{"id":81757,"date":"2023-10-05T08:14:56","date_gmt":"2023-10-05T06:14:56","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81757"},"modified":"2023-10-03T09:24:31","modified_gmt":"2023-10-03T07:24:31","slug":"baku-e-i-balcani-un-legame-controverso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81757","title":{"rendered":"Baku e i Balcani, un legame controverso"},"content":{"rendered":"<p><strong>di OSSERVATORIO CAUCASO E BALCANI (Hamdi F\u0131rat B\u00fcy\u00fck,\u00a0\u00a0Sa\u0161a Dragojlo,\u00a0\u00a0Edit Inotai,\u00a0\u00a0Samir Kajo\u0161evi\u0107,\u00a0\u00a0Madalin Necsutu,\u00a0\u00a0Fjori Sinoruka,\u00a0\u00a0Eleni Stamatoukou,\u00a0\u00a0Vuk Teslija)<\/strong><\/p>\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" title=\"La costruzione del gasdotto TAP in Grecia - \u00a9 Ververidis Vasilis\/Shuterstock\" src=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/var\/obc\/storage\/images\/articoli-da-pubblicare-2\/baku-e-i-balcani-un-legame-controverso-227332\/2183637-3-ita-IT\/Baku-e-i-Balcani-un-legame-controverso.jpg\" alt=\"La costruzione del gasdotto TAP in Grecia - \u00a9 Ververidis Vasilis\/Shuterstock\" \/><\/p>\n<div class=\"caption\">\n<p>La costruzione del gasdotto TAP in Grecia &#8211; \u00a9 Ververidis Vasilis\/Shuterstock<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><em>Gas, energia, ma anche infrastrutture e relazioni culturali. Per l&#8217;Azerbaijan i Balcani sono diventati negli ultimi anni una regione sempre pi\u00f9 importante per investimenti economici e di politica estera, una vera e propria porta verso l&#8217;Europa. Una relazione, per\u00f2, non esente da numerosi elementi controversi<\/em><\/p>\n<div><\/div>\n<p><em>(Originariamente pubblicato da\u00a0<a title=\"Link a BIRN\" href=\"https:\/\/balkaninsight.com\/2023\/09\/13\/baku-and-the-balkans-azerbaijans-growing-influence-built-on-gas\/\">BIRN<\/a>, il 13 settembre 2023)<\/em><\/p>\n<p>Le sanzioni occidentali contro la Russia hanno aperto nuove opportunit\u00e0 in Europa per l\u2019Azerbaijan, ricco di risorse energetiche, e la strada passa dai Balcani.<\/p>\n<p>Dalle\u00a0<a title=\"Link a statue dell'ex presidente azero Heydar Aliyev\" href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Azerbaijan\/Heydar-Aliyev-tutte-le-statue-del-presidente\">statue dell&#8217;ex presidente azero Heydar Aliyev<\/a>\u00a0ai progetti infrastrutturali e agli accordi sul gas, l\u2019Azerbaijan per anni ha cercato di estendere la sua sfera di influenza in Europa centrale e sud-orientale. L\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina e le promesse dell\u2019Occidente di volersi liberare dal petrolio e dal gas russi hanno permesso a Baku di imporsi ulteriormente.<\/p>\n<p>Ad agosto, il presidente dell\u2019Azerbaijan Ilham Aliyev, figlio di Heydar, ha incontrato il suo omologo serbo, Aleksandar Vu\u010di\u0107, e quello turco, Recep Tayyip Erdo\u011fan. L\u2019incontro, a cui ha partecipato anche il leader serbo-bosniaco Milorad Dodik, \u00e8 stato ospitato dal primo ministro ungherese Viktor Orb\u00e1n ed \u00e8 culminato con la firma di un nuovo accordo energetico che, a partire dai prossimi mesi, dovrebbe portare fino ad un miliardo di metri cubi di gas azero in Ungheria passando per la Turchia e i Balcani.<\/p>\n<p>Zaur Shiriyev, analista dell\u2019International Crisis Group (ICG) ed esperto delle vicende del Caucaso meridionale, attualmente residente a Baku, spiega che i Balcani vengono percepiti come \u201cuna regione critica\u201d nell\u2019ambito della politica estera azera dal 2013 quando, tra due progetti per portare il gas azero in Europa, il Trans Adriatic Pipeline e il Nabucco, Baku aveva optato per il primo.<\/p>\n<p>\u201cNello scegliere il TAP anzich\u00e9 una versione pi\u00f9 ambiziosa del progetto Nabucco, pensata per trasportare quantit\u00e0 di gas maggiori, l\u2019Azerbaijan era guidato da tre obiettivi\u201d, afferma l\u2019analista.<\/p>\n<p>\u201cPrimo, imporsi come un fornitore a lungo termine nei Balcani dove il consumo \u00e8 inferiore [rispetto ai paesi coinvolti dal progetto Nabucco] \u2013 minori volumi di esportazioni dovrebbero permettere all\u2019Azerbaijan di diventare il principale fornitore nella regione. Secondo, grazie allo sviluppo di nuovi giacimenti di gas azerbaijano, il paese potr\u00e0 rimanere un fornitore a lungo termine senza dover cercare ulteriori fonti di approvvigionamento, come invece sarebbe stato necessario se fosse stato scelto il Nabucco. Terzo, questa strategia permette all\u2019Azerbaijan di competere efficacemente con la Russia nei Balcani\u201d, spiega Shiriyev.<\/p>\n<p>L\u2019analista poi precisa che \u201cdopo l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina nel febbraio 2022 l\u2019Azerbaijan ha trovato nuove strade per aumentare le esportazioni di gas verso altri paesi della regione grazie alla costruzione di interconnettori potenziati, finanziati dai paesi UE mossi dal desiderio di ridurre la propria dipendenza dal gas russo\u201d.<\/p>\n<h3>Cercando di sostituire la Russia<\/h3>\n<p>Da quando il gas russo \u00e8 diventato poco apprezzato, molti paesi dell\u2019Europa centrale e sudorientale hanno visto in Azerbaijan una soluzione alternativa. Albania, Bulgaria, Croazia, Ungheria, Romania, Serbia e Slovacchia hanno sottoscritto con Baku diversi memorandum di intesa per la fornitura di gas naturale.<\/p>\n<p>Operativo dal 2020, il TAP trasporta dieci miliardi di metri cubi di gas azero all\u2019anno dal Mar Caspio verso l\u2019Europa attraverso la Grecia, l\u2019Italia e il Mare Adriatico fino all\u2019Italia.<\/p>\n<p>I paesi dei Balcani non sono gli unici ad essersi dimostrati interessati a collaborare con l\u2019Azerbaijan. Nel 2022 l\u2019UE ha firmato un accordo con Baku per raddoppiare le importazioni di gas e raggiungere 20 miliardi di metri cubi all\u2019anno entro il 2027. Nel 2023 le forniture di gas azero dovrebbero raggiungere 11,6 miliardi di metri cubi (segnando un notevole aumento rispetto al 2021 quando ammontavano a 8,4 miliardi).<\/p>\n<p>Inoltre, alla fine del 2022 l\u2019Azerbaijan ha firmato un accordo con la Georgia, la Romania e l\u2019Ungheria per la realizzazione di un cavo sottomarino attraverso il Mar Nero per fornire energia elettrica all\u2019UE. Il progetto dovrebbe essere portato a termine entro il 2029.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019analista politico romeno Mihail Isac, da quando l\u2019Azerbaijan ha preso il controllo di alcune parti del territorio conteso [con l\u2019Armenia] durante la guerra del Nagorno Karabakh del 2020, le autorit\u00e0 di Baku e la famiglia Aliyev \u201csi sono sforzati di presentarsi come alleati affidabili dell\u2019UE capaci di fornire quelle risorse energetiche che possono aiutare l\u2019UE a sfuggire al ricatto russo\u201d.<\/p>\n<h3>Non si tratta per\u00f2 solo di gas<\/h3>\n<p>Per fare un esempio, gli stretti rapporti tra Bucarest e Baku affondano le loro radici nel 2009 quando la Romania era diventata il primo stato membro dell\u2019UE a sottoscrivere un accordo di partenariato strategico con l\u2019Azerbaijan in materia di energia, commercio, trasporti, digitalizzazione, agricoltura, istruzione e cultura. Inoltre, Bucarest \u00e8 considerata un punto di contatto chiave tra Baku e la Nato.<\/p>\n<p>La compagnia statale petrolifera azera (SOCAR) gestisce oltre settanta stazioni di servizio in Romania, la prima delle quali fu aperta nel 2011. In ambito culturale, invece, a predominare \u00e8 la Fondazione Heydar Aliyev, impegnata nel promuovere la costruzione di monumenti dedicati all\u2019ex presidente dell\u2019Azerbaijan (in carica dal 1993 al 2003), noto per il suo modo di governare autocratico.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Azerbaijan non vuole essere mero fornitore di energia, si sforza tra l\u2019altro di diventare anche parte integrante dei corridoi che collegano l\u2019Asia centrale all\u2019Europa\u201d, afferma Zaur Shiriyev, precisando che \u201cpur considerando l\u2019approvvigionamento di gas una questione di grande rilevanza, l\u2019Azerbaijan \u00e8 focalizzato anche sulla realizzazione del cosiddetto Middle Corridor che collegher\u00e0 l\u2019Asia centrale e l\u2019Europa attraverso i Balcani\u201d.<\/p>\n<p>Shiriyev sottolinea inoltre che l\u2019Azerbaijan percepisce i paesi dei Balcani \u2013 a prescindere dal fatto che appartengano o meno all\u2019UE \u2013 come uno spazio a cui estendere la propria sfera di influenza, pertanto si aspetta da questi paesi che si allineino alla posizione di Baku su tutta una serie di questioni sia a livello internazionale che a livello dell\u2019UE.<\/p>\n<h3>Statue e resort di lusso<\/h3>\n<p>Secondo Shiriyev, i progetti di restauro, l\u2019inaugurazione di centri culturali e numerose donazioni hanno funto da pietra angolare della strategia su cui l\u2019Azerbaijan ha basato il suo rapporto con i Balcani.<\/p>\n<p>\u201cPer quanto riguarda la sua politica verso i Balcani, Baku non vuole essere percepita come un soggetto focalizzato esclusivamente sull\u2019energia\u201d, spiega l\u2019analista. \u201cLa prospettiva di Baku abbraccia anche la difesa, la cultura e le relazioni politiche con i paesi della regione\u201d.<\/p>\n<p>Nel novembre del 2011 a Podgorica, in Montenegro, fu inaugurato un centro culturale ed economico azerbaijano. Ad attrarre maggiori investimenti azeri furono per\u00f2 il settore turistico e quello bancario.<\/p>\n<p>Nel 2014 la SOCAR, insieme ad una delle aziende da essa controllate, Azmont Investments, avvi\u00f2 un progetto di trasformazione di un\u2019ex base navale nei pressi di Herceg Novi in un resort di lusso e un porto turistico. Il complesso, costato 700 milioni di euro, fu inaugurato nel 2019. In quell\u2019anno gli scambi commerciali tra i due paesi raggiunsero 190 milioni di euro.<\/p>\n<p>Baku attir\u00f2 per la prima volta l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica serba nel 2011, quando l\u2019allora presidente della Serbia Boris Tadi\u0107 inaugur\u00f2 una statua di Heydar Aliyev nel parco di Ta\u0161majdan a Belgrado. Il monumento fu realizzato grazie ad un contributo dell\u2019Azerbaijan che sostenne finanziariamente anche la ristrutturazione della moschea Bajrakli a Belgrado e della chiesa di Sveta Petka a Novi Sad.<\/p>\n<p>Nell&#8217;aprile di quest&#8217;anno, diciotto aziende azere e venti aziende serbe hanno partecipato ad un business forum tenutosi a Belgrado. Si \u00e8 parlato anche di una possibile cooperazione in diversi ambiti, dall\u2019industria farmaceutica a quella agroalimentare, dai trasporti all&#8217;energia.<\/p>\n<p>In Croazia, l\u2019Azerbaijan investe principalmente nell\u2019ingegneria e nella costruzione navale, ma anche nelle telecomunicazioni, nell\u2019industria farmaceutica e nel turismo. Recentemente, il governo di Zagabria si \u00e8 detto interessato a rafforzare la cooperazione con Baku anche in altri settori, quali energia, trasporti, informatica e agricoltura.<\/p>\n<p>Nel 2019 il valore delle importazioni di petrolio azero da parte della Croazia \u00e8 raddoppiato, superando 400 milioni di dollari.<\/p>\n<h3>Parallelismi tra conflitti<\/h3>\n<p>Un altro vantaggio che l\u2019Azerbaijan spera di trarre dal rafforzamento delle relazioni con i paesi dei Balcani \u00e8 il sostegno di questi ultimi nelle controversie internazionali che vedono coinvolta Baku.<\/p>\n<p>Ad esempio, Baku tende a tracciare parallelismi tra il Kosovo, a maggioranza albanese, che si sottrasse al controllo serbo alla fine degli anni \u201990, e il Nagorno Karabakh, abitato principalmente da armeni, che si separ\u00f2 dall\u2019Azerbaijan durante la guerra dei primi anni \u201990.<\/p>\n<p>L\u2019Azerbaijan ritiene che le vicende dei Balcani, e il modo in cui le principali potenze mondiali reagiscono a queste vicende, spesso abbiano forti ricadute sul Caucaso.<\/p>\n<p>\u201cEcco perch\u00e9 l\u2019Azerbaijan sostiene la Serbia a livello internazionali\u201d, afferma Vuk Vuksanovi\u0107, ricercatore senior presso il Centro per la politica di sicurezza di Belgrado (BCSP).<\/p>\n<p>Nel corso di un incontro con Aliyev tenutosi a Belgrado l\u2019anno scorso, il presidente serbo Aleksandar Vu\u010di\u0107 ha dichiarato che non c\u2019era alcuna possibilit\u00e0 che i due paesi potessero essere in disaccordo. &#8220;Sosteniamo l&#8217;integrit\u00e0 territoriale l&#8217;uno dell&#8217;altro e sono grato ad Aliyev per questo&#8221;, ha affermato Vu\u010di\u0107.<\/p>\n<p>Oltre al leale sostegno della Serbia, Aliyev conta anche sull\u2019appoggio dell\u2019Albania che, nel corso di un vertice tenutosi l\u2019anno scorso, aveva bloccato l\u2019adozione di una dichiarazione che condannava le azioni militari azerbaijane in Nagorno Karabakh.<\/p>\n<p>Poi a maggio di quest\u2019anno Tirana e Baku hanno firmato un memorandum d\u2019intesa sull\u2019ampliamento della tratta del gasdotto TAP che attraversa l\u2019Albania, nonch\u00e9 su altre questioni energetiche, tra cui la gassificazione della citt\u00e0 di Kor\u00e7a e la fornitura di gas naturale liquefatto azero attraverso il porto di Valona.<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo creato un dinamismo molto speciale nelle nostre relazioni bilaterali fondate sull\u2019amicizia e su un sostegno reciproco\u201d, ha dichiarato il presidente azerbaijano al termine di un recente incontro con il suo omologo albanese Bajram Begaj.<\/p>\n<p>L&#8217;interesse dimostrato dall\u2019Azerbaijan nei confronti della Serbia non \u00e8 privo di aspetti controversi.<\/p>\n<p>Nell&#8217;agosto dello scorso anno Baku e Belgrado hanno raggiunto un accordo che ha permesso alla Serbia di acquistare energia elettrica dall\u2019Azerbaijan a condizioni favorevoli. A tutt\u2019oggi per\u00f2 non sono ancora stati resi noti i prezzi stabiliti dall\u2019accordo.<\/p>\n<p>Tre mesi dopo, i due paesi hanno firmato sette accordi bilaterali e un memorandum sulla creazione di \u201cun consiglio per il partenariato strategico\u201d.<\/p>\n<p>Le aziende azerbaijane sono coinvolte anche nella costruzione di autostrade in Serbia. Nel 2012, sulla base di un accordo firmato tra i due paesi, alla compagnia azerbaijana Azvirt fu affidata la realizzazione di un tratto di un\u2019autostrada in Serbia finanziato con un prestito azerbaijano di 308 milioni di euro.<\/p>\n<p>Il progetto, parte integrante del Corridoio 11, fu caratterizzato da ritardi e polemiche sull\u2019ingaggio di oltre cento soggetti subappaltatori, comprese molte aziende legate al principale partito al potere in Serbia, il Partito progressista serbo (SNS).<\/p>\n<p>Nonostante tutte le controversie che accompagnarono questo progetto, qualche anno dopo, nel 2019, Azvirt riusc\u00ec ad aggiudicarsi un altro appalto in Serbia, nello specifico la costruzione di una strada di 77 km tra Ruma, \u0160abac e Loznica per un valore complessivo di 467,5 milioni di euro.<\/p>\n<p>Vuk Vuksanovi\u0107 spiega che la Serbia percepisce l&#8217;Azerbaijan come una fonte di risorse energetiche, ma anche di finanziamenti flessibili e opachi.<\/p>\n<p>\u201cQueste dinamiche sono particolarmente evidenti nel settore delle infrastrutture\u201d, afferma Vuksanovi\u0107 sottolineando che \u201cl\u2019Azerbaijan vede i Balcani come uno spazio a cui estendere la propria influenza politica investendo pochi soldi. Certo, questi progetti sono spesso poco trasparenti e possono aprire la strada a vari abusi.<\/p>\n<h3>La Turchia come un ponte verso i Balcani<\/h3>\n<p>Anche la Turchia e l\u2019Ungheria rivestono un ruolo fondamentale nella politica perseguita dall\u2019Azerbaijan in Europa centrale e sudorientale. Tutti e tre i paesi sono membri dell&#8217;Organizzazione degli Stati turchi e attualmente sono governati da regimi pi\u00f9 o meno autocratici.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Ungheria e l\u2019Azerbaijan sono due piccole economie, geograficamente lontane l\u2019una dall\u2019altra, quindi la loro cooperazione commerciale non ha alcuna rilevanza a livello macroeconomico\u201d, spiega Andr\u00e1s Gy\u00f6rgy De\u00e1k, ricercatore senior del Centro per l\u2019integrazione euroatlantica e la democrazia (CEID) con sede a Budapest. De\u00e1k sottolinea per\u00f2 che \u00e8 molto evidente perch\u00e9 Aliyev e Orb\u00e1n intrattengono un rapporto cos\u00ec amichevole<\/p>\n<p>\u201cNon essendo l\u2019Azerbaijan un paese membro dell\u2019UE, Orb\u00e1n vi ha trovato tutte le porte aperte\u201d, spiega il ricercatore, \u201cun paese dove si pu\u00f2 sempre concludere qualche piccolo affare, per poi presentarlo come un grande successo. Non vi \u00e8 alcun dubbio che l\u2019Azerbaijan \u00e8 un paese illiberale. Eppure gli azerbaijani agiscono con una notevole saggezza in campo diplomatico, mantenendo buoni rapporti sia con la Russia che con gli Stati Uniti e l\u2019UE&#8221;.<\/p>\n<p>Anche Zaur Shiriyev mette in luce alcune analogie tra gli stili di governo autocratici che muovono gli ingranaggi della cooperazione, con piccoli team uniti da interessi comuni, capaci di prendere decisioni rapide.<\/p>\n<p>\u201cVi \u00e8 una certa somiglianza nel modo di governare che suscita opinioni contrastanti\u201d, sostiene Shiriyev, \u201cmentre alcuni la considerano problematica, altri la vedono come una garanzia che i progetti non rimangano impantanati tra ritardi burocratici\u201d.<\/p>\n<p>Per Shiriyev, anche la Turchia funge da \u201ctramite\u201d tra l\u2019Azerbaijan e i Balcani. \u201cI rapporti culturali, storici e politici che legano la Turchia ai Balcani sono di lunga data, a differenza di quelli intrattenuti con l\u2019Azerbaijan. La Turchia riveste grande importanza per Baku, come parte integrante della strategia energetica azerbaijana nei Balcani, fungendo da ponte da cui passano tutti i collegamenti energetici\u201d.<\/p>\n<p>Sencer Gozubenli, esperto di Balcani presso l\u2019Accademia di \u00c5bo, in Finlandia, spiega che l\u2019UE, cercando di liberarsi dalla dipendenza dalle forniture russe, guarda all\u2019Azerbaijan, ricco di risorse energetiche, come ad \u201cuna buona alternativa\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Gozubenli, la guerra in Nagorno Karabakh ha danneggiato l\u2019immagine di Baku agli occhi dell\u2019Occidente, e ora l\u2019Azerbaijan cerca di utilizzare la Turchia e l\u2019Ungheria \u2013 quindi due paesi membri della Nato, uno dei quali fa anche parte dell\u2019UE \u2013 a proprio vantaggio.<\/p>\n<p>\u201cCerto, la Turchia e l\u2019Ungheria non lo fanno gratis\u201d, spiega l\u2019esperto, \u201c l\u2019Azerbaijan offre ad entrambi i paesi accordi energetici molto generosi, considerando che la Turchia funge da ponte verso i Balcani e l\u2019Ungheria verso l\u2019Europa centrale. Inoltre, le ricche aziende energetiche e infrastrutturali azerbaijane investono sempre pi\u00f9 in questi paesi\u201d.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Azerbaijan\/Baku-e-i-Balcani-un-legame-controverso-227332\">https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Azerbaijan\/Baku-e-i-Balcani-un-legame-controverso-227332<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OSSERVATORIO CAUCASO E BALCANI (Hamdi F\u0131rat B\u00fcy\u00fck,\u00a0\u00a0Sa\u0161a Dragojlo,\u00a0\u00a0Edit Inotai,\u00a0\u00a0Samir Kajo\u0161evi\u0107,\u00a0\u00a0Madalin Necsutu,\u00a0\u00a0Fjori Sinoruka,\u00a0\u00a0Eleni Stamatoukou,\u00a0\u00a0Vuk Teslija) La costruzione del gasdotto TAP in Grecia &#8211; \u00a9 Ververidis Vasilis\/Shuterstock Gas, energia, ma anche infrastrutture e relazioni culturali. Per l&#8217;Azerbaijan i Balcani sono diventati negli ultimi anni una regione sempre pi\u00f9 importante per investimenti economici e di politica estera, una vera e propria porta verso l&#8217;Europa. 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