{"id":82301,"date":"2023-11-03T10:39:49","date_gmt":"2023-11-03T09:39:49","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82301"},"modified":"2023-11-02T20:42:39","modified_gmt":"2023-11-02T19:42:39","slug":"bangladesh-i-lavoratori-si-ribellano-allo-sfruttamento-nellindustria-dellabbigliamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82301","title":{"rendered":"Bangladesh: i lavoratori si ribellano allo sfruttamento nell\u2019industria dell\u2019abbigliamento"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>L&#8217;INDIPENDENTE<\/strong> (Gioele Falsini)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questi giorni, in Bangladesh, si stanno susseguendo\u00a0<strong>violente manifestazioni dei lavoratori e delle lavoratrici<\/strong>\u00a0del settore dell\u2019abbigliamento, soprattutto nelle citt\u00e0 industriali di Gazipur, Ashulia e Hemayetpur, poco lontano dalla capitale Dacca, in Bangladesh. L\u2019agitazione popolare e le azioni di protesta si sono imposte in maniera inedita, decisa e partecipata: secondo i sindacati\u00a0<b>decine di migliaia di persone<\/b>\u00a0sono scese in strada per chiedere<b>\u00a0maggiori diritti e salari pi\u00f9 adeguati<\/b>, mentre diverse fabbriche sono state assaltate e vandalizzate e negli scontri con la polizia almeno una persona ha perso la vita.<\/p>\n<p>Dopo 10 anni da una delle pi\u00f9 grandi tragedie nella storia dell\u2019industria tessile, ovvero il crollo del complesso\u00a0<strong>Rana Plaza di Dacca<\/strong>, dove persero la vita circa 1134 lavoratori e lavoratrici della moda, la situazione degli impiegati di questo settore, nonostante qualche nuovo accordo, non \u00e8 poi cos\u00ec migliorata: salari bassissimi che non permettono minimamente la possibilit\u00e0 di condurre una vita dignitosa, condizioni di lavoro massacranti e disumane, sfruttamento minorile e luoghi di lavoro pericolosi e fatiscenti.\u00a0Inoltre, a causa\u00a0<strong>dell\u2019inflazione e del deprezzamento della valuta locale<\/strong>, come ha spiegato Taslima Akter, presidente del sindacato Garment Sramik Samhati, \u201ci lavoratori sono stati duramente colpiti dalla\u00a0<b>crisi del costo della vita<\/b>\u201c.<\/p>\n<p>Per comprendere meglio le motivazioni delle proteste, bisogna considerare il fatto che in Bangladesh ci sono circa\u00a0<b>3500 industrie tessili<\/b>\u00a0in cui lavorano\u00a0<b>milioni di persone<\/b>\u00a0in\u00a0<b>condizioni disumane<\/b>, soprattutto giovani donne, il cui stipendio base si aggira intorno ai\u00a0<b>75 dollari al mese<\/b>. Come ricorda l\u2019<a href=\"https:\/\/asia.floorwage.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Asia Floor Wage Alliance<\/a>, il salario minimo necessario affinch\u00e9 i lavoratori, inclusi i membri delle loro famiglie, riescano a soddisfare le esigenze base in termini di nutrizione, salute ed educazione, dovrebbe essere di circa\u00a0<b>1181 dollari al mese<\/b>. E\u2019 evidente, quindi, che la cifra attuale non si avvicina minimamente ad una paga adeguata a garantire una vita dignitosa e, per questo motivo, spesso anche i bambini sono costretti a lavorare per poter aiutare la famiglia.<\/p>\n<p>Come infatti\u00a0<a href=\"https:\/\/apmigration.ilo.org\/news\/infographics-bangladesh-ranks-10th-in-global-slavery-index-2016\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">stima<\/a>\u00a0l\u2019ILO (International Labour Organization), in Bangladesh circa\u00a0<b>1,5 milioni di persone vivono in condizioni di schiavit\u00f9<\/b>, mentre secondo il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.thedailystar.net\/opinion\/editorial\/news\/how-sincere-are-we-end-child-labour-3345021\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bangladesh Child Right<\/a>\u00a0Forum ci sarebbero circa\u00a0<b>3,5 milioni di bambini<\/b>\u00a0bangladesi costretti a lavorare fin da piccoli per contribuire al mantenimento delle proprie famiglie, divenendo, per di pi\u00f9, vittime di abusi e torture nel 17 % dei casi. Il tutto, per garantire\u00a0il tenore di vita dei Paesi pi\u00f9 avanzati e per far arricchire le multinazionali.<\/p>\n<p>Questo sistema di sfruttamento e di violenza viene infatti alimentato dalle grandi aziende della moda e del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/?s=fast+fashion+\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><i>fast fashion\u00a0<\/i><\/a>occidentali che, attraverso i processi di\u00a0<b>liberalizzazione<\/b>,\u00a0<b>deregolamentazione<\/b>\u00a0e\u00a0<b>delocalizzazione<\/b>\u00a0inaugurati con il neoliberismo, si sono espanse per poter utilizzare la\u00a0<b>manodopera a basso costo<\/b>\u00a0nei paesi pi\u00f9 poveri, e quindi pi\u00f9 ricattabili, del mondo.<\/p>\n<p>Le multinazionali della moda, inoltre, non stanno facendo molto per aumentare gli stipendi dei propri lavoratori. Un\u2019indagine di\u00a0<b>Fashion Revolution<\/b>\u00a0condotta su 91 marchi di abiti, infatti, sostiene che solo il\u00a0<b>12%<\/b>\u00a0di questi hanno intrapreso azioni dirette a\u00a0<b>garantire un salario minimo legale<\/b>\u00a0per i propri lavoratori.<\/p>\n<p>Marchi economici come Bershka, H&amp;M, Pull&amp;Bear, Zara, ma anche brand pi\u00f9 importanti come Patagonia, Gap, Levi\u2019s, Hermes, Burberry e molti altri, sono quindi<b>\u00a0complici di una logica perversa<\/b>\u00a0che vede arricchire sempre di pi\u00f9 le grandi multinazionali a scapito dei diritti fondamentali dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Inoltre, durante la pandemia di Covid-19, le condizioni ed i salari per i lavoratori e le lavoratrici del settore tessile\u00a0<b>sono peggiorati<\/b>. Come emerge dallo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.abdn.ac.uk\/news\/documents\/Impact_of_Global_Clothing_Retailers_Unfair_Practices_on_Bangladeshi_Suppliers_During_COVID-19.pdf#page=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">studio\u00a0<\/a>pubblicato dall\u2019Universit\u00e0 di Aberdeen, le 1000 fabbriche prese in esame dalla ricerca sono state\u00a0<b>pagate al di sotto del costo di produzione<\/b>, sfruttate e coinvolte in pratiche sleali da parte di 24 dei pi\u00f9 grandi rivenditori globali di abbigliamento.<\/p>\n<p>Questa\u00a0<b>situazione drammatica di sfruttamento<\/b>\u00a0volutamente nascosta dall\u2019Occidente, che si trova alla base dei profitti di uno dei mercati pi\u00f9 importanti al mondo (circa 2,5 milioni di dollari), \u00e8 comune a molti paesi dell\u2019Asia come la Cina, il Vietnam, il Myanmar, lo Sri Lanka, il Pakistan, l\u2019India, dove sono presenti la maggior parte delle fabbriche che producono la maggioranza dei capi d\u2019abbigliamento destinati ai grandi marchi di moda.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che il mercato dell\u2019abbigliamento si fonda su un<b>\u00a0consumismo sfrenato<\/b>\u00a0(<a href=\"https:\/\/www.mckinsey.com\/capabilities\/sustainability\/our-insights\/style-thats-sustainable-a-new-fast-fashion-formula\">+60%<\/a>\u00a0tra 2000 e 2014) che\u00a0<b>danneggia gravemente l\u2019ambiente<\/b>\u00a0e i\u00a0<b>diritti dei lavoratori<\/b>.<\/p>\n<p>L\u2019AEA\u00a0<a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/news\/it\/headlines\/society\/20201208STO93327\/l-impatto-della-produzione-e-dei-rifiuti-tessili-sull-ambiente-infografica\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">calcola<\/a>\u00a0che l\u2019industria della moda sia responsabile del\u00a0<strong>10% delle emissioni globali di carbonio<\/strong>, pi\u00f9 del totale di tutti i\u00a0voli internazionali e del trasporto marittimo messi insieme. Si stima, inoltre, che la produzione tessile sia responsabile di circa il\u00a0<strong>20% dell\u2019inquinamento globale\u00a0dell\u2019acqua potabile<\/strong>\u00a0e che per fabbricare una sola maglietta di cotone occorrano\u00a0<a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/RegData\/etudes\/ATAG\/2020\/656296\/EPRS_ATA(2020)656296_EN.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">2.700 litri di acqua dolce<\/a>, un volume pari a quanto una persona dovrebbe bere in 2 anni e mezzo.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il calpestamento dei diritti dei lavoratori, Dominique Muller della ONG\u00a0<a href=\"https:\/\/labourbehindthelabel.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Labour Behind The Label<\/a>, dichiara che \u201cl\u2019industria della moda funziona, essenzialmente, come un\u00a0<b>sistema che sfrutta una forza lavoro sottopagata\u00a0<\/b>e senza protezione sociale nei paesi di produzione\u201d e che\u00a0\u201c<b>protegge le persone ai vertici<\/b>, lasciando che siano i lavoratori a subire i contraccolpi\u201d e le conseguenze pi\u00f9 disastrose di un meccanismo economico che si riproduce grazie alle disuguaglianze e allo sfruttamento delle stesse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FONTE:\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2023\/11\/02\/bangladesh-i-lavoratori-si-ribellano-allo-sfruttamento-nellindustria-dellabbigliamento\/\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2023\/11\/02\/bangladesh-i-lavoratori-si-ribellano-allo-sfruttamento-nellindustria-dellabbigliamento\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da L&#8217;INDIPENDENTE (Gioele Falsini) &nbsp; In questi giorni, in Bangladesh, si stanno susseguendo\u00a0violente manifestazioni dei lavoratori e delle lavoratrici\u00a0del settore dell\u2019abbigliamento, soprattutto nelle citt\u00e0 industriali di Gazipur, Ashulia e Hemayetpur, poco lontano dalla capitale Dacca, in Bangladesh. 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