{"id":82583,"date":"2023-11-21T09:30:22","date_gmt":"2023-11-21T08:30:22","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82583"},"modified":"2023-11-20T15:13:04","modified_gmt":"2023-11-20T14:13:04","slug":"il-ritorno-della-dottrina-monroe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82583","title":{"rendered":"Il ritorno della Dottrina Monroe"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Pietro Pinter)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-82584\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/FB_IMG_1700489106704-300x163.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"163\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/FB_IMG_1700489106704-300x163.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/FB_IMG_1700489106704.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 necessario parlare del continente americano, specialmente mentre l\u2019attenzione del mondo \u00e8 concentrata sulle guerre in Ucraina e in Israele\/Palestina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il continente dimenticato dalla geopolitica, anche da questo blog \u2013 su 86 articoli pubblicati finora, solamente uno ha come argomento principale l\u2019America Latina \u2013 potrebbe presto tornare alla ribalta, in particolare per quanto riguarda la dialettica tra la sua componente latina e la superpotenza statunitense che esercita un\u2019influenza predominante sul continente da circa due secoli. Quel rapporto che viene riassunto sotto l\u2019etichetta di \u201cdottrina Monroe\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima di tutto, un po\u2019 di storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La famosa dottrina nasce simbolicamente in occasione di un discorso pronunciato davanti al congresso americano dal presidente James Monroe nel 1823. Pochi anni dopo il Congresso di Vienna, che sancisce la restaurazione dell\u2019ancien regime in Europa dopo la sconfitta del tentativo di egemonia continentale di Napoleone. Ad aver vinto le guerre napoleoniche (e ad essere intenzionate a trarne profitto) sono principalmente due potenze: Russia e Gran Bretagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La prima con una lunga campagna di terra, da una Mosca abbandonata e data alle fiamme all\u2019ingresso trionfale a Parigi. La seconda tramite un asfissiante blocco navale della Francia, dopo la sconfitta della flotta napoleonica a Trafalgar nel 1805, e il supporto a tutte le formazioni anti-napoleoniche sul continente. Behemot e Leviatano che si uniscono contro la \u201cpotenza ibrida\u201d determinata a conquistare il continente eurasiatico e proiettarsi sugli oceani, come nella prima e nella seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Va da se che \u2013 laddove le spoglie di guerra russe saranno raccolte sul continente \u2013 l\u2019Impero Britannico utilizzer\u00e0 la vittoria per rinforzare il suo primato sugli oceani e, soprattutto, sul \u201cnuovo mondo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A fare gola a Londra sono principalmente le ex colonie spagnole e portoghesi, diventate indipendenti mentre le armate napoleoniche occupavano le rispettive capitali. Il Regno Unito vuole impedire che la restaurazione sul continente corrisponda ad una restaurazione delle colonie in America, cos\u00ec da poter finalmente mettere mano a quella met\u00e0 del continente dove i colonialisti iberici si erano radicati prima che il popolo britannico si trasformasse da un popolo di pastori ad un popolo di pirati, ed in seguito esploratori e conquistatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Dottrina Monroe nella sua accezione originale \u2013 quella di non permettere a potenze extra-americane di stabilirsi nuovamente nel continente \u2013 \u00e8 dichiarata dagli americani ma fatta rispettare dalla Royal Navy \u2013 che controlla saldamente l\u2019atlantico \u2013 e sfruttata da Londra per una massiccia penetrazione commerciale e diplomatica nella regione. Londra che aveva sconfitto gli USA appena 10 anni prima, muovendo dal Canada, dando alle fiamme la Casa Bianca di Washington. USA ancora lontani dal completare l\u2019espansione verso ovest, con la Florida ancora in mani spagnole e una marina che valeva poco e niente. Un docile partner a cui l\u2019Impero Britannico poteva affidare la protezione nominale di quella zona di mondo, non ancora un egemone in controllo della regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come cambia la mappa politica dell\u2019America Latina dopo le guerre napoleoniche. Nel 1830 ancora non \u00e8 morto il tentativo \u2013 sventato da britannici e americani \u2013 di unificazione di Simon Bolivar:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">(https:\/\/inimicizie.files.wordpress.com\/2023\/11\/colonie.jpg?w=1024)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>ESPANSIONE E CONTRAZIONE DELLA DOTTRINA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le cose cambiano verso la fine del diciannovesimo secolo, quando gli Stati Uniti hanno raggiunto la costa del Pacifico e risolto le loro contraddizioni interne con la guerra civile. Gli Stati Uniti adesso hanno le carte in regola per diventare una potenza a pieno titolo, e hanno la fame di ogni giovane nazione in espansione che si rispetti: la conquista del Nord America abitato dagli indigeni non poteva essere l\u2019ultima frontiera di uno stato costruito sull\u2019idea di frontiera da conquistare. Il prossimo obiettivo naturale \u00e8 il \u201cmediterraneo\u201d delle Americhe, il Mar dei Caraibi da cui dipendono la sicurezza della costa statunitense e \u2013 soprattutto \u2013 il controllo del Canale diPanama, in via di costruzione. E\u2019 proprio qui che i marines statunitensi sbarcano le prime volte nel diciannovesimo secolo. Per arrivare alla guerra di conquista contro la Spagna nel 1898, dopo la quale Cuba, Porto Rico, Guam e le Filippine diventeranno a vario titolo territori americani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo frangente storico \u2013 siamo nel periodo in cui gli stati centroamericani vengono definiti \u201crepubbliche delle banane\u201d, per intendersi \u2013 la Dottrina Monroe raggiunger\u00e0 la sua massima espansione teorica, con l\u2019affermazione \u2013 tramite pronunciamenti e atti legali come il \u201ccorollario Roosevelt\u201d e \u201cl\u2019emendamento Platt\u201d a inizio secolo \u2013 del diritto di intervento degli Stati Uniti ovunque nel continente americano a tutela dei propri interessi e financo di quelli della \u201csociet\u00e0 civilizzata\u201d in generale. Una vera e propria potest\u00e0 \u2013 esplicitamente dichiarata \u2013 sull\u2019intero emisfero occidentale, che durer\u00e0 fino alla fine della seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Durante la guerra fredda gli Stati Uniti \u2013 ora un impero globale con impegni militari in tutto il mondo e un nemico potente da fronteggiare \u2013 devono ridimensionare le loro ambizioni in America Latina. Non \u00e8 pi\u00f9 possibile usare la forza militare in modo cos\u00ec estensivo, si relega la tutela degli interessi commerciali americani a forze locali coadiuvate dalla CIA, e\/o addestrate nella \u201cScuola delle Americhe\u201d in Georgia, che former\u00e0 intere generazioni di militari latinoamericani (e filoamericani).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In certi frangenti, la dottrina ritorna alla sua basilare concezione iniziale: semplicemente evitare che potenze eurasiatiche ostili si stabiliscano nel territorio dell\u2019emisfero occidentale. La crisi dei missili di Cuba dimostra quanto gli USA siano disposti a rischiare per perseguire questo obiettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo avviene durante l\u2019amministrazione \u201crazionalizzatrice\u201d di Nixon e Kissinger. Quest\u2019amministrazione (racconta il Segretario di Stato) decide di lasciar correre la nazionalizzazione delle imprese americane in Per\u00f9, mentre sceglie di eliminare Allende \u2013 troppo vicino all\u2019URSS, troppo un cattivo esempio per i comunisti europei \u2013 e impedisce la costruzione di una base di sottomarini sovietici a Cienfuegos, Cuba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come sappiamo, con le amministrazioni Raegan e Bush Sr. gli USA \u201cpassano all\u2019attacco\u201d nella guerra fredda \u2013 per poi vincerla \u2013 e il continente americano non fa eccezione. La forza militare diretta torna ad essere usata con disinvoltura, non solo per impedire ai sovietici di stanziarsi sul continente: nel 1983 per un cambio di regime a Granada (ironia della sorte, su richiesta del governatore coloniale britannico), nel 1990 per liberarsi dell\u2019ex alleato Noriega a Panama. Nel 1994 \u2013 in piena era unipolare \u2013 gli USA sbarcano ad Haiti per rovesciare una giunta militare salita al potere 3 anni prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019era dell\u2019unipolarismo americano (1991-2008 circa) vede il trionfo totale degli interessi statunitensi in America Latina, quasi sempre (come in Europa) senza che la potenza che ha vinto tre guerre mondiali di fila debba combattere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Regimi amici \u2013 come quello di Fujimori in Peru \u2013 distruggono le ultime sacche di guerriglia marxista\/maoista, in Colombia le FARC vanno verso un lungo e tortuoso processo di pace. In Guatemala gli USA riescono a spodestare gli odiati sandinisti. Sul continente inizia la stagione delle privatizzazioni sull\u2019onda del Washington Consensus: in paesi come il Messico grossi pezzi dell\u2019economia statale vengono (s)venduti all\u2019estero, contribuendo \u2013 proprio come in Italia \u2013 all\u2019ascesa di oligarchi locali amici degli interessi americani. L\u2019unica eccezione (su cui torneremo) \u00e8 il Venezuela di Chavez, a cui fa sponda una Cuba riuscita a malapena a sopravvivere alla tormenta della fine dell\u2019URSS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La dottrina Monroe \u00e8 pienamente realizzata nel suo senso pi\u00f9 ampio, quello inteso da Roosevelt.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Muoviamo quindi nuovamente verso una fase di contrazione della \u201cfisarmonica\u201d della Dottrina, segnata dalla graduale nascita del mondo multipolare, accelerata da eventi come la crisi finanziaria del 2008 (per la Cina) la guerra in Georgia e lo sviluppo dello scudo antimissile americano (per la Russia). Segnata dalla formazione di molti poli indipendenti \u2013 globali, regionali \u2013 in grado di perseguire autonomamente i propri interessi, talvolta (anche se non sempre) in contrasto con quelli americani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli USA non godono pi\u00f9 del monopolio della forza, e sono costretti a razionalizzare il proprio impero, a tracciare i confini di una sovranit\u00e0 imperiale che dopo la guerra fredda sembrava (e voleva) estendersi al mondo intero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Naturalmente in questi nuovi confini rientra anche l\u2019America Latina, ma in che modo? Nella concezione originale di Monroe \u2013 come territorio libero da forze militari eurasiatiche \u2013 o in quella del vecchio Roosevelt e di Bush, come grande spazio sotto il controllo quasi diretto di Washington?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi gli USA non possono permettersi di sfondare a calci la porta del saloon e iniziare a sparare all\u2019impazzata alla prima occasione \u2013 come a inizio o fine secolo scorso \u2013 ma senza dubbio sono determinati ad impedire di essere messi sotto scacco da potenze ostili nel loro cortile di casa, e stanno tornando ad applicare selettivamente \u2013 come durante la guerra fredda \u2013 le operazioni coperte per creare una regione favorevole ai propri interessi geopolitici e commerciali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Molti nodi dovranno venire al pettine gi\u00e0 nel 2024, per permettere agli USA \u2013 dopo la sistemazione dell\u2019Europa nel 2022 e l\u2019ancora incerta uscita dal Medio Oriente iniziata da Trump \u2013 di fronteggiare la Cina nel Pacifico con le retrovie saldamente sotto controllo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un ritardo \u2013 o un imprevisto come quello di Gaza \u2013 rischierebbe di creare una finestra in cui la Cina potrebbe riprendersi Taiwan, e con essa rompere la prima catena di isole e dilagare nel Pacifico, mettendo a repentaglio \u2013 come temeva l\u2019Ammiraglio Mahan gi\u00e0 nel 1900 \u2013 il principale veicolo del potere globale statunitense: il controllo degli oceani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vediamone alcuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>VENEZUELA: \u201cEL ESEQUIBO ES NUESTRO!\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Venezuela di Maduro \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi grattacapo per Washington. Gli Stati Uniti hanno cercato di rovesciare il \u201cregime bolivariano\u201d dopo le elezioni del 2018 \u2013 le prime dopo quelle successive alla morte di Chavez nel 2013 \u2013 duramente contestate come fraudolente dall\u2019opposizione e avvenute nel contesto di una grave crisi economica. Washington riconobbe Juan Guaido come presidente legittimo \u2013 insieme ad altri alleati \u2013 e, con ogni probabilit\u00e0, cerc\u00f2 di uccidere Maduro almeno una volta, di infiltrare mercenari nel paese per organizzare un colpo di stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo una ricostruzione di media vicini all\u2019Iran, addirittura, l\u2019assassinio del generale dei Pasdaran (Qassem Soleimani) in territorio iracheno da parte degli USA, sarebbe da ricondurre anche all\u2019intervento delle guardie della rivoluzione atto a proteggere Maduro in questo pericoloso frangente, sotto la direzione personale di Soleimani, in chiara contravvenzione alla dottrina Monroe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Fallito il tentativo di rovesciare Maduro, seguiranno 4 anni di totale gelo diplomatico e quasi-embargo sul modello cubano, con sanzioni particolarmente dure sul settore petrolifero, principale fonte di valuta estera del paese. Le cose cambiano rapidamente con l\u2019inizio della guerra in Ucraina e la conseguente crisi energetica, Washington intravede la possibilit\u00e0 di prendere due piccioni con una fava: rilasciare nuovi volumi di oro nero sul mercato globale cos\u00ec da abbassarne il prezzo (minare lo sforzo bellico russo, aumentare le chance di rielezione di Biden) e indebolire i legami del Venezuela con Russia e Iran senza dover ricorrere a un cambio di regime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019estate del 2022, il dipartimento di stato americano permette ad ENI e Repsol \u2013 non sfuggir\u00e0 la rappresentazione in purezza della Dottrina Monroe: gli USA si arrogano il diritto di permettere, o meno, agli europei di commerciare con i paesi latinoamericani \u2013 di esportare nuovamente petrolio venezuelano. Al Cop 27 del Cairo \u2013 novembre dello stesso anno \u2013 l\u2019emissario americano John Kerry saluta calorosamente Maduro con \u201cMr. President!\u201d, consegnando l\u2019ex beniamino americano Juan Guaido alla pattumiera della storia. Poco dopo, il \u201cgoverno\u201d in esilio di Guaido si scioglier\u00e0 formalmente e le sue rappresentanze negli USA verranno abbandonate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non tutti i segnali provenienti dal Venezuela, per\u00f2, sono incoraggianti per Washington e la sua nuova politica di avvicinamento a Maduro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre l\u2019Economist parla di un nuovo boom petrolifero nello stato caraibico \u2013 a novembre 2023 \u2013 il governo venezuelano riesuma un\u2019antica ascia da guerra: la questione dell\u2019Essequibo, o Guyana Esequiba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Trattasi di un territorio de facto \u2013 e de jure, secondo la comunit\u00e0 internazionale \u2013 appartenente alla Repubblica Cooperativa di Guyana, corrispondente a pi\u00f9 della met\u00e0 del suo territorio, compreso tra il confine venezuelano e il fiume Essequibo. Il Venezuela reclama da sempre il territorio sulla base dei vecchi confini coloniali spagnoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Territorio che era stato ceduto alla Guyana (allora una colonia britannica) da un arbitrato statunitense nel diciannovesimo secolo, ai tempi della \u201cvecchia\u201d Dottrina Monroe attuata dalla Royal Navy. Un successivo appello alla Corte di Giustizia Internazionale ha dato nuovamente ragione alla Guyana, ma il suo esito \u00e8 stato ugualmente disconosciuto dai governi venezuelani (prima e dopo Chavez).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2023 Caracas riporta drammaticamente in auge la questione, tenendo una conferenza sull\u2019Essequibo, costruendo un faro in acque contestate, e soprattutto convocando un plebiscito \u2013 da tenersi il 3 dicembre \u2013 sullo \u201cstatus dell\u2019Essequibo\u201c. Il 10 novembre, il ministro della difesa venezuelano rilascia un video propagandistico in cui pittura la scritta \u201cEl Esequibo es nuestro\u201d su un veicolo corazzato dell\u2019esercito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il mondo \u2013 e soprattutto Washington \u2013 si interroga: si tratta di sola propaganda, mirata a sostenere il governo nelle elezioni di gennaio 2024, o davvero il governo di Caracas sta preparando l\u2019opinione pubblica alla riconquista \u2013 manu militari \u2013 del territorio contestato? Magari, sfruttando il recente disgelo con gli USA, e la sovraestensione militare della superpotenza nei teatri ucraino, mediorientale e pacifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se cos\u00ec fosse, per gli USA si presenterebbe un problema non indifferente: l\u2019Essequibo non \u00e8 un pezzo di giungla che Washington pu\u00f2 lasciare a cuor leggero al suo ritrovato partner, con qualche sanzione e protesta di facciata. L\u2019Essequibo \u00e8 una regione dall\u2019alto potenziale petrolifero. La Guyana \u2013 che lo controlla \u2013 \u00e8 in tutto e per tutto una moderna repubblica della banane controllata da Exxon, compagnia petrolifera americana. Nuove concessioni, proprio a largo dell\u2019Essequibo, sono appena state rilasciate dal governo di Georgetown.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019annessione dell\u2019Essequibo al Venezuela \u00e8 un colpo diretto agli interessi economici e commerciali degli Stati Uniti, che non pu\u00f2 essere permesso sulla base di un riavvicinamento di convenienza con Caracas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">(https:\/\/inimicizie.files.wordpress.com\/2023\/11\/guyana-esequiba.jpg?w=1024)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Southern Command degli Stati Uniti \u2013 nel dubbio \u2013 manda un messaggio estremamente chiaro, addestrandosi nel nord dell\u2019Amazzonia insieme all\u2019esercito brasiliano (una forza fortemente anti-venezuelana, nonostante le tendenze politiche di Lula) in un teatro praticamente identico alla zona di confine tra Guyana e Venezuela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come noto per\u00f2, le guerre iniziano sulla base di calcoli costruiti su informazioni imperfette. Il sistema internazionale \u00e8 un\u2019arena anarchica, dove si gioca a carte coperte. Se gli americani derubricheranno come bluff propagandistico le azioni venezuelane, o i venezuelani considereranno un bluff la deterrenza americana, una guerra potrebbe realmente scoppiare nella giungla amazzonica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>INTERVENTO AD HAITI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il secondo dossier su cui gli Stati Uniti dovranno concentrarsi \u2013 subito, dall\u2019inizio del 2024 \u2013 \u00e8 quello di Haiti, piccola repubblica caraibica sprofondata nel caos dopo l\u2019assassinio (da parte di mercenari di dubbia provenienza) del presidente Jovenel Moise nel 2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Straordinariamente, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite \u00e8 riuscito a concordare su una missione poliziesco-militare per ristabilire una parvenza di ordine nel paese, oggi in preda all\u2019anarchia e di fatto controllato da bande armate. Bench\u00e9 la guida della missione sia stata assegnata al Kenya \u2013 considerata una potenza che la popolazione di discendenza africana dell\u2019isola potrebbe accogliere con meno ostilit\u00e0 \u2013 non c\u2019\u00e8 dubbio su chi detenga realmente la responsabilit\u00e0 della buona riuscita dell\u2019operazione, e dovr\u00e0 fornire quanto necessario per ottenerla: naturalmente gli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per Washington, \u00e8 importante che l\u2019intervento non si trasformi in un lungo sforzo di peacekeeping che \u2013 come negli anni \u201990 e una seconda volta nei \u20182000 \u2013 potrebbe rivelarsi politicamente estenuante. Di certo l\u2019humus socio-politico haitiano non offre grandi speranze per una veloce stabilizzazione del paese, e cosa succeder\u00e0 dopo che (se) le forze internazionali riusciranno a ristabilire il controllo governativo su Port au Prince rimane un grosso punto di domanda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>ARGENTINA, REFERENDUM SUL DOLLARO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 19 novembre gli argentini si recano alle urne per il secondo turno delle elezioni presidenziali, che vedono fronteggiarsi il \u201cperonista\u201d Sergio Massa \u2013 fautore dell\u2019adesione dell\u2019Argentina al Forum BRICS \u2013 e il libertario Javier Milei, contrario all\u2019adesione ai BRICS (che dovr\u00e0 essere confermata a gennaio) e sostenitore della dollarizzazione dell\u2019economia argentina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Argentina \u00e8 un esempio perfetto di quello di cui discutevamo a inizio anno: il dissesto economico causato da inflazione, crisi energetica e rialzo dei tassi crea crisi che diventano campi di battaglia tra i vari poli del sistema finanziario e valutario globale. Lo abbiamo visto in Sri Lanka, dove il governo a secco di valuta straniera ha soppesato linee di credito cinesi, indiane e del FMI (americane). In Tunisia, dove Kais Saied si trova in bilico tra il cercare il sostegno economico dell\u2019UE, quello del FMI o quello dei BRICS nelle loro varie forme. E in diversi altri casi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il governo di Massa ha trasformato la crisi del debito argentino in un laboratorio di dedollarizzazione, saldando per la prima volta dei debiti al fondo monetario internazionale in valuta cinese (questo \u00e8 diventato possibile grazie agli sforzi di Pechino, che hanno costretto il FMI a inserire il Remnimbi nel suo \u201cpaniere\u201d di valute qualche anno fa). Milei vuole cambiare radicalmente corso, abbandonando del tutto il Peso argentino e adottando il Dollaro come moneta ufficiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 evidente quanto sia importante questo tema \u2013 che di certo non si esaurir\u00e0 con le elezioni di novembre \u2013 per gli Stati Uniti: il Dollaro \u2013 e il sistema finanziario che ruota intorno ad esso \u2013 sono elementi essenziali per tracciare i nuovi confini dell\u2019impero ed esercitare il controllo al loro interno. Si pensi nuovamente al caso europeo: nel silenzio generale di eurocrati come Mario Draghi, la moneta comune \u00e8 stata completamente cannibalizzata dal Dollaro \u2013 nel giro di un anno \u2013 nel computo dei pagamenti transfrontalieri. A spese del ruolo internazionale dell\u2019Euro, il Dollaro \u00e8 riuscito a non vedere erosa la sua posizione dai nuovi contendenti, come il Remnimbi, che oggi reclamano fette record (seppur ancora piccole) dei pagamenti e delle riserve valutarie globali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel continente americano, dove 10 stati gi\u00e0 adottano il Dollaro come moneta legale, il fronte finanziario della competizione globale \u00e8 particolarmente importante per Washington. In Argentina la prova pi\u00f9 dura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019ONDA ROSSA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A preoccupare Washington \u2013 in parte per le ragioni spiegate sopra \u2013 \u00e8 anche la generale tendenza politica che attraversa il continente: il proliferare di governi \u201cdi sinistra\u201d in America Latina negli ultimi anni. Una sinistra che, nella maggior parte dei casi, \u00e8 caratterizzata sia dall\u2019anti-americanismo, che dallo statalismo. Dannosa quindi sia per gli interessi commerciali americani, che eventualmente per quelli geostrategici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli ultimi 5 anni la sinistra \u00e8 salita al potere in Messico, Cile, Brasile, Honduras, Colombia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2019 in Bolivia, la rielezione di Evo Morales ha portato ad un colpo di stato sostenuto da americani e britannici, con obiettivo plausibile l\u2019apertura al controllo angloamericano delle enormi riserve di litio del paese, essenziali per produrre le batterie elettriche. Il golpe per\u00f2 ha avuto vita breve, e i suoi sostenitori politici sono stati incarcerati dopo il ritorno al potere del partito di Morales.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La posizione ostile a Washington della sinistra latinoamericana si \u00e8 manifestata anche in Peru, quando a dicembre 2022 una crisi costituzionale tra il presidente Pedro Castillo (socialista) e il parlamento \u00e8 stata risolta a sfavore del presidente dalle forze armate, con la dichiarazione di uno stato di emergenza e l\u2019arresto di Castillo. Il giorno prima del pronunciamento militare, l\u2019ambasciatore USA (\u201cex\u201d agente della CIA) incontrava il ministro della difesa peruviano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre gli USA applaudivano il ritorno dell\u2019ordine costituzionale in Peru, una (apparente) maggioranza degli stati latinoamericani condannava la manovra come un golpe e si rifiutava di riconoscere il nuovo governo di Dina Boularte, situazione che permane ancora oggi, quasi un anno dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Washington deve trovare un nuovo linguaggio per interloquire con queste forze politiche secondo i suoi interessi, le manovre della CIA potrebbero non rivelarsi sufficienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualche passo in tal senso sembra essere stato fatto: il governo colombiano (insieme a quello peruviano) ha autorizzato le forze armate USA a condurre operazioni nel suo territorio. Ufficialmente questa presenza americana mirer\u00e0 a combattere il narcotraffico e i gruppi militanti che \u2013 come le FARC, di cui faceva parte lo stesso presidente Petro, e il Sendero Luminoso \u2013 stanno rialzando la testa nella regione. Ufficiosamente perseguiranno tutti gli obiettivi di Washington, tra cui l\u2019esclusione di potenze esterne dalla regione, la penetrazione commerciale americana e una sana dose di controllo politico del cortile di casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>LA GUERRA ALLE PORTE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per concludere, l\u2019elemento pi\u00f9 pericoloso in assoluto per gli interessi statunitensi nella regione: il Messico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo status di superpotenza degli Stati Uniti \u00e8 dipeso, nell\u2019ultimo secolo, da una fortuna di cui quasi nessun\u2019altra potenza ha mai potuto godere: la sicurezza, quasi totale, dei confini. Due oceani sconfinati ad est e ovest, a nord un Canada dalla popolazione esigua rispetto a quella statunitense, assorbito di fatto dall\u2019impero americano con ci\u00f2 che rimaneva di quello britannico dopo la seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il confine pi\u00f9 problematico \u00e8 sempre stato quello meridionale. Nel diciannovesimo secolo gli Stati Uniti hanno utilizzato con successo la forza militare per disegnare dei confini favorevoli con il Messico, nonch\u00e9 per rendere l\u2019assetto politico del paese \u2013 come quello di tutti gli altri paesi dell\u2019America Centrale \u2013 adatto agli interessi americani. Nel ventesimo secolo, uno dei fattori che spinsero gli USA a entrare nella prima guerra mondiale fu proprio la violazione della Dottrina Monroe sul confine sud, la scoperta di una trama tedesca per spingere il Messico a entrare in guerra con gli USA (ironicamente, proprio per impedire un intervento in Europa che i tedeschi davano gi\u00e0 per scontato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi il confine meridionale \u00e8 pi\u00f9 pericoloso che mai, \u00e8 il punto di passaggio di un\u2019ondata migratoria senza precedenti che i governi messicani non possono o non vogliono fermare. La migrazione incontrollata verso gli Stati Uniti non solo lacera il tessuto sociopolitico americano \u2013 minando la capacit\u00e0 del paese di proiettare potenza all\u2019esterno \u2013 ma concretamente sta portando al vero e proprio collasso di alcune aree degli Stati Uniti. New York ha dichiarato uno stato di emergenza, con 100mila migranti e senzatetto sistemati in dormitori improvvisati se non direttamente ai bordi delle strade, e un costo annuale previsto di miliardi di dollari. Non \u00e8 tutto: il confine meridionale \u00e8 anche la porta di entrata verso gli Stati Uniti del Fentanyl, un oppioide sintetico che negli ultimi 5 anni sta mietendo una quantit\u00e0 spropositata di vittime, specialmente dal periodo delle restrizioni dell\u2019era covid. Oggi, l\u2019overdose da Fentanyl \u00e8 la causa principale di morte degli americani tra i 18 e i 45 anni, una strage continua di cui secondo Washington sono complici sia i trafficanti messicani che la Cina, rea di non controllare a dovere \u2013 alcuni ritengono, di proposito, in una sorta di guerra dell\u2019oppio a parti invertite \u2013 l\u2019esportazione degli agenti chimici precursori all\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Stanti questi fattori, nel partito repubblicano \u2013 che controlla il Congresso e potrebbe tornare l\u2019anno prossimo alla Casa Bianca \u2013 \u00e8 diventata maggioritaria, condivisa da tutte le anime del partito, l\u2019idea di un intervento militare americano in Messico, mirato ad eradicare trafficanti di droga e di persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma naturalmente, non solo a questo. Le riserve di litio e di petrolio nazionalizzate dal governo di Obrador sono un patrimonio di cui a Washington non sfugge il valore. Un patrimonio non pi\u00f9 facilmente accessibile come all\u2019epoca delle liberalizzazioni degli anni \u201990, nel momento di maggiore bisogno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Messico come la Cina, l\u2019Indonesia e altre potenze emergenti, ha scelto di limitare le esportazioni di materia prima per sviluppare industrie in loco, basate sulle risorse di cui abbonda il paese. Grazie a questa decisione, ha attratto enormi investimenti da parte delle compagnie automobilistiche, come Tesla, BMW, Wolkswagen e Stellantis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo sviluppo per\u00f2 \u00e8 in contrasto con la politica americana \u2013 tracciata da Trump e proseguita da Biden \u2013 di reindustrializzare il paese. Gli Stati Uniti \u2013 pur ricchi di materie prime \u2013 hanno bisogno di importare minerali dall\u2019estero per produrre in casa. Il Messico, come la Bolivia, \u00e8 certamente uno di quei paesi dove gli USA possono agire con forza per fare s\u00ec che l\u2019esportazione continui, sia controllata da compagnie angloamericane, diretta verso gli Stati Uniti (e non verso la Cina, come accade sempre pi\u00f9 di frequente) permetta il successo delle nuove politiche protezioniste di Washington. E la ricostruzione di un\u2019industria nazionale che, ricordiamolo, \u00e8 fondamentale per sostenere ogni tipo di sforzo bellico, come ha dimostrato dolorosamente agli europei la guerra in Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste ragioni tenteranno gli USA \u2013 soprattutto se guidati da un\u2019amministrazione repubblicana \u2013 a entrare direttamente in Messico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I vantaggi potenziali sono molti, ma altrettanti sono i rischi: un intervento in Messico rischia di trasformarsi in un Vietnam (o un Afghanistan) contro i cartelli della droga messicani, uno degli eserciti meglio armati del continente, in un contesto politico in cui le ingerenze americane sono generalmente viste con ostilit\u00e0. Nel peggiore dei casi, la popolazione latinoamericana residente negli Stati Uniti \u2013 in particolare nelle contee di confine con il Messico \u2013 potrebbe addirittura essere infiammata dalla guerra, e diventare un rischio di sicurezza interna paragonabile a quello delle popolazioni musulmane residenti in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>CONCLUSIONE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 2024 sar\u00e0 un anno cruciale per gli Stati Uniti nel definire il proprio rapporto con il continente americano, nell\u2019ambito della razionalizzazione imperiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La cornice di riferimento \u00e8 la dottrina Monroe: Washington dovr\u00e0 decidere con che \u201cgrado di tolleranza\u201d applicarla. Un\u2019interpretazione troppo ambiziosa sfiancherebbe gli americani, creando un ulteriore fronte ostile in un momento in cui il Pacifico necessita di tutte le attenzioni di Washington. Un\u2019interpretazione troppo lasca priverebbe l\u2019Impero americano di quei vantaggi economici (controllo finanziario, accesso alle materie prime, penetrazione commerciale) di cui si \u00e8 nutrita la sua inarrestabile ascesa, e rischierebbe addirittura di aprire la porta a potenze eurasiatiche ostili, realizzando l\u2019incubo che tormenta gli Stati Uniti sin dalla loro fondazione, e li ha spinti a rischiare una guerra nucleare: l\u2019Eurasia che riesce ad attraversare la barriera oceanica e minacciare la \u201cluminosa citt\u00e0 sulla collina\u201d \u2013 per la prima volta \u2013 da vicino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>#TGP #USA\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>[Fonte: https:\/\/inimicizie.com\/2023\/11\/15\/ritorno-dottrina-monroe\/]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/m.facebook.com\/story.php?story_fbid=pfbid0hgjzz3rhFjcVLycQchC2SFxQBr9yHJ5mCprRNEh4odVgKSeepN9RDNRFJ1FUQHRGl&amp;id=100063728463465\">https:\/\/m.facebook.com\/story.php?story_fbid=pfbid0hgjzz3rhFjcVLycQchC2SFxQBr9yHJ5mCprRNEh4odVgKSeepN9RDNRFJ1FUQHRGl&amp;id=100063728463465<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TERMOMETRO GEOPOLITICO (Pietro Pinter) E\u2019 necessario parlare del continente americano, specialmente mentre l\u2019attenzione del mondo \u00e8 concentrata sulle guerre in Ucraina e in Israele\/Palestina. Il continente dimenticato dalla geopolitica, anche da questo blog \u2013 su 86 articoli pubblicati finora, solamente uno ha come argomento principale l\u2019America Latina \u2013 potrebbe presto tornare alla ribalta, in particolare per quanto riguarda la dialettica tra la sua componente latina e la superpotenza statunitense che esercita un\u2019influenza predominante sul&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":76801,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/FB_IMG_1674491034542.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ltZ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82583"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=82583"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82583\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82585,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/82583\/revisions\/82585"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/76801"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=82583"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=82583"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=82583"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}