{"id":81599,"date":"2023-09-22T10:34:03","date_gmt":"2023-09-22T08:34:03","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81599"},"modified":"2023-09-21T21:42:12","modified_gmt":"2023-09-21T19:42:12","slug":"ma-quale-wagner-molti-militari-golpisti-africani-sono-legati-agli-stati-uniti-che-li-hanno-addestrati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81599","title":{"rendered":"Ma quale Wagner? Molti militari golpisti africani sono legati agli Stati Uniti che li hanno addestrati"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>ANALISI DIFESA<\/strong> (Giampaolo Cadalanu)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/us-africa-command-special-operations-forces-train-alongside-in-kenya.jpg\" \/><\/p>\n<p>La sequenza di colpi di Stato tentati o portati a termine in questi anni nei paesi dell\u2019Africa subsahariana sembra una conferma dei luoghi comuni sull\u2019instabilit\u00e0 quasi fisiologica del continente. Solo gli analisti pi\u00f9 acuti azzardano un\u2019ipotesi meno superficiale: la \u201cfine dei sogni dell\u2019indipendenza\u201d per gli stati post coloniali creati su modello europeo con tanto di welfare. Oggi questi paesi sono del tutto impoveriti, fra interessi privati, pressioni clientelari e privatizzazioni richieste dalle istituzioni finanziarie internazionali e cavalcate senza scrupolo dalle aziende multinazionali gi\u00e0 negli anni \u201990. Da qui lo spazio per il modello di \u201cordine\u201d populista proposto dai generali e naturalmente corredato dei sempre efficaci richiami nazionalisti.<\/p>\n<p>Ma al di l\u00e0 del quadro generale, nelle ultime settimane sono spuntati fuori elementi nuovi, con sfumature inquietanti. Forse la narrazione che vede i rivolgimenti politici nati, cresciuti e messi in pratica in modo del tutto spontaneo deve essere rivista. Per aprire la strada al dubbio basta mettere in fila le notizie sul ruolo di altri paesi nell\u2019addestramento dei militari coinvolti, o nella presenza di forze straniere clandestine. Mentre della compagnia militare privata russa Wagner e della sua influenza in Africa si \u00e8 parlato molto, solo ora filtrano rivelazioni sul coinvolgimento di militari addestrati in Occidente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168175\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/211029-F-MM641-1256.jpg\" alt=\"\" width=\"1117\" height=\"744\" \/><\/p>\n<p>Secondo un\u2019indagine di\u00a0<a href=\"https:\/\/responsiblestatecraft.org\/2023\/08\/23\/the-us-hand-in-africas-coups\/\">Responsible Statecraft<\/a>, almeno 15 gli ufficiali addestrati negli Stati Uniti e con stretti rapporti con Washington sono coinvolti nei 12 colpi di Stato in Africa occidentale e nel Sahel dall\u2019inizio dell\u2019intervento statunitense in Africa per combattere le milizie jihadiste nel 2002. Oltre al golpe abortito del Gambia nel 2014, ci sono state quattro diverse occasioni nel Burkina Faso (2014, 2015 e due volte nel 2022), in Ciad (nel 2022), in Guinea Bissau (2021), tre occasioni in Mali (2012, 2020 e 2021), in Mauritania (nel 2008) e nel luglio di quest\u2019anno in Niger. Quest\u2019ultimo rivolgimento ha portato al potere una giunta militare di cui fanno parte almeno cinque ufficiali addestrati negli Stati Uniti. Lo stesso leader dei golpisti Abdourahmane Tchiani ha frequentato la National Defense University dal 2009 al 2010, e cos\u00ec pure il generale Moussa Salaou Barmou, ex comandante delle Forze speciali e ora responsabile della Difesa.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo golpe africano, in ordine di tempo, \u00e8 arrivato a fine agosto in Gabon, dove Ali Bongo Ondimba \u00e8 stato esautorato da un gruppo di militari guidati da Brice Oligui Nguema. Per ora di questo generale si sa solo che ha frequentato scuole militari in Marocco e Senegal, e i suoi collegamenti con l\u2019Occidente si limitano, secondo la stampa locale, all\u2019acquisto in contanti di propriet\u00e0 immobiliari per almeno un milione di dollari a Hyattsville e Silver Spring, in Maryland (USA).<\/p>\n<p>La storia dei rapporti fra militari golpisti e Occidente \u00e8 lunga. Appena nel 2016 una corte del Minnesota ha condannato a lievi pene detentive quattro cittadini americani che due anni prima avevano partecipato al tentativo \u2013 fallito \u2013 di rovesciare il governo del Gambia. Volevano deporre il presidente Yahya Jammeh per mettere al suo posto Cherno Momodou Njie, un imprenditore immobiliare nato nel paese africano ma emigrato a 25 anni nel Texas. La legge americana denominata Neutrality Act vieta le azioni armate di privati in altri paesi, ma per dirla con il legale che ha difeso gli imputati \u201cse il golpe avesse avuto successo, il governo statunitense li avrebbe considerati eroi\u201d.<\/p>\n<p>A capo dei rivoltosi c\u2019era il tenente colonnello Lamin Sanneh, rimasto ucciso nello scontro: Sanneh aveva ricevuto un addestramento militare nel Regno Unito, all\u2019accademia di Sandhurst, e negli USA, alla National Defense University del Pentagono, per diventare comandante della guardia presidenziale e aver poi lasciato il Gambia per chiedere asilo negli USA e coordinare da lontano l\u2019opposizione a Jammeh. Ad aggiungere spunti di riflessione \u00e8 il fatto che anche quest\u2019ultimo, l\u2019 \u201cuomo forte\u201d del Gambia, arrivato al potere con un colpo di Stato nel 1994, era stato addestrato negli Stati Uniti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168176\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/us-africa-command-special-operations-forces-train-alongside-partners-in-kenya.jpg\" alt=\"\" width=\"1128\" height=\"750\" \/><\/p>\n<p>Il Dipartimento di Stato statunitense nega ogni coinvolgimento nelle azioni dei golpisti e anzi sostiene \u2013 per la verit\u00e0 in modo poco convincente \u2013 di non essere in grado di seguire all\u2019estero i militari che hanno frequentato scuole e corsi d\u2019addestramento negli USA. Al sito di giornalismo investigativo The Intercept che chiedeva informazioni sul Niger, un portavoce del Dipartimento di Stato ha dichiarato che il governo americano \u201cnon addestra la guardia presidenziale\u201d ma secondo lo stesso sito questa dichiarazione \u00e8 smentita dagli stessi documenti interni sull\u2019addestramento del personale straniero.<\/p>\n<p>Secondo The Intercept gli Stati Uniti affidano a una vasta costellazione di agenzie, enti e societ\u00e0 l\u2019addestramento del personale militare straniero, che accoglie ogni anno oltre 200 mila fra militari e forze dell\u2019ordine di paesi considerati alleati o non ostili. Il training si svolge in almeno 471 sedi di 120 paesi, in tutti i continenti tranne l\u2019Antartide e coinvolge almeno 150 fra agenzie della Difesa, agenzie civili, scuole militari, compagnie militari private (PMC), organizzazioni non governative, oltre alla Guardia nazionale di cinque Stati.<\/p>\n<p>La tentazione di individuare in questo denominatore comune dei diversi golpe una strategia complessiva americana \u00e8 probabilmente azzardata. Washington vuole coltivare gli ovvi collegamenti con l\u2019\u00e9lite militare dei paesi coinvolti, affiancata sempre dal \u201csoft power\u201d, cio\u00e8 da un potere culturale pervasivo. Ed \u00e8 senz\u2019altro soddisfatta di vedere che i golpe nell\u2019Africa francofona stanno indebolendo l\u2019influenza europea.<\/p>\n<p>Il progressivo tramonto del vecchio continente, lo sfilacciarsi dei legami con le ex colonie e probabilmente anche i problemi per Emmanuel Macron, voce spesso critica sulla conduzione unilaterale della NATO, sono uno scenario sicuramente non sgradito e anche direttamente ricercato dai diversi governi USA. Ma il tramonto dell\u2019egemonia europea sta lasciando sempre pi\u00f9 spazio ad altri attori, Russia (anche attraverso la Wagner) e Cina in primis.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168177\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/sahel.jpg\" alt=\"\" width=\"1093\" height=\"728\" \/><\/p>\n<p>A confermare che con tutta probabilit\u00e0 il ruolo americano nell\u2019instabilit\u00e0 africana \u00e8 legato pi\u00f9 alla confusione fra i diversi attori e alla mancanza di una visione geopolitica chiara che a una raffinata regia da remoto basta un severo articolo del New York Times, in prima pagina nell\u2019edizione del 7 settembre, che racconta le difficolt\u00e0 all\u2019interno del governo Biden nel trattare il colpo di Stato in Niger. L\u2019amministrazione democratica sta facendo i salti mortali per non chiamare \u201cgolpe\u201d (coup) la presa di potere da parte dei militari a Niamey con l\u2019estromissione e l\u2019incarcerazione del presidente eletto Mohamed Bazoum. Gli scrupoli formali ricordano quelli di Bill Clinton, che decise di chiamare \u201catti di genocidio\u201d e non \u201cgenocidio\u201d tout court il massacro dei tutsi in Ruanda nel 1994 per evitare l\u2019obbligo di intervenire.<\/p>\n<p>Chiamare un colpo di Stato con il suo nome vorrebbe dire per la Casa Bianca dover interrompere ogni aiuto economico e militare con il paese coinvolto, con conseguenze geopolitiche sgradite, dallo spazio offerto a russi e cinesi alla minor presenza in chiave anti-jihadisti. Ma difficilmente il governo Biden potr\u00e0 mantenere un atteggiamento di distacco diplomatico, tanto pi\u00f9 dopo lo schiaffo subito da Victoria Nuland a Niamey. La sottosegretaria di Stato \u00e8 arrivata d\u2019urgenza nella capitale nigerina, ma nonostante le insistenze non ha avuto la possibilit\u00e0 di incontrare il capo della giunta militare Tchiani, n\u00e9 il presidente deposto e relegato nella sua residenza Bazoum.<\/p>\n<p>Questa ambiguit\u00e0 nel negare a parole e poi concedere nei fatti l\u2019assistenza ai paesi con un esecutivo golpista \u00e8 stata segnalata dalla stessa stampa americana per il Mali, governato da Assimi Go\u00efta, militare addestrato in Florida con le Forze Speciali statunitensi, protagonista di due putsch successivi. E vale anche per il Burkina Faso, stravolto da due colpi di Stato nel gennaio e settembre 2022. Nel primo, a prendere il potere fu il tenente colonnello Paul-Henri Damiba, addestrato negli Stati Uniti secondo i portavoce dello US Africa Command (AFRICOM). Gli stessi portavoce hanno preferito ricorrere al silenzio, senza confermare n\u00e9 smentire, sul protagonista del secondo golpe, Ibrahim Traor\u00e9, che in passato aveva fatto parte dei\u00a0<a href=\"https:\/\/peacekeeping.un.org\/en\/mission\/minusma\">peacekeeper dell\u2019ONU nella missione MINUSMA in Mali.<\/a><\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-width=\"550\" data-dnt=\"true\">\n<p dir=\"ltr\" lang=\"en\">BREAKING: The leader of U.S. military\u2019s Africa Command states our government shares \u201ccore values\u201d with military coup leaders.<\/p>\n<p>These SAME coup leaders were trained by our own Armed Forces!\u00a0<a href=\"https:\/\/t.co\/boGYfQ6csb\">pic.twitter.com\/boGYfQ6csb<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Rep. Matt Gaetz (@RepMattGaetz)\u00a0<a href=\"https:\/\/twitter.com\/RepMattGaetz\/status\/1638940397693968395?ref_src=twsrc%5Etfw\">March 23, 2023<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel complesso, l\u2019approccio americano verso i militari africani potrebbe essere sintetizzato dalle dichiarazioni del generale Mike Langley, comandante di AFRICOM (a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=xrZ-FGfowqs\">questo link<\/a>\u00a0l\u2019audizione completa) che ha rivelato davanti alla Commissione Forze armate della Camera che gli Stati Uniti hanno addestrato circa 50 mila militari africani ammettendo, incalzato dal deputato repubblicano Matt Gaetz (a<a href=\"https:\/\/twitter.com\/RepMattGaetz\/status\/1638940397693968395\">\u00a0questo link)<\/a>, la \u201ccondivisione di valori fondamentali\u201d con leader golpisti addestrati negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Foto: truppe africane addestrate da militari statunitensi \u2013 US Africa Command<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/09\/ma-quale-wagner-molti-militari-golpisti-africani-sono-legati-agli-stati-uniti-che-li-hanno-addestrati\/\">Ma quale Wagner? Molti militari golpisti africani sono legati agli Stati Uniti che li hanno addestrati \u00a0 \u2013 Analisi Difesa<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Giampaolo Cadalanu) La sequenza di colpi di Stato tentati o portati a termine in questi anni nei paesi dell\u2019Africa subsahariana sembra una conferma dei luoghi comuni sull\u2019instabilit\u00e0 quasi fisiologica del continente. Solo gli analisti pi\u00f9 acuti azzardano un\u2019ipotesi meno superficiale: la \u201cfine dei sogni dell\u2019indipendenza\u201d per gli stati post coloniali creati su modello europeo con tanto di welfare. 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