{"id":82333,"date":"2023-11-07T10:30:45","date_gmt":"2023-11-07T09:30:45","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82333"},"modified":"2023-11-06T14:06:11","modified_gmt":"2023-11-06T13:06:11","slug":"terza-via-e-rifondazione-della-sinistra-nel-pensiero-di-lucio-magri-tra-la-tradizione-comunista-italiana-e-la-novita-del-68","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82333","title":{"rendered":"\u201cTerza via\u201d e rifondazione della sinistra nel pensiero di Lucio Magri: tra la tradizione comunista italiana e la novit\u00e0 del \u201968"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di MARXISMO OGGI (Mattia Gambilonghi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ricordare la figura di Lucio Magri a dieci anni dalla sua scomparsa \u00e8 non solo un atto politico dovuto e obbligato, in quanto volto a preservare e onorare la memoria di un dirigente politico dotato di una profondissima cultura politica e di un\u2019elevatissima capacit\u00e0 analitica e progettuale; ma \u00e8, soprattutto, un atto utile e necessario politicamente, per noi tutti e per la pi\u00f9 ampia comunit\u00e0 della sinistra italiana: se un futuro e una capacit\u00e0 propositiva ed egemonica per questa disastrata sinistra possono essere immaginati, ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire proprio ripartendo da figure dotate della statura di Lucio Magri, raccogliendo la sua eredit\u00e0 intellettuale e tentando di metterla a frutto nell\u2019oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 evidente come non sia facile scegliere \u2013 vista l\u2019ampiezza delle tematiche affrontate da Lucio e degli spunti di riflessione che nella sua esperienza politica pi\u00f9 che cinquantennale ci ha lasciato \u2013 da quale nodo e da quale questione partire e muoversi al fine di ragionare sull\u2019oggi e sulle prospettive future della nostra area politica (quella della sinistra). In maniera forse un po\u2019 ardita, cercher\u00f2 di ragionare sulla macro-tematica che forse le ingloba tutte, e che proprio per questo ha rappresentato la costante, il grande filo rosso della riflessione teorica di Magri e della sua attivit\u00e0 di dirigente politico. Mi riferisco al tema e al nodo (insieme teorico, strategico e politico) che nella storia del PdUP per il comunismo ha preso il nome di \u201cterza via\u201d: il tentativo, cio\u00e8, di individuare un nuovo paradigma della trasformazione sociale e della transizione al socialismo. Un paradigma che, agli occhi di Magri, per riuscire realmente nel suo tentativo di profonda innovazione e ridefinizione della dottrina e della strategia ad essa conseguente, necessita di poggiare su una nuova e pi\u00f9 avanzata sintesi tra i due principali tronconi in cui \u00e8 venuto articolandosi il movimento operaio (quello comunista e quello socialdemocratico) e tra le due grandi realizzazioni storiche a cui essi hanno dato vita, traducendosi in concrete esperienze statuali e di governo: l\u2019esperienza sovietica e del \u201csocialismo reale\u201d da un lato, e quella socialdemocratica del Welfare State e del compromesso keynesiano dall\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si badi bene: nella riflessione di Magri, questa nuova sintesi non pu\u00f2 in alcun modo ridursi ad una sorta di incontro a met\u00e0 strada tra le due tradizioni, in una logica di reciproche concessioni. La sintesi a cui pensa Magri non \u00e8 la traduzione politica del motto latino\u00a0<em>in medio stat virtus<\/em>; ma \u00e8, al contrario, la pi\u00f9 coerente e conseguente applicazione dell\u2019accezione hegeliana del concetto di sintesi, inteso come superamento dialettico, in grado di inglobare, ricomprendere e portare a risoluzione i limiti reciproci della tradizione terzinternazionalista e di quella secondinternazionalista. In questo contesto, l\u2019enzima e il vettore di questo\u00a0<em>aufhebung<\/em>\u00a0\u00e8 individuato nel nesso e nella saldatura che a suo parere va operata tra quella che definisce la \u201clezione strategica del \u201868\u201d ed il corpus teorico-politico ereditato dalla storia precedente del movimento operaio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019accoglimento e l\u2019incorporazione teorica del nucleo centrale che a livello teorico e rivendicativo ha segnato l\u2019esperienza del \u201868 permetterebbe infatti di portare a compimento il definitivo superamento di quelli che abbiamo definito i limiti della tradizione storica precedente: ossia, di quello statalismo e di quell\u2019economicismo che, con modalit\u00e0 diverse ma speculari, hanno segnato tanto il filone socialdemocratico quanto quello comunista. Se la caratterizzazione statalistica di quelle tradizioni politico-culturali rimanda ad una concezione di tipo giacobino, concezione che ai fini della trasformazione sociale assume come primario ed irrinunciabile il momento statale ed il controllo delle leve amministrative che da esso emanano (nella duplice forma della presa del potere, per il bolscevismo, e dell\u2019accesso per via elettorale al governo, per la socialdemocrazia), riconfermando cos\u00ec la natura separata e delegata dello Stato e del potere politico e rinviando\u00a0<em>sine die<\/em>\u00a0o ad un futuro mitico e lontano il superamento della scissione tra governanti e governati; l\u2019ispirazione economicista, invece, ha a che vedere con un atteggiamento segnato dalla fiducia quasi cieca nello sviluppo delle forze produttive, nel suo presunto carattere \u201cneutrale\u201d e nella sua funzione, ritenuta in ogni caso positiva ai fini della transizione. Da un lato, quindi, \u00abl\u2019idea della rivoluzione imposta dall\u2019alto, attraverso la conquista del potere politico inteso come un guscio vuoto di funzioni semplicemente da riempire ed esercitare\u00bb, dall\u2019altro la \u00abfiducia acritica e gradualista nel ruolo meccanicamente progressista e liberatore dello sviluppo delle forze produttive, cos\u00ec come il capitalismo le ha storicamente plasmate\u00bb<a id=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/saggi\/582-terza-via-e-rifondazione-della-sinistra-nel-pensiero-di-lucio-magri-tra-la-tradizione-comunista-italiana-e-la-novita-del-68#_ftn2\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il \u201868, con i suoi valori, i suoi obiettivi e le pratiche di lotta da esso sedimentati, avrebbe fornito per Magri un contributo essenziale per superare questa duplice e speculare deformazione: in quanto espressione di una crisi che avviene\u00a0<em>nello<\/em>\u00a0sviluppo e non a causa di un inceppamento dello sviluppo stesso, una crisi che emana innanzitutto dalla maturazione di bisogni divenuti incompatibili con le strutture politiche e sociali di stampo capitalistico, i movimenti espressione del \u201868 renderebbero possibile, per la prima volta della storia, avviare una rivoluzione che sia sociale prima ancora che politica. In ragione, dunque, della simultanea critica alle concezioni quantitative dello sviluppo, alla delega politica e alla rigida gerarchia dei ruoli sociali, la stagione del \u201868 avrebbe espresso\u00a0<em>in nuce<\/em>, seppur in forme confuse, disorganiche e acerbe, il nucleo di una nuova strategia rivoluzionaria, \u00abuna rivoluzione di tipo nuovo\u00bb<a id=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/saggi\/582-terza-via-e-rifondazione-della-sinistra-nel-pensiero-di-lucio-magri-tra-la-tradizione-comunista-italiana-e-la-novita-del-68#_ftn3\">[2]<\/a>. In luogo della rivoluzione dall\u2019alto, che separa rigidamente i tempi e le sfere della trasformazione sociale, i movimenti del \u201868 delineano a suo modo di vedere un \u00abprocesso sociale di articolazione e diffusione del potere e di autotrasformazione delle masse\u00bb<a id=\"_ftnref4\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/saggi\/582-terza-via-e-rifondazione-della-sinistra-nel-pensiero-di-lucio-magri-tra-la-tradizione-comunista-italiana-e-la-novita-del-68#_ftn4\">[3]<\/a>. Un processo, quindi, dentro il quale \u00ablotta e potere, protagonismo di massa e direzione politica potevano saldarsi in modo ben pi\u00f9 compiuto che in altre esperienze precedenti, dando alla rivoluzione un carattere di rivoluzione totale\u00bb<a id=\"_ftnref5\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/saggi\/582-terza-via-e-rifondazione-della-sinistra-nel-pensiero-di-lucio-magri-tra-la-tradizione-comunista-italiana-e-la-novita-del-68#_ftn5\">[4]<\/a>. Proprio per\u00f2 per via del carattere ancora embrionale e rozzo di questa nuova concezione, e la natura spontaneistica e volontaristica delle avanguardie espresse da quella stagione di movimenti, Magri e il gruppo del\u00a0<em>manifesto<\/em>\u00a0invocano agli inizi del decennio Settanta un incontro e una sintesi tra le sensibilit\u00e0 e le pratiche emerse con il \u201868 e le organizzazioni storiche del movimento operaio, nel quadro di una sua pi\u00f9 generale rifondazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 in ragione dei nodi e delle questioni sottese a questo anelito rifondativo (critica dello statalismo, rifiuto dell\u2019economicismo, valorizzazione e messa a frutto dei bisogni potenzialmente anticapitalistici, costruzione costante e tenace dei germi di una societ\u00e0 comunista) che la riflessione sulla terza via si trova a coincidere con il tema della\u00a0<em>rivoluzione in Occidente<\/em>. Il richiamo a quest\u2019espressione di Gramsci non \u00e8 casuale: tutta l\u2019elaborazione di Magri intorno al tema della nuova strategia rivoluzionaria che deve trovare spazio nelle societ\u00e0 prospere e capitalisticamente avanzate si nutre avidamente della riflessione gramsciana sulle ambivalenze e sulle potenzialit\u00e0 che il processo di americanizzazione delle forme di produzione e di consumo porta con s\u00e9, cos\u00ec come delle differenze tra Oriente e Occidente sul piano del rapporto tra Stato e societ\u00e0 civile. \u00c8 proprio la specificit\u00e0 della societ\u00e0 civile dei paesi capitalisticamente avanzati, la ricchezza e il dinamismo dei bisogni che da questa societ\u00e0 civile emergono a rendere possibile per la prima volta una rivoluzione che sia prima di tutto sociale e solo in seguito tale da investire la dimensione politica e statuale: sta qui la\u00a0<em>maturit\u00e0 del comunismo<\/em>\u00a0per Magri, Rossanda e il gruppo del\u00a0<em>manifesto<\/em>, e non \u2013 come malevolemente o semplicisticamente qualcuno interpret\u00f2 all\u2019epoca \u2013 nell\u2019idea che l\u2019ora X fosse alle porte. Se gi\u00e0 nella critica del frontismo e dell\u2019impianto semplicemente antimonopolistico delle riforme di struttura proposte negli anni Cinquanta dal Pci emergeva in Magri la necessit\u00e0 di delineare politicamente una \u201cpositivit\u00e0 proletaria\u201d in grado di prefigurare istituzioni, valori e logiche di sviluppo alternative, andando avanti, l\u2019elemento di questa trasformazione carsica e molecolare da sviluppare gi\u00e0 dentro il capitalismo e anticipando la conquista del potere politico e statale, attraversa l\u2019intera riflessione politica di Magri, maturando verso forme sempre pi\u00f9 elaborate e raffinate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ne \u00e8 un esempio uno dei suoi ultimi scritti, il commento con cui recensisce il\u00a0<em>Gramsci storico<\/em>\u00a0di Alberto Burgio, quando parla esplicitamente della \u201crisorsa Gramsci\u201d. In quest\u2019occasione, a mio modo di vedere, il segretario del PdUP esemplifica e sintetizza al meglio il nocciolo teorico dell\u2019idea di \u201cterza via\u201d e il suo rapporto col pensiero gramsciano: l\u2019elaborazione di Gramsci, a parere di Magri, farebbe infatti venire meno l\u2019antica e oramai usurata alternativa tra riforme e insurrezione delineatasi in seno alla Seconda Internazionale fra le diverse anime di quest\u2019ultima, rendendo semmai attuale quella tra una via al socialismo che si adagia sulla prospettiva dello sviluppo delle forze produttive e dell\u2019azione redistributiva da operare, a valle, sui suoi \u201cfrutti\u201d; e una via al socialismo che, al contrario, \u00abgi\u00e0 prima della piena conquista del potere, elabora e costruisce una critica radicale al modo di produzione e alla permanenza del muro tra governanti e governati, cosicch\u00e9 la conquista dello Stato possa dal primo momento avviare una deperimento dello Stato stesso\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Concepire in questo modo il processo di transizione e trasformazione sociale diviene per Magri tanto pi\u00f9 necessario quanto pi\u00f9 si aggrava la crisi e l\u2019incapacit\u00e0 di autoriforma dei paesi del socialismo reale: come affermer\u00e0 a pi\u00f9 riprese di fronte alla crisi polacca dell\u201981, l\u2019esaurimento di quella spinta propulsiva metterebbe radicalmente in crisi l\u2019ipotesi togliattiana di una via italiana al socialismo che si struttura e dipana a partire dal policentrismo che ha oramai assunto il movimento comunista internazionale. Un\u2019ipotesi che, pur prevedendo una specifica dinamica nazionale ed endogena, aveva al contempo uno dei suoi pilastri principali nella spinta e nel supporto esterno esercitati da un \u201csocialismo in marcia\u201d, inteso quale grande processo storico progressivo. Proprio per questa ragione, venendo meno quella spinta propulsiva esogena, diveniva quantomai urgente ed esiziale fondare su una dimensione pi\u00f9 profonda, articolata e molecolare il processo di transizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma,\u00a0<em>praticamente<\/em>, in che modo trovano traduzione nella vicenda del\u00a0<em>manifesto<\/em>\u00a0e del PdUP l\u2019idea di terza via e il suo rigetto contestuale di economicismo e statalismo? In quali obiettivi intermedi e in quali pratiche di lotta prende forma questa ambiziosa parola d\u2019ordine? Innanzitutto, nella centralit\u00e0 assegnata strategicamente ai consigli di fabbrica e a tutti gli organismi espressione di una partecipazione politica diffusa e di massa: questi ultimi vengono infatti visti come elementi di auto-educazione e auto-formazione politica, in grado non solo di favorire processi di ricomposizione politica del corpo sociale che riqualifichino la rappresentanza parlamentare, ma tali anche da porre nella pratica e fuori da astrazioni libresche il tema del superamento della natura separata e delegata dello Stato. Secondariamente, negli obiettivi di politica economica che, nei suoi scritti, pone a partire dal 1973 e dalla fine della \u201cbreve vita felice di Lord Keynes\u201d. Obiettivi che hanno alla loro base una profonda critica della natura meramente quantitativa del tipo di crescita perseguita dalle politiche anticicliche del \u201ckeynesismo realizzato\u201d, obiettivi che accomunano la riflessione di Magri a quella di uno dei pi\u00f9 originali interpreti di Keynes, Hyman Minsky, proprio per questa sua estrema attenzione alla composizione qualitativa della spesa pubblica, ai bisogni sociali a cui essa intende rispondere, ai valori d\u2019uso che intende produrre, ai livelli occupazionali che intende salvaguardare. O ancora: l\u2019idea di \u201cterza via\u201d implica anche un preciso approccio al tema della pianificazione e alle modalit\u00e0 secondo cui concepire un governo dell\u2019economia. Un approccio, quello fatto proprio da Magri, che rifugge tanto la logica autoritaria, amministrativa e alla lunga sclerotizzata che ha connotato la pianificazione centralizzata e l\u2019economia di comando affermatasi in URSS, quanto la prassi socialdemocratica invalsa nel compromesso keynesiano e nei regimi di Welfare State, in cui l\u2019intervento dello Stato si realizza perlopi\u00f9 ex post, agendo a valle dei processi economici reali e risultando proprio per questo di natura essenzialmente compensativa rispetto alle dinamiche di mercato e, di conseguenza, funzionale e subordinato ad esse sul piano delle finalit\u00e0 e degli obiettivi perseguiti. Il modello di programmazione economica che dovrebbe sostanziare la \u201cterza via\u201d immaginata e proposta dal PdUP mira, al contrario, ad istituire un intervento regolatore che sia tale da imporre una logica propria e autonoma rispetto agli imperativi espressi dai grandi gruppi economici, pur tenendo ferma, al tempo stesso, l\u2019esigenza di una forte e vivace dialettica fra Stato e mercato, fra piano e imprese, nel quadro di un forte e accentuato \u201cpolicentrismo\u201d: il raggiungimento delle scelte strategiche e delle direttrici di sviluppo individuate dal potere statale non va cio\u00e8 imposto amministrativamente e burocraticamente, ma delineando un diverso e alternativo sistema di convenienze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019ispirazione di fondo, quella sintetizzata ed esposta sin qui, che non ha caratterizzato solo la fase del\u00a0<em>manifesto<\/em>\u00a0e del PdUP, ma che ha segnato la riflessione e la proposta politica articolate da Magri negli ultimi anni di vita del Pci, specie nel frangente della battaglia volta a contrastare la svolta della Bolognina. Si pensi, ad esempio, alla relazione che apre il seminario di Arco: in quell\u2019occasione, il rinnovamento dell\u2019identit\u00e0 comunista invocato da Magri in quell\u2019occasione non solo non si pone pi\u00f9, come nella tradizione comunista italiana giunta fino a Berlinguer, in una totale \u201ccontinuit\u00e0\u201d col proprio passato, richiedendo al contrario una radicale cesura nei confronti di taluni degli elementi caratterizzanti questa tradizione e l\u2019identit\u00e0 che ne deriva. Inoltre, il rinnovamento prospettato non assume la forma del mero volontarismo, di un\u2019operazione astratta e confinata nel cielo delle idee. Al contrario, come dimostrano la raffinatissima e puntigliosa analisi dei diversi processi di trasformazione che tra anni Settanta e inizio Novanta hanno cambiato radicalmente la faccia delle societ\u00e0 occidentali e della loro \u201ccostituzione materiale\u201d, esso assume una dimensione profondamente \u201cmaterialistica\u201d, in quanto rispondente ai fenomeni e ai processi reali. \u00abIl problema di una trasformazione dell\u2019identit\u00e0\u00bb, afferma a questo proposito, assume la forma della ricerca di un equilibrio \u00abdelicatissimo e cruciale\u00bb, in cui entrano in relazione elementi come \u00abstoria, ideologia radicata nel senso comune, sforzo rifondativo\u00bb<a id=\"_ftnref6\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/saggi\/582-terza-via-e-rifondazione-della-sinistra-nel-pensiero-di-lucio-magri-tra-la-tradizione-comunista-italiana-e-la-novita-del-68#_ftn6\">[5]<\/a>. Mancando una sola di queste componenti, o essendo una di loro sovradimensionate rispetto alle altre, il rischio concreto \u00e8 quello di scivolare o nella conservazione dogmatica, o nell\u2019eclettismo nuovista imputato alla gestione occhettiana. Un eclettismo che, precisa (e prevede) Magri, anche se animato da intenzioni nobili, pu\u00f2 fatalmente condurre \u2013 in quanto \u00abventre molle\u00bb \u2013 ad una totale penetrazione della \u00abcultura corrente\u00bb e della \u00abegemonia degli apparati dominanti\u00bb nei bastioni organizzati del movimento dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La \u201crifondazione comunista\u201d immaginata da Magri non poteva dunque in alcun modo connotarsi come un mero rifiuto o come semplice reazione alla modernizzazione neoliberista che in quegli anni veniva assumendo i suoi tratti pi\u00f9 compiuti, dovendo piuttosto \u2013 dialetticamente \u2013 individuare la propria ragion d\u2019essere nelle nuove e pi\u00f9 sottili contraddizioni che quella modernizzazione generava e portava con s\u00e9. Da qui il titolo della sua relazione: \u201cIn nome delle cose\u201d. Un titolo che richiamava s\u00ec l\u2019ormai celebre documentario di Nanni Moretti, ma che intendeva mettere apertamente in luce \u2013 proprio attraverso il richiamo ai \u201cfatti\u201d e alle \u201ccose\u201d \u2013 la fondatezza e il pragmatismo di una moderna opzione comunista. Quest\u2019ultima pu\u00f2 infatti per Magri assumere due diverse connotazioni. La prima, legata ad un\u2019accezione che il dirigente comunista ritiene ormai logora e non pi\u00f9 in grado di affrontare la battaglia per l\u2019egemonia, \u00e8 quella che, rigidamente e schematicamente, identifica l\u2019identit\u00e0 comunista con la delimitazione leniniana del primo dopoguerra, con un approccio giacobino e avanguardistico del governo sociale e con una concezione centralizzata e iperstatalista del problema della pianificazione e della propriet\u00e0 sociale. La seconda, a partire dalla quale \u00e8 invece possibile per Magri declinare positivamente un\u2019identit\u00e0 comunista per il XXI\u00b0 secolo, \u00e8 quella che prende le mosse dalla nozione di comunismo come \u201cmovimento reale\u201d che si propone il superamento e la risoluzione delle contraddizioni della societ\u00e0 in essere, assumendo quindi come criteri e parametri di un agire non statico, ma dinamico, dei capisaldi teorici come la \u00abcritica dell\u2019accumulazione e della crescita quantitativa come unico parametro del progresso; critica del profitto e del mercato come meccanismi assolutamente prevalenti dell\u2019economia e del primato dell\u2019economico su ogni altra dimensione sociale [\u2026] critica dell\u2019individualismo come condizione per affermare un vero dispiegamento della soggettivit\u00e0 individuale, critica dello stato come macchina separata, della divisione tra governanti e governati, tra \u201cborghese\u201d e \u201ccittadino\u201d\u00bb<a id=\"_ftnref7\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/saggi\/582-terza-via-e-rifondazione-della-sinistra-nel-pensiero-di-lucio-magri-tra-la-tradizione-comunista-italiana-e-la-novita-del-68#_ftn7\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019attenzione a questi nodi \u2013 centrali per una critica comunista dell\u2019esistente \u2013 piuttosto che a formule storicamente delimitate, ha rappresentato come abbiamo l\u2019autentico\u00a0<em>fil rouge<\/em>\u00a0dell\u2019indagine e della riflessione condotta da Magri lungo la sua attivit\u00e0 di militante e dirigente politico. In tal senso, credo sia possibile considerare Magri uno degli esponenti maggiormente rappresentativi di quella tensione \u201ctragica\u201d che ha contraddistinto il comunismo italiano per una lunghissima fase: quella tragicit\u00e0 che faceva convivere il mantenimento della tensione verso una societ\u00e0 altra e alternativa con la consapevolezza del fatto che il processo di transizione verso quest\u2019ultima non poteva che essere graduale \u2013 tale cio\u00e8 da interessare una lunga fase storica, entro cui si sarebbero alternate guerra di movimento e guerra di posizione \u2013 e profondamente attento alle dinamiche consensuali, alle garanzie dell\u2019individuo, alle sue libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/saggi\/582-terza-via-e-rifondazione-della-sinistra-nel-pensiero-di-lucio-magri-tra-la-tradizione-comunista-italiana-e-la-novita-del-68#_ftnref1\">*<\/a>\u00a0Il presente testo \u00e8 un estratto del volume\u00a0<em>Attualit\u00e0 di Lucio Magri<\/em>\u00a0(a cura di M. Gambilonghi e S. Oggionni), edito da Bordeaux. Il volume \u2013 arricchito in appendice da alcuni scritti magriani inediti \u2013 raccoglie gli atti dell\u2019assemblea tenutasi a Rimini nel novembre del 2021, a dieci anni dalla scomparsa di Lucio Magri. La versione in pdf e l\u2019indice del volume sono scaricabili a questo link:\u00a0<a href=\"http:\/\/bit.ly\/3EXFWZ0\">http:\/\/bit.ly\/3EXFWZ0<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/saggi\/582-terza-via-e-rifondazione-della-sinistra-nel-pensiero-di-lucio-magri-tra-la-tradizione-comunista-italiana-e-la-novita-del-68#_ftnref2\">[1]<\/a><em>Crisi e terza via.<\/em>\u00a0<em>Tesi per il congresso straordinario di unificazione Pdup-Mls<\/em>, \u201cCompagne e compagni\u201d, 1981, p. 33.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/saggi\/582-terza-via-e-rifondazione-della-sinistra-nel-pensiero-di-lucio-magri-tra-la-tradizione-comunista-italiana-e-la-novita-del-68#_ftnref3\">[2]<\/a>L. Magri,\u00a0<em>Ampia sintesi delle conclusioni. Seminario nazionale su \u201cRistrutturazione della sinistra e ruolo del Pdup-Mls\u201d<\/em>, cit., \u201cCompagne e compagni\u201d, 8 novembre 1980, n. 23, p. 23.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn4\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/saggi\/582-terza-via-e-rifondazione-della-sinistra-nel-pensiero-di-lucio-magri-tra-la-tradizione-comunista-italiana-e-la-novita-del-68#_ftnref4\">[3]<\/a><em>Crisi e terza via. Tesi per il congresso<\/em>, cit., p. 33.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn5\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/saggi\/582-terza-via-e-rifondazione-della-sinistra-nel-pensiero-di-lucio-magri-tra-la-tradizione-comunista-italiana-e-la-novita-del-68#_ftnref5\">[4]<\/a>L. Magri,\u00a0<em>Ampia sintesi delle conclusioni. Seminario nazionale su \u201cRistrutturazione della sinistra<\/em>, cit., p. 23.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn6\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/saggi\/582-terza-via-e-rifondazione-della-sinistra-nel-pensiero-di-lucio-magri-tra-la-tradizione-comunista-italiana-e-la-novita-del-68#_ftnref6\">[5]<\/a>L. Magri,\u00a0<em>In nome delle cose<\/em>, in L. Castellina et al. (a cura di),\u00a0<em>La fine della cosa. Pci-Pds, seminario delle mozioni del No, Arco di Trento 28-30 settembre 1990<\/em>, Manifestolibri, Roma, 2021, p. 17.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn7\" href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/saggi\/582-terza-via-e-rifondazione-della-sinistra-nel-pensiero-di-lucio-magri-tra-la-tradizione-comunista-italiana-e-la-novita-del-68#_ftnref7\">[6]<\/a>Ivi, p. 22.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/saggi\/582-terza-via-e-rifondazione-della-sinistra-nel-pensiero-di-lucio-magri-tra-la-tradizione-comunista-italiana-e-la-novita-del-68\">https:\/\/www.marxismo-oggi.it\/saggi-e-contributi\/saggi\/582-terza-via-e-rifondazione-della-sinistra-nel-pensiero-di-lucio-magri-tra-la-tradizione-comunista-italiana-e-la-novita-del-68<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARXISMO OGGI (Mattia Gambilonghi) Ricordare la figura di Lucio Magri a dieci anni dalla sua scomparsa \u00e8 non solo un atto politico dovuto e obbligato, in quanto volto a preservare e onorare la memoria di un dirigente politico dotato di una profondissima cultura politica e di un\u2019elevatissima capacit\u00e0 analitica e progettuale; ma \u00e8, soprattutto, un atto utile e necessario politicamente, per noi tutti e per la pi\u00f9 ampia comunit\u00e0 della sinistra italiana: se un&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":60540,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/marxismo-oggi-online-400.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-lpX","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82333"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=82333"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82333\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82335,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82333\/revisions\/82335"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/60540"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=82333"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=82333"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=82333"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}