{"id":81402,"date":"2023-09-12T09:00:14","date_gmt":"2023-09-12T07:00:14","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81402"},"modified":"2023-09-11T16:16:23","modified_gmt":"2023-09-11T14:16:23","slug":"gunther-grunert-e-ora-di-fermare-la-follia-dello-schuldenbremse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81402","title":{"rendered":"G\u00fcnther Grunert &#8211; E&#8217; ora di fermare la follia dello Schuldenbremse!"},"content":{"rendered":"<p><strong>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-header\">\n<div class=\"post-header-line-1\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"post-body-213695518747167866\" class=\"post-body entry-content\">\n<p><i><b>&#8220;I deficit di bilancio possono essere sostenuti indefinitamente senza generare pressioni inflazionistiche,\u00a0a condizione che la domanda aggregata non superi la crescita delle capacit\u00e0 produttive.\u00a0<\/b><b>Sarebbe sensato quindi abolire il &#8220;freno al debito&#8221; il pi\u00f9 rapidamente possibile, ma ci\u00f2 richiederebbe un emendamento costituzionale, che richiede a sua volta una maggioranza qualificata dei due terzi nel Bundestag. E questo probabilmente non accadr\u00e0 nell&#8217;immediato futuro&#8230;<\/b><b>la discussione quindi continuer\u00e0, accompagnata da bilanci ombra che aggirano il &#8220;freno al debito&#8221; in modi creativi, come ad esempio i fondi speciali miliardari.<\/b><b>&#8220;<\/b> scrive l&#8217;economista tedesco Guenther Grunert su Makroskop. Una riflessione molto interessante sull&#8217;assurdit\u00e0 del cosiddetto freno al debito, lo Schuldenbremse, vale a dire il pareggio di bilancio aggiustato per il ciclo, un vero tabu&#8217; intoccabile della politica tedesca, ora difeso anche dalla Ampelkoalition. <a href=\"https:\/\/makroskop.eu\/28-2023\/die-schuldenbremse-gegen-alle-okonomische-vernunft\/\">Da Makroskop.eu<\/a><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"separator\"><a href=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEjWhBc0sS56LrGyrKdUhsyAKEb3MAEWmmH0PozCe41UDSNfjE709dII0JM_d4vtkU1gvQfFXAmdH8oy9R0jf1gU700WgSb2XQBO6ItdbPMDDw968YPW7XWwlNCewjK8WcbnBMRWwHDZ0lTzLbtzCIyUH7YNxJOD9GTb4NtE2FpscQCEfJXQl6KJFZM0DjU\/s400\/2,w=993,q=high,c=0.bild%20(1).jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEjWhBc0sS56LrGyrKdUhsyAKEb3MAEWmmH0PozCe41UDSNfjE709dII0JM_d4vtkU1gvQfFXAmdH8oy9R0jf1gU700WgSb2XQBO6ItdbPMDDw968YPW7XWwlNCewjK8WcbnBMRWwHDZ0lTzLbtzCIyUH7YNxJOD9GTb4NtE2FpscQCEfJXQl6KJFZM0DjU\/w640-h360\/2,w=993,q=high,c=0.bild%20(1).jpg\" alt=\"schwarze Null, zero nero, schauble\" width=\"640\" height=\"360\" border=\"0\" data-original-height=\"225\" data-original-width=\"400\" \/><\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i><b>Cresce l&#8217;incertezza in merito alle regole sullo Schuldenbremse.<\/b> Alcuni ne chiedono una nuova sospensione a causa degli investimenti statali necessari durante le crisi economica. Tuttavia, la maggioranza continua a sostenere la regola suldebito,\u00a0 basandosi essenzialmente sull&#8217;argomento della giustizia intergenerazionale.<\/i><\/p>\n<p><b>L&#8217;ex ministro delle Finanze della SPD, Peer Steinbr\u00fcck<\/b>, quando gli \u00e8 stata posta la domanda su cosa ricorder\u00e0 del suo mandato, <a href=\"https:\/\/www.handelsblatt.com\/politik\/deutschland\/defizitregel-oekonomen-stellen-schuldenbremse-infrage\/24035638.html\">ha risposto<\/a>: <b>&#8220;Il freno al debito. Ne sono orgoglioso&#8221;<\/b>. E questo sembra essere un successo, ma in realt\u00e0 lo strumento del freno all&#8217;indebitamento \u00e8 stato controverso fin dall&#8217;inizio ed \u00e8 ora nuovamente al centro di un acceso dibattito.<\/p>\n<p><b>Il freno all&#8217;indebitamento venne introdotto nel 2009 <\/b>e stabilisce che la Federazione e i L\u00e4nder hanno l&#8217;obbligo fondamentale di chiudere i propri bilanci in pareggio, tenendo conto delle condizioni economiche. Per il governo federale, la regola del bilancio strutturalmente equilibrato \u00e8 considerata rispettata se il deficit strutturale, cio\u00e8 il nuovo debito depurato dalle fluttuazioni cicliche, non supera lo 0,35% del prodotto interno lordo (PIL).<\/p>\n<p><ins class=\"adsbygoogle\" data-ad-client=\"ca-pub-1921455164304233\" data-ad-format=\"auto\" data-ad-slot=\"7321731567\" data-full-width-responsive=\"true\" data-adsbygoogle-status=\"done\" data-ad-status=\"filled\"><\/p>\n<div id=\"aswift_1_host\" title=\"Advertisement\" aria-label=\"Advertisement\"><\/div>\n<p><\/ins><b>A differenza dell&#8217;approccio dello &#8220;schwarze Null&#8221;, che implica un divieto generale di indebitamento per lo Stato,<\/b> indipendentemente dalla situazione economica, il freno al debito consente un certo margine di manovra per l&#8217;assunzione di prestiti statali in periodi di recessione, con l&#8217;obiettivo di ripagare il debito nella successiva fase di ripresa. In definitiva, ci\u00f2 comporta un divieto di indebitamento a medio termine nel corso del ciclo economico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"separator\"><a href=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEjt4WZkxNxGwuyL2_qrOT3zAXZcpIqJC36qVuefxZCySqyqpVY0ADPic_Li-v1sUKIA95RxtRCzUxdjFJnEvTPaOraT7LoZ193QII_5tLr1ifPZraKeaA0kapeILw5RIjXmk4oC1axvyDKcOS0UC28QO5zHdEBDvXsPuVTHfOchQCwsUUbHhSpH2SGA7-0\/s1280\/ampelkoalition-scholz-habeck-lindner-100.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEjt4WZkxNxGwuyL2_qrOT3zAXZcpIqJC36qVuefxZCySqyqpVY0ADPic_Li-v1sUKIA95RxtRCzUxdjFJnEvTPaOraT7LoZ193QII_5tLr1ifPZraKeaA0kapeILw5RIjXmk4oC1axvyDKcOS0UC28QO5zHdEBDvXsPuVTHfOchQCwsUUbHhSpH2SGA7-0\/w320-h144\/ampelkoalition-scholz-habeck-lindner-100.jpg\" alt=\"leader della ampelkoalition\" width=\"320\" height=\"144\" border=\"0\" data-original-height=\"576\" data-original-width=\"1280\" \/><\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Posizioni contrastanti e alleanze insolite<\/b><\/p>\n<p><b>Dopo una pausa di tre anni dovuta alla pandemia<\/b> di COVID-19 e alle conseguenze della guerra in Ucraina, il freno al debito dovr\u00e0 essere nuovamente rispettato. Tuttavia, si sta verificando una resistenza.<\/p>\n<p><b>Nonostante i partiti della Ampelkoalition abbiano concordato nell&#8217;accordo di coalizione<\/b> di rispettare la regola sul debito, questa potr\u00e0 essere sospesa in caso di catastrofi naturali o altre situazioni di emergenza straordinarie &#8220;<a href=\"https:\/\/www.bundesfinanzministerium.de\/Content\/DE\/Glossareintraege\/S\/Schuldenbremse.html?view=renderHelp\">che sfuggono al controllo dello Stato e che incidono significativamente sulla situazione finanziaria dello Stato&#8221;.<\/a><\/p>\n<p><b>Gli oppositori di un ritorno allo Schuldenbremse fanno appello a questa clausola.<\/b> Ad esempio, il capo del governo di Berlino, <a href=\"https:\/\/www.tagesspiegel.de\/politik\/funf-jahre-keine-schuldenbremse-kai-wegner-ohne-kredit-in-der-cdu-spitze-10265743.html\">Kai Wegner (CDU)<\/a>, ha proposto di sospendere la norma per (altri) cinque anni per consentire gli investimenti necessari, come nuove scuole, aiuti per l&#8217;edilizia residenziale e l&#8217;accesso all&#8217;energia economica. Wegner ha ottenuto il sostegno di Michael H\u00fcther, capo <b>dell&#8217;Istituto dell&#8217;economia tedesca (IW)<\/b>, vicino ai datori di lavoro, il quale in <a href=\"https:\/\/www.spiegel.de\/wirtschaft\/soziales\/lindners-sparkurs-ist-verfehlt-a-35f8eed9-7cd6-4faf-a40f-8c30797b0b85\">un&#8217;intervista a Der Spiege<\/a>l ha affermato che &#8220;sono necessari ulteriori investimenti statali, per i quali dovremmo contrarre nuovi prestiti in modo mirato&#8221;.<\/p>\n<p><ins class=\"adsbygoogle\" data-ad-client=\"ca-pub-1921455164304233\" data-ad-format=\"auto\" data-ad-slot=\"7321731567\" data-full-width-responsive=\"true\" data-adsbygoogle-status=\"done\" data-ad-status=\"filled\"><\/p>\n<div id=\"aswift_2_host\" title=\"Advertisement\" aria-label=\"Advertisement\"><\/div>\n<p><\/ins><b>Come gi\u00e0 sottolineato da Malte Kornfeld su MAKROSKOP,<\/b> si stanno udendo toni insoliti nel dibattito attuale. In passato, membri della CDU ed economisti vicini ai datori di lavoro erano noti per sostenere il risparmio e opporsi all&#8217;indebitamento pubblico. Quindi, il nuovo orientamento rappresenta una sorpresa, soprattutto considerando che il Cancelliere <b>Olaf Scholz (SPD)<\/b> ha recentemente appoggiato in maniera chiara lo Schuldenbremse nella legge di bilancio. Ha dichiarato che i limiti all&#8217;indebitamento previsti nel progetto di bilancio sono <b>&#8220;un passo nella giusta direzione&#8221; e ha affermato che il bilancio \u00e8 ora &#8220;sulla giusta strada&#8221;.<\/b><\/p>\n<p><b>Anche il Ministro dell&#8217;Economia <a href=\"https:\/\/www.stern.de\/news\/habeck--deutsche-wirtschaft-nicht--krank----aber--etwas-untertrainiert--33722966.html\">Robert Habeck (Verdi)<\/a><\/b> ha respinto le richieste di sospensione del freno al debito in una recente intervista, sempre che non accadano eventi imprevisti. Egli ritiene che la sospensione &#8220;non sia giustificata dai dati economici n\u00e9 dall&#8217;accordo di coalizione&#8221;.<\/p>\n<p><b>Tuttavia, \u00e8 da notare che questa nuova dinamica non ha completamente ribaltato le posizioni politiche.<\/b> Alcuni membri della SPD, come Franziska Giffey, leader della SPD di Berlino, e il membro del Bundestag Sebastian Roloff, sostengono la sospensione temporanea del freno al debito. D&#8217;altro canto, molti politici della CDU si oppongono fermamente a qualsiasi modifica al freno al debito, tra questi il segretario generale della CDU Carsten Linnemann, il segretario generale della CDU\/CSU Thorsten Frei e il presidente federale della JU Johannes Winkel.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table class=\"tr-caption-container\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a href=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEjeJBoUYF-yGnTfF27OUROb4cncBxCzTqVg8wJV-k5kXl4vxe3CRppPfDzquY-0ja_Nx0PI2U-vKRXCDUHM2B9zrQEvqiDdLOvfobq9rmGVmWTYly6CUZ8aCsFUN2V3tITAGtJUVydQFZUxSHfKyswKNutlFJh4gqiG1dY19tgsQpcRyW-UPGe0iA0FaSU\/s1350\/robert-habeck.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEjeJBoUYF-yGnTfF27OUROb4cncBxCzTqVg8wJV-k5kXl4vxe3CRppPfDzquY-0ja_Nx0PI2U-vKRXCDUHM2B9zrQEvqiDdLOvfobq9rmGVmWTYly6CUZ8aCsFUN2V3tITAGtJUVydQFZUxSHfKyswKNutlFJh4gqiG1dY19tgsQpcRyW-UPGe0iA0FaSU\/s320\/robert-habeck.webp\" width=\"320\" height=\"180\" border=\"0\" data-original-height=\"759\" data-original-width=\"1350\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"tr-caption\">Anche Habeck difende lo Schuldenbremse<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Tuttavia, come osserva giustamente Malte Kornfeld,<\/b> le tradizionali linee di demarcazione tra conservatori, che solitamente sostenevano una rigorosa disciplina di bilancio, e la sinistra sociale, che spesso ha visto la spesa pubblica finanziata dal debito come necessaria e sensata, stanno diventando sempre pi\u00f9 sfocate. L&#8217;unico partito che sembra coeso nella sua opposizione al cambiamento del <b>freno al debito \u00e8 l&#8217;FDP<\/b>. Al contrario, i Verdi, con la leader Ricarda Lang in testa, non chiedono l&#8217;abolizione dello Schuldenbremse ma piuttosto la sua elusione.<\/p>\n<p><b>E questa rappresenta una differenza chiave rispetto<\/b> a una precedente commissione di esperti dei Verdi guidata da Anja Hajduk, che aveva in passato chiesto un rafforzamento del freno al debito e un avanzo di bilancio permanente &#8220;di almeno l&#8217;1% del PIL all&#8217;anno&#8221;.<\/p>\n<p><ins class=\"adsbygoogle\" data-ad-client=\"ca-pub-1921455164304233\" data-ad-format=\"auto\" data-ad-slot=\"7321731567\" data-full-width-responsive=\"true\" data-adsbygoogle-status=\"done\" data-ad-status=\"filled\"><\/p>\n<div id=\"aswift_3_host\" title=\"Advertisement\" aria-label=\"Advertisement\"><\/div>\n<p><\/ins><b>I sostenitori della FDP giustificano la loro posizione sostenendo l&#8217;argomento della &#8220;giustizia intergenerazionale&#8221;.<\/b> La FDP bavarese sottolinea che una politica di bilancio sostenibile implica anche la giustizia tra le generazioni, sostenendo che il rispetto del freno al debito serve a proteggere le future generazioni dalle tasse necessarie per ripagare il debito contratto oggi. Lo stesso argomento \u00e8 fatto proprio anche dalla CDU, con membri come Thorsten Frei e Christian Haase che vedono il freno al debito come un modo per evitare di gravare eccessivamente sulle spalle delle generazioni future.<\/p>\n<p><b>In sintesi, il dibattito sul freno al debito<\/b> \u00e8 diventato pi\u00f9 complesso, con una crescente sfumatura di posizioni tra i diversi partiti politici. La giustizia intergenerazionale rimane un argomento centrale nel dibattito.<\/p>\n<p><b>\u00c8 sorprendente che l&#8217;argomento riguardante il debito accumulato<\/b> dalla generazione attuale a scapito delle future generazioni sia stato propagato per decenni, nonostante possa essere facilmente smentito dalla realt\u00e0. Ad esempio, negli Stati Uniti, dove sono disponibili dati storici completi e affidabili, durante la Seconda Guerra Mondiale, la spesa pubblica ha portato a deficit di bilancio enormi, superando il <b>20% del PIL in alcuni casi<\/b>. Questi deficit hanno triplicato il debito nazionale, passando dal 38,6% del PIL nel 1941 al 116% nel 1945, secondo i dati del <a href=\"https:\/\/data.imf.org\/?sk=806ed027-520d-497f-9052-63ec199f5e63\">Fondo Monetario Internazionale (FMI)<\/a>. Secondo l&#8217;argomento del debito futuro, questa situazione avrebbe dovuto causare un onere insostenibile per le generazioni successive.<\/p>\n<p><ins class=\"adsbygoogle\" data-ad-client=\"ca-pub-1921455164304233\" data-ad-format=\"auto\" data-ad-slot=\"7321731567\" data-full-width-responsive=\"true\" data-adsbygoogle-status=\"done\" data-ad-status=\"filled\"><\/p>\n<div id=\"aswift_4_host\" title=\"Advertisement\" aria-label=\"Advertisement\"><\/div>\n<p><\/ins><b>Tuttavia, la realt\u00e0 \u00e8 stata diversa.<\/b> N\u00e9 i &#8220;baby boomers&#8221; nati tra il 1946 e il 1964 n\u00e9 i loro genitori sono stati gravati dal debito pubblico accumulato durante la guerra. Anzi, tra il 1950 e il 1973, hanno vissuto un periodo di crescita economica elevata, aumento dei redditi, bassa disoccupazione e bassa inflazione, noto come l<b>&#8216;&#8221;et\u00e0 dell&#8217;oro del capitalismo&#8221;.<\/b><\/p>\n<p><b>Questo \u00e8 stato possibile perch\u00e9 il debito pubblico non \u00e8 stato ripagato direttamente attraverso tasse pi\u00f9 elevate<\/b> che avrebbero ridotto i redditi privati. Il debito pubblico, infatti, viene spesso &#8220;rollato&#8221;, ovvero quando scadono i titoli di Stato, ne vengono emessi di nuovi per rimborsare quelli scaduti. In pratica, l&#8217;ammontare totale del debito pubblico di solito non diminuisce significativamente e cresce pi\u00f9 o meno in linea con l&#8217;economia. Questa pratica \u00e8 comune non solo negli Stati Uniti ma in tutti i Paesi sviluppati.<\/p>\n<p><b>Pertanto, l&#8217;idea che il governo possa risparmiare in modo discrezionale per ridurre il debito \u00e8 errata.<\/b>La posizione di bilancio \u00e8 influenzata da molti fattori, tra cui lo sviluppo economico e gli equilibri fiscali settoriali. Non \u00e8 unicamente determinata dalla volont\u00e0 di risparmiare del governo.<\/p>\n<p><ins class=\"adsbygoogle\" data-ad-client=\"ca-pub-1921455164304233\" data-ad-format=\"auto\" data-ad-slot=\"7321731567\" data-full-width-responsive=\"true\" data-adsbygoogle-status=\"done\" data-ad-status=\"filled\"><\/p>\n<div id=\"aswift_5_host\" title=\"Advertisement\" aria-label=\"Advertisement\"><\/div>\n<p><\/ins><b>La dipendenza dall&#8217;andamento economico influisce notevolmente sul saldo di bilancio,<\/b> il quale non \u00e8 sotto il controllo diretto dei responsabili politici. Mentre i politici possono stabilire alcune spese, fissare aliquote fiscali e fare previsioni sul totale delle entrate e delle spese a fine anno, non possono influenzare attivamente le dinamiche di bilancio durante l&#8217;anno. Il saldo fiscale, che pu\u00f2 essere avanzo, pareggio o deficit, \u00e8 un risultato residuale del processo economico.<\/p>\n<p><b>Poich\u00e9 il saldo di bilancio \u00e8 ampiamente determinato dalle esigenze del sistema economico,<\/b> non pu\u00f2 essere fissato arbitrariamente come un obiettivo in anticipo. L&#8217;uso di regole fiscali rigide e arbitrarie, come i limiti al deficit, non ha senso. Ad esempio, se il governo federale taglia la spesa durante una recessione economica per evitare di superare un limite prefissato di deficit, ci\u00f2 pu\u00f2 <b>peggiorare e prolungare la recessione <\/b>a causa degli effetti in termini di feedback negativi. E questo pu\u00f2 creare un circolo vizioso di tagli alla spesa federale, calo della crescita economica, aumento della disoccupazione, riduzione delle entrate fiscali, aumento della spesa sociale, aumento del deficit di bilancio e nuove misure di riduzione della spesa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"separator\"><a href=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEggumPF3kZlNxe1tsF2JyGR-lm0H-MKHSO2D_RpsJ30ZV1BDQH3r8oYVAu4aLWtIqyyvzX0LUnxft9jmKvpPeSPiAeabwWHI7Y71CDOaLUHHx1fbLk80RKKpwCL9WSkj0IHHrgxKsvYC4D5OymvV9iInEFL8CSE4dkD7jockd7Mm13THheTqqKIauZBcUg\/s704\/704x396.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/blogger.googleusercontent.com\/img\/b\/R29vZ2xl\/AVvXsEggumPF3kZlNxe1tsF2JyGR-lm0H-MKHSO2D_RpsJ30ZV1BDQH3r8oYVAu4aLWtIqyyvzX0LUnxft9jmKvpPeSPiAeabwWHI7Y71CDOaLUHHx1fbLk80RKKpwCL9WSkj0IHHrgxKsvYC4D5OymvV9iInEFL8CSE4dkD7jockd7Mm13THheTqqKIauZBcUg\/s320\/704x396.jpeg\" width=\"320\" height=\"180\" border=\"0\" data-original-height=\"396\" data-original-width=\"704\" \/><\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>\u00c8 importante considerare anche gli equilibri fiscali settorial<\/b>i, poich\u00e9 esiste un&#8217;interdipendenza tra i saldi dei vari settori economici. I saldi finanziari dei settori economici devono <a href=\"https:\/\/makroskop.eu\/die-wiederentdeckung-der-fiskalpolitik-erste-risse-im-neoklassischen-paradigma-2\/\">sempre sommarsi a zero.<\/a><\/p>\n<p><b>Se il governo federale punta a un saldo di bilancio che non \u00e8 compatibile <\/b>con il saldo di bilancio desiderato dal settore non federale, il reddito nazionale si aggiusta verso l&#8217;alto o verso il basso quando i sottosettori del settore non federale modificano i loro livelli di spesa. Gli stabilizzatori automatici portano quindi il saldo di bilancio verso il livello desiderato dal settore non federale.<\/p>\n<p><b>In sintesi, il saldo fiscale e la crescita del debito pubblico sono influenzati principalmente dal desiderio del settore privato nazionale<\/b> e di altri settori di accumulare attivit\u00e0 finanziarie nette. I disavanzi pubblici vengono assimilati da questi settori come entrate, e solitamente essi desiderano risparmiare parte di queste entrate in modo netto per ragioni di sicurezza finanziaria o preparazione alle emergenze, come la disoccupazione o le spese mediche, o per il risparmio previdenziale.<\/p>\n<p><b>Gli aumenti del debito pubblico spesso suscitano preoccupazioni,<\/b> sostenendo erroneamente che innalzino i tassi di interesse, rallentino la crescita economica e alimentino l&#8217;inflazione. Tuttavia, questa valutazione non solo \u00e8 imprecisa ma sottostima anche i benefici che i deficit di bilancio e il debito pubblico apportano all&#8217;economia.<\/p>\n<p><b>In primo luogo, i deficit di bilancio supportano i redditi privati<\/b>, poich\u00e9 aumentano la liquidit\u00e0 nell&#8217;economia pi\u00f9 di quanto venga prelevato attraverso le tasse. Inoltre, rafforzano gli investimenti privati stabilizzando i volumi delle vendite previsti e l&#8217;utilizzo delle capacit\u00e0 produttive, che sono i principali driver degli investimenti aziendali.<\/p>\n<p><ins class=\"adsbygoogle\" data-ad-client=\"ca-pub-1921455164304233\" data-ad-format=\"auto\" data-ad-slot=\"7321731567\" data-full-width-responsive=\"true\" data-adsbygoogle-status=\"done\" data-ad-status=\"filled\"><\/p>\n<div id=\"aswift_6_host\" title=\"Advertisement\" aria-label=\"Advertisement\"><\/div>\n<p><\/ins><b>In secondo luogo, i deficit di bilancio si riflettono nel debito pubblico,<\/b> ma i titoli di stato sono strumenti finanziari privi di rischio e altamente liquidi, essenziali per il sistema finanziario. Consentono al settore non federale di investire in modo sicuro e fungono da garanzie per le banche e altre istituzioni finanziarie, come i fondi pensione.<\/p>\n<p><b>In terzo luogo, non esiste una correlazione tra il bilancio del governo<\/b> e i tassi di interesse. I deficit di bilancio non innalzano i tassi di interesse, mentre i surplus di bilancio non li abbassano. I tassi di interesse sono determinati dalla politica monetaria della banca centrale, con i tassi d&#8217;interesse nominali come principale strumento.<\/p>\n<p><b>La banca centrale regola i tassi d&#8217;interesse a breve termine e influenza<\/b> notevolmente quelli a lungo termine. Anche se la banca centrale non interviene direttamente nei mercati obbligazionari, di solito i tassi d&#8217;interesse a lungo termine seguono quelli a breve termine. La banca centrale pu\u00f2 acquistare o vendere titoli di stato per influenzare i tassi a lungo termine.<\/p>\n<p><b>In quarto luogo, il legame spesso sottolineato tra deficit di bilancio e inflazione non \u00e8 valido.<\/b> I deficit elevati, come durante la Seconda Guerra Mondiale o la pandemia di COVID-19, non sono correlati a un&#8217;alta inflazione. I deficit di bilancio regolari inferiori al 5% del PIL sono associati a diverse dinamiche dei prezzi, tra cui alta inflazione e deflazione. Un <b>deficit pu\u00f2 essere inflazionistico<\/b> solo se le risorse reali (lavoro, capacit\u00e0 produttiva, tecnologia, materie prime) sono limitate, e se non si prendono misure per contrastare l&#8217;inflazione quando si raggiunge la piena occupazione.<\/p>\n<p><ins class=\"adsbygoogle\" data-ad-client=\"ca-pub-1921455164304233\" data-ad-format=\"auto\" data-ad-slot=\"7321731567\" data-full-width-responsive=\"true\" data-adsbygoogle-status=\"done\" data-ad-status=\"filled\"><\/p>\n<div id=\"aswift_7_host\" title=\"Advertisement\" aria-label=\"Advertisement\"><\/div>\n<p><\/ins><b>In conclusione, le preoccupazioni riguardo alle conseguenze dei deficit elevati e dell&#8217;indebitamento pubblico crescente sono infondate.<\/b> Il governo dovrebbe invece cercare di adattare il proprio bilancio alle esigenze del settore non pubblico in termini di risparmio netto e per mantenere la piena occupazione. I deficit di bilancio possono essere sostenuti indefinitamente senza generare pressioni inflazionistiche,<b> a condizione che la domanda aggregata non superi la crescita delle capacit\u00e0 produttive.<\/b><\/p>\n<p><b>Sarebbe sensato quindi abolire il &#8220;freno al debito&#8221; il pi\u00f9 rapidamente possibile<\/b>, ma ci\u00f2 richiederebbe un emendamento costituzionale, che richiede a usa volta una maggioranza qualificata del due terzi nel Bundestag. Attualmente, sembra che questo non possa avvenire nell&#8217;immediato futuro, quindi la discussione continuer\u00e0, accompagnata da bilanci ombra che aggirano il &#8220;freno al debito&#8221; in modi creativi, come ad esempio i fondi speciali miliardari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i><b>G\u00fcnther Grunert <\/b>\u00e8 socio-economista e scienziato sociale. Ha lavorato presso le scuole professionali della citt\u00e0 di Osnabr\u00fcck fino al 2020 e pubblica regolarmente su temi macroeconomici. La sua ricerca si concentra sulla teoria monetaria e sulla politica economica.<\/i><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.blogspot.com\/2023\/09\/gunther-grunert-e-arrivata-lora-di.html\">https:\/\/vocidallagermania.blogspot.com\/2023\/09\/gunther-grunert-e-arrivata-lora-di.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione) &#8220;I deficit di bilancio possono essere sostenuti indefinitamente senza generare pressioni inflazionistiche,\u00a0a condizione che la domanda aggregata non superi la crescita delle capacit\u00e0 produttive.\u00a0Sarebbe sensato quindi abolire il &#8220;freno al debito&#8221; il pi\u00f9 rapidamente possibile, ma ci\u00f2 richiederebbe un emendamento costituzionale, che richiede a sua volta una maggioranza qualificata dei due terzi nel Bundestag. 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