{"id":82018,"date":"2023-10-19T10:30:28","date_gmt":"2023-10-19T08:30:28","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82018"},"modified":"2023-10-17T10:02:00","modified_gmt":"2023-10-17T08:02:00","slug":"lettera-damore-a-uneconomia-moribonda-come-hanno-ucciso-la-disciplina-piu-avvincente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82018","title":{"rendered":"Lettera d&#8217;amore a un&#8217;economia moribonda. Come hanno ucciso la disciplina pi\u00f9 avvincente"},"content":{"rendered":"<p><strong>di KRITICA ECONOMICA (Anna Noci)<\/strong><\/p>\n<section class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-ff33495 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"ff33495\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-33 elementor-top-column elementor-element elementor-element-1ae9618 ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"1ae9618\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-73a3aa4 elementor-widget elementor-widget-global elementor-global-6694 elementor-widget-heading\" data-id=\"73a3aa4\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">L\u2019economia \u00e8 morta? La domanda giusta per\u00f2 forse \u00e8 un\u2019altra: mia amata economia, che cosa ti hanno fatto?<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-33 elementor-top-column elementor-element elementor-element-5b0fa4e elementor-hidden-mobile ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"5b0fa4e\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-33 elementor-top-column elementor-element elementor-element-1c43a67 elementor-hidden-mobile ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"1c43a67\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<section class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-3e57304 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"3e57304\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-33 elementor-top-column elementor-element elementor-element-106e79c ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"106e79c\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-2617fe7 elementor-widget elementor-widget-ae-post-content\" data-id=\"2617fe7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"ae-post-content.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<div class=\"ae-element-post-content\">\n<p>All&#8217;universit\u00e0 (ci tengo a precisare, una delle migliori d\u2019Italia e d&#8217;Europa) ho studiato economia, anzi, per l&#8217;esattezza,\u00a0<em>economics<\/em>\u00a0(traducibile all&#8217;incirca con \u201cscienze economiche\u201d) ed economia pubblica. Durante la laurea triennale ho maturato la forte percezione che, in quello che stavo imparando, ci fosse qualcosa che non andava.<\/p>\n<p>Cos\u00ec,\u00a0<strong>mi sono avvicinata istintivamente alla\u00a0<a href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/blog\/economia-nelle-scuole-si-ma-partendo-dalla-storia-del-pensiero\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">storia del pensiero economico<\/a><\/strong>, per capire innanzitutto come fossimo arrivati a definire gli esseri umani \u201cconsumatori\u201d o alla formulazione delle curve di indifferenza. Come si usa dire,\u00a0<strong>mi si \u00e8 aperto un mondo<\/strong>. Ho finalmente capito da dove veniva la sensazione di disagio e spaesamento che provavo durante le lezioni e gli stessi argomenti visti in classe cominciarono ad assumere un senso diverso. Finalmente iniziavo a capire quello che stavo studiando.<\/p>\n<p>Proseguendo gli studi universitari (e parallelamente lo studio del pensiero economico), ho capito che\u00a0<strong>di economia non sapevo davvero nulla<\/strong>. Sapevo fare i calcoli, conoscevo le teorie economiche e i metodi statistici, ma non sapevo\u00a0<em>che cosa<\/em>\u00a0stessi facendo. E, questione per me pi\u00f9 grave, i miei professori non avevano mai reso esplicito che la teoria che ci stavano insegnando non solo ha un nome preciso (<a href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/alle-radici-della-teoria-marginalista-una-nota-teorica-parte-1\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>teoria economica neoclassica<\/strong><\/a>), ma anche che non \u00e8 l&#8217;unica teoria economica possibile. Che la teoria economica neoclassica \u00e8 una teoria che ha un\u2019origine, ma soprattutto che ha dei problemi. Che l\u2019economia che studiavo non si \u00e8 sempre chiamata\u00a0<em>economics<\/em>, ma prima si chiamava in un altro modo (<em>political economy<\/em>) e studiava altri problemi.<\/p>\n<p>Col tempo, ho capito che non tutti erano in malafede: molti professori semplicemente non sapevano queste cose, perch\u00e9 nessuno gliele aveva insegnate e loro non si erano fatti domande. A loro andava bene cos\u00ec. E per\u00f2 resta comunque molta disonest\u00e0 intellettuale, perch\u00e9 altri sanno benissimo che esiste una\u00a0<strong>pluralit\u00e0 di idee<\/strong>, ma la tacciono, convinti che l\u2019economia sia come le scienze dure, che progrediscono in modo incrementale. Secondo questa impostazione, studiare storia del pensiero economico ha la stessa utilit\u00e0 di studiare storia della scienza per un fisico: per la professione, di fatto nessuna. Come afferma\u00a0<strong>Jean Paul Fitoussi<\/strong>\u00a0nel libro-intervista\u00a0<em>La neolingua dell\u2019economia<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c\u00c8 straordinario rendersi conto che \u00e8 ormai impossibile definire questo approccio come partigiano o fazioso, che \u00e8 impossibile addirittura far notare che si tratta di un\u2019opzione, di una scelta teorica, perch\u00e9 si nega che esistano opzioni\u201d.<\/p>\n<p>(Fitoussi 2019<a class=\"__mPS2id _mPS2id-h\" href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/lettera-damore-a-uneconomia-moribonda\/#Nota_1\"><sup>1<\/sup><\/a>, 7).<\/p><\/blockquote>\n<p>E qui vengo al punto chiave. Il problema di fondo \u00e8 che\u00a0<strong>dell\u2019economia non si sa pi\u00f9 nulla<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5930\" class=\"wp-caption aligncenter\" aria-describedby=\"caption-attachment-5930\"><figcaption id=\"caption-attachment-5930\" class=\"wp-caption-text\"><\/figcaption><\/figure>\n<p><mark>Le ragioni di un tracollo<\/mark><\/p>\n<p>Oggi lo\u00a0<strong>stereotipo dei laureati in economia<\/strong>\u00a0\u00e8 il seguente: persone con cui \u00e8 estremamente penoso parlare, il cui ragionamento economico si limita al concetto di \u201crendimento\u201d, che adorano figure moralmente ambigue che per\u00f2 nella vita \u201cce l&#8217;hanno fatta\u201d. Nel pantheon ci sono Elon Musk o Warren Buffett, ma anche l\u2019onnipresente Steve Jobs, di cui sciorinano le citazioni sull\u2019innovazione, bevendosi ingenuamente tutta la retorica della Silicon Valley. Si potrebbero definire, senza timore di perdere complessit\u00e0, persone piuttosto aride. Ma anche se ignoriamo l\u2019appiattimento caratteriale,\u00a0<strong>resta l\u2019appiattimento oggettivo delle conoscenze economiche<\/strong>\u00a0di chi l\u2019economia dovrebbe averla studiata. Ci\u00f2 ha ragioni molto precise. La spiegazione, in sostanza, \u00e8 che\u00a0<strong>l\u2019economia non viene pi\u00f9 insegnata<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo studio dell\u2019economia si \u00e8 ridotto a un veicolo per trovare lavoro (come molte altre facolt\u00e0 del resto). Questo uso prettamente strumentale del sapere economico ha trovato un terreno fertile nel\u00a0<strong>processo di matematizzazione<\/strong>\u00a0dell\u2019economia cominciato nel secondo dopoguerra, ma forse gi\u00e0 con i marginalisti. Un processo che ha progressivamente svuotato l\u2019economia delle sue premesse filosofiche e del ragionamento, in favore della predominanza del calcolo e di una modellizzazione matematica sempre pi\u00f9 sofisticata. Tutto questo ha a sua volta un\u2019origine, che intreccia la fascinazione di alcuni tra i primi economisti per la fisica classica, il sentire culturale e filosofico delle epoche del\u00a0<strong>positivismo<\/strong>\u00a0e il sogno, mai sopito nell\u2019uomo, di poter un giorno controllare ogni aspetto di questa nostra vita. Tolto il senso, rimane lo strumento, il calcolo.<\/p>\n<p>Anche\u00a0<strong>l\u2019orrenda neolingua parlata dalle nuove classi dirigenti economiche<\/strong>, quel mix di italiano e inglese ormai oggetto di ironia, ha una sua origine in questo progressivo tecnicizzarsi dell\u2019economia. Come vedremo qualche riga sotto, le pubblicazioni che contano sono solo in lingua inglese e solo di articoli accademici (detti rigorosamente\u00a0<em>paper<\/em>). L\u2019effetto \u00e8 stato quello, tra gli altri, di far sparire il\u00a0<strong>lessico economico italiano<\/strong>, per cui oggi \u00e8 quasi impossibile pensare e scrivere di economia in italiano in modo decente. Ma la perdita della lingua \u00e8 la perdita del pensiero. C\u2019\u00e8 una differenza abissale tra i libri di economia scritti prima e dopo agli anni Ottanta. Non \u00e8 un fenomeno solo italiano: recentemente i Paesi Bassi hanno deciso di limitare i corsi in inglese per paura che si perda la capacit\u00e0 di portare avanti la ricerca in olandese, perch\u00e9 significherebbe perdere proprio la capacit\u00e0 di\u00a0<em>pensare<\/em>\u00a0il mondo.<\/p>\n<p><strong>Due fenomeni<\/strong>\u00a0su tutti mostrano in modo lampante questa involuzione: la progressiva scomparsa dello studio del pensiero economico in quasi tutto il mondo occidentale e la progressiva standardizzazione degli esami in test a crocette o vero\/falso, modalit\u00e0 importata dagli Stati Uniti dove era gi\u00e0 utilizzata almeno dagli anni Sessanta.<\/p>\n<p>In un articolo accademico del 1987,\u00a0<em>\u201cOut of the Closet: A Program for the Whig History of Economic Science\u201d<\/em><a class=\"__mPS2id _mPS2id-h\" href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/lettera-damore-a-uneconomia-moribonda\/#Nota_2\"><sup>2<\/sup><\/a>, il principe dell\u2019economia moderna\u00a0<strong>Paul Samuelson<\/strong>\u00a0(1915-2009) sosteneva che per gli studenti non aveva pi\u00f9 senso studiare storia del pensiero economico, perch\u00e9 l\u2019economia era diventata ormai cos\u00ec complessa che il tempo limitato degli anni universitari doveva essere impiegato per studiare l\u2019<em>economics<\/em>\u00a0e affinare le competenze matematiche.\u00a0<strong>Gli studenti si sarebbero dovuti dedicare alla matematica avanzata e alla statistica<\/strong>\u00a0se volevano stare al passo con una modellizzazione sempre pi\u00f9 sofisticata. \u00c8 la formulazione della cosiddetta\u00a0<em>\u201cwhig history of economics\u201d<\/em>, dal titolo del\u00a0<em>paper<\/em>, che ricalca l\u2019idea per cui l\u2019economia sarebbe una scienza che procede in modo incrementale. A dire il vero, poi, nella formulazione di questo approccio Samuelson fu particolarmente scorretto: molta della sua fortuna in ambito accademico, infatti, deriva proprio dalla sua profonda cultura di economia e storia del pensiero. Esistono carteggi copiosi in cui Samuelson discute di Karl Marx, ma anche di Adam Smith.<\/p>\n<figure id=\"attachment_8159\" class=\"wp-caption aligncenter\" aria-describedby=\"caption-attachment-8159\"><\/figure>\n<p><mark>Il deserto di oggi<\/mark><\/p>\n<p>Gli esami a crocette sono la naturale modalit\u00e0 di esame in un\u2019<a href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/universita-italiana-eccellenza-boeri-perotti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">universit\u00e0<\/a>\u00a0sempre pi\u00f9 aziendalizzata e votata al risparmio di tempo e denaro. La distruzione del\u00a0<em>welfare<\/em>\u00a0pubblico e le distorsioni di alcuni mercati, fra cui quello immobiliare, hanno mostrato senza pi\u00f9 ipocrisie che\u00a0<strong>studiare non \u00e8 per tutti<\/strong>. Anzi, spesso \u00e8 una scelta che comporta enormi sacrifici. Le universit\u00e0, per decenni feudi incontrollati, ora per ottenere i fondi hanno bisogno di raggiungere obiettivi di\u00a0<em>performance<\/em>\u00a0calcolati sul numero di studenti laureati e altri parametri. Hanno bisogno di far vedere che i propri studenti si laureano e che lo fanno in tempo, senza sprechi di soldi, che comunque le famiglie non hanno in abbondanza. I corsi da annuali sono diventati semestrali.\u00a0<strong>Non c\u2019\u00e8 letteralmente pi\u00f9 tempo per pensare e riflettere<\/strong>. Si ingurgitano nozioni e si segnano crocette.<\/p>\n<p><strong>Dal lato della ricerca non va meglio<\/strong>, anzi, forse la vera tragedia si consuma proprio qui. C\u2019\u00e8 un problema colossale con la difficolt\u00e0 di pubblicare ricerche non in linea con la teoria economica neoclassica. Inoltre, il modello di selezione delle carriere accademiche ha fatto s\u00ec che in molti casi si smettesse di entrare nel merito delle pubblicazioni, per concentrarsi solo su parametri numerici come\u00a0<em>l\u2019impact factor<\/em>\u00a0della rivista accademica e il numero di citazioni ricevute. Come disse una volta un professore di storia (di cui purtroppo non ricordo il nome) durante una conferenza:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cL\u2019ANVUR<sup class=\"modern-footnotes-footnote \" data-mfn=\"1\" data-mfn-post-scope=\"000000007781e86e000000001914e30e_8150\"><a role=\"button\" aria-describedby=\"mfn-content-000000007781e86e000000001914e30e_8150\">1<\/a><\/sup>\u00a0si \u00e8 inventata il modo per non dover leggere pi\u00f9 i libri\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p>Di fatto,\u00a0<strong>l&#8217;abissale ignoranza del laureato medio in economia<\/strong>\u00a0sulla sua stessa materia non \u00e8 nemmeno pi\u00f9 un problema: ormai \u00e8 molto difficile che debba entrare davvero nel merito del retroterra di ci\u00f2 che ha scritto. \u00c8 sufficiente citare le conclusioni a cui sono giunti autorevoli autori pubblicati su altrettanti autorevoli\u00a0<em>journals<\/em>, poco importa che siano fondati su errori di calcolo su o teorie che la realt\u00e0 ha dimostrato essere false. Al massimo gli viene richiesta una verifica sui dati\u2026 che per\u00f2 non sempre accade. Celebre il caso della\u00a0<strong>ricerca di Reinhart and Rogoff<\/strong>\u00a0(2010)<a class=\"__mPS2id _mPS2id-h\" href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/lettera-damore-a-uneconomia-moribonda\/#Nota_3\"><sup>3<\/sup><\/a>\u00a0sul legame tra debito pubblico e crescita, i cui risultati (si \u00e8 scoperto poi) erano basati sul\u00a0<em>cherry picking<\/em>\u00a0dei casi-studio e su un errore di selezione delle celle di Excel. Peccato che questo studio \u00e8 stato alla base delle politiche di bilancio restrittive di mezzo mondo e influenzi ancora oggi l\u2019approccio di molti economisti e governi al debito pubblico.<\/p>\n<p>Insomma, si \u00e8 innescato un\u00a0<strong>circolo vizioso<\/strong>: agli studenti viene insegnata una sola teoria economica, la cui egemonia si consolida attraverso un saldo monopolio delle pubblicazioni necessarie per fare carriera accademica, che a sua volta produce solo insegnanti omologati al paradigma vigente che a loro volta fanno ricominciare il ciclo.<\/p>\n<p>E gli\u00a0<strong>studenti<\/strong>? Parlando con loro, ho rilevato spesso una mancanza di senso su quello che stanno studiando. Si trovano\u00a0<strong>spaesati<\/strong>, tra grafici che spuntano a ogni lezione, complesse equazioni e definizioni che spesso prendono acriticamente. Ad alcuni va bene cos\u00ec, basta concludere, prendersi un pezzo di carta e cominciare a fare stage nella speranza di trovare un buon lavoro. Altri invece ne vorrebbero sapere di pi\u00f9, ma spesso non trovano nessun professore che possa soddisfare la loro curiosit\u00e0.<\/p>\n<p><mark>Addio o arrivederci?<\/mark><\/p>\n<p>Alla luce di questa perdita di senso,\u00a0<strong>le facolt\u00e0 di economia sono destinate a scomparire<\/strong>. Allo stato attuale, sono inutili allo scopo per cui sono frequentate, cio\u00e8 trovare lavoro ed avere\u00a0<em>skill\u00a0<\/em>appetibili per le aziende nel minor tempo possibile. Ci sono gi\u00e0 indirizzi dove gli studenti sono incentivati a\u00a0<em>non<\/em>\u00a0venire a lezione, come finanza. Ma non \u00e8 difficile immaginare un futuro dove le grandi aziende e banche fonderanno accademie proprie dove formare i futuri impiegati, ovviamente attraverso una prima rigorosa selezione dei candidati. Se il sapere economico \u00e8 gi\u00e0 sparito, quindi perch\u00e9 tenere in piedi facolt\u00e0 che non possono fornire quello che davvero \u00e8 richiesto sul mondo del lavoro?<\/p>\n<p><strong>Ma ci sono anche spunti di ottimismo<\/strong>. Esistono autori critici del presente stato di cose, sia a livello di metodo di insegnamento che della teoria dominante, che pubblicano ricerche e libri dove mostrano\u00a0<a href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/insegnare-teoria-economica-gallegati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019esistenza di teorie alternative<\/a>, o dove spiegano\u00a0<a href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/letture-kritiche\/capire-neolingua-economia-fitoussi-einaudi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">le ragioni delle aberrazioni di quelle esistenti<\/a>. Lo stesso campo di studio del pensiero economico non \u00e8 scomparso, anzi, esistono riviste dedicate e vengono tutt\u2019oggi pubblicati libri ed esiste anche un dibattito sull\u2019opportunit\u00e0 o meno di continuare a studiare la storia delle idee economiche, nonostante il corso di storia del pensiero economico sia sparito dalla maggior parte degli atenei. Bisogna solo avere la fortuna di studiare in un\u2019universit\u00e0 in cui insegna qualcuno di questi professori. Ma, appunto, se ne deve avere la\u00a0<em>fortuna<\/em>.<\/p>\n<p>Dell\u2019economia pochi sanno qualcosa e quei pochi che sanno non \u00e8 facile trovarli.\u00a0<strong>Il paradosso \u00e8 che pi\u00f9 questo deserto avanza e pi\u00f9 lo studio di questa materia diventa appassionante<\/strong>. Proprio perch\u00e9 dell&#8217;economia non si sa pi\u00f9 nulla, e forse non si \u00e8 mai saputo nulla, \u00e8 questo l&#8217;ambito in cui si dovrebbe pensare e cercare di pi\u00f9. L\u2019economia \u00e8 bella, \u00e8 interessante, \u00e8 avvincente. Dietro ogni concetto, anche al pi\u00f9 arido e tecnico, si nasconde un\u2019immensa complessit\u00e0 di temi, una pluralit\u00e0 di concezioni filosofiche, di guerre di metodo. Ci sono personaggi e studiosi con le loro storie e la loro visione del mondo. L\u2019economia ha mosso la storia, ha plasmato il diritto, fa parte della vita quotidiana di tutti noi, eppure nessuno sa dire davvero cosa sia.<\/p>\n<p>Economia dovrebbe essere la materia pi\u00f9 lunga e complessa da studiare, perch\u00e9, come disse\u00a0<strong>John Maynard Keynes<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/delong.typepad.com\/files\/keynes-marshall.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nell\u2019elogio funebre<\/a>\u00a0del suo maestro Alfred Marshall, un buon economista&#8230;<\/p>\n<blockquote><p>&#8230;\u201cdeve essere matematico, storico, statista, filosofo in una certa misura. Deve capire i simboli ed esprimersi con le parole.<\/p>\n<p>Deve contemplare il particolare in termini di generale, e toccare l&#8217;astratto e il concreto nello stesso volo del pensiero. Deve studiare il presente alla luce del passato in vista del futuro. Nessuna parte della natura umana o delle istituzioni deve essere completamente estranea alla sua attenzione.<\/p>\n<p>Deve essere allo stesso tempo interessato e disinteressato, distaccato e incorruttibile come un artista, ma a volte vicino alla terra come un politico\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><mark>Spunti per ripartire<\/mark><\/p>\n<p>Nel 2021\u00a0<strong>Roberto Artoni<\/strong>\u00a0scriveva un articolo intitolato \u201cPasso d\u2019addio\u201d in cui delineava un riassunto degli sviluppi della teoria economica dagli anni \u201960 a oggi, il cui bilancio \u00e8 sostanzialmente negativo:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cAlla luce dell\u2019esperienza degli ultimi anni si pongono problemi per la ricerca economica. Oggi si assiste a una sorta di silenziamento dei dibattiti sui fondamenti della disciplina.<\/p>\n<p>(\u2026)<\/p>\n<p>Credo inoltre che uno degli aspetti deteriori dei curricula accademici vigenti sia stato l\u2019emarginazione della storia delle dottrine. \u00c8 stato affermato che chi studia oggi medicina pu\u00f2 tranquillamente ignorare Galeno e tutti i medici non moderni.<\/p>\n<p>A questa affermazione si pu\u00f2 obiettare che Le Corbusier era un attento studioso dell\u2019architettura antica. Si deve dunque decidere se l\u2019economia \u00e8 pi\u00f9 simile alla medicina o all\u2019architettura. Personalmente propendo per la seconda ipotesi\u201d.<\/p>\n<p>(Artoni 2020, 12)<a class=\"__mPS2id _mPS2id-h\" href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/lettera-damore-a-uneconomia-moribonda\/#Nota_4\"><sup>4<\/sup><\/a>.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ma d\u2019altronde, era la \u201cCronaca di una morte annunciata\u201d, per citare il titolo di un celebre romanzo, in cui tutti sanno della morte del protagonista, ma per un motivo o per l\u2019altro nessuno fa nulla per impedirlo. Nel 1985 l\u2019economista italiano\u00a0<a href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/perche-riscoprire-claudio-napoleoni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Claudio Napoleoni<\/strong><\/a>\u00a0scrisse alcune delle righe che pi\u00f9 mi sono rimaste impresse:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cL\u2019economia politica sembra (\u2026) una disciplina singolare.<\/p>\n<p>La sua singolarit\u00e0 sta in ci\u00f2: che se essa \u00e8 ricondotta a una forma &#8216;scientifica&#8217; (secondo il paradigma, cio\u00e8, delle scienze naturali), &#8216;si sa&#8217;, indipendentemente dalla possibilit\u00e0 di fondare o anche solo di argomentare bene questo &#8216;sapere&#8217;, che qualcosa di essenziale va perduto: di essenziale, si badi bene, per la conoscenza delle cose di questo mondo\u201d.<\/p>\n<p>(Napoleoni 1985, 154)<a class=\"__mPS2id _mPS2id-h\" href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/lettera-damore-a-uneconomia-moribonda\/#Nota_5\"><sup>5<\/sup><\/a>.<\/p><\/blockquote>\n<p>Quello che \u00e8 accaduto, e che tanti studenti sperimentano ogni giorno, \u00e8 stata proprio la\u00a0<strong>perdita di questo qualcosa di essenziale<\/strong>. Sempre Napoleoni, in un articolo del 1978,\u00a0<em>\u201cSraffa\u2019s Tabula Rasa\u201d<\/em>, osservando il capolinea a cui era arrivata secondo lui la teoria economica dopo l\u2019opera di Piero Sraffa, concluse lasciando un compito ai futuri studiosi di economia:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cBisogna ricominciare tutto da capo\u201d (<em>\u201che forces us to take everything back to the beginning\u201d)<\/em><\/p>\n<p>(Napoleoni 1978, 77)<a class=\"__mPS2id _mPS2id-h\" href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/lettera-damore-a-uneconomia-moribonda\/#Nota_6\"><sup>6<\/sup><\/a>.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ecco, l\u2019economia andrebbe rifatta da capo. E invece si \u00e8 deciso di ignorare i problemi e non ricominciare proprio niente.<\/p>\n<p>Ma quindi, cosa si dovrebbe fare? Come dovrebbe essere ristrutturato l\u2019insegnamento dell\u2019economia? Nessuno ha il rimedio perfetto, ma qualche linea di intervento si pu\u00f2 intravedere. Si potrebbe ricominciare ad affiancare allo studio delle materie tecniche la\u00a0<strong>storia del pensiero economico<\/strong>, non come sguardo sterile sul passato ma come via per comprendere quei fondamenti della disciplina di cui parla Artoni;\u00a0<strong>un ritorno a modalit\u00e0 di esame che stimolino il ragionamento<\/strong>\u00a0degli studenti e non siano un mero strumento di rendicontazione; un\u00a0<strong>approccio alla ricerca<\/strong>\u00a0che non si basi sul principio di\u00a0<em>auctoritas<\/em>\u00a0delle classifiche delle riviste accademiche, ma ritorni ad entrare\u00a0<strong>nel merito<\/strong>\u00a0di ci\u00f2 che viene pubblicato.<\/p>\n<p>Per quanto mi riguarda, assisto con dolore e impotenza alla morte dell\u2019economia, uccisa proprio da coloro che dicono di amarla, dai vincenti della societ\u00e0 e dell&#8217;accademia che consumano questo delitto tra le lodi del pubblico<a class=\"__mPS2id _mPS2id-h\" href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/lettera-damore-a-uneconomia-moribonda\/#Nota_7\"><sup>7<\/sup><\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-1c00766 ae-acf-repeater-layout-grid elementor-widget elementor-widget-ae-acf-repeater\" data-id=\"1c00766\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"ae-acf-repeater.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<div class=\"ae-widget-title-wrap\">\n<div class=\"ae-widget-title-inner\">\n<h2 class=\"ae-widget-title\">Note<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ae-acf-repeater-widget-wrapper ae-masonry-\" data-pid=\"8150\" data-wid=\"1c00766\">\n<div class=\"ae-acf-repeater-wrapper\">\n<div class=\"ae-acf-repeater-item\">\n<div class=\"ae-acf-repeater-inner\">\n<div class=\"ae_data elementor elementor-5706\">\n<div class=\"elementor elementor-5706\" data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5706\">\n<section id=\"Nota_1\" class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-dd13077 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default _mPS2id-t\" data-id=\"dd13077\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-536e666 ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"536e666\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-9fd6a65 elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"9fd6a65\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">1.<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-1ec38b7 elementor-widget__width-auto elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"1ec38b7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<p class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Fitoussi, J.P. (2019).\u00a0<i>La neolingua dell\u2019economia. Ovvero come dire a un malato che \u00e8 in buona salute<\/i>. Einaudi.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ae-acf-repeater-item\">\n<div class=\"ae-acf-repeater-inner\">\n<div class=\"ae_data elementor elementor-5706\">\n<div class=\"elementor elementor-5706\" data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5706\">\n<section id=\"Nota_2\" class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-dd13077 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default _mPS2id-t\" data-id=\"dd13077\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-536e666 ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"536e666\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-9fd6a65 elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"9fd6a65\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">2.<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-1ec38b7 elementor-widget__width-auto elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"1ec38b7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<p class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Samuelson, P. (1987). Out of the Closet: A Program for the Whig History of Economic Science.\u00a0<i>History of Economics Society,\u00a0<\/i>Bulletin 9 No. 1: 51\u201360.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ae-acf-repeater-item\">\n<div class=\"ae-acf-repeater-inner\">\n<div class=\"ae_data elementor elementor-5706\">\n<div class=\"elementor elementor-5706\" data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5706\">\n<section id=\"Nota_3\" class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-dd13077 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default _mPS2id-t\" data-id=\"dd13077\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-536e666 ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"536e666\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-9fd6a65 elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"9fd6a65\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">3.<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-1ec38b7 elementor-widget__width-auto elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"1ec38b7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<p class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Reinhart, C. M. and Rogoff, K. S. (2010). Growth in a Time of Debt.\u00a0<i>NBER Working paper series<\/i>. Working paper 15639.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ae-acf-repeater-item\">\n<div class=\"ae-acf-repeater-inner\">\n<div class=\"ae_data elementor elementor-5706\">\n<div class=\"elementor elementor-5706\" data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5706\">\n<section id=\"Nota_4\" class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-dd13077 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default _mPS2id-t\" data-id=\"dd13077\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-536e666 ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"536e666\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-9fd6a65 elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"9fd6a65\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">4.<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-1ec38b7 elementor-widget__width-auto elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"1ec38b7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<p class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Artoni R. (2021), Passo d\u2019addio. Moneta e Credito, 74 (295): 213-227.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ae-acf-repeater-item\">\n<div class=\"ae-acf-repeater-inner\">\n<div class=\"ae_data elementor elementor-5706\">\n<div class=\"elementor elementor-5706\" data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5706\">\n<section id=\"Nota_5\" class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-dd13077 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default _mPS2id-t\" data-id=\"dd13077\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-536e666 ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"536e666\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-9fd6a65 elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"9fd6a65\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">5.<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-1ec38b7 elementor-widget__width-auto elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"1ec38b7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<p class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Napoleoni, C. (1985).\u00a0<i>Discorso sull\u2019economia politica<\/i>. Bollati Boringhieri. Seconda edizione 2019 Orthotes Editrice.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ae-acf-repeater-item\">\n<div class=\"ae-acf-repeater-inner\">\n<div class=\"ae_data elementor elementor-5706\">\n<div class=\"elementor elementor-5706\" data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5706\">\n<section id=\"Nota_6\" class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-dd13077 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default _mPS2id-t\" data-id=\"dd13077\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-536e666 ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"536e666\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-9fd6a65 elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"9fd6a65\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">6.<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-1ec38b7 elementor-widget__width-auto elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"1ec38b7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<p class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Napoleoni, C. (1978). Sraffa\u2019s Tabula Rasa.\u00a0<i>New Left Review<\/i>: 112.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ae-acf-repeater-item\">\n<div class=\"ae-acf-repeater-inner\">\n<div class=\"ae_data elementor elementor-5706\">\n<div class=\"elementor elementor-5706\" data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"5706\">\n<section id=\"Nota_7\" class=\"has_ae_slider elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-dd13077 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default ae-bg-gallery-type-default _mPS2id-t\" data-id=\"dd13077\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"has_ae_slider elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-536e666 ae-bg-gallery-type-default\" data-id=\"536e666\" data-element_type=\"column\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-9fd6a65 elementor-widget__width-initial elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"9fd6a65\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">7.<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-1ec38b7 elementor-widget__width-auto elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"1ec38b7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<p class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Ma, come scriveva un Borges tanto fittizio quanto sconsolato, in conclusione del racconto \u201cTl\u00f6n, Uqbar e Orbis Tertius\u201d (1940) (che potrebbe avere molte affinit\u00e0 con la vicenda dell\u2019economia): \u201cIo non me ne curo, io continuo a rivedere, nelle quiete giornate dell\u2019Hotel de Adrogu\u00e8, un\u2019indecisa traduzione quevediana (che non penso di dare alle stampe) dell\u2019Urn Burial di Browne\u201d.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/kriticaeconomica.com\/lettera-damore-a-uneconomia-moribonda\/\">https:\/\/kriticaeconomica.com\/lettera-damore-a-uneconomia-moribonda\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di KRITICA ECONOMICA (Anna Noci) L\u2019economia \u00e8 morta? La domanda giusta per\u00f2 forse \u00e8 un\u2019altra: mia amata economia, che cosa ti hanno fatto? All&#8217;universit\u00e0 (ci tengo a precisare, una delle migliori d\u2019Italia e d&#8217;Europa) ho studiato economia, anzi, per l&#8217;esattezza,\u00a0economics\u00a0(traducibile all&#8217;incirca con \u201cscienze economiche\u201d) ed economia pubblica. Durante la laurea triennale ho maturato la forte percezione che, in quello che stavo imparando, ci fosse qualcosa che non andava. Cos\u00ec,\u00a0mi sono avvicinata istintivamente alla\u00a0storia del pensiero&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":63610,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/kritica-economica.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-lkS","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82018"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=82018"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82018\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82020,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82018\/revisions\/82020"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/63610"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=82018"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=82018"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=82018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}