201cmateriale umano\u201d bens\u00ec i servizi, che spesso costituivano fondi letteralmente buttati dalla finestra, come mi confess\u00f2 una volta un suo ex presidente.<\/p>\n<p class=\"intext_related\">\n<p>Quello che un altro vettore pagava 10 noi lo avevamo versando 100, questo per la catena di complicit\u00e0 all\u2019interno dell\u2019approvvigionamento di materiali e di tutto ci\u00f2 che serviva per volare. E non occorre molto per capire che, a causa della sua appartenenza allo Stato, i prezzi salivano alle stelle. Ma, allo stesso tempo, i vari Ad, complice una manleva che li sollevava da responsabilit\u00e0, hanno commesso errori strategici importanti come quello che, durante \u201cl\u2019era Cimoli\u201d, in pratica demol\u00ec un settore importantissimo come quello della manutenzione, vero e proprio fiore all\u2019occhiello e oltretutto di importanza rilevante non solo per l\u2019inimitabile know-how che aveva a disposizione, riconosciuto internazionalmente, ma anche perch\u00e9, se ben gestito, avrebbe procurato sviluppo e guadagni considerevoli, visto che in alcune consorelle (tipo Lufthansa) il settore tecnico garantiva i maggiori guadagni dell\u2019intero vettore.<\/p>\n<p class=\"intext_related\">\n<p>Poi i \u201ccapitani coraggiosi\u201d di berlusconiana memoria completarono l\u2019opera e cos\u00ec le revisioni dei motori, tanto per fare un esempio, venivano fatte in Israele ma si rivelarono, nei risultati, ben al di sotto degli standard aziendali, per cui si cadde dalla padella (supposta) nella brace (reale), anche se in quegli anni AZ era privata al punto che nel corso degli anni e sotto l\u2019egida di due societ\u00e0, CAI e SAI, arrivarono due bei fallimenti. Per\u00f2 il costo del lavoro, gi\u00e0 competitivo come abbiamo visto, si ridusse a livelli ridicoli e praticamente inferiori a quello delle lowcost con l\u2019avvento poi della disastrata operazione ITA.<\/p>\n<p>A questo punto, e con una societ\u00e0 ormai in un fallimento tecnico e con un futuro non certo roseo (non per colpa delle cause dei lavoratori, ma degli errori di una gestione arrivata a un contratto di cessione di solo un euro fatto passare per una rottura di una continuit\u00e0 \u2013 che non c\u2019\u00e8 in assoluto \u2013 e creando un danno incalcolabile alla vecchia Alitalia) quello a cui bisogna assolutamente pensare \u00e8 che la soluzione non sta certo nell\u2019intera cessione a un vettore straniero, pena la perdita totale di controllo dell\u2019Italia nel settore, visto che non si \u00e8 mai vista una compagnia aerea fare beneficenza nei confronti di una acquisita, semmai tutto il contrario.<\/p>\n<p>Ma, a quanto pare, ci\u00f2 che \u00e8 accaduto durante la partecipazione del vettore emiratino Etihad non \u00e8 stato sufficiente, e alcuni vedono ancora lo straniero come un ente di beneficenza. Uno Stato che si rispetti (e Germania, Francia e altre nazioni europee lo confermano) deve avere un controllo in settori vitali della propria economia: ci\u00f2 non vuol dire necessariamente essere proprietario al 100% di un vettore, ma avere una percentuale di maggioranza oppure anche una minoranza, ma con un fondamentale diritto di veto.<\/p>\n<p>E qui arriviamo al dunque. La gestione del vettore deve essere data a veri esperti del trasporto aereo. In poche parole dovrebbe essere ritirato fuori dai cassetti il piano che anni fa venne elaborato dal duo Intrieri-Arrigo\u00a0che si riproponeva di trasformare Alitalia finalmente in un vettore efficiente e funzionale all\u2019interesse del Paese. Flotta bilanciata tra lungo e medio raggio, un vettore dedicato ai voli nazionali (che potrebbe essere ATI) , reinserimento di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/ita-sentenza-cottatellucci-ricorso-respinto-risponde-la-compagnia-ecco-cosa-cambia\/2584592\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tutti i lavoratori Alitalia<\/a>\u00a0ora in Cigs e riconoscimento dell\u2019anzianit\u00e0 aziendale come elemento principale per i passaggi ai gradi superiori. Con questo si manterrebbe ancora ci\u00f2 che rimane (non molto, ma per fortuna qualcosa c\u2019\u00e8) del know-how aziendale, abbondantemente distrutto da dirigenze completamente ignoranti nel settore, che hanno, nel corso di questi ultimi anni, creato un danno incalcolabile. Contemporaneamente serve un ridisegno della mappa aeroportuale del nostro Paese: \u00e8 sinceramente pazzesco che, pur esistendo da anni, sia ancora inoperativo il decreto sui requisiti di sistema partorito anni fa. Non \u00e8 proprio possibile l\u2019operativit\u00e0\u00a0<em>point to point<\/em>\u00a0a livello internazionale, perch\u00e9 oltretutto il nostro Paese ha gi\u00e0 a disposizione due potenziali hub, lo ripetiamo, situati in aree altamente strategiche sia del continente europeo che del bacino del Mediterraneo. Inoltre, bisogna che, una volta per tutte, venga tolto il segreto sui contratti che legano le compagnie lowcost agli aeroporti, visto che sono mantenuti con denaro pubblico e hanno creato negli anni un vero e proprio monopolio a prezzi stellari nel mercato nazionale.<\/p>\n<p>In poche parole dovremmo, finalmente, avere un po\u2019 di sano e giusto sovranismo: proprio come ci dimostrano altri Paesi Ue, che si guardano bene da affidare imprese economiche strategiche per il Paese ad altre nazioni. Lo Stato, in questa fase di \u201crinascita\u201d, potrebbe partecipare nei modi sopra descritti: o con un controllo della nuova impresa al 51% o con una quota di minoranza ma con una maggioranza saldamente in mani italiane.<\/p>\n<p>Il futuro pu\u00f2 essere ancora nostro: ma se aspettiamo ancora un po\u2019 saranno dolori che pagheremo con un\u2019Italia che, se continua in questo processo di aperture a 180 gradi, rischia di soccombere, come gi\u00e0 avviene in molti settori dove ormai la mano d\u2019opera italiana viene ridotta a compiti basici, essendo il controllo delle imprese in altri Paesi. Il settore automobilistico ne \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 lampante e basta fare un giretto a Torino e dintorni per vedere i danni di queste politiche scellerate e le imprese che hanno dovuto chiudere i battenti nonostante la loro altissima (e spesso invidiata) tecnologia. Propongo a tutti i lettori di cercare e vedersi su internet l\u2019intervista realizzata al grande designer Giorgietto Giugiaro nel servizio dedicato a Torino fatto dalla trasmissione\u00a0<em>Presa Diretta<\/em>: altro pezzo d\u2019Italia che se ne \u00e8 andato. Cerchiamo di interrompere questo stillicidio: partendo dai cieli si pu\u00f2 ancora fare.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/ita-il-sovranismo-che-ci-serve-per-imparare-dagli-altri-e-controllare-il-vettore\/2586525\/\">https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/ita-il-sovranismo-che-ci-serve-per-imparare-dagli-altri-e-controllare-il-vettore\/2586525\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL SUSSIDIARIO (Guido Gazzolo) L\u2019Italia non pu\u00f2 lasciare la sua compagnia aerea agli stranieri. 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