{"id":81431,"date":"2023-09-12T10:46:47","date_gmt":"2023-09-12T08:46:47","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81431"},"modified":"2023-09-12T10:46:47","modified_gmt":"2023-09-12T08:46:47","slug":"vademecum-alla-riforma-scolastica-del-pnrr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81431","title":{"rendered":"Vademecum alla riforma scolastica del PNRR"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (di Marco Bonsanto)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-81432 size-medium\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/quadro-lafionda-266x300.jpg\" alt=\"\" width=\"266\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/quadro-lafionda-266x300.jpg 266w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/quadro-lafionda-908x1024.jpg 908w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/quadro-lafionda-768x866.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/quadro-lafionda.jpg 1064w\" sizes=\"(max-width: 266px) 100vw, 266px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a71.<\/strong>\u00a0Tra pochi giorni prender\u00e0 avvio un nuovo anno scolastico. Ma la situazione che insegnanti, studenti e famiglie si ritroveranno a vivere sar\u00e0 molto diversa da quella degli anni precedenti.<\/p>\n<p>Nel silenzio pressoch\u00e9 totale di istituzioni, sindacati e organi di informazione sta infatti per entrare in vigore l\u2019ennesima, distruttiva riforma della Scuola italiana, peggiore persino della \u201cBuona Scuola\u201d di Renzi.<\/p>\n<p>Pianificata dal governo Draghi su mandato europeo e implementata in perfetta continuit\u00e0 dal Governo Meloni, fa parte a tutti gli effetti del PNRR, il piano straordinario di investimento dell\u2019UE finalizzato a ridare fiato agli Stati membri provati dalla Pandemia. In realt\u00e0, il PNRR \u00e8 un colossale piano di indebitamento delle nazioni europee, obbligate a trasformare le loro istituzioni, economie e societ\u00e0 in direzione delle politiche sanitarie, alimentari, energetiche, digitali e, non ultime, anche belliche, decise dalle lobby d\u2019Oltreoceano che detengono i brevetti delle relative tecnologie.<\/p>\n<p>Mai come in questo frangente storico \u00e8 risultato pi\u00f9 palese l\u2019asservimento delle\u00a0<em>\u00e9lite<\/em>\u00a0nazionali ed europee agli interessi geopolitici statunitensi e all\u2019avidit\u00e0 delle\u00a0<em>corporation<\/em>\u00a0che ormai ne detengono il\u00a0 controllo. Prima la Pandemia, ora la guerra contro la Russia, testimoniano senza mezzi termini l\u2019assenza completa d\u2019iniziativa e d\u2019indipendenza dell\u2019UE dagli interessi americani; ne svelano la funzione di \u201ccaporalato\u201d nei confronti dei singoli Stati membri ridotti ormai a semplici colonie.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 in questo contesto \u201cneo-coloniale\u201d che vanno lette le pesanti trasformazioni cui d\u00e0 seguito il PNRR. La transizione digitale, la transizione\u00a0<em>green<\/em>, la rivoluzione sanitaria, la riforma scolastica e il riarmo europeo, di l\u00e0 della propaganda europeista che ce li vende come strumenti indispensabili per superare le continue\u00a0<em>emergenze\u00a0<\/em>di cui ormai consiste la nostra povera esistenza di sudditi, costituiscono in realt\u00e0 le leve di fondo di un programmato smantellamento delle democrazie liberali, con le loro garanzie costituzionali, lo Stato sociale, la difesa del Lavoro e la partecipazione delle masse alle dinamiche di governo. Prerogative divenute ormai troppo\u00a0<em>dispendiose<\/em>\u00a0nel nuovo scenario geopolitico occidentale polarizzato verso i colossi asiatici, che all\u2019UE figlia della NATO non viene pi\u00f9 concesso di esercitare. Le enormi risorse economiche liberate dalle suddette riforme sono drenate a vantaggio delle lobby atlantiste che si contendono il potere economico mondiale coi loro omologhi dell\u2019estremo Oriente, in un pericoloso\u00a0<em>risiko\u00a0<\/em>a precipizio verso la guerra mondiale.<\/p>\n<p>Queste riforme non sono pi\u00f9 semplicemente \u201cpromosse\u201d presso partiti politici o singoli deputati attraverso il lobbismo classico (com\u2019era in uso prima della Pandemia), con tutte le lungaggini, le disarmonie e i connessi rischi degli\u00a0<em>iter<\/em>\u00a0parlamentari nazionali, ma sono direttamente\u00a0<em>comandate<\/em>\u00a0per conto terzi a tutti gli Stati membri dalla Commissione Europea, che lavora in completa assenza di sindacato democratico. \u00c8 il vantaggio offerto dallo stato d\u2019emergenza permanente. Lo\u00a0<em>choc<\/em>\u00a0pandemico, infatti, ha accentrato l\u2019informazione, terrorizzato l\u2019opinione pubblica, piegato gli scrupoli istituzionali, spezzato le garanzie costituzionali, azzerato ogni forma di dissenso. Chi non accetta le \u201criforme\u201d si situa perciostesso al di fuori del perimetro della legittimit\u00e0 politica, mediatica, culturale del consesso civile: \u00e8\u00a0<em>nemico pubblico<\/em>\u00a0in una guerra civile latente e non dichiarata interna alle singole nazioni europee, come lo sono stati coloro che hanno rifiutato il Greenpass per vivere.<\/p>\n<p>Sono riforme, queste, da implementarsi \u2013 come avviene in ogni colonia \u2013 semplicemente per via\u00a0<em>amministrativa<\/em>, senza cio\u00e8 passare al vaglio democratico dei popoli, ormai espropriati della loro sovranit\u00e0. N\u00e9 possono essere fermate dalla magistratura, esautorata nella sua precisa funzione istituzionale da un quadro nazionale molto distante ormai da quello incorniciato oltre settant\u2019anni fa dalla nostra Costituzione, perch\u00e9 in buona parte ormai incardinato in vincoli giuridici sovranazionali.<\/p>\n<p>\u00c8 il caso dell\u2019attuale riforma scolastica, anch\u2019essa a quanto pare resasi indispensabile dopo i disagi della Pandemia, senza che nessuno per\u00f2 ce ne abbia mai chiarito il perch\u00e9. Si compone di quattro nuovi pilastri introdotti nell\u2019edificio dell\u2019Istruzione italiana con il probabile scopo di poter abbattere a tempo debito tutti gli altri, resi inutili. \u00c8 un\u2019operazione portata avanti senza clamore con interventi normativi allegati a semplici decreti-legge, senza il vaglio parlamentare o un vero dibattito pubblico. Vale a dire con mezzi e finalit\u00e0 palesemente incostituzionali.<\/p>\n<p><strong>\u00a72.<\/strong>\u00a0Il primo \u201cpilastro\u201d riguarda la trasformazione fisica degli ambienti di apprendimento (100.000 aule) grazie a una forzata iniezione di tecnologia di ultima generazione:\u00a0<em>device<\/em>\u00a0informatici personalizzati, schermi multifunzione, Intelligenza Artificiale, Realt\u00e0 aumentata, stampanti 3D, ecc. \u00c8 il cespite pi\u00f9 consistente dell\u2019iniziativa: circa i \u00be degli investimenti previsti. Entro Natale 2022 tutte le scuole sono state \u201ccaldamente invitate\u201d dal Ministero a fare incetta di strumentazioni\u00a0<em>high tech<\/em>\u00a0per il massimo degli stanziamenti virtuali disponibili (cio\u00e8 a contribuire sconsideratamente al Debito pubblico), indipendentemente dalle dotazioni pregresse, dalla reale capacit\u00e0 di fruizione delle nuove, dalla loro utilit\u00e0 per il tipo di scuola, ecc. Il resto dei finanziamenti servir\u00e0 per \u201csmontare\u201d le aule tradizionali e riqualificarne l\u2019apertura al mondo attraverso banchi a rotelle, aule-laboratorio, ambienti virtuali, ecc.<\/p>\n<p>Questa trasformazione della scuola \u00e8 funzionale ad una vera e propria rivoluzione pedagogica sul piano dell\u2019apprendimento, che non dovr\u00e0 essere pi\u00f9 \u201cfrontale\u201d e meramente \u201ccognitivo\u201d (come se lo fosse mai stato!) ma multilaterale ed esperienziale. \u00c8 il concetto di apprendimento \u201cibrido\u201d. Saranno incentivate le situazioni d\u2019apprendimento collaborativo e la didattica \u201cconcreta\u201d (simulata per\u00f2 da AI e spazi virtuali!) finalizzata alla creazione di prodotti informatici, servizi digitali e start-up innovative. L\u2019approccio sar\u00e0\u00a0<em>work based learning\u00a0<\/em>e gli spazi dovranno essere disegnati \u201ccome un continuum fra la scuola e il mondo del lavoro\u201d. Solo in questo modo, cio\u00e8 anticipando il lavoro, lo studente potr\u00e0 imparare veramente qualcosa e costruire fin da subito il suo percorso professionale! Si tratta insomma di una macroscopica riconversione della Scuola italiana alle finalit\u00e0 di un mercato del lavoro ormai globalizzato e virtualizzato, bisognoso di operai con una nuova alfabetizzazione, questa volta digitale, funzionale ai bisogni neocolonialisti dei colossi BigTech che ci dominano.<\/p>\n<p><strong>\u00a73.<\/strong>\u00a0Sar\u00e0 dunque il\u00a0<em>lavoro<\/em>\u00a0\u2013 e non pi\u00f9 la formazione dell\u2019individuo \u2013 la nuova finalit\u00e0 dell\u2019istruzione. Da passaggio fondamentale per la scoperta di s\u00e9 attraverso la trasmissione sociale del sapere la Scuola sar\u00e0 svilita a componente della riforma del lavoro, sollevando le aziende dall\u2019onere di selezionare e formare il proprio personale. La riforma introduce infatti due nuove figure di insegnanti (la seconda grande novit\u00e0): il docente Orientatore e il docente Tutor. Con compiti, l\u2019uno, di aiutare lo studente nella scelta precoce della futura professione e, l\u2019altro, di consigliarlo nei percorsi di apprendimento liberi ad essa pi\u00f9 adeguati. Nel nuovo scenario scolastico, infatti, non tutti studieranno tutte le materie previste dal curricolo o non tutti nello stesso modo o negli stessi tempi, ma ciascuno in base alle sue presunte esigenze e preferenze, cos\u00ec da \u201cavvantaggiarsi\u201d sul percorso professionale prescelto. Una scuola\u00a0<em>\u00e0 la carte<\/em>, insomma, nella quale studiare solo ci\u00f2 che aggrada o \u00e8 stato inculcato come preferibile, pi\u00f9 \u201cutile\u201d al nostro futuro.<\/p>\n<p>Questi due insegnanti dovranno infatti operare negli anni una vera e propria\u00a0<em>profilazione<\/em>\u00a0lavorativa dello studente. La strategia propagandistica fa leva sulle idee di \u201cpersonalizzazione\u201d dell\u2019apprendimento contro l\u2019omologazione attuale, di \u201clibert\u00e0\u201d di scelta del singolo contro la coercizione dell\u2019istituzione, di \u201ccollaborazione\u201d Stato-famiglie per garantire ai giovani un futuro lavorativo, ecc. Ripropone cio\u00e8 tutte le caratteristiche della scuola pre-repubblicana, funzionale ad una societ\u00e0 gerarchizzata e competitiva che intende la libert\u00e0 nella sua accezione pi\u00f9 elementare di \u201cscelta\u201d pragmatica (non importa quanto condizionata). Si misconoscono completamente le ragioni storiche dell\u2019attuale assetto costituzionale della Scuola, che proprio quel tipo di societ\u00e0 intendeva superare. Cio\u00e8 la possibilit\u00e0 offerta dallo Stato ad ogni cittadino di godere degli\u00a0<em>stessi<\/em>\u00a0<em>percorsi d\u2019istruzione<\/em>\u00a0indipendentemente dai condizionamenti della situazione familiare, economica o sociale di partenza; di educare\u00a0<em>cittadini<\/em>\u00a0consapevoli e attivi, che esercitino diritti e doveri come contributo alla\u00a0<em>res publica<\/em>, e non egotisticamente; di formare\u00a0<em>persone libere<\/em>, cio\u00e8 in grado di perseguire fini che nascono dal pi\u00f9 autentico S\u00e9 e non da invisibili condizionamenti ideologici o economici.<\/p>\n<p>Nel tempo queste due nuove figure esproprieranno il Consiglio di Classe della prerogativa di condurre in modo\u00a0<em>concertato<\/em>\u00a0il progetto formativo relativo al singolo studente e di valutarne progressi o ritardi, secondo l\u2019attuale prassi pedagogica che mira alla globalit\u00e0 della persona. Sar\u00e0\u00a0<em>di fatto<\/em>\u00a0conferito loro il potere di limitare la libert\u00e0 d\u2019insegnamento altrui per implementare una pluralit\u00e0 di percorsi differenziati nelle stesse classi, un\u00a0<em>patchwork<\/em>\u00a0ritagliato sulle esigenze delle aziende e di famiglie blandite nell\u2019illusione di potersi finalmente sostituire a quei docenti ritenuti incapaci di comprendere le potenzialit\u00e0 dei loro figli, i loro nascosti \u201cmeriti\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a74.\u00a0<\/strong>La difesa del\u00a0<em>merito<\/em>\u00a0\u2013 di studenti e insegnanti \u2013 \u00e8 in effetti il terzo pilastro della riforma, come del resto programmaticamente annunciato dal Governo Meloni fin dal nuovo nome del Ministero dell\u2019Istruzione, divenuto pure \u201cdel Merito\u201d. Chi potr\u00e0 dirsene contrario senza autodenunciarsi come\u00a0<em>immeritevole<\/em>? Si tratta in realt\u00e0 di un tentativo, gi\u00e0 compiuto da altri governi, di introdurre criteri di valutazione del lavoro completamente spurii rispetto ai doveri contrattuali e costituzionali del docente italiano, per il cui rispetto tra l\u2019altro esistono gi\u00e0 adeguate procedure disciplinari. Con la nozione di \u201cmerito\u201d si vorrebbe misurare l\u2019efficacia prestazionale del docente, la sua \u201cbravura\u201d, per intenderci. Si finge qui di non sapere che ad ogni ruolo della pubblica amministrazione si accede per\u00a0<em>concorso<\/em>; vale a dire dopo aver superato una selezione per titoli e prove che stabilisce una volta e per sempre l\u2019idoneit\u00e0 e la legittimit\u00e0 \u2013 dunque il merito \u2013 di ricoprire quel ruolo. Come parametro di natura eminentemente\u00a0<em>soggettivo\u00a0<\/em>la \u201cbravura\u201d non pu\u00f2 costituire un requisito per insegnare, pi\u00f9 di quanto non accada per le altre professioni del settore pubblico. E ci\u00f2 per un banale principio di neutralit\u00e0 delle selezioni pubbliche teso ad evitare parzialit\u00e0 e corruzione. L\u2019insegnante meritevole \u00e8 semplicemente quello che si attiene al suo\u00a0<em>dovere<\/em>, che \u00e8 anzitutto di trasmettere in scienza e coscienza il suo sapere. Cos\u00ec come lo studente meritevole ha il dovere di apprendere, per s\u00e9 prima che per comando. Non c\u2019\u00e8 altro n\u00e9 pu\u00f2 esserci, se vogliamo che l\u2019istruzione resti libera. Del resto, nessun altro criterio di giudizio pu\u00f2 essere pi\u00f9 significativo per un insegnante dell\u2019apprezzamento ricevuto da studenti, famiglie e colleghi; che tuttavia resta e deve restare di natura esclusivamente\u00a0<em>morale<\/em>, se non vuol trasformarsi in un indebito strumento di lusinga o di pressione. Come invece farebbe certamente comodo ad una classepolitica tra le pi\u00f9\u00a0<em>demeritevoli<\/em>\u00a0al mondo.<\/p>\n<p>\u00c8 fin troppo chiaro infatti quale sia la vera finalit\u00e0 di questo sbandierato progetto di valorizzazione del merito. Anzitutto, acquisire un\u2019arma di ricatto contro la libert\u00e0 professionale degli insegnanti costituzionalmente garantita (art. 33). Ogni nuovo regime cerca infatti di consolidarsi sottomettendo ai propri fini l\u2019Istruzione e chi la esercita, cos\u00ec da conseguire una (pseudo)legittimazione sociale prima ancora che politica. Cancellando il principio della fedelt\u00e0 alla propria\u00a0<em>coscienza<\/em>\u00a0che \u00e8 tipico delle \u201cprofessioni togate\u201d, si vuole insomma trasformare gli insegnanti in semplici\u00a0<em>impiegati<\/em>\u00a0della pubblica amministrazione, per renderli pi\u00f9 organici al potere. Non a caso analoghe ipotesi di riforma sono\u00a0<em>in fieri<\/em>\u00a0anche per i medici e i magistrati. L\u2019introduzione del criterio del \u201cmerito\u201d \u00e8 funzionale proprio a questa cancellazione, attraverso la dipendenza che si verr\u00e0 a creare tra gli insegnanti e i dirigenti che dovranno valutarne la bravura. Sottoposti gi\u00e0 da alcuni anni ad un analogo sistema di valutazione da parte del Ministero che li spinge a confondere spesso i propri doveri nei confronti dello Statocon l\u2019obbedienza al Governo, i dirigenti scolastici fungono infatti sempre pi\u00f9 da \u201ccatena di trasmissione\u201d nei confronti della \u201ctruppa\u201d dei docenti. Alla condizione di assoggettamento etico e professionale degli insegnanti si arriver\u00e0 probabilmente correlando al merito lo stipendio, il punteggio interno alla scuola e quello esterno per i trasferimenti. Cos\u00ec i veri doveri dell\u2019educatore (preservare dalle ingerenze del potere la libert\u00e0 del sapere e i suoi effetti emancipatorii sui discenti), saranno doppiati e sostituiti dal merito di un\u2019adesione incondizionata al nuovo sistema socio-pedagogico.<\/p>\n<p><strong>\u00a75.<\/strong>\u00a0Quest\u2019ultimo \u2013 e veniamo cos\u00ec al quarto \u201cpilastro\u201d della riforma \u2013 prevede lo stravolgimento delle finalit\u00e0 educative della Scuola italiana, reindirizzate e rimodulate a favore della transizione digitale pilotata in Occidente dalle BigTech statunitensi. Le finalit\u00e0 umanistiche e \u201cliberali\u201d dei tradizionali curricoli scolastici lasceranno il posto a quelle utilitaristiche della formazione tecnologica, funzionale alla creazione di un vasto proletariato di nuova concezione. Con il pretesto (certamente allettante per le famiglie plagiate dai valori consumistici) di fornire ai giovani un\u2019istruzione \u201cal passo coi tempi\u201d, si priveranno le nuove generazioni di un enorme capitale culturale forse unico al mondo, selezionato nei secoli per farne uomini e donne liberi. Blanditi nell\u2019idea di veder trasformati i propri limiti cognitivi e caratteriali in\u00a0<em>meriti<\/em>\u00a0non ancora scoperti e valorizzati, gli studenti saranno inseriti in percorsi\u00a0<em>ad hoc<\/em>\u00a0interni alle singole scuole (che cos\u00ec perderanno le loro specificit\u00e0) con l\u2019illusione di formarsi a lungo termine per un mondo del lavoro che invece cambia ogni sei mesi. Anche le famiglie beneficeranno dell\u2019illusione di essere maggiormente coinvolte nei processi didattici dei propri figli, finalmente non pi\u00f9 considerati bisognosi di umilianti \u201cbisogni educativi speciali\u201d (BES) nel mosaico di percorsi personalizzati divenuti normalit\u00e0.<\/p>\n<p>Naturalmente si chieder\u00e0 anche agli insegnanti di adeguarsi ai tempi, adattando le loro conoscenze didattiche agli strumenti e alle finalit\u00e0 delle nuove onnipresenti tecnologie informatiche, secondo i voleri insindacabili dell\u2019UE (vedi\u00a0<em>Quadro di riferimento europeo per le competenze digitali dei docenti<\/em>, il \u201cDigCompEdu\u201d). Inseriti in un sistema europeo di riconoscimento delle competenze digitali, saranno valutati (e domani stipendiati) secondo una precisa scala di bravura didattica con tanto di titolo distintivo: A1) Novizio; A2) Esploratore; B1) Sperimentatore; B2) Esperto; C1) Leader; C2) Pioniere. In altre parole, non saranno pi\u00f9 riconosciuti come professionisti tutti ugualmente \u201csapienti\u201d nelle loro rispettive materie, ma incardinati in una gerarchia di valore (e di diritti) di natura prettamente tecnica, che confonde i fini del loro lavoro con gli strumenti utilizzati per conseguirli.<\/p>\n<p>Concludiamo con un paradosso. Il grottesco di questa riforma della Scuola \u2013 nella quale insegnanti studenti e famiglie convergeranno macchinalmente verso un mondo senza libert\u00e0, che non sia quella\u00a0<em>concessa<\/em>\u00a0loro \u2013 non pu\u00f2 soffocare una sarcastica considerazione: valeva la pena percorrere tutto il cerchio dell\u2019ideale democratico per tornare al \u201cMinCulPop\u201d, ai Balilla e ai Lupetti da cui proveniamo?\u00a0 \u2013\u00a0 E allora vogliamo pure i Colonnelli!<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/29\/vademecum-alla-riforma-scolastica-del-pnrr\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/08\/29\/vademecum-alla-riforma-scolastica-del-pnrr\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (di Marco Bonsanto) &nbsp; \u00a71.\u00a0Tra pochi giorni prender\u00e0 avvio un nuovo anno scolastico. 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