{"id":81567,"date":"2023-09-22T09:14:47","date_gmt":"2023-09-22T07:14:47","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81567"},"modified":"2023-09-19T09:22:26","modified_gmt":"2023-09-19T07:22:26","slug":"rocco-scotellaro-e-la-questione-meridionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81567","title":{"rendered":"Rocco Scotellaro e la questione meridionale"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LE PAROLE E LE COSE (Sandro Abruzzese)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-thumbnail\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/ScotellaroLevi.jpeg\" alt=\"\" width=\"1447\" height=\"500\" data-attachment-id=\"47634\" data-permalink=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?attachment_id=47634\" data-orig-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/ScotellaroLevi.jpeg\" data-orig-size=\"1447,500\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"ScotellaroLevi\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/ScotellaroLevi-300x104.jpeg\" data-large-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/ScotellaroLevi-1024x354.jpeg\" \/><\/div>\n<div class=\"content-wrap\">\n<div class=\"entry-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rocco Scotellaro \u00e8 nato a Tricarico, in Basilicata, il 19 aprile del 1923 ed \u00e8 morto, a soli trent\u2019anni, a Portici, il 15 dicembre del 1953. Scrivere oggi del poeta lucano vuol dire innanzitutto sforzarsi di ricostruire un contesto quasi del tutto rimosso, quello delle lotte contadine del meridione nel secondo dopoguerra. Trent\u2019anni, come quelli di Rocco, se sono pochi per la poesia, non lo sono in generale per la vita dei tempi, poich\u00e9 l\u2019indice di mortalit\u00e0 era elevatissimo e la morte una vera e propria presenza costante nelle famiglie. Figlio di un artigiano ciabattino e di una sarta scrivana, Scotellaro a 23 anni era gi\u00e0 sindaco socialista del suo paese, Tricarico, un comune in precedenza lontano dalla tradizione socialista, e ne aveva sub\u00ecto ingiustamente le conseguenze, le accuse di concussione, peculato, il carcere, come racconter\u00e0 ne\u00a0<em>L\u2019uva puttanella<\/em>.<\/p>\n<p>Prima ancora aveva assistito ai tumulti del \u201942 e partecipato al Comitato di liberazione nazionale, alla battaglia per l\u2019occupazione delle terre che andr\u00e0 avanti con risultati alterni fino al tentativo di riforma agraria Gullo, di cui scrisse incisivamente Giovanni Russo in\u00a0<em>Baroni e contadini<\/em>\u00a0(1955).<\/p>\n<p>Amico di Carlo Levi, Manlio Rossi Doria, Rocco Mazzarone, nella cultura italiana la figura di Scotellaro risulta ambivalente principalmente per due motivi: il primo \u00e8 perch\u00e9, in qualit\u00e0 di realistico cantore dei bisogni e della condizione della civilt\u00e0 contadina, raccoglieva l\u2019indifferenza di chi nell\u2019ambito culturale ignorava quel mondo e inoltre raccoglieva l\u2019ostilit\u00e0 di chi vi vedeva solo una forza passiva o addirittura regressiva e antimoderna. Gli intellettuali borghesi e urbani, tranne poche eccezioni, erano e sono estranei alle condizioni della provincia italiana perfino attualmente, figuriamoci nei primi decenni del \u2018900. All\u2019estraneit\u00e0 rispose nei\u00a0<em>Quaderni\u00a0<\/em>Antonio Gramsci, un altro provinciale, ricordando a Croce che gli intellettuali di provincia non devono essere assorbiti dalle citt\u00e0 ma restare legati ai problemi e alle necessit\u00e0 storiche della propria classe sociale.<\/p>\n<p>L\u2019altro motivo che divide l\u2019opinione pubblica su Scotellaro \u00e8 tutto interno alla sinistra italiana e riguarda la rivalit\u00e0 tra socialisti, comunisti, azionisti, e il fatto che il poeta di Tricarico, nonostante avesse una sua sostanziale autonomia all\u2019interno di questo panorama, venisse schiacciato dal levismo e dal marxismo, dunque i giudizi, le polemiche come quella di Alicata, l\u2019astio, l\u2019eccessiva severit\u00e0, si confonderanno sempre all\u2019agiografia e al mito del sindaco poeta dei contadini, provocando ulteriore confusione.<\/p>\n<p>A fare chiarezza sul lucano contribuisce di recente lo studioso dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria Marco Gatto con il volume licenziato per Carocci (2023)\u00a0<em>Rocco Scotellaro e la questione meridionale.\u00a0<\/em>Gatto con una meticolosa ricostruzione restituisce a Scotellaro in prima luogo la sua cultura e preparazione classica, messa in dubbio frettolosamente da scrittori come Bassani. I vari collegi e licei, da Sicignano a Potenza, Trento, hanno impresso una solida cultura umanistica nello studente di Tricarico, questo fa di lui non un poeta-contadino, come pi\u00f9 volte si \u00e8 scritto, bens\u00ec un intellettuale organico gramsciano, un mediatore che per interpretare i conflitti e le contraddizioni quanto mai mobili del meridione subalterno, con la giusta dose di realismo e universalismo, regredisce, si approssima e infine si identifica \u2013 sostiene Gatto \u2013 con le esigenze delle masse popolari.<\/p>\n<p>Questa lettura apre a un\u2019idea di letteratura e di sapere che non ha come obiettivo l\u2019assoluto del moderno, ma la lotta, in un ottica nazionale, per l\u2019emancipazione del \u201cconsorzio sociale\u201d di cui si fa parte. Basterebbe questo a giustificarne la fortuna nel panorama italiano. Scotellaro porta in superficie, espone la verit\u00e0 non narrata, attingendo all\u2019autobiografia produce versi e immagini plastiche, a volte inedite. Che venga tacciato di populismo o crepuscolarismo, oppure che la sua poesia resti in parte acerba e nel complesso non si tratti di un compiuto capolavoro, poco importa.<\/p>\n<p>Qui, di nuovo risalendo al contesto, occorrerebbe per provocazione che ci chiedessimo cosa pensare di un intellettuale popolare, chiuso in una torre d\u2019avorio, mentre all\u2019esterno la disoccupazione, l\u2019analfabetismo, la mortalit\u00e0 infantile, i problemi sanitari, l\u2019emigrazione, schiacciano le masse contadine portandole costantemente alla merc\u00e9 della classe dominante. \u00c8 bene ricordare poi che Scotellaro ottenne una vera e propria investitura, con 1.778 preferenze fu il pi\u00f9 votato alle elezioni comunali (nella consultazione successiva del 1948 avrebbe ottenuto 2.090 preferenze). Il \u201949 \u00e8 l\u2019anno dell\u2019occupazione delle terre incolte, delle vittime della Polizia a Montescaglioso. Il bracciante Giuseppe Novello muore dopo tre giorni di agonia in ospedale e Scotellaro gli dedica una delle sue poesie pi\u00f9 belle:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Montescaglioso<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Alla vedova di Giuseppe Novello<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>Mai perso bene questo sole e l<\/em><em>\u2019<\/em><em>acqua,<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>ma quando la tempesta vendemmia le vigne<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>i cani si fanno irosi, addentano,<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>impazziscono le donne distese nei letti<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>allora l<\/em><em>\u2019<\/em><em>ultimo cerchio che fa l<\/em><em>\u2019<\/em><em>acqua \u00e8 nostro,<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>c\u2019\u00e8 sempre chi getta la pietra nel pozzo.<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>Tutte queste foglie ch<\/em><em>\u2019\u00a0<\/em><em>erano verdi:<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>si fa sentire il vento delle foglie che si perdono<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>fondando i solchi a nuovo nella terra macinata.<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>Ogni solco ha un nome, vi \u00e8 una foglia perenne<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>che rimonta sui rami di notte a primavera<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>a fare il giorno nuovo.<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>E<\/em><em>\u2019\u00a0<\/em><em>caduto Novello sulla strada all<\/em><em>\u2019\u00a0<\/em><em>alba,<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>a quel punto si domina la campagna,<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>a quell<\/em><em>\u2019<\/em><em>ora si \u00e8 padroni del tempo che viene,<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>il mondo \u00e8 vicino da Chicago a qui<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>sulla montagna scagliosa che pare una prua,<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>una vecchia prua emersa<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>che ha lungamente sfaldato le onde.<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>Cammina il paese tra le nubi, cammina<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>sulla strada dove un uomo si \u00e8 piantato al timone,<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>all<\/em><em>\u2019<\/em><em>alba quando rimonta sui rami<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>la foglia perenne in primavera.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sar\u00e0 in seguito all\u2019ingiusta detenzione, saranno i due mesi di carcere, le continue divisioni in seno alla maggioranza consiliare di Tricarico, fattori che segneranno il bisogno di distacco dall\u2019ambiente lucano per la ricerca sociologica, come attestato dalle lettere, a suggerire la scelta di un\u2019altra modalit\u00e0 di lotta, in cui egli dimostrer\u00e0 ancora una volta una profonda capacit\u00e0 di analisi e mimesi. Che\u00a0<em>L\u2019uva puttanella<\/em>\u00a0sia un memoriale o un romanzo frammentario, che la lingua sia un misto di parlato e letterario, ancora una volta, poco importa, chiunque pu\u00f2 riconoscervi la condizione di ingiustizia sociale e la gente di Steinbeck e Simon Weil.<\/p>\n<p>Se i giudizi critici su Scotellaro risentono di eccessivo schematismo, il poeta, ricorda Gatto, attraverso l\u2019inchiesta sociale non solo forza i limiti della letteratura guardando pi\u00f9 a Verga che a Levi, ma apre un solco, quello del reportage e dell\u2019inchiesta sociale, che sar\u00e0 prolifico fino ai nostri giorni. Gatto, grazie alla lettere inedite messe a disposizione nel tempo da Franco Vitelli, dimostra quanto il rapporto filiale con Levi e Rossi-Doria non implichi alcuna sudditanza, anzi ascriva la figura di Scotellaro pi\u00f9 al solco politico di Gramsci e a quello culturale di De Martino che agli azionisti.<\/p>\n<p>A suo modo dunque il poeta di Tricarico rende nazionali i termini di una questione relativa a un mondo lontano ma non pi\u00f9 silenzioso e immobile, lo fa non esente da difetti, da scivolate, errori, ma sempre la sua spinta intellettuale, il suo cantiere aperto, apre a problemi irrisolti, vivissimi, a contrasti e possibili soluzioni, che finiscono per ricordare quel De Martino, a cui pure in passato Vitelli lo aveva associato, alla costante ricerca di \u201cun umanesimo inclusivo capace di porre il problema del protagonismo storico delle masse oppresse e dei popoli colonizzati\u201d, storicizzando il loro modo di opporsi al mondo per non lasciare l\u2019arcaico alla strumentalizzazione reazionaria, ma indirizzarlo, insieme alla parte nobile della tradizione, in senso progressivo.<\/p>\n<p>E allora a distanza di settant\u2019anni dalla morte del poeta di Tricarico, una morte inattesa quanto simbolica per via del suo intrecciarsi alla coeva scomparsa del mondo contadino per via dell\u2019emigrazione verso il boom economico, checch\u00e9 ne dicano i critici, le sue opere sono stampate e vendute, e noi siamo qui a scrivere e leggere di lui, come di uno di quegli intellettuali italiani realmente nazionali-popolari, battutosi per un\u2019idea di nazione giusta, armonica, e democratica. Bene ha fatto Rossi-Doria ad associare la figura di Scotellaro a quelle di Pisacane o Gramsci e Gobetti, i Rosselli, a cui aggiungerei figure come Enrico Berlinguer o Alex Langer. Scotellaro, oltre ad aver trasformato l\u2019io in noi, ha donato respiro e voce al popolo delle formiche affinch\u00e9 in futuro si fosse \u201cpadroni del tempo che viene\u201d. Forse \u00e8 questo il filo manifesto del successo del poeta lucano nel tempo: l\u2019esser stato fino in fondo per gli altri e \u201cdegli altri\u201d. Ne pag\u00f2 le conseguenze. Questo onere, come un peso, lo ha sicuramente gravato nelle preoccupazioni immani e schiacciato anzitempo, ma ne ha lasciato intatta la fame di coscienza attiva e conoscenza volta al cambiamento.<\/p>\n<p>Leggere Scotellaro oggi, dunque, sostituendo al solo meridione d\u2019Italia i sud del mondo e i migranti globali a quelli nazionali, restituisce un orgoglio, forse l\u2019unico orgoglio accettabile, quello di essere sconfitti, ma dalla parte giusta.<\/p>\n<p>La lezione di Scotellaro, al nichilismo della societ\u00e0 spettacolare odierna, oppone il desiderio di una vita piena di senso, in cui ognuno possa sentirsi parte di un tutto volto all\u2019elevazione non solo materiale, ma spirituale e morale.<\/p>\n<p>In fondo, la questione sociale sar\u00e0 la radice di ogni futuro problema nazionale, molti degli assilli italiani di oggi risalgono alle vicende di quello sviluppo parziale e violento del paese narrato poi da Visconti in\u00a0<em>Rocco e i suoi fratelli<\/em>. Ritengo che si possa fare una storia dell\u2019Italia repubblicana solo a partire dall\u2019emigrazione di massa della civilt\u00e0 contadina, senza cui nulla degli eventi successivi resta comprensibile in Italia. Da l\u00ec si dipana, come da una matrice o radice, una mappa tentacolare, rizomatica: da l\u00ec arrivano l\u2019eccessiva disuguaglianza nel paese, l\u2019endemica debolezza politica ostaggio di clientele, la susseguente forza delle organizzazioni criminali, l\u2019abbandono di intere aree del paese (aree montane, collinari, isole), le divisioni regionali odierne e, non ultimo, il pregiudizio antimeridionale.<\/p>\n<p>Se centosessanta anni di emigrazione continua fanno del meridione d\u2019Italia l\u2019area pi\u00f9 depressa dell\u2019Europa occidentale, e fanno dei meridionali italiani l\u2019ennesimo popolo errante della storia, ebbene l\u2019atto di autoredenzione dei migranti italiani, i loro sacrifici, non hanno evitato le ricadute sul territorio che nel lungo periodo sono sotto gli occhi di tutti. Ma a tal proposito sovviene ancora Antonio Gramsci, quando in un raro discorso parlamentare prima della prigionia che lo port\u00f2 alla precoce morte, ricordava che si possono chiedere sacrifici a una parte del paese per un periodo limitato, dopodich\u00e9, per dirla con Scotellaro, la patria si fa sottile come un filo d\u2019erba, o una trincea, e allora prima o poi ancora una volta bisogner\u00e0 scegliere da che parte stare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Bibliografia essenziale<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ernesto De Martino,\u00a0<em>La fine del mondo<\/em>, Einaudi, Torino, 1977.<\/p>\n<p>Marco Gatto,\u00a0<em>Rocco Scotellaro e la questione meridionale<\/em>, Carocci, Roma, 2023.<\/p>\n<p>Carlo Levi,\u00a0<em>Cristo si \u00e8 fermato a Eboli<\/em>, Einaudi, Torino, 1945.<\/p>\n<p>Giovanni Russo, Baroni e contadini, Laterza, Bari, 1955.<\/p>\n<p>Rocco Scotellaro,\u00a0<em>Tutte le poesie 1940-1953<\/em>, postfazione di Franco Vitelli, Mondadori, Milano 2004.<\/p>\n<p>Rocco Scotellaro,\u00a0<em>\u00c8 fatto giorno<\/em>, ed. riveduta e integrata da Franco Vitelli, Mondadori, Milano, 1982.<\/p>\n<p>Rocco Scotellaro,\u00a0<em>L\u2019uva puttanella<\/em>,\u00a0<em>Contadini del Sud<\/em>, Laterza, Bari, 2012<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=47630\">https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=47630<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LE PAROLE E LE COSE (Sandro Abruzzese) &nbsp; Rocco Scotellaro \u00e8 nato a Tricarico, in Basilicata, il 19 aprile del 1923 ed \u00e8 morto, a soli trent\u2019anni, a Portici, il 15 dicembre del 1953. 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