{"id":82368,"date":"2023-11-09T08:44:48","date_gmt":"2023-11-09T07:44:48","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82368"},"modified":"2023-11-07T16:48:38","modified_gmt":"2023-11-07T15:48:38","slug":"ancora-sul-dispiegamento-tattico-israeliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82368","title":{"rendered":"Ancora sul dispiegamento tattico israeliano"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"header-details-wrapper\">\n<div class=\"entry-header-details\">\n<div class=\"post-excerpt\">\n<p>Un\u2019altra breve analisi dello sviluppo tattico del conflitto israelo-palestinese, con particolare riguardo a quelle che sembrano essere le direttrici di penetrazione dell\u2019IDF, e quindi gli obiettivi che si vogliono conseguire, nonch\u00e9 dei punti deboli che tale spiegamento tattico sembra mostrare.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35827\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/photo_2023-11-02_15-09-29-2.jpg?resize=640%2C427&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"414\" \/><\/figure>\n<p>La forza di un esercito \u00e8 spesso costituita dal timore che di esso hanno i suoi nemici, che ne hanno talmente tanto timore da non osare affrontarlo \u2013 o essere pronti ritirarsi alle prime difficolt\u00e0. Su questo fattore l\u2019occidente ha poggiato per almeno un secolo, ed in particolare gli Stati Uniti ed Israele ne hanno consapevolmente fatto un\u2019arma propagandistica efficacissima.<br \/>\nUn\u2019arma che per\u00f2, per quanto riguarda gli USA, \u00e8 uscita assai logorata da un anno e mezzo di guerra in Ucraina, e per quanto riguarda Israele \u00e8 andata in pezzi in 24 ore. Ma la cosa peggiore, per l\u2019occidente e per questi due paesi in particolare, \u00e8 che loro leadership politiche (ed in parte anche quelle militari) sono talmente impregnate da quest\u2019idea di superiorit\u00e0, che finiscono col crederci anche quando viene smentita dai fatti. Il che, inevitabilmente, porta a commettere errori tali che, in guerra, possono rivelarsi esiziali.<\/p>\n<p>Se guardiamo a ci\u00f2 che sta accadendo in Palestina, al di l\u00e0 del massacro\u00a0<em>a distanza<\/em>\u00a0operato dall\u2019aviazione israeliana su Gaza (le cui conseguenze politiche \u00e8 comunque illusorio pensare non abbiano riflessi sull\u2019azione militare), sembrerebbe di assistere esattamente ad un caso tipico di\u00a0<em>accecamento\u00a0<\/em>da eccesso di autostima.<br \/>\nCome si evince dalle mappe [1], l\u2019operazione di terra portata avanti dall\u2019IDF \u2013 ormai da giorni \u2013 mostra chiaramente il disegno strategico israeliano. Per un verso, circondare completamente Gaza City ed i sobborghi, a nord, e per un altro tagliare in due il territorio della Striscia, poco sopra il corso del Wadi Gaza.<br \/>\nLa prima cosa che salta agli occhi \u00e8 che sinora le forze israeliane si sono spinte in aree non abitate, avvicinandosi alla grande conurbazione\u00a0 urbana di Gaza City ma senza impegnarla. Questo, ovviamente, ha reso pi\u00f9 facile l\u2019avanzata, poich\u00e9 le forze corazzate hanno gioco (relativamente) facile su terreno scoperto. Relativamente perch\u00e9 poi vediamo che, anche solo per queste avanzate\u00a0<em>d\u2019assaggio<\/em>, stanno pagando pesantemente pegno. Se guardiamo ad esempio la linea di penetrazione est-ovest, quella che punta a tagliare in due la Striscia, e che attraversa un territorio praticamente scoperto, risulta evidente che dopo alcuni giorni le forze dell\u2019IDF sono avanzate solo di circa 4 chilometri, senza ancora essere arrivate al mare. Tenendo conto che, appunto, ci\u00f2 avviene su un terreno pianeggiante, scarsamente urbanizzato, e soprattutto dove non c\u2019\u00e8 n\u00e9 un esercito schierato a difesa, n\u00e9 tantomeno linee difensive strutturate.<br \/>\nRisulta pertanto quasi incredibile la lentezza con procede questa direttrice di penetrazione.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35828\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/giubberosse.news\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/2mappe.jpg?resize=640%2C326&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"316\" \/><\/figure>\n<p>Ma, per quanto riguarda appunto questo settore, quello che risulta quanto meno poco chiaro \u00e8 il vantaggio che ne deriverebbe, mentre ne risultano invece evidenti i rischi. Come gi\u00e0 visto precedentemente [2], tagliare la Strisca lungo l\u2019asse est-ovest, chiudendo le due autostrade nord-sud (la Salah ed-Din, gi\u00e0 raggiunta, e la al Rashid sulla costa), non sar\u00e0 di alcun ostacolo alle formazioni combattenti palestinesi, che si muovono attraverso tunnel sotterranei, ma semmai alla fuga dei civili da Gaza City, quando cominceranno i combattimenti in citt\u00e0. Il che si risolver\u00e0 peraltro in un nuovo problema -politico e militare \u2013 proprio per l\u2019IDF. Al contrario, espone le forze israeliane schierate lungo questa direttrice ad essere attaccate da ambo i lati, sia da sud che da nord.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019altro settore\u00a0<em>caldo<\/em>, ovvero il tentativo di circondare Gaza City, anche qui emergono un paio di perplessit\u00e0. Innanzi tutto, come si vede dalle mappe, le forze israeliane si sono spinte abbastanza in avanti soprattutto lungo la costa, segno che effettivamente intendono chiudere completamente il cerchio intorno alla citt\u00e0. Ma, ovviamente, come prima cosa c\u2019\u00e8 da chiedersi quale sia il senso di allungare l\u2019accerchiamento dalla parte della linea di costa; \u00e8 evidente che, con la marina israeliana a presidio, di certo il mare non \u00e8 una possibile via di fuga. Come insegnano i russi in Ucraina, per chiudere il nemico in un\u00a0<em>calderone<\/em>\u00a0non \u00e8 necessario accerchiarlo totalmente; se poi uno dei lati \u00e8 una barriera insormontabile, a che pro presidiarla con le proprie truppe?<br \/>\nL\u2019unico risultato prevedibile \u00e8 che si allunga la catena logistica, e si assottiglia la cintura di forze impegnate nell\u2019accerchiamento. Come si \u00e8 detto pi\u00f9 volte, con riferimento al conflitto russo-ucraino, qualunque dottrina militare insegna che la difesa \u00e8 sempre assai pi\u00f9 facile dell\u2019attacco, e che per assicurare a questo buone possibilit\u00e0 di successo si dovrebbe mantenere un vantaggio numerico di almeno 4:1. In questo caso, invece, avendo evidentemente fin troppa fiducia nelle proprie capacit\u00e0, Israele ha schierato due divisioni, cio\u00e8 circa 20.000 uomini, che andranno ad affrontare circa 40\/50.000 combattenti palestinesi. Trovandosi quindi gi\u00e0 di partenza in inferiorit\u00e0 numerica, spalmare le proprie unit\u00e0 su una linea di fronte pi\u00f9 lunga del necessario non ha molto senso.\u00a0<em>Last but not least<\/em>, i reparti che andranno a coprire il lato ovest dell\u2019accerchiamento si troveranno con il mare alle spalle, e quindi \u2013 in caso di necessit\u00e0 \u2013 non potranno arretrare, ma saranno costretti a ripiegare sempre lungo la costa, o in direzione nord o in direzione sud.<\/p>\n<p>Un altro aspetto che, sotto il profilo tattico, si presenta sottovalutato, \u00e8 per l\u2019appunto il chiaro disegno di procedere ad una operazione di\u00a0<em>search and destroy<\/em>\u00a0all\u2019interno dell\u2019agglomerato urbano di Gaza. Questa \u00e8 ovviamente la precondizione per tentare di conseguire l\u2019obiettivo conclamato, ovvero la distruzione della forza combattente della resistenza, e della sua intera infrastruttura logistica. Al di l\u00e0 del fatto che tale operazione (che l\u2019IDF stesso riconosce potrebbe richiedere mesi) si presenta assai complicata di per s\u00e9, in quanto si tratta di entrare in una citt\u00e0 ostile, parzialmente distrutta, in condizioni di inferiorit\u00e0 numerica, e col nemico che (proprio in virt\u00f9 dell\u2019accerchiamento totale) non ha altra scelta che combattere sino alla morte, lo stato maggiore israeliano sembra aver rimosso un dato ben preciso. Le formazioni armate palestinesi, come hanno dimostrato il 7 ottobre, non solo hanno una vasta rete di tunnel sotterranei con cui spostarsi ed in cui rifugiarsi, ma questa rete (in larga misura sconosciuta all\u2019IDF) si estende ben oltre il territorio della Striscia stessa. In occasione dell\u2019attacco del 7 u.s., infatti, le unit\u00e0 palestinesi hanno utilizzato tunnel che arrivavano addirittura oltre la barriera di recinzione che racchiude il territorio della Striscia, per cui \u00e8 ragionevole presumere che siano perfettamente in grado di aggirare le prime linee israeliane, per colpirle alle spalle (cosa che peraltro sta gi\u00e0 accadendo). In pratica, un ottimo esempio di\u00a0<em>esfiltrazione\u00a0<\/em>[3] attiva.<\/p>\n<p>Un po\u2019 come \u00e8 accaduto per la NATO in Ucraina, che ha spinto gli ucraini ad adottare tattiche pensate per un esercito di ben altra natura, e soprattutto per\u00a0<em>un conflitto<\/em>\u00a0di ben altra natura, sembrerebbe che l\u2019IDF stia approcciando l\u2019invasione di Gaza secondo uno schema teorico, che non tiene conto di sin troppe variabili, e che pertanto rischia di rendere estremamente difficile \u2013 ed ancor pi\u00f9 oneroso \u2013 il conseguimento degli obiettivi prefissati.<br \/>\nE tutto questo avendo comunque il problema di difendere il paese da una serie di possibili nuovi fronti, la cui minaccia potrebbe divenire pi\u00f9 concreta proprio nel caso in cui l\u2019invasione di Gaza si prolungasse, e che quindi le forze armate israeliane si trovassero in una condizione di crescente difficolt\u00e0.<br \/>\nVedremo nei prossimi giorni come si svilupper\u00e0 l\u2019avanzata delle forze israeliane, nonch\u00e9 quale sar\u00e0 la risposta della resistenza palestinese, e dei suoi numerosi alleati nell\u2019area. E continueremo ad analizzare gli accadimenti, cercando sempre di ricondurli al quadro strategico generale.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator alignfull has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>1 \u2013 Le mappe si di fonti diverse, ma relative alla situazione dello stesso momento (02\/11\/23), per\u00f2 mostrano una notevole discrepanza rispetto all\u2019avanzata israeliana immediatamente a sud-est di Gaza City. Impossibile sapere al momento quale delle due sia la pi\u00f9 precisa.<br \/>\n2 \u2013 Cfr. \u201cUna guerra che pu\u00f2 riservare sorprese\u201d, canale Telegram di\u00a0<a href=\"https:\/\/t.me\/rossobruni\/34913\">Giubbe Rosse<\/a><br \/>\n3 \u2013 Per esfiltrazione si intende l\u2019azione di farsi superare dalle forze nemiche in avanzata, in modo tale da ritrovarsi alle spalle di queste. In questo caso, il medesimo risultato si otterrebbe non attraverso la mimetizzazione ed il posizionamento statico dei reparti da esfiltrare, ma appunto attraverso tunnel che consentono di superare le linee nemiche.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/giubberosse.news\/2023\/11\/02\/ancora-sul-dispiegamento-tattico-israeliano\/\">https:\/\/giubberosse.news\/2023\/11\/02\/ancora-sul-dispiegamento-tattico-israeliano\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE NEWS (Enrico Tomaselli) Un\u2019altra breve analisi dello sviluppo tattico del conflitto israelo-palestinese, con particolare riguardo a quelle che sembrano essere le direttrici di penetrazione dell\u2019IDF, e quindi gli obiettivi che si vogliono conseguire, nonch\u00e9 dei punti deboli che tale spiegamento tattico sembra mostrare. 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