{"id":82407,"date":"2023-11-10T08:15:18","date_gmt":"2023-11-10T07:15:18","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82407"},"modified":"2023-11-09T09:17:56","modified_gmt":"2023-11-09T08:17:56","slug":"i-corpi-le-vittime-la-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82407","title":{"rendered":"I corpi, le vittime, la pace"},"content":{"rendered":"<p><strong>di DOPPIOZERO (Antonio Prete)<\/strong><\/p>\n<div class=\"max-w-[838px]\">\n<div class=\"clearfix text-formatted field field--name-body field--type-text-with-summary field--label-hidden field__item\">\n<p>In questi giorni il tragico dell\u2019epoca ha il volto dell\u2019orrore e della vendetta: la violenza terroristica di Hamas e l\u2019implacabile distruzione di vite e di citt\u00e0 e villaggi in terra palestinese perpetrata senza sosta dall\u2019esercito israeliano. Dinanzi a questa presenza del tragico, che ci coinvolge e interroga, uno sguardo che si pretende politico tende a distrarre dalla prima, evidentissima, realt\u00e0 che conta: i corpi di chi \u00e8 colpito da morte, o \u00e8 ferito, o \u00e8 costretto alla fuga, privato violentemente di quel poco che ancora pu\u00f2 avere il nome di vita. Uno sguardo che si dice politico, e che finisce con l\u2019informare e formare l\u2019opinione che diciamo pubblica, tende ad allontanare questi corpi \u2013 siano essi gi\u00e0 consegnati alla morte o gettati nel vortice della distruzione \u2013 per mettere in primo piano le relazioni internazionali, le appartenenze, le implicazioni geopolitiche, gli schieramenti. Le stesse immagini televisive della distruzione, nel loro rapido succedersi e nel loro posarsi su una moltitudine, possono appannare il dramma della singolarit\u00e0: ogni corpo individuo, con un suo nome, con una sua storia, con i suoi legami e i suoi desideri, \u00e8 vittima della distruzione.\u00a0 \u00a0 L\u2019insidia dell\u2019astrazione talvolta pu\u00f2 operare togliendo alla\u00a0<em>piet\u00e0<\/em>\u00a0la sua propria natura, quella di non avere collocazione di parte, perch\u00e9 prossima alla verit\u00e0 dei corpi, al loro respiro, al loro sentire. \u00c8 invece da questa presenza corporea della vittima, una presenza singolarmente definita, che pu\u00f2 muovere sia l\u2019indignazione contro le forme di potere che portano alla distruzione delle vite umane sia la ricerca delle cause, queste s\u00ec politiche, che hanno preparato giorno dopo giorno la scena del disastro.<\/p>\n<p>\u00c8 questo nesso tra indignazione e critica delle forme violente di potere il fondamento di quella\u00a0<em>domanda di pace<\/em>\u00a0che non \u00e8 terreno dove si accampano le \u201canime belle\u201d \u2013 definizione che ha come fonte una visione astratta e insieme tecnica della politica \u2013 ma \u00e8 affermazione di un\u2019idea della politica che sia in grado di porre al centro la vita dell\u2019uomo, e la vita della natura che \u00e8 tutt\u2019uno con la vita dell\u2019uomo. Questa presenza dei corpi individui \u2013 con il loro sentire, con i loro desideri, con le loro affezioni \u2013 pu\u00f2 essere fondamento di una politica che riprenda in considerazione, all\u2019altezza della nostra epoca, l\u2019antica umanistica \u201cdignit\u00e0 dell\u2019uomo\u201d. Era la presenza fisica dei corpi, nel loro dolore e nel tragico della loro sparizione, che aveva in mente Piero Calamandrei quando diceva che la Costituzione italiana nasceva da \u201cun popolo di morti\u201d: si trattava, con la Costituzione, di disegnare le linee di un altro mondo possibile.\u00a0 Altro da quello che attraverso la guerra aveva allestito la scena tragica di quel \u201cpopolo di morti\u201d.<\/p>\n<p>A fondamento della domanda di pace c\u2019\u00e8, dunque, un\u2019idea della politica che si pone al servizio della \u201cdignit\u00e0 umana\u201d, e per questo \u00e8 premurosa di ogni forma dialogica e diplomatica che possa servire a interrompere gli atti di guerra. E c\u2019\u00e8, allo stesso tempo, un\u2019idea della politica che cerca prima di ogni cosa di edificare e proteggere le forme del vivere civile (\u201cl\u2019onesto e il retto \/ conversar cittadino\u201d di cui diceva l\u2019ultimo Leopardi della\u00a0<em>Ginestra<\/em>). Una politica cos\u00ec intesa, che ha presenti quelle che possiamo chiamare \u201clezioni della storia\u201d, \u00e8 attenta a evitare tutte le forme che finiscono, prima o poi, con innescare processi di violenza e di distruzione. Vorrei sostare un momento soltanto su due di queste forme, pericolose per la civile convivenza: la\u00a0<em>sacralizzazione del confine<\/em>\u00a0e la crescente\u00a0<em>produzione di armi<\/em>.<\/p>\n<p>Una storia antropologica del confine racconta la progressiva trasformazione di una linea difensiva in una linea generatrice di conflitti, di incursioni e violenze. \u00c8 accaduto spesso che i confini siano stati rafforzati da muri. Una critica del confine, un alleggerimento della sua funzione divisoria ed escludente era stata avviata nel Novecento dalle generazioni che sono cresciute nel secondo dopoguerra dando vigore a progetti non di recinzione ma di scambio, non di separazione ma di condivisione, non di steccati ma di passaggi. All\u2019opposto le guerre muovono da una sacralizzazione del confine. Che diventa facilmente un altare sul quale si offrono in sacrificio, dalle due parti in conflitto, i propri cittadini, per lo pi\u00f9 giovani. L\u2019enfasi patriottarda trova in questa offerta sacrificale alimento per le proprie mitologie identitarie.<\/p>\n<p>Anche la produzione di armi non pu\u00f2 che avere un esito consentaneo alla propria ragion d\u2019essere: la distruzione di vite umane attraverso le guerre e le altre forme di cinica violenza come il terrorismo (dal punto di osservazione che pone al centro il corpo del vivente non c\u2019\u00e8 distinzione tra guerra e terrore). Quando un Paese decide di aumentare le spese militari, e dunque la produzione e l\u2019acquisto di armi, fa un passo in avanti sulla via dei possibili conflitti, anche se questi conflitti non lo riguardano nell\u2019immediato. Per limitare lo sguardo all\u2019Italia, nel 2022 le importazioni di armi sono molto aumentate nei confronti dell\u2019anno precedente e le esportazioni hanno raggiunto la cifra di 5, 3 miliardi in un solo anno (segno di un\u2019industria delle armi floridissima). Accanto al commercio delle armi si tiene alta la soglia delle spese militari nel bilancio. \u00c8 assai difficile attribuire a questa sconvolgente produzione di armi e agli investimenti in armi \u2013 a tutto svantaggio delle spese per la sanit\u00e0 e per l\u2019istruzione \u2013 un compito benefico ai fini della civile convivenza. E anche chi si rassicura attribuendo alle armi una funzione deterrente nei confronti di malintenzionati probabili aggressori, deve prendere atto che tutte le guerre in corso si servono di armi prodotte in Paesi \u201ccivili\u201d e \u201cpacifici\u201d.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 infine da dire che la critica del confine e la critica delle armi sono un passaggio necessario per affrontare la prima drammatica urgenza, che \u00e8 quella di salvare il salvabile della terra che ci ospita, della sua geografia, della sua residua armonia.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"py-6\">\n<div class=\"blazy blazy--field blazy--field-immagini-media blazy--field-immagini-media--full field field--name-field-immagini-media field--type-entity-reference field--label-hidden field__items\" data-blazy=\"\" data-once=\"blazy\">\n<div class=\"field__item\">\n<div class=\"media media--blazy media--bundle--image media--image media--responsive is-b-loaded\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/sites\/default\/files\/styles\/r_articolo_desktop_w838\/public\/israele-palestina-copertina-1-1.jpeg?itok=tv4uQ-fz\" \/><\/div>\n<div><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/i-corpi-le-vittime-la-pace\">https:\/\/www.doppiozero.com\/i-corpi-le-vittime-la-pace<\/a><\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DOPPIOZERO (Antonio Prete) In questi giorni il tragico dell\u2019epoca ha il volto dell\u2019orrore e della vendetta: la violenza terroristica di Hamas e l\u2019implacabile distruzione di vite e di citt\u00e0 e villaggi in terra palestinese perpetrata senza sosta dall\u2019esercito israeliano. 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