{"id":81472,"date":"2023-09-15T10:25:35","date_gmt":"2023-09-15T08:25:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81472"},"modified":"2023-09-13T18:27:38","modified_gmt":"2023-09-13T16:27:38","slug":"la-guerra-dei-droni-tra-ucraina-e-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81472","title":{"rendered":"La guerra dei droni tra Ucraina e Russia"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Mirko Molteni)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/5e3c7a54047e330021045cfb_optimized_1395.jpg\" \/><\/p>\n<p>Negli ultimi giorni l\u2019Ucraina ha lanciato raid di velivoli senza pilota contro la Russia, impegnando non poco le difese aeree. Solo domenica 10 settembre, il Ministero della Difesa russo ha reso noto che nella notte sono stati abbattuti 8 droni sul Mar Nero, poco prima che raggiungessero le coste della Crimea, la penisola annessa da Mosca le cui basi sono fra i bersagli privilegiati di Kiev, sebbene l\u2019antiaerea abbia sensibilmente migliorato la sua capacit\u00e0 di neutralizzarli. Il raid era stato preceduto il 9 settembre, dal tentativo di un drone isolato, pure esso intercettato.<\/p>\n<p>Di contrasto, anche i russi non stanno a guardare. E fra 7 e 8 settembre, proprio mentre tornava d\u2019attualit\u00e0 il problema del rinnovo dell\u2019accordo russo-ucraino sull\u2019export di grano, da cui Mosca si \u00e8 ritirata, la regione di Odessa e i porti fluviali sul Danubio venivano assaliti da ben 20 droni di fabbricazione iraniana Shahed 136 forniti, di cui gli ucraini asserivano l\u2019abbattimento di 16 esemplari.<\/p>\n<p>Nel corso di queste azioni, la confinante Romania, membro della NATO, ha segnalato la caduta di uno di tali velivoli-robot sul suo territorio, protestando contro la Russia e annunciando un\u2019inchiesta, sebbene, ovviamente, puntualizzando che l\u2019incidente non \u00e8 certo sufficiente a invocare l\u2019Articolo 5 del trattato atlantico sull\u2019intervento degli alleati a difesa di un membro attaccato. Sono solo alcuni degli esempi pi\u00f9 recenti di una serie di schermaglie susseguitesi nelle scorse settimane. (qui sotto nella foto un drone ucraino di fabbricazione ceca Primoco One abbattuto dai russi).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-168233 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/5465666628478946675_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"511\" height=\"600\" \/><\/p>\n<p>Poco prima dell\u2019alba del 27 agosto 2023 un drone ucraino \u00e8 finito dentro un appartamento nella citt\u00e0 di Kursk, nel corso dell\u2019ennesima intrusione in Russia di velivoli a comando remoto.\u00a0Ed \u00e8 stato un vero miracolo se nessuno dei residenti \u00e8 stato ferito. Secondo quanto ha riferito il governatore della regione di Kursk, Roman Starovoit: \u201cUn drone si \u00e8 schiantato dentro un condominio residenziale sulla via Karl Marx di Kursk durante la notte. Sono andate distrutte le finestre di vari piani. E l\u2019onda d\u2019urto ha danneggiato alcune finestre del vicino dipartimento d\u2019ingegneria dell\u2019Universit\u00e0 Agraria di Stato sulla stessa via. Niente ha preso fuoco e nessuno \u00e8 rimasto ferito\u201d.<\/p>\n<p>Ormai, che un ordigno ucraino si \u201cautoinviti\u201d disastrosamente nel salotto di cittadini russi, convinti per mesi che il conflitto contro Kiev fosse solo un\u2019operazione speciale da cui la Russia non avrebbe avuto da temere, non fa quasi notizia. E testimonia l\u2019espansione continua della campagna condotta con velivoli senza pilota. L\u2019attacco a Kursk era inquadrato in un\u2019azione che secondo il Ministero della Difesa russo ha coinvolto in quelle ore anche la zona di Bryansk, durante la quale le difese antiaeree avrebbero abbattuto almeno due UAV (Unmanned Aerial Vehicle, veicolo aereo senza pilota).<\/p>\n<p>Secondo il ministero: \u201cLa mattina presto del 27 agosto, il regime di Kiev ha tentato ancora una volta di lanciare attacchi terroristici con droni contro la Federazione Russa. La difesa ha rilevato e distrutto in volo due droni sui territori di Briansk e Kursk\u201d.\u00a0Non \u00e8 chiaro se il \u201crobot volante\u201d fracassatosi in un appartamento sia uno di quelli colpiti poco prima in volo, o se abbia compiuto un errore di rotta. Quello centrato nella regione di Briansk, secondo il governatore Alexander Bogomaz, non ha fatto vittime.<\/p>\n<p>Le fonti ucraine hanno dato una versione differente dell\u2019attacco a Kursk, poich\u00e9 il servizio di sicurezza interna ucraino SBU, che insieme all\u2019intelligence militare GUR \u00e8 fra i maggiori promotori di tali raid, sarebbero stati ben 16 i droni kamikaze, lanciati probabilmente dalla vicina regione ucraina di confine di Sumy, che avevano per obbiettivo l\u2019aeroporto locale. E in particolare alcuni aerei russi parcheggiati, 4 caccia Su-30 e un Mig-29, oltre a batterie di antiaerea.<\/p>\n<p>Secondo un comunicato dell\u2019SBU, solo tre droni sono stati abbattuti: \u201cConsiderando il fatto che anche i russi stessi hanno registrato almeno 13 esplosioni, l\u2019impatto \u00e8 stato impressionante. Scopriremo i risultati esatti degli attacchi e il numero di vittime e feriti nel prossimo futuro\u201d. Da Mosca non \u00e8 giunta finora menzione di danni ai velivoli della pista di Kursk. Frattanto, per\u00f2, il governatore della regione di Belgorod, Vyacheslav Gladkov, ha parlato di un altro drone ucraino abbattuto sulla rotta per il capoluogo regionale, e di un secondo drone che, sganciando una granata sul villaggio di Shchetinovka ha ucciso un civile.<\/p>\n<p>La confusione sui raid del 27 agosto \u00e8 stata aumentata il giorno 31 quando, con certo ritardo, \u00e8 giunta una rivendicazione da parte del sedicente Corpo Volontari Russi, una formazione di russi anti-putininani che sostiene di aver condotto l\u2019attacco \u201cin collaborazione con l\u2019SBU\u201d. Il corpo di partigiani russi anti-Cremlino sarebbe lo stesso che la scorsa primavera ha effettuato incursioni terrestri oltre la frontiera della regione di Brjansk con veicoli Hummer di fabbricazione americana.<\/p>\n<p>L\u2019indomani, 28 agosto, un ennesimo UAV si stava dirigendo verso Mosca, ma le difese russe lo hanno distrutto sopra Ljubercy, cittadina industriale 20 chilometri a sudest della capitale. Lo ha riferito il sindaco di Mosca, Sergei Sobjanin, che, come spesso negli ultimi mesi, \u00e8 tra le fonti pi\u00f9 loquaci sull\u2019offensiva dei droni ucraini contro la capitale, soprattutto per riferire di eventuali danni o disagi alla popolazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168096\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/5438214902624930754_120-002.jpg\" alt=\"\" width=\"1110\" height=\"706\" \/><\/p>\n<p>L\u2019ordigno colpito su Ljubercy non ha causato \u201cn\u00e8 vittime, n\u00e9 danni\u201d, ma l\u2019allarme lanciato per il suo avvicinamento ha fatto sospendere per ore il traffico aereo civile sugli aeroporti moscoviti di Domodedovo e Vnukovo, con deviazione di 10 voli su altri scali. Alcune ore dopo, nella serata del 28, un altro UAV \u00e8 stato abbattuto sopra la regione di Belgorod, che si conferma uno dei territori russi pi\u00f9 bersagliati, data la contiguit\u00e0 con la frontiera ucraine. Ancora il 29 agosto, due ulteriori droni ucraini si sono avventurati in una rotta verso Mosca, ma sono stati centrati dall\u2019antiaerea sulla regione di Tula, a Sud della capitale, come da comunicato del Ministero della Difesa russo: \u201cUn tentativo del regime di Kiev di portare avanti un attacco terroristico a infrastrutture russe con due UAV a forma di aereo \u00e8 stato neutralizzato questa mattina\u201d.<\/p>\n<p>Poco dopo, verso mezzogiorno, un caccia russo dell\u2019aviazione navale ha abbattuto un drone ad ala fissa sul Mar Nero, probabilmente diretto a colpire qualche installazione nella penisola della Crimea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Una giornata nera<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La giornata che ha visto gli attacchi pi\u00f9 numerosi, tentati o riusciti, di droni ucraini in territorio russo, almeno fino al momento in cui scriviamo, \u00e8 stata quella del 30 agosto 2023, in cui ben sei regioni della Russia Europea sono state bersagliate. La pi\u00f9 capillare azione di questo tipo da quando nel febbraio 2022 \u00e8 iniziata la guerra. Alle 2.30 di quel giorno un ennesimo \u201cdrone ad ala fissa\u201d \u00e8 stato intercettato e colpito sulla regione di Rjazan, circa 200 chilometri a Sudest di Mosca.<\/p>\n<p>Alle 3.30 un altro velivolo guidato \u00e8 stato abbattuto dai russi sopra il distretto di Ruzskij, circa 100 chilometri a Ovest della capitale, lasciando intendere che anch\u2019esso fosse diretto verso Mosca. Anche questa giornata ha visto ripetuti raid con velivoli a pilotaggio remoto.<\/p>\n<p>Il governatore della regione di Brjansk, Alexander Bogomaz, ha riferito attorno alle 6.30 che il capoluogo era sotto attacco di \u201ctre droni\u201d, rettificando alle 7.21: \u201cUnit\u00e0 antiaeree del Ministero della Difesa hanno bloccato un attacco di terroristi ucraini. Un velivolo senza equipaggio \u00e8 stato distrutto sopra il distretto Sovetskij di Brjansk. Non ci sono feriti. Come risultato della caduta del drone, \u00e8 stato danneggiato il tetto di un edificio amministrativo e sono state infrante le finestre. C\u2019\u00e8 un incendio e sono intervenuti i pompieri\u201d. Poco dopo \u00e8 stato divulgato che i droni erano due e avevano come obbiettivo la locale torre televisiva.<\/p>\n<p>Ma l\u2019incursione pi\u00f9 eclatante del 30 agosto \u00e8 stata l\u2019attacco all\u2019aeroporto civile e militare di Pskov, molto a Nord e vicinissimo al confine con l\u2019Estonia, il che alimenta i sospetti che da oltre frontiera possano essere decollati i droni, in numero che alcune fonti indicano in 10 velivoli.\u00a0Nella notte, almeno alcuni di essi hanno danneggiato ben 4 aerei da trasporto Ilyushin Il-76 fermi sulla pista. Secondo i responsabili russi delle emergenze: \u201cCome risultato del raid, quattro aerei Il-76 sono stati danneggiati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168215 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/5445254624606015301_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"719\" \/><\/p>\n<p>E\u2019 scoppiato un incendio e due (o addirittura 4) aerei erano circondati dalle fiamme\u201d. A seguito dell\u2019attacco \u00e8 stato limitato fino al 31 agosto il traffico aereo civile sulla pista di Pskov. Tale azione ha comprensibilmente sollevato nei russi l\u2019interrogativo sulla reale provenienza di questi ordigni. Pskov dista dalla frontiera estone solamente 30 chilometri mentre la distanza fra la citt\u00e0 russa e i confini dell\u2019Ucraina \u00e8 di almeno 660-700, con in pi\u00f9 la complicazione che le rotte pi\u00f9 brevi possibili dal confine Nord dell\u2019Ucraina sarebbero in parte inframezzate dalle parti pi\u00f9 orientali della Bielorussia, le zone di Gomel e Vitebsk, ponendo agli ucraini in questo caso il dilemma se eludere una o due difese antiaeree diverse.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e8, poche ore dopo l\u2019assalto, il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov, ha annunciato un\u2019inchiesta per stabilire la reale provenienza degli UAV: \u201cGli esperti militari russi stanno lavorando per capire come sia avvenuto l\u2019attacco di droni ucraini sull\u2019aeroporto della citt\u00e0 nord-occidentale di Pskov. Stanno lavorando su queste questioni proprio adesso, compresa la scoperta delle rotte e l\u2019analisi di come sia stato fatto, al fine di adottare misure adeguate a prevenire tali attacchi in futuro\u201d.<\/p>\n<p>Da Kiev hanno reso noto che i droni utilizzati per l\u2019attacco sono stati fatti decollare dal territorio russo, sostenendo la tesi dei sabotatori infiltrati in profondit\u00e0 sul territorio della Federazione.<\/p>\n<p>Il 31 agosto, il sindaco di Mosca Sergej Sobjanin ha reso noto un nuovo raid nell\u2019area della capitale, con un UAV \u201cabbattuto sopra il distretto di Voskresenskj, a Sudest della citt\u00e0. Nella stessa mattinata, ancora su Brjansk sono stati avvistati tre velivoli robot, tutti colpiti grazie anche, a quanto pare, a una sorta di sorveglianza di volenterosi cittadini. Il governatore Bogomaz ha spiegato: \u201cGrazie alla vigilanza dei nostri cittadini il centralino telefonico per i servizi d\u2019emergenza ha ricevuto la segnalazione di un velivolo sospetto sopra la citt\u00e0 di Brjansk.\u00a0Le forze di difesa hanno abbattuto tre droni, tipo aereo, utilizzando armi anti-drone e una speciale carabina. Non ci sono stati feriti, n\u00e9 danni alle infrastrutture\u201d.<\/p>\n<p>Controverso \u00e8 l\u2019esito di ulteriori intrusioni di UAV il 1\u00b0 settembre, quando uno di essi \u00e8 stato centrato dalle difese antiaeree nel distretto di Ljubertsj, nella regione di Mosca, causando un\u2019allerta che ha fatto sospendere i voli civili da ben tre aeroporti della capitale russa, Vnukovo, Domodedovo e Zhukovsky. Altri sono stati intercettati sopra le regioni di Kursk e Belgorod, che si confermano fra le pi\u00f9 tartassate, data la vicinanza ai confini ucraini.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019agenzia RBC-Ucraina e canali Telegram, tuttavia, il drone su Ljubertsj \u00e8 riuscito per\u00f2 a incendiare un\u2019azienda elettronica, la Tomlinskj, che produce componentistica per missili, il che sta a significare che l\u2019azione ucraina \u00e8 andata a segno.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 sono state pubblicate foto della colonna di fumo che si levava dalla fabbrica. Quanto alla zona di Kursk, lo stesso governatore della regione, Roman Starovoit, ha ammesso che ci sono stati danni alla citt\u00e0 di Kurchatov, intitolata al padre della bomba atomica russo-sovietica, il fisico Igor Kurchatov, e in cui ha sede la grande centrale nucleare della regione di Kursk, con 3 reattori da 1000 MegaWatt.<\/p>\n<p>Per Starovoit: \u201cAl mattino del 1\u00b0 settembre Kurchatov \u00e8 stata attaccata da due droni ucraini. L\u2019edificio amministrativo e un edificio residenziale sono stati danneggiati. Gli specialisti sono andati sul posto, valutano l\u2019entit\u00e0 del danno\u201d. Il 2 settembre un totale di 4 droni sono stati intercettati sulla regione di Belgorod con danni limitati, fra cui la rottura di varie finestre nell\u2019abitato di Golovchino. Lo stesso giorno, sul fronte del Donetsk, l\u2019artiglieria del Gruppo Est dell\u2019esercito russo ha distrutto un centro ucraino per il controllo dei droni a Vladimirovka e un centro di comunicazioni via satellite, pure esso utile per la guida di UAV oltre la linea dell\u2019orizzonte, a Novodarovka.<\/p>\n<p>In mare, fra le 23.15 del 1\u00b0 settembre e le 2.20 del 2 settembre, gli ucraini hanno inviato tre droni marittimi a tentare di colpire ancora il ponte di Kerc, fra Crimea e penisola russa di Taman, ma secondo Mosca sono stati tutti distrutti. L\u2019azione ha avuto almeno la conseguenza di far chiudere per sicurezza il ponte al traffico automobilistico e ferroviario fino al giorno dopo. Il 3 settembre, inoltre, l\u2019artiglieria russa del Gruppo Dnepr dell\u2019esercito ha colpito un altro centro di controllo di UAV, situato presso Kherson.<\/p>\n<p>Fra il 4 e il 5 settembre venivano riportate ulteriori incursioni sulle regioni di Kursk, Tver, Kaluga e Mosca. Ma come spesso negli ultimi tempi, le difese russe hanno fatto il loro dovere, basandosi soprattutto, oltre che sui sistemi di disturbo elettronico, anche con l\u2019intercettazione cinetica operata da vari apparati antiaerei.<\/p>\n<p>Fra essi, a titolo di esempio, si pu\u00f2 ricordare, per la sua efficacia, il Pantsir, la flessibile torretta integrata a comando radar che pu\u00f2 essere montata sia su scafi cingolati GM-352, sia su autocarri Kamaz. Come noto il Pantsir \u00e8 dotato sia di 12 missili antiaerei 57E6 con raggio d\u2019azione di 18 km, sia di 2 cannoni 2A38M da 30 mm con cadenza di 2000 colpi al minuto per canna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Un colpo da maestro<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova (nella foto sotto), ha definito il 30 agosto \u201cdisperata\u201d, la tattica ucraina con droni in profondit\u00e0 sulla Russia: \u201cI tentativi dell\u2019Ucraina di attaccare il territorio russo usando i droni la scorsa notte dimostrano l\u2019agonia del regime di Kiev. Odio insensato, malizia e mancanza di qualsiasi prospettiva sul proprio sviluppo hanno generato questo tipo di attivit\u00e0 terroristica. Hanno semplicemente esaurito le opzioni; \u00e8 una dimostrazione di pura inutilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-168254  alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/download-2.jpg\" alt=\"\" width=\"431\" height=\"287\" \/><\/p>\n<p>Le parole della Zakharova hanno un senso se riferite al fatto che i droni ucraini, tutto sommato, sono punture di spillo sul gigantesco orso russo, mentre sul terreno, dove conta davvero per gli esiti del conflitto, le spallate ucraine non hanno ancora in sostanza intaccato le linee difensive russe, se non in pochi punti isolati.<\/p>\n<p>Lanciare un numero elevato di droni, anche se per la maggior parte abbattuti, pu\u00f2 per\u00f2 causare caos, insicurezza, dunque minare l\u2019affidabilit\u00e0 politica dei vertici russi. E in quanto ai danni, se per la maggior parte sono limitati, in alcuni casi si registrano inaspettati successi, come nel caso degli Il-76 a Pskov.<\/p>\n<p>E in genere nello sconvolgimento dell\u2019attivit\u00e0 di aeroporti civili e militari. Peraltro, a proposito dell\u2019azione su Pskov, nuovi dettagli sono stati dati il 1\u00b0 settembre dal capo stesso del GUR, Kyrylo Budanov: \u201cStiamo operando dal territorio russo. Quattro aerei Il-76 da trasporto sono stati colpiti. Di essi, due sono stati distrutti e due seriamente danneggiati. Si \u00e8 mirato ai serbatoi di carburante e a una parte importante dei longheroni alari nella parte superiore dell\u2019Il-76\u201d.<\/p>\n<p>Un \u201ccolpo da maestro\u201d gli ucraini lo hanno messo a segno il 19 agosto con la distruzione di un bombardiere supersonico Tupolev T-22M3 sulla pista della base aerea di Soltsy-2, nella regione di Novgorod, a 620 km dall\u2019Ucraina, ma a soli 160 km dal confine con l\u2019Estonia.<\/p>\n<p>In quell\u2019occasione la base, sede del 40\u00b0 Reggimento Aereo, \u00e8 stata violata da un drone che i russi hanno definito \u201ca forma di elicottero\u201d, cio\u00e8 sostenuto da rotori, che sarebbe stato adattato all\u2019uso militare con l\u2019applicazione di ordigni improvvisati (IED) e il potenziamento delle batterie.<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 stato rilevato dallo stesso Ministero della Difesa russo, il che per\u00f2 ha dato adito all\u2019ipotesi che il drone fosse partito dall\u2019interno del territorio russo, come propugnato dall\u2019intelligence britannica: \u201cCi\u00f2 conferma che attacchi con droni potrebbero partire dall\u2019interno della Russia, dato che UAV ad ala rotante difficilmente hanno il raggio d\u2019azione per raggiungere Soltsy-2 da fuori dei confini\u201d.<\/p>\n<p>Se 600 e oltre chilometri dall\u2019Ucraina sono molti, resta sempre la possibilit\u00e0 che il quadricottero, di cui non \u00e8 noto il tipo preciso, possa aver pi\u00f9 facilmente percorso la distanza dalla vicina Estonia, ma \u00e8 solo un\u2019illazione. Di certo, il servizio segreto militare ucraino GUR ha rivendicato l\u2019attacco insieme a non meglio determinati collaboratori russi. Secondo il portavoce del GUR, Andrii Yusov: \u201cPersone reclutate dal GUR sono venute dalla Russia Centrale, hanno compiuto il loro lavoro e sono ritornate nella loro zona. Il GUR continua le operazioni in Russia, nelle zone di confine, nelle profonde retrovie e a Mosca\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168212\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/russia-war-vladimir-putin-bomber-nuclear-world-3-tu-22m3m-nato-backfire-cold-us-1312901.jpg\" alt=\"\" width=\"1099\" height=\"594\" \/><\/p>\n<p>Certo, azioni simili presuppongono un estesa rete di spionaggio a terra che \u00e8 in grado di riferire agli operatori dei droni la posizione degli obbiettivi (in questo caso la presenza di aerei parcheggiati) e il livello della sorveglianza, nonch\u00e9 la tempistica per buone probabilit\u00e0 di successo.\u00a0L\u2019incursione del 19 agosto su Soltsy-2, al di l\u00e0 della perdita di un Tu-22M3 (nella foto sopra), gi\u00e0 di per s\u00e9 un bersaglio molto pagante rispetto ai costi limitati del drone impiegato, ha avuto come effetto quello di sconvolgere l\u2019operativit\u00e0 di un intero reparto di bombardieri.<\/p>\n<p>Foto satellitari delle societ\u00e0 Planet Labs e Maxar mostravano che nei giorni precedenti l\u2019attacco, fra il 10 e il 16 agosto, la base era piena di Tu-22M pronti al decollo nelle loro piazzole di sosta. Si notavano almeno 10 bombardieri Tupolev pi\u00f9 due velivoli da appoggio logistico, un Ilyushin Il-76 e un Ilyushin Il-18.<\/p>\n<p>Immagini riprese il 21 agosto, due giorni dopo l\u2019assalto, hanno invece mostrato la base interamente deserta, salvo la presenza di un isolato elicottero, parrebbe un Mil Mi-8, forse usato per un\u2019ispezione, e i rottami anneriti del Tupolev ancora sulla sua piazzola. Non c\u2019\u00e8 dubbio che riuscire a far evacuare (perlomeno temporaneamente) un\u2019intera base aerea, oltre che distruggere un bombardiere, al prezzo di un drone relativamente economico, costituiscano risultati rilevanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La \u201cvendetta\u201d sui bombardieri<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Gi\u00e0 il 21 agosto, inoltre, s\u2019\u00e8 verificato un altro attacco UAV contro una base di bombardieri pesanti, quella di Shaykovka, nella regione di Kaluga, che dista circa 215 chilometri dall\u2019Ucraina e vi trova sede il 52\u00b0 Reggimento Aereo.<\/p>\n<p>E\u2019 stato \u201cdanneggiato\u201d un altro Tu-22M3, secondo le stesse fonti ucraine del GUR, il cui portavoce Yusov ha dichiarato: \u201cAlmeno un aereo \u00e8 stato danneggiato. Come in molti casi, il regime della Russia sta tentando di nascondere la vera entit\u00e0 di perdite e danni\u201d. Le fonti russe sono state elusive sull\u2019attacco a Shaykovka, che peraltro era gi\u00e0 stata colpita da droni kamikaze ucraini il 7 ottobre 2022, compleanno del presidente Vladimir Putin, col danneggiamento di altri due Tu-22M3.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168213 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/6044113687192649116_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"720\" \/><\/p>\n<p>Mentre il Ministero della Difesa di Mosca ha taciuto, il social media russo Baza, ritenuto vicino al servizio di controspionaggio FSB, ha riportato che \u201cun drone ucraino \u00e8 precipitato sul territorio della base di Shaykovka ed \u00e8 stato danneggiato un aereo inutilizzato, ma questa informazione non \u00e8 stata ufficialmente confermata\u201d. Il canale russo Telegram Mash s\u2019\u00e8 limitato a dire che \u201cle forze ucraine hanno tentato di attaccare il campo militare di Shaykovka nell\u2019area di Kaluga\u201d. Del resto, giover\u00e0 rammentare che gi\u00e0 il 5 dicembre 2022 droni ucraini si erano spinti fino alle basi strategiche di Ryazan ed Engels, nella regione di Saratov, danneggiando alcuni bombardieri Tupolev Tu-95.<\/p>\n<p>La minaccia di attacchi puntiformi agli aeroporti delle retrovie russe non \u00e8 certo sufficiente a compromettere la potenza delle Forze Aerospaziali Russe (VKS), che fanno sentire il loro peso sia nel martellamento strategico dell\u2019Ucraina con lanci di missili da crociera stand-off da parte dei bombardieri pesanti, sia nei quotidiani interventi di caccia tattici e aerei d\u2019assalto sulla linea del fronte.<\/p>\n<p>Ma serve anzitutto politicamente al governo del presidente Volodymir Zelensky per galvanizzare la resistenza dell\u2019Ucraina, che rispetto al fattore tempo \u00e8 estremamente svantaggiata rispetto alla Russia. Inoltre distoglie parte delle difese antiaeree russe nelle basi di retrovia, seminando insicurezza e dubbi su dove gli UAV possano farsi vivi all\u2019improvviso, tenuto conto della loro bassa osservabilit\u00e0 dovuta alle dimensioni pi\u00f9 limitate, rispetto ai velivoli convenzionali, e a un inviluppo di volo di bassissimo profilo, caratterizzato cio\u00e8 da velocit\u00e0 e quote tipiche assai limitate.<\/p>\n<p>La distruzione o danneggiamento, anche isolati, di qualche velivolo russo sulle basi, soprattutto se bombardiere, ha valenza politica e propagandistica di \u201cvendetta\u201d dell\u2019Ucraina per i lanci di missili da crociera che l\u2019aeronautica russa effettua solitamente dai Tupolev circuitanti in volo in aree considerate sicure, sopra l\u2019entroterra continentale russo oppure sopra il Caucaso e il Mar Caspio.<\/p>\n<p>A livello pratico \u00e8 chiaro che i russi possono semplicemente rischierare i bombardieri su basi pi\u00f9 lontane fuori portata dai droni, dato che la grande autonomia dei Tu-22 e soprattutto dei Tu-95 e Tu-160 pu\u00f2 permettere loro di porsi in posizione di tiro di missili verso l\u2019Ucraina anche partendo da basi remote. Ma ci\u00f2 non toglie che lo smacco simbolico non sia indifferente, sebbene limitato rispetto all\u2019economia totale, di massa, della guerra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168217 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/6044113687192649118_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"720\" \/><\/p>\n<p>Un curioso strascico di queste azioni contro le basi aeree \u00e8 stato segnalato il 6 settembre, quando sono state diffuse da CNN e altri media le foto satellitari della societ\u00e0 Maxar che mostrerebbero, secondo varie interpretazioni, un tentativo artigianale di proteggere i bombardieri parcheggiati ricoprendoli con vecchi pneumatici di autocarri.<\/p>\n<p>Le foto mostrano due Tupolev Tu-95 a turboelica alla base aerea di Engels, con le ali e parte della fusoliera ricoperte da decine di vecchie gomme di camion adagiate sopra di esse. Esperti sentiti dalla CNN dicono che l\u2019ipotesi pi\u00f9 probabile \u00e8 tentare di difendere i velivoli parcheggiati dai droni. Per Francisco Serra-Martins, dell\u2019azienda di droni One Way Aerospace, lo scopo principale sarebbe ridurre la rilevabilit\u00e0 ai sensori dei droni, mentre il ricercatore Steffan Watkins accredita l\u2019ipotesi di una maggior protezione meccanica agli impatti degli UAV: \u201cSe il sistema funzioni o no, dipende dalla testata del drone o missile\u201d.<\/p>\n<p>Molte azioni sono state inoltre orchestrate contro le basi russe in Crimea, per porre simbolicamente \u201cpaletti\u201d a rammentare le velleit\u00e0 di Kiev di recuperare la penisola ormai annessa alla Russia fin dal 2014. Per limitarci ad alcuni esempi, nella notte fra il 12 e il 13 agosto gli ucraini avrebbero lanciato ben 17 droni su Yevpatoria, uccidendo, secondo le loro fonti \u201cdecine di soldati russi\u201d.<\/p>\n<p>Poi, il 25 agosto, \u00e8 stata divulgata una pi\u00f9 massiccia azione, condotta dalle forze speciali ucraine insieme all\u2019SBU e che \u00e8 stata battezzata enfaticamente \u201coperazione Top Gun\u201d.\u00a0Si \u00e8 trattato di inviare ben 42 velivoli senza pilota sulla base della 126\u00b0 Brigata della Guardia Costiera della Flotta Russa del Mar Nero, a Perevalne, vicino a Simferopoli. Gli ucraini hanno parlato di \u201cdecine di morti\u201d fra i militari russi e della distruzione di un deposito di munizioni, ma la versione russa parla dell\u2019abbattimento di tutti i velivoli senza pilota, per la precisione \u201c33 fatti precipitare con contromisure elettroniche e 9 colpiti direttamente\u201d, stando al Ministero della Difesa russo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168218 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/5911516626447088011_121.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"720\" \/><\/p>\n<p>Frattanto, sono proseguite anche le azioni dei droni navali, in sostanza motoscafi-bomba a comando remoto. Dopo l\u2019attacco del 17 luglio 2023 che ha danneggiato nuovamente il ponte di Kerch, fra la Crimea e la penisola russa di Taman, gli USV, Unmanned Surface Vehicle, veicolo di superficie senza equipaggio, della Marina di Kiev hanno violato il 4 agosto la base navale di Novorossijsk, colpendo per sicuro, come da riprese video in soggettiva, la nave da sbarco Olenegorsky Gornyak, da 4.000 tonnellate, gravemente danneggiata da uno squarcio sulla fiancata sinistra.<\/p>\n<p>Il 5 agosto, un altro drone marino di superficie (USV) ha colpito nello stretto di Kerc, non lontano dal citato ponte, la petroliera russa Sig, che secondo Mosca \u201c\u00e8 stata danneggiata nella sala macchine\u201d. E\u2019 invece fallito il 18 agosto nel Mar Nero, un attacco alle navi da pattuglia russe Pytlivy e Vasily Bykov, che hanno neutralizzato un drone marittimo ucraino a 237 chilometri a sudovest di Sebastopoli.<\/p>\n<p>Le navi hanno individuato l\u2019imbarcazione telecomandata prima che le attaccasse e l\u2019hanno distrutta con le armi di bordo, probabilmente i cannoncini a tiro rapido per la difesa ravvicinata. Fra precedenti attacchi di USV a unit\u00e0 navali russe, fin dal 1\u00b0 agosto s\u2019era segnalato l\u2019ingaggio operato da tre di tali ordigni rispetto alle due navi da pattuglia Sergey Kotov e Vasily Bykov, che si trovavano a 340 km a sudovest di Sebastopoli.<\/p>\n<p>I tre USV ucraini sono stati per\u00f2 scoperti e polverizzati dalle difese ravvicinate, ossia i cannoncini di bordo. Peraltro la nave Sergey Kotov aveva gi\u00e0 parato il 25 luglio un altro approccio di due droni navali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Quali droni?<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Raramente \u00e8 emerso tempestivamente il tipo di droni utilizzato di volta in volta per le azioni ucraine a lungo raggio. Da un lato, il governo di Kiev mantiene sempre un notevole riserbo su questi raid, poich\u00e9 teme che esplicite azioni in profondit\u00e0 sul territorio russo possano suscitare critiche da parte degli alleati NATO, disposti a fornire armi per la difesa del paese, ma contrari a una escalation.<\/p>\n<p>Il 28 agosto lo stesso presidente Volodymir Zelensky ha ammonito: \u201cLa coalizione di alleati che ci sostiene potrebbe non supportarci pi\u00f9 se muovessimo offensive sul territorio russo\u201d.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che l\u2019Ucraina non ammette ufficialmente di condurre una campagna strategica di droni e le uniche rivendicazioni, parziali, vengono dai servizi segreti SBU (civile) e GUR (militare), i quali per\u00f2 ripartiscono in genere la loro responsabilit\u00e0 con operatori sul luogo, spesso presentati come oppositori al governo di Putin. Ma sull\u2019onda dei crescenti raid, il 30 agosto il consigliere presidenziale Mikhailo Podolyak ha commentato, sibillinamente, che \u201cla guerra si sta spostando progressivamente sul territorio russo, con un processo che non pu\u00f2 essere fermato\u201d.<\/p>\n<p>Lo ha detto con tono impersonale, senza rivendicare la diretta paternit\u00e0 di Kiev, ma aggiungendo: \u201cL\u2019Ucraina aderisce all\u2019obbligo di non usare armi fornite dagli alleati per attacchi sulla Russia e agisce esclusivamente secondo i principi della guerra difensiva\u201d. Quanto ai russi, nei loro rapporti si limitano la maggior parte delle volte a catalogare semplicemente i droni intercettati solo sulla base della tipologia \u201cad aeroplano\u201d, ovvero \u201cad ala fissa\u201d, o ad \u201celicottero\u201d, ovvero \u201cad ala rotante\/rotori\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168219 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ukrjet6334-3862-4336-a334-393365356562__0i8a0944.jpg\" alt=\"\" width=\"1680\" height=\"1120\" \/><\/p>\n<p>Certamente il tipo principale emerso negli ultimi mesi come protagonista \u00e8 il monomotore a elica\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/ukrjet.ua\/eng\">UJ-22 Airborne<\/a><\/strong>(nella foto sopra), prodotto dall\u2019azienda Ukrjet di Kiev. Pesante al decollo 85 kg, con apertura alare di 4,6 m e lunghezza di 3,3 m, ha un\u2019architettura tradizionale, con motore a benzina in posizione anteriore, a due tempi, ed elica traente, fusoliera a corpo unico, ala diritta e piani di coda tradizionali. Ha una velocit\u00e0 di crociera di 120 km\/h, elevabile a una massima di 160 km\/h, e un\u2019autonomia di 800 km. Un simile raggio d\u2019azione significa che un UJ-22, nell\u2019ipotesi decollasse dalla regione di Kiev arriverebbe fino a pochi chilometri a Nord di Mosca, comunque comprendendo la capitale nel suo campo.<\/p>\n<p>Se invece partisse a ridosso dei confini settentrionali ucraini, potrebbe arrivare a coprire un vasto arco anche assai pi\u00f9 a Nord della capitale, fino a comprendere, ad esempio da Ovest a Est, Novgorod, Jaroslavl e Nizhnij Novgorod (la ex-Gorkij).\u00a0Soltanto nei primi 100 chilometri circa, di volo l\u2019UJ-22, come altri UAV, pu\u00f2 essere guidato da una stazione di terra con trasmissione in linea diretta, poich\u00e9 pi\u00f9 lontano la curvatura terrestre crea una zona d\u2019ombra in cui pu\u00f2 solo volare in modo autonomo, ma pi\u00f9 impreciso.<\/p>\n<p>A meno che, ovviamente, non si usino satelliti come ponte radio per controllarlo, il che presuppone l\u2019aiuto americano a Kiev. Il carico bellico si aggirerebbe su un massimo di 20 kg, pari ad alcuni proiettili di mortaio da 82 mm agganciati sotto il ventre. L\u2019UJ-22 ha iniziato a essere noto nel mondo dal 28 febbraio 2023, quando furono cos\u00ec identificati i rottami di un drone fatto precipitare con interferenze elettroniche a soli 100 km da Mosca, nella boscaglia innevata fuori dal villaggio di Gubastovo, sobborgo di Kolomna, dove non ha fatto danni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168220 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/8252a016b4721dba4f5ea934ce329dc7.webp\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"719\" \/><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi il drone\u00a0<strong>Bober\u00a0<\/strong>(nella foto sopra)<strong>,<\/strong>\u00a0cio\u00e8 \u201ccastoro\u201d, nominato anche all\u2019inglese Beaver, che \u00e8 meno convenzionale rispetto all\u2019UJ-22 e apparentemente pi\u00f9 sofisticato, con elica spingente, ala arretrata verso poppa e alette canard a prua. Realizzato dal consorzio di industrie militari ucraine\u00a0<a href=\"https:\/\/ukroboronprom.com.ua\/en\/\">Ukroboronprom<\/a>, il Bober \u00e8 stato finanziato grazie al prezioso contributo del popolare web influencer ucraino Ihor Lachenkov, che \u00e8 stato espressamente contattato nel 2022 dal servizio segreto militare GUR per raccogliere fondi per la realizzazione \u201cdi un ordigno capace di volare molto lontano\u201d, come ammesso dallo stesso influencer.<\/p>\n<p>Lachenkov \u00e8 riuscito a raccogliere oltre 500.000 dollari dai suoi numerosissimi followers.\u00a0E li ha pubblicamente ringraziati dopo i clamorosi attacchi su Mosca che il 3 maggio 2023 hanno danneggiato la cupola del Senato nel Cremlino e il 30 maggio diversi edifici del centro.<\/p>\n<p>Lasciando intendere quindi che sarebbero stati utilizzati proprio dei Bober per quei raid. Il Bober, per quel che si sa dai dati divulgati, \u00e8 lungo 2,5 metri e ha un\u2019apertura alare parimenti sui 2,5 metri, pesa 150 kg e avrebbe un costo per ogni esemplare compreso fra 50.000 e 100.000 dollari. La velocit\u00e0 massima si aggirerebbe sui 200 km\/h, mentre l\u2019autonomia toccherebbe i 1000 chilometri, ben superiore a quella dell\u2019UJ-22. Il Bober potrebbe cos\u00ec, in teoria, oltrepassare comodamente Mosca e Novgorod partendo da Kiev, oppure avventurarsi fino a San Pietroburgo e Vologda se lanciato dai confini settentrionali dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>A differenza dell\u2019UJ-22, che porta carichi bellici esterni e pu\u00f2 essere utilizzato come drone kamikaze, per missioni senza ritorno, di risulta, mantenendo la capacit\u00e0 di ritorno e riutilizzo per voli di minor lunghezza, il Bober \u00e8 concepito come un vero drone suicida e integra la carica esplosiva nella fusoliera, in particolare potendo imbarcare una testata perforante a carica cava KZ-20. L\u2019architettura a canard sarebbe stata scelta per assicurare a questo UAV la capacit\u00e0 di effettuare manovre acrobatiche particolarmente brusche in fase di avvicinamento al bersaglio per disorientare il tiro antiaereo, ma resta la vulnerabilit\u00e0 alle sempre pi\u00f9 perfezionate contromisure elettroniche russe, la cui efficacia nel far perdere il controllo dei \u201crobot volanti\u201d sembra in decisa crescita.<\/p>\n<p>Ci sarebbe poi un terzo tipo di drone aereo ucraino a lungo raggio, ancora ignoto, di cui lo scorso 10 maggio il finanziatore Serhiy Prytula ha diffuso confuse immagini di lancio notturno da una rotaia predisposta. Prytula ha sostenuto che questo\u00a0<strong>\u201cMistery Drone\u201d<\/strong>\u00a0sarebbe responsabile di almeno un attacco a un\u2019installazione petrolifera in Russia e che la sua fondazione ha raccolto ben 6,8 milioni di dollari per sostenere lo sviluppo di questo e altri UAV a lungo raggio.<\/p>\n<p>Sul versante dei droni navali di Kiev si \u00e8 saputo qualcosa in pi\u00f9 pochi giorni dopo l\u2019attacco al ponte di Kerc del 17 luglio. Il 29 luglio, la televisione americana CNN ha mostrato al mondo le prime immagini ravvicinate di quello che, in sostanza, \u00e8 un motoscafo-bomba guidato a distanza, il\u00a0<strong>MAGURA V5\u00a0<\/strong>(nell\u2019immagine\u00a0 sotto). La CNN ha rilanciato su scala globale il fatto che gi\u00e0 il 26 luglio il drone era stato rivelato a una fiera internazionale di armamenti a Istanbul, in Turchia, la International Defense Industry Fair.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168221 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/magurav5_0-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"769\" \/><\/p>\n<p>Non \u00e8 certo un semplice \u201cbarchino\u201d. Fabbricato dall\u2019azienda statale SpetsTechnoExport di Kiev, il MAGURA \u00e8 stato chiamato cos\u00ec dalla sigla inglese per Maritime Autonomous Guard Unmanned Robotic Apparatus. Scafo compatto, \u00e8 lungo 5,5 metri e naviga a pelo d\u2019acqua, sporgendo dalla superficie marina per un\u2019altezza di soli 50 cm, il che lo rende difficile da avvistare e anche da colpire.<\/p>\n<p>La velocit\u00e0 massima \u00e8 di 80 km\/h, quella di crociera 44 km\/h, mentre l\u2019autonomia massima \u00e8 di 830 km. Il carico utile, che pu\u00f2 essere costituito da cariche esplosive oppure da apparati elettronici da ricognizione, arriva fino a 320 kg. La flessibilit\u00e0 d\u2019impiego e la modalit\u00e0 multipla di guida, con guida satellitare, telecamera in soggettiva o semplice giroscopio, rendono il MAGURA V5 uno strumento insidioso che agli ucraini vale la pena, probabilmente, l\u2019investimento dei circa 270.000 dollari di costo per ogni esemplare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168222 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/photo_2023-06-11_16-37-47-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1080\" height=\"703\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Piani industriali<\/u><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Ucraina sta attuando uno sforzo industriale gigantesco per sviluppare una produzione autonoma di droni che integri le forniture straniere, come nel caso dei velivoli turchi\u00a0<strong>Bayraktar TB-2<\/strong>\u00a0(nella foto sotto) da attacco e ricognizione e di quelli kamikaze americani Switchblade, nel campo delle \u201cmunizioni circuitanti\u201d, gi\u00e0 noti dal 2022.<\/p>\n<p>Da un lato c\u2019\u00e8 l\u2019idea che i droni possano fare da panacea per le notevoli difficolt\u00e0 incontrate dall\u2019esercito ucraino nel cozzare contro le multiple linee difensive russe, al che Kiev cerca di rispondere in modo asimmetrico. Dall\u2019altro, a parte lo specifico settore dei droni a lungo raggio per violare il territorio russo, si persegue un\u2019abbondanza di droni di piccole dimensioni per l\u2019impiego tattico al fronte, in modo da economizzare l\u2019impiego di soldati.<\/p>\n<p>In tal senso la spinta alla \u201cdronizzazione\u201d (anche se i russi stanno producendo e impiegando con successo un gran numero si droni e munizioni circuitanti e hanno messo a punto imponenti piani di produzione) in della guerra terrestre \u00e8 pi\u00f9 importante per l\u2019Ucraina che per la Russia nel senso che \u00e8 Kiev ad avere un bacino demografico di arruolamento pi\u00f9 limitato di quello di Mosca e dunque a essere pi\u00f9 sensibile alle perdite umane.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168229\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/E6ZyU8cWQAM0xh9.jpg\" alt=\"\" width=\"1120\" height=\"747\" \/><\/p>\n<p>In tal senso vanno lette le dichiarazioni fatte da Zelensky il 14 agosto: \u201cLa produzione ucraina di droni \u2013 Leleka, Furja, eccetera \u2013 cos\u00ec come le forniture dai partner e tutte le forme di importazione \u2013 deve crescere, e questo \u00e8 uno dei compiti pi\u00f9 importanti. I droni sono materiali di consumo e dovrebbero essercene quanti ne servono \u2013 e ne hanno bisogno i nostri guerrieri \u2013 per salvare vite umane e garantire risultati nelle battaglie. C\u2019\u00e8 molto da fare in questo settore ed \u00e8 troppo presto per dire che stiamo facendo abbastanza\u201d.<\/p>\n<p>Il presidente ucraino ha citato alcuni tipi di UAV gi\u00e0 largamente impiegati al fronte, come il\u00a0<a href=\"https:\/\/ukrspecsystems.com\/drones\/leleka-100-electric-uav\"><strong>Leleka 100<\/strong><\/a>\u00a0(nella foto sotto e in apertura), piccolo ricognitore da 1,9 m di apertura alare e 70 km\/h di velocit\u00e0 massima, e il\u00a0<strong>Furja,<\/strong>\u00a0di dimensioni simili e usato soprattutto dalle unit\u00e0 di artiglieria per dirigerne il tiro.<\/p>\n<p>Il 18 agosto, in un\u2019intervista concessa a Newsweek, il vice-primo ministro ucraino Mykhailo Fedorov, che \u00e8 anche ministro della Trasformazione Digitale, cos\u00ec rimarcava l\u2019importanza dei velivoli-robot per lo sforzo bellico: \u201cOgni mattina inizio il lavoro guardando video di equipaggiamenti nemici distrutti dai nostri \u2018uccelli\u2019. I loro risultati sono impressionanti. Con poche migliaia di dollari di costo, essi distruggono milioni in armamenti russi. Nella scorsa settimana i droni hanno distrutto 25 carri armati, 9 sistemi d\u2019artiglieria e ucciso 39 soldati russi\u201d.<\/p>\n<p>E ha aggiunto: \u201cL\u2019Ucraina \u00e8 sulla strada per diventare un capofila mondiale nella produzione di droni. Alla fine della guerra, con la nostra esperienza diventeremo uno dei maggiori esportatori di UAV\u201d. Fedorov ha citato il programma speciale \u201cArmy of Drones\u201d varato dal governo ucraino per incentivare produzione e anche importazione di UAV.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168231\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/5e396dd84982e3002141246c_optimized.jpg\" alt=\"\" width=\"1114\" height=\"655\" \/><\/p>\n<p>Gi\u00e0 il 30 gennaio 2023 il ministro della Difesa Oleksii Reznikov ha annunciato che all\u2019inizio dell\u2019anno erano gi\u00e0 stato firmati 16 contratti per la fornitura di droni e stanziati 20 miliardi di hvrinias, cio\u00e8 547 milioni di dollari.<\/p>\n<p>Il Ministero della Difesa aveva gi\u00e0 ricevuto 75 proposte progettuali per nuovi droni di produzione nazionale, poich\u00e9, nelle sue parole: \u201cL\u2019indipendenza del complesso militar-industriale \u00e8 tra i fattori della capacit\u00e0 di difesa nazionale\u201d. Sei mesi dopo, il 27 luglio, il premier Denys Shmyhal ha aggiornato il mondo sull\u2019ampliamento del piano industriale ucraino per la produzione di massa di droni: \u201cBen 40 produttori ucraini hanno ora contratti dal governo per la produzione e sviluppo di droni, grazie a un investimento complessivo di 1 miliardo di dollari da parte del governo. Abbiamo inoltre eliminato barriere doganali per l\u2019importazione di componenti e pezzi di ricambio per UAV. Il margine di profitto per i produttori di droni \u00e8 aumentato del 25% e si \u00e8 deciso di aumentare anche la produzione di munizioni trasportate da essi\u201d.<\/p>\n<p>Il programma droni ucraino, secondo il citato ministro della Trasformazione Digitale Mykhailo Fedorov, ha fatto inviare al fronte 1.700 nuovi droni, addestrare 10.000 operatori in 26 centri e preparare altri 10.000 ad addestramento futuro. Ha spiegato Fedorov: \u201cUn anno fa avevano solo 7 modelli di droni militari, ora stiamo lavorando per decuplicare questa cifra. Abbiamo costituito 11 unit\u00e0 d\u2019attacco con droni e ci siamo resi conto che occorre addestrare professionalmente le truppe al loro impiego. Dopo aver addestrato 10.000 operatori di droni, abbiamo lanciato nel giugno 2023 una seconda fase che mira ad addestrare altri 10.000 esperti del settore\u201d.<\/p>\n<p>Fra i tanti risultati dello sforzo, il 3 giugno il costruttore Valeriy Borovyk ha presentato il drone tattico \u201cstealth\u201d\u00a0<strong>Vidsyich<\/strong>: \u201cE\u2019 davvero invisibile. Ha un raggio d\u2019azione di 40 chilometri e pu\u00f2 portare una testata fra 2 e 3 chili di esplosivo. Ci concentreremo soprattutto sulla distruzione di costosi sistemi d\u2019arma russi e ci stiamo attrezzando per aumentare la nostra produzione da 50 droni mensili a 1000\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168232\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/0f1885e12f0dfa0d58467914e4e9685d.jpg\" alt=\"\" width=\"1108\" height=\"831\" \/><\/p>\n<p>Il 19 agosto, invece, le truppe ucraine hanno ricevuto i primi esemplari del compatto\u00a0<a href=\"https:\/\/sundries.com.ua\/en\/ukraine-has-created-a-compact-attack-drone-skyknight-2-with-ai\/\"><strong>Skynight 2<\/strong>\u00a0<\/a>(nella foto sopra) quadricottero, con 8 rotori accoppiati in 4 gondole, in grado di portare un carico bellico di 2,5 kg e di volare in modalit\u00e0 automatica grazie a un programma di intelligenza artificiale. A seconda della situazione pu\u00f2 agire sia come kamikaze, sia sganciando la sua granata e tornando alla base. Viene definito di facile pilotaggio, talch\u00e9 a un operatore basta una settimana di addestramento.<\/p>\n<p>Parimenti prosegue anche l\u2019approvvigionamento di sistemi dall\u2019estero. Infatti il 13 agosto la tedesca Rheinmetall ha confermato che \u201cnel corso del 2023\u201d consegner\u00e0 agli ucraini il nuovo drone\u00a0<strong>Luna NG<\/strong>, che pu\u00f2 fare ricognizione e anche sganciare \u201cmunizioni vaganti\u201d, con un raggio d\u2019azione superiore ai 100 km e la capacit\u00e0 di sorvegliare con sensori un\u2019area di 30.000 km quadrati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>UAV e\u00a0<em>loitering munitions<\/em>\u00a0russi<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Sul fronte del Donetsk, il 7 agosto 2023, due droni kamikaze russi Lancet, prodotti dalla ZALA di Izhevsk, citt\u00e0 della regione russa dell\u2019Udmurtia, hanno centrato e distrutto due semoventi cingolati d\u2019artiglieria Krab di fabbricazione polacca. E\u2019 stato l\u2019ennesimo esempio dell\u2019efficacia di questo piccolo drone kamikaze che ben testimonia come la Russia stia cercando di recuperare il tempo perduto nel settore dell\u2019aviazione a pilotaggio remoto, tanto da essersi dovuta spesso affidare a importazioni di droni iraniani, come gli Shahed e i Mohajer.<\/p>\n<p>La\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/04\/la-performance-delle-munizioni-circuitanti-russe-lancet-nel-conflitto-ucraino\/?swcfpc=1\">ZALA Aero Group \u00e8 un\u2019azienda che fa parte del consorzio di industrie Kalashnikov,<\/a>\u00a0che fa capo all\u2019omonimo complesso famoso per i fucili mitragliatori e ha sviluppato il\u00a0<strong>Lancet<\/strong>\u00a0(nella foto sotto) fin dal 2019, tanto che l\u2019esercito russo ha iniziato a sperimentarlo nel 2021 contro i jihadisti in Siria. Fondamentalmente \u00e8 una munizione circuitante a forma cilindrica dotata di due ordini di ali cruciformi a X, con un\u2019elica spingente a poppa, azionata da un motore elettrico, che offre il vantaggio di una traccia acustica e termica praticamente nulla.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168223\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/3_ZALA-3-002.jpg\" alt=\"\" width=\"1116\" height=\"757\" \/><\/p>\n<p>La testata contiene sensori infrarossi e laser per la ricerca e identificazione dei bersagli. Ne esistono due versioni, il Lancet 1, con autonomia di 40 chilometri, peso al decollo di 5 chili e testa bellica di 1 chilo, e il Lancet 3, che arriva fino a 80 chilometri, ha un peso totale di 12 chili e una testata esplosiva di 3 chili.\u00a0Del\u00a0<strong>Lancet 3<\/strong>\u00a0(nella foto sotto) i russi stanno studiando una versione da difesa aerea che verrebbe lanciata come un kamikaze contro i droni ucraini sfruttando la sua capacit\u00e0 di accelerare per brevi periodi fino a una velocit\u00e0 di 300 km\/h, nonostante la sua velocit\u00e0 di crociera ordinaria sia di 110 km\/h.<\/p>\n<p>Lo ZALA Lancet \u00e8 uno fra i vari UAV che i russi stanno producendo con sempre maggior solerzia, soprattutto focalizzandosi sugli impieghi tattici, dato che il settore dell\u2019attacco strategico sull\u2019Ucraina \u00e8 ampiamente coperto dalla disponibilit\u00e0 di missili da crociera lanciati dall\u2019aviazione e dalla marina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168224\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/3_ZALA-2-002.jpg\" alt=\"\" width=\"1116\" height=\"757\" \/><\/p>\n<p>Al fronte, fin dal febbraio 2022, l\u2019esercito russo ha impiegato numerosi\u00a0<strong>Orlan 10.<\/strong>\u00a0Velivolo a elica prodotto dalla STC di San Pietroburgo ha un\u2019apertura alare di 3,1 metri ed \u00e8 lungo 1,8 metri, per un peso di 15 chili. Ha una velocit\u00e0 massima di 150 km\/h e un raggio d\u2019azione di 110 chilometri. Gli Orlan possono assicurare una sorveglianza di una vasta aerea orbitandovi per 16-24 ore a una quota attorno ai 1500 metri, sebbene possano alzarsi fino ai 5000 metri.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-168225  alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Russian_army_to_get_Orlan-30_drone_in_2020.jpg\" alt=\"\" width=\"501\" height=\"302\" \/><\/p>\n<p>E sebbene abbiano subito molte perdite dall\u2019antiaerea ucraina restano cruciali per l\u2019impegno russo. Peraltro, alla fiera Army-2023 International Military-Technical Forum tenutasi ad Alabino e Kubinka, nella regione di Mosca, fra il 14 e il 20 agosto, i russi hanno divulgato per potenziali acquirenti esteri la sua versione potenziata<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2019\/11\/il-nuovo-uav-russo-orlan-30-entrera-in-servizio-nel-2020\/?swcfpc=1\">,\u00a0<strong>l\u2019Orlan 30<\/strong><\/a>\u00a0(nella foto a lato), dotata di designatore laser per proietti e missili di precisione sparati dai reparti di terra, fra cui la granata intelligente Krasnopol da 152 mm.<\/p>\n<p>Assai pi\u00f9 rari sono i grossi\u00a0<strong>Kronstadt Orion<\/strong>, sorta di equivalente russo degli MQ-9 Predator americani. Con 16 metri di apertura alare e 8 metri di lunghezza, volano a 200 km\/h per un raggio massimo di ben 1400 km, potendo trasportare fino a 4 missili anticarro a guida laser Vikhr-1V, oltre a bombe a caduta libera e a bombe plananti guidate UPAB-50, ma \u00e8 pi\u00f9 usato per la ricognizione.<\/p>\n<p>Tipicamente un gruppo operativo di droni Orion comprende da 3 a 6 velivoli gestiti da una squadra di terra su almeno tre veicoli con i sistemi di controllo radio e radar e guida remota.\u00a0L\u2019Orion sarebbe per\u00f2 stato finora costruito in pochi esemplari, le stime vanno da 30 a 48, di cui almeno 6 perduti in combattimento fra aprile 2022 e agosto 2023. Non molte, come perdite in assoluto, ma che incidono nella fattispecie di un UAV complesso e costoso di cui non esiste una produzione massiva, almeno per ora.<\/p>\n<p>E\u2019 per questo che Mosca, almeno da ottobre 2022, ha deciso di ricorrere all\u2019importazione di velivoli UAV pi\u00f9 economici dall\u2019Iran. Non solo il ricognitore\u00a0<strong>Mohajer 6<\/strong>, che pu\u00f2 anche portare 40 chili di bombe, ma soprattutto il drone kamikaze\u00a0<strong>Shahed 136,<\/strong>\u00a0il cui scopo maggiore \u00e8 soverchiare le difese aeree ucraine con il numero.<\/p>\n<p>Abbastanza pesante, sui 200 chili, e con testata esplosiva fra 30 e 50 chili, lo Shahed vola a 185 km\/h ed \u00e8 lanciabile in rapida successione tramite speciali camion che ne imbarcano 5 su una sorta di castello ribaltabile che fa da rampa di lancio multipla.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168226\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/5_Shahed-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1119\" height=\"544\" \/><\/p>\n<p>E\u2019 noto ormai da quasi un anno che i russi utilizzano gli Shahed\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/08\/operativi-i-droni-kamikaze-shahed-geran-prodotti-in-russia\/?swcfpc=1\">rinominandoli Geran-2<\/a>\u00a0(nella foto sopra). E nonostante siano vulnerabili alle difese ucraine la loro relativa abbondanza li fa utilizzare ancora come mezzo di saturazione. Senza elencare tutto lo stillicidio di attacchi a sciami che sono stati scatenati sulle citt\u00e0 ucraine, ricorderemo che solo da maggio ad agosto 2023, secondo l\u2019intelligence di Kiev, i russi hanno lanciato almeno 600 Shahed, senza contare svariate altre centinaia nei mesi precedenti. E che ancora la notte fra il 2 e il 3 settembre 2023 almeno 25 Shahed sono stati lanciati contro le infrastrutture ucraine del porto di Odessa e della foce del Danubio, basilari per l\u2019esportazione del grano: anche se Kiev sostiene di averne abbattuti ben 22, i danni sarebbero stati notevoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>I russi alla riscossa<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Gli ucraini temono che le superiori dimensioni della Russia le consentano di moltiplicare a dismisura la produzione di droni al punto che nelle ultime settimane hanno incentivato l\u2019acquisizione di difese specifiche. Il 15 agosto 2023 l\u2019azienda norvegese Kongsberg ha annunciato di aver firmato un contratto da 71 milioni di dollari con l\u2019International Fund for Ukraine per la consegna di sistemi anti-drone Counter Uncrewed Aerial Systems (C-UAS), meglio noto come\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=1QAzuq7PxWQ\">Cortex Typhoon,<\/a>\u00a0sviluppato da Kongsberg insieme alla Teledyne americana e consistente in un sistema di sensori radar e ottici che forniscono dati di tiro a un cannoncino da 30 mm.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168227 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/maxresdefault.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"720\" \/><\/p>\n<p>Il tutto su torretta montata su autoblindo Dingo 2 della tedesca Kraus-Maffei-Wegmann, per assicurare la necessaria mobilit\u00e0. Inoltre il 30 agosto l\u2019agenzia Bloomberg ha confermato che l\u2019Ucraina starebbe ormai usando anche i sistemi anti-drone americani VAMPIRE, prodotti dalla L3Harris Technologies, laddove il nome non \u00e8 solo sinonimo di \u201cvampiro\u201d, ma l\u2019acronimo per Vehicle-Agnostic Modular Palletized ISR Rocket, in pratica un sistema di lanciamissili in un blocco a quattro canne che ingaggia il bersaglio grazie al rilevamento dai sensori in una distinta torretta su un alto pennone, il tutto montabile su veicoli di ogni tipo, anche semplici camionette.<\/p>\n<p>L\u2019allarme di Kiev \u00e8 pi\u00f9 che giustificato. Il 26 luglio la DIA, Defense Intelligence Agency, il servizio segreto delle forze armate USA, ha avvertito che accordi fra Mosca e Teheran stanno portando a realizzare una grande fabbrica di droni iraniani in Russia, nella Zona economica speciale di Elabuga, o Alabuga, quasi 1000 chilometri a Est di Mosca, nella Repubblica autonoma del Tatarstan: \u201cCi\u00f2 per assicurare all\u2019esercito russo una fornitura di droni Shahed e Mohajer di un maggiore ordine di grandezza\u201d.<\/p>\n<p>La DIA ha rimarcato: \u201cUna volta completata la fabbrica avr\u00e0 un impatto significativo sulla guerra in Ucraina\u201d. Infatti, anche se per la maggior parte abbattuti, i droni iraniani, a basso costo, se diventeranno ancor pi\u00f9 numerosi, potranno saturare le capacit\u00e0 delle difese aeree ucraine in misura ancora maggiore. Tali sciami potrebbero inoltre precedere gli attacchi con missili da crociera, per distrarre le difese coi sistemi pi\u00f9 sacrificabili e meno sofisticati, lasciandole momentaneamente esaurite quando arriva la seconda ondata di ordigni pi\u00f9 potenti.<\/p>\n<p>Del resto, il 13 agosto analisti del gruppo di ricerca britannico Conflict Armament Research (CAR) hanno affermato che la Russia ha gi\u00e0 iniziato a produrre e utilizzare la propria versione degli Shahed iraniani. Secondo il CAR: \u201cSimili agli originali iraniani, avrebbero per\u00f2 100 componenti in pi\u00f9 prodotti da 22 aziende di 7 Paesi diversi, tra i quali non solo la Russia, ma anche aziende con sede in Cina, Svizzera e Stati Uniti\u201d.<\/p>\n<p>Sottinteso, in barba alle sanzioni e a un \u201cisolamento della Russia\u201d, ripetuto a pappagallo dai governi occidentali ma che, come dimostra l\u2019espansione del gruppo BRICS, sembra ormai sempre pi\u00f9 illusorio che reale.<\/p>\n<p>Uno dei pi\u00f9 autorevoli giornali USA, il Washington Post, ha poi pubblicato il 20 agosto una retrospettiva, basata su documenti trasmessi da un dissidente russo anonimo, che ben rende l\u2019idea sui programmi UAV del Cremlino. L\u2019idea \u00e8 quella di costruire in territorio russo ben 6.000 droni entro l\u2019estate del 2025. La fonte riservata del Washington Post sarebbe una persona che partecipa al lavoro nel distretto industriale di Alabuga, secondo la quale nella fabbrica di droni i russi stanno lavorando duramente per migliorare gli Shahed, sia nella qualit\u00e0 dei materiali e dei componenti, sia nei software.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168228\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/5_Shahed-2.jpg\" alt=\"\" width=\"1124\" height=\"630\" \/><\/p>\n<p>Si tenta, in particolare, di renderlo capace di attacchi a sciame coordinati con UAV gemelli, evidentemente utilizzando elementi di intelligenza artificiale.\u00a0La documentazione \u00e8 stata esaminata dall\u2019Institute for Science and International Security di Washington, secondo i quali i lavori nella fabbrica di Alabuga sarebbero in ritardo di un mese sulla tabella di marcia.<\/p>\n<p>Gli esperti americani dicono che finora nella fabbrica del territorio tartaro della Russia centrale si sarebbero solo riassemblati droni forniti a pezzi dall\u2019Iran. Mentre fusoliere nuove di Shahed prodotte sarebbero solo 300, in realt\u00e0 non pochi se si considera che la fabbrica \u00e8 stata praticamente appena creata. E\u2019 chiaro inoltre che un mese di ritardo non \u00e8 nulla per un colosso come la Russia che punta su una guerra lunga per far valere il suo peso strategico.<\/p>\n<p>Immagini: Ministero Difesa Ucraino, Ministero Difesa Russo, Ministero Esteri Russo, Maxar, Ukrijet, ZALA, Defense Express, IRNA, Twitter e Telegram<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/09\/la-guerra-dei-droni-tra-ucraina-e-russia\/\">La guerra dei droni tra Ucraina e Russia \u2013 Analisi Difesa<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Mirko Molteni) Negli ultimi giorni l\u2019Ucraina ha lanciato raid di velivoli senza pilota contro la Russia, impegnando non poco le difese aeree. 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