{"id":81335,"date":"2023-09-07T10:20:00","date_gmt":"2023-09-07T08:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81335"},"modified":"2023-09-07T08:23:16","modified_gmt":"2023-09-07T06:23:16","slug":"ustica-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81335","title":{"rendered":"Ustica 2023"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MEGACHIP (Gaetano Sinatti)<\/strong><\/p>\n<header class=\"mb-4\">\n<h2 class=\"h6 fw-normal text-secondary lh-base\">43 anni dopo, il Dr Sottile conferma la responsabilit\u00e0 francesi nell&#8217;abbattimento del volo. Le dichiarazioni di uno dei massimi esponenti del potere italiano aprono un vaso di Pandora con implicazioni politiche, storiche e strategiche<\/h2>\n<\/header>\n<figure>\n<div class=\"ratio ratio-16x9 mb-1\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid entered lazyloaded\" title=\"giulianoamato\" src=\"https:\/\/megachip.globalist.it\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2023\/09\/giulianoamato.jpg\" alt=\"Ustica 2023\" data-aos=\"fade-up\" data-aos-delay=\"1000\" data-lazy-src=\"https:\/\/megachip.globalist.it\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2023\/09\/giulianoamato.jpg\" data-ll-status=\"loaded\" \/><\/div>\n<\/figure>\n<p class=\"mb-1\">\n<div class=\"article-content lh-lg mb-5\">\n<div class=\"code-block code-block-4 ai-viewport-1\"><\/div>\n<p><em>lle ore 20:59 del 27 giugno 1980, il volo civile IH870, operato da un DC9 della compagnia ITAVIA, scompare, con tutti i suoi 81 passeggeri, nel cielo tra Ponza e Ustica. Solo ieri, 2 settembre 2023, il professor Giuliano Amato, esponente di spicco della classe dirigente della prima e della seconda Repubblica, accademico italiano di lungo corso, giurista illustre, con una lunga intervista pubblicata con grande rilievo dal quotidiano\u00a0<strong>La Repubblica<\/strong>, ha ritenuto opportuno prendere posizione pubblicamente a sostegno della tesi, gi\u00e0 avanzata da molti anni sia\u00a0<a href=\"https:\/\/clarissa.it\/wp\/2013\/01\/29\/ustica-uno-squarcio-di-verita-sulla-storia-dellitalia\/\">in sede giudiziaria<\/a>\u00a0che storica, affermando la responsabilit\u00e0 del governo francese nell\u2019abbattimento del velivolo civile italiano.<\/em><\/p>\n<p>Se fossimo degli ingenui potremmo accontentarci del classico \u201cmeglio tardi che mai\u201d. Ingenui purtroppo non possiamo essere, ma convinti che la verit\u00e0 sia ben chiara, s\u00ec, come\u00a0<a href=\"https:\/\/clarissa.it\/wp\/2012\/02\/04\/da-ustica-a-ramstein-la-verita-e-sempre-possibile\/\">scrivevamo nel 2012<\/a>\u00a0su queste pagine.<\/p>\n<div class=\"code-block code-block-6\"><\/div>\n<p>Oggi potremmo quindi semplicemente rimandare il lettore di clarissa.it a quanto abbiamo poi scritto anche il 27 giugno del 2020, nel\u00a0<a href=\"https:\/\/clarissa.it\/wp\/2020\/06\/27\/ustica-27-giugno-1980\/\">XXXX anniversario<\/a>\u00a0di quel terribile evento, presentando le ragioni per cui non vi sono dubbi sul fatto che quell\u2019abbattimento \u00e8 avvenuto nel contesto di un\u2019azione di guerra non dichiarata, e che tale episodio bellico \u00e8 riconducibile ad un\u2019operazione di Paesi della\u00a0<strong>NATO<\/strong>\u00a0contro la\u00a0<strong>Libia<\/strong>.<\/p>\n<p>Oggi, con le dichiarazione del prof. Amato, abbiamo piena conferma infatti di quanto scrivevamo allora:<br \/>\n\u00abs<em>e lo Stato italiano non ha mai potuto chiarire cosa \u00e8 avvenuto quella tragica sera, non \u00e8 perch\u00e9 le nostre autorit\u00e0 pubbliche non lo sapessero ma perch\u00e9 si tratta di una verit\u00e0 \u201cindicibile\u201d in termini di potere: vale a dire, raccontare per filo e per segno cosa esattamente \u00e8 accaduto avrebbe significato mettere a repentaglio la stabilit\u00e0 politica dell\u2019Italia e la permanenza di un\u2019intera classe dirigente.<\/em><br \/>\n<em>Se quindi vi \u00e8 mistero, il mistero \u00e8 tutto qui.<\/em><br \/>\n<em>\u00c8 la ragion di Stato che ha impedito e ancora oggi impedisce di spiegare non tanto quello che \u00e8 successo, cosa su cui oramai vi sono ben pochi dubbi, ma per quali ragioni non lo si possa pubblicamente raccontare<\/em>\u00bb.<\/p>\n<div class=\"code-block code-block-7\"><\/div>\n<h2>Ustica e la Ragion di Stato<\/h2>\n<p>Il prof. Amato \u00e8 uno tra i massimi esponenti dello Stato italiano, per et\u00e0 bene addentro alle<em>\u00a0secrete cose<\/em>\u00a0di almeno mezzo secolo della storia d\u2019Italia: tuttavia solo oggi si \u00e8 ritenuto autorizzato a chiamare in causa i vertici dell\u2019arma Aeronautica italiana e i vertici delle\u00a0<strong>Forze Armate<\/strong>\u00a0italiane, per il loro silenzio ed i loro depistaggi; nonch\u00e9 la presidenza della Repubblica francese quale responsabile dell\u2019evento bellico.<\/p>\n<p>Opportuno \u00e8 anche notare la non poca abilit\u00e0 con la quale il prof. Amato, pur lanciando queste pesantissime pubbliche accuse, ha tuttavia trovato il modo di far intendere che i politici non sarebbero stati al corrente della verit\u00e0: un sottile ma debole distinguo, dato che poi ricorda che sia l\u2019allora presidente del Consiglio,\u00a0<strong>Francesco Cossiga<\/strong>, sia il segretario del suo partito, poi presidente del Consiglio anch\u2019egli,\u00a0<strong>Bettino Craxi,<\/strong>\u00a0gli manifestarono le loro ragionevoli certezze in merito alla responsabilit\u00e0 della Francia.<\/p>\n<div class=\"code-block code-block-8\"><\/div>\n<p>Appare quindi evidente che, se oggi il prof. Amato parla, parla in nome della stessa ragion di Stato che lo ha obbligato fino ad ora al silenzio. Ci dobbiamo quindi porre non il problema se quel che dice il prof. Amato ha un fondamento, ma perch\u00e9 egli abbia ritenuto oggi, non ieri non domani, di riaprire questa questione.<\/p>\n<p>Questione terribile, perch\u00e9, scrivevamo nel 2020: \u00ab<em>raccontare quanto \u00e8 avvenuto quella sera, significherebbe:<\/em><br \/>\n<em>1) Confermare la condizione dell\u2019Italia come \u201cterra di nessuno\u201d, sulla quale le potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale possono operare indisturbate, se necessario nel pi\u00f9 totale spregio della nostra sovranit\u00e0 e della vita dei nostri concittadini.<\/em><br \/>\n<em>2) Ammettere questo, significherebbe aprire il vaso di Pandora di tutti i precedenti (e successivi) eventi stragisti, cosa che finirebbe per dimostrare una volta per tutte le responsabilit\u00e0 degli apparati istituzionali nella facilitazione e nel controllo del cosiddetto \u201cterrorismo\u201d: non si dimentichi che l\u2019evento di Ustica avviene a pochi mesi dalla tragica conclusione del \u201ccaso Moro\u201d, sul quale sono da sempre in corso attivit\u00e0 di depistaggio e copertura, come mostra la recente e istruttiva intervista di Walter Veltroni all\u2019ex-ministro socialista\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/20_giugno_19\/claudio-signorile-convinsi-fanfani-ad-aprire-br-salvare-moro-poi-accadde-qualcosa-052abcb6-b25f-11ea-b99d-35d9ea91923c.shtml\">Claudio Signorile<\/a>.<\/em><br \/>\n<em>3) Riconoscere quanto appena detto, dimostrerebbe, ben oltre i cronici problemi di corruzione morale e di incapacit\u00e0 politica della nostra classe dirigente, le limitazioni strutturali della nostra democrazia e rivelerebbe quanto ampio sia il mancato adempimento dei doveri costituzionali di difesa degli interessi del nostro popolo da parte della nostra classe politica.<\/em><br \/>\n<em>4) Dimostrerebbe altres\u00ec che la sconfitta nella Seconda guerra mondiale, lungi dal rappresentare la liberazione dell\u2019Italia, ne ha provocato la totale subordinazione politica a potenze straniere che perseguono finalit\u00e0 che non coincidono affatto con gli obiettivi storici che l\u2019Italia potrebbe e dovrebbe ad esempio assumere nel mondo contemporaneo (pensiamo qui ad esempio all\u2019idea della Roma dei Popoli di un Mazzini)<\/em>\u00bb.<\/p>\n<h2>Francia, Italia, Libia (1980)<\/h2>\n<p>Il fatto che un Paese alleato come la Francia abbia potuto operare liberamente nei nostri cieli con un\u2019operazione di guerra, che quest\u2019ultima abbia ucciso 81 nostri concittadini innocenti ed abbia ottenuto la complicit\u00e0 delle nostre Forze Armate nella copertura di quanto accaduto \u2013 dimostra quanto affermavamo.<br \/>\nNon basta: avere concepito e realizzato questa operazione nei cieli italiani, senza curarsi delle possibili conseguenze, ed ottenendo il silenzio complice dei nostri vertici militari e politici, ebbe anche il significato politico di un\u2019intimazione della Francia nei confronti dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>Possiamo oggi affermarlo con sicurezza, dal momento che risulta da documenti ufficiali che nel 1980 fra Italia e Libia era in atto una collaborazione militare<sup><a href=\"https:\/\/clarissa.it\/wp\/2023\/09\/03\/ustica-2023\/?fbclid=IwAR1xUzmb5yUGdI-6TotPJUhtYdhzEyBW0W305c5BbchEcHZxksChQ1QKM24#footnote_0_9086\">1<\/a><\/sup>, che, pur ritenuta da taluni esponenti della diplomazia italiana poco opportuna in quel momento, veniva invece sostenuta dal Presidente del Consiglio,\u00a0<strong>Francesco Cossiga<\/strong>, e motivata \u00abnel quadro di una strategia di contenimento della presenza sovietica\u00bb<sup><a href=\"https:\/\/clarissa.it\/wp\/2023\/09\/03\/ustica-2023\/?fbclid=IwAR1xUzmb5yUGdI-6TotPJUhtYdhzEyBW0W305c5BbchEcHZxksChQ1QKM24#footnote_1_9086\">2<\/a><\/sup>, vale a dire con il solito anticomunismo buono per tutte le stagioni.<\/p>\n<p>La Francia aveva invece allora in corso con la Libia di Gheddafi una durissima partita di alto valore strategico, la cui posta era il controllo francese dell\u2019Africa centrale, in particolare del\u00a0<strong>Ciad<\/strong>\u00a0ricco di uranio: nel corso del complicato conflitto, la Francia tent\u00f2 pi\u00f9 volte il rovesciamento e l\u2019eliminazione fisica del capo di Stato libico. La classica goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso per i Francesi, potrebbe essere rappresentata dalla morte, in un \u201cincidente\u201d, di cui si attribu\u00ec la responsabilit\u00e0 a Gheddafi, di un personaggio chiave delle numerose e spesso rischiose attivit\u00e0 francesi in Africa: il direttore della sezione Africa dell\u2019Eliseo, noto anche come\u00a0<em>Monsieur Afrique<\/em>,\u00a0<strong>Ren\u00e9 Journiac<\/strong>, vittima, il 6 febbraio 1980, di un\u2019inspiegabile esplosione, poco prima dell\u2019atterraggio, dell\u2019aereo su cui volava nel Camerun settentrionale.<\/p>\n<p>I tentativi di rovesciamento violento, gi\u00e0 intrapresi dalla Francia (nel febbraio 1979, in una collaborazione franco-egiziana; il 1\u00b0 settembre 1979, con un attentato a\u00a0<strong>Bengasi<\/strong>\u00a0contro Gheddafi), non si sarebbero arrestati nemmeno dopo la fallita intercettazione aerea del 27 giugno 1980 nel cielo di Ustica. Il 5 agosto 1980 infatti una brigata dell\u2019esercito libico tent\u00f2 senza successo un colpo di stato militare contro Gheddafi, organizzato dal gen.\u00a0<strong>Alain Gaigneron de Marolles<\/strong>, dimessosi subito dopo dallo\u00a0<strong>SDECE<\/strong>\u00a0proprio in conseguenza di questo fallimento, e immediatamente promosso generale di brigata.<\/p>\n<p>Questi dettagli sono ulteriori conferme della propensione francese, in quella lontana primavera del 1980, ad impiegare la forza: il che spiega perch\u00e9 il nostro vicino d\u2019Oltralpe non poteva, allora come oggi, ammettere di avere voluto l\u2019eliminazione di un capo di Stato nei cieli italiani in collaborazione con la NATO \u2013 soprattutto quando questo tentativo era fallito ed aveva invece provocato l\u2019assassinio ingiustificato di 81 innocenti civili italiani.<\/p>\n<h2>Francia e Italia (2023)<\/h2>\n<p>Il fatto \u00e8 che oggi noi con la Francia siamo legati a doppio filo, dopo lo storico\u00a0<strong>Trattato del Quirinale<\/strong>, stipulato in circostanze piuttosto anomale nel novembre 2021, del quale Gaetano Colonna si \u00e8 occupato con precisione su\u00a0<a href=\"https:\/\/clarissa.it\/wp\/2022\/07\/13\/italia-di-tutti-e-di-nessuno\/\">clarissa.it<\/a>:<br \/>\n\u00ab<em>Un trattato<\/em>\u00a0\u2013 scriveva Colonna \u2013\u00a0<em>che include anche una specifica collaborazione in campo militare (art. 2) e spaziale (art. 7). Aspetti entrambi importanti dal momento che, fra l\u2019altro, l\u2019articolo 2 prevede l\u2019impegno reciproco a \u00abfacilitare il transito e lo stazionamento delle forze armate dell\u2019altra Parte sul proprio territorio\u00bb: un punto che logicamente \u00e8 di maggiore rilievo per le operazioni che le forze armate francesi svolgono da anni in Africa Settentrionale, Sahel e Corno d\u2019Africa, rispetto all\u2019inverso \u2013 non vedendosi a che servano spostamenti di truppe italiane in Francia!<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>Le Forze Armate italiane sono oggi tenute quindi ad una stretta collaborazione con gli omologhi francesi, in una posizione certamente subordinata, non fosse altro che per il fatto che la proiezione strategica italiana verso l\u2019<strong>Africa<\/strong>\u00a0tocca i suoi minimi storici.<\/p>\n<p>L\u2019influenza italiana in Libia \u00e8 di fatto stata cancellata dalle modalit\u00e0 con cui si giunse al rovesciamento del regime di Gheddafi, la cui tragica scomparsa ha determinato la polverizzazione del Paese nordafricano, ridotto oggi, come Iraq Siria Somalia e molti altri ancora, ad essere uno di quei\u00a0<em><strong>failed States<\/strong><\/em>\u00a0di cui la politica dell\u2019<strong>interventismo occidentale<\/strong>\u00a0ha popolato il mondo dopo il 2001.<\/p>\n<p>Questa perdita di un ruolo nella sponda che abbiamo davanti alle nostre coste meridionali \u00e8 la ragione pi\u00f9 profonda dell\u2019oramai evidente impossibilit\u00e0 per il nostro Paese di fermare i flussi migratori che da un\u2019Africa nord e centro-occidentale, devastata da conflitti decennali, si riversano sul nostro Paese, senza che l\u2019Italia riesca ad imporre una soluzione decisiva, continuando a lanciare appelli tanto retorici quanto inascoltati all\u2019Europa.<\/p>\n<h2>Ustica e Bologna (1980)<\/h2>\n<p>Non facciamo ipotesi sulle ragioni che possono avere spinto il prof. Amato alle dichiarazioni che ha fatto. Non sappiamo se esse manifestino insofferenza per i comportamenti francesi nella partita africana o addirittura nei confronti del crescente condizionamento imposto dalla NATO alla politica estera dei singoli Paesi europei. Lo si capir\u00e0 facilmente se il prof. Amato sapr\u00e0 far seguire fatti alle parole.<\/p>\n<p>Ci sembra pi\u00f9 urgente ed importante attirare l\u2019attenzione dei nostri lettori su di un elemento essenziale: vale a dire il collegamento che esiste fra la strage di Ustica e quella di Bologna dell\u2019agosto 1980.<\/p>\n<p>Fu un esponente della classe dirigente della prima Repubblica, di rigorosissima osservanza atlantica,\u00a0<strong>Giuseppe Zamberletti<\/strong>, nel 1980 sottosegretario agli Esteri, a proporre un collegamento fra i due terribili sanguinosi eventi: ma con l\u2019intento, anch\u2019esso evidentemente dettato dalla Ragion di Stato, di dare vita a quella\u00a0<strong><em>pista araba<\/em><\/strong>\u00a0per la strage di Bologna che ha validamente contribuito a depistare, se non i giudici, taluni cosiddetti storici.<\/p>\n<p>Sappiamo oggi che la\u00a0<strong>strage di Bologna<\/strong>\u00a0ha avuto mandanti ed autori non nel mondo arabo ma nel nostro sventurato Paese. Tuttavia, anche la recentissima sentenza della Corte, che ha il merito di aver dato per la prima volta un volto ai mandanti, non \u00e8 riuscita a fare altro che ripetere, sul movente della strage, i soliti stanchi ritornelli sui tentativi eversivi della destra neo-fascista, nonostante la presenza fra i mandanti del pi\u00f9 alto livello di un uomo decorato per meriti resistenziali come\u00a0<strong>Federico Umberto D\u2019Amato<\/strong>, direttore per decenni dei servizi segreti del ministero degli Interni della Repubblica, a ragione considerato\u00a0<a href=\"https:\/\/clarissa.it\/wp\/2020\/08\/18\/club-di-berna-e-segreti-sulla-strategia-della-tensione\/\">il padrino del Club di Berna<\/a>, organismo di vertice delle polizie internazionali di dipendenza atlantica.<\/p>\n<p>Solo la voce, sempre pi\u00f9 autorevole in materia, e per questo sempre pi\u00f9 contrastata, di\u00a0<strong>Vincenzo Vinciguerra<\/strong>\u00a0ha presentato, con dovizia di dettagli, le ragioni per cui vi \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/clarissa.it\/wp\/2020\/08\/01\/bologna-2-agosto-1980-la-memoria-non-basta\/\">un nesso evidente fra i due fatti<\/a>, per esempio proprio attraverso la ricostruzione di chi ha impedito la verit\u00e0 su Bologna e insieme coperto quella su Ustica. La strage di Bologna, dunque, sarebbe stato il fatto devastante che serviva ad impedire che si arrivasse a caldo, attraverso elementi fattuali in quel momento ancora facilmente reperibili, per esempio i famigerati\u00a0<strong>tracciati radar<\/strong>\u00a0dei velivoli in battaglia nel Mar Tirreno, a quella verit\u00e0 che il prof. Amato solo oggi ha voluto estrarre dal capiente cassetto della sua ricca memoria.<\/p>\n<p>Continuando pazientemente a lavorare per la verit\u00e0 che meritano le vittime innocenti di queste stragi, avremo certo modo di capire presto se il prof. Amato vorr\u00e0 condividere tutto quello che sa oppure se preferir\u00e0 essere annoverato, come molti suoi predecessori oggi passati a miglior vita, fra i\u00a0<strong>guardiani della memoria<\/strong>\u00a0di questa Repubblica. Coloro cio\u00e8 che hanno amministrato e amministrano verit\u00e0 e menzogna, spesso mescolandole, per difendere il loro potere.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image\"><\/figure>\n<p><strong>Note<\/strong>:<\/p>\n<ol>\n<li>Appunto per l\u2019Onorevole Ministro [Attilio Ruffini n.d.r.] da Franco Malfatti Segretario generale del ministero degli Affari esteri, 2 febbraio 1980, Fondo Consigliere diplomatico alla presidenza del Consiglio, Libia, ACS.<a href=\"https:\/\/clarissa.it\/wp\/2023\/09\/03\/ustica-2023\/?fbclid=IwAR1xUzmb5yUGdI-6TotPJUhtYdhzEyBW0W305c5BbchEcHZxksChQ1QKM24#identifier_0_9086\">&#x21a9;<\/a><\/li>\n<li>Appunto da Berlinguer Consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio dei Ministri a Franco Malfatti Segretario generale del ministero degli Affari esteri, 13 febbraio 1908, Fondo Consigliere diplomatico alla presidenza del Consiglio, Libia, ACS.<a href=\"https:\/\/clarissa.it\/wp\/2023\/09\/03\/ustica-2023\/?fbclid=IwAR1xUzmb5yUGdI-6TotPJUhtYdhzEyBW0W305c5BbchEcHZxksChQ1QKM24#identifier_1_9086\">&#x21a9;<\/a><\/li>\n<\/ol>\n<p>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/clarissa.it\/wp\/2023\/09\/03\/ustica-2023\/\">https:\/\/clarissa.it\/wp\/2023\/09\/03\/ustica-2023\/<\/a>.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/megachip.globalist.it\/guerra-e-verita\/2023\/09\/03\/ustica-2023\/\">https:\/\/megachip.globalist.it\/guerra-e-verita\/2023\/09\/03\/ustica-2023\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MEGACHIP (Gaetano Sinatti) 43 anni dopo, il Dr Sottile conferma la responsabilit\u00e0 francesi nell&#8217;abbattimento del volo. Le dichiarazioni di uno dei massimi esponenti del potere italiano aprono un vaso di Pandora con implicazioni politiche, storiche e strategiche lle ore 20:59 del 27 giugno 1980, il volo civile IH870, operato da un DC9 della compagnia ITAVIA, scompare, con tutti i suoi 81 passeggeri, nel cielo tra Ponza e Ustica. Solo ieri, 2 settembre 2023, il&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":37705,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/megachip.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-l9R","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81335"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=81335"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81335\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":81336,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81335\/revisions\/81336"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=81335"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=81335"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=81335"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}