{"id":81633,"date":"2023-09-26T09:30:44","date_gmt":"2023-09-26T07:30:44","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81633"},"modified":"2023-09-25T13:13:35","modified_gmt":"2023-09-25T11:13:35","slug":"che-europa-sara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81633","title":{"rendered":"Che Europa sar\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TELEBORSA (Guido Salerno Aletta)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-81634\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/141745.t.W300.H188.M4.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Tutto \u00e8 sul crinale: Geopolitica, Governance e Green Economy<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Europa tutti gli Stati hanno i loro problemi, e mai come adesso ognuno sta cercando di risolverli con le sue sole forze, anche a costo di smontare quel minimo di solidariet\u00e0 che ha caratterizzato l&#8217;Unione nella sua lunga e spesso travagliata esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ogni crisi serve per rafforzarla, si diceva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma stavolta \u00e8 pi\u00f9 difficile: l&#8217;invasione della Ucraina da parte della Russia ha dimostrato che l&#8217;Europa non \u00e8 stata in grado di mettere a punto un meccanismo di sicurezza collettiva in grado di disinnescare un conflitto geopolitico sempre pi\u00f9 acuto che ora la contrappone alla Russia sotto l&#8217;ombrello della NATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bruxelles sul piano economico, ed ancor pi\u00f9 Washington e Londra su quello militare, hanno cercato di attrarre Kiev nella propria orbita, senza considerare le conseguenze dirompenti che questo avvicinamento avrebbe provocato: la stessa retrocessione degli armamenti nucleari alla Russia, in pratica il disarmo strategico della Ucraina che fu deciso all&#8217;atto della sua indipendenza dalla CSI in cambio della garanzia della integrit\u00e0 territoriale, dimostrava la estrema delicatezza della sua collocazione geopolitica. Di fatto, poi, gli Accordi di Minsk che furono sottoscritti da Francia e Germania come garanti nelle controversie tra Kiev e Mosca, non hanno avuto seguito concreto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La situazione si \u00e8 complicata ulteriormente per via del venir meno del gas che arrivava alla Germania direttamente dalla Russia: le condotte del North Stream sono saltate in aria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ed ancora, le importazioni del grano ucraino sono state interdette in alcuni Paesi dell&#8217;Est europeo, ed in particolare dalla Polonia che pure appoggia militarmente in modo assai deciso l&#8217;Ucraina, per evitare che il suo prezzo pi\u00f9 basso metta in crisi gli agricoltori: la solidariet\u00e0 sul piano militare evapora quando ci sono interessi economici immediati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C&#8217;\u00e8 silenzio sulla sorte dei milioni di ucraini espatriati un po&#8217; dappertutto, per evitare la guerra. Torneranno, non torneranno?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come se non bastasse, la crisi dei migranti che provengono dall&#8217;Africa, mettendo in grave difficolt\u00e0 l&#8217;Italia con arrivi mai cos\u00ec numerosi dalla Tunisia, ha dimostrato che anche l&#8217;Europa non ha la bacchetta magica. L&#8217;Accordo di cooperazione che era stato firmato a giugno scorso tra la Presidente della Commissione europea Von der Leyen ed il Presidente tunisino Saied non ha mai avuto attuazione, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 stata la necessaria unanimit\u00e0 tra i Paesi dell&#8217;Unione: alcune componenti politiche criticano aspramente la prospettiva di sostenere finanziariamente e politicamente un governo che si dimostra autocratico, e che conculca i diritti civili e le libert\u00e0 democratiche fondamentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La controversia diplomatica si \u00e8 fatta via via sempre pi\u00f9 aspra, arrivando al punto che \u00e8 stato rifiutato il visto di ingresso in Tunisia ai componenti di una missione di europarlamentari che avrebbero dovuto incontrare sindacalisti ed esponenti della opposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In pratica, \u00e8 stato fatto un buco nell&#8217;acqua: la disponibilit\u00e0 dell&#8217;Italia a coinvolgere l&#8217;Unione nella gestione della questione dei migranti non ha sortito altro effetto concreto che quello di enfatizzarne la solitudine in campo internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Portare poi la questione all&#8217;Assemblea generale dell&#8217;Onu, per chiedere non tanto una solidariet\u00e0 di facciata nei confronti dell&#8217;Italia ma un piano di intervento concreto, ha dimostrato al mondo intero la palese debolezza dell&#8217;Unione europea: ognuno ha i suoi problemi da risolvere, spesso assai pi\u00f9 gravi e complessi dei nostri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci sono poi le vicende interne all&#8217;Unione da sistemare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C&#8217;\u00e8 ancora in ballo la riforma del MES, che l&#8217;Italia \u00e8 rimasta l&#8217;unica a non aver ratificato: Roma traccheggia vistosamente, per contrattare un Patto di Stabilit\u00e0 non punitivo nei suoi confronti. Ma, nel frattempo, Francia e Germania ci mettono sotto pressione sulla questione dei movimenti secondari dei migranti: mentre Parigi rafforza i pattugliamenti alla frontiera di Mentone, Berlino sospende le ricollocazioni volontarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;esito delle elezioni europee del prossimo giugno \u00e8 ancor meno chiaro: le due grandi famiglie politiche tradizionali, i Popolari da una parte e la Sinistra con i Socialisti dall&#8217;altra, non sembrano in grado neppure stavolta di mettere insieme la maggioranza numerica necessaria per nominare la nuova Commissione. Nella scorsa tornata, furono determinanti i voti degli eletti italiani del Movimento 5 Stelle a consentire il superamento della impasse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ancora una volta, saranno consistenti i gruppi maggiormente critici dell&#8217;Unione: l&#8217;ECR che mette insieme Conservatori e Riformisti, ed ID che raggruppa i sovranisti di Identit\u00e0 e Democrazia. A questi si aggiunge un&#8217;altra componente, quella dei Verdi, molto numerosa nei Paesi del Nord Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Due dinamiche saranno cruciali: la guerra in Ucraina ed i rapporti con la Cina, da una parte; la disponibilit\u00e0 di energia di origine fossile a prezzi competitivi in attesa che si vedano i risultati della transizione verso le fonti rinnovabili, dall&#8217;altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;impegno politico ed industriale profuso nel lancio dell&#8217;auto elettrica si trover\u00e0 di fronte alla prova della verit\u00e0: si vedr\u00e0 se continuer\u00e0 ad essere un fenomeno di \u00e9lite o diventer\u00e0 un consumo di massa, e se i vincoli crescenti che vengono posti alla mobilit\u00e0 urbana e periurbana saranno accettati come una nuova normalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Potrebbe fallire miseramente il paradigma economico e finanziario che era stato teorizzato per assicurare la transizione alla Green Economy: tutto si fondava sulla previsione di prezzi progressivamente pi\u00f9 bassi dei combustibili fossili e sul corrispondente aumento della tassazione di questi consumi da parte degli Stati che avrebbero potuto finanziare con queste risorse gli investimenti nelle fonti di energia rinnovabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Visto che i prezzi delle materie prime energetiche fossili continuano a salire, gli Stati non possono aumentare la tassazione di questi consumi, ma anzi sono indotti ad erogare contributi alle categorie pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pu\u00f2 esserci uno stallo soprattutto per l&#8217;Unione europea, che aveva disposto meccanismi d&#8217;asta sempre pi\u00f9 severi per i diritti di emissione della CO2 e previsto una tassazione alla frontiera per equalizzare i costi dei prodotti importati dai Paesi meno virtuosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per la Green Economy, il pericolo \u00e8 quello dello sfilacciamento, della perdita di abbrivio: la recentissima marcia indietro annunciata dal Premier britannico Sunak, che ha sostenuto la necessit\u00e0 di una transizione pi\u00f9 proporzionata e dilazionata nel tempo, cela il dubbio sulla sostenibilit\u00e0 economica e finanziaria del processo: i produttori di energia di origine fossile, petrolio e gas, tengono sempre molto alti i prezzi delle loro forniture. Basta vedere gli andamenti del prezzo della benzina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Potremmo scollinare, o cadere pericolosamente all&#8217;indietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.teleborsa.it\/Editoriali\/2023\/09\/22\/che-europa-sara-1.html\">https:\/\/www.teleborsa.it\/Editoriali\/2023\/09\/22\/che-europa-sara-1.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TELEBORSA (Guido Salerno Aletta) Tutto \u00e8 sul crinale: Geopolitica, Governance e Green Economy In Europa tutti gli Stati hanno i loro problemi, e mai come adesso ognuno sta cercando di risolverli con le sue sole forze, anche a costo di smontare quel minimo di solidariet\u00e0 che ha caratterizzato l&#8217;Unione nella sua lunga e spesso travagliata esistenza. Ogni crisi serve per rafforzarla, si diceva. 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