{"id":82459,"date":"2023-11-13T12:39:58","date_gmt":"2023-11-13T11:39:58","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82459"},"modified":"2023-11-13T12:39:58","modified_gmt":"2023-11-13T11:39:58","slug":"una-breve-storia-della-palestina-dalle-origini-alla-fondazione-dello-stato-disraele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82459","title":{"rendered":"Una breve storia della Palestina: dalle origini alla fondazione dello stato d\u2019Israele"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Paolo Arigotti)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-82460 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/palestina-fionda-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/palestina-fionda-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/palestina-fionda-768x512.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/palestina-fionda.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le prime tracce di insediamenti umani in terra di Palestina \u2013 nome derivante dal greco \u201cPalaistine\u201d, considerato la traduzione del nome ebraico biblico Peleshet, a sua volta riferito alla terra dei Filistei (Pelishtim) \u2013 risalgono a molti millenni prima di Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I primi israeliti vi sarebbero arrivati circa quattromila anni fa, provenienti dalla Mesopotamia, allora sotto il controllo ittita, stabilendosi nella parte meridionale della Palestina. Tuttavia, la carestia e le scorribande degli Hyksos, popolazione che all\u2019epoca controllava l\u2019Egitto, spinsero gli israeliti a cercare rifugio nella terra dei faraoni dove, stando al racconto biblico, sarebbero stati ridotti in schiavit\u00f9. Intorno al 1.200 a.C. gli ebrei riuscirono a fuggire e passando per il Sinai avrebbero fatto ritorno in Palestina, la \u201cterra promessa\u201d da Dio al popolo eletto, scalzandone i cananei, che vi abitavano da molti secoli, e i filistei, popolo di origine cretese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Stando sempre alla tradizione biblica, la fondazione del regno di Israele sarebbe avvenuta con Saul, intorno al mille avanti Cristo. Il nuovo stato si sarebbe espanso sotto il suo successore Davide, che conquist\u00f2 e fece di Gerusalemme la sua capitale, mentre al figlio Salomone viene attribuita l\u2019edificazione del primo tempio. Alla morte del mitico sovrano, gli succedette il figlio Roboamo, sotto il cui governo sarebbe maturata la divisione del regno unitario in due entit\u00e0 distinte e rivaleggianti: Israele propriamente detto al nord (con capitale Samaria) e Giuda al sud (capitale Gerusalemme). Nel corso del secolo successivo iniziata l\u2019occupazione degli assiri, che intorno al 700 a.C. sconfissero il regno di Israel e deportarono in Mesopotamia (corrispondente grossomodo all\u2019attuale Iraq) molti dei suoi abitanti; poco pi\u00f9 di un secolo dopo anche il regno di Giuda venne sopraffatto dai babilonesi \u2013 che erano subentrati agli assiri nel dominio sulla Mesopotamia \u2013 distruggendo il primo tempio e deportando molti suoi abitanti, specie l\u2019\u00e9lite, a Babilonia (la cosiddetta cattivit\u00e0 babilonese).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019opinione che sia esistito di un vero e proprio regno d\u2019Israele non \u00e8 unanimemente condivisa. Il prof. Alessandro Barbero sostiene che il \u00a0regno di Davide e Salomone appartenga al mito, ricordando che numerosi studiosi, anche ebrei, ritengono che in quelle terre, nell\u2019epoca presa in esame, esistessero per lo pi\u00f9 popolazioni nomadi, prive di una stabile organizzazione; perfino l\u2019esistenza di Gerusalemme, che al pi\u00f9 sarebbe stata un piccolo villaggio e non la citt\u00e0 magnificente descritta nella Bibbia assieme al suo famoso Tempio non sarebbero mai esistiti, per lo meno non intorno all\u2019anno mille a.C. Il che nulla toglie, beninteso, alla valenza, fosse pure solo mitologica, di quel racconto sotto il profilo storico e geopolitico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tornando alla cronaca dei fatti, la sconfitta dei babilonesi da parte dell\u2019imperatore persiano Ciro \u2013 siamo a met\u00e0 del 500 a.C. \u2013 riport\u00f2 la trib\u00f9 giudaica in terra di Palestina, che sarebbe per\u00f2 rimasta nell\u2019orbita della Persia (l\u2019attuale Iran); in questo periodo sarebbe stato edificato a Gerusalemme un piccolo tempio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 322 a.C. fu Alessandro Magno, re di Macedonia, a conquistare la Palestina, mentre si deve ai suoi successori (specie ai lagidi e seleucidi, dal 129 a.C.) l\u2019introduzione di una cultura di stampo ellenistico, destinata a imporsi fino all\u2019arrivo dei romani. Tra il II e I secolo a.C. gli ebrei maccabei, ribellatisi agli eredi dell\u2019impero macedone, diedero vita all\u2019ultimo stato ebraico autonomo, che sopravvisse fino al 63 a.C., quando i romani conquistarono la Giudea, trasformandola in provincia, pur lasciando sul trono il re Erode, il quale secondo la tradizione costru\u00ec il secondo tempio di Gerusalemme nel 37 a.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante i romani avessero rispettato usi e religione locali, nel 66 d.C. gli ebrei tentarono una ribellione, che venne brutalmente repressa dai dominatori, che reagirono distruggendo Gerusalemme e radendo al suolo il tempio, sancendo cos\u00ec la definitiva sottomissione della provincia. Una nuova rivolta sarebbe stata domata intorno al 130 d.C., per effetto della quale molti ebrei ricorsero a due distinte opzioni: la conversione alla religione pagana o cristiana oppure la via dell\u2019esilio, che segn\u00f2 l\u2019inizio della cosiddetta diaspora; solo un\u2019esigua minoranza ebraica rimase in terra di Palestina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 325 Costantino, il primo imperatore romano convertitosi al cristianesimo, volle a Gerusalemme l\u2019edificazione della chiesa del Santo Sepolcro, sullo stesso luogo \u2013 il colle del Golgota \u2013 dove circa tre secoli prima sarebbe stato crocifisso Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La divisione dell\u2019Impero Romano in due entit\u00e0 politiche fece della Palestina una parte dell\u2019impero d\u2019Oriente, e tale sarebbe rimasta fino al 637, quando venne invasa e conquistata dagli arabi, che imposero l\u2019Islam e la dominarono fino al X secolo; in questa fase storica fu edificata la moschea dedicata al profeta Maometto, con una convivenza tra le diverse confessioni rivelatasi piuttosto pacifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le crociate indette dagli europei nel nuovo millennio portarono alla liberazione e alla conquista di Gerusalemme (1099), dove fu creato un regno latino che massacr\u00f2 gli infedeli (ebrei compresi) rimasti nella citt\u00e0 santa; nel 1187 gli arabi, comandati dal mitico Saladino, si presero una rivincita, con un\u2019ondata di nuovi massacri, questa volta perpetrati ai danni dei cristiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 1517 furono i turchi a imporsi, sottraendo la regione ai mamelucchi d\u2019Egitto e trasformando la Palestina (assieme ad altri territori) in una provincia del loro vasto impero, all\u2019interno della quale la libert\u00e0 di culto fu sempre rispettata. E tale sarebbe rimasta, con un crescente grado di autonomia, sino al termine della Prima Guerra Mondiale, che determin\u00f2 la sconfitta, e successivamente il disfacimento dell\u2019impero Ottomano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Palestina (assieme alla Transgiordania), come vedremo, venne quindi formalmente attribuita a titolo di \u201cmandato\u201d (una sorta di protettorato) alla Gran Bretagna ad opera della neonata Societ\u00e0 delle Nazioni (1922).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da questo primo excursus storico, ovviamente molto sommario, si evince, senza con questo voler entrare nel merito di qualunque ragione o rivendicazione storica, meno che mai parteggiare per una o l\u2019altra parte, come la permanenza dell\u2019etnia ebraica in terra di Palestina non sia mai stata continuativa nel tempo (perlomeno sino al 1948): in questo senso, pi\u00f9 che di una regione naturale, parliamo di una storico-antropica, con una vicenda molto articolata alle spalle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esistenza di regni ebraici nei secoli prima di Cristo, con alcune brevi parentesi storiche nell\u2019era cristiana, non esclude che per la maggior parte del tempo questa terra sia stata sottoposta a svariate dominazioni (Egitto, Assiria, Babilonia, Persia, Macedonia, Roma, Arabia, Turchia, Regno Unito) le quali, pur nella diversit\u00e0 del contesto storico (e non sempre dando vita a un assetto unitario), fecero di questa parte del mondo un oggetto del contendere e\/o il pretesto per scatenare guerre e persecuzioni di ogni sorta, che \u2013 tanto per cambiare \u2013 andarono a detrimento degli abitanti della regione, che fossero arabi o giudei o cristiani poco importa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, a parte forse il primo secolo di dominazione romana (e, in parte, quella islamica), non c\u2019\u00e8 mai stato da parte del dominatore di turno una reale volont\u00e0 di rispettare usi, costumi e credenze degli autoctoni, facendo scoccare la scintilla di ribellioni o contrasti, nella gran parte dei casi soffocati in un bagno di sangue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo senso, senza voler mettere in discussione le risoluzioni della Nazioni Unite (molte delle quali non sono mai state rispettate, in tutto o in parte, dallo stato di Israele), a cominciare dalla 181 del 1947 e dalla 242 del 1967, vantare un diritto storico (se non divino) sul territorio palestinese \u00e8 un\u2019argomentazione priva di fondamento, e non rappresenta con ogni probabilit\u00e0 \u2013 prescindendo da tutto quello che \u00e8 venuto dopo il 1948 \u2013 il modo migliore per approcciarsi a un contesto la cui storia millenaria ha assistito a conflitti sanguinosi, scatenati da pi\u00f9 parti, ma accomunati dalla volont\u00e0 prevaricatrice di un potere quasi sempre percepito come estraneo da chi vi abitava in precedenza. E, si badi bene, che ancora una volta ci riferiamo a tutte le genti, a prescindere da credo, etnia o provenienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La vicenda del popolo ebraico, che nella sua storia millenaria ha vissuto persecuzioni e discriminazioni di ogni genere, vuoi di matrice etnica che religiosa (ricordiamo l\u2019accusa plurisecolare di \u201cDeicidio\u201d, in quanto uccisori del Cristo), resta emblematica, trovando il suo culmine in quello che viene giustamente considerato uno dei crimini pi\u00f9 efferati della storia dell\u2019umanit\u00e0: l\u2019Olocausto (o shoah per gli ebrei), giunto al termine di un processo di diffusione dell\u2019antisemitismo (inteso in senso biologico razziale, e non pi\u00f9 religioso), che affonda le sue radici nel XIX secolo e che, purtroppo, ebbe una portata molto estesa, potendo fare leva su pregiudizi plurisecolari. Un crimine perpetrato dal nazionalsocialismo e dai suoi volenterosi carnefici e collaboratori (non solo di nazionalit\u00e0 tedesca, giova rammentarlo), che conserva ancora oggi una sua peculiarit\u00e0, essendo stato il primo genocidio a essere pianificato in modo scientifico e industriale: non a caso, riferendosi al lager di Auschwitz, divenuto il simbolo di quegli orrori, si \u00e8 parlato di \u201cfabbrica della morte\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo senso, la coincidenza tra la fine della guerra (e di quegli orrendi crimini) e la nascita dello stato di Israele nel territorio di Palestina rappresent\u00f2, agli occhi dell\u2019opinione pubblica mondiale, una sorta di \u201criparazione\u201d per quelle atrocit\u00e0 perpetrate nella \u201ccivilissima\u201d Europa, e su questo punto, in via di principio, sarebbe arduo dissentire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema, casomai, si potrebbe porre nel momento in cui si volesse fare leva su quei fatti atroci e criminali per attribuire dignit\u00e0 storica a una sorta di titolo (giuridico, e non morale) per il possesso di determinati territori: una fonte legittima in questo senso, in linea col diritto internazionale comunemente riconosciuto, pu\u00f2 essere rappresentata da un trattato, da una risoluzione dell\u2019ONU o da una conquista bellica, la quale \u2013 piaccia o meno \u2013\u00a0 \u00e8 un titolo di legittimazione a tutti gli effetti in base alle consuetudini internazionali. E, nel caso d\u2019Israele, la risoluzione esiste \u2013 la gi\u00e0 menzionata 181 del 1947 \u2013 la quale per\u00f2 prevedeva anche altro per la Palestina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il progetto politico di una patria ebraica in quel territorio non nasce alla fine della Seconda Guerra Mondiale, bens\u00ec circa mezzo secolo prima. Il movimento sionista (dall\u2019antico nome di Sion), nato a fine Ottocento, si fece promotore di questa linea, promuovendo una dottrina politica che potremmo definire \u201csocialisteggiante\u201d: lo stesso esperimento dei primi kibbutz, una sorta di comunit\u00e0 collettiva, ispirata alla condivisione del lavoro e della terra, nacque in Palestina, dai primi coloni, nel primo decennio del XX secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019idea della migrazione in Palestina matur\u00f2 nel pensiero dei suoi promotori (tra i quali spicca la figura del giornalista Theodor Herzl) nel contesto di crescenti discriminazioni e persecuzioni \u2013 una per tutte il noto affaire Dreyfuss \u2013 per difendersi dalle quali si pens\u00f2 che la strategia migliore sarebbe stata la nascita di uno stato ebraico in quella che, secondo il racconto biblico, sarebbe stata la terra promessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In realt\u00e0, ebrei in Palestina gi\u00e0 ce n\u2019erano: nel XIX secolo si stima che 20mila di loro vi risiedessero, convivendo pacificamente con le altre confessioni, a cominciare da quella musulmana, allora nettamente maggioritaria. Si deve agli inglesi la prima e consistente immigrazione ebraica in Palestina: nel 1840 fu Lord Palmerston, allora primo ministro britannico, a promuovere i primi insediamenti, considerati funzionali agli interessi dell\u2019impero nella regione; circa venti anni dopo saranno gli ebrei provenienti dalla Russia, in fuga dai pogrom, a trasferirsi in Terra Santa, dando avvio all\u2019acquisto seriale (a titolo di diritto privato) dei terreni coltivabili dai proprietari locali. Quando vi giunse nel 1906 David Ben Gurion, futuro fondatore e primo capo del governo dello stato d\u2019Israele, la Palestina contava circa 645.000 arabi e appena 55.000 ebrei; fu lui stesso a definirla come una terra \u201cprimitiva, abbandonata e derelitta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Continuando a parlare di Regno Unito, la superpotenza dell\u2019epoca, \u00e8 proprio su questo impero che incombe una precisa responsabilit\u00e0 storica e politica di tutta una serie di scelte, che si inserirono nel contesto del primo conflitto mondiale: ci riferiamo alla famosa dichiarazione Balfour del 1917 e alle contemporanee promesse fatte agli arabi, destinate inevitabilmente nel tempo a confliggere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo nel 1916, il conflitto contro gli imperi centrali (alleati del sultano ottomano) non sta andando come ci si attendeva e i britannici, impegnati gi\u00e0 sul fronte europeo, hanno bisogno degli arabi per contrastare i turchi: l\u2019idea era quella di guadagnarne l\u2019aiuto militare, promettendo loro la creazione di uno stato sovrano (includente la Palestina) una volta vinta la guerra; e quel sostegno si riveler\u00e0 determinante per prevalere sugli ottomani, in una battaglia che coster\u00e0 agli arabi circa 600mila morti. Latore della proposta e parte del negoziato era stato il commissario inglese in Egitto, all\u2019epoca un protettorato britannico, Sir Henry McMahon.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Allo stesso tempo, per\u00f2, serviva l\u2019appoggio degli Stati Uniti nella lotta contro la Germania, che si sarebbe rivelato decisivo per la vittoria bellica. E non era facile ottenerlo, visto che il presidente Woodrow Wilson aveva vinto un secondo mandato nel 1916 promettendo di serbare una rigida neutralit\u00e0 rispetto al conflitto in corso. I leader sionisti, consapevoli della notevole influenza della componente ebraica nei circoli di potere anglosassoni, fecero pressione sul ministro degli Esteri britannico, lord Arthur James Balfour, per il tramite del titolare degli Interni Herbert Samuel (ebreo e sionista), affinch\u00e9 assumesse una sorta di impegno non ufficiale, che poi divenne la cosiddetta dichiarazione Balfour, in cambio di pressioni sulla Casa Bianca in favore dell\u2019intervento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta di una lettera, indirizzata ai leader sionisti Lord Rothschild e Sir Weizmann, recante l\u2019impegno del governo di Sua Maest\u00e0 per la nascita di un \u201cfocolare ebraico\u201d (<em>national home<\/em>\u00a0nel testo originale) in Palestina, nel rispetto dei diritti (civili e religiosi) delle genti che gi\u00e0 vi abitavano e delle organizzazioni non ebraiche. Per Palestina, nel caso di specie, si intendevano i territori di Cisgiordania, Gaza, Golan, una parte della riva orientale del Giordano e la parte meridionale dell\u2019attuale Libano, all\u2019epoca parte dell\u2019impero ottomano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Venne accuratamente evitata la parola \u201cstato\u201d, per quanto tale fu l\u2019interpretazione accolta dai sionisti, per un documento in realt\u00e0 privo di qualunque valenza sotto il profilo del diritto internazionale, tenuto conto che il Regno Unito non poteva evidentemente disporre di un territorio non sottoposto alla propria sovranit\u00e0 e nel quale non aveva un presidio militare significativo (gli inglesi si erano rivolti agli arabi proprio per questo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come abbiamo gi\u00e0 anticipato, nel primo dopoguerra i britannici avrebbero governato la Terra Santa, per il tramite di militari e funzionari civili, sotto forma di mandato della Societ\u00e0 delle Nazioni; ai francesi and\u00f2, invece, il mandato su Siria e Libano, sulla scorta degli accordi di Sykes-Picot, firmati segretamente nel 1916 dai due rappresentanti delle maggiori potenze coloniali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sotto il mandato inglese, gi\u00e0 nel corso degli anni Venti, giunsero in Palestina altri 60.000 ebrei, che si trovarono cos\u00ec a convivere con le locali comunit\u00e0 arabe. All\u2019epoca non esisteva quello che potremmo chiamare il nazionalismo palestinese, al pi\u00f9 ne esisteva uno di stampo panarabo, e gli autoctoni vivevano in una societ\u00e0 ispirata alla logica delle fedelt\u00e0 tribali; ancora in questa fase, almeno sulla carta, restava in vigore l\u2019impegno britannico per la creazione di uno stato arabo, assunto come sappiamo nel corso della grande guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La maggior parte degli ebrei che arrivavano in Palestina erano di estrazione sociale elevata: tra loro figuravano studiosi, intellettuali, architetti, artisti, imprenditori, che diedero vita a molte nuove imprese e che gi\u00e0 nel 1909 avevano fondato la citt\u00e0 di Tel Aviv, non a caso ancora oggi la pi\u00f9 \u201ceuropea\u201d delle citt\u00e0 israeliane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le fratture e i dissapori tra due comunit\u00e0 cos\u00ec diverse si accrebbero progressivamente: se gli ebrei tendevano a considerare la Palestina la loro \u201cTerra promessa\u201d, in attesa di instaurarvi un vero e proprio stato, gli arabi li percepivano come intrusi ed estranei. In questo senso il sentimento nazionalista, rispettivamente ebraico e palestinese, inesistente alle origini, nacque e matur\u00f2 proprio per effetto della convivenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019avvento al potere del nazismo in Germania fece crescere esponenzialmente l\u2019afflusso degli ebrei dall\u2019Europa: tra il 1933 e il 1939 furono decine di migliaia i nuovi arrivi, con la citt\u00e0 di Tel Aviv che arriv\u00f2 a sfiorare i 150.000 abitanti; nel 1935 fu creata l\u2019agenzia ebraica di Palestina, con Ben Gurion eletto alla presidenza, col compito di favorire le immigrazioni e l\u2019insediamento in terra di Palestina. Gi\u00e0 nel 1929 era nata la Jewish Agency for Israel (organizzazione di ebrei tedeschi sionisti, chiamata anche Sochnut o JAFI), che il 25 agosto 1933 firm\u00f2 con la Germania di Hitler l\u2019accordo di Haavara, per facilitare la migrazione degli ebrei in Palestina; la stessa JAFI, nel 1936, costituir\u00e0 l\u2019Haganah, considerata dagli arabi un\u2019organizzazione terroristica, una formazione paramilitare ebraica, nata per fornire sicurezza ai correligionari a fronte dei primi scontri violenti con gli arabi, consumatisi sul finire degli anni Venti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Difatti, il moltiplicarsi degli arrivi aveva progressivamente acutizzato le tensioni con gli arabi, tanto che nel 1936 questi ultimi indissero un primo sciopero generale per chiedere di fermare le immigrazioni e la vendita delle terre ai coloni; le autorit\u00e0 britanniche repressero nel sangue le proteste e si contarono centinaia di morti, sia tra gli ebrei che tra i palestinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel tentativo di fermare disordini sempre pi\u00f9 violenti e nell\u2019imminenza della guerra, gli inglesi presero una delle decisioni pi\u00f9 foriere di conseguenze drammatiche: bloccarono quasi del tutto le migrazioni verso la Palestina e dichiararono di non essere a favore della nascita di uno stato ebraico. Fu soprattutto la prima delle due a produrre, col senno di poi, gli effetti pi\u00f9 nefasti, visto che molti degli ebrei che non poterono rifugiarsi in Palestina \u2013 per quanto proseguisse un\u2019immigrazione clandestina \u2013 sarebbero finiti nell\u2019ingranaggio demoniaco della \u201cfabbrica della morte\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Poco prima dello scoppio della guerra (1939) la Gran Bretagna aveva proposto un piano per la creazione entro dieci anni di uno stato di Palestina unitario, dove le due etnie, araba ed ebraica, avrebbero convissuto. Ma la guerra scombussol\u00f2 tutti i piani: i gruppi ebraici si schierarono prontamente con gli Alleati, mentre molti arabi furono attratti nella sfera dell\u2019Asse, sperando che una vittoria della Germania li avrebbe aiutati a liberarsi del giogo britannico. Un episodio che resta famoso fu l\u2019adesione a questa linea del gran Muft\u00ec di Gerusalemme, Haji Al-Husayni, suprema autorit\u00e0 giuridica islamica sunnita e responsabile della corretta gestione dei luoghi santi islamici della citt\u00e0, gi\u00e0 promotore di numerosi attentati contro il potere britannico; il suo avvicinamento al terzo Reich culmin\u00f2 con una visita a Berlino (novembre 1941), dove incontr\u00f2 lo stesso Adolf Hitler, che gli promise il suo interessamento per la causa araba, un impegno rimasto privo di qualunque seguito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A partire dal 1944, sotto la guida del futuro primo ministro Menachem Begin, gli ebrei pi\u00f9 estremisti iniziarono una vera e propria rivolta contro il mandato britannico, dando luogo a una frattura interna con l\u2019agenzia guidata da Ben Gurion, che premeva per una via legalitaria e pacifica per la nascita dello stato ebraico. Le azioni terroristiche, come quelle dell\u2019Irgun (sigla che in ebraico sta per \u201cOrganizzazione Militare Nazionale\u201d), si moltiplicarono, tra le quali quella del luglio del 1946 contro l\u2019Hotel King David di Gerusalemme, sede del quartier generale britannico in Palestina, che spinse sempre di pi\u00f9 il Regno Unito verso la decisione di abbandonare la Terra Santa al suo destino, rimettendo la questione nelle mani della neonata ONU; nel 1947 la stessa organizzazione avrebbe approvato la famosa risoluzione 181, quella che prevedeva, tra l\u2019altro, un regime internazionale per la citt\u00e0 di Gerusalemme e la fine del mandato britannico, formalmente concluso il primo agosto del 1948.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In effetti, attentati a parte, la situazione stava rapidamente evolvendo. La guerra era stata vinta, ma aveva lasciato il segno, specie sui britannici, i quali stremati dal conflitto non avevano pi\u00f9 la forza per tenere in piedi il loro impero, mentre l\u2019ondata di sdegno seguita alla scoperta dell\u2019Olocausto fece il resto; nel mentre aumentava ancora la comunit\u00e0 ebraica in Palestina che, complici le migrazioni dei sopravvissuti alla shoah, arriv\u00f2 nel 1945 a poco pi\u00f9 di un milione e mezzo di persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le violenze non diminuivano, nell\u2019imminenza della dichiarazione d\u2019indipendenza. Ai primi di aprile del 1948 le milizie ebraiche di Irgun e Lehi operarono un vero e proprio massacro nel villaggio palestinese di Deir Yassin, fatto condannato perfino dall\u2019Haganah e da esponenti religiosi ebraici, senza che per\u00f2 alcun provvedimento fosse assunto contro i responsabili. La notizia provoc\u00f2 un vero e proprio esodo di massa dei palestinesi, in direzione di Libano, Cisgiordania ed Egitto: si stimarono circa 700mila sfollati, mai pi\u00f9 tornati alle loro case, fatti che passarono alla storia del popolo palestinese come al-Nakba, in arabo \u201cLa Catastrofe\u201d. Di appoggio manifesto degli inglesi alle ragioni della componente, ebraica, accompagnata dall\u2019accusa di aver tarpato le ali a qualunque sentimento indipendentista dei palestinesi, parla lo storico israeliano Ilan Papp\u00e9, autore, tra gli altri, di una \u201cStoria della Palestina moderna. Una terra, due popoli\u201d (2007).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come sappiamo, il 14 maggio 1948 nacque ufficialmente lo stato d\u2019Israele, mentre neanche 24 ore dopo scoppi\u00f2 il primo conflitto arabo israeliano. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia, per oggi ci fermiamo qui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto abbiamo riportato in questo breve excursus storico, giova ribadirlo, non serve a sostenere le ragioni dell\u2019una o dell\u2019altra parte: se mi chiedessero da che parte sto, direi soltanto che sono per la pace: conoscere i fatti che ci hanno preceduto, e che hanno condotto al disastro attuale, dovrebbe servire casomai a far comprendere l\u2019assurdit\u00e0 di certe contrapposizioni, delle quali finiscono per fare le spese, come sempre, solo i pi\u00f9 deboli e indifesi: se c\u2019\u00e8 un insegnamento che possiamo trarre dalla tormentata storia della Palestina, \u00e8 proprio questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mi piace citare in chiusura un passaggio di un articolo della scrittrice palestinese Widad Tamimi, pubblicato dall\u2019ultimo numero di Limes: \u201cBasta, vi prego, dire stiamo con gli israeliani o stiamo con i palestinesi. Non siamo allo stadio. Per togliere nutrimento alla bestia c\u2019\u00e8 un modo e un modo soltanto: ricordarci e ricordare agli esseri umani che siamo tutti uguali, promuoverlo per davvero, sconfiggere con coraggio e determinazione ogni sopruso di una popolazione su un\u2019altra. In coscienza, lo abbiamo fatto?\u201d<a id=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/11\/10\/una-breve-storia-della-palestina-dalle-origini-alla-fondazione-dello-stato-disraele\/#_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E la risposta la lasciamo a tutti noi, e soprattutto basta col tifo da stadio, non se ne pu\u00f2 pi\u00f9!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>FONTI<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/palestina_%28Dizionario-di-Storia%29\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.treccani.it\/enciclopedia\/palestina_%28Dizionario-di-Storia%29\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.assopace.org\/index.php\/pubblicazioni-assopace\/documenti\/105-focus-palestina\/storia-palestina\/176-storia-palestina-dall-antichita-al-1917\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.assopace.org\/index.php\/pubblicazioni-assopace\/documenti\/105-focus-palestina\/storia-palestina\/176-storia-palestina-dall-antichita-al-1917<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?app=desktop&amp;v=10KJ_EcnlxA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.youtube.com\/watch?app=desktop&amp;v=10KJ_EcnlxA<\/a>\u00a0\u2013 Alessandro Barbero \u2013 Le \u201cvisioni\u201d di uno storico (canale YouTube Festival della comunicazione, Camogli 2018)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.focus.it\/cultura\/storia\/israele-e-palestina-la-storia-di-una-terra-contesa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.focus.it\/cultura\/storia\/israele-e-palestina-la-storia-di-una-terra-contesa<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.proterrasancta.org\/it\/palestina-allorigine-dello-scontro-storia-di-una-terra-contesa-prima-parte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.proterrasancta.org\/it\/palestina-allorigine-dello-scontro-storia-di-una-terra-contesa-prima-parte\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">fondazionefeltrinelli.it\/dal-1948-alla-2a-crisi-energetica-una-cronologia-necessaria\/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.agi.it\/blog-italia\/mappe\/mappe_palestina-3929155\/post\/2018-05-22\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.agi.it\/blog-italia\/mappe\/mappe_palestina-3929155\/post\/2018-05-22\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.infopal.it\/perche-la-palestina-ha-diritto-di-resistere-un-po-di-storia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.infopal.it\/perche-la-palestina-ha-diritto-di-resistere-un-po-di-storia\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/la-storia-in-carte-120\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.limesonline.com\/cartaceo\/la-storia-in-carte-120<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/ce-luce-oltre-la-guerra\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.limesonline.com\/cartaceo\/ce-luce-oltre-la-guerra<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/guerra-israele-palestina-75-anni-ora-basta\/133948\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.limesonline.com\/guerra-israele-palestina-75-anni-ora-basta\/133948<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.amiciziaitalo-palestinese.org\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=7346:la-palestina-storica-di-ilan-pappe&amp;catid=90&amp;Itemid=532\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.amiciziaitalo-palestinese.org\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=7346:la-palestina-storica-di-ilan-pappe&amp;catid=90&amp;Itemid=532<\/a><\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/11\/10\/una-breve-storia-della-palestina-dalle-origini-alla-fondazione-dello-stato-disraele\/#_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0www.limesonline.com\/guerra-israele-palestina-75-anni-ora-basta\/133948<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/11\/10\/una-breve-storia-della-palestina-dalle-origini-alla-fondazione-dello-stato-disraele\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/11\/10\/una-breve-storia-della-palestina-dalle-origini-alla-fondazione-dello-stato-disraele\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Paolo Arigotti) Le prime tracce di insediamenti umani in terra di Palestina \u2013 nome derivante dal greco \u201cPalaistine\u201d, considerato la traduzione del nome ebraico biblico Peleshet, a sua volta riferito alla terra dei Filistei (Pelishtim) \u2013 risalgono a molti millenni prima di Cristo. I primi israeliti vi sarebbero arrivati circa quattromila anni fa, provenienti dalla Mesopotamia, allora sotto il controllo ittita, stabilendosi nella parte meridionale della Palestina. Tuttavia, la carestia e&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":111,"featured_media":58069,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/La_Fionda.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-lrZ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82459"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/111"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=82459"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82459\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82461,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82459\/revisions\/82461"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/58069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=82459"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=82459"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=82459"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}