{"id":82096,"date":"2023-10-23T09:30:18","date_gmt":"2023-10-23T07:30:18","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82096"},"modified":"2023-10-21T19:10:36","modified_gmt":"2023-10-21T17:10:36","slug":"rimettere-il-mediterraneo-al-centro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82096","title":{"rendered":"Rimettere il Mediterraneo al centro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ARIANNA EDITRICE (Filippo Romeo)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-82098\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/0-10114.jpg\" alt=\"\" width=\"260\" height=\"190\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Fonte: Dissipatio<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Lo scenario globale, per come abbiamo avuto modo di conoscerlo nel corso di questo trentennio, sta attraversando una fase di inesorabile cambiamento i cui effetti sono rintracciabili nelle perturbazioni in ambito geopolitico che stanno interessando i vari scacchieri. All\u2019interno di questo nuovo contesto, il Mar Mediterraneo continua ad acquisire una sempre maggiore centralit\u00e0 geo-economica legata alla crescita delle potenze asiatiche, delle economie del golfo e di alcuni Paesi del continente africano. Divenuta centro di interessi delle maggiori potenze mondiali, l\u2019area costituisce, tuttavia, una labile faglia caratterizzata da una forte instabilit\u00e0 in cui vengono scaricate le tensioni che si generano su scala globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sin dall\u2019antichit\u00e0 il Mediterraneo ha giocato un ruolo di fondamentale importanza nell\u2019evoluzione della storia mondiale. Per come ben sintetizzato dal Prof. Elia Valori, il Mediterraneo ha creato l\u2019Impero Romano, ha definito i limiti dell\u2019espansione costiera fenicia, ha assorbito e ricostruito la civilt\u00e0 nordeuropea durante le invasioni barbariche, ha assunto il Cristianesimo rendendolo erede dell\u2019Imperium universale, ha, infine, generato, dopo i progetti imperiali di Carlo V, la dinamica degli Stati nazionali e delle loro interrelazioni. Uno spazio le cui radici, di fatto, affondano nella civilt\u00e0 nata dalle sue coste, ma anche in quella comunit\u00e0 di popoli che si \u00e8 formata nel corso di un paio di millenni dando vita, per dirla alla Braudel, a quel \u201csistema in cui tutto si fonde e si ricompone in un\u2019unit\u00e0 originale\u201d, qual \u00e8 appunto il Mediterraneo. Ma \u201cche cos\u2019\u00e8 il Mediterraneo?\u201d \u2013 si chiedeva Braudel \u2013 \u201cMille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civilt\u00e0, ma una serie di civilt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, anche a seguito delle instabilit\u00e0 di alcune sue porzioni e dei sommovimenti critici che stanno interessando l\u2019intera area in cui insistono gli interessi di vecchi e nuovi attori che si mostrano sempre pi\u00f9 assertivi, la risposta al quesito potrebbe essere la cartina di tornasole per comprendere la peculiarit\u00e0 del bacino, divenuto tanto cruciale sotto il profilo economico e degli scambi commerciali, quanto instabile e insicuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Rispondere al quesito diventa ancor pi\u00f9 determinante per l\u2019Italia la cui posizione geografica e i cui processi storico culturali ne legano a doppio filo il destino con le sorti del Mediterraneo. Un rapporto simbiotico le cui azioni \u2013 o inazioni \u2013 potrebbero determinare gli equilibri presenti e futuri, definendo il ruolo che si intende ricoprire su scala internazionale. Eppure, nonostante tale simbiosi, il Paese, e la cultura nazionale, sembrerebbe percepire questo spazio come periferico. Costituisce eccezione la posizione assunta dall\u2019anatomopatologo Cosimo Inferrera che, in maniera indefessa, da anni si spende per divulgare i concetti di importanza strategica e di centralit\u00e0 geografica del nostro Paese. Inferrea, parafrasando Franco Cardini, pone l\u2019attenzione su un dato essenziale: in questo specchio d\u2019acqua, l\u2019Italia costituisce un grande molo, un piano di scorrimento che suddivide il bacino in due grandi comparti, quello orientale e quello occidentale, con l\u2019estremit\u00e0 settentrionale adagiata sull\u2019arco alpino con i suoi versanti franco-germano\u2013slavi; con la parte meridionale che si proietta verso il mondo arabo africano, e il cui fianco orientale guarda al mondo greco balcanico a cui storicamente appartengono il Gargano e il Salento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia, per cogliere al meglio la centralit\u00e0 che la geografia offre al Paese, e la strategicit\u00e0 che detta posizione potrebbe determinare nell\u2019azione dello Stato in politica estera, occorre assumere consapevolezza della dimensione marittima senza la quale diventa difficile tracciare la direzione da intraprendere. \u201cSappiamo dove andiamo se sappiamo chi siamo\u201d e, certamente, \u201csolo chi conosce il passato pu\u00f2 accennare ad un ordine del futuro\u201d. Occorre, dunque, riannodare il filo con l\u2019evoluzione storica dell\u2019Italia nel Mediterraneo che \u2013 per come osserva il Professore Egidio Ivetic \u2013 costituisce l\u2019essenziale elemento di sviluppo di un pensiero mediterranista che scaturisca dalla prospettiva Italiana. Diversamente, per mutuare le parole di Primo Mario Cavaleri, continueremo a vivere \u201cspalle al mare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad oggi, rileva Ivetic nel suo volume \u201cIl Mediterraneo e l\u2019Italia\u201d, nella storiografia Italiana il Mediterraneo, purtroppo, non ha riscosso grande interesse, se non come sfondo o cornice per temi prettamente italiani. Si pensi che negli Annali tematici della Storia d\u2019Italia, di ben 27 grossi volumi neanche uno \u00e8 dedicato al Mediterraneo. In buona sostanza, mancano visioni e interpretazioni storiche; vi \u00e8 carenza di rappresentazione, elementi che \u2013 condividendo il pensiero di Lucio Caracciolo \u2013 in geopolitica rivestono un\u2019importanza cruciale. \u201cNon c\u2019\u00e8 geopolitica senza mito. E non c\u2019\u00e8 mito senza rito. Ogni comunit\u00e0 che aspiri alla potenza ha bisogno di una radice storica. Di una credenza coltivata e condivisa dalle \u00e9lite. Le quali provvederanno a organizzarne il culto di massa.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cQuella tra il 23 e il 24 febbraio 2022 sar\u00e0 consegnata alla storia come la notte pi\u00f9 lunga per l\u2019Europa e l\u2019Occidente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pertanto, per prendere coscienza della nostra centralit\u00e0 nel Mediterraneo \u00e8, dunque, essenziale riscoprire la nostra storia in termini mediterranei e sviluppare una vera cultura del mare di cui il Paese al momento \u00e8 privo. Occorre fare luce sui riti e simboli appartenenti a tale dimensione, nonch\u00e9 sull\u2019importanza del Mediterraneo come \u201cmare delle civilt\u00e0\u201d, espressione coniata da Ernesto Massi attraverso la quale indicava che il Mediterraneo, centro geografico ed insieme geopolitico, pu\u00f2 avere una sua funzione solo se capace di tenere insieme i tre continenti che ne tracciano il perimetro. Difatti, il mancato sviluppo di una reale cultura del mare in tutte le sue sfaccettature, oltre a rendere meno vigorosa l\u2019azione politica, ci condanner\u00e0 a perdere le migliori qualit\u00e0 che la posizione geografica naturalmente ci offre, un rischio che oggi appare ancor pi\u00f9 imminente se si considera che nel raggio di poche miglia dalle coste italiane si stanno giocando le partite decisive legate alla sicurezza e agli interessi economico-sociali dell\u2019intero pianeta. Ove la nostra azione non poggiasse su basamenti solidi e su una strategia ponderata, si rivelerebbe con molta probabilit\u00e0 inefficace e \u2013 contravvenendo agli auspici di Massi \u2013 contribuirebbe a trasformare il bacino in epicentro dello \u201cscontro di civilt\u00e0\u201d, con tutto ci\u00f2 che ne comporterebbe anche per il nostro sistema economico i cui interessi, partendo dal Mediterraneo, si estendono a livello globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/rimettere-il-mediterraneo-al-centro\">https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/rimettere-il-mediterraneo-al-centro<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ARIANNA EDITRICE (Filippo Romeo) Fonte: Dissipatio Lo scenario globale, per come abbiamo avuto modo di conoscerlo nel corso di questo trentennio, sta attraversando una fase di inesorabile cambiamento i cui effetti sono rintracciabili nelle perturbazioni in ambito geopolitico che stanno interessando i vari scacchieri. 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