{"id":82100,"date":"2023-10-23T10:30:46","date_gmt":"2023-10-23T08:30:46","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82100"},"modified":"2023-10-21T19:13:00","modified_gmt":"2023-10-21T17:13:00","slug":"la-labile-identita-ebraica-di-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82100","title":{"rendered":"La labile identit\u00e0 ebraica di Israele"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di COMIDAD<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019approccio comparativo \u00e8 importante in quasi ogni analisi, ma ci sono casi in cui potrebbe risultare fuorviante. Gli Stati Uniti ed i loro satelliti occidentali non possono pi\u00f9 essere considerati validi termini di paragone, se non a rischio di gravi distorsioni ottiche. A confronto delle dirigenze statunitensi o europee, qualsiasi altra cricca di potere appare un incrocio tra un\u2019Opera Pia e la Scuola di Atene dipinta da Raffaello; e rispetto ai vari Biden, Blinken, von Der Leyen e Scholz, ogni leader politico da loro criminalizzato sembra un santo e un genio. Le sedicenti \u00e9lite occidentali versano in un tale stato di depravazione che si pu\u00f2 cadere nell\u2019errore di adottare il loro caricaturale manicheismo applicandolo all\u2019incontrario. Stabilire gerarchie morali e antropologiche tra male assoluto e mali relativi, per molti risulta divertente, ma comunque rimane un diversivo. Quando un Putin denuncia i guasti ed i crimini combinati in Medio Oriente dagli Stati Uniti risulta persino troppo moderato ed eufemistico nei toni, ma il punto \u00e8 che anche le dirigenze russe hanno svolto il loro ruolo di sponda nell\u2019incancrenire la situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per capire di cosa si sta parlando si pu\u00f2 partire da alcuni particolari per risalire poi al quadro generale. Nel 2007 la stampa israeliana riferiva delle gesta di una banda di nazisti, tutti di cittadinanza israeliana e di provenienza dall\u2019ex Unione Sovietica. Ovviamente la narrazione del \u201cJerusalem Post\u201d era condita di stupori ed indignazioni, oltre che di perplessit\u00e0 sulle norme sull\u2019immigrazione che avevano consentito che ci\u00f2 accadesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto fosse seria quell\u2019indignazione lo si \u00e8 riscontrato nel 2018, tre anni prima della guerra per procura tra Russia e NATO, allorch\u00e9 il governo israeliano ignor\u00f2 le proteste di un\u2019associazione dei diritti umani che denunciava l\u2019appoggio ed il finanziamento di Israele ai nazisti ucraini del Battaglione Azov. La spregiudicatezza dimostrata in quella circostanza era analoga a quella adottata nelle politiche di immigrazione in Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli ultimi anni autorevoli organi di stampa israeliani come \u201cTimes of Israel\u201d hanno riportato i dati sulla massiccia immigrazione dall\u2019ex Unione Sovietica favorita da Gorbaciov. Dalle indagini demografiche risultava che l\u2019identit\u00e0 ebraica degli immigrati non era solo dubbia, ma persino sospetta, e si cominciava a porsi domande sulla cosiddetta regola della nonna, in base alla quale bastava una nonna (o, in contrasto con la tradizione matrilineare, addirittura un nonno) di origini ebraiche per potersi qualificare come tale. Del resto un avo ebreo se lo pu\u00f2 inventare chiunque, e non si vede come possa essere smentito senza costose ricerche anagrafiche, del tutto improponibili dato che si tratta di emigrazione di milioni di persone. Magari un antenato ebreo alla fine lo si troverebbe davvero a chiunque, dato che la purezza etnica \u00e8 una chimera. Sta di fatto che oggi gli ex sovietici rappresentano il gruppo pi\u00f9 numeroso in Israele, conservano molte delle proprie tradizioni, tra loro parlano il russo e, in base ai calcoli demografici, avranno il sopravvento elettorale entro la prossima generazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Questo afflusso indiscriminato in Israele di cittadini ex sovietici non risale a Gorbaciov, ma addirittura ai tempi di Stalin. Un organo sionista come \u201cIsrael for Ever\u201d disegna un quadro epico e commovente sulla \u201cfuga\u201d degli \u201cebrei\u201d sovietici dal cattivissimo Stalin. Nonostante le arrampicate sugli specchi e gli svolazzi retorici, un dato per\u00f2 si mostra evidente, e cio\u00e8 che le varie dirigenze di Mosca hanno sempre considerato Israele una comoda discarica in cui riversare i soggetti indesiderati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il dato storico \u00e8 che Mosca non \u00e8 mai andata per il sottile nel favorire l\u2019emigrazione delle persone non grate dall\u2019Unione Sovietica, qualificandole di origine ebraica; cos\u00ec come Israele ha fatto finta di non accorgersi di questa incerta provenienza etnica. Il motivo della inevitabilit\u00e0 di tanta disinvoltura lo si scopre nelle litigate che il padre della patria israeliana, Ben Gurion, si faceva con i sionisti americani. Ben Gurion era arrabbiato poich\u00e9 i suoi confratelli americani, nonostante vantassero inoppugnabili origini Yiddish, pretendevano di fare i sionisti a distanza, senza stabilirsi in Israele come lui avrebbe voluto. Insomma, Ben Gurion se la prendeva con quel tipico \u201carmiamoci e partite\u201d che \u00e8 diventato oggi il mantra dei cultori del Sacro Occidente e delle loro \u201cproxy war\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non c\u2019\u00e8 tragedia che non abbia un risvolto cialtronesco e ridicolo. Nel 2006, durante l\u2019invasione israeliana del Libano, il giornalista Paolo Guzzanti trasform\u00f2 il \u201cvorrei ma non posso\u201d dei cultori delle proxy war in un accorato inno in cui si esortava Israele a colpire i suoi nemici ovunque fossero. Purtroppo in quell\u2019occasione i trentamila attaccanti israeliani non riuscirono ad accontentare Guzzanti e dovettero ritirarsi a causa delle perdite loro inflitte da tremila miliziani di Hezbollah.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dato che i nemici hanno quel brutto vizio di reagire e di ammazzare, allora il buonsenso suggerirebbe di non dare retta agli istigatori a distanza e cercare invece un compromesso per trovare un modus vivendi. Purtroppo non dipende solo dalla buona volont\u00e0 ma soprattutto da chi controlla i soldi, che sono quelli che plasmano la volont\u00e0, sia gestendo la narrativa, sia determinando il fatto compiuto che rende difficilissimo fare marcia indietro. La stampa israeliana segnala spesso che sta crescendo la totale dipendenza del presunto \u201cStato ebraico\u201d dai flussi finanziari che provengono dai gruppi evangelici statunitensi. In Israele Netanyahu \u00e8 universalmente riconosciuto come un imbecille, uno psicopatico ed un supercorrotto, eppure da pi\u00f9 di venticinque anni vince le elezioni grazie al suo legame con gli evangelici americani. Di provenienza americana ed evangelica \u00e8 il denaro che finanzia gli insediamenti coloniali in Cisgiordania, con tutto il corollario di ammazzamenti di palestinesi che gli insediamenti comportano. In base al mitico Diritto internazionale quei finanziamenti dovrebbero essere impediti perch\u00e9 diretti a sovvenzionare l\u2019attuazione di un crimine; ma \u00e8 chiaro che la legalit\u00e0 vale solo se fa comodo ai potenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si potrebbe pensare che il \u201csionismo cristiano\u201d sia un fenomeno recente. La ricerca storica ha invece scoperto che il copyright ce l\u2019ha proprio il sionismo cristiano, che \u00e8 addirittura precedente di due secoli al sionismo ebraico di Theodor Herzl, cosa che toglie ogni argomento a chi afferma che antisemitismo ed antisionismo siano la stessa cosa. Il sionismo cristiano in Gran Bretagna ha una storia molto antica, che risale addirittura al XVII secolo. Secondo il mito, il ritorno degli ebrei in Terra Santa dovrebbe forzare la mano al Padreterno ed accelerare la fine dei tempi con la guerra finale tra il Bene ed il Male. Nella concezione apocalittico-cristiana del sionismo agli ebrei \u00e8 riservato il lavoro sporco ed anche una sorte abbastanza grama. L\u2019influenza del sionismo cristiano di matrice britannica fu determinante nella vicenda della Dichiarazione di Balfour del 1917, con la quale il ministro degli Esteri del Regno Unito riconosceva agli ebrei il diritto di una patria in Palestina. Secondo Gershon Shafir, docente presso l\u2019Universit\u00e0 di San Diego in California, il sionismo cristiano corrispondeva all\u2019esigenza dell\u2019imperialismo britannico di usare il mito del ritorno ebraico in Palestina come pretesto per creare degli avamposti coloniali nell\u2019area mediorientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno storico israeliano come Shlomo Sand arriva addirittura a mettere in discussione la stessa nozione di popolo ebraico, documentando che si tratterebbe di una &#8220;invenzione&#8221; molto pi\u00f9 tarda di quanto si creda. Anche al di l\u00e0 di tali ipotesi, l&#8217;identit\u00e0 ebraica di Israele si rivela evanescente. Ma, se opportunamente finanziata, una bolla identitaria pu\u00f2 comunque giustificare l&#8217;apartheid e la guerra infinita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.comidad.org\/dblog\/articolo.asp?articolo=1181\">http:\/\/www.comidad.org\/dblog\/articolo.asp?articolo=1181<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di COMIDAD L\u2019approccio comparativo \u00e8 importante in quasi ogni analisi, ma ci sono casi in cui potrebbe risultare fuorviante. Gli Stati Uniti ed i loro satelliti occidentali non possono pi\u00f9 essere considerati validi termini di paragone, se non a rischio di gravi distorsioni ottiche. 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