{"id":82049,"date":"2023-10-18T12:10:45","date_gmt":"2023-10-18T10:10:45","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82049"},"modified":"2023-10-18T12:10:45","modified_gmt":"2023-10-18T10:10:45","slug":"guerra-delle-armi-guerra-delle-coscienze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82049","title":{"rendered":"Guerra delle armi, guerra delle coscienze"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ERETICAMENTE (Roberto Pecchioli)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-82050 size-full\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Roberto-Pecchioli-2-5.png\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Roberto-Pecchioli-2-5.png 800w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Roberto-Pecchioli-2-5-300x225.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Roberto-Pecchioli-2-5-768x576.png 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Un vecchio amico di destra, persona solitamente mite, a proposito degli eventi in Palestina ha detto, livido di rabbia e con uno sguardo che non gli conoscevo: spero che gli Israeliani distruggano per sempre quella gentaglia. Toni a parte (non sempre\u2026) \u00e8 il concetto espresso da tutti i partiti, dal giornalismo \u201cunificato\u201d e dalla comunicazione politica d\u2019Occidente. A ranghi invertiti, concetti uguali e contrari si possono ascoltare da sostenitori della causa araba.<\/p>\n<p>Si \u00e8 impadronito di noi l\u2019odio, armato di una violenza verbale, di un accanimento, di un\u2019incapacit\u00e0 di valutare le ragioni altrui che lascia sbalorditi. Bianco o nero, nessuna sfumatura \u00e8 ammessa. Il nemico \u00e8 qualcuno con cui occorre farla finita in ogni modo, anche con lo sterminio. La caduta morale delle nostre coscienze sgomenta, sulla scia dell\u2019orribile esempio delle \u00e9lite neo liberali. In evidente difficolt\u00e0 sul terreno del potere mondiale, sono divenute assertive, rancorose, brutali. Vittoriose contro i nemici \u2013 il fascismo prima, il comunismo poi \u2013 si sono disfatte della residua morale \u201cborghese\u201d, con le sue ipocrisie ma anche con un certo stile, rigore e senso del limite, per finire nel gorgo di un nichilismo che ha smarrito ogni ancoraggio etico. La guerra delle armi si trasferisce sul terreno delle coscienze, avvelenandole. In pi\u00f9 perde il senso della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Chi scrive ebbe modo di ascoltare dalla voce dei genitori il racconto del 10 giugno 1940, il giorno dell\u2019entrata in guerra dell\u2019Italia. La mamma, adolescente allieva di sartoria, dopo aver udito il discorso di Mussolini, speriment\u00f2 in poche ore la cruda realt\u00e0 bellica. Genova venne bombardata dall\u2019aviazione francese la stessa sera. Fu l\u2019inizio di anni di corse a perdifiato nei rifugi al suono delle sirene, il frastuono delle bombe, la paura, la distruzione, l\u2019odore del sangue, il terrore di non ritrovare la propria casa e di riconoscere tra le macerie amici, parenti, conoscenti. Il babbo era alpino a Mondov\u00ec e venne mobilitato il giorno stesso. Raggiunse il vicino fronte e cominci\u00f2 a sparare contro soldati di cui riconosceva la familiare parlata delle vallate alpine. Vide morire i primi commilitoni, anticipo della drammatica campagna di Russia a cui partecip\u00f2. Freddo, fame, morte, la scoperta dell\u2019umanit\u00e0 dei contadini russi \u2013 i nemici \u2013 il fortunoso ritorno a casa tra le macerie della patria sconfitta.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la guerra. Non siamo pacifisti con la bandiera arcobaleno. Bisogna mettere in conto l\u2019eventualit\u00e0 del conflitto \u2013\u00a0<em>p\u00f2lemos<\/em> \u00e8 il padre di tutte le cose, scriveva Eraclito duemilacinquecento anni fa \u2013 mantenere la fortezza e saper affrontare chi ci minaccia. Tuttavia, non riusciamo ad accettare il furibondo linguaggio bellicista, la diffusione dell\u2019odio, la tenace volont\u00e0 di padroni e servitori di cancellare le ragioni degli altri e la loro stessa esistenza, la negazione al nemico della qualifica di uomo.<\/p>\n<p>Nel 2022 ci hanno convinto che la Russia \u00e8 malvagia, hanno diffuso una russofobia devastante che non ha risparmiato l\u2019arte, la letteratura, la storia di quel grande paese. Sono invasori, s\u00ec, ma di terre russe per storia, lingua e sentimenti, per difendersi dall\u2019accerchiamento geopolitico dei \u201cbuoni\u201d occidentali, il cui suprematismo invertito (noi, quelli della tolleranza, del multiculturalismo, dei \u201cdiritti\u201d) \u00e8 la maschera dell\u2019imperialismo, della volont\u00e0 di potenza, del colonialismo. Abbiamo dimenticato che due popoli vicini e fratelli si stanno massacrando in conto terzi. Lutti, distruzione, sangue, dolore. Oggi per la gioia di chi fa lucrosi affari con le armi e l\u2019economia di guerra. Domani, l\u2019affarone: la ricostruzione miliardaria (il fondo Black Rock \u00e8 in prima fila) di quel che rester\u00e0 di una nazione distrutta, che ha perduto, tra fughe, profughi, emigrazione, caduti di guerra, met\u00e0 della popolazione.<\/p>\n<p>Si stava aprendo una consapevolezza nuova dinanzi al conflitto ucraino, ed ecco deflagrare lo scenario palestinese. Qui il manicheismo ha raggiunto livelli intollerabili. Se l\u2019amico filo-occidentale si augura la fine dei palestinesi, altri sperano nell\u2019inizio della distruzione totale dello Stato ebraico. Personalmente simpatizzo per la causa palestinese. Dal comodo salotto di casa, sorseggiando una bibita davanti alla televisione che trasmette le immagini scelte dal potere, riusciamo a immaginare noi stessi nelle condizioni di un palestinese di Gaza, della Cisgiordania o di un campo profughi? Come la penseremmo\u00a0 se avessero cacciato noi o i nostri genitori dal villaggio, dalla terra, da affetti e interessi?<\/p>\n<p>E\u2019 meno gravosa la condizione di chi \u00e8 fuggito, diventato esule senza speranza di ritorno, e dei palestinesi cittadini israeliani. Hanno una casa, un lavoro, certo, ma sono, come i pochi cristiani rimasti, cittadini di serie B, giacch\u00e9 dal 2018 Israele \u00e8 ufficialmente uno Stato su base etno-nazionale e confessionale. I non ebrei \u2013 semiti anch\u2019essi \u2013 non hanno di fatto gli stessi diritti civili dei concittadini, con buona pace della narrazione sull\u2019 \u201cunica democrazia del Medio Oriente\u201d.<\/p>\n<p>Giulio Andreotti nel 2006 pronunci\u00f2 in Senato una frase affilata come una spada: \u201ccredo che ognuno di noi, se fosse nato in un campo di concentramento e non avesse nessuna prospettiva da dare ai figli, sarebbe un terrorista\u201d. \u00a0Specie sapendo che la terra e la patria gli sono state sottratte da potenze straniere per offrirla a genti estranee, discendenti di chi era stanziato in quel territorio ben due millenni prima. I morti di oggi, le distruzioni, l\u2019odio insaziabile sono figli di quell\u2019evento del 1948: nasceva il focolare degli ebrei dispersi, si spegneva quello dei palestinesi.<\/p>\n<p>L\u2019azione di Hamas \u00e8 stata indubbiamente feroce. Ma inumana \u00e8 la condizione di troppi, rinchiusi in campi profughi, privati perfino dell\u2019acqua, cacciati a ondate successive da coloni animati dall\u2019arroganza di chi si sente non solo invincibile, ma\u00a0 superiore. Difficile immaginare una soluzione: odio chiama odio. Ed \u00e8 a questa logica che dobbiamo sottrarci, innanzitutto noi, i tronfi occidentali sempre dalla parte giusta della storia. Pi\u00f9 \u201cgiusti\u201d, pi\u00f9 \u201ctolleranti\u201d, gli unici capaci di comprendere ed accogliere le ragioni degli altri. Se non confliggono con gli interessi delle oligarchie al potere e sinch\u00e9 possiamo osservare gli eventi dal rassicurante cono di luce di casa.<\/p>\n<p>La nicchia dorata, la nostra condizione di minoranza ricca in un mondo che non ci ama perch\u00e9 non crede pi\u00f9 alla nostre bugie si basa su vecchie e nuove sopraffazioni. Il potere dell\u2019entit\u00e0 detta Occidente (Usa, Gran Bretagna, Israele e in basso i valvassini europei) si basa nei fatti sulla potenza delle armi. Funziona sinch\u00e9 vincono i cannoni. In Iraq, in Afghanistan, prima ancora in Vietnam, in Libano, gli scricchiolii sono stati evidenti. Messaggi inascoltati. Oggi la tigre \u00e8 ferita e diventa pi\u00f9 feroce.<\/p>\n<p>Ugualmente, abbiamo il dovere di comprendere alcune ragioni israeliane: dopo 75 anni, non sono pi\u00f9 semplici occupanti. Molti sono figli e nipoti di persone nate nella terra dei progenitori antichi, che hanno modellato e fatto progredire. Comunque vada, rimarranno, resistendo armi in pugno. Che fare, dunque? La collocazione geografica rende impossibile\u00a0 all\u2019Europa disinteressarsi della sorte dello Stato con la stella di Davide. Caduti loro, probabilmente toccherebbe a noi. Proprio per questo la soluzione delle armi \u00e8 sbagliata, miope, impossibile da sostenere nel tempo.<\/p>\n<p>A meno di accettare la logica dello sterminio. Hamas vuole la distruzione dell\u2019\u201dentit\u00e0 sionista\u201d e la dispersione della sua popolazione. Dall\u2019altro lato, il ministro degli Interni israeliano dichiara che i nemici non sono uomini e la guerra \u00e8 \u201ctra figli della luce e figli delle tenebre\u201d. Un linguaggio che gli uomini di buona volont\u00e0 non possono ascoltare senza rabbrividire. Dunque, nessuna possibilit\u00e0 di accordo: diventa legittimo uccidere, togliere l\u2019elettricit\u00e0 anche agli ospedali, ordinare la fuga agli abitanti di Gaza verso un altrove inesistente. Voleva questo Lord Balfour, il primo ministro britannico che nel 1917, in piena prima guerra mondiale, scrisse la \u201cdichiarazione\u201c in cui prometteva qualcosa che non era nella sua disponibilit\u00e0 morale, la nascita di uno Stato ebraico in terra palestinese?<\/p>\n<p>Il capo dei colonialisti decideva come se la terra, i sentimenti, la storia, fossero un tratto di penna su una carta geografica aperta sul tavolo dello stato maggiore. Il destinatario della dichiarazione era un esponente della potentissima famiglia ebraica Rothschild, una monarchia ereditaria fondata sulla ricchezza. Dobbiamo per questo diventare nemici di ogni israelita? Neanche per sogno. Le colpe riguardano chi le ha commesse, ieri, oggi, sempre.<\/p>\n<p>Per questo, con la stessa intransigenza con cui respingiamo l\u2019antisemitismo, ci ripugnano le dichiarazioni di responsabili governativi di Tel Aviv che estendono alla popolazione intera le responsabilit\u00e0 di chi \u2013 Hamas \u2013 li ha attaccati con tanta violenza. Il concetto di colpa collettiva va cancellato dall\u2019orizzonte degli uomini liberi. Il cristianesimo ha a lungo accusato gli ebrei di avere ucciso Ges\u00f9. Una macchia. I loro discendenti \u2013 dispersi dai Romani nel 70 d.C. \u2013 non dovevano essere emarginati n\u00e9 perseguitati. Proprio per la sua storia, l\u2019ebraismo non pu\u00f2 comportarsi allo stesso modo con un popolo oppresso.<\/p>\n<p>Molti cittadini israeliani sono contrari alle politiche dei loro governi. Figure nobili come Martin Buber, intellettuale comunitarista ebraico, hanno passato la vita perseguendo la convivenza tra ebrei e popolazioni arabe vicine. Questo dimostra che non esistono nemici assoluti collettivi e che si deve rifuggire dall\u2019atteggiamento delle opposte curve ultras. Ci ripugna l\u2019idea della \u201csoluzione finale\u201d, l\u2019annientamento dell\u2019Altro.<\/p>\n<p>Torno ai ricordi di mio padre, uomo semplice, al suo sconcerto di ragazzo che sparava tra i monti a soldati francesi di cui capiva le parole, alla riconoscenza nei confronti di contadini russi che condividevano un po\u2019 di cibo, insegnandogli a difendersi dal gelo. Ogni guerra, infine, \u00e8 guerra \u201ccivile\u201d, nel senso che colpisce un altro come me. Nel caso del conflitto israelo-palestinese un dramma\u00a0 interno alla tragedia \u00e8 che spesso chi si combatte e si odia si conosce. Le distanze fisiche sono minime, quelle interiori, morali, pratiche, immense. Ciascuno ha \u201cbuoni\u201d motivi per odiare il vicino, nella rincorsa di torti e vendette. Tutto, per\u00f2, nasce da un\u2019ingiustizia iniziale, quella dell\u2019imposizione di uno Stato estraneo per lingua, religione, storia, sul territorio altrui, a riparazione di un torto di duemila anni prima.<\/p>\n<p>Ebreo era Emmanuel L\u00e9vinas, il filosofo che scrisse le parole pi\u00f9 forti sull\u2019Altro. \u201cL\u2019Altro uomo non mi \u00e8 indifferente, l\u2019altro uomo mi concerne, mi riguarda. In Francese si dice mi riguarda di qualcosa di cui mi occupo, ma <em>regarder<\/em> significa anche guardare in faccia qualcosa per prenderla in considerazione.\u201c Ovvero, prima ancora di essere soggetto, l\u2019uomo \u00e8 in relazione con altri uomini, una relazione etica oltrech\u00e9 sociale o politica. Per L\u00e9vinas, ci\u00f2 che caratterizza l\u2019uomo \u00e8 la sua \u201cinevitabile possibilit\u00e0\u201d di rapportarsi all\u2019Altro. L\u2019epifania, la manifestazione dell\u2019Altro avviene nel dialogo, nel faccia a faccia. \u201cLa vera natura del volto, il suo segreto sta altrove: nella domanda che mi rivolge, che \u00e8 al contempo una richiesta di aiuto e una minaccia\u201d.<\/p>\n<p>Resta la minaccia, l\u2019odio che respiriamo, l\u2019incomunicabilit\u00e0, la coscienza annebbiata dal desiderio di distruggere, l\u2019indifferenza dinanzi alla cupa contabilit\u00e0 di morti e rovine. La banalit\u00e0 del male (Hannah Arendt), purch\u00e9 sia dell\u2019Altro, il nemico, la tenebra che nasconde \u201cnoi\u201d, la luce. No. Ogni vittima ci interroga e ci costringe allo sforzo che non amiamo fare: riconoscere l\u2019Altro.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ereticamente.net\/2023\/10\/guerra-delle-armi-guerra-delle-coscienze-roberto-pecchioli.html\">https:\/\/www.ereticamente.net\/2023\/10\/guerra-delle-armi-guerra-delle-coscienze-roberto-pecchioli.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ERETICAMENTE (Roberto Pecchioli) Un vecchio amico di destra, persona solitamente mite, a proposito degli eventi in Palestina ha detto, livido di rabbia e con uno sguardo che non gli conoscevo: spero che gli Israeliani distruggano per sempre quella gentaglia. Toni a parte (non sempre\u2026) \u00e8 il concetto espresso da tutti i partiti, dal giornalismo \u201cunificato\u201d e dalla comunicazione politica d\u2019Occidente. 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