{"id":81987,"date":"2023-10-16T11:34:56","date_gmt":"2023-10-16T09:34:56","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81987"},"modified":"2023-10-16T11:34:56","modified_gmt":"2023-10-16T09:34:56","slug":"cnel-e-salario-minimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=81987","title":{"rendered":"CNEL e salario minimo"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (di Federico Giusti ed Emiliano Gentili)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-81988 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Cnel-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Cnel-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Cnel-768x512.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Cnel.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Assemblea del Consiglio Nazionale dell\u2019Economia e del Lavoro (CNEL) ha approvato un documento complesso che avvia la \u00abfase istruttoria tecnica sul lavoro povero e il salario minimo\u00bb, documento varato inizialmente con la sola astensione della UIL e il voto contrario della CGIL, poi con la contrariet\u00e0 di entrambi. Originariamente CGIL e UIL avevano accordato il proprio assenso, salvo poi trovarsi in disaccordo con l\u2019analisi finale. Questo induce ad alcune riflessioni sul ruolo stesso del CNEL e sullo strumento che rappresenta nelle mani del Governo:\u00a0<em>ergo<\/em>, non basta dissociarsi dai contenuti senza rimettere in discussione ruolo e funzione del CNEL stesso. E in effetti \u00e8 su richiesta del Governo che il CNEL aveva presentato, nel Luglio 2023, una memoria sul lavoro povero e il salario minimo (che allora venne approvata all\u2019unanimit\u00e0). Il mese successivo il Governo aveva allora chiesto anche un documento di sintesi per poter agevolmente disporre di un\u2019analisi complessiva e di una proposta sul tema, da fornire entro 60 giorni. Il documento prodotto finora, dunque, \u00e8 una scrittura istruttoria a cui seguir\u00e0 una seconda parte, dedicata alle proposte, da consegnare ai Consiglieri entro il 6 ottobre. Il documento complessivo e finale sar\u00e0 discusso in Assemblea CNEL nella seduta del 12 ottobre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questi mesi sul salario minimo si \u00e8 scatenata una autentica\u00a0<em>bagarre<\/em>, anche per via della nuova proposta del centro-sinistra, decisamente peggiorativa rispetto ai contenuti espressi dalla proposta di legge sulla quale era stata avviata una raccolta di firme (promossa da varie realt\u00e0, tra le quali USB). Tra le due opzioni non vi \u00e8 solo la differenza sull\u2019importo che dovrebbe costituire il salario minimo (quella di USB per capirci \u00e8 di 10\u20ac\/ora mentre il centro-sinistra si ferma a 9, sopra ma comunque vicino al costo orario di molti contratti gi\u00e0 siglati dai cosiddetti sindacati rappresentativi): la versione del centro-sinistra non prospetta di legare il salario minimo all\u2019inflazione, esponendo perci\u00f2 il cosiddetto \u201clavoro povero\u201d al rischio di diventare progressivamente pi\u00f9 povero negli anni a seguire, per di pi\u00f9 come conseguenza dell\u2019applicazione di una riforma che, al contrario, dovrebbe tutelarlo (e questa sarebbe una posizione difficile da cui lanciare ulteriori rivendicazioni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul fronte opposto, il CNEL si trova a dover contestare una sentenza della Corte di Cassazione<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/10\/16\/cnel-e-salario-minimo\/#_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0recentissima ma allo stesso tempo storica, che afferma come la contrattazione collettiva non possa (mai) considerarsi al di sopra dell\u2019articolo 36 della Costituzione. Quest\u2019ultimo indica chiaramente che la paga del dipendente debba essere \u00abproporzionata alla quantit\u00e0 e qualit\u00e0 del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a s\u00e9 e alla famiglia un\u2019esistenza libera e dignitosa\u00bb. Nel caso specifico, dunque, era stato applicato il contratto nazionale dei servizi fiduciari ma il giudice ha ritenuto che ci\u00f2 infrangesse i parametri dell\u2019articolo costituzionale, in quanto il lavoratore (vigilante in un supermercato Carrefour) si trovava a percepire une retribuzione pi\u00f9 bassa che in passato, a parit\u00e0 di mansioni e orario, perch\u00e9 ad ogni cambio appalto era stato fatto passare da un contratto nazionale all\u2019altro, ritrovandosi via via con uno stipendio sempre pi\u00f9 basso. Una sentenza, dunque, che in quanto promulgata dalla Corte di Cassazione potrebbe fare giurisprudenza per molti altri CCNL \u201cda fame\u201d. Purtroppo, per quanto sia palese che innumerevoli contratti siglati da CGIL, CISL e UIL siano in antitesi ai dettami costituzionali, resta il fatto che non li si potr\u00e0 rimettere in discussione con gli attuali rapporti di forza esistenti nella societ\u00e0. Anche la stessa CGIL ne \u00e8, in un certo senso, vittima: dissente dalla sintesi del CNEL ma non pu\u00f2 rinunciare a farne parte, pena il crollo dell\u2019impalcatura sulla quale si sorregge il modello concertativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma l\u2019urgenza di disinnescare questa Sentenza deriva anche dal fatto che essa rappresenta una minaccia alle regole, sottoscritte anche dalla CGIL, che sono alla base dei rinnovi contrattuali (ossia innanzitutto la triennalizzazione, il codice IPCA che esclude i prezzi energetici dai parametri utilizzati per calcolare l\u2019adeguamento dei salari al costo della vita, la stessa nozione di povert\u00e0 assoluta stabilita\u00a0dall\u2019ISTAT e l\u2019indennit\u00e0 di vacanza contrattuale). Gli aumenti al di sotto del\u00a0<em>reale<\/em>\u00a0costo della vita, che spetter\u00e0 al Giudice verificare, sono di fatto indirizzati al soddisfacimento di meri bisogni essenziali ma non permettono quella qualit\u00e0 dignitosa della vita di cui parla anche la Direttiva UE sui salari adeguati<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/10\/16\/cnel-e-salario-minimo\/#_ftn2\">[2]<\/a>. Questa non interviene sulle modalit\u00e0 che determinano il salario minimo, per legge o per contratto collettivo, n\u00e9 pu\u00f2 stabilire un tetto minimo valido\u00a0<em>erga omnes<\/em>: le Direttive fissano degli obiettivi che sta poi ai singoli Stati membri recepire. In tal maniera questi ultimi rimangono liberi di accogliere e far proprie le indicazioni adeguandole ai contesti locali\u00a0e perci\u00f2 anche la nozione di salario minimo, ripresa pi\u00f9 volte nella Direttiva<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/10\/16\/cnel-e-salario-minimo\/#_ftn3\">[3]<\/a>, muta sulla base delle condizioni economiche dei singoli Paesi: i singoli Paesi membri dovranno, s\u00ec, rivedere la normativa sul salario minimo ma lo potranno fare senza vincoli e precise indicazioni di carattere economico. Se cos\u00ec non fosse, la questione potrebbe diventare un fattore implosivo per l\u2019UE, con Paesi in evidente crisi impossibilitati a garantire salari dignitosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano nazionale, comunque, se declinato in certe modalit\u00e0 il salario minimo potrebbe colpire duramente il sistema della rappresentativit\u00e0 su cui si basa il monopolio politico dei sindacati confederali. Del resto, se la contrattazione del minimo \u00e8 una proposta storica della CGIL, oramai si \u00e8 scoperto che in tal maniera si \u00e8 irrimediabilmente innescata una pericolosa rincorsa al massimo ribasso, determinando retribuzioni da fame.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 detto, proviamo a individuare sinteticamente alcuni punti sui quali agire con una valutazione analitica, proiettabile in prospettiva in una dimensione conflittuale e rivendicativa:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>la povert\u00e0 non \u00e8 data solo dalla miseria contrattuale e salariale e di questo \u00e8 consapevole anche il Governo. Questo sta alimentando la politica dei\u00a0<em>bonus<\/em>\u00a0e sta lavorando ad una profonda revisione del\u00a0<em>welfare<\/em>, ma con finalit\u00e0 \u00a0ancorate al rafforzamento dell\u2019austerit\u00e0 salariale e, in sostanza, alla salvaguardia dei profitti d\u2019impresa e alla defiscalizzazione degli oneri contributivi (cosa su cui anche i sindacati rappresentativi concordano). Per rompere con questa impostazione \u00e8 necessario (e doveroso) rimettere in discussione i sistemi di calcolo degli aumenti contrattuali, istituire una patrimoniale e definire le tasse con criteri progressivi. L\u2019esatto contrario di quanto fanno e propongono, con posizioni diversificate, sindacato e Governo;<\/li>\n<li>il CNEL, in linea con il Governo,\u00a0propone \u00abuna visione d\u2019insieme di tutte le sue componenti [del lavoro povero] e comunque tale da legare il tema del salario minimo alla pi\u00f9 generale questione salariale e al nodo della produttivit\u00e0\u00bb. La Direttiva europea menzionata nel documento poche righe sopra aiuta a comprendere come tale \u00abvisione d\u2019insieme\u00bb dovr\u00e0 tenere conto delle specificit\u00e0 italiane e, quindi, provare a salvare il monopolio della contrattazione al ribasso oggi esistente. Ritagliare allo Stato il ruolo di finanziatore delle imprese; adottare misure temporanee, per la copertura delle quali sar\u00e0 necessario tagliare qualche risorsa destinata al\u00a0<em>welfare<\/em>\u00a0tradizionale o magari deliberare misure\u00a0<em>ad hoc<\/em>\u00a0rivolte ad alcune fasce di reddito a discapito di altre (senza mai affermare il criterio della progressivit\u00e0 del sistema di tassazione): questi, i capisaldi per \u201csalvare capra e cavoli\u201d;<\/li>\n<li>il dissenso della CGIL rispetto al documento potrebbe essere animato anche da motivazioni ben diverse da quelle evidenziate, come la platea assai ridotta dei contratti pirata che, pur essendo (secondo il CNEL) poco pi\u00f9 di 350 in totale, interessando lo 0,4% della forza lavoro, hanno acquisito una centralit\u00e0 nella strategia rivendicativa del sindacato che lascia sorpresi;<\/li>\n<li>all\u2019indomani del voto contrario al documento CNEL Landini ha dichiarato che\u00a0\u00abil governo ha fatto un errore nello scaricare [tutto] sul Cnel, che non pu\u00f2 sostituirsi n\u00e9 al governo n\u00e9 alle parti sociali, il governo a un certo punto deve dire quello che vuole dare\u00bb<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/10\/16\/cnel-e-salario-minimo\/#_ftn4\">[4]<\/a>. Da qui la richiesta di\u00a0una legge blindata sulla rappresentanza e la dichiarazione di essere a favore di un salario orario minimo sotto il quale nessun contratto deve andare. La strategia, insomma, rimane quella della concertazione a oltranza, sia pur rivendicando il riconoscimento istituzionale di un ruolo pi\u00f9 importante per le organizzazioni sindacali \u201cmaggiormente rappresentative\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">A tal proposito, nel proprio documento il CNEL riporta alcune frasi eloquenti della Direttiva europea, come le seguenti: \u00abil buon funzionamento della contrattazione collettiva sulla determinazione dei salari \u00e8 uno strumento importante attraverso il quale garantire che i lavoratori siano tutelati da salari minimi adeguati che garantiscano quindi un tenore di vita dignitoso (\u2026). Una contrattazione collettiva solida e ben funzionante, unita a un\u2019elevata copertura dei contratti collettivi settoriali o intersettoriali, rafforza l\u2019adeguatezza e la copertura dei salari minimi\u00bb<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/10\/16\/cnel-e-salario-minimo\/#_ftn5\">[5]<\/a>.\u00a0Le differenze tra CNEL e CGIL, in fondo, non sono molte: la principale \u00e8 legata al fatto che una legge sulla contrattazione per Landini deve essere fatta\u00a0<em>con<\/em>\u00a0la CGIL<a id=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/10\/16\/cnel-e-salario-minimo\/#_ftn6\">[6]<\/a>, secondo quel modello concertativo divenuto da anni la spina dorsale del maggiore sindacato italiano, che vede ogni critica all\u2019attuale sistema di contrattazione come un tentativo di estrometterla dai processi decisionali. In sostanza siamo in presenza di approcci diversi dovuti a obiettivi politici differenti ma contingenti, tattici: per il Governo ridimensionare il ruolo dei sindacati rappresenta un obiettivo storico; per la CGIL, rompere con CISL e UIL determinerebbe la crisi di quel modello concertativo (alimentato da sanit\u00e0 e previdenza integrative, per non parlare di quegli organismi paritetici istituzioni-sindacati-imprese nei quali si consuma l\u2019erosione dello stesso contratto nazionale a favore del secondo livello di contrattazione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00c8 quindi assai contraddittorio, per la CGIL, fare riferimento alla Direttiva (senza per altro rimettere in discussione il ruolo della stessa UE).\u00a0<\/strong>\u00a0Citiamo ancora il CNEL:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Nel caso della adozione di un salario minimo legale (e solo in questo caso) la direttiva impone agli Stati membri il ricorso a \u201cvalori di riferimento indicativi per orientare la loro valutazione dell\u2019adeguatezza dei salari minimi legali. A tal fine, possono utilizzare valori di riferimento indicativi comunemente utilizzati a livello internazionale, quali il 60% del salario lordo mediano e il 50% del salario lordo medio. Altri elementi valorizzati dalla direttiva, anche in termini di obbligo, per una effettiva garanzia di salari minimi adeguati riguardano:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u2013 agli oneri posti a carico del sistema delle piccole e medie imprese: \u201cnell\u2019attuare la presente direttiva gli Stati membri dovrebbero evitare di imporre inutili vincoli amministrativi, finanziari e giuridici superflui, in particolare se ostacolano la creazione e lo sviluppo di micro, piccole e medie imprese.\u201d (considerando 39 della direttiva);<br \/>\n\u2013 alla tutela dei lavoratori nel caso di appalti pubblici o contratti di concessione (art. 9), posto che la direttiva europea si applica non solo al settore privato ma anche al settore pubblico;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u2013 alla presenza di affidabili sistemi di monitoraggio della contrattazione collettiva, degli andamenti dei salari e del tasso di copertura della contrattazione collettiva (art. 10);<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u2013 alla trasparenza dei salari sul presupposto che i lavoratori dovrebbero avere facile accesso a informazioni complete sui salari minimi legali e sulla tutela assicurata dal salario minimo prevista da contratti collettivi universalmente applicabili per garantire la trasparenza e la prevedibilit\u00e0 per quanto riguarda le loro condizioni di lavoro (considerando 34 e art. 11)<\/em><em>\u00bb<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste considerazioni, o meglio indicazioni, restituiscono al Governo ruoli e compiti che potrebbero scardinare il ruolo della concertazione e, vista la maggioranza di centro-destra, relegare in un angolo la CGIL.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 evidente come la proposta CNEL miri a riscrivere le regole della concertazione prevedendo\u00a0<strong>uno stretto collegamento tra condizioni di lavoro, salari e produttivit\u00e0 che \u00e8 niente altro che l\u2019essenza pi\u00f9 profonda della funzione della contrattazione collettiva<\/strong><em>.<\/em>\u00a0Ma \u00e8 proprio il legame tra salario e produttivit\u00e0 a dover essere analizzato criticamente, se pensiamo che ogni incremento stipendiale nella contrattazione di secondo livello \u00e8 legato all\u2019aumento dei ritmi e dei tempi di lavoro e sancisce nei fatti un aumento dell\u2019estorsione di plusvalore, accordando briciole ai salariati. Purtroppo di questo e di molto altro la CGIL non parla, perch\u00e9 dovrebbe rimettere in discussione decenni di politiche al ribasso che l\u2019hanno vista o complice (con UIL e CISL) o protagonista assoluta. E nonostante il CNEL aggravi ulteriormente il carico, dichiarando che un eventuale salario minimo dovr\u00e0 in qualche modo tenere conto di tutta la retribuzione complessiva, il che andrebbe a vanificare ogni ipotesi di reale aumento del potere di acquisto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Entrando nel merito del concetto di \u201cadeguatezza\u201d in senso stretto dei trattamenti retributivi stabiliti dai contratti collettivi si \u00e8 gi\u00e0 detto della non uniformit\u00e0 di vedute tra i componenti della Commissione sulle voci retributive da prendere in considerazione per la definizione del minimo contrattuale. Questo anche in ragione del fatto che la struttura della retribuzione in Italia non \u00e8 pensata in funzione di una tariffa oraria e che, diversamente che in molti altri Paesi, esistono voci retributive<em>\u00a0sui generis<\/em>\u00a0come la tredicesima, la quattordicesima, l\u2019elemento di garanzia rispetto alla contrattazione decentrata di produttivit\u00e0. In merito ai rinnovi contrattuali, negli ultimi decenni le stesse parti sociali hanno avallato, specie in alcuni comparti, la concentrazione delle risorse concesse sempre pi\u00f9 sulle nuove forme di distribuzione del valore economico (quali la valorizzazione della produttivit\u00e0, della flessibilit\u00e0 organizzativa, del\u00a0<em>welfare<\/em>\u00a0contrattuale e della bilateralit\u00e0) e sempre meno sul minimo tabellare. Nel fare ci\u00f2 hanno contraddetto alcune delle loro stesse rivendicazioni, come quella che la professionalit\u00e0 e le competenze vadano riconosciute al livello delle scale retributive. Il sistema di contrattazione collettiva italiano si muove dunque, nel complesso, in una direzione diversa da quella della tariffa oraria e del potenziamento minimo tabellare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Difatti le conclusioni del CNEL sono tali da disinnescare ogni rivendicazione sul salario minimo\u2026 la soluzione sarebbe quella di accrescere le giornate lavorate in determinati comparti e settori, fra l\u2019altro tirando strumentalmente in ballo la questione del lavoro nero: \u00abAltro dato da tenere in considerazione, rispetto al problema del salario minimo e del lavoro povero, \u00e8 quello delle giornate medie retribuite che, in Italia, sono 235 (ISTAT). (\u2026) Una scarsa quantit\u00e0 di giornate di lavoro \u00e8 uno degli elementi pi\u00f9 rilevanti che concorrono a determinare il lavoro povero e si espone altres\u00ec a possibilit\u00e0 non quantificabili di lavoro nero\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In ultimo meritano attenzione le considerazioni finali del CNEL,\u00a0che riportiamo integralmente:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Accanto a un generale problema di riallineamento tra perimetri contrattuali e trasformazioni del lavoro, in termini di aggiornamento dei codici ATECO e dei codici CNEL prima ancora che in termini di giurisdizione intersindacale che \u00e8 questione delicatissima, resta infine da segnalare l\u2019elevata incidenza sui trattamenti retributivi minimi di prassi fraudolente e abusive con connotazioni geografiche e settoriali e con penalizzazione delle componenti pi\u00f9 vulnerabili della forza lavoro. L\u2019assenza di efficaci controlli impone pertanto di porre particolare attenzione, quale che sia la fonte di fissazione del salario minimo (legge o contratto) al problema di adeguati meccanismi di enforcement della normativa vigente.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Altrettanto importante, per i componenti della Commissione, sarebbe poi una attivit\u00e0 ricognitiva sistematica rispetto alle implicazioni pratiche dei meccanismi giuridici che sono da tempo utilizzati dalla nostra magistratura, con consolidata giurisprudenza, per conseguire l\u2019obiettivo di garantire salari adeguati. Questo avviene, come noto, attraverso l\u2019applicazione, in via parametrale e indicativa, dei trattamenti retributivi contenuti nei contratti collettivi di lavoro che cos\u00ec assumono, nei fatti e in assenza di una legge di attuazione dell\u2019articolo 39 della Costituzione, efficacia generalizzata verso tutti i lavoratori. Vero \u00e8 tuttavia che la magistratura non rinvia integralmente al contenuto economico del contratto collettivo ma solo alla cosiddetta \u201cpaga base\u201c (minimi tabellari, indennit\u00e0 di contingenza e tredicesima) con ci\u00f2 riducendo, in termini anche significativi, i trattamenti retributivi per quei lavoratori a cui non si applica direttamente un contratto collettivo. Allo stesso modo pare attentamente da indagare il rapporto tra i dati raccolti da INPS,<br \/>\nattraverso le denunce dei mensili dei datori di lavoro in merito alle retribuzioni corrisposte ai dipendenti e tutte le altre informazioni necessarie per il calcolo dei contributi, e i trattamenti retributivi effettivamente corrisposti al singolo lavoratore in busta paga. \u00c8 qui infatti che \u00e8 possibile verificare concretamente il tasso di copertura della contrattazione collettiva qualificata, e cio\u00e8 dei contratti collettivi sottoscritti dai sindacati comparativamente pi\u00f9 rappresentativi, che l\u2019analisi dei flussi Uniemens colloca a livelli elevatissimi (pari al 97% della forza lavoro).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Per tutti questi motivi i componenti della Commissione dell\u2019informazione sono concordi nel sottolineare, quale che sia la decisione politica in merito alla introduzione o meno nel nostro ordinamento giuridico di un salario minimo fissato per legge,\u00a0<strong>l\u2019urgenza e l\u2019utilit\u00e0 di un piano di azione nazionale<\/strong>, nei termini fatti propri della direttiva europea in materia di salari adeguati, a sostegno di un ordinato e armonico sviluppo del sistema della contrattazione collettiva in termini di adeguamento strutturale di questa fondamentale istituzione di governo del mercato del lavoro alle trasformazioni della domanda e della offerta di lavoro e\u00a0<strong>quale risposta sinergica<\/strong>, l\u00e0 dove condotta da attori qualificati e realmente rappresentativi degli interessi del mondo del lavoro,\u00a0<strong>tanto alla questione salariale<\/strong>\u00a0(per tutti i lavoratori italiani e non solo per i profili professionali collocati agli ultimi gradini della scala di classificazione economica e inquadramento giuridico del lavoro)\u00a0<strong>quanto al nodo della produttivit\u00e0<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Il tema da discutere nella Assemblea straordinaria del CNEL del prossimo 12 ottobre, a parere della Commissione dell\u2019informazione, non \u00e8 dunque quanta parte della retribuzione debba mantenersi in capo alla contrattazione collettiva, bens\u00ec invece come estendere le migliori pratiche di contrattazione alla generalit\u00e0 del lavoro.\u00a0<\/em><\/strong><em>In questo quadro rientrano a tutti gli effetti anche i provvedimenti, di competenza del CNEL, volti alla implementazione dell\u2019archivio dei contratti, a partire dall\u2019aggiornamento dell\u2019attuale articolazione in macro aree e settori, la cui riconfigurazione dovr\u00e0 essere parallela alla attivit\u00e0 di revisione dei codici ATECO promossa da ISTAT e funzionale ai nuovi compiti richiesti da ANAC e CONSIP in materia di individuazione dei contratti collettivi di riferimento cos\u00ec come previsto dal Codice dei contratti.<br \/>\nAltrettanto importante, per la quantit\u00e0 di risorse pubbliche investite, \u00e8 infine un attento monitoraggio della contrattazione di produttivit\u00e0 di secondo livello e delle misure di sostegno al welfare aziendale di modo che i benefici della fiscalit\u00e0 generale vadano effettivamente a favore di quelle imprese che investono sulla qualit\u00e0 del lavoro e garantiscono trattamenti retributivi minimi e complessivi adeguati nel rispetto dei principi costituzionali (art. 36 Cost). A parere della Commissione passi avanti in questa direzione possono essere fatti se il sistema delle Comunicazioni Obbligatorie sar\u00e0 allineato al codice CNEL-INPS ed esteso al repository della contrattazione decentrata.<\/em><\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/10\/16\/cnel-e-salario-minimo\/#_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0Sentenza n. 27711 della Corte Suprema di Cassazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/10\/16\/cnel-e-salario-minimo\/#_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0Direttiva UE 2022\/2041 del 19 ottobre 2022 (preceduta dall\u2019atto COM(2020)68, proposta di Direttiva).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/10\/16\/cnel-e-salario-minimo\/#_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0Leggasi in particolare il \u201cconsiderando 7\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/10\/16\/cnel-e-salario-minimo\/#_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0<em>Intervista a Maurizio Landini<\/em>, l\u2019Avvenire, 5 ottobre 2023.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/10\/16\/cnel-e-salario-minimo\/#_ftnref5\">[5]<\/a>\u00a0Considerando 22 della Direttiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn6\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/10\/16\/cnel-e-salario-minimo\/#_ftnref6\">[6]<\/a>\u00a0Come ha dichiarato Landini dal palco della manifestazione del 7 ottobre: \u00absi lavori con la Cgil e non contro di noi!\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\">\n<div class=\"a2a_kit a2a_kit_size_26 addtoany_list\" data-a2a-url=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/10\/16\/cnel-e-salario-minimo\/\" data-a2a-title=\"CNEL e salario minimo\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/10\/16\/cnel-e-salario-minimo\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/10\/16\/cnel-e-salario-minimo\/<\/a><\/strong><\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (di Federico Giusti ed Emiliano Gentili) L\u2019Assemblea del Consiglio Nazionale dell\u2019Economia e del Lavoro (CNEL) ha approvato un documento complesso che avvia la \u00abfase istruttoria tecnica sul lavoro povero e il salario minimo\u00bb, documento varato inizialmente con la sola astensione della UIL e il voto contrario della CGIL, poi con la contrariet\u00e0 di entrambi. Originariamente CGIL e UIL avevano accordato il proprio assenso, salvo poi trovarsi in disaccordo con l\u2019analisi finale. Questo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":111,"featured_media":58069,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/La_Fionda.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-lkn","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81987"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/111"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=81987"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81987\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":81989,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/81987\/revisions\/81989"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=81987"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=81987"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=81987"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}