{"id":81886,"date":"2023-10-10T10:30:11","date_gmt":"2023-10-10T08:30:11","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81886"},"modified":"2023-10-10T10:22:09","modified_gmt":"2023-10-10T08:22:09","slug":"israele-hamas-un-conflitto-inedito-che-fara-la-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81886","title":{"rendered":"Israele-Hamas: un conflitto inedito che far\u00e0 la storia"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA CeSi | CENTRO STUDI INTERNAZIONALI (Di Sara Isabella Leykin)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-81887 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Israele-Gaza_NewsandSentinel-300x200.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Israele-Gaza_NewsandSentinel-300x200.webp 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Israele-Gaza_NewsandSentinel-1024x682.webp 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Israele-Gaza_NewsandSentinel-768x512.webp 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Israele-Gaza_NewsandSentinel-1536x1023.webp 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Israele-Gaza_NewsandSentinel.webp 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sabato 7 ottobre, alle 6.30 di mattina, il\u00a0<strong>gruppo palestinese Hamas<\/strong>\u00a0ha colpito con un attacco a sorpresa per via aerea, marina e terrestre il sud di\u00a0<strong>Israele<\/strong>\u00a0. La risposta del governo israeliano non si \u00e8 fatta attendere,\u00a0<strong>bombardando massicciamente la Striscia di Gaza<\/strong>\u00a0e dichiarando lo stato di guerra, cosa che non succedeva dal 1973. Mentre gli scontri continuano, il conteggio delle persone rimaste coinvolte continua a salire: da una parte il numero di vittime israeliane risulta di 700 persone con 2.382 feriti; dall\u2019altra il Ministero della Salute di Gaza ha dichiarato che io numero di morti \u00e8 salito a 436 e 2.270 feriti. In aggiunta, circa cento persone, tra cui bambini, donne e anziani, sarebbero stati presi in ostaggio dalle forze di Hamas e portati nella Striscia di Gaza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proprio la questione degli ostaggi \u00e8 la pi\u00f9 delicata al momento. La mossa di Hamas di rapire un numero cos\u00ec alto di persone ha complicato qualsiasi risposta da parte israeliana, che si trova altamente in difficolt\u00e0. Non sapendo con esattezza quante siano e dove si trovino, Israele rischia di dover entrare nella Striscia di Gaza\u00a0<strong>per attuare un\u2019operazione di terra<\/strong>\u00a0casa per casa, aumentando le probabilit\u00e0 di perdite e rischiando di rimanere impantanato in una guerriglia urbana a tempo indefinito. A giocare a favore degli israeliani c\u2019\u00e8 per\u00f2 il fatto che\u00a0<strong>tra gli ostaggi non ci sono solo israeliani<\/strong>\u00a0, ma anche statunitensi, francesi, tedeschi, nepalesi e thailandesi. Questo per\u00f2 potrebbe ampliare il grado di difficolt\u00e0 di azione israeliana in quanto non necessariamente tutti gli Stati di appartenenza di queste persone potrebbero sostenere militarmente Tel Aviv nella preparazione di un\u2019operazione terrestre di soccorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Israele, che si \u00e8 trovato\u00a0<strong>completamente impreparato<\/strong>\u00a0all\u2019attacco da Gaza, si trova quindi ad un bivio. Una prima opzione in risposta all\u2019attacco di Hamas potrebbe portare ad un uso massivo della forza, attraverso bombardamenti e operazioni via terra, che seppur non riuscirebbero a cancellare l\u2019esistenza del gruppo islamico, sicuramente aiuterebbero a ridere\u00a0<strong>un\u2019immagine \u201cforte\u201d di Israele come attore di sicurezza<\/strong>\u00a0. Una condizione che, anche per questioni di opportunit\u00e0 politica e sociale, potrebbe allontanare buona parte dei Paesi arabi dalle posizioni tendenzialmente moderate nei confronti di Israele per evitare recrudescenze o\u00a0<strong>impatti diretti del conflitto nei loro territori<\/strong>\u00a0(si pensi a Egitto e Giordania, in primis) oppure forti critiche da parte delle\u00a0<strong>societ\u00e0 fortemente identificate con la causa palestinese<\/strong>\u00a0(Libano e Golfo). Una situazione, quindi, che di fatto potrebbe allentare i tentativi regionali di de-escalation e ricalibrazione delle relazioni. Questo potrebbe essere il caso riguardante il\u00a0<strong>dialogo tra Israele e Arabia Saudita<\/strong>\u00a0andato in scena \u2013 sebbene alcuni rumors giunti da Riyadh sembrerebbero rassicurare circa l\u2019opportunit\u00e0 di tenere in vita il processo bilaterale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una seconda opzione, invece, richiederebbe molta pi\u00f9 cautela ed \u00e8 quella che fino ad ora hanno espresso le Forze Armate israeliane, di concerto con il governo: ossia\u00a0<strong>l\u2019adozione di una campagna area per neutralizzare tutte le postazioni di Hamas e dei suoi alleati a Gaza<\/strong>\u00a0. Un\u2019azione, per\u00f2, che rischierebbe di colpire anche gli ostaggi sequestrati dall\u2019organizzazione islamica. Questa strategia \u00e8 motivata da una reale preoccupazione dell\u2019apparato israeliano: l\u2019apertura del conflitto anche con Hezbollah, al nord, e l\u2019apertura di un fronte quasi domestico in Cisgiordania e\/o potenzialmente nelle citt\u00e0 miste arabo-israeliane. Sebbene, infatti, Hezbollah abbia assicurato al governo libanese che non ha intenzione di partecipare al conflitto, gi\u00e0 ieri ha sparato diversi colpi di mortaio contro un radar israeliano vicino alle Sheeba Farms, e alcune persone hanno attraversato il confine.\u00a0<strong>L\u2019entrata di Hezbollah nel conflitto sarebbe una grave minaccia<\/strong>\u00a0di allargamento dello scenario di conflitto, data la capacit\u00e0 di saturazione missilistica da parte dell\u2019organizzazione libanese che metterebbe ancora pi\u00f9 in crisi le capacit\u00e0 difensive israeliane. Nel frattempo, Hamas continuer\u00e0 a inviare rifornimenti ai gruppi che ancora sono in territorio israeliano e di cui si sono perse le tracce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pertanto, la domanda a cui bisogner\u00e0 rispondere alla fine di questo nuovo conflitto, che gi\u00e0 si prospetta durare molto, sar\u00e0 capire come sia stato possibile che\u00a0<strong>i servizi segreti israeliani non siano riusciti a prevedere questo attacco<\/strong>\u00a0. Questo enorme fallimento dell\u2019esercito e dei due servizi di intelligence israeliana, lo Shin Bet e il Mossad, \u00e8 condiviso per\u00f2 con l\u2019intera classe dirigente al potere, che dati gli ultimi mesi caratterizzati dalla prima vera crisi interna del Paese, ha indebolito l\u2019unit\u00e0 nazionale e le capacit\u00e0 dei servizi, dando quindi la percezione ad Hamas di poter sfruttare il momento propizio per colpire al cuore Tel Aviv e le sue certezze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al contempo, \u00e8 innegabile che buona parte della sopravvivenza stessa dell\u2019esecutivo dipender\u00e0 anche dalla\u00a0<strong>capacit\u00e0 del Primo Ministro Benjamin Netanyahu<\/strong>\u00a0di riuscire a ricompattare il fronte interno e di essere in grado di allargare la sua maggioranza a quelle forze dialoganti dell\u2019opposizione (quali i partiti di Yair Lapid e Benny Gantz), potenzialmente interessati a costruire un esecutivo di sicurezza nazionale data la gravit\u00e0 della situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In estrema sintesi, potremmo definire questo conflitto un qualcosa di mai visto in questi termini e forse\u00a0<strong>superiore come impatti<\/strong>\u00a0, anche psicologici, rispetto allo Yom Kippur del 1973, che lasci\u00f2 profondi segni nel Paese. Di fatto, una pagina nuova non solo tra Israele e Hamas, ma per l\u2019intero presente e futuro del Medio Oriente.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cesi-italia.org\/it\/articoli\/israele-hamas-un-conflitto-inedito-che-fara-la-storia\">https:\/\/www.cesi-italia.org\/it\/articoli\/israele-hamas-un-conflitto-inedito-che-fara-la-storia<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA CeSi | CENTRO STUDI INTERNAZIONALI (Di Sara Isabella Leykin)\u00a0 Sabato 7 ottobre, alle 6.30 di mattina, il\u00a0gruppo palestinese Hamas\u00a0ha colpito con un attacco a sorpresa per via aerea, marina e terrestre il sud di\u00a0Israele\u00a0. La risposta del governo israeliano non si \u00e8 fatta attendere,\u00a0bombardando massicciamente la Striscia di Gaza\u00a0e dichiarando lo stato di guerra, cosa che non succedeva dal 1973. 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