{"id":81504,"date":"2023-09-18T09:30:13","date_gmt":"2023-09-18T07:30:13","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81504"},"modified":"2023-09-16T17:22:12","modified_gmt":"2023-09-16T15:22:12","slug":"contrabbando-e-mano-dello-stato-cosi-mosca-sostiene-la-sua-macchina-militare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81504","title":{"rendered":"Contrabbando e mano dello Stato, cos\u00ec Mosca sostiene la sua macchina militare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di FORMICHE (Lorenzo Piccioli)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-81505\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/cremlino-mosca-russia--300x199.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/cremlino-mosca-russia--300x199.jpeg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/cremlino-mosca-russia-.jpeg 756w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Nonostante le sanzioni occidentali, la Russia \u00e8 riuscita ad incrementare la sua produzione di materiale militare. Alla base di questo successo ci sono la creazione di reti di contrabbando di materiali stranieri e un approccio dirigista all\u2019economia. Ma gli effetti collaterali non mancano<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno dei primi provvedimenti presi dall\u2019Occidente in seguito all\u2019invasione dell\u2019Ucraina nel febbraio del 2022 \u00e8 stata l\u2019imposizione di nuove sanzioni nei confronti della Russia. Obiettivo conclamato di queste sanzioni era l\u2019interruzione del flusso diretto verso la Federazione Russa di componenti fondamentali per l\u2019industria militare, nel tentativo di piegare la capacit\u00e0 di Mosca di sostenere le proprie operazioni militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Obiettivo che in un primo momento sembrava essere stato raggiunto: secondo le stime americane, la Russia avrebbe effettivamente visto calare costantemente la propria produzione bellica per i primi sei mesi. Tuttavia, funzionari statunitensi hanno ammesso che gi\u00e0 dalla fine del 2022 le capacit\u00e0 produttive dell\u2019apparato industriale-militare di Mosca abbiano ricominciato a crescere. Dietro quest\u2019inversione di tendenza vi \u00e8 una rete di traffici ufficiosa, sapientemente organizzata con l\u2019ausilio dei servizi di intelligence russi e del ministero della Difesa moscovita, che tramite il transito in paesi terzi come la Turchia, Armenia, Emirati Arabi Uniti, e persino Lituania, garantisce l\u2019afflusso in terra russa della componentistica tanto richiesta per soddisfare il fabbisogno dell\u2019industria bellica del Cremlino, bypassando la fitta rete di limitazioni sviluppata dai legislatori europei ed americani. Anche grazie al sostegno di privati cittadini che, per questioni ideologiche o di puro lucro, si prestano come intermediari a favore di Mosca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cIn alcuni settori sono stati in grado di aumentare significativamente la produzione\u201d, ha dichiarato Dmitri Alperovitch, esperto di sicurezza internazionale e presidente del think thank statunitense. \u201cNei casi in cui la Russia necessiti di un particolare componente nell\u2019ordine dei milioni di unit\u00e0, i controlli sulle esportazioni si dimostrano efficaci. Ma i chip necessari per produrre un paio di centinaia di missili da crociera starebbero in pochi zaini, il che rende relativamente semplice eludere le sanzioni\u201d, aggiunge l\u2019esperto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il fenomeno in questione riguarda i 38 componenti inseriti dai policymakers di Stati Uniti ed Unione Europea nella lista dei componenti critici soggetti a restrizioni di export verso la Federazione Russa; di questi 38, 9 sono microprocessori fondamentali per la produzione di missili e droni, sui quali l\u2019amministrazione di Washington ha chiesto che venisse posta la massima attenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In alcuni settori, \u00e8 stato registrato anche un incremento rispetto al periodo precedente il conflitto. Mentre prima del Febbraio 2022 si stimava che la produzione annuale di carri armati si aggirasse intorno alle 100 unit\u00e0, oggi si presume che la quota annuale di mezzi prodotti sia quantomeno raddoppiata. Stessa situazione per la manifattura dei proiettili d\u2019artiglieria che si avvia verso una quota di due milioni di pezzi, registrando cos\u00ec un incremento del 100% negli ultimi diciotto mesi. E ancora, la produzione odierna di proiettili per armi leggere sarebbe sette volte tanto superiore a quella di cui la Russia disponeva prima dell\u2019invasione, secondo il funzionario del ministero della Difesa estone Kusti Salman, il quale sottolinea anche come la Russia sia riuscita ad abbattere i costi di alcuni dei propri strumenti bellici, seppur sacrificandone in parte la qualit\u00e0: il munizionamento per obice russo da 152 mm avrebbe raggiunto il prezzo di 600 dollari al pezzo, praticamente un decimo della sua controparte occidentale da 155 mm, il cui costo oscilla invece tra i 5.000 e i 6.000 dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante ci\u00f2, i ritmi di produzione non sono sufficienti a compensare il consumo di munizioni al fronte. Nonostante i due milioni di proiettili prodotti, lo scorso anno le forze armate russe ne hanno sparati sul campo di battaglia ben 10 milioni. Ci\u00f2 ha spinto Mosca a cercare disperatamente fonti alternative per aumentare le proprie scorte, come dimostrano gli accordi presi con la Corea del Nord.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, malgrado i successi russi nel contrabbando di componenti di piccole dimensioni, il Cremlino sta affrontando una carenza di propellente per razzi e di esplosivi di base, i quali non possono essere contrabbandati cos\u00ec facilmente. Queste carenze potrebbero impattare sulle effettive capacit\u00e0 militari delle forze armate di Mosca all\u2019interno del campo di battaglia ucraino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infine, \u00e8 doveroso ricordare che i successi dello sforzo bellico russo non sono privi di effetti collaterali, come l\u2019aumento dei tassi di interesse o la disruption del sistema economico: pare infatti che la Russia abbia riallocato quasi un terzo della sua economia commerciale verso la produzione di armi. Situazioni che nel lungo periodo potrebbero gravare sulla stabilit\u00e0 interna del paese, con sviluppi al momento difficili da prevedere, ma in ogni caso tutt\u2019altro che irrilevanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2023\/09\/contrabbando-mosca-macchina-militare\/\">https:\/\/formiche.net\/2023\/09\/contrabbando-mosca-macchina-militare\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Lorenzo Piccioli) Nonostante le sanzioni occidentali, la Russia \u00e8 riuscita ad incrementare la sua produzione di materiale militare. Alla base di questo successo ci sono la creazione di reti di contrabbando di materiali stranieri e un approccio dirigista all\u2019economia. 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