{"id":82721,"date":"2023-11-28T08:30:32","date_gmt":"2023-11-28T07:30:32","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82721"},"modified":"2023-11-28T04:13:48","modified_gmt":"2023-11-28T03:13:48","slug":"ragazzi-andate-in-piazza-ma-per-liberare-le-vostre-menti-dai-lager-del-pensiero-unico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=82721","title":{"rendered":"Ragazzi, andate in piazza. Ma per liberare le vostre menti dai lager del pensiero unico"},"content":{"rendered":"<p><strong>da RICOGNIZIONI (Elisabetta Frezza)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-82722\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/quarto-stato.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" \/><\/p>\n<div data-id=\"448fd25\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"theme-post-featured-image.default\">\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-2e2e27b2 elementor-widget elementor-widget-theme-post-content\" data-id=\"2e2e27b2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"theme-post-content.default\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<p class=\"has-text-align-center has-medium-font-size\">Cari ragazzi<\/p>\n<p>che di nuovo vi siete buttati anima e corpo a recitare il copione gi\u00e0 scritto che qualcuno vi ha messo in mano, provate almeno una volta a fare lo sforzo di leggerlo e di capirlo, prima di andare in scena. Prima di unirvi al coro (al chiasso) che si \u00e8 raccolto a segnale, prendete uno per uno gli slogan che avete trovati gi\u00e0 pronti da martellare sui social e da strillare nelle piazze e nelle scuole, e chiedetevi quale senso abbiano \u2013 perch\u00e9 un senso ce l\u2019hanno \u2013 e come mai il loro suono, per frequenza e intensit\u00e0, sia tale da penetrare dentro di voi fino a scavarci una tana. E da l\u00ec corrodere pian piano i tessuti, come fa un parassita.<\/p>\n<p>Davvero pensate che l\u2019allestimento imponente spuntato fuori all\u2019indomani di un tragico fatto di cronaca nera sia il frutto di una straordinaria convergenza di idee e di azioni, scaturite da un\u2019ispirazione spontanea del bravo cittadino collettivo? Sul serio credete, rispondendo al precetto, di incarnare la nuova giovent\u00f9 ribelle, paladina di una societ\u00e0 migliore di quella logora e decadente che vi abbiamo consegnata in eredit\u00e0?<\/p>\n<p>Che vi stiamo servendo un mondo avvelenato e putrescente, \u00e8 fuori di ogni dubbio. Che abbiate la voglia di risanarlo, \u00e8 cosa buona e giusta: siete voi, domani, a doverlo vivere. Lo slancio ideale, per ragioni quantomeno anagrafiche, vi appartiene per legge di natura. Ma questo straordinario potenziale di energia, insito in ognuno di voi, lo state dissipando in forme di obbedienza irriflessa che \u00e8 il contrario esatto dell\u2019antagonismo creativo, intelligente, a un sistema che vi vuole tutti succubi. Uguali. Devoti.<\/p>\n<p>Vi siete assuefatti, ormai, alle manifestazioni preconfezionate, addirittura agli scioperi farlocchi promossi da un\u2019opaca istituzione autoritaria ma senza autorit\u00e0. \u00c8 una trovata geniale nella sua patente idiozia: lo sciopero, che incarna per antonomasia l\u2019arma del soggetto debole contro il potere, \u00e8 diventato il mezzo con cui lo stesso potere rastrella adepti per il suo tornaconto, regalando loro, in unica soluzione, tanto l\u2019ebbrezza della (finta) trasgressione, quanto il comfort della piena approvazione sociale.<\/p>\n<p>Si tratta di quello stesso potere che non molto tempo fa, col pretesto di un\u2019emergenza sanitaria, vi ha sequestrati, isolati, colpevolizzati e ricattati e voi per\u00f2 allora siete stati zitti, perch\u00e9 vi \u00e8 mancato lo sparo del via e il suggeritore delle battute da mandare a memoria. E avete anche accettato, senza fiatare, di esibire un lasciapassare per bere uno spritz. Oltre che per prendere un treno, per entrare in un cinema, per fare due tiri al pallone. Dall\u2019esperimento siete usciti distrutti, e i suicidi non si contano pi\u00f9. Ma questi non sono delitti di Stato: no, lo Stato quella volta non vi ha detto di chiamarli cos\u00ec. Anzi, ve lo ha espressamente vietato, cos\u00ec come ha punito in modo implacabile, disumano, ogni minima infrazione al ferreo catechismo biosecuritario e ai suoi rituali grotteschi.<\/p>\n<p>Di fronte a tanti plateali controsensi, non vi sorge il dubbio che vi stiano facendo aderire a un piano che non \u00e8 vostro piano? Elaborato, anzi, per dispiegarsi contro di voi e la vostra vita?<\/p>\n<p>Provate a scavare un po\u2019 sotto i lemmi ossessivi smerciati dalla centrale, arrivate fino alla fonte. Scoprirete un programma, apparecchiato per filo e per segno negli organismi sovranazionali (ONU e dintorni) e da l\u00ec diffuso sottoforma di agende di cui vi prestate a essere esecutori inconsapevoli e zelanti.<\/p>\n<p>Certo, costa fatica cercare oltre l\u2019apparenza, frugare dietro le parole d\u2019ordine, indagare le cause e gli effetti di ci\u00f2 che avviene intorno a voi. Ci vuole tempo, intraprendenza, buona volont\u00e0, e probabilmente strumenti che nessun \u201ceducatore\u201d si premura pi\u00f9 di fornirvi e dovreste conquistarvi da soli: uno sforzo non richiesto se ci si lascia trasportare a peso morto dall\u2019onda di piena mediatica senza chiedersi alcun perch\u00e9.<\/p>\n<p>Evidentemente, in mezzo ai mucchi di paccottiglia ideologica con l\u2019etichetta di \u201ceducazione civica\u201d che vi tocca ingurgitare a scuola per legge, non c\u2019\u00e8 spazio per i principi basilari della civilt\u00e0 giuridica della quale in Italia ci vantiamo pure di essere culla. Per esempio, il principio per cui la responsabilit\u00e0 penale \u00e8 personale. Oppure quell\u2019altro, che stabilisce come il bene della vita va protetto in s\u00e9 e per s\u00e9, indipendentemente da chi ne abbia subito l\u2019offesa. La vita del padrone vale quanto la vita del servo della gleba: questa conquista della storia umana viene calpestata ogniqualvolta si insinui l\u2019idea regressiva che la gravit\u00e0 di un omicidio si misuri in ragione della qualit\u00e0 della vittima \u2013 del suo sesso, della sua razza, delle sue opinioni politiche, del suo credo religioso, delle sue condizioni morali o sociali, di chiss\u00e0 cos\u2019altro \u2013 perch\u00e9 cos\u00ec si spalanca la porta all\u2019arbitrio del pi\u00f9 forte, e alla barbarie di ritorno. La stessa che alligna dietro la colpevolizzazione generale per un reato individuale.<\/p>\n<p>Per questi e per mille altri motivi, prendetevi il tempo della riflessione.<\/p>\n<p>Pensate solo come nelle societ\u00e0 dove brilla da tempo il sol dell\u2019avvenire, dove le donne sono pi\u00f9 \u201cemancipate\u201d e i vincoli famigliari praticamente dissolti, dove la figura paterna \u00e8 evaporata nell\u2019indistinto e di fatto non esiste pi\u00f9, l\u00ec la violenza si impenna. Come si spiega questo strano fenomeno se la colpa \u00e8 tutta di ci\u00f2 che, a comando, chiamate \u201cpatriarcato\u201d pretendendo di buttare via, insieme a una formuletta senza fondamento, i tratti costitutivi del maschio e del padre? Siete convinti davvero di cancellare le violenze cancellando la virilit\u00e0 e la fortezza d\u2019animo, la responsabilit\u00e0 e l\u2019attitudine alla protezione dei pi\u00f9 fragili, delle donne e dei bambini?<\/p>\n<p>Invece di combattere contro l\u2019oppressione delle idee, vi concedete come carne da cannone alla pi\u00f9 becera propaganda. \u00c8 importante che realizziate presto l\u2019inganno, perch\u00e9 anche voi siete chiamati, come i vostri padri e le vostre madri, a essere custodi della vita e della sua potenza creatrice. Il motore del mondo, che risponde a leggi invincibili, esige la complementarit\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ricognizioni.it\/ragazzi-andate-in-piazza-ma-per-liberare-le-vostre-menti-dai-lager-del-pensiero-unico\/\">https:\/\/www.ricognizioni.it\/ragazzi-andate-in-piazza-ma-per-liberare-le-vostre-menti-dai-lager-del-pensiero-unico\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da RICOGNIZIONI (Elisabetta Frezza) Cari ragazzi che di nuovo vi siete buttati anima e corpo a recitare il copione gi\u00e0 scritto che qualcuno vi ha messo in mano, provate almeno una volta a fare lo sforzo di leggerlo e di capirlo, prima di andare in scena. 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