{"id":81799,"date":"2023-10-05T10:01:36","date_gmt":"2023-10-05T08:01:36","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81799"},"modified":"2023-10-05T10:01:36","modified_gmt":"2023-10-05T08:01:36","slug":"lucraina-cambia-la-sua-guerra-ecco-come","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81799","title":{"rendered":"L&#8217;Ucraina cambia la sua guerra, ecco come"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LETTERA DA MOSCA (Pietro Pinter)<\/strong><\/p>\n<div class=\"featured-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/guerra.jpg\" alt=\"guerra\" width=\"800\" height=\"417\" \/><\/div>\n<div class=\"post-header\"><\/div>\n<div class=\"post-content\">\n<p>Negli ultimi giorni, Kiev \u00e8 stata investita da un vortice di delegazioni straniere di alto livello. All\u2019inizio della scorsa settimana, si \u00e8 tenuto un incontro tra le autorit\u00e0 ucraine ed esponenti delle <a href=\"https:\/\/www.politico.com\/news\/2023\/10\/02\/ukraine-looks-to-arm-itself-as-western-support-slips-00119528\">maggiori industrie belliche dei Paesi NATO, <\/a>soprattutto europei, con una presenza particolarmente importante di inglesi, francesi e cechi, con ministri della Difesa al seguito. Sull\u2019agenda, il ruolo futuro del complesso militare-industriale europeo nella guerra per procura. L\u2019orientamento che sembra essere emerso \u00e8 quello di nuove linee di produzione nella stessa Ucraina, <strong>facenti capo a compagnie europee<\/strong>, finanziate dai Governi e dall\u2019Unione Europea. Industrie come Reihnmetall, BAE Systems e Bayraktyar hanno espresso l\u2019intenzione di (o stanno gi\u00e0 lavorando per) aprire stabilimenti in Ucraina.<\/p>\n<p>La strategia ucraina \u00e8 chiara: in una guerra d\u2019attrito \u2013 che <a href=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/2023\/09\/15\/offensiva-ucraina-quel-che-ne-resta\/\">Kiev non \u00e8 riuscita a trasformare in una guerra di movimento, \u00a0<\/a>spendendo la migliore forza corazzata che i Paesi NATO hanno potuto assemblare per l\u2019occasione \u2013 tutto ci\u00f2 che conta \u00e8 la capacit\u00e0 (unita alla volont\u00e0) di sostenere il conflitto per un lungo periodo di tempo, maggiore rispetto a quello dell\u2019avversario. \u00c8 necessario un cambio di strategia, come sostiene a chiare lettere <a href=\"https:\/\/www.czpress.cz\/en\/the-economist\/\">la nuova copertina dell\u2019Economist<\/a>. Localizzare la produzione di armamenti tramite<em> joint-venture<\/em> rimedia a entrambi i problemi: fornisce un flusso continuo di materiale bellico (sono ormai di fatto esaurite le scorte che gli alleati non-USA possono e vogliono fornire) che non dipende dalla volont\u00e0 politica degli alleati, rendendo inoltre meno onerosa la logistica dalla fabbrica al fronte. Kiev, questo ormai \u00e8 evidente, non potr\u00e0 godere per tutta la durata del conflitto del livello di supporto dall\u2019estero ottenuto finora. L\u2019esaurimento delle scorte trasferibili senza eccessivi oneri e la \u201cfatica politica\u201d (in aumento per motivi diversi in America e in Europa) rendono<strong> imperativo per l\u2019Ucraina virare su una strategia pi\u00f9 autarchica<\/strong>: le consegne una tantum da parte di Paesi non coinvolti nel conflitto (come quella del Pakistan, <a href=\"https:\/\/theintercept.com\/2023\/09\/17\/pakistan-ukraine-arms-imf\/\">negoziata in cambio di un prestito del FMI<\/a>) possono essere considerate solo come un palliativo, in grado di tamponare i bisogni delle forze armate ucraine nel corso di un\u2019offensiva ma non in grado di cambiare il corso della guerra.<\/p>\n<p>Solo nell\u2019ultimo mese: la Polonia ha dichiarato di <a href=\"https:\/\/t.me\/letteradamosca\/16823\">non essere intenzionata a fornire nuovi aiuti militari<\/a> all\u2019Ucraina oltre a quelli precedentemente promessi; il capo dell\u2019aeronautica francese ha dichiarato che il suo Paese non \u00e8 pi\u00f9 in grado di fornire\u00a0sistemi d\u2019arma, subito imitato da <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20231003123453\/https:\/\/www.telegraph.co.uk\/world-news\/2023\/10\/02\/britain-run-out-of-arms- send-to-ukraine-says-military-chief\/\">un anonimo collega britannico sul Telegraph; <\/a>gli USA hanno varato un budget senza aiuti all\u2019Ucraina e <strong>i ministri degli esteri dell\u2019UE<\/strong> \u2013 incontratisi proprio a Kiev \u2013 non hanno trovato un accordo sul nuovo pacchetto di aiuti previsto dalla Commissione, sull\u2019onda della vittoria elettorale in Slovacchia dell\u2019ex premier Robert Fico, che minaccia di rendere ancora pi\u00f9 difficoltose le future delibere.<\/p>\n<p>Gli aiuti per l\u2019Ucraina non si fermeranno dall\u2019oggi al domani, senza dubbio saranno varati nuovi pacchetti su entrambe le sponde dell\u2019Atlantico, ma il Paese si prepara a contare sempre meno sui propri alleati (oltre a minacciarli di disordini nelle comunit\u00e0 ucraine all\u2019estero, e <a href=\"https:\/\/t.me\/letteradamosca\/16646\">ad umiliare in conferenza stampa<\/a> il suo principale sostenitore europeo, la Germania. Trasferire in casa la produzione di armamenti \u00e8 una decisione razionale e giustificata ma comporta anche grossi rischi per l\u2019Ucraina. Dipendere da stabilimenti raggiungibili dai proiettili delle forze armate russe implica <strong>un vantaggio per Mosca, che \u00e8 in grado di colpire il territorio ucraino pi\u00f9 in profondit\u00e0 e con pi\u00f9 volume di fuoco<\/strong> di quanto Kiev sia in grado di fare col territorio russo. Il progressivo <a href=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/2023\/05\/19\/ucraina-la-guerra-si-vince-nellaria\/\">decadimento del sistema antiaereo ucraino<\/a> \u2013 difficilmente riparabile con sistemi NATO o con la consegna di qualche decina di F-16 \u2013 ha reso possibile, dalla primavera scorsa, un massiccio impiego delle forze aerospaziali russe in funzione di bombardamento tattico e strategico, reso pi\u00f9 micidiale da un\u2019enorme scorta sovietica di bombe FAB-500 (e simili varianti) modernizzata con \u201ckit intelligenti\u201d prodotti a basso costo.<\/p>\n<p>Un volume di fuoco necessario per colpire fabbriche di armamenti rinforzate, estese e in parte anche sotterranee \u2013 un \u201cfelice\u201d lascito dell\u2019Unione Sovietica di cui l\u2019Ucraina \u00e8 sicuramente grata \u2013 come dimostrano i ripetuti attacchi nei mesi scorsi contro la fabbrica di carri armati di Kharkiv, che comunque non sono riusciti a bloccarne completamente le operazioni. Un volume di fuoco di cui l\u2019Ucraina invece non dispone: nonostante si sia dimostrata in grado di colpire ripetutamente obiettivi sensibili russi (il pi\u00f9 eclatante dei quali l\u2019aeroporto di Engels, base dei bombardieri strategici Tupolev a centinaia di chilometri dal confine ucraino) una reale, costante, minaccia al complesso militare-industriale russo, <strong>ai complessi industriali rinforzati di Kurgan, Nizny Tagil, Omsk e Komsomolsk sull\u2019Amur<\/strong> (situati ben oltre il Volga, anche questo <a href=\"https:\/\/inimicizie.com\/2023\/06\/08\/stalin-strategia-geopolitica-urss\/\">un retaggio staliniano<\/a>) va oltre le capacit\u00e0 di Kiev. Mettere fuori gioco un complesso militare-industriale russo richiede un volume di fuoco esponenzialmente superiore a quello necessario per distruggere un bombardiere sulla pista di atterraggio o <a href=\"https:\/\/t.me\/letteradamosca\/16965\"><strong>colpire il quartier generale della Flotta del Mar Nero<\/strong><\/a>, per quanto eclatanti siano state queste azioni. Neanche i missili SCALP, ATACMS e Taurus (anch\u2019essi una fornitura la cui quantit\u00e0 sar\u00e0 per forza di cose limitata) saranno in grado di cambiare questa realt\u00e0 strategica, a causa del loro raggio limitato.<\/p>\n<p>A questo si aggiunge un problema politico: lo spostamento della produzione in Ucraina non potr\u00e0 prescindere dalle compagnie belliche straniere. Queste compagnie private (che ancora non sono state specifiche nei tempi e nei modi del loro insediamento in Ucraina) difficilmente si stabiliranno in una zona di guerra, neanche nell\u2019Ucraina occidentale dove la minaccia russa \u00e8 ridotta ai \u201csoli\u201d missili a medio raggio e ai droni Shahed\/Geran, di cui la Russia non dispone pi\u00f9 nelle quantit\u00e0 dell\u2019anno scorso, senza\u00a0importanti garanzie politiche e finanziarie da parte dei propri Governi, <strong>rendendo quindi politicamente condizionabile dall\u2019estero la produzione ucraina di armamenti.<\/strong> Un condizionamento politico che minaccia di farsi ancora pi\u00f9 forte se, com\u2019\u00e8 ragionevole immaginare, queste<em> joint ventures <\/em>richiederanno la presenza in loco di molti tecnici europei. Il passaggio ad una guerra d\u2019attrito per Kiev \u00e8 obbligato ma non \u00e8 senza difficolt\u00e0. L\u2019Ucraina dovr\u00e0 isolarsi il pi\u00f9 possibile dai venti politici esterni, ma nel fare ci\u00f2 dovr\u00e0 gradualmente fare a meno della sicurezza insita nell\u2019avere il centro di provenienza dei propri armamenti sotto l\u2019ombrello nucleare della NATO.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/2023\/10\/04\/lucraina-cambia-la-sua-guerra-ecco-come\/\">https:\/\/letteradamosca.eu\/2023\/10\/04\/lucraina-cambia-la-sua-guerra-ecco-come\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LETTERA DA MOSCA (Pietro Pinter) Negli ultimi giorni, Kiev \u00e8 stata investita da un vortice di delegazioni straniere di alto livello. 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