{"id":82157,"date":"2023-10-25T12:22:22","date_gmt":"2023-10-25T10:22:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82157"},"modified":"2023-10-25T12:22:22","modified_gmt":"2023-10-25T10:22:22","slug":"l11-settembre-lermeneutica-della-storia-contemporanea-cosa-accade-veramente-a-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82157","title":{"rendered":"L\u201911 settembre &amp; l\u2019ermeneutica della storia contemporanea. Cosa accade veramente a Gaza"},"content":{"rendered":"<p><strong>da RICOGNIZIONI (Patrizia Fermani)<\/strong><\/p>\n<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-a75caf3 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"a75caf3\" data-element_type=\"section\">\n<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n<div class=\"elementor-row\">\n<div class=\"elementor-column elementor-col-66 elementor-top-column elementor-element elementor-element-2c2a3505\" data-id=\"2c2a3505\" data-element_type=\"column\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n<div class=\"elementor-column-wrap elementor-element-populated\">\n<div class=\"elementor-widget-wrap\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-448fd25 elementor-widget elementor-widget-theme-post-featured-image elementor-widget-image\" data-id=\"448fd25\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"theme-post-featured-image.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<div class=\"elementor-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-image-40036 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.ricognizioni.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/gaza-prima.jpg\" alt=\"\" width=\"992\" height=\"558\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-2e2e27b2 elementor-widget elementor-widget-theme-post-content\" data-id=\"2e2e27b2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"theme-post-content.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<p>Fin dall\u2019inizio, il 7 ottobre, quando si \u00e8 avuta notizia dell\u2019evento sanguinoso che avrebbe dato avvio alla immane carneficina successiva a Gaza, \u00e8 stata evocata da pi\u00f9 parti l\u2019immagine fatidica dell\u201911 settembre, del quale \u00e8 sembrato di poter vedere una replica. Le assonanze sono state individuate nella sua sorprendente realizzazione, nella inattesa efficacia dei mezzi impiegati, nella violenza sconvolgente degli obiettivi, ma anche, nella inaspettata mancanza di una immediata risposta difensiva da parte di un apparato militare di rinomata efficienza e avanzata perizia tecnica.<\/p>\n<p>Se quattro aerei dirottati avevano potuto scorrazzare indisturbati per un paio d\u2019ore sopra i sorvegliatissimi cieli americani senza che un caccia si levasse in volo, ora un manipolo di facinorosi muniti di mezzi rudimentali avevano potuto sorvolare o abbattere le munitissime barriere metalliche israeliane erette intorno alla prigione palestinese a cielo aperto, e seminare ovunque terrore e sangue.<\/p>\n<p>Con una differenza per\u00f2. Nel 2001, pochi colsero subito la stranezza stupefacente di quella circostanza, mentre ora sulla incomprensibile inerzia difensiva immediata ci si continua ancora ad interrogare. E su questa si aprono anche le congetture circa una predisposizione dolosa delle condizioni per la \u201csoluzione finale\u201d del \u201cproblema\u201d palestinese, che la sconsiderata reazione successiva tuttora in atto sembra avallare.<\/p>\n<p>Tuttavia, le congetture non verificate non aiutano a districarsi in mezzo a questa tempesta che si annuncia come epocale.\u00a0Quello su cui invece conviene fissare la riflessione partendo dai fatti dell\u201911 settembre, e che offre una oggettiva chiave di lettura del presente, \u00e8 il suo porsi come archetipo complesso e paradigmatico della degenerazione politica e culturale, ovvero della degenerazione culturale della politica, interna e internazionale, in quel mondo in cui fregiarsi del nome di \u201coccidentale\u201d significa essere depositario di una civilt\u00e0 politica superiore. Laddove la storia di un secolo dovrebbe indurre a tutt\u2019altro consiglio.<\/p>\n<p>Una volta scoperta la democrazia moderna, i governanti che si sono assunti il compito di guidarla verso le sue mete gloriose, hanno dovuto anche mantenere viva nei rappresentati la fiducia nella propria volont\u00e0 di rimanere fedeli e ancorati al fine del bene comune.<\/p>\n<p>Il potere difficilmente rispetta le promesse e soprattutto perde di vista il fine assegnato cui sovrappone la propria volont\u00e0 di potenza o di sopravvivenza, a seconda dei casi. Dunque, ha bisogno di alimentare la fiducia dei governati con mezzi che non siano controproducenti e quindi inefficaci. Deve ricorrere alla demagogia, nel senso antico del \u201cdiscorso politico efficace\u201d e dunque all\u2019effetto della persuasione, che pu\u00f2 risultare anche pi\u00f9 o meno occulta.<\/p>\n<p>Infatti, rifugge dal fondarsi sulle evidenze fornite dalla ragione e dalla logica, quando queste appaiano strumenti pericolosi se \u00e8 necessario falsificare la realt\u00e0 per fini non apertamente confessabili. Ecco dunque la necessit\u00e0 di puntare sulla emotivit\u00e0, quel meccanismo oscuro ma anche fruttuoso per chi voglia confondere realt\u00e0 e rappresentazione, e indirizzare le volont\u00e0 individuali l\u00e0 dove le si vuole condurre.<\/p>\n<p>La storia ha fornito modelli straordinari della forza motrice della emozione, dal discorso di Antonio sulle spoglie di Cesare al consenso ottenuto dai giacobini per le loro belluine decisioni. Ma oggi una manipolazione delle coscienze su scala planetaria richiede che le emozioni siano attivate attraverso la suggestione delle immagini o della finzione filmica che fabbrica la realt\u00e0 virtuale. Per muovere le emozioni nel villaggio globale, occorre il dispositivo che colga l\u2019oscena immediatezza dei fatti, o fornisca la rappresentazione teatrale di una realt\u00e0 immaginaria spacciata per vera, sicch\u00e9 anche la menzogna pubblica pu\u00f2 avvalersi dei mezzi offerti dalla tecnica.<\/p>\n<p>Ora, dire che la menzogna pubblica sia una invenzione moderna sarebbe ingeneroso verso gli antichi, ma di certo grazie ai nuovi mezzi tecnici essa diventa capace di moltiplicare la forza delle emozioni e azzerare quella della ragione e delle facolt\u00e0 speculative.<\/p>\n<p>Del resto, il successo della menzogna pubblica e privata \u00e8 stato preparato anche dalla filosofia, che ne ha assicurato il prestigio attraverso lo screditamento della verit\u00e0, della quale \u00e8 stata trionfalmente predicata la impossibilit\u00e0 teorica, e dunque anche pratica. Inutile dire come lo svilimento della idea stessa di verit\u00e0 inquini anche la dignit\u00e0 della ragione, che non trova pi\u00f9 ancoraggi solidi cui appoggiarsi. Non per nulla la chiesa, prima di essere inghiottita nel vortice dello spirito del mondo a trazione politica, e perdere ogni orientamento morale in una prospettiva suicidaria, aveva sentito l\u2019urgenza sotto un pontificato ancora degno di questo nome, di varare una enciclica sulla verit\u00e0, ultimo allarme lanciato in vista della gi\u00e0 incombente catastrofe culturale.<\/p>\n<p>Il capolavoro assoluto di questo trionfo della menzogna, attraverso la tecnica \u00e8 andato in scena proprio l\u201911 settembre del 2001 quando anche tutti gli spettatori sono entrati a far parte della sacra rappresentazione, quali nuovi coreuti necessari per l\u2019allestimento della grande tragedia e assicurare ai suoi ideatori ogni impunit\u00e0 presente e futura.<\/p>\n<p>Se all\u2019indomani, anzi, il giorno stesso, quando eravamo davanti alle immagini sconvolgenti e affascinanti insieme che ci investivano dai teleschermi, avessimo tenuto a bada la emotivit\u00e0, non avessimo abboccato all\u2019immane gioco di prestigio, se avessimo avuto la pazienza di aspettare, il sangue freddo di dubitare, di vagliare parole e immagini, nel confronto tra ci\u00f2 che \u00e8 plausibile credere e ci\u00f2 che altri vogliono farci credere, allora forse quel meccanismo infernale si sarebbe almeno rallentato.<\/p>\n<p>Giocarono allora, contro questa prudenza della ragione, un pregiudizio politico, un pregiudizio religioso, la fiducia ancora acritica nelle immagini, l\u2019impossibilit\u00e0 morale di pensare altrimenti. La pornografia mediatica per immagini truffaldine aveva avuto modo di squadernarsi ai tempi dei sanguinosi conflitti balcanici, con una propaganda infame ma anche troppo grossolana per offuscare la lucida lettura di una guerra di stupefacente scelleratezza in cui fummo vergognosamente anche coinvolti, grazie a politici di rango ancora impunemente sulla cresta dell\u2019onda.<\/p>\n<p>Ci vollero le successive micidiali decisioni belliche statunitensi, prese sotto i paramenti della vendetta benedetta da Dio e dunque sacrosanta in senso letterale, troppo sfacciatamente arbitrarie, con tutta la loro arrogante inconsistenza logica e morale, per cominciare a minare in alcuni, ma ancora pochi, il dubbio di essere stati inconsapevoli spettatori di una criminale messinscena.<\/p>\n<p>Ma la sbornia emotiva era stata ormai incorporata dalla massa e si era solidificata in una certezza incrollabile, sostenuta dalla paura di una verit\u00e0 troppo disturbante, che allontana il coraggio del disincanto.<\/p>\n<p>Oggi, a distanza di pi\u00f9 di vent\u2019anni, les jeux sont faits. Neppure i diretti interessati, i milioni di americani che hanno subito una tragedia e una beffa scandalosa sono in grado di scoprire quello spaventoso scheletro che imputridisce nel loro armadio, le chiavi del quale sono tenute da un manipolo di malfattori, maschi, femmine o di altri generi, che continuano a rappresentare una minaccia e uno scandalo perpetui per l\u2019intera umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Quell\u2019inganno globale, come \u00e8 stato definito giustamente l\u2019immane attentato ben riuscito alla vita di migliaia di individui, doveva dare il via alla premeditata mattanza irachena e afgana, prima di altre abominevoli mattanze. Quell\u2019inganno globale era il banco di prova di una perversione culturale e politica capace di fagocitare senza ritegno il destino di interi popoli come degli individui, e spesso con il loro diligente e ottuso concorso.<\/p>\n<p>Soprattutto nella economia del nemico oggettivo, che deve giustificare e tenere alta la tensione emotiva, dopo i sovietici entrava ora trionfalmente il fondamentalismo islamico, capace di fornire alla nuova guerra di religione \u201cla rabbia e l\u2019orgoglio\u201d necessari per obnubilare la coscienza di una onesta e passionale intellettuale sinistroide come quella pi\u00f9 umbratile del giornalista di nicchia passato dalla militanza marxiana a quella nella Cia, e che, come tutti i convertiti, ostenter\u00e0 una devozione imperitura per il culto occidentale e i suoi potenti sacerdoti.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, il senso di giustizia, con cui abbigliamo l\u2019istinto di vendetta tenuto sempre vivo come un fuoco eterno sotto la cenere, si accese insieme al bisogno di compensazione che esso porta con s\u00e9.<\/p>\n<p>La rappresentazione dell\u2019undici settembre \u00e8 risultata plausibile nonostante i suoi macroscopici paradossi, dal mancato intervento dei caccia nel cielo pi\u00f9 controllato del mondo, alla impossibilita per aerei di linea di volare a bassa quota a 900 km orari e centrare un bersaglio relativamente piccolo, alla polverizzazione di enormi costruzioni di acciaio in dieci secondi per un incendio circoscritto, alla misteriosa caduta sempre in dieci secondi del terzo colossale edificio non colpito da nulla, al fantastico buco di cinque metri fatto dal terzo aereo nel Pentagono senza lasciare poi traccia di s\u00e9, alla scomparsa nel nulla sotto terra del quarto aereo. Tanto per ricordare qualche insignificante mistero di quella vicenda costruita come verit\u00e0 pubblica, ovvero come ci\u00f2 che la comunit\u00e0 teleguidata deve credere. Perch\u00e9 la menzogna pubblica e la verit\u00e0 pubblica sono evidentemente le due facce indissolubili della stessa medaglia.<\/p>\n<p>Come dicevamo, gli eventi successivi impietosamente misero in luce la mancanza di nessi logici tra i fatti raccontati e le conseguenze allestite con pretesti di plateale impudenza.<\/p>\n<p>A fronte della folle delittuosit\u00e0 delle guerre messe in piedi ancora una volta dalle presunte vittime, di quelle vere pochi continuarono ad occuparsi, in attesa che la cancellazione della memoria le facesse inghiottire dal tempo. Invece, quanti non temevano di scoprire una verit\u00e0 troppo paurosa avevano gi\u00e0 compreso la illogicit\u00e0, ovvero la falsit\u00e0 di tutta la rappresentazione, mentre dalla insensatezza delle conseguenze prendeva corpo il dubbio sulla veridicit\u00e0 delle cause e sulla enormit\u00e0 omicida di una impalcatura illusionistica.<\/p>\n<p>Tutta la vicenda si presenta tuttora come il paradigma archetipico della capacit\u00e0 del potere di dirigere e forgiare l\u2019opinione pubblica attraverso i mezzi tecnici e l\u2019arretramento emotivo delle attitudini critiche. Infatti, anche un intero popolo, di fronte al timore di doversi riconoscere vittima di un potere capace di tutto, di dovere affrontare il viso impietoso di una verit\u00e0 troppo penosa da sopportare, pu\u00f2 scegliere, al pari del singolo individuo, di eludere la crudezza della evidenza.<\/p>\n<p>Se si chiede a un cittadino americano chi ha distrutto le torri gemelle risponder\u00e0 ancora oggi che sono stati i terroristi islamici guidati da Bin Laden; cos\u00ec, se si chiede ad un tedesco chi ha distrutto i gasdotti, risponder\u00e0 che sono stati i russi; e se si chiede ad un italiano plurivaccinato se davvero la sostanza che gli hanno iniettato, la cui composizione \u00e8 tuttora coperta dal segreto militare, sia stata capace di evitare i contagi, perch\u00e9 sia stata sostituita alle cure, se ne conosca la gravit\u00e0 degli effetti nocivi o addirittura letali, risponder\u00e0 con esemplare vigore logico che un vaccino ha debellato la poliomielite. Insomma, se una automobile pu\u00f2 viaggiare a 150 chilometri orari, lo pu\u00f2 fare anche una bicicletta in quanto anch\u2019essa di fatto \u00e8 chiamata veicolo.<\/p>\n<p>Eppure, il riconoscimento generalizzato della oggettivit\u00e0 di un inganno globale, potrebbe forse minare definitivamente le basi malferme su cui si regge la scomposta arroganza di un potere che cerca di mantenere vive le proprie allucinazioni di egemonia universale indossando ancora gli abiti di scena di una civilt\u00e0 democratica virtuale. Ma quella scomposta arroganza che si manifesta nella illogicit\u00e0 incomprensibile, ma sempre nefasta, di ogni sua intrapresa, ha intanto contaminato anche il modo di pensare degli imbambolati spettatori, i quali hanno assorbito quella stessa regressiva illogicit\u00e0 e sostituito al buon senso il manzoniano senso comune.<\/p>\n<p>Ora dunque l\u201911 settembre torna a buon diritto alla memoria di molti con la nuova micidiale guerra tra Israele e i palestinesi, ma vi deve tornare anzitutto perch\u00e9 rappresenta il modello di una ragione politica degenerata e del deperimento indotto delle capacit\u00e0 critiche individuali; dell\u2019asservimento dei mezzi di comunicazione ai poteri che, arruolandoli, li mantengono in vita; della possibile costruzione delle cause in vista di predisposte conseguenze, oppure dello sfruttamento insensato e irresponsabile delle ideologie religiose, qualche volta alimentate, qualche volta manovrate; nel generale ripudio della ragione e della misura e della onest\u00e0 di intenti che dovrebbero essere il segno primario della civilizzazione. Al loro posto agisce a tutti i livelli un attivismo disordinato e belluino, che si fa forte della diffusa moderna ottusit\u00e0 culturale per muoversi senza freni inibitori dopo l\u2019eliminazione sistematica di ogni argine morale, dietro ai carri armati degli eserciti mediatici.<\/p>\n<p>Intanto, ancora una volta l\u2019accensione emotiva serve ad allontanare la lettura complessiva e spassionata della realt\u00e0, la comprensione dei fatti e degli antefatti, la comprensione della storia e della dissennatezza del potere, che nel delirio di onnipotenza ha perduto fatalmente anche l\u2019idea del bene e del male.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.ricognizioni.it\/l11-settembre-lermeneutica-della-storia-contemporanea-cosa-accade-veramente-a-gaza\/\">https:\/\/www.ricognizioni.it\/l11-settembre-lermeneutica-della-storia-contemporanea-cosa-accade-veramente-a-gaza\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da RICOGNIZIONI (Patrizia Fermani) Fin dall\u2019inizio, il 7 ottobre, quando si \u00e8 avuta notizia dell\u2019evento sanguinoso che avrebbe dato avvio alla immane carneficina successiva a Gaza, \u00e8 stata evocata da pi\u00f9 parti l\u2019immagine fatidica dell\u201911 settembre, del quale \u00e8 sembrato di poter vedere una replica. 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