{"id":82673,"date":"2023-11-24T11:09:09","date_gmt":"2023-11-24T10:09:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82673"},"modified":"2023-11-24T11:09:09","modified_gmt":"2023-11-24T10:09:09","slug":"la-guerra-di-colpo-non-ci-piace-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82673","title":{"rendered":"La guerra, di colpo, non ci piace piu&#8217;"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LETTERA DA MOSCA (Fulvio Scaglione)<\/strong><\/p>\n<div class=\"featured-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Guerra.jpg\" alt=\"guerra\" width=\"800\" height=\"533\" \/><\/div>\n<div class=\"post-content\">\n<p>L\u2019infilata \u00e8 stata notevole. Prima <em>Time Magazine<\/em>, con un reportage spietato da Kiev, protagonista un presidente Zelens\u2019kyj che, <a href=\"https:\/\/time.com\/6329188\/ukraine-volodymyr-zelensky-interview\/\">nelle confidenze dei suoi stessi collaboratori<\/a>, sembra aver perso il senso della realt\u00e0. Poi <em>The Guardian<\/em>, impegnato a raccontare <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2023\/nov\/20\/ukrainian-optimism-fades-at-start-of-another-winter-of-war\">la disillusione e il pessimismo degli ucraini mentre la guerra si prolunga.\u00a0 <\/a>Quindi il <em>Wall Street Journal<\/em>, che invita a <a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/world\/russia\/its-time-to-end-magical-thinking-about-russias-defeat-f6d0b8de\">rimettere i piedi per terra quanto a sconfitta della Russia<\/a>. Per chiudere <em>Gazeta Wiborcza<\/em>, il pi\u00f9 importante quotidiano polacco, che titola \u201cMosca trionfa, l\u2019Occidente esita\u201d, e <a href=\"https:\/\/t.me\/letteradamosca\/17935\">parla di \u201cvergognoso fallimento\u201d<\/a> (nostro) nella guerra in Ucraina. Questo ammosciamento generale mi fa poca impressione: \u00e8 assolutamente speculare al ridicolo entusiasmo che su queste stesse testate dilagava un anno fa, quando Zelens\u2019kyj e i suoi parlavano addirittura di marcia su Mosca. Ho scritto sempre che questa guerra non avr\u00e0 vincitori ma solo sconfitti e resto del mio parere. Anche per quanto riguarda la Russia che, al di l\u00e0 delle pesanti conseguenze militari, politiche ed economiche, spostandosi verso l\u2019Asia rinnega la sua anima pi\u00f9 vera e profonda.<\/p>\n<p>Resto del mio parere anche su un altro fatto, che <a href=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/2022\/10\/18\/i-putiniani-sul-serio\/\">cercai di sottolineare pi\u00f9 di un anno fa<\/a>, quando nella nostra povera provincia informativa impazzava la caccia al putiniano. Scrissi per Lettera da Mosca che i veri putiniani \u201ccio\u00e8 <strong>quelli che fanno gli interessi di Vladimir Putin<\/strong> e della classe dirigente russa che abita il Cremlino, sono proprio i sostenitori della guerra senza se e senza ma, della guerra da condurre fino allo sfinimento delle forze armate russe e\/o al tracollo economico della Russia e a quello sociale del popolo russo, considerato colpevole quanto i suoi leader\u201d. E anche qui non era difficile azzeccare il pronostico.<\/p>\n<p>Tutto quello spirito combattivo, tutta quell\u2019ansia di \u201cfargliela vedere\u201d, infatti, si basava su previsioni minate alla base da \u00a0<strong>due errori fondamentali<\/strong>, da due sottovalutazioni fatali. Il primo errore: sottostimare la Russia in generale e il Cremlino in particolare. Non sembra ma erano e sono molti quelli convinti che avesse ragione il povero (perch\u00e9 \u00e8 morto giovane e perch\u00e9 non era molto acuto) <strong>John McCain\u00a0<\/strong>quando <a href=\"https:\/\/youtu.be\/r5LyDd4vQPk?si=1l-hgeVtDbvi23Zg\">diceva che la Russia non \u00e8 altro che una pompa di benzina<\/a> travestita da Stato. Piace vincere facile. E invece eccola l\u00ec la tua pompa di benzina, che resiste a migliaia di sanzioni, riconverte l\u2019apparato industriale in un\u2019economia di guerra e tira avanti pi\u00f9 che bene. E poi, <strong>altra previsione sbagliata<\/strong>: tutti a immaginare rivolte di piazza e complotti anti-Putin. Nulla di tutto questo, Prigozhin parzialmente a parte. A colpi di servizi segreti, intimidazioni e leggi repressive il Cremlino ha tenuto il controllo del Paese. Cosa che peraltro non sarebbe riuscita (e anche questa banalit\u00e0 la scrivo da molti anni) <strong>se dietro Putin non ci fosse anche il consenso di una parte pi\u00f9 o meno importante della popolazione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L\u2019altro errore fondamentale \u00e8 stato sottovalutare la situazione internazionale.<\/strong> Ovvero, non rendersi conto che c\u2019era tutta una serie di Paesi che della politica occidentale a trazione Usa ne aveva piene le tasche. D\u2019altra parte, come poteva essere diversamente dopo l\u2019Afghanistan, l\u2019Iraq, la Siria, la Libia \u00a0ecc. ecc.? Dopo l\u2019ascesa della Cina e dell\u2019India, dopo gli infiniti pasticci americani in America Latina? Come potrebbe essere diversamente se il pensiero del responsabile della politica estera (e quindi della diplomazia) dell\u2019Unione europea,<strong> Josep Borrell<\/strong>, \u00e8 che <a href=\"https:\/\/europa.today.it\/attualita\/giardino-giungla-capo-diplomazia-ue-colonialismo.html\">l\u2019Europa \u00e8 un giardino e tutto il resto una giungla? <\/a>Questo ha fatto si che, al momento dello scontro anche economico con l\u2019Occidente, la Russia trovasse un sacco di sponde. L\u2019Iran, la Cina, certo. Ma anche Paesi da sempre alleati dell\u2019Occidente: per esempio l\u2019Arabia Saudita, che nell\u2019Opec+ collabora con la Russia per tenere discretamente alti i prezzi del petrolio, tanto che il famoso \u201ctetto\u201d dei 60 dollari a barile, decretato dal presuntuosissimo G7, \u00e8 andato subito a farsi benedire. <a href=\"https:\/\/t.me\/letteradamosca\/17890\">Come testimonia<\/a> il <em>Financial Times<\/em>, il petrolio russo \u00e8 andato venduto a non meno di 75-80 dollari a barile per tutto l\u2019anno. Quelle sponde hanno aiutato la Russia a resistere alle sanzioni e a chiudere il 2023 con un attivo di 75 miliardi di dollari nella bilancia commerciale.<\/p>\n<p>Il risultato di questa incredibile approssimazione politica \u00e8 quello che abbiamo sotto gli occhi e che i giornali fin qui citati (nessuno sospettabile di putinismo, vero?) stanno cominciando a descrivere. E dunque avevo ragione. <strong>I putiniani veri erano quelli che incitavano alla guerra, senza rendersi conto del pasticcio in cui andavamo a infilarci.<\/strong> Un pasticcio, peraltro, che il radar delle opinioni publiche ha intercettato da tempo. Davvero nessuno nota \u00a0che quasi tutti i Governi europei che erano in carica nella prima fase della guerra sono stati mandati a casa come in Slovacchia (dove ora \u00e8 premier quel <strong>Robert Fico<\/strong> che \u00e8 considerato filorusso) o in Finlandia o in Italia o nel Regno Unito, o feriti a morte come in Polonia (l\u00ec avevano fiutato l\u2019aria e avevano cominciato a litigare con l\u2019Ucraina ma il Pis di <strong>Jaroslaw Kacsinski<\/strong> non riuscir\u00e0 a formare una coalizione). Altrove l\u2019hanno sfangata con esiti paradossali come in Spagna dove <strong>il premier Sanchez<\/strong>, pur di restare in carica, si \u00e8 acconciato all\u2019amnistia per i separatisti catalani. E l\u2019autonomismo catalano, per molti qui da noi e in Europa, a suo tempo era un prodotto degli hacker russi!<\/p>\n<p>Sapete quali sono stati i due massimi putiniani? <strong>Angela Merkel e Francois Hollande<\/strong>. Hanno confessato, anche con un certo orgoglio, di aver lavorato, dopo il Maidan del 2014 e la ribellione del Donbass, non per realizzare gli Accordi di Minsk o comunque trovare una via per la pace ma per rafforzare militarmente l\u2019Ucraina. Non sarebbe stato meglio invece cercare una soluzione pacifica? Oggi davvero pensiamo che, rinunciando a priori a quella prospettiva, Merkel e Hollande abbiano fatto un favore all\u2019Ucraina e all\u2019Europa?<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/letteradamosca.eu\/2023\/11\/23\/la-guerra-di-colpo-non-ci-piace-piu\/\">https:\/\/letteradamosca.eu\/2023\/11\/23\/la-guerra-di-colpo-non-ci-piace-piu\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LETTERA DA MOSCA (Fulvio Scaglione) L\u2019infilata \u00e8 stata notevole. Prima Time Magazine, con un reportage spietato da Kiev, protagonista un presidente Zelens\u2019kyj che, nelle confidenze dei suoi stessi collaboratori, sembra aver perso il senso della realt\u00e0. Poi The Guardian, impegnato a raccontare la disillusione e il pessimismo degli ucraini mentre la guerra si prolunga.\u00a0 Quindi il Wall Street Journal, che invita a rimettere i piedi per terra quanto a sconfitta della Russia. 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