{"id":81971,"date":"2023-10-16T10:30:11","date_gmt":"2023-10-16T08:30:11","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81971"},"modified":"2023-10-15T13:29:10","modified_gmt":"2023-10-15T11:29:10","slug":"contrasto-al-terrorismo-e-se-israele-fosse-caduto-nella-sua-stessa-trappola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81971","title":{"rendered":"Contrasto al terrorismo: e se Israele fosse caduto nella sua stessa trappola?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di STRISCIA ROSSA (Gigi Marcucci)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-81972\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/netanyahu-768x512-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/netanyahu-768x512-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/netanyahu-768x512-1.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le ipotesi che pu\u00f2 fare un osservatore non specializzato, come il sottoscritto, sono due: o i servizi segreti, i super addestrati agenti dello Shin Bet, hanno dormito, affidandosi a tecnologie che non possono sostituire l\u2019intelligence sul campo; o il governo da cui dipendono non hanno ascoltato i loro allarmi. Il risultato \u00e8 comunque l\u2019orrenda strage di oltre mille israeliani innocenti, che ora l\u2019esecutivo Netanyahu, a quanto pare colto alla sprovvista, cerca di pareggiare con azioni simmetriche e sanguinose sulla striscia di Gaza. Da una parte e dall\u2019altra, i militari di Tsahal e i miliziani delle brigate Al Aqsa costituiscono una percentuale minima dei caduti. Il prezzo pi\u00f9 alto dell\u2019ennesima crisi regionale (ma di portata globale) lo stanno pagando i civili, cio\u00e8 uomini, donne e bambini inermi. E il tassametro continua a correre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Davanti all\u2019entit\u00e0 della tragedia, il dilemma iniziale pu\u00f2 apparire marginale. Ormai l\u2019escalation ha preso velocit\u00e0. Razzi Qassam, kalashnikov e armi bianche, da una parte, bombe da cinquecento chili sganciate dagli F16, dall\u2019altra, hanno macinato vite creando una situazione di non ritorno. Tanto che le Israel defence forces, ormai pi\u00f9 per necessit\u00e0 che per scelta, si preparerebbero a un intervento di terra nella Striscia che, anche per dimensioni e probabile costo in vite umane, potrebbe non avere precedenti. Il rapporto tra l\u2019intelligence israeliana e il suo governo, il dilemma su chi dei due abbia sbagliato, rimanda a un problema di fondo: perch\u00e9 una questione come quella palestinese ha potuto degenerare fino a questo punto? Chi ha lasciato marcire il problema? Chi ha aiutato Hamas, movimento fondamentalista, a soppiantare l\u2019Autorit\u00e0 palestinese, di impronta tradizionalmente laica, nella sua componente maggioritaria non incline al terrorismo, e comunque aperta al dialogo con Israele?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Intervistato anni nell\u2019ambito di un bel documentario (The Gatekeepers, I guardiani di Israele, disponibile anche su youtube) Avraham Shalom, ex capo dello Shin Bet , il servizio segreto interno, descrisse la situazione con grande lucidit\u00e0: \u201cDurante la guerra dei sei giorni ero alle Operazioni. Gli arabi si arresero e cos\u00ec improvvisamente restammo senza nemico. Dopo la violenza and\u00f2 incrementando. Adesso s\u00ec che avevamo del lavoro. E cos\u00ec\u2026cessammo di occuparci di negoziati (coi palestinesi, ndr) e cominciammo a occuparci di terrorismo. Di colpo avevamo un sacco di lavoro a Gaza e in Cisgiordania, ma anche all\u2019estero. Ci eravamo dimenticati del problema palestinese\u201d. L\u2019opzione militare aveva lasciato in secondo piano quella dell\u2019intelligence e la politica, intesa come arte del dialogo tra nemici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>C\u2019\u00e8 modo e modo di fare intelligence<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Altri colleghi di Shalom, spiegarono che c\u2019\u00e8 modo e modo di occuparsi di terrorismo. Una cosa \u00e8 piazzare un cellulare esplosivo nelle mani di chi coordina gli attentati suicidi contro gli autobus israeliani \u2013 \u201cpoi qualcuno gli telefona e, alla risposta, preme un bottone\u2026\u201d -, un\u2019altra sganciare una bomba da mezza tonnellata sul palazzo in cui, insieme a lui, vivono decine di persone verosimilmente estranee alla sua attivit\u00e0. Sottintendevano, par di capire, che il metodo giusto fosse il primo e in ogni caso segnalavano un conflitto sotterraneo con il potere politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In conclusione, il terrorismo e le modalit\u00e0 con cui viene contrastato, possono risolvere od oscurare un problema, creandone molti altri. In un\u2019intervista di alcuni giorni fa a Le Figar\u00f2, (ripresa dal Fatto Quotidiano), uno dei \u201cGuardiani\u201d del documentario, anche lui ex direttore dello Shin Bet, il contrammiraglio Amihai Ayalon, non risparmia le critiche considera il terrorismo una trappola in cui Israele \u00e8 caduta: \u201cAbbiamo gestito il problema di Hamas alternando periodi di offensive militari e tregue. Ogni volta Hamas era un po\u2019 pi\u00f9 forte\u201d. Sembra che il Muhabarat (servizio segreto) egiziano avesse avvisato Israele dell\u2019attacco \u201cterribile\u201d in preparazione (Fabio Scuto, il Fatto Quotidiano dell\u201911 ottobre 2023). Lo ha dichiarato Abbas Kamel, direttore dell\u2019Egid (Egyptian general intelligence directorade, nuova sigla internazionale per il Muhabarat al \u2018amma il principale servizio segreto del Cairo) aggiungendo che lui e i suoi collaboratori erano rimasti scioccati dall\u2019indifferenza mostrata da Netanyahu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Una situazione senza apparente via d\u2019uscita<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chiunque, negli ultimi vent\u2019anni, abbia visitato Israele e i territori palestinesi occupati ha potuto percepire una situazione senza apparente via di uscita pacifica. Bastava osservare il cosiddetto \u201cmuro di separazione\u201d, gi\u00e0 dichiarato illegale dalla Corte internazionale di giustizia, una struttura in cemento armato a suo modo capace di una insolita flessibilit\u00e0. Negli anni si \u00e8 insinuata tra fonti idriche e abitazioni, rendendole inaccessibili o quasi a contadini e residenti palestinesi. Nella splendida parte vecchia di Hebron, la citt\u00e0 di Abramo, il padre di entrambi i popoli che vivono su quella terra, i vicoli in pietra corrono sotto una rete che li separa dalle soprastanti abitazioni israeliane, dalle cui finestre piovono rifiuti impossibili da rimuovere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Cisgiordania, nel 2004, mi capit\u00f2 di parlare con giovani soldati di Tsahal di guardia a uno dei nuovi insediamenti. Alcuni di loro non nascondevano l\u2019insofferenza per il fanatismo dei coloni. Nella zona, secondo quanto denunciato da una Ong italiana, erano stati presi a bastonate bambini palestinesi che andavano a scuola. Negli ultimi anni gli insediamenti, anche questi illegali, si sono moltiplicati, e questo ha ulteriormente indebolito l\u2019Autorit\u00e0 nazionale palestinese, considerata poco capace di contrastare la politica espansiva sul suo territorio. Un via libera alla propaganda di Hamas. Il paradosso, come spiega, Lorenzo Kamel nell\u2019 intervista che gli ha fatto Oreste Pivetta per Strisciarossa (https:\/\/www.strisciarossa.it\/il-silenzio-delloccidente-su-gaza-e-gli-errori-di-netanyahu-), \u00e8 che il criminale attacco del 7 ottobre scorso \u00e8 stato possibile anche perch\u00e9 gran parte dell\u2019esercito israeliano presidiava le colonie, lasciando sguarnita la zona di separazione con Gaza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le azioni terroristiche dei miliziani delle brigate Al Aqsa sono gravissime e non possono in alcun modo essere giustificate, \u00e8 ovvio. Ma se si desidera la pace bisogna capire anche da quali errori \u00e8 nata la guerra. L\u2019alternativa si chiama Fauda, termine arabo che indica tanto il caos quanto una sequenza infinita di uccisioni e vendette.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.strisciarossa.it\/contrasto-al-terrorismo-e-se-israele-fosse-caduto-nella-sua-stessa-trappola\/\">https:\/\/www.strisciarossa.it\/contrasto-al-terrorismo-e-se-israele-fosse-caduto-nella-sua-stessa-trappola\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STRISCIA ROSSA (Gigi Marcucci) Le ipotesi che pu\u00f2 fare un osservatore non specializzato, come il sottoscritto, sono due: o i servizi segreti, i super addestrati agenti dello Shin Bet, hanno dormito, affidandosi a tecnologie che non possono sostituire l\u2019intelligence sul campo; o il governo da cui dipendono non hanno ascoltato i loro allarmi. 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