{"id":82035,"date":"2023-10-17T12:04:07","date_gmt":"2023-10-17T10:04:07","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82035"},"modified":"2023-10-17T12:04:07","modified_gmt":"2023-10-17T10:04:07","slug":"crisi-e-fine-del-capitalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82035","title":{"rendered":"Crisi e fine del capitalismo"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Riccardo Sasso)<\/strong><\/p>\n<div id=\"cc-m-12037584577\" class=\"j-module n j-text \">\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La caduta tendenziale del saggio del profitto, evento che secondo Marx avrebbe dovuto condurre all\u2019esplosione delle contraddizioni dell\u2019economia di mercato, ponendo le condizioni per l\u2019avvento della rivoluzione globale del proletariato, non si \u00e8 verificata. La crisi del 1929, per prima, aveva fatto pensare a un tracollo irreversibile del capitalismo che, per\u00f2, non avvenne. Ci fu poi la Grande Recessione del 2008 che convinse molti, marxisti e non, della capitolazione del capitalismo. Ancora una volta le previsioni furono smentite. Nonostante la sua longevit\u00e0, per\u00f2, \u00e8 evidente che il capitalismo stia mostrando una crisi sempre pi\u00f9 profonda, una crisi non necessariamente vincolata alle grandi recessioni economiche, ma pur sempre una crisi sostanziale. Nel seguente articolo cercheremo di approfondire le caratteristiche salienti di questa crisi.\u00a0<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12037584777\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12037585177\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3 cc-m-width-maxed\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-12037585177\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=910x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i1ef59fffa014ab5f\/version\/1696867870\/image.jpg\" alt=\"Illustrazione di S. Cutts\" width=\"342\" height=\"478\" data-src-width=\"1100\" data-src-height=\"1537\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=910x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i1ef59fffa014ab5f\/version\/1696867870\/image.jpg\" data-image-id=\"7759279977\" \/><figcaption>Illustrazione di S. Cutts<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12037585277\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per tracciare le caratteristiche principali della crisi del capitalismo \u00e8 indispensabile, preliminarmente, capire che cosa s\u2019intenda con il termine \u201ccapitalismo\u201d.\u00a0<strong>La definizione pi\u00f9 propria per comprendere l\u2019essenza dell\u2019economia di mercato, e che pu\u00f2 essere universalmente accettata, \u00e8 la formula adottata da Marx di\u00a0\u00abD \u2013 M \u2013 D\u2019\u00bb<\/strong>. Questa formula significa che il capitalismo \u00e8 un sistema fondato sull\u2019investimento di una certa quantit\u00e0 di denaro (capitale) e che viene orientato alla produzione di una specifica merce, la quale sar\u00e0 poi messa sul mercato al fine di acquisire una quantit\u00e0 di denaro superiore a quella investita (profitto). Questo sistema economico, poi, per poter funzionare, abbisogna della propriet\u00e0 privata dei mezzi di produzione e della concorrenza tra gli individui (e le attivit\u00e0 economiche) che li detengono.\u00a0<strong>La storia del capitalismo pu\u00f2 essere suddivisa in tre macro periodi<\/strong>: il primo \u00e8 quello del mercantilismo tardo medievale e moderno, Il secondo, che inizi\u00f2 ad affermarsi a partire dalle due rivoluzioni industriali, prende il nome di capitalismo industriale. Il terzo, invece, \u00e8 nominato con la locuzione anglofona late capitalism (tardo capitalismo). Questa, considerata da molti l\u2019ultima fase del capitalismo, \u00e8 il capitalismo finanziario, delle grandi corporazioni, delle piattaforme (reti sociali, piattaforme di streaming ecc.), della moneta virtuale.\u00a0<strong>Quest\u2019ultima fase incomincia con la fine della Seconda Guerra Mondiale e raggiunge il suo apogeo nel nuovo millennio<\/strong>.<\/p>\n<p>Una volta indicate le principali tappe della storia del capitalismo \u00e8 giunto il momento di comprendere la radice della crisi di questo sistema economico.\u00a0<strong>\u00c8 indiscutibile che il capitalismo abbia portato a notevoli innovazioni tecnologiche e culturali<\/strong>. Si pensi, solo per fare un esempio, alla diffusione delle nuove idee e prospettive che, in epoca mercantile, contrassegnarono la\u00a0 nuova filosofia della modernit\u00e0. Pensiamo poi alle innovazioni apportate dalle rivoluzioni industriali e da quelle politiche (francese e americana). Per finire, poi, non possiamo dimenticare i recenti sviluppi della robotica. Sono questi solo alcuni esempi dei\u00a0<strong>grandi progressi apportati dal capitalismo. Tuttavia, questo \u00e8 solamente un lato della medaglia. Vi \u00e8 poi l\u2019altra faccia, quella nascosta e che porta con s\u00e9 i gli aspetti pi\u00f9 oscuri e cinici<\/strong>. La prima questione \u00e8 che,\u00a0<strong>tutte queste innovazioni<\/strong>,\u00a0apportate dal capitalismo, non vengono all\u2019essere direttamente per migliorare la vita degli individui e, in generale, migliorare il mondo. Esse\u00a0<strong>nascono per un solo ed un unico scopo, l\u2019accumulo indiscriminato di profitto<\/strong>. Come scrive il politologo canadese\u00a0<strong>Nick Srnicek<\/strong>:\u00a0<strong>\u00abNuove tecnologie, nuove forme organizzative, nuove forme di sfruttamento, nuove professioni e nuovi mercati emergono per creare nuove modalit\u00e0 di accumulo del profitto\u00bb<\/strong>\u00a0(<em>Platform captalism)<\/em>. I sostenitori dell\u2019economia capitalista, a questo punto, potrebbero rifarsi alle idee di\u00a0<strong>Adam Smith<\/strong>, il quale sosteneva che \u00e8 proprio dall\u2019egoismo individuale dei produttori che scaturisce la qualit\u00e0 della merce: una buona merce \u00e8 pi\u00f9 profittevole di una merce scadente. Questa posizione, per\u00f2, tiene conto solamente di un aspetto, e cio\u00e8, la\u00a0<strong>convinzione che sia la merce venduta dalle aziende a migliorare la vita degli individui<\/strong>. Spieghiamoci con un esempio: i combustibili fossili, monopolizzati da colossi corporativi, sono utili per cose come i trasporti e, sotto questo punto di vista, migliorano la vita degli individui. Tuttavia, essi sono anche particolarmente inquinanti e stanno contribuendo significativamente a rendere il nostro pianeta inabitabile. Questo, dunque, rappresenta un notevole svantaggio per la societ\u00e0 umana. Nonostante ci\u00f2, si rimarca sul fatto che i combustibili fossili sono particolarmente profittevoli e, dunque, non possono essere dismessi. L\u2019ambiente ne sar\u00e0 devastato, tuttavia, il profitto sar\u00e0 notevole. Come emerge da questo semplice esempio,\u00a0<strong>il benessere degli individui e l\u2019egoismo dei produttori non sono due cose legate, n\u00e9 tantomeno vicendevolmente implicate.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019accumulo indiscriminato di denaro, dunque, \u00e8 l\u2019unica cosa che conta nell\u2019economia capitalistica<\/strong>. Non \u00e8 bene ci\u00f2 che migliora la vita degli individui, ma \u00e8 bene ci\u00f2 che garantisce un maggior guadagno. Ecco dunque emergere il primo aspetto della crisi del capitalismo: esso si propone come mezzo d\u2019incremento del benessere, tuttavia,\u00a0<strong>il suo scopo primario \u00e8 l\u2019incremento del profitto; il benessere \u00e8 qualcosa di secondario<\/strong>. Questo fatto \u00e8 vero se la si guarda dal lato dei consumatori, ma anche dal lato dei produttori. Come ha affermato il filosofo italiano\u00a0<strong>Emanuele Severino<\/strong>:<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12037585877\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p><strong>\u00ab (U)n industriale pu\u00f2 servirsi dei propri guadagni per divertirsi. Il divertimento pu\u00f2 stare in cima ai suoi pensieri, ma non \u00e8 lo scopo oggettivo della sua attivit\u00e0 economica, perch\u00e9 uno scopo siffatto \u00e8 quello che determina il modo in cui sono organizzati i mezzi per realizzarlo, e a determinare l\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale non \u00e8 la volont\u00e0 di divertirsi, ma \u00e8 la volont\u00e0 di incrementare il profitto, ossia \u00e8 l\u2019efficienza \u00bb.<\/strong>\u00a0(<em>Il dito e la luna<\/em>)<\/p>\n<p>Da ci\u00f2 emerge con grande chiarezza che lo scopo ultimo del capitalismo non \u00e8 mai il benessere individuale, l\u2019<strong>edonismo o il divertimento<\/strong>. Tutti questi\u00a0<strong>sono stratagemmi orientati al solo ed unico accumulo di profitto<\/strong>. Ecco dunque comparire il\u00a0<strong>secondo punto<\/strong>\u00a0fondamentale della crisi del capitalismo: l\u2019<strong>organizzazione di tutti gli apparati sociali in funzione del denaro<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12037586177\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p><strong>Il capitalismo non \u00e8 solamente un sistema economico, esso \u00e8 anche un sistema sociale<\/strong>. Per questa ragione, oggi si tende a parlare sempre di pi\u00f9 di\u00a0<strong>societ\u00e0 di mercato<\/strong>\u00a0e, sempre meno, di economia di mercato. Il denaro, nel capitalismo, \u00e8 l\u2019unica cosa importante. Come osserva il filosofo statunitense\u00a0<strong>Micheal Sandel<\/strong>:<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12037586277\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p><strong>\u00abSe il solo vantaggio della ricchezza fosse la possibilit\u00e0 di comprarsi yacht, auto sportive e vacanze esclusive, le disuguaglianze di reddito e di ricchezza non importerebbero molto. Man mano per\u00f2 che il denaro arriva a comprare sempre pi\u00f9 cose \u2013 l\u2019influenza politica, una buona assistenza sanitaria, una casa in un quartiere sicuro, l\u2019accesso a scuole d\u2019\u00e9lite \u2013 la distribuzione del reddito e della ricchezza assume un ruolo sempre maggiore. Laddove tutte le cose sono comprate e vendute, avere i soldi fa la differenza\u00bb<\/strong>\u00a0(<em>Quello che i soldi non possono comprare-i limiti morali del mercato<\/em>).<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12037586477\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>Si presti molta attenzione all\u2019espressione usata da Sandel\u00a0<strong>\u00abavere i soldi fa la differenza\u00bb<\/strong>. Cosa significa quest\u2019espressione in termini filosofici?\u00a0<strong>Significa che il criterio di discernimento di una cosa dall\u2019altra \u2013 nel capitalismo &#8211; diventa il denaro e, di conseguenza, sar\u00e0 il coefficiente sociale che genera tutti i valori<\/strong>. Se si pensa che la formula troneggiante sul dollaro americano &#8220;<em>In God we trust&#8221;<\/em>\u00a0(noi crediamo in Dio) rappresenti la devozione religiosa di un popolo, si pensa male. Come vedremo a breve il vero significato di\u00a0<strong>quell\u2019espressione \u00e8 qualcosa di molto pi\u00f9 oscuro e malato<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12037586777\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-12037586777\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i3e837f2b1e9af5ee\/version\/1696868640\/image.jpg\" alt=\"M.J. Sandel\" data-src-width=\"240\" data-src-height=\"210\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/none\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/i3e837f2b1e9af5ee\/version\/1696868640\/image.jpg\" data-image-id=\"7759280677\" \/><figcaption>M.J. Sandel<\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12037586977\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p><strong>\u00abAvete mai udito di quel pazzo che accese una lanterna di pieno mattino, e corse al mercato gridando incessantemente \u201cCerco Dio! Cerco Dio!\u201d [\u2026] \u201cDio \u00e8 morto! Dio continua ad esser morto! E noi l\u2019abbiamo ucciso\u00bb<\/strong>\u00a0(<em>La gaia scienza<\/em>). Cos\u00ec scriveva il filosofo tedesco\u00a0<strong>Friedrich Nietzsche<\/strong>\u00a0in una delle sue opere pi\u00f9 conosciute. Molto interessante, come osservato dal filosofo italiano\u00a0<strong>Massimo Cacciari<\/strong>, dove quest\u2019annuncio dell\u2019uomo folle sia fatto: in un mercato. Il mercato \u00e8 il luogo in cui tutto \u00e8 in vendita, dove si vende e si acquista la merce. La nostra societ\u00e0 \u00e8 detta di mercato perch\u00e9 tutto \u00e8 in vendita, gli esseri umani sono di volta in volta produttori e consumatori e, oltre a ci\u00f2, sono anche merce come forza lavoro. Qui tutto \u00e8 in vendita e ci\u00f2 che genera valore \u00e8 il denaro.<\/p>\n<p><strong>Il denaro \u00e8 la divinit\u00e0 spasmodicamente ricercata e venerata nel capitalismo<\/strong>. Nel capitalismo, la carit\u00e0, il bene e la giustizia, che religione e filosofia sono solite chiamare Dio, non contano pi\u00f9 nulla. Nel capitalismo vige la regola del\u00a0<em>mors tua vita mea<\/em>. Devo eliminarti per poter vivere, perch\u00e9 la mia vita \u00e8 determinata dalla quantit\u00e0 di denaro che possiedo: il denaro che tu possiedi \u00e8 qualcosa di tolto a me. Tu devi soccombere perch\u00e9 io viva. Ecco come il denaro diventa la fonte generatrice di tutti i valori e non pu\u00f2 esistere altro che questo.\u00a0<strong>Perch\u00e9 l\u2019uomo che cerca Dio al mercato \u00e8 deriso? Perch\u00e9 l\u2019idea di Dio, al mercato, \u00e8 un\u2019idea ridicola, dove tutto \u00e8 messo in vendita, ci\u00f2 che si venera \u00e8 il denaro: &#8220;<em>In God we trust<\/em>&#8220;<\/strong>. Oggi il denaro sta diventando sempre di pi\u00f9 una realt\u00e0 virtuale, impalpabile, incommensurabile. Il processo di divinizzazione del denaro \u00e8 sempre pi\u00f9 rapido, un &#8220;Grande Fratello&#8221; di orwelliana memoria raccoglie tutte le nostre informazioni e diventa pervasivo e onnipresente in ogni anfratto della nostra vita, con pubblicit\u00e0; creazione di bisogni e nuova merce da acquistare.\u00a0<strong>Gli oracoli del signore, che nel capitalismo sono i mercati, dettano la linea politica e sociale a tutto il mondo, ci dicono cosa si pu\u00f2 fare e cosa no, diventano pervasivi nelle nostre vite<\/strong>.<\/p>\n<p>A questo punto sorge un\u00a0<strong>altro problema: che cos\u2019\u00e8 il denaro?<\/strong>\u00a0Nel precedente paragrafo, si \u00e8 visto come il denaro sia qualcosa di dato per assodato nella societ\u00e0 contemporanea, tuttavia, \u00e8 doveroso chiedersi di che cosa si tratti sostanzialmente, a che cosa stiamo votando tutta la nostra esistenza? La risposta \u00e8 che il denaro non \u00e8 nient\u2019altro che una\u00a0<strong>convenzione sociale<\/strong>. Non ci vuole tanto a capirlo: il denaro non \u00e8 sempre esistito; non \u00e8 sempre stato uguale; il calcolo del suo valore economico \u00e8 stato fatto in modi diversi.\u00a0<strong>Il denaro ha valore in relazione ai rapporti sociali<\/strong>. Questo \u00e8 il grande dramma della societ\u00e0 di mercato, la sottomissione dei consociati a un\u2019invenzione. Se \u00e8 vero che tutto \u00e8 messo in vendita, lo \u00e8 per una decisione arbitraria, per una consuetudine che, nel corso del tempo, \u00e8 stata data per assodata ed \u00e8 stata considerata come un dato di fatto. Sempre\u00a0<strong>Nietzsche<\/strong>\u00a0ha scritto:<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12037587077\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p><strong>\u00abQuell\u2019impulso a formare metafore, quell\u2019impulso fondamentale dell\u2019uomo da cui non si pu\u00f2 prescindere neppure per un istante, poich\u00e9 in tal modo si prescinderebbe dall\u2019uomo stesso, risulta in verit\u00e0 non gi\u00e0 represso, ma a stento ammansito, dal fatto che con i suoi prodotti evanescenti, i concetti, sia stato costruito per lui un nuovo mondo, regolare e rigido, come roccaforte\u00bb<\/strong>\u00a0(<em>Su verit\u00e0 e menzogna in senso exstramorale<\/em>).<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12037587177\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: justify\">\n<p>Questo discorso pu\u00f2, senza tanti problemi, essere esteso al denaro.\u00a0<strong>Il denaro \u00e8 solamente un prodotto umano, una realt\u00e0 concettuale ed evanescente<\/strong>. Esso, con il tempo, si \u00e8 sedimentato e l\u2019essere umano ha scordato che esso sia una mera invenzione e non ha pi\u00f9 osato metterne in discussione l\u2019irrevocabilit\u00e0. Si potrebbe tentare una migliore comprensione di questo concetto attraverso le seguenti parole del filosofo inglese\u00a0<strong>Mark Fisher<\/strong>:\u00a0<strong>\u00abInutile dire che quello che sembra \u201crealistico\u201d, quello che sembra plausibile dal punto di vista sociale, \u00e8 determinato da una serie di decisioni politiche\u00bb<\/strong>\u00a0(<em>Realismo capitalista<\/em>).\u00a0<strong>Il denaro \u00e8 qualcosa di questo genere, si tratta di una mera convenzione politica considerata come realistica, plausibile, data per assodata e, infine, necessaria. Una volta che i consociati si saranno dimenticati di aver inventato qualcosa, ecco allora che si verificher\u00e0 un\u2019alienazione e l\u2019invenzione diventer\u00e0 una necessit\u00e0 ontologica e deontologica. Il fatto che sia cos\u00ec difficile pensare ad un\u2019alternativa al capitalismo, pi\u00f9 difficile che immaginarsi la fine del mondo, \u00e8 dovuto all\u2019irrevocabilit\u00e0 e alla necessit\u00e0 che \u00e8 stata attribuita al denaro. Poich\u00e9 non si riesce a pensare alla propria vita senza un soldo in tasca, non si riesce a pensare a un mondo alternativo al capitalismo.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12037587277\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: justify\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-12037587277\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=348x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ie0e84bdc8ec67fa5\/version\/1696868816\/image.jpg\" alt=\"F. Nietzsche\" data-src-width=\"800\" data-src-height=\"1068\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/app\/cms\/image\/transf\/dimension=348x10000:format=jpg\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ie0e84bdc8ec67fa5\/version\/1696868816\/image.jpg\" data-image-id=\"7759280777\" \/><figcaption>F. Nietzsche<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12037587377\" class=\"j-module n j-text \">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il denaro, in ultima analisi, non \u00e8 altro che un feticcio<\/strong>,\u00a0una realt\u00e0 sovraccaricata di significato per una funzione sociale, una convenzione, una metafora, un comune accordo, un gioco. Nella creazione di convenzioni, di per s\u00e9, non c\u2019\u00e8 nulla di male.\u00a0<strong>Il problema del denaro risiede nel fatto che esso stia trascinando tutta la realt\u00e0 al niente. Che cosa s\u2019intende dire con ci\u00f2?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La caduta tendenziale del saggio del profitto non \u00e8 avvenuta, tuttavia qualcos\u2019altro sta per accadere.\u00a0<strong>Tutta la realt\u00e0 \u00e8 orientata verso un inesorabile nulla<\/strong>. L\u2019accrescimento smisurato della povert\u00e0, la concentrazione di risorse nelle mani di sempre meno persone, la crisi climatica, la crisi sanitaria, la crisi culturale, la crisi democratica, la crisi educativa e civile sono tutte realt\u00e0 che contrassegnano un\u2019unica cosa: ci stiamo avviando verso il nulla. Se la realt\u00e0 \u00e8 ridotta a merce, funzionale all\u2019arricchimento, essa ha valore solo nella misura in cui riesce ad essere monetizzata. Quando la realt\u00e0 smette di essere sfruttabile perde il suo valore di mercato e cos\u00ec tutto si logora, tutto si consuma, tutto si riduce al niente.\u00a0<strong>Se l\u2019ente si distacca dall\u2019essere smette di esistere, ma se l\u2019essere diventa il denaro qualora l\u2019ente dovesse smettere di essere mercificabile smetterebbe di essere<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il desiderio smodato di denaro, la progressiva mercificazione della realt\u00e0, lo sfruttamento estremo della natura e degli uomini sono orientati all\u2019accumulo di denaro, ma il consumo sta conducendo la realt\u00e0 al logoramento. La minaccia dell\u2019estinzione umana e di molte altre speci biologiche \u00e8 qualcosa d\u2019inscritto in una visione del mondo, quella della religione del denaro, che sta portando le cose al niente.\u00a0<strong>La fine del capitalismo si gioca nel progressivo annichilimento della realt\u00e0 sociale che impedir\u00e0 allo stesso capitalismo di esistere<\/strong>. A un tal punto dell\u2019involuzione del mondo civilizzato,\u00a0<strong>le opzioni rimaste all\u2019uomo contemporaneo sono solo due: smantellare il sistema di mercato e deporre i suoi idoli, o lasciare che il nichilismo trionfi definitivamente sulla nostra civilt\u00e0. A NOI LA SCELTA!\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2023-1\/ottobre\/crisi-e-fine-del-capitalismo\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2023-1\/ottobre\/crisi-e-fine-del-capitalismo\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA GAZZETTA FILOSOFICA (Di Riccardo Sasso) La caduta tendenziale del saggio del profitto, evento che secondo Marx avrebbe dovuto condurre all\u2019esplosione delle contraddizioni dell\u2019economia di mercato, ponendo le condizioni per l\u2019avvento della rivoluzione globale del proletariato, non si \u00e8 verificata. La crisi del 1929, per prima, aveva fatto pensare a un tracollo irreversibile del capitalismo che, per\u00f2, non avvenne. Ci fu poi la Grande Recessione del 2008 che convinse molti, marxisti e non, della capitolazione&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":111,"featured_media":56601,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/La-Gazzetta-filosofica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ll9","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82035"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/111"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=82035"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82035\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82039,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82035\/revisions\/82039"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/56601"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=82035"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=82035"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=82035"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}