{"id":81720,"date":"2023-10-03T09:30:52","date_gmt":"2023-10-03T07:30:52","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81720"},"modified":"2023-10-02T09:33:54","modified_gmt":"2023-10-02T07:33:54","slug":"roberto-vivaldelli-cosi-le-big-tech-controllano-la-politica-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81720","title":{"rendered":"Roberto Vivaldelli: \u00abCos\u00ec le big tech controllano la politica Usa\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di DIARIO DEL WEB (Fabrizio Corgnati)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-81721\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Agenzia_Fotogramma_IPA22269848-768x527-1-300x206.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"206\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Agenzia_Fotogramma_IPA22269848-768x527-1-300x206.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Agenzia_Fotogramma_IPA22269848-768x527-1.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Il giornalista Roberto Vivaldelli presenta al DiariodelWeb.it il suo ultimo libro \u00abBig tech\u00bb, edito da GiubileiRegnani, sullo strapotere delle multinazionali di Internet<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Hanno un bilancio superiore al Pil di molti Stati e oggi persino la loro influenza politica inizia a superare quella delle nazioni principali. Stiamo parlando delle \u00abBig tech\u00bb, i colossi del web, da Facebook ad Amazon, da Google ad Apple, di cui il giornalista Roberto Vivaldelli si occupa nel suo ultimo omonimo libro, edito da GiubileiRegnani, dall\u2019eloquente sottotitolo \u00abSfida alla democrazia\u00bb. Un testo, quello che presenta in questa intervista ai microfoni del DiariodelWeb.it, che traccia lo scenario dello strapotere tecnologico, economico, informativo di una manciata di multinazionali private, che non si accontentano pi\u00f9 di guadagnare miliardi di dollari ma sono arrivati al punto di condizionare perfino le elezioni. Anche la prossima campagna negli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Roberto Vivaldelli, in che senso le big tech pongono una \u00absfida alla democrazia\u00bb?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Prima di tutto perch\u00e9 sono diventate di gran lunga le aziende private pi\u00f9 ricche e influenti della nostra epoca, anche per i loro rapporti con il potere. Nel libro spiego la vastissima attivit\u00e0 di lobbying che portano avanti negli Stati Uniti: negli ultimi dieci anni hanno superato anche le corporazioni del petrolio e del tabacco e ora sono quelle che pi\u00f9 investono per influenzare le scelte politiche. Facebook e Amazon sono i due lobbysti principali.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Parliamo di investimenti legali, immagino.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Certo. Negli Usa le lobby sono rigorosamente regolamentate. Per\u00f2 \u00e8 chiaro che, se un\u2019azienda privata esercita una pressione di questo tipo, \u00e8 perch\u00e9 intende ottenere dei trattamenti di favore. Hanno finanziato la campagna elettorale di Biden ma anche quelle dei repubblicani. E poi abbiamo politici importanti che investono in azioni.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quindi hanno anche degli interessi economici diretti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Esatto. Io racconto il caso della famiglia di Nancy Pelosi, famosa ex speaker democratica della Camera, il cui marito fa affari d\u2019oro con big tech. Quando hai una classe politica che non solo riceve pressioni legittime, ma trae anche guadagni da queste aziende, allora \u00e8 ovvio che il loro strapotere assume una proporzione preoccupante.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Anche perch\u00e9 queste aziende private gestiscono spazi pubblici, all\u2019insegna del pi\u00f9 totale arbitrio: decidono che cosa \u00e8 notizia, che cosa \u00e8 bufala, che cosa si pu\u00f2 dire e non si pu\u00f2 dire, anche da parte di un presidente degli Stati Uniti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Questo \u00e8 il cuore del libro. I social sono diventate le nostre piazze virtuali: l\u00ec si tengono le campagne elettorali, si confrontano i candidati, si fa informazione. Come pu\u00f2 essere una piattaforma privata a decidere chi abbia o meno diritto di parola? Le faccio un esempio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Prego.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>In questi giorni l\u2019attore Russell Brand \u00e8 stato accusato di molestie sessuali, ma \u00e8 innocente fino a prova contraria. Il parlamento inglese ha spedito una lettera alla piattaforma Rumble, invitandola a chiudere il suo canale. Mi sembra un episodio gravissimo. La risposta \u00e8 stata in controtendenza, perch\u00e9 Rumble ha difeso la libert\u00e0 d\u2019espressione e si \u00e8 detta contraria alla censura. Ma questo non \u00e8 il solo caso.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Me ne citi un altro.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Lo scoop del new york post, antico giornale conservatore statunitense, sugli affari all\u2019estero di hunter biden, figlio dell\u2019attuale presidente joe. prima che la acquisisse elon musk, twitter, sotto la precedente governance, prima delle ultime elezioni presidenziali, censur\u00f2 questa notizia, suffragata da documenti, di sua iniziativa. solo qualche mese pi\u00f9 tardi l\u2019ex ceo jack dorsey ammise l\u2019errore.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il problema sta proprio nel metodo.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Chi ha dato l\u2019autorit\u00e0 a una piattaforma di stabilire ci\u00f2 che \u00e8 vero e ci\u00f2 che \u00e8 falso. Qualcosa decisamente non ha funzionato. Infine c\u2019\u00e8 il caso gravissimo della piattaforma Parler, sorta nel 2020 e molto seguita dai trumpiani. Attraverso un\u2019azione combinata senza precedenti le big tech le tagliarono le gambe: Apple imped\u00ec di scaricare l\u2019app, Amazon blocc\u00f2 i server, Google la escluse dai motori di ricerca. Di fatto impedirono a un concorrente di affacciarsi sul mercato.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ma allora dobbiamo rassegnarci al fatto che comandano loro o la democrazia pu\u00f2 mettere in campo degli anticorpi per affrontare questa sfida?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019unico antidoto allo strapotere di queste aziende \u00e8 il ritorno dello Stato, innanzitutto per tutelare i diritti costituzionali e poi per intervenire sugli eccessi. E poi ci sono gli imprenditori illuminati: Musk \u00e8 stato molto contestato, ma apprezzo quantomeno il fatto che abbia garantito il principio della libert\u00e0 d\u2019espressione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>A<\/strong>\u00a0<strong>proposito di Stati Uniti, come si presenta Joe Biden alla nuova campagna elettorale che si sta avvicinando, anche alla luce delle problematiche famigliari del figlio Hunter?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Piuttosto malconcio. Salvo il primissimo periodo, lui non ha mai sfondato, ma ultimamente il consenso rilevato dai sondaggi \u00e8 di meno della met\u00e0 degli elettori. Se concludesse un secondo mandato arriverebbe a 87 anni. Persino i democratici credono che la sua et\u00e0 avanzata e la sua forma fisica e mentale acciaccata rappresentino un vero problema. Ogni volta in cui parla in pubblico, il suo staff trema, temendo l\u2019ennesima gaffe.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Magari che stringa la mano all\u2019uomo invisibile.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Con Trump se la gioca, questo \u00e8 lo scenario pi\u00f9 probabile, anche se moltissimi americani preferirebbero un terzo candidato.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ma cosa possiamo dire sull\u2019incapacit\u00e0 di rinnovamento della classe politica americana?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Questo \u00e8 l\u2019aspetto che maggiormente sfiducia, fiacca e preoccupa gli elettori. Lo scontro \u00e8 molto polarizzato, perch\u00e9 Trump \u00e8 molto divisivo. I democratici non hanno un\u2019alternativa seria e concreta a Biden: d\u2019altra parte la vicepresidente Kamala Harris \u00e8 ancora meno popolare di lui\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>E i repubblicani?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Dimostrano di essere fedeli al carisma trascinante di Trump, che riesce addirittura a sfruttare a suo favore le incriminazioni e la foto segnaletica. L\u2019unico che avrebbe potuto impensierirlo era DeSantis, ma si \u00e8 trovato in grande difficolt\u00e0: ha dovuto cambiare gran parte del suo staff e resta a oltre trenta punti percentuali dall\u2019ex presidente. A meno che Trump non si possa candidare per qualche motivo, il preferito rimane lui.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Che ruolo giocher\u00e0 in questa campagna elettorale la guerra, tenuto conto che persino l\u2019America iper-bellicista oggi sembra rimettere in discussione la sua partecipazione senza scadenza in Ucraina?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La visita di Zelensky non \u00e8 andata bene. Nei repubblicani cresce la convinzione che non si possa dare armi all\u2019Ucraina all\u2019infinito, spendendo un sacco di soldi: finora sono stati impegnati 75 miliardi in assistenza militare e umanitaria e ne volevano sul piatto anche 24. Oltretutto si rischia un\u2019escalation con la Russia. Ma anche tra i democratici cominciano a calare i consensi, che prima erano alle stelle.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La situazione \u00e8 molto complicata, insomma.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Anche sul campo: la controffensiva procede molto a rilento, al di sotto delle aspettative. Biden ci ha investito molto e si trover\u00e0 in grande difficolt\u00e0 a spiegare agli americani di aver speso molto senza ottenere risultati. Secondo gli analisti militari, gli ucraini hanno ancora una trentina di giorni per portare a casa qualche successo: poi arriver\u00e0 l\u2019inverno e dovr\u00e0 difendere le sue posizioni, tenuto conto che le perdite sul suo fronte sono state devastanti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/diariodelweb.it\/opinioni\/roberto-vivaldelli-cosi-le-big-tech-controllano-la-politica-usa\/\">https:\/\/diariodelweb.it\/opinioni\/roberto-vivaldelli-cosi-le-big-tech-controllano-la-politica-usa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DIARIO DEL WEB (Fabrizio Corgnati) Il giornalista Roberto Vivaldelli presenta al DiariodelWeb.it il suo ultimo libro \u00abBig tech\u00bb, edito da GiubileiRegnani, sullo strapotere delle multinazionali di Internet Hanno un bilancio superiore al Pil di molti Stati e oggi persino la loro influenza politica inizia a superare quella delle nazioni principali. 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