{"id":81754,"date":"2023-10-05T09:07:25","date_gmt":"2023-10-05T07:07:25","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81754"},"modified":"2023-10-03T09:11:53","modified_gmt":"2023-10-03T07:11:53","slug":"perche-ai-capitalisti-non-piace-piu-il-green","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81754","title":{"rendered":"Perch\u00e9 ai capitalisti non piace pi\u00f9 il green"},"content":{"rendered":"<p><strong>di IL MANIFESTO (Emiliano Brancaccio)<\/strong><\/p>\n<div class=\"PostSummary_PostSummary__hi6E0\"><em>TRANSIZIONE ECOLOGICA.\u00a0Nei grandi circoli della finanza capitalistica, a quanto pare, la transizione ecologica non sembra pi\u00f9 raccogliere i consensi di un tempo. Tra i grandi proprietari cresce la fazione che contesta [\u2026]<\/em><\/div>\n<div class=\"Divider_Divider__pTEBR\"><\/div>\n<div class=\"container\">\n<div class=\"justify-content-md-center position-relative row\">\n<div class=\"p-0 col-lg-1\">\n<div class=\"PostFloatingBar_PostFloatingBarContainer__Xfjg2 sticky-top\">\n<div class=\"PostFloatingBar_PostFloatingBar__i1d3i PostFloatingBar_paddingTop__lihVd \"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"col-lg-10\">\n<div>\n<div class=\"ArticleBody\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nei grandi circoli della finanza capitalistica, a quanto pare, la transizione ecologica non sembra pi\u00f9 raccogliere i consensi di un tempo. Tra i grandi proprietari cresce la fazione che contesta l\u2019eccessiva rigidit\u00e0 delle misure necessarie a ridurre le emissioni inquinanti. L\u2019idea che ora va di moda \u00e8 che la transizione \u201cgreen\u201d \u00e8 troppo veloce e che l\u2019aumento dei costi di produzione rischia di diventare insostenibile.<\/p>\n<p>Il cambio di orientamento ai vertici del potere si avverte un po\u2019 ovunque nel mondo. Attuale capofila \u00e8 il premier britannico conservatore Rishi Sunak, che ha messo in discussione non solo il ritmo di abbattimento delle emissioni ma anche gli obiettivi di eco-compatibilit\u00e0 fino ad oggi vigenti nel Regno Unito.<\/p>\n<p>Ma anche nel nostro paese si avvertono riverberi della nuova tendenza. Al recente Italian Energy Summit del\u00a0<em>Sole 24 Ore<\/em>, l\u2019amministratore delegato di Eni \u00e8 intervenuto sulla nuova \u201cdottrina\u201d di Sunak sostenendo l\u2019esigenza di ridimensionare gli obiettivi europei della transizione verde, e possibilmente di adattarli alle specifiche caratteristiche di ciascun paese. Un adattamento al ribasso, ovviamente.<\/p>\n<p>Questi nuovi venti di \u00abcapitalismo anti-ecologico\u00bb sembrano esser diventati dominanti anche nella topica vicenda dell\u2019Ex Ilva di Taranto. L\u2019idea della ricapitalizzazione da parte dello Stato, per portare avanti la riconversione ecologica dell\u2019impianto e la bonifica del territorio, appare ormai sconfitta. Il governo Meloni non ha nessuna voglia di mettere altri soldi pubblici sul progetto di acciaieria \u00abverde\u00bb, e si para affermando che i contribuenti non capirebbero. Il risultato \u00e8 che la linea dell\u2019azionista privato Arcelor Mittal non ha pi\u00f9 rivali e diventa l\u2019unica in campo: fregarsene dell\u2019impatto ambientale e continuare a produrre con gli attuali altiforni a un ritmo decrescente, finch\u00e9 non si sar\u00e0 spremuta l\u2019ultima goccia di profitto e l\u2019impianto potr\u00e0 esser lasciato al suo destino di rudere della sovrapproduzione mondiale.<\/p>\n<p>Ma, per quale ragione la fazione anti-ecologista del capitale sta riguadagnando posizioni un po\u2019 ovunque rispetto a quella pi\u00f9 ammiccante verso i temi dell\u2019ambientalismo? La risposta \u00e8 agevole quanto amara. I capitalisti nemici dell\u2019ambiente stanno pescando consensi in una classe lavoratrice frammentata e gi\u00e0 martoriata dall\u2019inflazione, che magari condivide pure gli allarmi sul cambiamento climatico ma che ci\u00f2 nonostante appare sempre pi\u00f9 insofferente verso i costi della transizione ecologica. Con qualche ragione, a ben vedere. Uno dei pi\u00f9 gravi difetti delle politiche ambientali di questi anni \u00e8 che spesso queste sono state finanziate con aumenti tariffari uguali per tutti indipendentemente dai redditi, con imposte di tipo regressivo, e con eliminazioni dai listini dei prodotti tradizionali pi\u00f9 a buon mercato. Insomma, con misure a carico dei pi\u00f9 poveri. Una vera beffa, considerato che i consumi a pi\u00f9 alta emissione di inquinanti sono quelli di lusso.<\/p>\n<p>In questo scenario, c\u2019\u00e8 il rischio concreto che nei circoli dell\u2019alta finanza la questione ecologica perda il suo glamour. In quegli ambienti, la linea che \u00e8 stata di Trump e che oggi \u00e8 di Sunak potrebbe diventare sempre pi\u00f9 rispettabile. E faremmo male a stupirci se prossimamente, a Davos, venisse persino invitato qualche negazionista del cambiamento climatico al posto di Greta Thunberg.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 qualche insegnamento che si pu\u00f2 trarre da questa evidente fase di crisi delle politiche ecologiste? Uno di essi, piuttosto ovvio, \u00e8 che la transizione ecologica pu\u00f2 trovare il consenso delle masse solo se i suoi costi sociali vengono fatti ricadere non pi\u00f9 sui salari ma sui profitti e sulle rendite. In altre parole, ci vorrebbe quella che potremmo definire una \u00ablegge di caduta ecologica del saggio di profitto\u00bb. Una caduta capace di anticipare il rischio di catastrofe climatica.<\/p>\n<p>Ci potremo arrivare con il libero mercato, come i circoli del capitalismo ecologista talvolta amano suggerire? Con buona pace delle fantasiose storielle sui benefici della cosiddetta \u00abfinanza verde\u00bb, la risposta \u00e8 negativa. Per quanto turbi gli animi dei ricchi, ecologisti o meno che siano, la soluzione potr\u00e0 essere una soltanto: una versione, inedita e innovativa, di piano collettivo.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/perche-ai-capitalisti-non-piace-piu-il-green\">https:\/\/ilmanifesto.it\/perche-ai-capitalisti-non-piace-piu-il-green<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL MANIFESTO (Emiliano Brancaccio) TRANSIZIONE ECOLOGICA.\u00a0Nei grandi circoli della finanza capitalistica, a quanto pare, la transizione ecologica non sembra pi\u00f9 raccogliere i consensi di un tempo. Tra i grandi proprietari cresce la fazione che contesta [\u2026] &nbsp; &nbsp; Nei grandi circoli della finanza capitalistica, a quanto pare, la transizione ecologica non sembra pi\u00f9 raccogliere i consensi di un tempo. 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