{"id":82549,"date":"2023-11-20T09:30:55","date_gmt":"2023-11-20T08:30:55","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82549"},"modified":"2023-11-18T18:37:21","modified_gmt":"2023-11-18T17:37:21","slug":"il-dibattito-della-cucina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82549","title":{"rendered":"Il dibattito della cucina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TELEBORSA (Alessandro Fugnoli)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-82551\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/22532.t.W300.H188.M4.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Geopolitica e disinflazione alla base del recupero<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell&#8217;autunno del 1959, per cercare di abbassare la tensione che era andata crescendo nei due anni precedenti dopo il lancio in orbita dello Sputnik e la paura americana di essere stati superati tecnologicamente, Stati Uniti e Unione Sovietica organizzarono due esposizioni commerciali, una russa a New York e una americana a Mosca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nixon, allora vicepresidente, accompagn\u00f2 Khrushchev nella sua visita al padiglione americano a Mosca. La visita era ripresa dalle televisioni e i due leader, pur in un clima volutamente disteso, si lanciarono varie frecciate che sono passate alla storia come il dibattito della cucina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fu infatti davanti a una cucina modello, allestita per l&#8217;occasione con tanto di lavastoviglie e frigorifero, che Nixon celebr\u00f2 la liberazione della donna americana dalla schiavit\u00f9 domestica e l&#8217;ampia accessibilit\u00e0 economica delle abitazioni anche per le famiglie a basso reddito. Khrushchev, davanti a uno spremilimoni elettrico, replic\u00f2 spazientito che si faceva prima a spremere a mano, che i progressi della donna sovietica erano ben maggiori e che la casa, da loro, era garantita a tutti.<\/p>\n<p>Dopo 64 anni, in effetti, possiamo ben dire che le distanze tra America e Russia, almeno per quanto riguarda la casa, si sono ridotte. Nel 1960 il costo medio di una casa americana era di 12mila dollari, una volta e mezza il reddito medio annuo. Oggi \u00e8 di 314mila dollari, quasi quattro volte il reddito medio. In Russia, d&#8217;altra parte, la coabitazione di pi\u00f9 famiglie nello stesso appartamento, diffusa in era sovietica, \u00e8 finita, mentre le khrushchevka, le case popolari prefabbricate degli anni Sessanta, vengono demolite e sostituite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma non \u00e8 questo il punto, bens\u00ec il fatto che, nonostante gli incontri ancora pi\u00f9 amichevoli tra Khrushchev e Kennedy nel 1961, nell&#8217;ottobre del 1962, tre anni dopo il dibattito della cucina, l&#8217;installazione dei missili sovietici a Cuba fece precipitare il mondo nella crisi geopolitica pi\u00f9 grave del dopoguerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 quindi con le dovute cautele che va visto l&#8217;incontro tra Biden e Xi. Come nel 1959 Nixon e Khrushchev si scambiavano battute mentre il loro arsenale nucleare raggiungeva le sue massime dimensioni, cos\u00ec oggi Cina e America cercano di ripristinare canali di comunicazione mentre le portaerei americane affollano i mari cinesi e mentre continuano ad aumentare le spese militari di Pechino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 per\u00f2 innegabile che dalla geopolitica stiano arrivando segnali di non volont\u00e0, da parte dei protagonisti, di alzare ulteriormente il livello dello scontro. A Taiwan cambiano i pronostici elettorali e il partito indipendentista sembra ora avviato alla sconfitta. L&#8217;Iran e Hezbollah prendono qualche distanza da Hamas. Israele non allarga il conflitto. In Ucraina la guerra non va oltre certi limiti precisi e si comincia a pensare a una via d&#8217;uscita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I mercati, tra agosto e fine ottobre, avevano cominciato a mettere a fuoco due fattori negativi che non rientravano nella narrazione precedente, imperniata su inflazione e rischi di recessione. I due fattori erano l&#8217;apertura di un nuovo fronte di guerra nel Levante e il possibile squilibrio tra domanda e offerta di debito governativo per effetto degli ampi disavanzi pubblici in molti paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli ultimi giorni molte cose hanno per\u00f2 assunto una luce diversa. Oltre alla geopolitica, di cui abbiamo detto, ci sono stati un programma di emissioni meno pesante del previsto da parte del Tesoro americano, dati incoraggianti sull&#8217;inflazione e segnali di atterraggio morbido da parte dell&#8217;economia e del mercato del lavoro americani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Intendiamoci, i problemi strutturali rimangono tutti ancora saldamente al loro posto. Il mondo unipolare \u00e8 in crisi e il passaggio a una struttura multipolare continuer\u00e0 a essere pieno di rischi nel medio e lungo periodo. Gli ampi disavanzi fiscali si estendono sull&#8217;orizzonte a perdita d&#8217;occhio, anche se la ripresa dei mercati generer\u00e0 imposte sui capital gain che li attenueranno. L&#8217;economia americana passa da surriscaldata a tiepida, ma non \u00e8 ancora chiaro se e quanto il processo di raffreddamento continuer\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel breve termine, in ogni caso, \u00e8 giustificato che i mercati prendano atto dei miglioramenti visibili e del fatto che questi possano generare un circolo virtuoso. Un atteggiamento costruttivo, se si esclude l&#8217;ipotesi di una recessione, \u00e8 dunque possibile sia per l&#8217;azionario sia per l&#8217;obbligazionario. In caso di recessione, l&#8217;obbligazionario di qualit\u00e0 ha ovviamente una possibilit\u00e0 in pi\u00f9. Per il momento, in ogni caso, lo scenario di base esclude la recessione, ma proprio per questo immaginare una rapida sequenza di tagli dei tassi gi\u00e0 dalla prima met\u00e0 dell&#8217;anno prossimo \u00e8 un eccesso di ottimismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Certo, se si profiler\u00e0 una recessione le banche centrali dichiareranno conclusa la loro battaglia (anche con l&#8217;inflazione al 3 per cento) e taglieranno. Se per\u00f2 la recessione, come ci sembra, non ci sar\u00e0, le banche centrali si concederanno il lusso di provare a riconquistare anche l&#8217;ultimo miglio, ovvero a raggiungere il 2 per cento. In cambio di qualche mese in pi\u00f9 di tassi alti, infatti, porteranno a casa un quasi completo recupero di credibilit\u00e0 che potr\u00e0 tornare molto utile nella seconda parte del decennio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.teleborsa.it\/Top-Mind\/2023\/11\/17\/il-dibattito-della-cucina-1.html\">https:\/\/www.teleborsa.it\/Top-Mind\/2023\/11\/17\/il-dibattito-della-cucina-1.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TELEBORSA (Alessandro Fugnoli) Geopolitica e disinflazione alla base del recupero Nell&#8217;autunno del 1959, per cercare di abbassare la tensione che era andata crescendo nei due anni precedenti dopo il lancio in orbita dello Sputnik e la paura americana di essere stati superati tecnologicamente, Stati Uniti e Unione Sovietica organizzarono due esposizioni commerciali, una russa a New York e una americana a Mosca. 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