{"id":81942,"date":"2023-10-13T10:00:06","date_gmt":"2023-10-13T08:00:06","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81942"},"modified":"2023-10-12T18:59:00","modified_gmt":"2023-10-12T16:59:00","slug":"se-gli-stati-uniti-scaricano-lucraina-sulleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81942","title":{"rendered":"Se gli Stati Uniti scaricano l\u2019Ucraina sull\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-81943 size-full\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/174020924-900c5ae5-2aa2-4acb-a9ba-48e6e9191745.jpg\" alt=\"\" width=\"492\" height=\"275\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/174020924-900c5ae5-2aa2-4acb-a9ba-48e6e9191745.jpg 492w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/174020924-900c5ae5-2aa2-4acb-a9ba-48e6e9191745-300x168.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 492px) 100vw, 492px\" \/><\/p>\n<p>Al vertice Ue di Granada il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non ha usato mezzi termini per definire l\u2019attuale situazione. Preso atto dei \u201ctornado politici\u201d che scuotono un\u2019America ormai travolta da una aspra campagna elettorale in vista delle presidenziali del novembre 2023, secondo Zelensky \u201cl\u2019Europa deve essere forte, non abbassare le vele in attesa della fine della tempesta\u201d perch\u00e9 gli europei non possono permettersi il lusso della stanchezza, o di abbandonare l\u2019Ucraina o di accettare un congelamento del conflitto con la Russia. Se lo facessimo secondo il presidente ucraino, saremmo tutti in pericolo poich\u00e9 nel 2028 l\u2019Europa rischia un altro \u201cmomento critico\u201d con la Russia pronta ad attaccare altri obiettivi.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 esprimere qualche dubbio sul fatto che la Russia (dipinta in Occidente come una \u201cpotenza imperialista\u201d) abbia davvero intenzione o interesse a invadere un pezzo di Europa tra cinque anni e non pu\u00f2 certo stupire che Zelensky cerchi di scongiurare il rischio, sempre pi\u00f9 concreto, che l\u2019Occidente abbandoni la causa ucraina o rallenti decisamente il flusso dio aiuti. L\u2019America lo farebbe per ragioni elettorali e perch\u00e9 tradizionalmente gli Stati Uniti, specie quando gli americani vengono chiamati al voto, decidono che i conflitti in cui sono invischiati non sono pi\u00f9 \u201cla loro guerra\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Europa lo farebbe perch\u00e9 non ha pi\u00f9 nulla da dare a Kiev in termini di armi e munizioni, perch\u00e9 tradizionalmente segue gli USA come un fedele vassallo nel coinvolgimento e nel disimpegno dai conflitti e poi anche perch\u00e9 la guerra che a dire di molti leader europei doveva logorare la Russia sta invece distruggendo la nostra economia e mina la nostra stabilit\u00e0 politica e sociale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168980\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/volodymyr-zelenskyy-speaks-at-the-u-n-on-9-19-23.webp\" alt=\"\" width=\"1115\" height=\"743\" \/><\/p>\n<p>Comprensibile quindi che gli ucraini cerchino di evitare di venire scaricati come \u00e8 gi\u00e0 successo a sudvietnamiti, curdi, afghani o iracheni. Strano piuttosto che i segnali ben tangibili di una deriva statunitense di scaricare sull\u2019Europa il grosso del peso del sostegno militare e finanziario all\u2019Ucraina non abbia acceso nessun articolato dibattito in Europa.<\/p>\n<p>Eppure nei giorni scorsi il Congresso ha bloccato i fondi per Kiev mentre Donald Trump ha chiesto provocatoriamente \u201cperch\u00e9 il corrotto Joe Biden non fa contribuire l\u2019Europa alle spese all\u2019Ucraina? Non dovremmo dare neppure un altro dollaro a Kiev fino a che l\u2019Europa non avr\u00e0 pareggiato il denaro che gli Stati Uniti hanno speso per difendere l\u2019Ucraina\u201d. Mentre Trump rispolvera il vecchio cavallo di battaglia utilizzato durante la sua presidenza di definire l\u2019Europa una scroccona che incassa la sicurezza prodotta dagli USA ma che non ne paga il conto: valutazione che durante la sua amministrazione arriv\u00f2 a mettere in discussione l\u2019Alleanza Atlantica.<\/p>\n<p>Come\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/08\/gli-ucraini-non-sfondano-in-occidente-inizia-lo-scaricabarile\/?swcfpc=1\">Analisi Difesa aveva sottolineato gi\u00e0 in agosto,<\/a>\u00a0il processo di \u201cscaricabarile\u201d degli obblighi assunti verso l\u2019Ucraina da una parte all\u2019altra dell\u2019Atlantico, era gi\u00e0 iniziato al vertice NATO di Vilnius in luglio, e gli scenari futuri con quello che ci attende nel dopoguerra, erano stati ben delineati l\u20198 agosto scorso dall\u2019economista statunitense Kenneth Rogoff, professore d\u2019economia ad Harvard e gi\u00e0 capo economista del Fondo Monetario Internazionale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168599\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/4f4c80e3c47837b096f8454bc8c27a70_1695335138_extra_large.jpeg\" alt=\"\" width=\"1115\" height=\"744\" \/><\/p>\n<p>Rogoff ha sostenuto che \u201ci costi della ricostruzione dell\u2019Ucraina saranno probabilmente molto pi\u00f9 alti del previsto, tra i 700 e i 1.000 miliardi di euro, e l\u2019Europa, che finora ha contribuito \u201crelativamente poco\u201d alla difesa di Kiev, si dovrebbe assumere \u201cquanto prima\u201d la responsabilit\u00e0 della ricostruzione. Secondo Rogoff, \u201cla necessit\u00e0 che l\u2019Europa si faccia avanti e si assuma le proprie responsabilit\u00e0 \u00e8 sempre pi\u00f9 urgente\u201d perch\u00e9 gli interessi europei \u201csono pi\u00f9 strettamente allineati con quelli dell\u2019Ucraina\u201d. Inoltre, \u201canche se il sostegno militare degli USA all\u2019Europa e all\u2019Ucraina dovesse essere confermato dopo le elezioni presidenziali, l\u2019entusiasmo dell\u2019America per degli aiuti finanziari a lungo termine probabilmente svanir\u00e0 indipendentemente dal risultato elettorale\u201d.<\/p>\n<p>Insomma, uno scenario non proprio incoraggiante per l\u2019Europa gi\u00e0 alle prese con non poche difficolt\u00e0 interne in buona parte dovute all\u2019errata percezione della Commissione Ue e di molti governi che la Russia sarebbe crollata economicamente e militarmente in poche settimane sotto il peso delle nostre sanzioni. Previsioni talmente errate che la Ue ha dovuto rinunciare allo stop alle importazioni energetiche da Mosca, oggi in pieno recupero.<\/p>\n<p>L\u2019ansia di Zelensky \u00e8 del tutto motivata: non c\u2019\u00e8 da scommettere infatti sulla disponibilit\u00e0 e capacit\u00e0 dell\u2019Europa di sostenere nel tempo Kiev, specie ora che gli americani si guardano l\u2019ombelico in vista di un anno di feroce e divisiva campagna elettorale che sta mettendo in luce inquietanti interrogativi circa l\u2019Amministrazione Biden.<\/p>\n<p>Appare infatti da tempo evidente che le condizioni di salute non consentono al presidente di affrontare con la necessaria lucidit\u00e0 gli impegni che la Casa Bianca impone soprattutto in quest\u2019epoca caratterizzata da sfide, tensioni e guerre. Gi\u00e0 oggi \u00e8 facile intuire che Biden non sia in grado di prendere decisioni con la necessaria consapevolezza, valutazione che impone necessariamente di chiedersi chi guidi realmente gli Stati Uniti. Una domanda a cui \u00e8 ancora pi\u00f9 urgente dare una risposta se si considera che Biden \u00e8 candidato per un secondo mandato che, in caso di vittoria, lo porterebbe a sedere alla Casa Bianca fino al gennaio 2029.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168601\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/7e132bef7fd7957618006da32728daa5_1695331753_extra_large.jpeg\" alt=\"\" width=\"1118\" height=\"746\" \/><\/p>\n<p>In Europa la crisi di consenso di molti governi (dalla Francia di Macron alla Germania di Scholz) si aggiunge alle attese per la nascita di un governo di coalizione in Slovacchias dove la presidenza ha annunciato il \u201ccongelamento\u201d del sostegno militare a Kiev. Dopo il successo elettorale del partito SMER-SD dell\u2019ex premier Robert Fico, che si oppone agli aiuti militari a Kiev, la decisione \u00e8 stata annunciata a Bratislava dal presidente Zuzana Caputova in base alla valutazione che \u201cla decisione su questa delicata questione deve riflettere i risultati delle recenti elezioni legislative\u201d, come ha detto un portavoce della presidenza. \u201cI risultati elettorali devono essere rispettati\u201d e Fico ha assicurato agli elettori che il suo governo non mander\u00e0 \u201cnemmeno un proiettile\u201d a Kiev e si adoperer\u00e0 per favorire negoziati di pace.<\/p>\n<p>Il segretario del Consiglio di Sicurezza Ucraino, Danilov, ha accusato la Slovacchia di collaborazionismo con il Cremlino sottolineando la \u201csignificativa presenza di agenti russi a Brastislava\u201d mentre nella Ue e pure in Italia i partiti \u201cgemelli\u201d (come il PD) dello SMER-SD slovacco chiedono l\u2019espulsione della formazione slovacca dal Partito Socialista Europeo per le posizioni \u201cfilo-russe\u201d assunte gi\u00e0 in campagna elettorale.<\/p>\n<p>\u201cRobert Fico, leader del Partito Direzione-socialdemocrazia e vincitore delle elezioni anticipate in Slovacchia \u00e8 incompatibile con i valori e i principi del socialismo europeo e mi auguro che la dirigenza dei socialisti europei decidano la sua espulsione\u201d ha detto Stefano Graziano, capogruppo del Pd in commissione Difesa della Camera. \u201cLe recenti esternazioni di Fico nei riguardi dell\u2019Ucraina sono gravissime e in profonda contrapposizione con le decisioni assunte in tutte le del socialismo europeo\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-168983 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/robert-fico-1200.jpg\" alt=\"\" width=\"404\" height=\"212\" \/><\/p>\n<p>Fico (nella foto a sinistra), ora impegnato a formare un governo trovando almeno altri 34 parlamentari oltre ai 42 del suo partito, ha ribadito dopo l\u2019affermazione elettorale le posizioni nette sul conflitto in Ucraina basate sullo stop alle forniture militari a Kiev e sull\u2019avvio di trattative con la Russia per concludere il conflitto che tanti danni economici sta determinando soprattutto in Mitteleuropa.<\/p>\n<p>Gli ambienti di Bruxelles sono tradizionalmente intimoriti e preoccupati quando i popoli d\u2019Europa si esprimono col libero voto e hanno rispolverato per l\u2019ennesima volta l\u2019ombra della disinformazione e degli agenti russi dietro al successo di Fico che ha ribaltato i risultati previsti dagli exit poll.<\/p>\n<p>Nulla di nuovo nel \u201cmaccartismo\u201d che da qualche anno sta travolgendo l\u2019informazione e la politica in Europa ma \u00e8 curioso che Fico venga dipinto come un pericoloso putiniano tenuto conto che \u00e8 stato gi\u00e0 due volte premier in Slovacchia (tra il 2006 e il 2010 e poi dal 2012 al 2018) e in quegli anni non ha mai chiesto l\u2019adesione alla Federazione Russa n\u00e9 ha adottato derive di stampo nordcoreano. Anzi, Fico \u00e8 stato per anni un simbolo della socialdemocrazia europea e non a caso il suo partito nel Parlamento Europeo fa parte del Partito Socialista Europeo di cui \u00e8 parte anche il PD, quello che per intenderci esprime commissari quali Borrel, Timmermans o Gentiloni.<\/p>\n<p>Sulla svolta polacca \u00e8 intervenuto il ministro degli Esteri ungheresi Peter Szijjarto respingendo le accuse di presunta interferenza della Russia nelle elezioni parlamentari in Slovacchia ed accusando Bruxelles di avere etichettato come \u201cspie russe\u201d tutti i politici che non seguono la corrente principale liberal europea.\u00a0 \u201cQuando un politico patriottico o una famiglia politica che mette al primo posto gli interessi nazionali e si oppone alla corrente liberal di Bruxelles vince le elezioni o almeno ha la possibilit\u00e0 di partecipare alle elezioni, Bruxelles inizia immediatamente a esercitare pressioni, attacchi ed etichette\u201d, ha detto Szijjarto al quotidiano ungherese Magyar Nemzet.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-168832 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/EVEd5LNUwAA7h8d-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"419\" height=\"285\" \/><\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che l\u2019affermazione dello\u00a0<a href=\"https:\/\/www.strana-smer.sk\/\">SMER-SD<\/a>\u00a0a Bratislava abbia coinciso con gigantesche manifestazioni antigovernative a Praga e Varsavia. Il sostegno a Kiev sembra vacillare in modo rapido da alcune settimane anche in Polonia. Dopo le dure reazioni di Kiev allo stop alle importazioni di cereali ucraini in Polonia, il premier Mateusz Morawiecki aveva annunciato lo stop alle forniture militari all\u2019Ucraina, dichiarazione parzialmente rettificata dal presidente Andrzej Duda ma nei fatti probabilmente confermata da un elemento rilevante emerso nei giorni scorsi.<\/p>\n<p>La Polonia non era infatti presente\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/10\/a-kiev-un-forum-con-le-aziende-pronte-a-equipaggiare-le-forze-armate-ucraine\/?swcfpc=1\">al Forum delle industrie della difesa in Ucraina tenutosi il 29 settembre<\/a>\u00a0nei pressi di Kiev che ha raccolto l\u2019adesione di 30 nazioni e circa 250 aziende del settore Difesa. Pur se invitato da Kiev, il governo polacco avrebbe deciso di non partecipare forse per protesta contro i crescenti legami militari tra Ucraina e Germania, inizialmente tempestosi ma ora sempre pi\u00f9 stabili e ulteriormente consolidatisi con l\u2019accordo tra l\u2019azienda di stato ucraina Ukrobronoprom e la tedesca Rheinmetall per realizzare in Ucraina uno stabilimento per produrre e riparare mezzi, armi, munizioni e veicoli.<\/p>\n<p>Tutta l\u2019iniziativa politica e strategica polacca \u00e8 impostata come alternativa alla Germania (i vertici polacchi esultarono alla distruzione\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2022\/10\/lattacco-ai-gasdotti-nord-stream-lobiettivo-e-leuropa\/\">dei due gasdotti Nodstream<\/a>) e Il 2 ottobre Morawiecki ha messo in guardia l\u2019Ucraina dallo stabilire una stretta alleanza con la Germania e ha annunciato lo schieramento di ulteriori truppe ai confini orientali con Ucraina e Bielorussia.<\/p>\n<p>In un discorso tenuto a Katowice in vista delle elezioni parlamentari, Morawiecki ha rivolto un monito a Volodymyr Zelensky. \u201cSembra che avr\u00e0 ora una stretta alleanza con la Germania. Lasciate che lo avvisi: Berlino vorr\u00e0 sempre cooperare con i russi al di sopra dei paesi dell\u2019Europa centrale\u201d, ha detto Morawiecki sottolineando che \u201c\u00e8 stata la Polonia ad accogliere sotto i suoi tetti qualche milione di ucraini: sono stati i polacchi ad accogliere gli ucraini e siamo stati noi ad aiutare di pi\u00f9, quando i tedeschi volevano inviare 5.000 elmetti a Kiev assediata\u201d, ha dichiarato Morawiecki. \u201cVale la pena non dimenticarlo, presidente Zelensky\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-168985\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/729x308.jpg\" alt=\"\" width=\"1120\" height=\"473\" \/><\/p>\n<p>Che a Varsavia le tensioni siano sempre pi\u00f9 forti a pochi giorni dal voto di domenica e che coinvolgano anche il mondo militare \u00e8 apparso chiaro anche oggi con le le dimissioni dei massimi vertici della Difesa.\u00a0 Il capo di Stato maggiore dell\u2019esercito polacco, generale Rajmund Andrzejczak, e il comandante operativo, generale Tomasz Piotrowski hanno rassegnato le dimissioni. Secondo i media polacchi si tratta di screzi tra i generali e il ministro della Difesa, Mariusz Blaszczak (nella foto sopra), che aveva accusato pubblicamente il comandante operativo di negligenza. Il presidente Andrzej Duda ha accettato le dimissioni dei due ufficiali mentre il leader dell\u2019opposizione Donald Tusk ha annunciato che altri 10 generali del Comando generale delle forze armate si sono dimessi, notizia smentita dallo stesso Comando generale.<\/p>\n<p>Anche l\u2019Ungheria, come abbiamo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/10\/crescono-le-tensioni-tra-ungheria-e-ucraina\/?swcfpc=1\">ricordato in un recente articolo<\/a>, ha assunto toni sempre pi\u00f9 duri nei confronti dei leader di Kiev ma anche delle politiche di UE e NATO.<\/p>\n<p>Nella guerra in Ucraina sembra quindi aprirsi un forse inatteso \u201cfronte mitteleuropeo\u201d che minaccia da un lato la stabilit\u00e0 degli aiuti all\u2019Ucraina e dall\u2019altro rischia di minare ulteriormente un\u2019Unione Europea sempre pi\u00f9 inadeguata a gestire le sfide che la attanagliano, specie ora che gli Stati Uniti minacciano di defilarsi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/gianandreagaian\/\">@GianandreaGaian<\/a><\/p>\n<p>Foto: Presidenza Ucraina, SMER-SD, Governo Ungherese e Unione Europea<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/10\/se-gli-stati-uniti-scaricano-lucraina-sulleuropa\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2023\/10\/se-gli-stati-uniti-scaricano-lucraina-sulleuropa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) Al vertice Ue di Granada il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non ha usato mezzi termini per definire l\u2019attuale situazione. 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