{"id":81456,"date":"2023-09-13T12:46:35","date_gmt":"2023-09-13T10:46:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81456"},"modified":"2023-09-13T12:53:24","modified_gmt":"2023-09-13T10:53:24","slug":"dichiarazione-del-ministero-degli-affari-esteri-della-federazione-russa-in-merito-allaccordo-sul-grano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81456","title":{"rendered":"Dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa in merito all\u2019\u201cAccordo sul grano\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>da AMBASCIATA DELLA FEDERAZIONE RUSSA (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-81460 size-full\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/images-5.jpeg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/p>\n<div class=\"text news-detail__text\">\n<p>A fronte della crescente attenzione che viene rivolta all\u2019\u201cIniziativa del Mar Nero\u201d per l\u2019esportazione di generi alimentari ucraini (interrotta il 17 luglio), siglata a Istanbul il 22 luglio del 2022 in un unico \u201cpacchetto\u201d assieme al Memorandum Russia-ONU riguardante la normalizzazione delle esportazioni russe di prodotti agricoli (in vigore fino al 2025), operazioni alle quali si fa riferimento con la denominazione \u201cAccordo sul grano\u201d, riteniamo sia legittimo chiarire ancora una volta e in maniera approfondita la posizione della Russia.<\/p>\n<p>A seguito della cessazione dell\u2019\u201cIniziativa del Mar Nero\u201d, che, come \u00e8 noto, non ha soddisfatto lo scopo umanitario dichiarato (dei 32,8 milioni di tonnellate di carico, meno del 3% \u00e8 stato inviato ai paesi che ne avevano bisogno) e che veniva sfruttata dagli ucraini per commettere attentati ai danni di obiettivi russi, non c\u2019\u00e8 stata nessuna catastrofe. A dispetto delle dichiarazioni allarmistiche dell\u2019Occidente e del Segretariato delle Nazioni Unite sulla crescita dei prezzi dei prodotti alimentari e su un maggiore pericolo di carestie, il costo dei cereali sui mercati mondiali diminuisce in maniera costante (nel mese di agosto il calo \u00e8 stato nell\u2019ordine del 4-5%, mentre oscilla addirittura tra il 25% e il 40% se paragonato ai picchi del marzo 2022).<\/p>\n<p>Nel complesso, non c\u2019\u00e8 una reale\u00a0carenza di generi alimentari a livello globale; ci sono problemi sul piano della loro distribuzione, ma non su quello della produzione. In altre parole, nessuno \u00e8 morto di fame a causa dell\u2019interruzione delle esportazioni via mare del grano ucraino, e la crisi alimentare che profetizzavano nelle capitali europee e all\u2019ONU non ha avuto luogo. Il che non sorprende, visto che risulterebbe difficile sfamare l\u2019umanit\u00e0 con 32,8 milioni di tonnellate di carico costituite principalmente da mais per mangime e grano foraggero.<\/p>\n<p>Si \u00e8 molto esagerato anche sul ruolo dell\u2019Ucraina come granaio del mondo, idea alimentata ancora una volta dagli occidentali e dall\u2019ONU. La quota ucraina delle esportazioni complessive di frumento era gi\u00e0 limitata (5%), e sta adesso subendo un ulteriore calo oggettivo se consideriamo, tra le altre cose, la diminuzione delle superfici coltivabili dovuta alla contaminazione del suolo da sostanze chimiche e radioattive a seguito dell\u2019utilizzo delle munizioni all\u2019uranio impoverito fornite dall\u2019Occidente. In ogni caso, gli ucraini dispongono di altre possibilit\u00e0 (oltre al Mar Nero) per l\u2019esportazione delle loro merci, ossia le vie di terra e quelle fluviali che portano verso l\u2019Unione Europea lungo i cosiddetti \u201ccorridoi di solidariet\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un segreto che tali modalit\u00e0 di trasporto siano pi\u00f9 care, e in realt\u00e0 gli europei non hanno avuto fretta di dimostrare a Kiev la solidariet\u00e0 tanto declamata: nel mese di maggio, la Commissione Europea ha vietato le importazioni di frumento, mais, colza e girasole dall\u2019Ucraina verso la Polonia, la Slovacchia, l\u2019Ungheria, la Romania e la Bulgaria (solo il transito \u00e8 consentito). Il 15 settembre, alla scadenza dei termini dell\u2019ultima moratoria, a Bruxelles si presenter\u00e0 un\u2019ottima opportunit\u00e0 per riesaminare la propria decisione e rimuovere il divieto sulle importazioni di cereali ucraini, i quali rischiano di inondare definitivamente i mercati dei paesi dell\u2019Europa dell\u2019Est. Ci sar\u00e0 anche la possibilit\u00e0 di destinare a titolo gratuito il grano proveniente dall\u2019Ucraina ai paesi dell\u2019Africa e dell\u2019America Latina che ne hanno bisogno, dato che di questo si preoccupano tanto a Washington e in alcune capitali europee. Solo che, per qualche ragione, \u00e8 difficile crederci.<\/p>\n<p>In queste circostanze, come ha fatto ampiamente notare pi\u00f9 volte la parte russa, se all\u2019Occidente e a Kiev serve davvero il corridoio del Mar Nero, \u00e8 giunta l\u2019ora di fare dei passi concreti per la rimozione delle sanzioni unilaterali illegali in capo ai soggetti russi che operano nel campo della produzione e dell\u2019esportazione di prodotti agricoli e fertilizzanti. Ci si riferisce quindi alla normalizzazione dell\u2019attivit\u00e0 delle banche, delle imprese, del funzionamento della logistica dei trasporti e delle assicurazioni, del ripristino delle forniture di parti di ricambio. La risoluzione di tali questioni \u201csistemiche\u201d non solo \u00e8 contemplata dal Memorandum Russia-ONU, ma sarebbe pienamente in linea anche con le altisonanti dichiarazioni di americani ed europei sul fatto che le loro sanzioni non siano di ostacolo all\u2019accesso ai mercati mondiali dei fertilizzanti e dei cereali russi.<\/p>\n<p>E tuttavia, al posto di un effettivo ritiro delle sanzioni, la Russia non riceve che una nuova serie di promesse da parte del Segretariato delle Nazioni Unite. Stavolta, il Segretario Generale dell\u2019ONU e i suoi esperti hanno avanzato quattro proposte apparentemente \u201cdi svolta\u201d: &#8211; Lo SWIFT per la sussidiaria di \u201cRosselkhozbank\u201d; la creazione di una piattaforma assicurativa; lo sblocco degli attivi esteri delle imprese russe produttrici di fertilizzanti e l\u2019accesso delle nostre navi ai porti europei. In cambio, dalla controparte russa esigono la garanzia di un immediato e totale ripristino dell\u2019\u201cIniziativa del Mar Nero\u201d.<\/p>\n<p>Tuttavia, di fatto, le presenti proposte, come anche le precedenti idee degli occidentali, non contengono nessun elemento di novit\u00e0 e non possono costituire una base per giungere a dei progressi qualitativi nella normalizzazione delle nostre esportazioni agricole.<\/p>\n<p>Come pi\u00f9 volte \u00e8 stato fatto notare anche in commenti pubblici, non ci sono alternative efficaci al riallacciamento dell\u2019istituto bancario di settore \u201cRosselkhozbank\u201d\u00a0allo SWIFT: n\u00e9 tramite filiali e sussidiarie, n\u00e9 attraverso il canale marginale offerto da JP Morgan; canale che, tra l\u2019altro, \u00e8 stato chiuso a seguito della cessazione dell\u2019\u201dIniziativa del Mar Nero\u201d. Mentre, qualche giorno prima del Summit Russia-Turchia di So\u010di, \u201cRosselkhozbank\u201d\u00a0ha ricevuto una notifica da parte della \u201cCommerzbank\u201d\u00a0di Francoforte in merito alla chiusura del suo\u00a0conto corrispondente\u00a0in euro.<\/p>\n<p>La creazione di una speciale piattaforma assicurativa per la produzione agricola russa ci viene promessa sin dall\u2019agosto del 2022, ma per qualche ragione fino ad oggi non \u00e8 stata ancora realizzata.<\/p>\n<p>Lo stesso riguarda anche l\u2019accesso di navi e carichi russi ai porti stranieri: all\u2019ONU non hanno neppure saputo gestire gli ostacoli originati dalle sanzioni (quale il fatto che l\u2019intero territorio russo sia stato dichiarato zona a rischio militare, ma anche che enti russi specializzati nel settore assicurativo e dei trasporti e le stesse imprese siano stati inseriti nelle liste sanzionatorie).<\/p>\n<p>Ai fini dello sblocco dei loro attivi esteri, alle imprese produttrici di fertilizzanti si propone di procedere direttamente al riconoscimento del proprio status di azienda sanzionata, cos\u00ec da richiedere poi, a \u201cproprio rischio e pericolo\u201d, un allentamento di tali sanzioni.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0evidente che tutti questi espedienti alternativi e misure palliative intendono unicamente dare una parvenza di impegno, ma non conducono a una reale soluzione dei problemi, ossia al ritiro delle limitazioni sanzionatorie in capo agli operatori economici russi del settore. Ed \u00e8 proprio per questo motivo, cio\u00e8 per il divieto sanzionatorio diretto imposto sulle importazioni delle componenti di ricambio in Russia (in quanto sono viste come prodotti \u201cdalla duplice funzione\u201d) che all\u2019ONU neppure accennano a risolvere la corrispondente questione \u201csistemica\u201d.<\/p>\n<p>Il Segretario Generale dell\u2019ONU continua a tacere anche in merito al condotto di ammoniaca \u201cTogliatti-Odessa\u201d, nonostante la sua visita speciale a Kiev dell\u20198 marzo e la proposta separata del 26 aprile. Dopo che, il 5 giugno, gli ucraini hanno fatto esplodere il condotto sul territorio posto sotto il loro controllo, condotto che forniva annualmente materia prima per i fertilizzanti in quantit\u00e0 sufficiente per la produzione di generi alimentari per 45 milioni di persone, al Segretariato ONU preferiscono evitare del tutto i riferimenti al condotto, strumento chiave di entrambi gli accordi di Istanbul.<\/p>\n<p>Rimane irrisolta anche la questione riguardante i progetti futuri dell\u2019ONU per assicurare l\u2019attuazione del Memorandum Russia-ONU, giacch\u00e9 Ant\u00f3nio Guterres ha garantito che non c\u2019\u00e8 l\u2019intenzione di uscire dall\u2019accordo. E tuttavia, attualmente le relative attivit\u00e0 di fatto sono sospese: il Segretario Generale di UNCTAD Rebeca Grynspan, incaricata di gestire l\u2019accordo, gi\u00e0 nel luglio di quest\u2019anno aveva ricevuto l\u2019invito a recarsi a Mosca per condurre il successivo giro di consultazioni, ma ad oggi anche la trasmissione dei resoconti periodici riguardanti il lavoro svolto risulta interrotta. Eppure, i rappresentanti ONU si trovano tuttora presso il Centro di Coordinamento Congiunto di Istanbul, pur non avendo mandato per questo, data l\u2019interruzione dell\u2019\u201dIniziativa del Mar Nero\u201d.<\/p>\n<p>In relazione a ci\u00f2, la Russia conferma nuovamente la sua posizione di principio, espressa in maniera ben chiara in data 4 settembre dal Presidente Vladimir Putin: saremo pronti a riconsiderare la possibilit\u00e0 di rilanciare l\u2019\u201cIniziativa del Mar Nero\u201d, ma solo una volta che saranno stati pienamente soddisfatti i requisiti relativi alla rimozione dello status sanzionatorio in capo alle imprese russe operanti nell\u2019ambito della produzione agricola e dei fertilizzanti. Risulta evidente che, per il momento, non si intravedono prospettive per un passo in avanti in questo senso da parte dei paesi occidentali, mentre da Kiev dichiarano senza mezzi termini che continueranno a insistere per un inasprimento delle sanzioni nei confronti della Russia, senza preoccupazione alcuna del bisogno che i paesi del sud globale hanno di grano e fertilizzanti, n\u00e9 della sicurezza alimentare in generale.<\/p>\n<p>Da parte sua, la Russia proseguir\u00e0 con le esportazioni dei suoi generi alimentari e fertilizzanti, cosa che andr\u00e0 a favorire\u00a0la stabilizzazione dei prezzi a livello mondiale e un miglioramento generale sul piano della reperibilit\u00e0 di questi prodotti. E non interrompiamo i nostri sforzi per la fornitura a titolo gratuito dei nostri prodotti a chi ne ha bisogno.<\/p>\n<p>In particolare, fertilizzanti russi sono gi\u00e0 stati inviati al Malawi (per 20.000 tonnellate) e al Kenya (per 34.000 tonnellate). Per il prossimo periodo stiamo pianificando l\u2019invio degli stessi fertilizzanti in Zimbabwe (23.000 tonnellate), in Nigeria (34.000 tonnellate) e in Sri-Lanka (55.000 tonnellate). Inoltre, pianifichiamo l\u2019invio, prima della fine dell\u2019anno, di forniture gratuite per 200.000 tonnellate di frumento in Somalia, Repubblica Centrafricana, Burkina Faso, Zimbabwe, Mali ed Eritrea.<\/p>\n<p>\u00c8 molto richiesto anche il progetto congiunto di Russia, Turchia e Qatar per la fornitura di 1 milione di tonnellate di grano da parte della Russia, che verr\u00e0 poi lavorato in Turchia e, in seguito, trasportato gratuitamente verso i paesi pi\u00f9 poveri; tanto pi\u00f9 che si parla all\u2019incirca degli stessi volumi di derrate alimentari che nell&#8217;ambito dell&#8217;Iniziativa del Mar Nero\u201d sono stati inviati ai paesi bisognosi nell\u2019arco di un intero anno.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/roma.mid.ru\/it\/press-centre\/dichiarazione_del_ministero_degli_affari_esteri_della_federazione_russa_in_merito_all_accordo_sul_gr\/\">https:\/\/roma.mid.ru\/it\/press-centre\/dichiarazione_del_ministero_degli_affari_esteri_della_federazione_russa_in_merito_all_accordo_sul_gr\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da AMBASCIATA DELLA FEDERAZIONE RUSSA (Redazione) A fronte della crescente attenzione che viene rivolta all\u2019\u201cIniziativa del Mar Nero\u201d per l\u2019esportazione di generi alimentari ucraini (interrotta il 17 luglio), siglata a Istanbul il 22 luglio del 2022 in un unico \u201cpacchetto\u201d assieme al Memorandum Russia-ONU riguardante la normalizzazione delle esportazioni russe di prodotti agricoli (in vigore fino al 2025), operazioni alle quali si fa riferimento con la denominazione \u201cAccordo sul grano\u201d, riteniamo sia legittimo chiarire ancora&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":80304,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Screenshot_20230703_235651_Samsung-Internet.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-lbO","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81456"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=81456"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81456\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":81461,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81456\/revisions\/81461"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/80304"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=81456"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=81456"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=81456"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}