{"id":82372,"date":"2023-11-09T10:30:23","date_gmt":"2023-11-09T09:30:23","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82372"},"modified":"2023-11-07T17:05:21","modified_gmt":"2023-11-07T16:05:21","slug":"schengen-e-i-flussi-migratori-tra-retorica-e-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82372","title":{"rendered":"Schengen e i flussi migratori, tra retorica e realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>di OSSERVATORIO BALCANI E CAUCASO (Tamara Opa\u010di\u0107)<\/strong><\/p>\n<div class=\"image\"><img decoding=\"async\" class=\"img-responsive\" title=\"Frontiera tra Slovenia e Croazia \u00a9 NGCHIYUI\/Shutterstock\" src=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/var\/obc\/storage\/images\/articoli-da-pubblicare-2\/schengen-e-i-flussi-migratori-tra-retorica-e-realta-227884\/2189380-3-ita-IT\/Schengen-e-i-flussi-migratori-tra-retorica-e-realta.jpg\" alt=\"Frontiera tra Slovenia e Croazia \u00a9 NGCHIYUI\/Shutterstock\" \/><\/p>\n<div class=\"caption\">\n<p>Frontiera tra Slovenia e Croazia \u00a9 NGCHIYUI\/Shutterstock<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><em>Il sistema di libera circolazione di Schengen viene sempre pi\u00f9 spesso messo in crisi da sospensioni applicate da alcuni stati membri chiamando in causa la necessit\u00e0 di contrastare le migrazioni, spesso senza il riscontro dei numeri. La situazione in Croazia e Slovenia<\/em><\/p>\n<p><em>(Originariamente pubblicato sul portale\u00a0<a title=\"Link a Novosti\" href=\"https:\/\/www.portalnovosti.com\/patka-o-migracijama\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Novosti\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>, il 28 ottobre 2023)<\/em><\/p>\n<p>Il fiore all\u2019occhiello dell\u2019integrazione europea, come un tempo i burocrati di Bruxelles chiamavano il sistema di Schengen, \u00e8 stato seriamente messo a repentaglio dalla decisione di undici stati membri dell\u2019UE di sospendere temporaneamente il regime di libera circolazione. Dal centro dell\u2019Unione (Germania, Francia, Danimarca, Svezia) alla periferia, ossia al confine tra Slovenia e Croazia, passando per la Polonia, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l\u2019Italia e l\u2019Austria, si \u00e8 assistito al ripristino dei controlli alle frontiere. Una misura che non ha colto di sorpresa chi, soprattutto tra gli studiosi del fenomeno migratorio e i migranti stessi, negli ultimi mesi ha attraversato uno dei paesi di cui sopra a bordo di un autobus o un treno.<\/p>\n<p>Tra chi non \u00e8 rimasto stupito c\u2019\u00e8 anche Marijana Hamer\u0161ak, ricercatrice presso l\u2019Istituto di etnologia e studi sul folklore di Zagabria, responsabile del progetto\u00a0<a title=\"Link a ERIM\" href=\"https:\/\/erim.ief.hr\/en\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ERIM\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>, che indaga i meccanismi di gestione dei flussi migratori alle periferie dell\u2019UE.<\/p>\n<p>Hamer\u0161ak spiega che da anni ormai nell\u2019UE il sistema di Schengen e la questione migratoria vengono sfruttati in un\u2019ottica strategica, come strumento di politica estera, ma anche come mezzo di polarizzazione dell\u2019elettorato e, in ultima analisi, come espediente per normalizzare l\u2019idea \u2013 che peraltro non trova alcun riscontro nella realt\u00e0, n\u00e9 tanto meno \u00e8 corroborata da ricerche \u2013 secondo cui le migrazioni rappresentano un problema.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019aumento dei numeri, di cui si parla cercando di spiegare la decisione della Slovenia di introdurre controlli al confine con la Croazia, \u00e8 una variazione relativa, in parte conseguenza dell\u2019applicazione dei diversi sistemi e tattiche amministrative. Ad ogni modo, non \u00e8 un aumento recente \u2013 i numeri hanno iniziato a crescere nella primavera del 2022, se non addirittura prima \u2013 cos\u00ec come l\u2019introduzione dei controlli, per quanto ci si sforzi di presentarla in un\u2019ottica emergenziale, non \u00e8 una misura inattesa\u201d, sottolinea Hamer\u0161ak.<\/p>\n<p>Se alcuni stati membri, come l\u2019Austria, hanno continuato quasi ininterrottamente ad effettuare controlli alle frontiere sin dall\u2019ondata migratoria del 2015, altri paesi solo negli ultimi mesi hanno dispiegato le cosiddette pattuglie mobili ai confini, giustificando tale decisione con un possibile ripetersi della crisi, alimentando cos\u00ec un sentimento di paranoia tra la popolazione.<\/p>\n<p>Stando ad\u00a0<a title=\"Link a un'analisi\" href=\"https:\/\/www.euractiv.com\/section\/justice-home-affairs\/news\/schengen-how-europe-is-ruining-its-crown-jewel\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un&#8217;analisi\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>pubblicata sul portale\u00a0<em>Euractiv<\/em>\u00a0alla fine di settembre, un quarto dei paesi dell\u2019area Schengen ha impiegato le pattuglie mobili lungo i confini prima ancora della sospensione ufficiale del regime di libera circolazione, rendendo cos\u00ec pi\u00f9 difficile la vita di molti cittadini dell\u2019UE, ma anche dei rifugiati e altre persone in movimento che attraversano i paesi Schengen.<\/p>\n<p>Ur\u0161ula Lipovec \u010cebron, professoressa associata presso il Dipartimento di Etnologia e Antropologia culturale della Facolt\u00e0 di Filosofia di Lubiana e collaboratrice al progetto ERIM, fa il punto della situazione al confine sloveno-croato.<\/p>\n<p>\u201cAnche prima della sospensione di Schengen la polizia slovena effettuava controlli giornalieri su treni e autobus, ricorrendo alla profilazione razziale. Quindi, fermava sistematicamente i migranti, registrava i loro dati personali e poi li faceva scendere dai mezzi di trasporto. Negli ultimi mesi, viaggiando in treno da Zagabria a Lubiana, ho spesso assistito a simili scene a Dobova e ad altri valichi di frontiera\u201d, spiega Ur\u0161ula Lipovec \u010cebron.<\/p>\n<p>Per la professoressa Lipovec \u010cebron, la sospensione di Schengen da un lato ha legittimato una prassi gi\u00e0 esistente, dall\u2019altro ha portato ad una spettacolarizzazione del lavoro della polizia di frontiera.<\/p>\n<p>Anche Marijana Hamer\u0161ak \u00e8 dello stesso avviso. Stando alle sue parole, sono state proprio le pratiche impiegate dalla polizia di frontiera a spingere molte persone, anche dopo l\u2019ingresso della Croazia nello spazio Schengen, ad attraversare il confine croato-sloveno di notte, al di fuori dei valichi ufficiali, anche cercando di superare il filo spinato.<\/p>\n<p>\u201cOra che sono stati introdotti controlli sistematici, chiudendo anche i passaggi nella recinzione al confine, quei percorsi stanno nuovamente diventando l\u2019unica opzione\u201d, afferma Marijana Hamer\u0161ak.<\/p>\n<p>Se il premier croato Andrej Plenkovi\u0107 e il ministro dell\u2019Interno Davor Bo\u017einovi\u0107 si sono sforzati di presentare la sospensione della libera circolazione da parte della Slovenia come una decisione legata esclusivamente agli attacchi terroristici sul suolo europeo, il ministro dell\u2019Interno sloveno Bo\u0161tjan Poklukar ha a pi\u00f9 riprese criticato le autorit\u00e0 croate a causa dell\u2019aumento del numero di migranti giunti in Slovenia dalla Croazia. Lubiana ha anche offerto aiuto a Zagabria, proponendo pi\u00f9 volte di formare pattuglie miste lungo il confine, ma la Croazia ha sempre rifiutato di collaborare.<\/p>\n<p>Nel frattempo, le procedure applicate nei confronti dei migranti intercettati nel territorio croato sono cambiate. Nella primavera del 2022 la polizia croata aveva iniziato a rilasciare ai migranti un foglio di via, intimando loro di lasciare la Croazia e lo Spazio economico europeo entro sette giorni. Poi per\u00f2 da marzo di quest\u2019anno l\u2019atteggiamento della polizia \u00e8 cambiato: molte persone sorprese mentre cercavano di entrare in Croazia, ma anche quelle che soggiornavano irregolarmente nel paese sono state registrate come richiedenti asilo, per poi essere sollecitate a proseguire il loro viaggio verso ovest.<\/p>\n<p>Marijana Hamer\u0161ak spiega che i documenti rilasciati ai migranti durante quella procedura praticamente significano una regolarizzazione temporanea del loro status, ossia un riconoscimento delle persone in transito in cerca di protezione internazionale.<\/p>\n<p>\u201cNon sappiamo ancora quali possano essere le conseguenze di tale prassi, n\u00e9 tantomeno sappiamo se le persone interessate rischino di essere maggiormente esposte a reclusioni e deportazioni in altri stati membri dell\u2019UE. \u00c8 chiaro per\u00f2 che bisogna trovare la forza politica per perseguire una strada finalizzata alla decriminalizzazione del transito e dei flussi migratori in generale, tenendo conto dei bisogni dei singoli individui. Non \u00e8 una strada impossibile, ci sono diversi precedenti storici. Posso citare il cosiddetto passaporto di Nansen, che prende il nome dal primo commissario per i rifugiati della Societ\u00e0 delle Nazioni, che nel periodo tra le due guerre mondiali aveva permesso a centinaia di migliaia di sfollati di raggiungere luoghi dove \u2013 per motivi economici, legami familiari o altri fattori \u2013 volevano provare a rifarsi una vita\u201d, spiega la ricercatrice.<\/p>\n<p>Stando alle statistiche ufficiali, in Croazia nei primi sei mesi del 2023 oltre 24mila persone hanno chiesto asilo, una cifra di gran lunga superiore rispetto agli anni scorsi. Tuttavia, le espulsioni violente continuano: nei primi nove mesi di quest\u2019anno sono stati registrati circa duemila respingimenti. Sul sito dell\u2019iniziativa\u00a0<a title=\"Link a No Name Kitchen\" href=\"https:\/\/www.nonamekitchen.org\/blog\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">No Name Kitchen\u00a0<i class=\"fa fa-external-link\"><\/i>\u00a0<\/a>sono stati riportati i dettagli di un recente caso in cui dieci cittadini afghani e due indiani sono stati gettati nell\u2019acqua fredda dopo essere stati privati dei loro beni e intimiditi con colpi d&#8217;arma da fuoco, manganellate e altre forme di abuso fisico da parte della polizia croata. Secondo le testimonianze delle vittime, l\u2019episodio si \u00e8 verificato all\u2019inizio di ottobre nei pressi di Biha\u0107, al confine tra Croazia e Bosnia Erzegovina.<\/p>\n<p>Nel frattempo, in vista delle elezioni europee e nazionali, molti leader politici, come anche le forze di opposizione, continuano ad alimentare un clima emergenziale, parlando del collasso di Schengen e spingendo ostinatamente per l\u2019adozione del nuovo patto sulla migrazione e l\u2019asilo in cui vedono l\u2019unica soluzione. La proposta del patto \u2013 che, vista la situazione attuale, potrebbe essere approvata prima del previsto \u2013 rappresenta\u00a0<a title=\"Link a un passo indietro\" href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Europa\/UE-il-nuovo-patto-sulla-migrazione-punto-per-punto-225792\">un passo indietro<\/a>\u00a0nella tutela dei diritti dei migranti e dei rifugiati.<\/p>\n<p>Se il testo dovesse essere approvato nella sua versione attuale, l\u2019accesso all\u2019asilo in Europa diventerebbe ancora pi\u00f9 difficile, si cercherebbe di tenere i migranti il pi\u00f9 lontano possibile dall\u2019UE e molti di quelli gi\u00e0 presenti sul suolo europeo verrebbero rimpatriati. A lungo termine, la Croazia, la Serbia e la Bosnia Erzegovina con ogni probabilit\u00e0 verrebbero trasformate nella cosiddetta \u201czona cuscinetto\u201d, ma anche in una sorta di\u00a0<em>dumping ground<\/em>\u00a0dove confinare gli \u201cindesiderati\u201d. E per questo si \u00e8 deciso in fretta e furia di costruire un centro di identificazione a Dugi Dol, nei pressi di Krnjak, in Croazia.<\/p>\n<p>Marijana Hamer\u0161ak sottolinea che la sospensione di Schengen e i discorsi che l\u2019accompagnano contribuiranno ad un\u2019ulteriore stigmatizzazione dei migranti, alla normalizzazione delle pratiche di profilazione razziale e alla polarizzazione della societ\u00e0 \u2013 dinamiche che ultimamente sono diventate molto evidenti su entrambi i lati del confine croato-sloveno. Se in Croazia l\u2019opposizione di destra invoca l&#8217;invio dell\u2019esercito al confine e un referendum sull\u2019immigrazione, in Slovenia vogliono ribaltare la decisione di rimuovere il filo spinato lungo il confine, una delle principali promesse elettorali dell\u2019attuale premier sloveno Robert Golob.<\/p>\n<p>\u201cDa tempo ormai in Slovenia si cerca di strumentalizzare politicamente le migrazioni, con l\u2019intento di dividere la popolazione che di solito ha pochi contatti con i rifugiati, quindi non riesce attraverso la propria esperienza ad acquisire un\u2019adeguata consapevolezza del fenomeno migratorio. \u00c8 facile incutere paura diffondendo informazioni non veritiere, tanto che molti cittadini continuano a non vedere nulla di problematico nella recinzione al confine. C\u2019\u00e8 per\u00f2 anche chi protesta pubblicamente contro la chiusura dei valichi di frontiera e altre misure che rendono pi\u00f9 difficile e mettono a rischio la vita dei migranti, ma non potranno mai fermarli nel loro tentativo di trovare una via per raggiungere l\u2019Unione europea\u201d, conclude la professoressa Lipovec \u010cebron.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Slovenia\/Schengen-e-i-flussi-migratori-tra-retorica-e-realta-227884\">https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Slovenia\/Schengen-e-i-flussi-migratori-tra-retorica-e-realta-227884<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OSSERVATORIO BALCANI E CAUCASO (Tamara Opa\u010di\u0107) Frontiera tra Slovenia e Croazia \u00a9 NGCHIYUI\/Shutterstock Il sistema di libera circolazione di Schengen viene sempre pi\u00f9 spesso messo in crisi da sospensioni applicate da alcuni stati membri chiamando in causa la necessit\u00e0 di contrastare le migrazioni, spesso senza il riscontro dei numeri. La situazione in Croazia e Slovenia (Originariamente pubblicato sul portale\u00a0Novosti\u00a0\u00a0, il 28 ottobre 2023) Il fiore all\u2019occhiello dell\u2019integrazione europea, come un tempo i burocrati di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":82373,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/300px-OBCT_Logo_with_text-1.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-lqA","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82372"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=82372"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82372\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82374,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82372\/revisions\/82374"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/82373"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=82372"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=82372"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=82372"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}