{"id":81738,"date":"2023-10-03T10:43:00","date_gmt":"2023-10-03T08:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81738"},"modified":"2023-10-02T10:48:38","modified_gmt":"2023-10-02T08:48:38","slug":"le-spiacevoli-implicazioni-della-crescita-trainata-dal-turismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81738","title":{"rendered":"Le spiacevoli implicazioni della crescita trainata dal turismo"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (di Salvatore D&#8217;Acunto)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-81739 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/050244422-d72d929e-76ac-46b7-bc1c-720605531fa6-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/050244422-d72d929e-76ac-46b7-bc1c-720605531fa6-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/050244422-d72d929e-76ac-46b7-bc1c-720605531fa6-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/050244422-d72d929e-76ac-46b7-bc1c-720605531fa6.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Immaginate di vivere in un Paese dotato di una robusta struttura industriale. Senza esagerare con l\u2019immaginazione, niente di fantascientifico. Non stiamo parlando di giganti della moderna tecnologia come NASA, Apple o Google, n\u00e9 di aziende in grado di realizzare fatturati multimiliardari. Parliamo di un tessuto di unit\u00e0 produttive di dimensioni piccole e medie, animate da imprenditori competenti e ingegnosi. Imprese a volte molto innovative, ma anche fragili. Non di rado sottocapitalizzate. Magari bisognose di protezione per crescere e consolidarsi, ma in ogni caso un tessuto industriale in grado di garantire un contributo rilevante all\u2019occupazione e di permettere alla gran parte della popolazione di vivere dignitosamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un giorno arrivano in visita alcuni pezzi grossi delle principali istituzioni di\u00a0<em>governance<\/em>\u00a0continentale, con al seguito economisti e banchieri di fama mondiale. Si fanno un giro di perlustrazione, raccolgono dati, fanno un po\u2019 di calcoli e alla fine sputano un\u2019infausta diagnosi. Vi dicono che impiegate male le vostre risorse. \u00abState sbagliando strada, non \u00e8 cos\u00ec che vi arricchirete\u00bb. A voi, che per la verit\u00e0 nei trenta anni precedenti vi siete arricchiti molto senza alcun bisogno dei loro consigli, ma che per motivi misteriosi coltivate da\u00a0 tempo un profondo complesso di inferiorit\u00e0, non sembra vero di avere l\u2019occasione per farvi spiegare dal\u00a0<em>Gotha<\/em>\u00a0della politica e della finanza internazionale che cosa \u00e8 meglio per voi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I vostri blasonati ospiti vi spiegano che l\u2019industria non \u00e8 la vostra vocazione produttiva, che dovete lasciarla fare a chi la sa e pu\u00f2 fare meglio. Potreste vivere di rendita grazie alle spiagge, ai musei e ai siti archeologici disseminati nel Paese, perch\u00e8 trascorrere le vostre vite in quelle officine grigie, dove si respira l\u2019odore acre delle vernici tossiche e dove la tenuta dei vostri timpani \u00e8 continuamente minacciata dallo sferragliare degli ingranaggi delle catene di montaggio? Tra i tanti generosi consigli che vi danno, i vostri ospiti vi dicono anche,\u00a0<em>en passant<\/em>, che non c\u2019\u00e8 motivo di avere tanti dipendenti pubblici. Che dovete fare con tutto questo apparato capillare di fornitura di servizi disseminato sul territorio? Non ne avete alcun bisogno. Il paesaggio e le bellezze artistiche sono i vostri giacimenti di petrolio, baster\u00e0 \u00abmetterli a valore\u00bb per garantirvi la pensione. Qualcuno, un po\u2019 spaventato, propone qualche timida obiezione. \u00abMa l\u2019assistenza sanitaria? E il trasporto pubblico?\u00bb Ma i vostri ospiti sanno come rassicurarvi. Dai, non preoccupatevi, avrete tanti di quei soldi che potrete curarvi nelle migliori cliniche private svizzere e potrete andare tutti in giro in Mercedes. Smettetela di immaginare il vostro futuro come una monotona\u00a0<em>routine<\/em>\u00a0scandita dal salire e scendere dagli autobus, dal timbrare il cartellino in fabbrica o dall\u2019accumularsi di pratiche inevase sulla scrivania del vostro ufficio. Sarete\u00a0<em>imprenditori del tempo libero<\/em>, farete una vita pi\u00f9 dinamica e pi\u00f9 gratificante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Immaginate che finiscano per convincervi e che quindi, nei trenta anni seguenti, il vostro Paese venga attraversato da un processo di radicale riconversione strutturale. Immaginate che smantellare l\u2019industria, tagliare il settore pubblico e riallocare le risorse liberate nel settore turistico diventino le parole d\u2019ordine di imprenditori, banchieri, politici e giornalisti. Che i proprietari di immobili nelle citt\u00e0 d\u2019arte e nei borghi medievali li ristrutturino per farne B &amp; B e vadano ad abitare in provincia. Che una folla di dipendenti pubblici alle porte della pensione spenda qualche migliaio di euro per dare una sistematina al casolare in collina ereditato dal nonno contadino e farne un agriturismo o una\u00a0<em>Country House<\/em>. Che qualcuno si licenzi dalla fabbrica in cui lavora e investa la liquidazione per mettere su uno stabilimento balneare, che qualcun altro venda la propria piccola ma redditizia industria per investire in un ristorante o in un albergo in una\u00a0<em>location<\/em>\u00a0dotata di una certa attrattivit\u00e0 turistica. Insomma, immaginate che nel giro di una ventina d\u2019anni gran parte delle energie imprenditoriali, delle forze di lavoro e degli immobili venga spostata dall\u2019industria e dal settore pubblico alle attivit\u00e0 della cosiddetta \u201cfiliera turistica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se adesso aprite gli occhi e vi guardate intorno, vedrete davanti a voi il risultato di quell\u2019imponente sforzo di riallocazione produttiva. Se avete la sensazione che non assomigli molto al quadretto idilliaco che i vostri \u201cconsulenti\u201d avevano tratteggiato trenta anni prima, sinceramente farei fatica a darvi torto. S\u00ec, certo, i musei e i siti archeologici sono stracolmi, nelle citt\u00e0 d\u2019arte \u00e8 difficile trovare un buco per passarci la notte, per\u00f2 l\u2019occupazione si \u00e8 ridotta, il lavoro \u00e8 precario e sottopagato, la pensione \u00e8 una chimera, i trasporti pubblici si sono estinti, dell\u2019assistenza sanitaria meglio non parlare. La sensazione diffusa \u00e8 che qualcosa sia andato storto. Come mai?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0Beh, la verit\u00e0 \u00e8 che non c\u2019erano motivi seri per credere che le cose potessero andare diversamente. Non esiste infatti un solo Paese al mondo che abbia ottenuto un aumento significativo della ricchezza della propria comunit\u00e0 smantellando l\u2019industria e investendo in musei, siti archeologici e spiagge. Quel quadretto idiliaco era stato dipinto volando sulle ali della pi\u00f9 pura immaginazione, senza il riscontro n\u00e8 di una regolarit\u00e0 storica, n\u00e8 di qualche \u2013 magari anche singolare \u2013 esperimento di successo. Avete rivoltato il Paese come un calzino solo sulla base del consiglio di presunti \u201cesperti\u201d, senza lo straccio di un precedente e senza lasciare alcuno spazio alle (poche) voci scettiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La verit\u00e0 \u00e8 che ci sono ragioni profonde se i Paesi che si specializzano nelle attivit\u00e0 della filiera turistica ottengono in genere\u00a0<em>performance<\/em>\u00a0economiche non brillantissime, ragioni che hanno a che fare proprio con le peculiarit\u00e0 intrinseche di quel settore produttivo. Per chiarire la questione, pu\u00f2 essere utile mettere a fuoco gli aspetti principali che differenziano il settore turistico dall\u2019industria, settore che storicamente ha fatto da catalizzatore di tutte le pi\u00f9 significative esperienze di sviluppo economico. La caratteristica che distingue pi\u00f9 profondamente le attivit\u00e0 manifatturiere dalle attivit\u00e0 della filiera turistica \u00e8 l\u2019andamento dei costi medi di produzione delle merci al variare della scala di produzione. Le attivit\u00e0 manifatturiere sono caratterizzate da quelli che gli economisti chiamano\u00a0<em>rendimenti crescenti di scala<\/em>: in parole semplici, all\u2019aumentare della scala di produzione tende a ridursi il costo di produrre unit\u00e0 addizionali di merci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le cause di questo fenomeno sono variegate: in primo luogo, l\u2019aumento della scala di produzione consente di ripartire i costi degli impianti (che, di solito, nel settore manifatturiero sono di dimensioni ingenti) su un numero via via maggiore di prodotti, e quindi ne riduce l\u2019incidenza su ogni singola unit\u00e0 di merce; in secondo luogo, con l\u2019aumento della scala di produzione, aumenta la convenienza ad approfondire la divisione del lavoro\u00a0<em>interna<\/em>\u00a0alla singola unit\u00e0 produttiva e\u00a0<em>tra<\/em>\u00a0le diverse unit\u00e0 produttive, consentendo significativi incrementi della produttivit\u00e0 del lavoro (<em>effetto Smith<\/em>); in terzo luogo, con l\u2019aumento della scala di produzione, aumenta la frequenza con cui un\u2019impresa \u00e8 costretta a confrontarsi con problemi di natura tecnica o organizzativa, e quindi maggiore \u00e8 lo stimolo alla ricerca di soluzioni innovative a quei problemi (<em>learning by doing<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il cumularsi di questi fenomenidetermina una sistematica tendenza dei costi unitari a ridursi con la crescita della produzione, dando vita a molteplici dinamiche virtuose. In primo luogo, le unit\u00e0 produttive che godono di questo vantaggio, possono competere aggressivamente sui mercati e conquistarne quote di dimensione via via maggiore. A sua volta, l\u2019aumento dei volumi di produzione reso possibile dai successi competitivi contribuisce a comprimere ulteriormente i costi unitari, consentendo ulteriori aumenti delle quote di mercato. Inoltre, l\u2019aumento della produttivit\u00e0 permette alle imprese di concedere aumenti dei salari senza dover comprimere i propri margini di profitto, il che garantisce anche ad altri settori produttivi di poter contare su una domanda di merci sistematicamente crescente. Le connessioni virtuose tra le imprese si infittiscono, permettendo ulteriori aumenti di produttivit\u00e0, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In sintesi, l\u2019elemento caratterizzante questo processo \u00e8 il fatto che la crescita dimensionale dell\u2019industria non la porti mai ad incontrare il limite della scarsit\u00e0 di risorse. Al contrario, la crescita dimensionale crea continuamente nuovi serbatoi di risorse a cui attingere, e quindi amplia\u00a0 continuamente le possibilit\u00e0 di espansione. Purtroppo, questa caratteristica virtuosa \u00e8 invece assente nelle attivit\u00e0 della cosiddetta filiera turistica. In questo settore di attivit\u00e0, al contrario, la produzione \u00e8 tipicamente caratterizzata da\u00a0<em>rendimenti decrescenti di scala<\/em>: in parole semplici, la crescita della scala di produzione si traduce, presto o tardi, in ostacoli ad ulteriori espansioni. Questa peculiarit\u00e0 dipende fondamentalmente dall\u2019esistenza di vincoli ineludibili alla disponibilit\u00e0 di risorse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Facciamo un esempio banale. Immaginiamo che il Comune di Ravello disponga di una recettivit\u00e0 turistica corrispondente a 500 posti. Se un giorno 500 turisti desiderano recarsi in visita ai giardini della deliziosa cittadina della costiera amalfitana, si pu\u00f2 quindi essere ragionevolmente fiduciosi nel fatto che tutti costoro troveranno una camera per pernottarvi e un ristorante dove mangiare un boccone. Ma adesso immaginiamo che, il giorno successivo, a voler visitare Ravello siano non pi\u00f9 500, bens\u00ec 800 turisti: ebbene, 300 di loro non troveranno strutture di accoglienza in loco e saranno costretti a pernottare e cenare a Tramonti, separata da Ravello da 15 km di terribili tornanti. E se qualche settimana dopo, grazie al passaparola tra i visitatori ammaliati dalla bellezza del luogo, i turisti desiderosi di visitare Ravello diventano 1000, 200 di loro non troveranno un posto per pernottare e mangiare nemmeno a Tramonti, e\u00a0 dovranno fare base magari a S.Egidio del Monte Albino, separato da Ravello da addirittura 22 km di terribili tornanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, immaginiamo che, per pernottare e mangiare a Ravello, un turista sia disposto a spendere anche 200 \u20ac. Tuttavia, \u00e8 difficile pensare che sia disposto ad acquistare per lo stesso prezzo un analogo \u201cpacchetto\u201d a Tramonti o a S.Egidio. Se \u00e8 un turista\u00a0<em>razionale<\/em>, come postulano i manuali ortodossi di economia, computer\u00e0 come costi addizionali il tempo di percorrenza dal luogo del pernottamento alla\u00a0<em>location<\/em>\u00a0di destinazione, la minore attrattivit\u00e0 del centro in cui passer\u00e0 la notte (pochi ristoranti, niente gelaterie e vinerie, meno occasioni di socializzazione), il mal di stomaco che presumibilmente i tornanti in autobus gli lasceranno in eredit\u00e0 per il resto della giornata, e probabilmente trover\u00e0 soddisfacente il saldo benefici\/costi solo a condizione che gli venga offerta la possibilit\u00e0 di pernottare e mangiare a prezzi inferiori a quelli di Ravello (ad esempio 150 \u20ac a Tramonti e\u00a0 100 \u20ac a S.Egidio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo risultato getta una luce assai inquietante sulle prospettive dei Paesi (o delle regioni) che si specializzano nelle attivit\u00e0 della filiera turistica. Infatti, una implicazione rilevante delle considerazioni proposte \u00e8 che, quando il settore turistico cerca di espandere la propria scala di attivit\u00e0, il prezzo dei servizi venduti deve progressivamente ridursi. Ma allora la crescita del settore sar\u00e0 possibile solo a condizione che i lavoratori impiegati nelle aree limitrofe ai poli d\u2019attrazione pi\u00f9 importanti siano disposti a lavorare per salari tanto pi\u00f9 bassi di quelli dei lavoratori impiegati nella\u00a0<em>location<\/em>\u00a0centrale della filiera quanto maggiore la distanza tra le due\u00a0<em>location<\/em>. E poich\u00e8 \u00e8 probabile che i lavoratori siano razionali pi\u00f9 o meno come i turisti, si pu\u00f2 facilmente congetturare che \u2013 piuttosto che guadagnare a S.Egidio la met\u00e0 del salario dei lavoratori di Ravello \u2013 essi cercheranno di spostarsi sulla localizzazione centrale della filiera, generando una pressione concorrenziale che congiurer\u00e0 a comprimere i salari anche a Ravello. In pillole, il modello di crescita via turismo \u00e8 sostenibile solo se combinato con una robusta deflazione salariale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste considerazioni spiegano un sacco di cose della storia recente del vostro Paese. Ad esempio, spiegano perfettamente perch\u00e8 un istituto come il Reddito di Cittadinanza abbia incontrato una resistenza ostinata da parte della gran parte dei partiti politici presenti in parlamento. Tale strumento offre infatti ai lavoratori la possibilit\u00e0 di sottrarsi al tritacarne del lavoro sottopagato, precario e privo di dritti che \u00e8 l\u2019altra faccia del modello di crescita basato sulla specializzazione nella filiera turistica (ricordate i titoli dei quotidiani? \u00abNon si trovano bagnini e camerieri\u00bb). Il Reddito di Cittadinanza era, di fatto, un bastone infilato tra i raggi della ruota di questo meccanismo. E un ceto politico che non \u00e8 capace (o non ha voglia) di mettere in discussione quel modello di sviluppo, non pu\u00f2 evidentemente far altro che sforzarsi di rimuovere le peculiarit\u00e0 istituzionali che sono di ostacolo al suo funzionamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualcuno obietta che i vincoli che stanno conducendo la vicenda del vostro Paese verso questo triste epilogo potrebbero facilmente essere rimossi \u00abse aumentaste la dotazione di infrastrutture recettive nelle aree pi\u00f9 interessate dalla presenza turistica\u00bb. Non so. Io penso che, nel trentennio appena trascorso, il vostro Paese abbia fatto un investimento imponente in tal senso, e credo anche che abbia raggiunto un limite oltre il quale \u00e8 difficile andare senza rischiare di perdere il \u201cvantaggio comparato\u201d di cui gode. Il turismo \u00e8 una faccenda complessa. La gente vuole andare a Ravello (o ad Assisi, a Siena, a Noto) perch\u00e8 cerca la bellezza. Ovviamente, sappiamo tutti che la bellezza \u00e8 un concetto sfuggente, e che la percezione della bellezza \u00e8 molto mutevole con il passare del tempo e con il modificarsi degli umori culturali. Ciononostante, trovo difficile credere che, se riempi il borgo di Ravello di quelle sequenze di poliedri di cemento che chiamiamo alberghi, il paesaggio conservi la potenza suggestiva che ha ispirato a Wagner il suo\u00a0<em>Parsifal<\/em>. Cos\u00ec come trovo difficile credere che, se nascondi la imponente scogliera che fiancheggia le spiagge di Palinuro con una fila ininterrotta di stabilimenti balneari e ombrelloni, quelle spiagge continuino ad evocare nell\u2019immaginario del turista l\u2019avventuroso viaggio di Odisseo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Purtroppo il turismo non \u00e8 una scorciatoia sulla strada della crescita, ma pi\u00f9 probabilmente un vicolo cieco. Se i Paesi leader dell\u2019industria continentale vi hanno consigliato di percorrerla, \u00e8 perch\u00e8 pensavano di prendere due piccioni con una fava: da un lato, disarticolare il vostro tessuto di imprese manifatturiere, togliendosi cos\u00ec dalle scatole degli scomodi concorrenti per il dominio dei mercati dei prodotti industriali; dall\u2019altro, fare del vostro Paese un gradevole \u201cparco dei divertimenti\u201d dove trascorrere i propri momenti di relax. Ovviamente senza di voi, che con i vostri salari da Paese \u201cturistico\u201d non potrete pi\u00f9 permettervelo, e che sarete costretti a dirigervi altrove (Grecia, Montenegro, Albania), dove il lavoro \u00e8 ancora pi\u00f9 sfruttato che qui e, conseguentemente, i prezzi pi\u00f9 bassi.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/10\/02\/le-spiacevoli-implicazioni-della-crescita-trainata-dal-turismo\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/10\/02\/le-spiacevoli-implicazioni-della-crescita-trainata-dal-turismo\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (di Salvatore D&#8217;Acunto) Immaginate di vivere in un Paese dotato di una robusta struttura industriale. Senza esagerare con l\u2019immaginazione, niente di fantascientifico. Non stiamo parlando di giganti della moderna tecnologia come NASA, Apple o Google, n\u00e9 di aziende in grado di realizzare fatturati multimiliardari. 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