{"id":82146,"date":"2023-10-27T08:30:52","date_gmt":"2023-10-27T06:30:52","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82146"},"modified":"2023-10-27T08:45:40","modified_gmt":"2023-10-27T06:45:40","slug":"liberta-di-parola-miglior-difesa-contro-la-disinformazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82146","title":{"rendered":"Libert\u00e0 di parola miglior difesa contro la disinformazione"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ATLANTICO (Gianluca Spera)<\/strong><\/p>\n<header class=\"flex flex-col mb-4 entry-header\">\n<h2 class=\"order-1 mb-3 text-lg font-semibold leading-tight entry-subtitle text-np_blue font-poppins\">Il manifesto di Westminster in difesa del free speech. La minaccia del Digital Services Act. La censura social dell\u2019amministrazione Biden davanti alla Corte Suprema<\/h2>\n<div class=\"order-1 mb-6 text-center md:mb-6 md:order-3 entry-featured-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"w-full max-w-full\" src=\"https:\/\/nicolaporro.np.ticdn.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/Ue-censura-730x410.jpg\" alt=\"Ue censura\" width=\"730\" height=\"410\" \/><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"px-2 entry-content md:px-10\">\n<p>\u201c<em>Il dibattito libero \u00e8 il pilastro centrale di una societ\u00e0 libera<\/em>\u201d. \u00c8 la frase che campeggia in apertura della pagina web\u00a0<em><a href=\"https:\/\/westminsterdeclaration.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">westminsterdeclaration.org<\/a><\/em>\u00a0nella quale si pu\u00f2 leggere il\u00a0<strong>manifesto in difesa del\u00a0<em>free speech<\/em><\/strong>\u00a0firmato da 163 tra accademici, artisti e giornalisti di diversa estrazione politica. Si tratta di un documento molto importante nato nell\u2019ambito di un incontro tenutosi a Westminster nel giugno di quest\u2019anno a cui hanno partecipato personalit\u00e0 accumunate dalla volont\u00e0 di proteggere la libert\u00e0 d\u2019espressione, minacciata da pi\u00f9 parti in questo complicato momento storico.<\/p>\n<p>I promotori dell\u2019iniziativa sottolineano le divergenze politiche e ideologiche di coloro che hanno aderito ma, allo stesso tempo, ritengono fondamentale unire le forze per contrapporsi alla censura che rappresenta una\u00a0<strong>minaccia incombente<\/strong>\u00a0per la vita democratica. Negli ultimi tempi, troppo spesso si \u00e8 proceduto a censurare opinioni sgradite\u00a0<strong>etichettandole come disinformazione<\/strong>.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Censura nell\u2019era\u00a0<em>Covid<\/em><\/h2>\n<p>Da questo punto di vista, l\u2019era\u00a0<em>Covid<\/em>\u00a0\u00e8 stata paradigmatica dimostrando come si possono filtrare le informazioni secondo i voleri e gli interessi di chi \u00e8 al potere.<\/p>\n<p>Il\u00a0<em>Telegraph<\/em>, che ha dato molta rilevanza alla\u00a0<em>Westminster Declaration<\/em>, ha evidenziato il fatto che, nel Regno Unito, furono bollate come\u00a0<em>fake news<\/em>\u00a0le critiche rivolte alla strategia dei\u00a0<em>lockdown<\/em>\u00a0prolungati. Oggi, sappiamo che\u00a0<strong>avevano ragione gli \u201caperturisti\u201d<\/strong>\u00a0e torto gli zelanti\u00a0<em>fact-checkers<\/em>, rigidi guardiani del pensiero omologato e politicamente corretto. Il\u00a0<em>Telegraph<\/em>\u00a0ha giustamente parlato di abusi che hanno messo la mordacchia a opinioni pi\u00f9 che legittime e, in certi casi, pure autorevoli.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, lo scopo dichiarato di questo manifesto \u00e8 di porre un argine a questa deriva anti-democratica che porta a sopprimere il libero dibattito su questioni di rilevante interesse\u00a0<strong>appiattendo la discussione<\/strong>\u00a0sulle tesi care al\u00a0<em>mainstream<\/em>.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La minaccia del DSA<\/h2>\n<p>Nel mirino \u00e8 finita, naturalmente, anche la legge europea sui servizi digitali (l\u2019orwelliano\u00a0<em>Digital Act Service<\/em>), che \u201c<em>rimetter\u00e0 il nostro diritto di parola alla discrezione di entit\u00e0 non elette e non tenute a rendere conto del proprio operato<\/em>\u201d. D\u2019altronde, analoghe preoccupazioni le avevamo espresse anche su\u00a0<em>Atlantico Quotidiano<\/em>\u00a0in un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nicolaporro.it\/atlanticoquotidiano\/quotidiano\/media\/digital-service-act-ennesima-conferma-del-volto-autoritario-di-bruxelles\/\">recente intervento<\/a>.<\/p>\n<p>Senza dimenticare l\u2019ultimatum recapitato dal commissario europeo\u00a0<strong>Therry Breton<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>Elon Musk<\/strong>\u00a0in quanto la piattaforma\u00a0<em>X<\/em>\u00a0(ex\u00a0<em>Twitter<\/em>) avrebbe diffuso notizie fuorvianti sulla guerra in Medio Oriente. Il contenzioso che si \u00e8 aperto rischia di costare caro a Musk perch\u00e9, nella migliore delle ipotesi, potrebbe essere costretto a\u00a0<strong>pagare una multa salata<\/strong>\u00a0e, nella peggiore, a\u00a0<strong>chiudere la piattaforma<\/strong>\u00a0almeno nel territorio europeo.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il caso\u00a0<em>\u201cfree speech\u201d<\/em>\u00a0alla Corte Suprema<\/h2>\n<p>Intanto, il tema \u00e8 tornato di stretta attualit\u00e0 anche negli Stati Uniti dove sar\u00e0 la Corte Suprema a pronunciarsi sul caso promosso dal procuratore generale del Missouri,\u00a0<strong>Eric Schmitt<\/strong>, che ha\u00a0<strong>accusato l\u2019amministrazione Biden<\/strong>\u00a0di aver limitato, accordandosi con i gestori dei\u00a0<em>social network<\/em>, il\u00a0<em>free speech<\/em>\u00a0sul\u00a0<em>Covid<\/em>, silenziando scienziati accreditati che sostenevano tesi diverse da quelle governative.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La miglior difesa<\/h2>\n<p>Analizzando tutte queste situazioni, il\u00a0<strong>nodo gordiano<\/strong>\u00a0di tutta la vicenda \u00e8 proprio quello che, magistralmente, evidenziano i sottoscrittori del manifesto: \u201c<em>Le misure a tutela della libert\u00e0 di espressione non valgono solo per quelle che ci trovano in sintonia; bisogna strenuamente tutelare pure le opinioni con cui siamo in forte disaccordo<\/em>\u201d. Forse bisognerebbe consigliare ai burocrati europei di rileggere (o leggere) Voltaire ricalibrando queste misure liberticide e contrarie alla tradizione occidentale.<\/p>\n<p>\u201c<em>La libert\u00e0 di parola \u00e8 la migliore difesa contro la disinformazione<\/em>\u201d, \u00e8 la\u00a0<strong>sintesi perfetta<\/strong>\u00a0di questo manifesto che ha trovato poco spazio sui quotidiani italiani. Anche perch\u00e9 questo clima censorio rappresenta una zavorra per le nostre societ\u00e0 che dovrebbero essere tolleranti e aperte, stronca il confronto tra le diverse opinioni e orienta la popolazione verso il\u00a0<strong>manierismo ideologico<\/strong>.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La sterilizzazione del dibattito<\/h2>\n<p>Il rischio fondato \u00e8 che le future generazioni \u201c<em>crescano in un mondo in cui si abbia il timore di esprimere la propria idea<\/em>\u201d. Cos\u00ec, si arriva addirittura all\u2019auto-censura che rappresenta\u00a0<strong>l\u2019ultimo stadio di una societ\u00e0 ormai ingessata<\/strong>\u00a0che \u201c<em>semina sfiducia, incoraggia la radicalizzazione e delegittima il processo democratico<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Da tutte queste premesse, con un espresso richiamo alla Costituzione degli Stati Uniti e alla Dichiarazione Universale dei diritti dell\u2019uomo, il manifesto per il\u00a0<em>free speech<\/em>, si rivolge ai governi e alle organizzazioni internazionali con un\u00a0<strong>triplice obiettivo<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li><em>sostenere l\u2019articolo 19 della Dichiarazione Universale dei diritti dell\u2019uomo;<\/em><\/li>\n<li><em>proteggere la piazza pubblica digitale e astenersi dalla censura politicamente motivata delle voci dissenzienti e delle opinioni politiche;<\/em><\/li>\n<li><em>costruire l\u2019humus perch\u00e9 la libert\u00e0 di parola parta dal basso, rifiutando il clima di intolleranza che incoraggia l\u2019autocensura e provoca inutili conflitti personali, rifiutando la paura e il dogmatismo da sostituire con l\u2019indagine e il dibattito.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>In pratica, partendo dall\u2019ultimo punto, il confronto pure aspro va\u00a0<strong>sempre preferito alla sterilizzazione del dibattito<\/strong>. Se oggi \u00e8 ancora possibile preservare i valori su cui si fonda la nostra tradizione liberal-democratica, allora \u00e8 necessario aggrapparsi alla libert\u00e0 di parola come ultimo baluardo per non rinunciare ai nostri principi. Prima che sia troppo tardi. Prima di essere definitivamente sottomessi alla dittatura degli algoritmi.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.nicolaporro.it\/atlanticoquotidiano\/quotidiano\/media\/liberta-di-parola-miglior-difesa-contro-la-disinformazione\/\">https:\/\/www.nicolaporro.it\/atlanticoquotidiano\/quotidiano\/media\/liberta-di-parola-miglior-difesa-contro-la-disinformazione\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ATLANTICO (Gianluca Spera) Il manifesto di Westminster in difesa del free speech. La minaccia del Digital Services Act. 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