{"id":82562,"date":"2023-11-20T12:07:16","date_gmt":"2023-11-20T11:07:16","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82562"},"modified":"2023-11-20T12:07:16","modified_gmt":"2023-11-20T11:07:16","slug":"la-riforma-e-le-vedove-del-pilota-automatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82562","title":{"rendered":"La riforma e le vedove del pilota automatico"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Geminello Preterossi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-82563 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Monocromatico-Collage-Carta-Strappata-Storia-di-Instagram-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Monocromatico-Collage-Carta-Strappata-Storia-di-Instagram-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Monocromatico-Collage-Carta-Strappata-Storia-di-Instagram-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Monocromatico-Collage-Carta-Strappata-Storia-di-Instagram-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Monocromatico-Collage-Carta-Strappata-Storia-di-Instagram-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Monocromatico-Collage-Carta-Strappata-Storia-di-Instagram.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il governo ha presentato un disegno di legge di revisione costituzionale stringato, centrato su quattro articoli (59, 88, 92, 94), che riguardano alcuni punti nevralgici della forma di governo: la modalit\u00e0 di legittimazione del presidente del Consiglio, i poteri del presidente della Repubblica, il rapporto tra i due presidenti e quelli di entrambi con il Parlamento. Subito si \u00e8 levato un coro di proteste e di analisi critiche, le quali hanno messo giustamente in luce gli aspetti problematici del progetto: l\u2019unicum di un capo del governo eletto dal popolo, cio\u00e8 di un presidenzialismo tutto \u201cesecutivo\u201d, in assenza di un vero e proprio presidenzialismo all\u2019americana, o alla francese, oltre che dei necessari contrappesi.<br \/>\nRitengo per\u00f2 che tali critiche, pur corrette, tendano a ignorare l\u2019elefante nella stanza (delle riforme). A mio avviso il progetto si propone soprattutto di ridimensionare il ruolo del presidente della Repubblica, senza per\u00f2 affrontare di petto la questione, anzi in qualche modo aggirandola. Ovvero che da pi\u00f9 di dieci anni viviamo di fatto in un regime semipresidenziale strisciante, ma senza legittimazione democratica diretta. Naturalmente l\u2019obbiettivo non \u00e8 solo questo: \u00e8 anche quello di stabilizzare la leadership di Giorgia Meloni e in generale la maggioranza di centrodestra, impedendo \u201cribaltoni\u201d o manovre volte a varare governi del presidente, tecnici o di larghe intese che siano.<br \/>\nLa necessit\u00e0 pi\u00f9 grande, oggi, sarebbe invece quella di sviluppare un ragionamento libero e serio sugli effetti dell\u2019Ue sul nostro ordinamento. Dovremmo chiederci se il Tribunale costituzionale federale tedesco, quando si interroga sul fondamento politico delle cessioni di sovranit\u00e0 all\u2019Ue, oltre che sulla legittimit\u00e0 delle scelte della Bce, sia davvero cos\u00ec chiuso e conservatore. Fa male a porsi certe domande? O pone, piuttosto, le domande giuste per la Germania?<br \/>\nE i nostri \u201ccustodi\u201d cosa custodiscono realmente? Non il vincolo interno come patto con noi stessi, ma il vincolo esterno, che avrebbe il pregio di disciplinarci contro la nostra volont\u00e0, e di renderci migliori. Ammesso che sia accettabile un approccio del genere, siamo sicuri che gli effetti siano positivi, che siamo migliorati? Questo ruolo di garanti dell\u2019euro e del diritto europeo \u00e8 stato pi\u00f9 volte rivendicato, anche di recente, tanto dal presidente della Repubblica quanto da quello della Corte costituzionale. Qualsiasi discorso serio sulle riforme dovrebbe fare i conti con questa realt\u00e0, e non postulare un assetto costituzionale che di fatto non vige pi\u00f9. Altrimenti ci si occupa di diversivi.<br \/>\nIl presidente della Repubblica rappresenta sempre di pi\u00f9, a fronte dell\u2019inconsistenza della politica attuale, l\u2019unico centro d\u2019autorit\u00e0 stabile: un centro interventista, che frena, corregge, influenza e alla bisogna indirizza, un \u201cpotere neutro\u201d non neutrale, che si colloca oltre l\u2019immagine fortunata del \u201cpotere a fisarmonica\u201d, il quale pu\u00f2 espandersi s\u00ec, se le circostanze lo richiedono, ma entro precisi limiti. Un\u2019autorit\u00e0 dotata di plusvalore simbolico, con un inevitabile corredo di referenti, sostenitori, ventriloqui, interpreti (il \u201cpartito del Quirinale\u201d, che non deve presentarsi alle elezioni). Basta ricordare gli esempi pi\u00f9 eclatanti di questa torsione politica del ruolo del Quirinale: il veto a Savona, la progettazione \u201cpresidenziale\u201d dei governi Monti e Draghi (quelli del \u201cpilota automatico\u201d), con annesso rifiuto di scioglimento delle Camere, bench\u00e9 politicamente delegittimate. Il presidente della Repubblica funge ormai da neutralizzatore della volont\u00e0 popolare, se questa si spinge troppo in l\u00e0 nel rivendicare la propria primazia sul vincolo esterno. Non a caso, il momento politico che pi\u00f9 conta da tempo in Italia, e che \u00e8 guardato con grande attenzione dall\u2019esterno, \u00e8 l\u2019elezione del presidente della Repubblica: evidentemente l\u2019ultima autorit\u00e0 politica italiana rimasta, o comunque di gran lunga la pi\u00f9 forte. Sull\u2019inquilino del Quirinale si concentrano gli interessi e le manovre di forze interne e internazionali. Non \u00e8 un caso che al termine degli ultimi due settennati non sia stato possibile eleggere un Presidente nuovo.<br \/>\nPer impostare un dibattito non congiunturale sulle riforme, dovremmo interrogarci sulla reale compatibilit\u00e0 tra la \u201cnuova costituzione economica\u201d di Maastricht (ordoliberale) e la costituzione materiale del 1948, la cui impostazione \u00e8 invece sociale e lavorista. Il fatto incredibile \u00e8 che a questa svolta regressiva, portata avanti da una tecnostruttura con precisi interessi e fini ideologici (i Carli, gli Andreatta, i Prodi, i Ciampi, gli Amato, i Cassese), abbiano aderito acriticamente sia i postcomunisti sia i postdemocristiani di sinistra, tradendo la propria base popolare, che infatti li ha abbandonati.<\/p>\n<p>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2023\/11\/18\/la-riforma-e-le-vedove-del-pilota-automatico\/7357287\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il Fatto quotidiano, 18\/11\/2023<\/a>.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/11\/18\/la-riforma-e-le-vedove-del-pilota-automatico\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/11\/18\/la-riforma-e-le-vedove-del-pilota-automatico\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Geminello Preterossi) Il governo ha presentato un disegno di legge di revisione costituzionale stringato, centrato su quattro articoli (59, 88, 92, 94), che riguardano alcuni punti nevralgici della forma di governo: la modalit\u00e0 di legittimazione del presidente del Consiglio, i poteri del presidente della Repubblica, il rapporto tra i due presidenti e quelli di entrambi con il Parlamento. 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