{"id":81704,"date":"2023-09-02T09:30:20","date_gmt":"2023-09-02T07:30:20","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81704"},"modified":"2023-09-29T09:43:50","modified_gmt":"2023-09-29T07:43:50","slug":"managerialita-sociale-il-caso-kasselakis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81704","title":{"rendered":"Managerialit\u00e0 sociale. Il caso Kasselakis"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;INTERFERENZA (Ferdinando Pastore)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-81706\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/382790133_283160644545015_1764895893250122345_n-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/382790133_283160644545015_1764895893250122345_n-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/382790133_283160644545015_1764895893250122345_n-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/382790133_283160644545015_1764895893250122345_n-1.jpg 774w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il neoliberalismo \u00e8 in crisi. Non \u00e8 riuscito a compiere quel miracolo promesso, quell\u2019equilibrio spontaneo derivato dallo sprigionamento della creativit\u00e0 o dal coraggio individuale. Troppo evidente appare la distanza tra chi ha saputo cogliere le occasioni prodotte dalla grammatica di mercato rispetto alle mentalit\u00e0 arcaiche e ottuse impantanate nei grovigli novecenteschi della richiesta di protezione sociale. Questo ritornello \u00e8 piuttosto in voga negli ultimi anni, soprattutto dopo la nebbia pandemica. E se da un lato \u00e8 vero che il modello economico\/sociale mostra le crepe della propria ideologica irrazionalit\u00e0 non riuscendo a garantire lo sviluppo annunciato, \u00e8 altres\u00ec vero che l\u2019immaginario neoliberale, la sua pedagogia antropologica \u00e8 pi\u00f9 viva che mai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non sorprende affatto dunque che al vertice di Syriza in Grecia, partito della sinistra radicale formatosi a contestazione delle politiche di austerit\u00e0 imposte dalla celebre troika, sia stato eletto l\u2019imprenditore ed ex trader di Goldman Sachs, Stefanos Kasselakis. Con la sua storica affermazione \u201cla societ\u00e0 non esiste\u201d Margaret Thatcher non intendeva semplificare un concetto ribadendo superate considerazioni del liberalismo classico sull\u2019indifferenza dei pubblici poteri rispetto all\u2019iniziativa privata; voleva molto di pi\u00f9. Quell\u2019enunciato corrispondeva a un imperativo sociale nuovissimo: l\u2019individuo si sarebbe liberato non solo economicamente ma anche moralmente attraverso il proprio cammino verso l\u2019autosufficienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il messaggio appariva a suo tempo rivoluzionario. Il soggetto, finalmente disarcionato dalle costrizioni etiche del vivere in comune, avrebbe potuto conquistare ci\u00f2 che desiderava grazie alla razionalit\u00e0 delle proprie scelte. Il merito personale quindi sarebbe stato misurato nella ponderazione continua e asfissiante tra costi e benefici delle varie iniziative che l\u2019individuo avrebbe intrapreso nella vita. L\u2019intera esistenza si trovava sottomessa al culto d\u2019impresa. L\u2019evoluzione personale verso il progresso civile coincideva con la raggiunta consapevolezza delle strategie di mercato. L\u2019Altro si trasformava in accessorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La \u201cbuona novella\u201d fu accolta allora con entusiasmo, con i sospiri di sollievo della popolazione occidentale affrancata finalmente dai doveri seriosi e accigliati della lotta di classe o dell\u2019impegno politico. E fu cinicamente adottata dalle \u201cintelligenze diffuse\u201d \u2013 obbrobrio linguistico da posa assembleare \u2013 intrise di personalismo edonistico della sinistra. Anche di quella radicale. Le piazze svuotate del conflitto pian piano si riempivano di aspiranti manager di s\u00e9 stessi, colpiti massicciamente dalle commistioni raziocinanti tra pubblico e privato, dalle taumaturgiche capacit\u00e0 divinatorie degli anarchici incappucciati che fregavano il sistema con le loro start up parassitarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il buon impiego pretendeva improvvisamente un saper essere civilizzato; ridefiniva i contorni della giustizia sociale. A un popolo minuto ancora sudato nello stendere i panni nei vicoli faceva da contraltare un\u2019avanguardia illuminata, soggiogata alla performance, che si nutriva di spazi asettici, levigati e irradiati dal bagliore fioco dei personal computer. La pretesa autosufficienza del singolo trovava un proprio agio nel passaggio dalla militanza all\u2019attivismo. Non pi\u00f9 lunghe discussioni tra compagni in scantinati reumatici ma un\u2019occasionale cultura del fare mutuata direttamente dalla nuova organizzazione aziendale. Nasceva la politica del progetto, dell\u2019iniziativa civilizzatrice, dei gruppi di lavoro, della fattibilit\u00e0 mediatica tutta protesa nello scoprire il prossimo shock situazionista. Il marketing si avvera politicamente nel flash mob.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto si conformava a questo nuovo spirito imprenditoriale solipsistico. L\u2019urbanistica, l\u2019architettura, la letteratura, la moda, il consumo culturale, gli spazi comuni. Ogni contorno visivo doveva riprodurre il loculo della propria cameretta. La musica si \u00e8 sintonizzata all\u2019interno dei padiglioni auricolari isolandosi dal chiasso dei metalli cittadini, le case si sono pian piano ridotte in urne monolocali o in ampi quadrati senza barriere dove appariva superfluo il senso del pudore, le postazioni degli uffici venivano ammassate in alveari con le loro isole conformi al controllo delatorio del vicino nel caso di calo della produttivit\u00e0, la viabilit\u00e0 riempita di monopattini silenti con sguardi protesi all\u2019orizzonte che sfrecciano incuranti dei passanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche i locali che vorrebbero agganciare socialit\u00e0 e tempo di lavoro, quei bar postmoderni ornati con piante sempreverdi e arredamenti da sauna finlandese, sono composti da arroganti solitudini. Il silenzio di sottofondo non vive di rispetto per il vicino e non \u00e8 mai spezzato da una chiacchiera curiosa. Si d\u00e0 una prova muscolare della propria capacit\u00e0 prestazionale. Le posture rimandano ai vecchi cow boy in cerca della frontiera, pronti ad aprire il fuoco se si minaccia la propriet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 questo individualismo progressista, questo neoliberalismo culturale a generare i mostri alla Kasselakis. Un diretto protagonista del capitalismo predatorio che si erge a paladino della sinistra. Fa da sfondo un intento correlato alla crisi del modello liberale. Da qualche anno le grandi aziende multinazionali agganciano le proprie mire di profitto a campagne di sensibilizzazione sociale. Si esibiscono come una governance globale che presenta una responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa. Capitalismo woke, cos\u00ec lo chiamano. In questo modo vorrebbero gestire in prima persona il brand diseguaglianza in accordo con gli Stati. Si pubblicizza un agire responsabile pronto a sedare sul nascere le richieste politiche di giustizia. Un saper essere che accresce reputazione. Il proposito di sottofondo \u00e8 neutralizzare definitivamente la democrazia. L\u2019avvento dell\u2019Intelligenza Artificiale con la gestione dei dati in Rete rende allarmante il timore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/in-evidenza\/managerialita-sociale-caso-kasselakis\/\">http:\/\/www.linterferenza.info\/in-evidenza\/managerialita-sociale-caso-kasselakis\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTERFERENZA (Ferdinando Pastore) Il neoliberalismo \u00e8 in crisi. Non \u00e8 riuscito a compiere quel miracolo promesso, quell\u2019equilibrio spontaneo derivato dallo sprigionamento della creativit\u00e0 o dal coraggio individuale. 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