{"id":81809,"date":"2023-10-09T08:30:29","date_gmt":"2023-10-09T06:30:29","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81809"},"modified":"2023-10-06T13:45:55","modified_gmt":"2023-10-06T11:45:55","slug":"il-futuro-della-nostra-civilta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81809","title":{"rendered":"Il futuro della nostra civilt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>da PAGINA FACEBOOK (Pierluigi Fagan)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-81810 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/images-6.jpeg\" alt=\"\" width=\"178\" height=\"284\" \/><\/p>\n<p>O. Spengler venne preso con leggerezza quando ai primi Novecento vedeva, -come vedono certi intellettuali ovvero con un misto di ragione, sentimento ed intuito- il tramonto della nostra civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Vedere processi storici di tale portata significa collassare il tempo, ridurlo in modo da fare entrare l\u2019inizio e la fine in una mentalit\u00e0 limitata, qual \u00e8 la nostra. Sono pochi coloro che si dedicano a quella che un attore che lavora con le parole ha felicemente chiamato \u201cvoto di vastit\u00e0\u201d. Vastit\u00e0 spaziale tanto da inquadrare una intera civilt\u00e0, vastit\u00e0 temporale tanto da inquadrare cicli di secoli. Non cito Spengler perch\u00e9 ne condivida l\u2019analisi nello specifico, ma perch\u00e9 intuire il senso del titolo-concetto \u201cTramonto dell\u2019Occidente\u201d nel 1918 \u00e8 comunque rimarchevole. Aveva ragione?<\/p>\n<p>Leggendo un autore asiatico, tempo fa, un pensatore che ha stima dell\u2019Occidente sebbene rimanga profondamente asiatico (non cinese, n\u00e9 indiano), mi ha colpito il suo sincero sconcerto per quello che abbiamo combinato nel Novecento. Il tizio, studioso della nostra filosofia politica da Machiavelli a Kant, Hegel e successivi, non si capacitava del fatto che cotanta civilt\u00e0 fosse finita nel buco nero del doppio conflitto mondiale. Come se un altissimo livello di civilt\u00e0 teorica, convivesse con un bassissimo livello di civilt\u00e0 pratica, una sorta di schizofrenia semi-funzionale. Gi\u00e0 da prima, ma di pi\u00f9 da allora, guardo alla nostra storia dell\u2019ultimo secolo come se non vi appartenessi.<\/p>\n<p>Noi nasciamo e viviamo nel racconto di quelle due guerre, se non \u00e8 la scuola \u00e8 la cinematografia o la letteratura a \u201cnormalizzare\u201d quel doppio conflitto. Per carit\u00e0, entrandovi dentro sappiamo che tragedia fu, ma cos\u00ec perdiamo il senso dell\u2019imbarazzo che si ha standone fuori, guardando la questione come ci venisse raccontata da quelli di un altro pianeta che raccontano eventi di un\u2019altra galassia. Come ha fatto quella civilt\u00e0 evoluta e complessa a finire inghiottita dentro un tale buco nero da lei stessa generato?<\/p>\n<p>Ieri Putin che ha la strana posizione di chi vive ai margini di un sistema, con un piede dentro ed uno fuori, come le particelle virtuali al limite dell\u2019orizzonte degli eventi di Hawking, che cio\u00e8 ci conosce perch\u00e9 in fondo fa parte di quella stessa civilt\u00e0 e tuttavia non ne \u00e8 il cuore e con un piede sta dentro altre sfere di civilt\u00e0, ci ha di nuovo detto che stiamo sbagliando. Invito chi non riesce a non farsi prendere dall\u2019orticaria sentendo \u201cPutin\u201d a seguire comunque il discorso, a fare voto di vastit\u00e0 e guardare le cose dall\u2019alto, senza emozioni particolari.<\/p>\n<p>Nel 1997 la Russia viene invitata in pianta stabile nel G7 che diventa G8. Il formato durer\u00e0 fino al 2014, per diciassette anni il cuore dell\u2019aristocrazia politica occidentale comprendeva la Russia. Per quindici di questi diciassette anni, Putin \u00e8 stato presidente o primo ministro della Federazione, quindi partner paritario. Lui variabile fissa, i vari leader occidentali variabili variate. Come e perch\u00e9 abbiamo avuto rapporti di cos\u00ec alto livello con lui se poi due anni fa abbiamo cominciato a dire che \u00e8 pazzo, criminale, invasato dall\u2019idea di reincarnare Pietro il Grande? \u00c8 credibile, ha senso che vari leader occidentali di vario orientamento politico, di varie grandi nazioni della nostra civilt\u00e0 abbiano fatto colloqui e riunioni strategiche con un tizio che dopo venti anni scoprono esser in realt\u00e0 pazzo e criminale? Quando \u00e8 diventato pazzo e criminale?<\/p>\n<p>Non ancora pazzo e criminale, ma non pi\u00f9 leader paritario \u00e8 diventato quando fall\u00ec il G8. E quando fallisce il G8? L\u2019anno di piazza Maidan, la rivolta ucraina che porta ad un &#8220;regime change&#8221;. L\u2019altro giorno discutevo qui dove mi trovo con un australiano invasato che trasecolava ad ascoltare il mio punto di vista sulla guerra ucraina, stante che lui, come molti anche in Italia, nulla sanno di cosa \u00e8 successo nel 2014 e dal 2014 all\u2019invasione del febbraio di due anni fa.<\/p>\n<p>Wikipedia, che pur sappiamo esser supervisionata dai tutori dell\u2019immagine di mondo occidentale, riporta comunque che sondaggio d\u2019opinione ritenuto affidabile secondo i nostri standard fatto ai tempi, confermato da pari risultati ottenuti da altri sondaggi, dava gli ucraini perfettamente spaccati tra gli \u201ca favore\u201d e \u201ccontro\u201d quelle manifestazioni e quelle istanze. Con marcate differenze ragionali com\u2019\u00e8 noto a chi sa due-cose-due del paese che si estende in orizzontale tra Russia ed Europa, una naturale dissolvenza incrociata tra due culture, tradizioni, storie. Quello che ha ripetuto pi\u00f9 volte Kissinger e che chiunque si occupi professionalmente di questi argomenti sa perfettamente.<\/p>\n<p>Gli ucraini volevano fortemente e non volevano altrettanto fortemente l\u2019esito di quel drammatico regime change che noi raccontiamo come sollevazione democratica. Se erano spaccati a met\u00e0 come si fa a dire che quella era una volont\u00e0 democratica? E se non era democratica, cos\u2019era? E la nostra civilt\u00e0 \u00e8 intervenuta negli eventi per difendere quale versione della volont\u00e0 democratica su una questione cos\u00ec incerta?<\/p>\n<p>Tutto cancellato, conoscenze cancellate, memorie cancellate, storie cancellate. Un giorno ti svegli ed inizia il mondo e sorpresa! C\u2019\u00e8 un aggredito ed un aggressore, alle armi! alle armi! difendiamo la civilt\u00e0 sotto attacco! Nel 2023, nella nostra civilt\u00e0, accade ancora e di nuovo che si neghi la realt\u00e0 e la complessit\u00e0 delle questioni che, come nel 1914, facciamo collassare nel diritto delle armi. Ancora oggi, affrontiamo i problemi storici sparando e dando la colpa agli altri di aver pretestuosamente iniziato mettendoci con le spalle al muro, senza lasciarci scelta.<\/p>\n<p>L\u2019anno dopo Euromaidan, dopo che per anni una coalizione con Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Canada, Germania, Norvegia, Paesi Bassi pi\u00f9 mezzo mondo arabo pi\u00f9 o meno petromonarchico e petrolifero e la Turchia diceva di star combattendo in Siria uno strano esercito islamista irregolare con la bandiera nera che aveva fatto anche qualche morto qui in Europa con attentati clamorosi, i russi mandano qualche bombardiere e magicamente, in poco tempo, tutte le postazioni e l\u2019intera logistica del minaccioso ISIS, vengono distrutte all\u2019istante. Tutta quella coalizione non sapeva come farlo? Dovevano aspettare i russi? E perch\u00e9 ci siamo cos\u00ec arrabbiati per quello che hanno fatto?<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un doppio livello problematico nella nostra civilt\u00e0, narrazioni del tutto scombinate e surreali che tuttavia vengono credute verit\u00e0 lampanti e verit\u00e0 concrete che sono scabrose e scandalose ancorch\u00e9 coperte da suddette narrazioni.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2, piaccia o meno, non funziona pi\u00f9. Non \u00e8 cos\u00ec che si pu\u00f2 stare in un mondo di 8 miliardi di persone, con 200 stati, con tutti che usano l\u2019economia moderna per crescere e svilupparsi, creando una inestricabile matassa di interrelazioni ed effetti problematici. Non \u00e8 sparando e raccontando storie surreali che si d\u00e0 un futuro alla nostra civilt\u00e0. Anche perch\u00e9 \u00e8 bene ricordare che gli altri hanno pi\u00f9 o meno lo stesso nostro numero di testate atomiche.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una questione morale o etica, non funziona, non pu\u00f2 ottenere i risultati attesi. E se non funziona, enormemente problematica sar\u00e0 la cascata di controeffetti che ci piover\u00e0 sulla testa. Una civilt\u00e0 che non funziona crolla. Vogliamo aspettare ci crolli il tetto in testa mentre si aprono sotto i piedi voragini ed abissi di cui non vediamo il fondo o peggio, che ci guardano mentre noi vi guardiamo dentro?<\/p>\n<p>Questa nota pone il problema: siamo in grado di ripensare la nostra civilt\u00e0? Perch\u00e9 se non siamo in grado di immaginarla, non saremo in grado di cambiarla e se non la cambiamo temo che ci croller\u00e0 addosso.<\/p>\n<p>Visto che nel mio insignificante piccolo ho fatto anche io quel \u201cvoto di vastit\u00e0\u201d che fecero gli Spengler, i Toynbee, i McNeill o i Mann, una primitiva idea mi si \u00e8 formata nel tempo.<\/p>\n<p>Penso che per primo la nostra civilt\u00e0 dovrebbe fare una rivolta di potere interno contro il dominio e l&#8217;egemonia anglosassone, l\u2019attuale aristocrazia della nostra civilt\u00e0, gli anglosassoni sono un problema serio, credo che se non gli aiutiamo non saranno in grado di cambiare e ci trascineranno nel loro cupio dissolvi. La civilt\u00e0 occidentale \u00e8 europea, tocca riprenderne in mano i destini.<\/p>\n<p>Per secondo, dobbiamo iniziare una stagione di stretto realismo, guardare la realt\u00e0, guardarci in faccia e dirci le verit\u00e0 sgradevoli. Ognuno \u00e8 convinto delle sue ragioni ma deve farsi dire da gli altri anche gli inevitabili torti.<\/p>\n<p>Per terzo, noi riteniamo di esser democratici e gli altri no. Ma gli altri ci chiedono democrazia nella gestione del mondo e noi invece continuiamo a comportarci come ne fossimo l\u2019aristocrazia. Tanto pi\u00f9 gli altri ci fanno sentire il peso della loro legittima richiesta, tanto pi\u00f9 noi dissolveremo ogni minima forma di democrazia reale al nostro interno. Allora forse il problema \u00e8 che la nostra aristocrazia, quella che governa la nostra civilt\u00e0 e vari livelli, va sostituita.<\/p>\n<p>Non solo va sostituita perch\u00e9 fallimentare, va proprio sostituito il sistema per il quale il nostro mondo \u00e8 governato da una aristocrazia. Rosa Luxemburg nel Junius pamphlet, Chapter 1 \u2013 1916 (pi\u00f9 o meno l&#8217;epoca di Spengler), us\u00f2 l\u2019espressione \u201csocialismo o barbarie\u201d che per altro non era sua ma di Engels. Socialismo si oppone a capitalismo, ma sebbene le forme economiche siano certo anche politiche, concettualmente quelle politiche dovrebbero venire prima, dovrebbero esser le forme politiche a decidere quelle economiche. \u00c8 il \u201ccapitalismo\u201d ad averle fuse assieme subordinando quelle politiche a quella economiche come not\u00f2 Polanyi nel concetto di \u201cdisembedded\u201d, l\u2019Economico scorporato che ordina il Politico.<\/p>\n<p>Quindi, se \u00e8 il Politico il primo livello delle volont\u00e0 del sistema sociale, la nostra civilt\u00e0 mostr\u00f2 gi\u00e0 nel 465 a.C. (Erodoto-Storie) le scelte fondamentali: governo dell\u2019Uno, dei Pochi o dei Molti. Quello dei Molti si chiama \u201cisonomia\u201d secondo quanto riferisce Erodoto, dove il popolo di autogoverna, si d\u00e0 la legge da s\u00e9.<\/p>\n<p>Credo che per varie ragioni, tutte strettamente funzionali e non ideali, il futuro della nostra civilt\u00e0 sia riprendere il bivio da cui nacque e riconsiderare la via che abbandon\u00f2 per incapacit\u00e0 storica, la via pi\u00f9 difficile, quella poi poco tentata e sempre fallita: l\u2019isonomia. In breve, l&#8217;unica alternativa \u00e8 Democrazia o barbarie.<\/p>\n<p>Abbiamo percorso per due millenni e passa la via dell\u2019Uno che fosse monarca, imperatore, duce, fuhrer o tiranno; altrettanto spesso la via dei Pochi che fosse aristocrazia, oligarchia, casta o \u00e9lite. Dobbiamo tentare la terza opzione, evitando la demagogia ed evolvendo la democrazia. Non vedo altra possibilit\u00e0. Non importa quanto difficile o improbabile sia, prima ci si chiarisce le idee, poi si prova a conseguirne il \u201cche fare?\u201d.<\/p>\n<p>Se fosse stato facile perseguirla prima l\u2019avremmo fatto, ma \u00e8 proprio perch\u00e9 non l\u2019abbiamo fatto che siamo qui a rischiare il collasso di civilt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/m.facebook.com\/story.php?story_fbid=pfbid02tHEvT8UKPNMpLseGdAzbpb74dSwtFLgpC6K9GjThYs7PQB1Hyq1AaqugJ2B8fG67l&amp;id=1100565428\">https:\/\/m.facebook.com\/story.php?story_fbid=pfbid02tHEvT8UKPNMpLseGdAzbpb74dSwtFLgpC6K9GjThYs7PQB1Hyq1AaqugJ2B8fG67l&amp;id=1100565428<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da PAGINA FACEBOOK (Pierluigi Fagan) O. Spengler venne preso con leggerezza quando ai primi Novecento vedeva, -come vedono certi intellettuali ovvero con un misto di ragione, sentimento ed intuito- il tramonto della nostra civilt\u00e0. 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