{"id":81692,"date":"2023-09-29T09:00:23","date_gmt":"2023-09-29T07:00:23","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81692"},"modified":"2023-09-27T17:04:47","modified_gmt":"2023-09-27T15:04:47","slug":"quando-il-turismo-ammazza-la-cultura-e-il-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81692","title":{"rendered":"Quando il turismo ammazza la cultura e il lavoro"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Alessandra Bernardeschi e Federico Giusti)<\/strong><\/p>\n<div class=\"itemIntroText\">\n<p><em>Il turismo snatura i servizi culturali e lo stesso tessuto delle citt\u00e0 d&#8217;arte. Vi inoltre \u00e8 un ampio ricorso al super sfruttamento del lavoro e alla precariet\u00e0.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"itemBody\">\n<div class=\"itemImageBlock clearfix\"><span class=\"itemImage\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/media\/k2\/items\/cache\/e59e6e463a6daabbb326c612f9aeb4de_XL.jpg\" alt=\"Quando il turismo ammazza la cultura e il lavoro\" \/><\/span><\/div>\n<div class=\"itemFullText\">\n<p>Il sistema culturale italiano si basa da tempo sul ricorso al volontariato e sugli appalti aventi molteplici figure professionali inquadrate in contratti sfavorevoli, precari e part time.<\/p>\n<p>Per anni, ogni qual volta si \u00e8 parlato di cultura, \u00e8 scattata l&#8217;ipotesi di ricorrere ad associazioni di volontariato e del terzo settore, apparse come soluzione praticabile per ridurre i costi di personale.<\/p>\n<p>Ironia della sorte i servizi culturali rientrano tra quelli costretti, dalla normativa vigente in materia di sciopero, a garantire servizi minimi essenziali che sovente si trasformano nella precettazione di elevati numeri di lavoratori e lavoratrici.<\/p>\n<p>Come <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/interni\/la-militarizzazione-del-territorio-pisano\">gi\u00e0 scritto su questo giornale<\/a>, la presenza di militari nelle vesti di addetti ai musei non solo prefigura la militarizzazione della cultura ma rappresenta un segnale preoccupante dentro il modello di societ\u00e0 della sorveglianza nella quale la precariet\u00e0 diffusa acquista spazi sempre maggiori. L&#8217;associazione \u201cMi Riconosci?\u201d da tempo lavora nella denuncia del volontariato diffuso all&#8217;interno delle attivit\u00e0 culturali che mortifica professionalit\u00e0 acquisite e non riconosce quella dignit\u00e0 lavorativa derivante invece da un&#8217;occupazione stabile e contrattualizzata.<\/p>\n<p>L\u2019occupazione culturale in buona parte \u00e8 di genere, in tutti i paesi dell&#8217;Unione Europea le lavoratrici donne costituiscono la maggioranza della forza lavoro di poco cresciuta dal 2018 al 2022.<\/p>\n<p>L&#8217;affidamento ad appalti e subappalti per la gestione di siti museali e attivit\u00e0, per l&#8217;apertura delle biblioteche comunali ed universitarie \u00e8 in continua crescita.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 le esternalizzazioni sono l&#8217;occasione per risparmiare, ma solo sulla pelle dei lavoratori, perch\u00e9 non \u00e8 credibile che di per s\u00e9 portino al miglioramento delle gestioni e che sia possibile un risparmio a parit\u00e0 di trattamento dei lavoratori. Per\u00f2 contribuiscono alla frammentazione del mondo del lavoro, con l&#8217;assurdo che spesso coesistono nel medesimo posto e nella medesima funzione operatori con diversi contratti e diverse tutele, rendendo pi\u00f9 difficile la solidariet\u00e0 fra lavoratori.<\/p>\n<p>Il contratto diffuso e dominante in questi appalti \u00e8 quello part time mentre i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro applicati sono sovente quelli delle cooperative sociali o del multiservizi.<\/p>\n<p>Il part time in s\u00e9 \u00e8 sarebbe una conquista in favore della qualit\u00e0 della vita se derivasse da una scelta volontaria del lavoratore per far corrispondere i tempi di lavoro alle sue esigenze familiari, sociali, culturali ecc., ma diviene un elemento negativo se risponde all&#8217;esigenza del datore di lavoro ed \u00e8 imposto al lavoratore che magari, per le esigenze sue e della sua famiglia avrebbe bisogno di una maggiore retribuzione, specie quando il contratto applicato \u00e8 il multiservizi, assurdamente basso ma utilizzato anche per l&#8217;attivit\u00e0 richiedenti un buon livello di professionalit\u00e0.<\/p>\n<p>I contratti di tipo stagionale, che predominano nel comparto turistico, non sono certo rispondenti alle esigenze dei lavoratori. Fra di essi si distinguono due categoria: 1) i part time verticali ciclici, che sono a tempo indeterminato, prevedono un lavoro intenso in pochi mesi dell&#8217;anno e non danno diritto al sussidio di disoccupazione nei restanti mesi; 2) e quelli stagionali che prevedono il licenziamento a fine stagione e la riassunzione (eventuale) all&#8217;inizio della successiva, i quali danno diritto al sussidio nei mesi di inattivit\u00e0 ma hanno il carattere di maggiore precariet\u00e0.<\/p>\n<p>Quando \u00e8 consentito al lavoratore di optare per una delle due forme egli si trova fra l&#8217;incudine di rimanere senza reddito nei periodi di \u201cbassa stagione\u201d, nel caso dei contratti verticali, al fine di avere una maggiore stabilit\u00e0, e il martello degli incarichi stagionali a tempo determinato che consentono di avere una miseria di reddito nei mesi di inoccupazione, ma implicano una maggiore precariet\u00e0. Naturalmente anche nel primo caso la stabilit\u00e0 \u00e8 abbastanza illusoria, sia per le ridotte tutele esistenti oggi contro i licenziamenti, sia perch\u00e9 a ogni nuova gara di appalto pu\u00f2 cambiare l&#8217;impresa affidataria mentre le clausole sociali non garantiscono pienamente il mantenimento degli addetti. A maggior ragione quando \u00e8 la stessa amministrazione appaltante che nel bando si riserva di esprimere o meno il gradimento del personale addetto, con possibilit\u00e0 di gravi discriminazioni, o riduce le ore di copertura dei servizi e con ci\u00f2 l&#8217;occupazione.\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/il-mondo-degli-appalti-si-accanisce-contro-la-forza-lavoro\">Un caso specifico<\/a> \u2013 ma se ne potrebbero indicare moltissimi \u2013 lo abbiano trattato poche settimane fa.<\/p>\n<p>Il turismo stagionale, politicamente pensato e progettato cos\u00ec da anni, comprime i diritti e il tenore di vita dei lavoratori e devasta le citt\u00e0 d&#8217;arte piccole e grandi per lo snaturamento che subisce la loro rete commerciale, l&#8217;affollamento fuori misura che le rende invivibili, la <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/interni\/camerieri-a-casa-nostra-ovvero-dell%E2%80%99italico-destino\">perdita di identit\u00e0 e di cultura<\/a> nella ricerca affannosa degli avventori attraverso offerte di eventi indifferenziati e dozzinali idonei a catturare i turisti meno evoluti. I servizi per i residenti vengono anch&#8217;essi sconvolti e distorti in funzione del turismo, acquisendo anch&#8217;essi un forte carattere di stagionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Dopo gli anni della pandemia la ripresa degli eventi dal vivo ha dato un certo impulso al settore, ma se analizziamo i numeri si evince come l&#8217;aumento, lieve, degli occupati non riguardi l&#8217;intero mondo della cultura ma solo alcuni settori come l&#8217;audiovisivo, l&#8217;arte e l&#8217;intrattenimento,<\/p>\n<p>La precariet\u00e0 domina anche in settori come l&#8217;editoria, che vive invece una crisi quasi irreversibile, o il mondo del giornalismo con tantissimi\\e giovani a rimborso spese o in stage.<\/p>\n<p>Se da una parte si abbassa il costo del lavoro con i contratti part time delle tipologie gi\u00e0 viste e il ricorso agli appalti, dall&#8217;altra il patrimonio culturale pubblico viene posto in toto a pagamento: ogni attivit\u00e0 o visita \u00e8 legata a un biglietto. L&#8217;idea diffusa da anni \u00e8 quella secondo la quale investire in cultura non comporta il ricorso a contratti dignitosi e altrettanto potremmo dire della cronica disattenzione verso le attivit\u00e0 culturali affidate ad associazioni senza una idea di indirizzo, programmazione che dovrebbe spettare al Pubblico, come, secondo noi, dovrebbe essere anche per la gestione diretta della forza lavoro impiegata.<\/p>\n<p>Il turismo di massa diventa poi occasione per promuovere le grandi opere infrastrutturali, anche quando sono insensate, come dimostra un vecchio progetto del centrosinistra di portare a Pompei l&#8217;alta velocit\u00e0,<\/p>\n<p>La svalorizzazione della cultura non si realizza solo attraverso la precariet\u00e0 sopra descritta ma con narrazioni banalizzanti che trasformano magari la Venere di Botticelli nell\u2019ennesima bellezza stereotipata femminile per mere operazioni di marketing. Siamo in presenza dell&#8217;utilizzo improprio delle opere d\u2019arte e del diritto d\u2019autore mentre innumerevoli musei hanno presenze risicate di visitatori, esclusi dalle gite e dal circuito commerciale che privilegia lo shopping e alcuni siti a discapito di tanti, troppi, altri dimenticati.<\/p>\n<p>La cultura, che potrebbe rappresentare strumento occupazionale e di potenziamento della formazione, da anni \u00e8 invece un cantiere aperto, un laboratorio della precariet\u00e0 e l&#8217;occasione per trasformare quanto dovrebbe essere gratuito o a basso costo in business.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/quando-il-turismo-ammazza-la-cultura-e-il-lavoro\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/economia-e-lavoro\/quando-il-turismo-ammazza-la-cultura-e-il-lavoro<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA CITTA&#8217; FUTURA (Alessandra Bernardeschi e Federico Giusti) Il turismo snatura i servizi culturali e lo stesso tessuto delle citt\u00e0 d&#8217;arte. 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