{"id":82605,"date":"2023-11-24T08:23:53","date_gmt":"2023-11-24T07:23:53","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82605"},"modified":"2023-11-21T11:26:47","modified_gmt":"2023-11-21T10:26:47","slug":"trump-hayek-milei-e-la-chimera-del-fascismo-liberale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82605","title":{"rendered":"Trump, Hayek, Milei e la chimera del fascismo liberale"},"content":{"rendered":"<p><strong>di IL MANIFESTO (Massimo De Carolis)<\/strong><\/p>\n<div class=\"PostSidecarTemplate_postHeader__0cahC\">\n<div class=\"container-large container\">\n<div class=\"align-items-center gx-5 row\">\n<div class=\"col-lg-6 order-lg-first\">\n<div class=\"PostSummary_PostSummary___2uwu\">SUDAMERICAN PSYCHO.\u00a0Il peggio che pu\u00f2 fare oggi un\u2019opposizione al neoliberalismo \u00e8 condividerne l\u2019abbaglio, contrapponendo l\u2019unit\u00e0 del popolo ai diritti individuali, col rischio di ignorare l&#8217;esigenza di libert\u00e0 che, nel bene e nel male, anima la moltitudine<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"PostSidecarTemplate_separator__UpZxC\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-lg-9\">\n<div class=\"container\">\n<div class=\"justify-content-md-center position-relative row\">\n<div class=\"p-0 col-lg-1\">\n<div class=\"PostFloatingBar_PostFloatingBarContainer__yyD29 sticky-top\">\n<div class=\"PostFloatingBar_PostFloatingBar__ISISJ PostFloatingBar_paddingTop__dDaIC \">\n<div class=\"PostFloatingBar_PostFloatingBarButton__Dy_91\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"col-lg-10\">\n<div class=\"ArticleBody\">\n<p>Con la sua vittoria alle presidenziali in Argentina, domenica scorsa Javier Milei ha introdotto nel bestiario della politica contemporanea un nuovo animale fantastico: il fascio-anarco-liberale.<\/p>\n<p>Ispirandosi all\u2019ala estrema del neoliberalismo, quella che predica la privatizzazione di ogni cosa fino all\u2019estinzione dello Stato, l\u2019economista argentino ha costruito la sua campagna su un programma radicalmente libertario, che prevede l\u2019azzeramento della spesa e persino l\u2019abolizione della Banca centrale.<br \/>\nLa stravaganza \u00e8 che a slogan anarcoidi come \u00ab<em>Viva la libertad carajo<\/em>\u00bb, Milei ha affiancato l\u2019apologia della dittatura militare e l\u2019aggressione ai diritti delle donne e delle minoranze.<\/p>\n<p>Un assemblaggio che, a prima vista, sembra unire elementi incompatibili, come un tempo le antiche chimere mettevano insieme la criniera di un leone e la coda di un serpente. Ma sarebbe una grave leggerezza archiviarne il successo come una specie di scherzo di natura, immaginabile solo in un contesto di crisi esasperata come quello argentino. La nuova creatura ha infatti radici profonde e potrebbe annunciare pericoli pi\u00f9 seri di quanto si creda.<\/p>\n<p>Il connubio tra Stato minimo e negazione dei diritti era gi\u00e0 esplicito in figure come Trump e Bolsonaro, di cui Milei ripropone l\u2019aggressivit\u00e0 clownesca, e fa cos\u00ec balenare una nuova minaccia politica: quella di un fascismo senza Stato, una specie di darwinismo sociale in cui tutto \u00e8 privatizzato, dalla scuola all\u2019emissione della moneta, dalla sanit\u00e0 alla violenza repressiva.<\/p>\n<p>Del resto, l\u2019inclinazione autoritaria era di casa nel neoliberalismo fin da principio. Non per nulla, in appoggio al regime di Pinochet, Friedrich von Hayek dichiar\u00f2 all\u2019epoca che, a una democrazia di tendenze socialiste, preferiva una \u00abdittatura liberale\u00bb: l\u2019embrione della chimera \u00e8 vecchio dunque almeno mezzo secolo.<br \/>\nBench\u00e9 paradossale, il salto che trasforma la libert\u00e0 in negazione dei diritti ha una sua logica perversa.<\/p>\n<p>L\u2019idea neoliberale di libert\u00e0 poggia infatti sulla distinzione tra i due modelli d\u2019ordine che Hayek designava con i termini greci\u00a0<em>Taxis<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Cosmos<\/em>: da un lato l\u2019ordine programmato, che risponde a un progetto e alla volont\u00e0 di un autore, dall\u2019altro l\u2019ordine spontaneo, imprevedibile perch\u00e9 generato da un meccanismo cieco, senza alcuna autorit\u00e0 sovrana. Di per s\u00e9, l\u2019idea di un ordine spontaneo \u00e8 pi\u00f9 antica e pi\u00f9 ampia del neoliberalismo: nasce tra gli illuministi scozzesi (come Hume, Smith o Ferguson) ed \u00e8 tuttora viva, due secoli dopo, nella\u00a0<em>Californian Ideology<\/em>\u00a0che accomuna i surfisti di Malibu ai tecno-libertari della Silicon Valley. Con esempi canonici come la lingua, le consuetudini o gli ecosistemi, \u00e8 stata una costante della cultura moderna, rivolta prima contro l\u2019autorit\u00e0 religiosa e poi, dopo i decenni del totalitarismo, contro quella politica.<\/p>\n<p>La specifica declinazione dei neoliberali consiste per\u00f2 nel presentare come prototipo dell\u2019ordine \u00abcosmico\u00bb il solo mercato, capace a loro parere di realizzare, attraverso la competizione, una distribuzione ottimale delle risorse, che nessuna autorit\u00e0 potrebbe mai pianificare.<br \/>\nIl punto dolente \u00e8 che il mercato, a differenza della lingua e del costume, funziona attraverso il codice sociale del denaro. L\u2019accesso alle risorse cessa cos\u00ec di valere come un diritto, e diviene il privilegio riservato a chi ha il denaro per pagarlo. Per di pi\u00f9, data la tendenza del capitale alla concentrazione, i ricchi diventano sempre pi\u00f9 ricchi e sempre pi\u00f9 pochi, mentre cresce la massa degli esclusi.<\/p>\n<p>Per salvare perci\u00f2 la \u00abcrescita\u00bb, la dinamica darwiniana del sistema e la sua fitness complessiva, non resta altra via che proteggere militarmente i pochi meritevoli vincenti dalla massa dei looser, dai loro seduttori socialisti e dalla irrazionalit\u00e0 della democrazia.<br \/>\nL\u2019estremo paradosso \u00e8 che un\u2019idea tanto aberrante di libert\u00e0-senza-diritti susciti regolarmente l\u2019entusiasmo di una parte consistente di quella stessa massa popolare destinata a esserne il primo bersaglio.<\/p>\n<p>Il paradigma neoliberale si presta infatti a una critica radicale dell\u2019autorit\u00e0 politica, ovvero della \u00abcasta\u00bb, come nel populismo. Solo che, in questo caso, la critica sfocia in una specie di populismo alla rovescia, che mobilita la massa contro ogni appello al \u00abpopolo\u00bb. L\u2019idea infatti \u00e8 che non esista la \u00abvolont\u00e0 del popolo\u00bb ma solo quella dei singoli individui, e che la costruzione del popolo sia solo una finzione, con cui il sovrano di turno premia il proprio seguito, a danno di quelli che sarebbero invece i naturali vincitori della competizione sociale.<\/p>\n<p>A differenza per\u00f2 dei leader populisti, il fascio-anarco-liberale non promette affatto di rovesciare il sistema, ma solo di riconsegnarlo alla sua forma pi\u00f9 cruda e naturale. Si presenta perci\u00f2 come un underdog che \u00e8 salito a gomitate sul podio del vincitore. E proprio su questo poggia il meccanismo identificativo dei fedeli: se vince lui, vinciamo noi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un problema politico reale in una tale emergenza politica, sotto la montagna di finzioni retoriche della propaganda. L\u2019idea moderna di libert\u00e0 presenta fin da principio due facce distinte: l\u2019autodeterminazione dei popoli e la libert\u00e0 di scelta individuale dei cittadini. Un tempo, le due facce erano cos\u00ec legate da sembrare indistinguibili. Quando per\u00f2, nel Novecento, popolo e societ\u00e0 civile hanno cominciato a disintegrarsi e a dissolversi nella massa, i due lati della libert\u00e0 sono diventati sempre pi\u00f9 distanti.<br \/>\nIl neoliberalismo ha esasperato la tensione, giocando la libert\u00e0 individuale contro quella collettiva, con l\u2019unico risultato di cancellarle entrambe.<br \/>\nIl peggio che pu\u00f2 fare oggi un\u2019opposizione al neoliberalismo \u00e8 condividerne l\u2019abbaglio, contrapponendo l\u2019unit\u00e0 del popolo ai diritti individuali, col rischio di ignorare l\u2019esigenza di libert\u00e0 che, nel bene e nel male, anima la moltitudine.<\/p>\n<p>La sfida neoliberale sar\u00e0 vinta solo quando impareremo a ricomporre l\u2019unit\u00e0 tra i due momenti di una tale esigenza: quello individuale e quello collettivo. Non \u00e8 un compito facile ma, fino ad allora, la nostra societ\u00e0 rester\u00e0 di fatto in quello che Gramsci definiva un interregno, popolato da \u00abfenomeni morbosi\u00bb, da mostri e da chimere.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/trump-hayek-milei-e-la-chimera-del-fascismo-liberale\">https:\/\/ilmanifesto.it\/trump-hayek-milei-e-la-chimera-del-fascismo-liberale<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL MANIFESTO (Massimo De Carolis) SUDAMERICAN PSYCHO.\u00a0Il peggio che pu\u00f2 fare oggi un\u2019opposizione al neoliberalismo \u00e8 condividerne l\u2019abbaglio, contrapponendo l\u2019unit\u00e0 del popolo ai diritti individuali, col rischio di ignorare l&#8217;esigenza di libert\u00e0 che, nel bene e nel male, anima la moltitudine Con la sua vittoria alle presidenziali in Argentina, domenica scorsa Javier Milei ha introdotto nel bestiario della politica contemporanea un nuovo animale fantastico: il fascio-anarco-liberale. 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