{"id":82163,"date":"2023-10-25T14:16:08","date_gmt":"2023-10-25T12:16:08","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82163"},"modified":"2023-10-25T17:06:05","modified_gmt":"2023-10-25T15:06:05","slug":"mozione-del-direttivo-ri-sulla-strategia-di-formazione-di-unalleanza-per-la-partecipazione-alle-elezioni-politiche-del-2027-per-lassemblea-nazionale-del-26-novembre-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82163","title":{"rendered":"Mozione del Direttivo RI sulla strategia di formazione di un\u2019alleanza per la partecipazione alle elezioni politiche del 2027 (per l\u2019Assemblea nazionale del 26 novembre 2023)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>MOZIONE DEL COMITATO DIRETTIVO DI RI<\/strong><br \/>\n<strong>SULLA STRATEGIA DI FORMAZIONE DI UN\u2019ALLEANZA<\/strong><br \/>\n<strong>PER LA PARTECIPAZIONE ALLE ELEZIONI POLITICHE DEL 2027<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>PREMESSA<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il tema sul quale siamo chiamati a deliberare richiede una breve ricostruzione della nostra storia e alcune osservazioni sull\u2019esperienza maturata in occasione delle elezioni politiche del 2022. La ricostruzione e le osservazioni sono utili sia a noi, come premesse della delibera, sia a chi, senza conoscere la nostra storia, si imbatter\u00e0 nella nostra assemblea romana del 2023 o almeno nella presente mozione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anzi, dobbiamo considerare questa mozione come un biglietto da visita che consegneremo a gruppi, a divulgatori, a studiosi e a intellettuali che non ci conoscono. Perci\u00f2 non pochi paragrafi che narrano la nostra storia saranno per noi addirittura inutili e ridondanti, sebbene utili agli estranei che leggeranno la mozione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>IL PROGETTO INIZIALE<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Fin dalla nascita dell\u2019associazione (allora ARS), nel 2012, abbiamo sempre desiderato essere, e scritto negli atti ufficiali di voler essere, soltanto una frazione del tutto, una componente della futura alleanza politica che si sarebbe candidata alle elezioni del 2023, poi svoltesi nel 2022.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questo principio fondativo dimostra che abbiamo sempre avuto un progetto di lungo periodo, che, ad essere sinceri, nel 2012 prevedeva due fasi di 3 anni con ipotetica possibilit\u00e0 di promuovere l\u2019alleanza nel 2018, ma che, gi\u00e0 nel 2013, nell\u2019assemblea annuale svolta a Pescara, ci apparve da allungare a due fasi di 4 anni, con possibilit\u00e0 di promuovere l\u2019alleanza soltanto in vista delle elezioni del 2023 (poi svolte nel 2022).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il carattere di lungo periodo del progetto dipendeva da due fattori.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In primo luogo, il tempo che sarebbe stato necessario a noi, per dar vita a una forza politica di un migliaio di persone &#8211; nel 2013, nell\u2019assemblea di Pescara, ipotizzammo che, sotto il profilo del numero di militanti, un\u2019ottima frazione sarebbe stata composta da 1500 militanti. I nostri militanti avrebbero dovuto avere certe caratteristiche, sia ideologiche che psicologiche o caratteriali, considerate da noi fondamentali e imprescindibili: non ci interessavano tutti i contestatori dell\u2019Unione Europea, della NATO e del neoliberalismo. Gli altri, quelli che non ci interessavano, potevano dar vita o aderire ad altre formazioni, diverse dalla nostra. Poi ci saremmo alleati.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In secondo luogo, il tempo che sarebbe stato necessario ad altri gruppi, per riuscire non soltanto a promuovere ma anche a consolidare e radicare nei territori altre componenti dell\u2019alleanza.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>LE ELEZIONI POLITICHE DEL SETTEMBRE 2022<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In quale situazione ci siamo venuti a trovare nel marzo 2021, quando l\u2019assemblea virtuale (l\u2019assemblea fisica era impedita dalla normativa incostituzionale) di Riconquistare l\u2019Italia (RI) incaric\u00f2 il Comitato Direttivo di promuovere la formazione di un\u2019alleanza elettorale? Consideriamo prima la nostra componente. Poi i potenziali alleati.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Noi eravamo in grado di mettere a disposizione circa 500 militanti &#8211; gli iscritti erano di pi\u00f9 ma gli iscritti non contano, anzi gli iscritti non militanti ingannano: contano i militanti; per questa ragione noi abbiamo sempre avuto un basso rapporto tra iscritti e militanti -, non pochi dei quali capaci, se candidati, di farsi aiutare sul territorio da parecchi amici e conoscenti estimatori, i quali riconoscevano che quei militanti, per anni, erano stati coerenti, precursori della critica all\u2019Unione europea, e attivi sul territorio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Eravamo poi in grado di raccogliere almeno 30.000 sottoscrizioni, ossia quasi la met\u00e0 di quelle necessarie per presentare la candidatura delle liste in tutti i collegi della Camera e pi\u00f9 della met\u00e0 di quelle necessarie per candidarsi in tutti i collegi del Senato. E ci\u00f2 perch\u00e9 possedevamo una notevole esperienza e conoscenze di tipo giuridico-amministrativo, che avevamo maturato candidandoci in sei elezioni regionali e in una suppletiva al Senato, nelle quali ci eravamo candidati esclusivamente per imparare e per sapere fare. In alcune di queste elezioni un numero limitatissimo di militanti ha fatto miracoli (per esempio quasi 5000 sottoscrizioni raccolte, in 3 circoscrizioni su 5, nelle regionali del Lazio del 2018, da parte di 25 militanti).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Avevamo molti militanti che sarebbero stati ottimi candidati locali, per le maturate capacit\u00e0 di parlare in pubblico (in rete si trovano video di almeno 50 nostri militanti che parlano in pubblico).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Eravamo in grado di garantire agli alleati la nostra affidabilit\u00e0, visto che stavamo assieme da dieci anni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Infine, avevamo quasi 200 pagine di importanti documenti, dedicati a innumerevoli argomenti, che potevano costituire la base di un programma di valore; e potevamo persino rivendicare &#8211; google era ed \u00e8 testimone &#8211; che avevamo inventato noi i neologismi \u201csovranismo\u201d e \u201csovranista\u201d, che tanta fortuna hanno avuto, addirittura nel mondo, (purtroppo) soprattutto presso chi ha inteso distorcerne i significati, per appropriarsi della qualifica o per offendere chi se ne appropriava.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Eravamo, insomma, non un\u2019ottima componente, mancando i numeri, ma certamente una componente pi\u00f9 che buona. E in realt\u00e0, alla stregua di ci\u00f2 che avremmo scoperto dopo, in occasione delle elezioni &#8211; segnatamente che, per candidarsi in tutto il territorio nazionale, sono sufficienti 1500 militanti, ben coordinati ed addestrati \u2013 persino una componente ottima.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Cosa c\u2019era, invece, attorno a noi?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il deserto di associazioni politiche che possedessero i requisiti richiesti nel nostro Statuto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per Statuto noi avremmo dovuto allearci soltanto con organizzazioni:<\/p>\n<ol type=\"i\">\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">che esistessero da alcuni anni, quindi che avessero dimostrato di saper durare;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">che avessero fatto esperienze in elezioni comunali e regionali e quindi che non fossero gruppi di teorici o di ideologi ma di militanti;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">che non avessero subito significative scissioni, dimostrando di essere composte da militanti fedeli allo statuto e non da narcisi e nevrotici attivisti;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">che non fossero composte da seguaci di una persona bens\u00ec da militanti felici di stare in una comunit\u00e0, per quanto piccola, che si riconosce in un atto costitutivo, in uno statuto, in un progetto e in un linguaggio.<\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma con queste caratteristiche non c\u2019era nessuna organizzazione politica.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quasi tutte le associazioni politiche, o anche soltanto politico-culturali, che erano sorte nel decennio, e che avevano punti in contatto con noi, nel giro di qualche mese o al massimo di un paio di anni erano morte oppure ormai esistenti soltanto sulla carta (da MPL a Sinistra contro l\u2019euro, da Senso Comune a Nuova Direzione, da Riscossa ad ALI, ad altre ancora minori). A\/Simmetrie, invece, resisteva ma aveva scelto il campo avversario. Dalla diaspora del M5S non era sorta alcuna organizzazione politica che intendesse fondare la propria azione politica sull\u2019anti-unionismo, sull\u2019anti-atlantismo (o occidentalismo) e sull\u2019anti-neoliberalismo. Gli studenti e divulgatori della MMT si erano dispersi in una decina di rivoli e nessuno aveva voglia di svolgere attivit\u00e0 politica (salvo singoli che davano una mano a noi).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quindi, avevamo di fronte soltanto due associazioni culturali, <em>Darsi Pace<\/em> di Marco Guzzi e <em>Aleph<\/em> di Mauro Scardovelli, forse caratterizzate da eccessivo personalismo e quindi mancanti dell\u2019ultimo requisito, ma almeno dotate di una lunga storia, di solidit\u00e0 e di organizzazione. Contattammo le due associazioni culturali, per verificare se avessero voluto dare un contributo ad un\u2019azione politica, ma i presidenti delle due associazioni non erano interessati a partecipare all\u2019azione politica. Esse avevano a lungo chiesto l\u2019\u201cunione\u201d ma questa unione, evidentemente, era per loro soltanto unione di controinformazione, unione in convegni, o, al pi\u00f9, unicit\u00e0 del mezzo di comunicazione. L\u2019unione politica non li interessava e anzi non avevano interesse nemmeno a dare un contributo ad una alleanza politica, in vista delle elezioni nazionali.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Se avessimo deciso di rispettare lo Statuto avremmo dovuto passare, prendendo atto che non c\u2019erano alleati. Ma decidemmo di esperire un tentativo, che non era quello sperato per anni, bens\u00ec, il meno modesto tra quelli possibili: se l\u2019azione ci avesse portato in Parlamento avremmo ottenuto un risultato parziale; se avessimo fallito, avremmo comunque imparato molte cose.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Scartammo il CLN di Mattei, perch\u00e9 per dieci anni avevamo criticato, preso in giro e anche, ammettiamolo, offeso, tutti coloro che, spessissimo, avevano tentato di creare CLN o CNL. Per noi un gruppo di persone serie crea un\u2019associazione che \u00e8 una delle componenti del futuro CNL e dimostra per un po\u2019 di anni cosa sa fare: che documenti sa elaborare; quanto sa durare; di non subire scissioni; di avere militanti di valore. Poi questa organizzazione si allea con altre. Avevamo sempre osservato che nella riunione che diede vita nel 1943 al CLN erano presenti 8 persone in rappresentanza di sei partiti (due partiti erano rappresentati da due persone). Il CLN si crea in mezza giornata se ci sono le sei organizzazioni che si alleano. Invece chi, senza aver a lungo militato, senza aver dato vita ad alcuna realt\u00e0 collettiva duratura, solida, radicata e umile, pretende di mettersi al centro di un (preteso) variegato movimento, proponendo un CLN, nella migliore delle ipotesi \u00e8 un ingenuo e nella peggiore un egoista opportunista manipolatore, che vuol darsi un ruolo che non gli spetta. Questo avevamo sempre detto e perci\u00f2 non potevamo cercare di entrare in pretesi CLN che, lungi da essere semplici sigle di alleanze, pretendevano di essere il vertice del tutto (il vertice di un CLN \u00e8 costituito da un organo che riunisce i capi delle fazioni alleate; oltre le fazioni alleate, non c\u2019\u00e8 niente): i CLN, come le alleanze, non hanno organi, salvo quelli rappresentativi dei partiti e delle associazioni che li compongono.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Avemmo a lungo contatti con quella parte del movimento di contestazione della gestione pandemica &#8211; del quale avevamo fatto parte, sebbene avessimo evitato di partecipare alla gara per la visibilit\u00e0 (che non era nelle nostre corde) &#8211; che reputavamo fosse a noi pi\u00f9 vicina, sia perch\u00e9 pressoch\u00e9 priva di reazionari (dichiarati o nascosti), sia perch\u00e9 diffusamente anti-unionista: il variegato mondo del Fronte del Dissenso. Tuttavia si trattava pur sempre di parte di un movimento. Era movimento. Ancora il I maggio del 2022 eravamo con loro in piazza a Padova. Ma il loro metodo prevedeva che le piazze scegliessero i candidati. A nostro avviso, invece, semmai si fosse proceduto con tale metodo, in buona parte, i candidati sarebbero stati i maggiori imbonitori; i peggiori moralisti; coloro che, saliti sul palco, anzich\u00e9 svolgere ragionamenti, avevano parlato al sentimento morale e alla rabbia, apparendo campioni dell\u2019indignazione; gli attivisti nevrotici, agitatisi per due anni, che avevano dormito nei precedenti otto anni e che sarebbero tornati a dormire finita l\u2019onda del movimento. E per la restante parte, sarebbero stati narcisi intellettuali e semicolti, psicologicamente avversi alla militanza e alla comunit\u00e0 e quindi alla disciplina di partito. Un metodo, al livello (bassissimo) delle parlamentarie del M5S, che ci era e ci \u00e8 radicalmente estraneo, credendo noi che l\u2019Italia abbia bisogno di un grande partito (non necessariamente un partito grande come iscritti; anzi) democratico, popolare e sociale o socialista, il quale \u00e8 grande se \u00e8 strumento di selezione di valida classe dirigente (altrimenti non vale a niente e non serve a niente, come la storia, dimostra). E poi un metodo che secondo noi \u2013 e lo scrivemmo \u2013, nelle condizioni date, non poteva mai riuscire a formare l\u2019alleanza, e che, perci\u00f2, non sarebbe stato mai applicato per la sua assurdit\u00e0. E cos\u00ec fu. Coloro che proponevano un simile metodo (CLN e Fronte del Dissenso) non entrarono in nessuna delle due coalizioni del dissenso (la nostra ISP, e VITA) e, non casualmente ma del tutto logicamente, come noi avevamo previsto, restarono fuori dalla contesa elettorale, finendo, addirittura, per far propaganda per l\u2019astensionismo. Il movimentismo \u00e8 latrina che sta nel sangue e nel carattere, prima che nel cervello.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quindi ripiegammo su ci\u00f2 che c\u2019era. Dopo aver ricevuto un \u201cno\u201d da Ancora Italia &#8211; partito ancora fluido, del quale nemmeno alcuni dirigenti conoscevano lo Statuto (e lo dichiaravano anzi se ne vantavano), che nasceva da una recente scissione, tutto fondato sulla visibilit\u00e0 di persone che sulla rete avevano acquisito una qualche notoriet\u00e0 (insomma esattamente l\u2019opposto di ci\u00f2 che doveva essere un alleato secondo il nostro statuto) &#8211; andammo da Rizzo. Il partito di Rizzo non era una nuova realt\u00e0 e soprattutto era un partito personale (sebbene esistesse da una decina di anni pressoch\u00e9 nessuno aveva mai ascoltato in pubblico militanti e dirigenti: quasi sempre Marco Rizzo) ma almeno aveva capacit\u00e0 organizzative e nella raccolta firme. Molto debole, invece, si sarebbe rivelato per la qualit\u00e0 media dei candidati.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ottenuto il consenso del PC e formata un\u2019alleanza a due, rivolgemmo assieme una proposta a Francesco Toscano, presidente di Ancora Italia, che, credendo ciecamente (solo) nella visibilit\u00e0, ader\u00ec alla proposta, evidentemente per la presenza di Marco Rizzo (visto che aveva rifiutato la nostra proposta precedente). E cos\u00ec ebbe vita ISP (Italia Sovrana e Popolare), associazione composta da 3 persone: Stefano D\u2019Andrea, allora presidente di RI, Marco Rizzo, e Francesco Toscano, ciascuno, di fatto, in rappresentanza del partito di appartenenza, i quali, per Statuto, avrebbero dovuto decidere tutto all\u2019unanimit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Raccogliemmo pi\u00f9 di 75.000 sottoscrizioni in venti giorni di agosto ma il risultato non fu quello augurabile: 1,24% anzich\u00e9 il 3% da noi sperato (ma ci conosceva soltanto una parte limitata degli elettori e la visibilit\u00e0 di Rizzo risultava ingombrante e dannosa: avrebbe dovuto restare nascosto) o il \u201crisultato a due cifre\u201d ingenuamente sperato (almeno per parecchio tempo) dagli alleati, auto-ingannati dalla (immaginata) visibilit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>L\u2019ANNO SUCCESSIVO ALLE ELEZIONI POLITICHE DEL 2022<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Astrattamente l\u2019esperienza di ISP avrebbe potuto essere sviluppata, sebbene Ancora Italia avesse subito una scissione di portata enorme subito dopo le elezioni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tuttavia vi era dissenso radicale tra RI, da un lato, e AI e PC dall\u2019altro.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">AI e PC volevano creare una organizzazione di organizzazioni, qualcosa come l\u2019Unione Europea. La funzione oggettiva delle organizzazioni di organizzazioni \u00e8, non pu\u00f2 non essere, e in tutte le esperienze storiche \u00e8 sempre stata, quella di far fuori le organizzazioni, concentrando il potere in poche persone, sia che chi propone l\u2019organizzazione di organizzazioni ne sia consapevole, sia che non ne sia consapevole. L\u2019organizzazione di organizzazioni decide a maggioranza. L\u2019Unione Europea, nelle materie in cui decide a maggioranza, ne \u00e8 l\u2019esempio macroscopico. In genere, vengono ammesse piccolissime o apparenti (e in realt\u00e0 inesistenti) organizzazioni proprio al fine di creare una maggioranza.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In secondo luogo, i rappresentanti delle organizzazioni che vogliono rispettare i militanti e le deliberazioni dell\u2019assemblea della loro organizzazione, hanno necessit\u00e0 di un ritmo di decisione molto lento, mentre coloro che \u201crappresentano\u201d organizzazioni inesistenti o personalistiche sono capaci di assumere una decisione al giorno.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In terzo luogo, le organizzazioni che vengono messe spesso in minoranza sono costrette, prima o poi, ad andar via (quando si tratta di alleanze tra partiti; nelle alleanze tra Stati si sta in balia di altri Stati).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Queste disfunzionalit\u00e0 della organizzazione di organizzazioni erano state sempre da noi denunciate. L\u2019organizzazione di organizzazioni non pu\u00f2 mai funzionare, se lo scopo \u00e8 collettivo (e non personale).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ci fu detto che il principio dell\u2019unanimit\u00e0 a 3 dava l\u2019idea della chiusura, mentre il principio maggioritario avrebbe consentito di far entrare alcune persone, individuate con nome e cognome, e ci\u00f2 avrebbe dato l\u2019idea dell\u2019apertura. Rispondemmo che la struttura che ci eravamo dati ci aveva consentito di allearci e di candidarci in tutta Italia e dunque era risultata valida. Quindi conveniva sperimentarla in alcune elezioni regionali e comunali. Una struttura si sceglie per l\u2019efficienza, non perch\u00e9 dia una certa idea. Chi sceglie una struttura perch\u00e9 dia una certa idea \u00e8 vittima della sua comunicazione e alla fine crede che ci\u00f2 che conti davvero non siano la struttura e lo Statuto ma l\u2019avere le leve del comando. Crede nelle persone, non nel partito. Rispondemmo anche che c\u2019era tempo per verificare se queste persone rappresentavano gruppi omogenei e solidi di militanti o soltanto se stesse. Dopo che qualche gruppo avesse dato prova di esistere, di fornire militanti, di credere nel progetto, di umilt\u00e0, di capacit\u00e0, e di disciplina, all\u2019unanimit\u00e0, come previsto nello Statuto, una persona poteva anche entrare. Ma la nostra era e doveva rimanere un\u2019alleanza, perch\u00e9 eravamo diversi e applicare il principio dell\u2019unanimit\u00e0 in 3 \u00e8 possibile, in 4 \u00e8 difficile e in 5 \u00e8 difficilissimo e in 6 \u00e8 impossibile. Rispondemmo, infine, che l\u2019apertura ad altri gruppi si poteva manifestare nelle candidature nelle regionali e nelle comunali: si poteva essere generosi dando a tutti qualcosa di pi\u00f9 di ci\u00f2 che davano, purch\u00e9 avessero prima dato qualcosa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Fummo accusati di essere burocratici e legulei e ci dissero che non avevano nemmeno letto lo Statuto (o almeno non avevano riflettuto sul contenuto dello Statuto) che avevano sottoscritto dal Notaio. Replicammo che lo Statuto di un partito \u00e8 tutto e che \u00e8 grave non riflettere su ci\u00f2 che si firma, perch\u00e9 ci\u00f2 rivela che si crede solo in s\u00e9 stessi e che si crede di avere il diritto o la forza di rompere i patti e di imporne di nuovi quando si vuole.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Infine, noi volevamo candidare alle elezioni regionali e in alcune comunali eccellenti militanti, dei tre partiti, per farne emergere il valore, mentre Rizzo e Toscano sostenevano che dovessimo candidare soltanto persone gi\u00e0 note, tra le quali un ex senatore pentastellato che poi ha lasciato la loro alleanza. Una tesi che a noi sembrava una follia: un nuovo movimento si caratterizza per volti nuovi; i volti vecchi danneggiano gravemente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma la divergenza non stava soltanto nelle idee e nel modo di pensare bens\u00ec nei caratteri. Fu detto a Stefano D\u2019Andrea: o ci dai il consenso alla modifica dello Statuto o noi cambiamo nome e ce ne andiamo. L\u2019assemblea romana di RI del 2022 decise che non sarebbe stato dato nessun consenso: o Rizzo e Toscano avrebbero lavorato per dare attuazione allo Statuto o si metteva fine ad ISP. Rizzo e Toscano decisero di mettere fine a ISP. E cos\u00ec avvenne per accordo dei tre soci (D\u2019Andrea, Rizzo e Toscano).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">N\u00e9 Alternativa, con un suo rappresentante, n\u00e9 Patria Socialista con il suo, n\u00e9 un rappresentante di Azione Civile &#8211; insomma, coloro che avremmo dovuto far entrare nella organizzazione di organizzazioni che avrebbe deciso a maggioranza &#8211; decisero di entrare nell\u2019organo direttivo della nuova struttura creata da Rizzo e Toscano. Anzi, coloro che ci avevano aiutati durante le elezioni, andarono via dall\u2019alleanza. Il fantomatico allargamento, dunque, non vi \u00e8 stato. N\u00e9 il nuovo soggetto di Rizzo e Toscano si candid\u00f2 alle regionali del Lazio o della Lombardia o del Molise. Tent\u00f2 di candidarsi nelle regionali del Friuli-Venezia Giulia ma non riusc\u00ec a raccogliere le sottoscrizioni necessarie. Promosse la raccolta di sottoscrizioni a sostegno di un referendum contro la guerra in Ucraina ma fall\u00ec l\u2019obiettivo e non deposit\u00f2 le firme raccolte, in modo che si potesse sapere quante fossero. Infine, si candid\u00f2 in Trentino, dove avevamo preso molti voti e c\u2019era concreta possibilit\u00e0 di eleggere, prendendo meno della met\u00e0 della percentuale di voti ricevuta da ISP al Senato in Trentino un anno prima. Incredibile \u2013 ma solo per chi non conosce Rizzo e Toscano &#8211; la scelta di candidare come presidente della provincia Marco Rizzo, anzich\u00e9 il dottore che aveva preso moltissimi voti nel 2022 (oltre il 6% nel suo collegio), collocato invece come capolista per eleggere Marco Rizzo. \u00c8 evidente che quella persona, che infatti alle elezioni provinciali ha ottenuto oltre 1700 preferenze personali, doveva essere il candidato presidente e doveva essere incaricata di formare la lista un anno prima delle elezioni (a suo sostegno si sarebbero candidate pi\u00f9 persone capaci di prendere voti che non a sostegno di Rizzo). Ma questo era il progetto che avevamo proposto a distanza di soli 15 giorni dalle elezioni politiche (tre candidati, uno di RI, uno di AI e uno del PC e due esterni nelle cinque regionali). Invece il loro metodo era che alle regionali si dovessero candidare soltanto personaggi &#8220;noti&#8221;. Come tutti oggi devono ammettere un progetto privo di senso pratico e di valore. Insomma un fallimento completo su tutta la linea, ampiamente prevedibile in considerazione della radicale incapacit\u00e0 dimostrata nella vicenda test\u00e9 narrata.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Noi, invece decidemmo di riposare per un anno, salvo l\u2019impegno di alcuni soci nella diffusione del canale del Centro Studi sulla Costituzione e sulla Prima Repubblica, e di lasciare che il tempo dimostrasse che l\u2019alleanza elettorale che noi avevamo promosso, con il suo statuto e fondata sull\u2019unanimit\u00e0, aveva prodotto dei risultati parziali, che avrebbero potuto essere sviluppati da persone capaci, mentre l\u2019alleanza fondata sulla visibilit\u00e0 e sul potere di decisione di due persone non avrebbe prodotto nessuna aggregazione e nessun risultato. E cos\u00ec fu.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>OSSERVAZIONI PRELIMINARI ALLA DELIBERA<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tanto premesso, ci troviamo oggi a deliberare sulla strategia di promozione e formazione dell\u2019Alleanza politica democratica, popolare e sociale che dovr\u00e0 candidarsi alle elezioni politiche del 2027, sulla base non soltanto delle idee strategiche e di azione che abbiamo sempre professato, ma anche dell\u2019esperienza fatta in ISP e prima che ISP fosse formata. Ci sembra che complessivamente si debba tener conto dei seguenti insegnamenti, principi e considerazioni:<\/p>\n<ol type=\"i\">\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">non \u00e8 possibile prevedere che RI si allei esclusivamente con organizzazioni politiche, e ancor pi\u00f9 esclusivamente con organizzazioni politiche che abbiano talune caratteristiche, perch\u00e9 l\u2019esperienza insegna: che le persone che intendono partecipare a organizzazioni politiche sono poche; che le organizzazioni costituite difficilmente durano uno o due anni; che non vi \u00e8 nessuna certezza che tra qualche anno esistano consistenti organizzazioni politiche e addirittura che esistano con talune caratteristiche. Bisogner\u00e0 dunque coinvolgere anche associazioni culturali, gruppi che fanno informazione e divulgazione, studiosi, gruppi di studiosi o intellettuali;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">non \u00e8 possibile rinviare l\u2019inizio della formazione dell\u2019alleanza a un momento lontano (uno o due anni dalle elezioni). Quella strategia aveva un senso quando la premessa era che dovessimo allearci con organizzazioni politiche con determinate caratteristiche e pertanto dovevamo attendere che si formassero e dimostrassero di essere solide e di sapersi radicare. Nella nuova prospettiva, l\u2019azione volta a cercare il primo alleato andr\u00e0 svolta con immediatezza, non essendovi ragione per attendere;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">ovviamente, \u00e8 impensabile che l\u2019alleanza si crei sedendosi in dieci o venti attorno a un tavolo. Questo \u00e8 il metodo suggerito da tutti gli ingenui e da tutte le persone prive di spirito pratico. Ma nonostante sia stato proposto, nel nostro ambiente, decine di volte, non ha mai trovato attuazione, in campo politico come in altri campi. E non, \u201ca causa dei personalismi\u201d, come credono gli ingenui, bens\u00ec perch\u00e9 \u00e8 un metodo assurdo, sostenuto da uomini che non sanno cosa sia la concretezza dell\u2019azione, da persone che nella vita non hanno creato nulla dal punto di vista pratico ma in fondo anche da persone incapaci di considerazioni elementari come quelle che si possono trarre da questo esempio: se un attore teatrale vuol metter su una compagnia teatrale cosa fa? cerca un altro attore e poi assieme a lui un terzo e poi assieme ai tre un quarto o convoca una serie di amici e conoscenti per sedersi tutti attorno a un tavolo? E se un musicista vuol creare un gruppo musicale? E cos\u00ec in tutti i campi. Soltanto assemblearisti impolitici, con l\u2019ingenuit\u00e0 da studenti di liceo, possono credere che il metodo sia sedersi tutti attorno a un tavolo. Le elezioni del 2022 hanno dimostrato che le alleanze che si sono formate sono tutte sorte da un\u2019azione di aggregazione progressiva: un gruppo si associa con un altro gruppo; i due gruppi si associano a un terzo e cos\u00ec via. Poi, attorno ai gruppi pi\u00f9 consistenti, vengono a collocarsi gruppi meno consistenti o meno diffusi o singoli divulgatori, studiosi o intellettuali. Ma non serve l\u2019esperienza a provare ci\u00f2 che si pu\u00f2 sapere con il semplice buon senso dell\u2019uomo dotato di sufficiente spirito pratico. Con questo metodo, che \u00e8 \u201cil metodo\u201d per formare un\u2019alleanza, si uniscono prima i pi\u00f9 decisi ad agire, che siano omogenei sotto il profilo delle caratteristiche che deve avere l\u2019azione pratica; dunque si genera un nucleo attivo e omogeneo che d\u00e0 un ritmo, una strategia e una linea e che aggrega.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">l\u2019alleanza dovr\u00e0 essere pronta ben prima della data delle elezioni, non tanto perch\u00e9 le elezioni potrebbero essere anticipate, bens\u00ec perch\u00e9 l\u2019alleanza politica dovr\u00e0 essere ben pi\u00f9 nota rispetto a quella creata nel 2022 a ridosso delle elezioni. Addirittura i candidati nei collegi uninominali dovrebbero essere individuati pi\u00f9 di un anno prima, anche due anni prima della data delle elezioni, in modo che possano svolgere una duratura azione di aggregazione e farsi conoscere e stimare nel collegio.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">non bisogner\u00e0 imbarcare personaggi politici dotati di piccola o grande notoriet\u00e0. Un movimento nuovo non pu\u00f2 nascere da politici che solcano il teatro della politica da decenni. L\u2019avversione e il sospetto che suscitano \u00e8 sempre molto superiore alla capacit\u00e0 di attrarre consensi. Il nuovo non \u00e8 necessariamente composto da giovani ma non si caratterizza per il ruolo e la visibilit\u00e0 di politici vecchi;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">l\u2019alleanza tra pi\u00f9 soggetti, anche venti o trenta (tra gruppi politici, associazioni, blog, canali youtube, riviste, gruppi di studiosi, isolati intellettuali), non potr\u00e0 avere un organo di vertice composto da venti o trenta persone: sarebbe una scelta disfunzionale che condurrebbe a morte pressoch\u00e9 immediata. Bisogner\u00e0 perci\u00f2 dare assoluta certezza a tutti i partecipanti e gi\u00e0 a tutti gli invitati che ogni gruppo &#8211; anche se costituito da uno studioso, un blogger, un divulgatore attorno a s\u00e9 stesso &#8211; avr\u00e0 uno spazio proporzionale a quello degli altri, e corrispondente al numero di (relativamente) consistenti nuclei territoriali di uomini che riuscir\u00e0 a mettere a disposizione dell\u2019alleanza (in uno, due, tre, cinque o venti collegi);<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il partito si crea dopo: se l\u2019esperimento riesce e l\u2019alleanza entra in Parlamento. In tal caso il Partito si crea in un battibaleno: non \u00e8 possibile dubitarne. Sarebbe invece un gravissimo errore, impegnarsi fin da subito nel presuntuoso e fallimentare progetto di dar vita ad un partito unico. Chi crede di esserne capace, proceda e dimostri di non essere un ciarlatano. Dinanzi a un tentativo riuscito (e che quindi duri da alcuni anni) RI si scioglier\u00e0 e i militanti entreranno nell\u2019atteso partito. Non pretenda invece un aiuto che significherebbe per noi impegno in un progetto che crediamo fallimentare;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">trattandosi di alleanza, il vertice politico non potr\u00e0 che essere collegiale. Ovviamente il vertice politico pu\u00f2 non coincidere con il comunicatore o con i comunicatori, che possono essere membri dell\u2019organo di vertice dell\u2019alleanza (dove devono stare le teste, capaci di azione concreta, non i teorici), oppure semplici strumenti dell\u2019alleanza, che non hanno nell\u2019alleanza nessun particolare ruolo. Ma anche quando sono membri dell\u2019organo di vertice, nella loro azione di comunicatori sempre e soltanto meri strumenti dell\u2019alleanza sono e devono essere.<\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>TANTO PREMESSO<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019assemblea delibera di incaricare il Comitato Direttivo di intraprendere fin da subito &#8211; seguendo, nella misura possibile, le direttive sopra indicate nei punti <em>i)<\/em>&#8211;<em>viii)<\/em> &#8211; il tentativo di dar vita, entro due anni, a un\u2019alleanza politica antiunionista, antiatlantista, popolare e sociale, ispirata alla Costituzione del 1948.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MOZIONE DEL COMITATO DIRETTIVO DI RI SULLA STRATEGIA DI FORMAZIONE DI UN\u2019ALLEANZA PER LA PARTECIPAZIONE ALLE ELEZIONI POLITICHE DEL 2027 PREMESSA Il tema sul quale siamo chiamati a deliberare richiede una breve ricostruzione della nostra storia e alcune osservazioni sull\u2019esperienza maturata in occasione delle elezioni politiche del 2022. La ricostruzione e le osservazioni sono utili sia a noi, come premesse della delibera, sia a chi, senza conoscere la nostra storia, si imbatter\u00e0 nella nostra assemblea&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":82164,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6703,6],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/275676954_7488089571231427_6512144194560701413_n.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-lnd","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82163"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=82163"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82163\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82165,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82163\/revisions\/82165"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/82164"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=82163"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=82163"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=82163"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}