{"id":82538,"date":"2023-11-16T10:00:10","date_gmt":"2023-11-16T09:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82538"},"modified":"2023-11-15T22:47:24","modified_gmt":"2023-11-15T21:47:24","slug":"kiev-le-teste-che-cadono-e-quelle-che-cadranno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82538","title":{"rendered":"Kiev, le teste che cadono e quelle che cadranno"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LETTERA DA MOSCA (Pietro Pinter)<\/strong><\/p>\n<div class=\"featured-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/kiev.jpeg\" alt=\"Kiev\" width=\"800\" height=\"450\" \/><\/div>\n<div class=\"post-content\">\n<p>Quando la propaganda diventa inconciliabile con la realt\u00e0, una resa dei conti prima o poi arriva. La testa di qualcuno \u2013 sia esso il vero responsabile o un capro espiatorio \u2013 deve rotolare davanti all\u2019opinione pubblica, per permettere di \u201cricominciare da capo\u201d con un\u2019immagine ripulita. <strong>Far saltare teste per\u00f2 significa anche minare gli equilibri politici<\/strong>, cosa particolarmente pericolosa in un Paese in guerra. \u00c8 successo in Russia l\u2019anno scorso, quando i vertici militari hanno scontato il fallimento nel Nord dell\u2019Ucraina, a Kharkov e sulla riva destra del Dnepr, della \u201coperazione militare speciale\u201d, venendo esautorati dal <a href=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/2022\/10\/13\/il-cremlino-e-il-partito-della-guerra\/\">\u201cpartito della guerra\u201d guidato da Prigozhin<\/a>, con gli \u00a0esiti noti a tutti. Adesso sta succedendo a Kiev. L\u2019epica di un\u2019Ucraina destinata a vincere in breve tempo dopo aver assorbito l\u2019urto iniziale dell\u2019invasione \u2013 in una marcia trionfale verso il Mar d\u2019Azov e i confini del 1991 \u2013 \u00e8 andata definitivamente in frantumi con <a href=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/2023\/09\/15\/offensiva-ucraina-quel-che-ne-resta\/\">l\u2019offensiva estiva da poco conclusa<\/a>.<\/p>\n<p>Le forze armate ucraine hanno consumato mesi di forniture NATO (difficilmente replicabili) per avanzare di 10 chilometri nei campi dello Zhaporozhye, raggiungendo a malapena la prima linea difensiva russa e senza conquistare nessun obiettivo strategico. I vertici di Kiev avevano fatto promesse precise al Paese e agli alleati. Ancora a settembre Zelensky prometteva <a href=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/2023\/10\/20\/avdeevka-e-dnipro-la-guerra-delle-offensive\/\">la liberazione di Bakhmut e di \u201caltre due citt\u00e0\u201d<\/a>. A inizio novembre \u2013 nonostante limitati successi ucraini in un fronte separato, quello del Dnepr \u2013 le forze armate ucraine si trovano con la roccaforte di <strong>Avdeevka<\/strong> parzialmente circondata e i villaggi riconquistati a sud di Bakhmut (Klischeevka, Andreevka) nuovamente contestati dai russi. Qualcuno inzia a fare (e farsi) delle domande. A Kiev \u00a0\u2013 oltre a trovare un capro espiatorio per l\u2019offensiva estiva \u2013 bisogna anche concretamente decidere come (o se) proseguire la guerra. Iniziano a emergere proposte eterodosse in merito, come quella del candidato alla presidenza <strong>Oleksy Arestovich<\/strong>, ex consigliere militare di Zelensky dimessosi dopo aver subito pesanti critiche per la sua lettura controversa del bombardamento di un condominio di Dnipropetrovsk. Arestovich, che gode anche di entrature in Europa \u2013 proprio in questi giorni \u00e8 ospite del festival di<em> Limes<\/em> a Genova \u2013 propone di rinunciare alla riconquista militare dei territori persi e di congelare il conflitto grazie a (supposte) garanzie NATO sul restante territorio.<\/p>\n<p>Anche tra chi sostiene la prosecuzione della guerra in un modo o nell\u2019altro, emergono delle spaccature: la pi\u00f9 importante tra <strong>Zelensky<\/strong> e il capo di Stato Maggiore, <a href=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/2023\/11\/06\/zaluzhny-e-zelensky-separati-in-casa\/\">generale Valery Zaluzhny<\/a>. Quest\u2019ultimo parla di \u201cstallo\u201d in un\u2019intervista all\u2019<em>Economist<\/em>, per venire immediatamente e pubblicamente smentito da Zelensky. Pochi giorni dopo, un pacco bomba recapitato all\u2019ufficio di<br \/>\nZaluzhny uccide un suo sottoposto. Viene licenziato il capo delle forze speciali <strong>Viktor Korenko<\/strong>, secondo alcune fonti un uomo di Zaluzhny. Ma il siluro pi\u00f9 grosso contro il capo di stato maggiore arriva dagli USA: un\u2019inchiesta del <em>Washington Post<\/em>\u00a0[6] \u2013 insieme ai tedeschi della <em>Bild<\/em> \u2013 <a href=\"https:\/\/archive.ph\/p8Vt3#selection-789.0-792.0\">fa nome e cognome del pianificatore del sabotaggio del gasdotto Nord Stream<\/a>: tale <strong>Roman<\/strong> <strong>Chervinsky<\/strong>, un\u2019ovvia testa di legno di tutte le operazioni andate male dei servizi ucraini (quindi secondo prassi, \u201cnon autorizzate\u201d) come il fallito tentativo di reclutare un pilota di bombardieri russi o di rapire uomini della Wagner in Bielorussia, che adesso si trova sotto processo in Ucraina. Secondo l\u2019inchiesta, <strong>Chervinsky avrebbe agito su ordine diretto di Zaluzhny<\/strong>, all\u2019insaputa di Zelensky (<a href=\"https:\/\/nos-nl.translate.goog\/artikel\/2478770-vs-waarschuwde-oekraine-nord-stream-niet-te-saboteren-na-alarm-van-mivd? _x_tr_sl=auto&amp;_x_tr_tl=it&amp;_x_tr_hl=en&amp;_x_tr_pto=wapp&amp;_x_tr_hist=true\">ma non dei servizi americani e di mezza Europa<\/a>, a quanto pare) nel pianificare la distruzione del gasdotto.<\/p>\n<p>In generale, l\u2019amministrazione Zelensky \u00e8 caratterizzata da un\u2019accentramento sempre maggiore del potere. Rivali passati e potenziali del presidente non se la passano bene. L\u2019oligarca che ha lanciato mediaticamente e finanziariamente Zelensky \u2013 <strong>Igor Kolomoisky<\/strong> \u2013 \u00e8 dietro le sbarre e sotto processo, privato della sua cittadinanza ucraina. Al predecessore <strong>Petro Poroshenko<\/strong> \u2013 che \u00e8 stato oggetto di una retata dell\u2019SBU nel 2019, ed \u00e8 sotto processo per \u201calto tradimento\u201d \u2013 \u00e8 stato vietato di lasciare l\u2019Ucraina per conferire con i leader della NATO al summit di Vilnius. Il capo del secondo partito alle elezioni locali del 2020 \u2013 <strong>Viktor Medvedchuk<\/strong>, legato alla Russia e a Putin personalmente \u2013 \u00e8 stato arrestato nel 2022 e deportato in Russia con uno scambio di prigionieri. Il rivale (filo tedesco) <strong>Vitaly Klitschko<\/strong> \u00e8 stato pubblicamente umiliato da Zelensky, che lo ha accusato di negligenza nel mantenere i rifugi antiaerei della Kiev di cui \u00e8 sindaco, e quasi costretto alle dimissioni. Lo stesso vale per chi ha avuto modo di accumulare potere dall\u2019inizio della guerra vista la posizione apicale in settori dello stato legati allo sforzo bellico:<a href=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/2023\/08\/11\/la-disperazione-di-zelenskyj\/\"> il ministro della Difesa <strong>Reznikov<\/strong> \u00e8 stato licenziato<\/a> e sostituito con il \u201csignor nessuno\u201d <strong>Umerov<\/strong>, il ministro degli interni <strong>Monastirsky<\/strong> \u00e8 morto in un incidente del suo elicottero vicino alla capitale Kiev.<\/p>\n<p>Se e quando si terranno le elezioni in Ucraina, tutti i rivali di Zelensky partiranno pesantemente svantaggiati, con un apparato mediatico (canale unico statale) e poliziesco\/giudiziario che sembra schierato con il presidente. Non manca chi sostiene soluzioni pi\u00f9 radicali, come il maggiore generale <strong>Dmitry Marchenko<\/strong> che \u2013 <a href=\"https:\/\/t.me\/letteradamosca\/17775\">rompendo il voto di \u201cneutralit\u00e0\u201d politica dei militari<\/a> \u2013 sostiene la necessit\u00e0 che Zaluzhny (che tra l\u2019altro non ha mai pubblicamente mostrato ambizioni politiche) diventi presidente, \u201ccome Charles de Gaulle\u201d, per combattere la corruzione. Qualcuno ricorda come sal\u00ec al potere Charles de Gaulle?<\/p>\n<p>Una lunga inchiesta di <em>Time<\/em>\u00a0\u2013 secondo alcune fonti ucraine, informata proprio da Arestovich \u2013 <a href=\"https:\/\/time.com\/6329188\/ukraine-volodymyr-zelensky-interview\/\">dipinge Zelensky come un presidente solo<\/a>, scollegato dalla realt\u00e0, incupito e iracondo con i sottoposti. Pi\u00f9 che la veridicit\u00e0 del reportage (comunque plausibile) \u00e8 interessante che sia stato pubblicato dal <em>Time<\/em>. <strong>Un\u2019ondata incessante di pezzi negativi sull\u2019Ucraina<\/strong> da parte dei principali media anglosassoni \u2013 dal tono impensabile anche solo la primavera scorsa \u2013 ci fa notare, insieme al subbuglio in Europa e negli USA (dove si torna a parlare con la Russia) <a href=\"https:\/\/inimicizie.com\/2023\/10\/10\/costo-guerra-ucraina\/\">sui fondi all\u2019Ucraina<\/a>, che anche tra gli alleati ci si stiano ponendo delle domande sul futuro dell\u2019Ucraina, dalle conseguenze molto pesanti.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/2023\/11\/14\/kiev-le-teste-che-cadono-e-quelle-che-cadranno\/\">https:\/\/letteradamosca.eu\/2023\/11\/14\/kiev-le-teste-che-cadono-e-quelle-che-cadranno\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LETTERA DA MOSCA (Pietro Pinter) Quando la propaganda diventa inconciliabile con la realt\u00e0, una resa dei conti prima o poi arriva. 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