{"id":81904,"date":"2023-10-12T10:12:57","date_gmt":"2023-10-12T08:12:57","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81904"},"modified":"2023-10-10T14:15:19","modified_gmt":"2023-10-10T12:15:19","slug":"armenia-azerbaijan-deluse-le-speranze-di-un-incontro-a-granada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81904","title":{"rendered":"Armenia-Azerbaijan: deluse le speranze di un incontro a Granada"},"content":{"rendered":"<p><strong>di OSSERVATORIO CAUCASO E BALCANI (Onnik James Krikorian)<\/strong><\/p>\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" title=\"Tavolo con due sedie vuote \u00a9 Kostsov\/Shutterstock\" src=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/var\/obc\/storage\/images\/articoli-da-pubblicare-2\/armenia-azerbaijan-deluse-le-speranze-di-un-incontro-a-granada-227531\/2186117-1-ita-IT\/Armenia-Azerbaijan-deluse-le-speranze-di-un-incontro-a-Granada.jpg\" alt=\"Tavolo con due sedie vuote \u00a9 Kostsov\/Shutterstock\" \/><\/p>\n<div class=\"caption\">\n<p>\u00a9 Kostsov\/Shutterstock<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><em>Nessun incontro tra i leader di Armenia e Azerbaijan al vertice di Granada dello scorso 5 ottobre. Dopo il ricorso alle armi da parte azerbaijana, con il quale si \u00e8 decretata la fine del Nagorno Karabakh come entit\u00e0 autonoma, numerose questioni restano ancora aperte<\/em><\/p>\n<div><\/div>\n<p>Dopo l\u2019offensiva militare dell\u2019Azerbaijan dello scorso 19 settembre che ha portato allo scioglimento dell\u2019entit\u00e0 separatista e non riconosciuta del Nagorno Karabakh, abitata principalmente da armeni, si sperava che il primo ministro armeno Nikol Pashinyan e il presidente azerbaijano Ilham Aliyev si potessero incontrare in occasione del vertice della Comunit\u00e0 politica europea a Granada, in Spagna.<\/p>\n<p>Tuttavia, alla vigilia dei colloqui del 5 ottobre, Aliyev si \u00e8 tirato indietro, citando come motivo il fatto che al previsto incontro multilaterale, oltre al cancelliere tedesco Olaf Scholz e al presidente del Consiglio europeo Charles Michel, sarebbe stato presente il presidente francese Emmanuel Macron.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, non c\u2019\u00e8 mai stata alcuna certezza che un incontro [tra Pashinyan e Aliyev] potesse avere luogo. Nonostante Armen Grigoryan, segretario del Consiglio di sicurezza armeno, e Hikmet Hajiyev, consigliere del presidente azerbaijano, si siano incontrati lo scorso 26 settembre con i consiglieri di Macron, Scholz e Michel, il Consiglio europeo aveva menzionato solo \u201cun possibile incontro\u201d a Granada.<\/p>\n<p>A spingere Baku a cambiare idea all\u2019ultimo momento \u00e8 stata con ogni probabilit\u00e0 una visita in Armenia della ministra degli Esteri francese Catherine Colonna due giorni prima del vertice di Granada. Oltre a criticare nuovamente l\u2019Azerbaijan, Colonna ha annunciato la disponibilit\u00e0 della Francia a fornire armi all\u2019Armenia, pur specificando che si tratterebbe solo di armi difensive.<\/p>\n<p>Colonna ha anche affermato che la Francia si impegner\u00e0 a presentare una nuova risoluzione al Consiglio di sicurezza della Nazioni Unite per chiedere una missione internazionale in Karabakh ora che la regione \u00e8 passata sotto il pieno controllo di Baku, svuotandosi quasi completamente della sua popolazione.<\/p>\n<p>A infastidire ulteriormente Baku \u00e8 stato il fatto che la Francia e la Germania non abbiano voluto coinvolgere nell\u2019incontro di Granada anche il presidente turco Recep Tayyip Erdo\u011fan come\u00a0 contrappeso alla Francia, paese che Baku considera filo-armeno.<\/p>\n<p>Al vertice della Comunit\u00e0 politica europea non hanno partecipato n\u00e9 Aliyev n\u00e9 Erdo\u011fan: quest\u2019ultimo si \u00e8 giustificato affermando di avere \u201cun raffreddore\u201d. La loro assenza \u00e8 bastata a mettere in discussione il processo di dialogo facilitato dall\u2019UE, lasciando intendere che i negoziati potrebbero essere sull\u2019orlo del fallimento.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, Mosca \u00e8 sempre pi\u00f9 preoccupata per quella che considera un\u2019ingerenza occidentale nel Caucaso meridionale finalizzata ad allontanare la Russia dalla regione. Anche alcune azioni intraprese da Pashinyan, come la ratifica dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale, vengono percepite da Mosca come rivolte contro la Russia, mandando su tutte le furie Vladimir Putin.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Azerbaijan non ha bisogno di tale formato. Baku non ritiene necessario discutere dei problemi della regione con i paesi lontani. Baku crede che queste questioni possano essere affrontate e discusse all\u2019interno della regione\u201d, hanno riferito i media azeri citando le autorit\u00e0 del paese.<\/p>\n<p>Baku ha comunque rassicurato Bruxelles sul fatto che continuer\u00e0 a partecipare ai negoziati nel formato trilaterale Aliyev-Pashinyan-Michel. Ora che la questione del Karabakh \u00e8 sostanzialmente risolta, seppur ricorrendo all\u2019uso della forza, due grandi questioni da affrontare riguardano la demarcazione della linea di confine e la riapertura di tutti i collegamenti commerciali e vie di comunicazione nell&#8217;area.<\/p>\n<p>In questo contesto, il ripristino di quello che Baku e Ankara chiamano \u201cil corridoio di Zangezur\u201d, ossia di una via di collegamento tra l\u2019Azerbaijan e la sua exclave di Nakhchivan attraverso l\u2019Armenia, si impone come un problema di fondamentale importanza. Non \u00e8 ancora chiaro se le persistenti divergenze sulla questione siano state superate con la vittoria di Baku in Karabakh.<\/p>\n<p>La scorsa settimana tre ex presidenti de facto dell\u2019entit\u00e0 non riconosciuta \u2013 Arkhadi Ghukasyan, Bako Sahakyan e Arayik Harutyunyan \u2013 sono stati fermati dalle autorit\u00e0 di Baku e sottoposti a custodia cautelare con diverse accuse, tra cui quella di terrorismo.<\/p>\n<p>Yerevan, come anche diversi analisti della regione, teme che Baku possa cercare di aprire una via di collegamento con la sua exclave ricorrendo alla forza, anche se il presidente turco lo scorso 27 settembre ha dichiarato che un collegamento stradale e ferroviario potrebbe passare anche attraverso l\u2019Iran.<\/p>\n<p>In una conversazione telefonica intrattenuta il giorno del vertice di Granada, Aliyev ha rassicurato Charles Michel che l\u2019Azerbaijan non ha pretese territoriali sull\u2019Armenia. Non \u00e8 infatti la prima volta che tali rassicurazioni arrivano da Aliyev, il quale in precedenza aveva affermato che le modalit\u00e0 di funzionamento del \u201ccorridoio di Zangezur\u201d sarebbero state reciproche a quelle del corridoio di Lachin che collega l\u2019Armenia al Karabakh.<\/p>\n<p>Lo scorso 4 ottobre Elchin Amirbeyov, rappresentante del presidente azerbaijano per gli Affari speciali, ha nuovamente sottolineato che Baku \u00e8 consapevole che \u201cil corridoio di Zangezur\u201d ricadr\u00e0 sotto la sovranit\u00e0 dell\u2019Armenia. Yerevan invece si \u00e8 dimostrata riluttante ad accettare i termini del cessate il fuoco del 2020 che prevedono che \u201cil corridoio di Zangezur\u201d venga sorvegliato dalle guardie di frontiera russe.<\/p>\n<p>Anche l\u2019Iran ritiene inaccettabile qualsiasi modifica dei confini nella regione. Lo scorso 5 ottobre Ali-Akbar Ahmadian, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell\u2019Iran, ha nuovamente espresso contrariet\u00e0 a qualsiasi \u201ccambiamento geopolitico\u201d voluto da attori esterni.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019assenza di Aliyev, a Granada si \u00e8 tenuto un incontro quadrilaterale tra Macron, Michel, Scholz e Pashinyan. Al termine dell\u2019incontro, in cui si \u00e8 discusso della risoluzione del conflitto tra Baku e Yerevan, i quattro leader hanno rilasciato una dichiarazione congiunta, riconoscendo esplicitamente l\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Armenia e dell\u2019Azerbaijan, \u201clo spostamento di massa\u201d della popolazione armena del Karabakh e il suo diritto di ritornare con la creazione di un meccanismo di monitoraggio internazionale per garantire \u201cil dovuto rispetto della storia, della cultura e dei diritti umani\u201d degli armeni del Karabakh.<\/p>\n<p>Nella dichiarazione congiunta si invita anche ad una maggiore cooperazione regionale e alla riapertura di tutti i confini, compreso quello tra Armenia e Turchia. Inoltre, si sollecita il ripristino dei collegamenti regionali \u201csulla base dei principi di equit\u00e0 e reciprocit\u00e0 e nel pieno rispetto della sovranit\u00e0 e giurisdizione di ogni paese\u201d.<\/p>\n<p>Al summit di Granada Pashinyan ha ricevuto garanzie sul fatto che l\u2019UE sostiene l\u2019Armenia e che si impegner\u00e0 al massimo per mantenere la promessa di fornire a Yerevan un pacchetto in investimenti di svariati miliardi di euro.<\/p>\n<p>Dopo i colloqui di Granada, Charles Michel ha annunciato che Aliyev e Pashinyan hanno accettato di incontrarsi a Bruxelles entro la fine di ottobre. Nel frattempo, Teheran e Baku hanno iniziato a lavorare ad un primo progetto di realizzazione di un corridoio verso l\u2019exclave azerbaijana di Nakhchivan che passi attraverso il territorio iraniano, rischiando cos\u00ec di escludere l\u2019Armenia da un\u2019altra iniziativa regionale.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Armenia\/Armenia-Azerbaijan-deluse-le-speranze-di-un-incontro-a-Granada-227531\">https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Armenia\/Armenia-Azerbaijan-deluse-le-speranze-di-un-incontro-a-Granada-227531<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OSSERVATORIO CAUCASO E BALCANI (Onnik James Krikorian) \u00a9 Kostsov\/Shutterstock Nessun incontro tra i leader di Armenia e Azerbaijan al vertice di Granada dello scorso 5 ottobre. 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