{"id":81834,"date":"2023-10-09T08:30:36","date_gmt":"2023-10-09T06:30:36","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81834"},"modified":"2023-10-08T00:41:19","modified_gmt":"2023-10-07T22:41:19","slug":"intervista-dellagenzia-di-stampa-russa-ria-novosti-allambasciatore-della-federazione-russa-nella-repubblica-italiana-alexey-paramonov","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81834","title":{"rendered":"Intervista dell\u2019agenzia di stampa russa RIA Novosti all\u2019Ambasciatore della Federazione Russa nella Repubblica Italiana Alexey Paramonov"},"content":{"rendered":"<p><strong>da AMBASCIATA RUSSA IN ITALIA (Ufficio Stampa)<\/strong><\/p>\n<p><strong><i>Signor Ambasciatore, sono gi\u00e0 trascorsi quattro mesi dal momento in cui Lei si \u00e8 insediato a Roma come nuovo Ambasciatore della Federazione Russa. In generale, come descriverebbe la situazione attuale nei rapporti con l\u2019Italia, Paese che Lei conosce molto bene e nel quale, in passato, ha lavorato a lungo?<\/i><\/strong><\/p>\n<p>A mio parere, le relazioni tra la Russia e l\u2019Italia stanno attraversando un momento drammatico. Gi\u00e0 da un anno e mezzo osserviamo come l\u2019Italia, soggetta a influenze derivanti dall\u2019appartenenza a un blocco, alle pressioni esterne e a reazioni emotive, abbia finito per allontanarsi unilateralmente dalla Russia. Roma ha aderito a tutte le possibili azioni anti-russe: la fornitura di armamenti e di informazioni di intelligence al regime di Kiev, la diffusione della propaganda ucraina anti-russa, e cos\u00ec via. E, ahim\u00e8, allo stesso modo degli altri membri della NATO, la Repubblica Italiana ha preso indirettamente parte al conflitto ucraino schierandosi a fianco di Zelensky.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, per il momento Russia e Italia mantengono le relazioni diplomatiche. I nostri interlocutori a Roma, compresi quelli ai vertici, dichiarano di continuo che ci\u00f2 non \u00e8 meno importante di quanto lo fosse prima, quando la situazione a livello globale era diversa. Noi utilizziamo questi canali per trasmettere informazioni, comunicati ufficiali di vario genere, difendere gli interessi di persone fisiche e giuridiche, e per preservare anche solo un livello minimo di comunicazione interstatale, ma anche per scongiurare pericolosi malintesi riguardanti aspetti chiave delle relazioni bilaterali e internazionali. Bisogna riconoscere che il danno arrecato ai rapporti tra i nostri due paesi \u00e8 enorme, ma se il punto di non ritorno ancora non \u00e8 stato raggiunto, non \u00e8 certo saggio sostare in equilibrio instabile.<\/p>\n<p><strong><i>Per quanto noto, Lei finora non ha mai circoscritto i suoi contatti alle autorit\u00e0 e ai loro rappresentanti ufficiali, ma ha sempre cercato di\u00a0<\/i><i>relazionarsi con il maggior numero possibile di italiani. Che cosa pensa riguardo al rapporto tra l\u2019opinione pubblica italiana e la posizione del Governo sulla questione riguardante la fornitura di un\u2019assistenza a tutto campo, quindi anche militare, all\u2019Ucraina?<\/i><\/strong><\/p>\n<p>I nostri rapporti con la societ\u00e0 civile italiana, e cio\u00e8 con i cittadini comuni che non ricoprono incarichi amministrativi, ci rassicurano in merito alla saggezza, al buon senso e all\u2019apertura del popolo italiano. La gran parte degli italiani si posiziona inequivocabilmente a favore del mantenimento di un rapporto amichevole con la Russia. Non si augurano altro che il conflitto ucraino possa terminare rapidamente, che le sanzioni siano ritirate e che si possa tornare al dialogo costruttivo e reciprocamente vantaggioso che esisteva prima. Molti italiani, essendo cattolici e autentici sostenitori delle posizioni antimilitariste, danno ascolto alla visione umanitaria ed equilibrata di Papa Francesco. Sostengono gli sforzi diplomatici da lui compiuti e comprendono perfettamente che \u00e8 soltanto perch\u00e9 l\u2019Italia e gli altri paesi occidentali stanno inviando a Kiev grandi quantit\u00e0 di armi e di altri aiuti militari che il conflitto in Ucraina non accenna a concludersi. Questa estate, alcuni attivisti locali hanno anche cercato di indire un referendum per la cessazione della massiccia erogazione di armi in favore del regime di Zelensky. Anche in una situazione di totale boicottaggio dell\u2019informazione, sono riusciti a raccogliere circa 400.000 firme, cosa che mostra in maniera eloquente quale sia il sentimento prevalente.<\/p>\n<p><strong><i>Dalle pi\u00f9 alte cariche italiane abbiamo udito frequentemente dichiarazioni riguardanti la necessit\u00e0 di arrivare a una risoluzione del conflitto in Ucraina per vie diplomatiche. E tuttavia, allo stesso tempo, il Governo italiano continua a fornire armi alle autorit\u00e0 di Kiev. Che cosa pu\u00f2 dire a questo proposito? Qual \u00e8 la logica che sta dietro a simili decisioni?<\/i><\/strong><\/p>\n<p>Nel suo approccio alla risoluzione della crisi in Ucraina, l\u2019attuale Governo italiano non sta dando prova di particolari inclinazioni diplomatiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se prendiamo le dichiarazioni rilasciate dalle alte cariche dello Stato, notiamo che si riducono ad affermazioni inconsistenti, secondo le quali per porre termine al conflitto \u00e8 necessario riunire gli sforzi e fornire a Kiev quanti pi\u00f9 armamenti possibile, aiutare Zelensky a vincere e ottenere cos\u00ec quelle che loro definiscono\u00a0<i>\u201cpace giusta\u201d\u00a0<\/i>e\u00a0<i>\u201clibert\u00e0 dell\u2019Ucraina\u201d<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019affermazione pi\u00f9 sconvolgente che sentiamo a Roma \u00e8 che Zelensky e il suo regime starebbero difendendo i principi cardine della civilt\u00e0 europea e, allo stesso tempo, anche le radici antifasciste della Costituzione italiana. Ci tocca spiegare ai nostri interlocutori che, in realt\u00e0, Kiev professa l\u2019ideologia dei criminali hitleriani e dei loro complici Bandera, \u0160hukhevych e Konovalec\u2019: ideologia che prevede di \u201cliberarsi\u201d da tutto ci\u00f2 che \u00e8 russo, e quindi proibire la lingua, la letteratura, la musica, la religione e molto altro, rifiutando di conseguenza la propria storia. \u00c8 l\u2019ideologia di un piccolo f\u00fchrer, nel quale si \u00e8 tramutato il personaggio che adesso risiede negli uffici della Presidenza ucraina. La Repubblica Popolare di Donetsk, la Repubblica Popolare di Lugansk, e poi anche le oblast\u2019 di Zaporozhye e di Kherson, se ne sono convinte nei fatti fin dal 2014, tanto che in occasione dei referendum, hanno espresso l\u2019auspicio \u00a0diliberarsi da tale ideologia e di tornare alla Russia.<\/p>\n<p><strong>L<i>ei legge costantemente la stampa italiana, e guarda la televisione locale. E, allo stesso tempo, deve relazionarsi con i rappresentanti delle \u00e9lite del mondo politico e degli affari, nonch\u00e9 con eminenti intellettuali. Secondo Lei, in Italia si \u00e8 riusciti nell\u2019intento di creare un\u2019immagine negativa della Russia?<\/i><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Purtroppo, l\u2019informazione italiana di mainstream, in quanto parte dello spazio mediatico panoccidentale, non fornisce informazioni esaustive sulla Russia. I media locali tacciono intenzionalmente in merito a quasi tutte le notizie relative all\u2019agenda interna della Russia, allo svolgimento di importanti forum internazionali, ai successi ottenuti nella realizzazione dei piani di sviluppo nazionale, alla vita culturale, ai progetti infrastrutturali e di rigenerazione delle aree urbane ecc. Si tratta di obiettivi che nessuno ha revocato, e che, nel contesto dell\u2019Operazione Militare Speciale, sono al centro dell\u2019attenzione delle autorit\u00e0 e dell\u2019opinione pubblica in Russia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra l\u2019altro, la propaganda locale \u00e8 riuscita a creare un alone di tossicit\u00e0 attorno a qualunque personalit\u00e0 che mostri reazioni positive nei confronti della Russia e delle sue azioni. Alla propaganda possono far seguito non solo linciaggi mediatici, ma addirittura l\u2019interruzione della carriera e gravi danni sul piano della reputazione. Per questa ragione, molti di coloro che la pensano come noi, e in Italia ce ne sono molti, non si espongono pubblicamente.<\/p>\n<p><strong><i>Un tempo, Russia e Italia sono riusciti a costruire un patrimonio significativo nell\u2019ambito della collaborazione a livello economico e commerciale. Adesso la situazione \u00e8 cambiata radicalmente. Cos\u00ec, ad esempio, Roma ha intrapreso la strada del totale rifiuto del gas russo. Cosa pu\u00f2 dire al riguardo<\/i><i>?<\/i><\/strong><br \/>\n<i><\/i><\/p>\n<p>Tutti in Italia sono preoccupati per il peggioramento delle condizioni socio-economiche, per i prezzi saliti alle stelle, per la crescita del tasso di povert\u00e0, per l\u2019aumento del debito pubblico e del deficit di bilancio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo contesto, manca totalmente una narrativa, una spiegazione chiara riguardante le cause di tale crisi. In effetti, un ruolo significativo lo hanno giocato le sanzioni, e il sovvertimento da parte dell\u2019Occidente di un modello sostenibile di cooperazione economica tra la Federazione Russa e l\u2019Unione Europea. Ad esempio, l\u2019Italia di sua iniziativa ha gi\u00e0 tagliato l\u2019acquisto di gas naturale a basso costo dalla Russia passando da 30 a 8 miliardi di metri cubi, ed intende rinunciare del tutto ai vettori energetici russi. Di qui, l\u2019aumento della spesa per la ricerca di nuovi fornitori, metodi di consegna e catene logistiche. Parallelamente, i costi delle bollette e di beni di prima necessit\u00e0, tra le altre cose, hanno subito una forte impennata. Lo verifichiamo \u00a0di persona anche noi osservando le fatture dell\u2019energia elettrica che arrivano in Ambasciata, e che dall\u2019inizio di quest\u2019anno sono quasi raddoppiate.<\/p>\n<p><strong><i>I<\/i><i>n relazione all\u2019evoluzione della crisi ucraina, in Occidente ha preso piede la questione della \u201ccancellazione\u201d della cultura russa. L\u2019Italia \u00e8 da sempre una grande potenza culturale. Nel Paese esiste questo problema?<\/i><\/strong><\/p>\n<p>I vertici italiani, cio\u00e8 il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio dei Ministri, si sono espressi numerose volte contro la cancellazione della cultura russa. E d\u2019altronde, noi siamo certi che non sarebbe potuto essere altrimenti. Nella cultura, l\u2019Italia \u00e8 una delle grandi\u00a0<i>\u201csuperpotenze\u201d<\/i>, \u00e8 la culla della civilt\u00e0 europea e di quella mondiale. Eppure, nella realt\u00e0 dei fatti le cose non vanno sempre bene. Sono ampiamente noti gli episodi in cui in Italia sono stati annullati spettacoli di artisti russi quali Valerij Gergiev, Denis Matsuev, Valentina Lisitsa, Sergei Polunin, e altri. In pi\u00f9, siamo testimoni di un nuovo fenomeno quando, ad esempio, soltanto gli artisti che hanno condannato pubblicamente l\u2019Operazione Militare Speciale vengono invitati ad esibirsi sui pi\u00f9 grandi palcoscenici della musica classica. Che cos\u2019\u00e8 questa, se non censura ideologica e discriminazione delle personalit\u00e0 del mondo della cultura basata su motivazioni politiche?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inoltre, soggetti radicali isolati tra le fila dei rappresentanti della diaspora ucraina in Italia, che per la gran parte \u00e8 costituita da grandi lavoratori, negli ultimi tempi hanno preso l\u2019abitudine di esercitare pressioni, anche minacciando violenza fisica, sui responsabili di quegli enti che hanno avuto il coraggio di organizzare iniziative congiunte con i cittadini russi impegnati nello sviluppo dei legami culturali o dei rapporti bilaterali, e che hanno invitato in Italia musicisti, ballerini e artisti russi di vario genere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi registriamo scrupolosamente tali casi e ne informiamo le autorit\u00e0 italiane. Tuttavia a oggi, nonostante le rassicurazioni, non abbiamo osservato da parte delle autorit\u00e0 italiane il desiderio di contrastare nei fatti gli intenti aggressivi degli esagitati militanti nazionalisti ucraini che si sono stabiliti in territorio italiano.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/roma.mid.ru\/it\/press-centre\/intervista_dell_agenzia_di_stampa_russa_ria_novosti_all_ambasciatore_della_federazione_russa_nella_r\/\">https:\/\/roma.mid.ru\/it\/press-centre\/intervista_dell_agenzia_di_stampa_russa_ria_novosti_all_ambasciatore_della_federazione_russa_nella_r\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da AMBASCIATA RUSSA IN ITALIA (Ufficio Stampa) Signor Ambasciatore, sono gi\u00e0 trascorsi quattro mesi dal momento in cui Lei si \u00e8 insediato a Roma come nuovo Ambasciatore della Federazione Russa. 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