{"id":81900,"date":"2023-10-12T08:30:35","date_gmt":"2023-10-12T06:30:35","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81900"},"modified":"2023-10-10T14:08:21","modified_gmt":"2023-10-10T12:08:21","slug":"palestina-e-israele-la-pace-e-impossibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81900","title":{"rendered":"Palestina e Israele: la pace \u00e8 impossibile"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MEGACHIP (Alfatau)<\/strong><\/p>\n<header>\n<h4>Il conflitto israelo-palestinese \u00e8 entrato in una nuova fase di escalation, caratterizzata da un aumento della violenza e dall&#8217;impossibilit\u00e0 di una soluzione politica.<\/h4>\n<\/header>\n<figure>\n<div class=\"ratio ratio-16x9 mb-1\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid entered lazyloaded\" title=\"zuzuzuzuzuzu01\" src=\"https:\/\/megachip.globalist.it\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2023\/10\/zuzuzuzuzuzu01.jpg\" alt=\"Palestina e Israele: la pace \u00e8 impossibile\" data-aos=\"fade-up\" data-aos-delay=\"1000\" data-lazy-src=\"https:\/\/megachip.globalist.it\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2023\/10\/zuzuzuzuzuzu01.jpg\" data-ll-status=\"loaded\" \/><\/div>\n<\/figure>\n<div class=\"article-content lh-lg mb-5\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"code-block code-block-4 ai-viewport-1\"><\/div>\n<p><em>Quanto sta avvenendo in Palestina non \u00e8 certo una novit\u00e0. La Striscia di Gaza \u00e8 una delle aree che residuano dal lungo conflitto tra Palestinesi e Stato di Israele, a partire dalla costituzione di quest\u2019ultimo (1948): qui \u00e8 infatti concentrata una parte numericamente assai consistente dei discendenti dei Palestinesi che la creazione dello Stato ebraico ha espulso dalla Palestina storica.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 una delle aree pi\u00f9 densamente popolate al mondo, 10 km di larghezza per 41 di lunghezza, dove vivono 2,3 milioni di Palestinesi, in 365 km quadrati: una superficie equivalente a quella della provincia di Prato, una delle pi\u00f9 piccole dell\u2019Italia, che conta per\u00f2 meno di 260mila abitanti (707 abitanti per kmq) contro gli oltre 4.000 per kmq a\u00a0<strong>Gaza<\/strong>.<\/p>\n<div class=\"code-block code-block-6\"><\/div>\n<h2>Israele in Palestina<\/h2>\n<p>Nel 2008-2009 le forze armate israeliane furono impiegate per 23 giorni in un attacco contro la Striscia di Gaza. Nel 2012 vi fu un\u2019altra operazione israeliana, della durata di 8 giorni. Lo stesso avvenne nel 2014, per 50 giorni. Nel 2021, per altri 11 giorni.<\/p>\n<p>Complessivamente, il costo umano dei ripetuti interventi delle forze armate israeliane, sia nella Striscia che nelle altre aree della\u00a0<strong>Palestina<\/strong>\u00a0(Cisgiordania, Gerusalemme Est), \u00e8 stato di 6.407 caduti Palestinesi, tra civili e combattenti, a fronte di 308 Israeliani; i feriti sono stati rispettivamente 152.560 Palestinesi e 6.307 Israeliani. Sottolineiamo per chiarezza che questo bilancio \u00e8 relativo ai soli anni dopo il 2008, vale a dire dopo che il movimento islamista Hamas ha acquisito nel 2007 il controllo politico e militare della Striscia di Gaza.<\/p>\n<div class=\"code-block code-block-7\"><\/div>\n<p>Aggiungiamo che dal settembre 2000, data della cosiddetta seconda Intifada (\u201crivolta\u201d, in arabo), provocata dalla celebre \u201cpasseggiata\u201d dell\u2019allora capo del partito Likud israeliano, illustre comandante militare e pi\u00f9 volte primo ministro, Ariel Sharon, nella\u00a0<strong>spianata della Moschee<\/strong>, luogo sacro dell\u2019Islam, poi estesasi a tutta la Palestina \u2013 Israele ha fatto passare nei suoi vari luoghi di detenzione oltre 135mila Palestinesi.<\/p>\n<p>Al settembre 2023, sono ancora 5.200 i prigionieri Palestinesi nelle carceri e nei luoghi di detenzione israeliani, di cui 38 donne, circa 170 bambini, 700 malati. Fanno parte di queste persone private della loro libert\u00e0 anche 1.250 Palestinesi in stato di cosiddetta \u201cdetenzione amministrativa\u201d: persone arrestate per periodi prolungati, senza essere mai processati, senza essere informati delle accuse a loro carico, senza possibilit\u00e0 per i loro legali di esaminare le motivazioni della loro detenzione.<\/p>\n<div class=\"code-block code-block-8\"><\/div>\n<p>\u00c8 il caso di aggiungere che, in spregio agli\u00a0<strong>Accordi di Oslo<\/strong>, oramai lettera morta, nei Territori palestinesi, si sono nel corso degli anni ampliati a dismisura gli insediamenti dei \u201ccoloni\u201d israeliani: al gennaio 2023, esistevano 144 insediamenti di coloni israeliani nella\u00a0<strong>Cisgiordania<\/strong>, dei quali 12 a Gerusalemme Est. Ad essi se ne aggiungevano oltre altri 100 \u201cillegali\u201d, vale a dire edificati senza la teoricamente prescritta autorizzazione del governo di Tel Aviv. In totale, oltre 450mila coloni israeliani risiedono in Cisgiordania, nelle aree assegnate dal trattato di Oslo ai Palestinesi, altri 220mila a\u00a0<strong>Gerusalemme Est<\/strong>, e 25mila nelle alture del\u00a0<strong>Golan<\/strong>, formalmente territorio siriano, occupato da Israele dal 1973.<\/p>\n<p>Questo fenomeno, che ha spesso suscitato giudizi negativi a livello internazionale, ha avuto un determinante ampliamento nell\u2019estate 2023: infatti, fra il 15 giugno ed il 19 settembre 2023, secondo dati del Coordinatore Speciale del Processo di Pace in Medio Oriente,\u00a0<strong>Tor Wennesland<\/strong>, a seguito dei piani del governo israeliano, saranno costruite 6.300 nuove unit\u00e0 abitative nell\u2019Area C (assegnata ai Palestinesi dai Trattati di Oslo) ed altre 3.580 a Gerusalemme Est.<\/p>\n<p>Si tratta di una strategia di \u201ctrasferimento silenzioso\u201d, con la quale i coloni rimuovono gradualmente le popolazioni palestinesi, come \u00e8 gi\u00e0 in buona parte avvenuto nella\u00a0<strong>Valle del Giordano<\/strong>\u00a0e nella parte meridionale del Monte Hebron. Molti Palestinesi considerano questo fenomeno una \u201cseconda Nakba\u201d, la prima Nakba essendo l\u2019espulsione dei Palestinesi dalle loro terre nel 1948.<\/p>\n<p>La situazione non riguarda pi\u00f9 solo la Cisgiordania, dove si costruiscono nuove strade riservate agli Ebrei per collegare gli insediamenti israeliani, escludendo e aggirando villaggi e comunit\u00e0 palestinesi, ma anche all\u2019interno dello stesso territorio di Israele, dove, nel maggio 2021, ad Haifa, Gerusalemme e Lod, hanno cominciato a verificarsi esplosioni di violenza anche fra Israeliani ed gli Arabo-israeliani: un fenomeno inedito per Israele.<\/p>\n<h2>La questione demografica<\/h2>\n<p>La questione degli insediamenti dei coloni \u00e8 una trasformazione fondamentale per Israele, che si collega strettamente alla questione demografica, che osservatori del mondo ebraico stesso hanno definito la \u201cbomba demografica\u201d per Israele. Alla fine del 2022, oltre sette milioni di Israeliani vivevano in Israele e in Cisgiordania, e sette milioni di Palestinesi vivevano in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza, in Israele e a\u00a0<strong>Gerusalemme Est<\/strong>.<\/p>\n<p>Il 75% della popolazione complessiva nello Stato ebraico \u00e8 rappresentata da Ebrei (6,87 milioni), il 20% da due milioni di Arabi di religione musulmana, Drusi ed Arabi cristiani, il restante 5%, ovvero 465.000 persone, sono classificati come \u201caltri\u201d. Negli ultimi dieci anni, gli Ebrei sono aumentati del 18%, ma gli Arabi del 25%. Per lo Stato ebraico diventa quindi fondamentale compensare i tassi di fertilit\u00e0 arabi sostenendo attivamente la natalit\u00e0 ebraica: entro il 2040, si prevede cos\u00ec che la popolazione del Paese aumenter\u00e0 di altri due milioni di persone.<\/p>\n<p>Ma il fatto \u00e8 che questa auspicata crescita della popolazione ebraica si verifica soprattutto grazie agli ultra-ortodossi, gli\u00a0<em><strong>haredim<\/strong><\/em>, il cui tasso di fertilit\u00e0 nel 2020 supera quello di qualsiasi altro gruppo israeliano: una media di 6,6 figli, rispetto ai 2,1 figli per donna laica. La crescita annuale negli ultimi cinque anni \u00e8 di poco pi\u00f9 del 4% per le donne ebree laiche, del 24% invece nella comunit\u00e0 ultra-ortodossa.<\/p>\n<p>Se sul piano demografico gli\u00a0<strong>ultra-ortodossi<\/strong>\u00a0favoriscono quindi pi\u00f9 di chiunque altro la sopravvivenza di Israele, il triplicarsi della popolazione ultra-ortodossa mette invece a dura prova l\u2019economia israeliana e la sua societ\u00e0, poich\u00e9 gli haredim sono destinatari netti delle spese per l\u2019assistenza sociale ma non contribuiscono a sostenerne il peso fiscale.<\/p>\n<p>Ma l\u2019aspetto pi\u00f9 preoccupante \u00e8 quello militare, in quanto gli\u00a0<em>haredim<\/em>\u00a0rifiutano di prestare servizio nelle forze armate: per questo si prevede un\u2019ulteriore riduzione del tasso netto di arruolamenti nelle forze armate israeliane, in costante calo, attualmente al 69% per gli uomini e al 59% per le donne. Con la conseguente possibile trasformazione delle forze armate israeliane in un esercito professionale, ancor meno disponibile a restrizioni nell\u2019uso della forza nei territori palestinesi occupati.<\/p>\n<h2>Lo Stato di Israele diventa totalitario<\/h2>\n<p>Ad un quadro interno sempre pi\u00f9 complesso, i governi israeliani hanno risposto con un graduale rafforzamento dell\u2019identit\u00e0 etnica del Paese, sviluppando il\u00a0<strong>sionismo<\/strong>\u00a0in tale direzione. Dopo l\u2019inevitabile dissolvimento della prospettiva dei due Stati, cui puntavano gli accordi di Oslo, infatti, lo Stato ebraico ha puntato in primo luogo alla completa identificazione fra\u00a0<strong>Stato di Israele<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Ebraismo<\/strong>: una prospettiva non sempre bene accetta alla diaspora ebraica, ma divenuta vera e propria legge dello Stato nel 2018, con l\u2019enunciazione, passata inosservata in Occidente, di tre principi fondamentali, che merita citare per esteso:<\/p>\n<p>\u00ab<em>L<\/em><em>a terra di Israele \u00e8 la patria storica del popolo ebraico, nella quale \u00e8 stato stabilito lo Stato di Israele.<\/em><\/p>\n<p><em>Lo Stato di Israele \u00e8 la sede nazionale (<\/em>national home<em>) del popolo ebreo, nella quale esso porta a compimento il suo diritto naturale, culturale, religioso e storico all\u2019auto-determinazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Il diritto ad esercitare l\u2019auto-determinazione nazionale nello Stato di Israele \u00e8 riservato al popolo ebraico<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 da questa impostazione, cui la\u00a0<strong>Corte Suprema<\/strong>\u00a0di Israele ha persino attribuito il crisma della democraticit\u00e0, che sono scaturite le nuove norme sui poteri del governo israeliano che hanno suscitato durissime proteste sia in Israele che nella comunit\u00e0 ebraica all\u2019estero, in quanto danno all\u2019esecutivo un controllo effettivo sul processo di nomina dei giudici; limitano fortemente il potere della Corte Suprema di determinare la costituzionalit\u00e0 delle leggi; danno alla coalizione al governo il potere di annullare l\u2019invalidazione di leggi che violino diritti. Sviluppi strutturali dello Stato di Israele, che ne mettono seriamente in discussione il carattere democratico, almeno come questo \u00e8 teoricamente definito nel mondo occidentale.<\/p>\n<p>Da questo quadro risultano evidenti le ragioni della nuova esplosione di violenza in Palestina. A fronte di uno Stato ebraico che assume un volto sempre pi\u00f9 totalitario, il mondo palestinese assiste al definitivo affossamento degli accordi di Oslo, e con esso alla possibilit\u00e0 di una qualsiasi regolamentazione dei rapporti fra Israele e i\u00a0<strong>Palestinesi<\/strong>\u00a0rivolta ad una pace giusta e duratura.<\/p>\n<p>Al loro posto, risuonano, ancorch\u00e9 del tutto ignorate dai media occidentali, le affermazioni non equivoche di autorevoli esponenti dei governi israeliani, come quella del ministro delle Finanze israeliano\u00a0<strong>Bezalel Smotrich<\/strong>\u00a0a\u00a0<em>The New Arab<\/em>, lo scorso 22 marzo 2023:<\/p>\n<p>\u00ab<em>\u00e8 necessaria la piena annessione della Cisgiordania per creare una realt\u00e0 chiara e irreversibile sul terreno ed estinguere ogni illusione di uno Stato palestinese<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi assai opinabile catalogare come terrorismo l\u2019azione di\u00a0<strong>Hamas<\/strong>\u00a0di queste ore, almeno da parte di quanti esaltano la resistenza armata contro le occupazioni militari straniere avvenute in ben diversi contesti storici: il regime di occupazione della Palestina dura infatti oramai da 75 anni; gli accordi internazionali che dovevano porvi fine con la soluzione \u201c<em>a Due Stati<\/em>\u201d sono stati prima disattesi poi vanificati dallo Stato di Israele; la capacit\u00e0 militare dello Stato di Israele eccede largamente, per numero e tecnologia, quella dei Palestinesi, come dimostrato dal bilancio delle vittime di questo conflitto.<\/p>\n<h2>Il sostegno internazionale a Israele<\/h2>\n<p>Nessun altro Paese al mondo avrebbe potuto agire nel territorio da esso occupato come ha potuto fare lo Stato ebraico, se quest\u2019ultimo non avesse potuto ininterrottamente contare, con ampiezza sempre crescente, su di un vasto sostegno internazionale.<\/p>\n<p>\u00c8 questo un elemento che risulta evidente dall\u2019ascolto del martellamento del mainstreaming informativo cui assistiamo in queste ore: davvero profondamente diverso da una informazione giornalistica minimamente interessata alla verit\u00e0.<\/p>\n<p>Come dettagliato in\u00a0<em>Medio Oriente senza Pace<\/em>\u00a0da Gaetano Colonna, la costruzione di questa posizione di forza internazionale \u00e8 uno degli indubbi meriti di\u00a0<strong>Benjamin Netanhyau<\/strong>, che oggi potr\u00e0 quindi permettersi di rispondere ad un\u2019evidente sconfitta con una durissima reazione militare.<\/p>\n<p>Il premier israeliano sa infatti di potersi permettere quest\u2019uso indiscriminato della forza, grazie al fatto che Israele \u00e8 divenuto, dagli anni Ottanta del secolo scorso, il Paese guida della politica degli\u00a0<strong>Stati Uniti d\u2019America<\/strong>\u00a0in tutto il Medio Oriente: ad Israele infatti \u00e8 stato di fatto delegato il mantenimento degli interessi occidentali in tutta quell\u2019area.<\/p>\n<p>Il premier israeliano sa di avere avuto, grazie a questo rapporto privilegiato, la possibilit\u00e0 di portare dalla sua parte, sia pure con molte perduranti titubanze, persino quei Paesi arabi sunniti un tempo pi\u00f9 disponibili a sostenere i Palestinesi, basti ricordare per tutti l\u2019<strong>Arabia Saudita<\/strong>.<\/p>\n<p>Netanyahu sa che anche l\u2019<strong>Europa<\/strong>, che ancora qualche decennio fa, sempre pi\u00f9 flebilmente, invocava il rispetto dei diritti dei Palestinesi, \u00e8 oramai del tutto allineata ai desiderata israeliani:\u00a0<strong>Italia<\/strong>\u00a0in primo luogo, tanto pi\u00f9 che la destra italiana attualmente al governo deve molto del proprio sdoganamento politico al supporto israeliano.<\/p>\n<p>Il popolo palestinese \u00e8 quindi oggi completamente privo del sostegno di Paesi in grado di opporsi al progetto israeliano di cancellazione della\u00a0<strong>questione palestinese<\/strong>\u00a0dalle agende della diplomazia internazionale.<\/p>\n<p>Il disperato ricorso all\u2019uso della forza \u00e8 tutto quello che resta a questo popolo: difronte alla storia, la responsabilit\u00e0 che esso ne porta \u00e8 davvero minima\u00a0 rispetto a quella di quanti ve l\u2019hanno costretto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/clarissa.it\/wp\/2023\/10\/08\/palestina-e-israele-la-pace-e-impossibile\/\">https:\/\/clarissa.it\/wp\/2023\/10\/08\/palestina-e-israele-la-pace-e-impossibile\/<\/a>.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/megachip.globalist.it\/guerra-e-verita\/2023\/10\/09\/palestina-e-israele-la-pace-e-impossibile\/\">https:\/\/megachip.globalist.it\/guerra-e-verita\/2023\/10\/09\/palestina-e-israele-la-pace-e-impossibile\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MEGACHIP (Alfatau) Il conflitto israelo-palestinese \u00e8 entrato in una nuova fase di escalation, caratterizzata da un aumento della violenza e dall&#8217;impossibilit\u00e0 di una soluzione politica. &nbsp; Quanto sta avvenendo in Palestina non \u00e8 certo una novit\u00e0. La Striscia di Gaza \u00e8 una delle aree che residuano dal lungo conflitto tra Palestinesi e Stato di Israele, a partire dalla costituzione di quest\u2019ultimo (1948): qui \u00e8 infatti concentrata una parte numericamente assai consistente dei discendenti dei&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":37705,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/megachip.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-liY","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81900"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=81900"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81900\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":81901,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81900\/revisions\/81901"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/37705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=81900"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=81900"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=81900"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}